Il futurismo
Dalla seconda metà dell'Ottocento e per tutto il Novecento si susseguirono sempre più rapidamente correnti artistiche, talvolta contrapposte e in continuo superamento reciproco. Fino all'avvento del futurismo però nessuna corrente si presentò polemica nei confronti dell'accademismo (applicazione delle norme insegnate nelle accademie di belle arti, che schernivano un po' l'inventiva e la creatività del singolo individuo) e nei confronti della tradizione del passato.
Il futurismo crea una spaccatura netta con tutto il passato, ponendosi in una posizione provocatoria e polemica, per proiettarsi in avanti, al futuro. Il movimento futurista fu fondato da Marinetti che espone le sue idee nel Manifesto Futurista pubblicato a Parigi nel 1909.
Le idee base del movimento si fondano sulla fiducia nel progresso scientifico che viene espresso nelle opere futuriste con oggetti in movimento. La macchina è un oggetto molto rappresentato perché simbolo del progresso scientifico > la macchina, con il motore, moltiplica le forze dell'uomo, facendolo muovere rapidamente e inebriandolo di potenza.
La città simbolo del futurismo
La città simbolo del futurismo è Milano, perché simbolo del lavoro industriale > che soprattutto a partire dagli inizi del Novecento, da un lato vede sorgere o ingrandirsi nuove officine e dall'altro si espande molto urbanisticamente.
Il futurismo è un inno alla modernità, al progresso scientifico, al movimento, e non considera nessun aspetto negativo di tutto questo = solo vuole esprimere un grande impulso in avanti. Quando nel Manifesto nomina "grandi folle agitate" > ma non considera mai alcun aspetto negativo, ma vuole rappresentare la folla come affascinata nel guardare qualcosa di potente (non tanto come folla che partecipa, ma come folla che guarda estasiata).
L'ideologia del futurismo
Il futurismo mira sempre a sottolineare la superiorità di ciò che è dinamico rispetto a ciò che è statico, come ciò che è in movimento travolga e superi ciò che è fermo. Si può trovare un parallelismo con le tesi filosofiche di Henri Bergson. La tesi di Henri Bergson vede la vita come un flusso continuo e vitale, in continuo movimento (esprimibile con l'immagine di un torrente in corsa) in cui tutto è in trasformazione secondo una perenne generazione di forme nuove.
Il futurismo esalta l'azione stessa, indipendentemente dal fine alla quale è destinata.
*Il futurismo si schierò con la destra italiana di Mussolini, aderendo perfino alla Repubblica di Salò. Aderendo all'idea di guerra: unica igiene del mondo.
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