Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

MINISTERI

Secondo l’art. 2 del d.lgs. n. 300/1999, modificato dal decreto legge 12 giugno 2001, n. 217,

convertito, con modificazioni, in legge 3 agosto 2001, n. 317, i ministeri sono i seguenti:

Ministero dell'ambiente e della tutela del

Ministero degli affari esteri;

Ministero dell'interno; territorio;

Ministero della giustizia; Ministero delle infrastrutture e dei

trasporti;

Ministero della difesa;

Ministero dell'economia e delle finanze; Ministero del lavoro e delle politiche

sociali;

Ministero delle attività produttive; Ministero della salute;

Ministero delle comunicazioni;

Ministero delle politiche agricole e Ministero dell'istruzione, dell'università e

forestali; della ricerca;

Ministero per i beni e le attività culturali.

VICEPRESIDENTE

L’art. 8 della legge n. 400/1988 prevede che il Presidente del Consiglio dei ministri può proporre

al Consiglio dei ministri l'attribuzione ad uno o più ministri delle funzioni di Vicepresidente del

Consiglio dei ministri. Al Vicepresidente spetta la supplenza del Presidente del Consiglio in caso di

sua assenza o impedimento.

La nomina del Vicepresidente ha un valore prettamente politico, in quanto è volta a dare maggior

rilievo ad uno o più partiti della coalizione che non esprimono la nomina del Presidente del

Consiglio. (Esempi al riguardo possono essere ravvisati nella vicepresidenza Fini, e

successivamente Follini, durante il II Governo Berlusconi; in quella Mattarella nel I Governo

D’Alema; nella vicepresidenza Veltroni durante il Governo Prodi).

MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO

Oltre ad i ministri veri e propri, entrano a far parte del Consiglio dei ministri i ministri senza

portafoglio, che vengono così definiti poiché essi non fanno capo ad un ministero ma a dipartimenti

istituiti presso la Presidenza del Consiglio.

I ministri senza portafoglio svolgono le funzioni loro delegate dal Presidente del Consiglio dei

ministri, a norma dell’art. 9, commi 1 e 2, della legge n. 400/1988.

Nel corso della XIV legislatura sono stati nominati i seguenti ministri senza portafoglio:

Ministro per gli affari regionali;

Ministro per l’attuazione programma di governo;

Ministro per la funzione pubblica;

Ministro per l’innovazione e tecnologie;

Ministro per gli italiani nel mondo;

Ministro per le pari opportunità;

Ministro per le politiche comunitarie;

Ministro per le riforme istituzionali e devoluzione;

Ministro per i rapporti con il Parlamento.

SOTTOSEGRETARI DI STATO

Altri organi previsti dalla legge n. 400/1988 sono i Sottosegretari di Stato, i quali coadiuvano un

ministro ed esercitano i compiti ad essi delegati. I Sottosegretari sono nominati con decreto del

Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con

il ministro che il sottosegretario è chiamato a coadiuvare, sentito il Consiglio dei ministri.

Secondo il comma 3 dell'articolo 10 della legge n. 400/1988, come modificato dalla legge n.

81/2001, può essere attribuito il titolo di vice ministro a non più di dieci Sottosegretari. Ai vice

ministri vengono conferite deleghe relative all'intera area di competenza di una o più strutture

dipartimentali ovvero di più direzioni generali. I vice ministri possono essere invitati dal Presidente

del Consiglio dei Ministri, d'intesa con il Ministro competente, a partecipare alle sedute del

Consiglio dei Ministri, senza diritto di voto, per riferire su argomenti e questioni attinenti alle

materie loro delegate. CONSIGLIO DI GABINETTO

In base all’art. 6 della legge n. 400/1988 il Presidente del Consiglio dei ministri […] può essere

coadiuvato da un Comitato, che prende nome di Consiglio di Gabinetto, ed è composto dai ministri

da lui designati, sentito il Consiglio dei ministri.

Il Consiglio di Gabinetto – istituito per la prima volta in via di fatto nel 1983 nel Governo Craxi –

risponde alle esigenze delle grandi coalizioni di governo che, nell’ambito di una sede decisionale

più ristretta rispetto a quella del Consiglio dei ministri, riescono a raggiungere più agevolmente una

sintesi politica delle differenti posizioni dei partiti appartenenti alla coalizione.

Alle sedute del Consiglio di Gabinetto possono essere invitati anche altri ministri competenti per

materia, rendendone meno rigida la partecipazione ed evitando eccessive differenziazioni tra i

ministri. COMITATI INTERMINISTERIALI E

COMITATI DI MINISTRI

La legge n. 400/1988 prevede l’istituzione di Comitati interministeriali, ossia, comitati costituiti da

più ministri e che possono essere integrati anche da funzionari ed esperti. A tali comitati spetta un

compito di preparatorio dell’attività del consiglio dei ministri.

Tra i comitati interministeriali si ricordano: il CIPE (Comitato interministeriale programmazione

economica); il Consiglio Supremo di difesa (previsto dall’art. 87 Cost.); il Comitato

interministeriale per le informazioni e la sicurezza.

I comitati di ministri sono anch’essi istituiti dalla legge n. 400/1988 che, all’art. 5, lett. h, affida ad

essi il compito di esaminare in via preliminare questioni di comune competenza, di esprimere

parere su direttive dell'attività del Governo e su problemi di rilevante importanza da sottoporre al

Consiglio dei Ministri. ***

FORMAZIONE DEL GOVERNO

La formazione del Governo avviene seguendo un procedimento tipico.

Il procedimento è costituito da una serie di atti successivi coordinati e diretti

alla formazione di un atto finale.

• Il procedimento di formazione del Governo inizia ogni qual volta il Presidente del Consiglio

in carica, a nome dell’intero Governo, presenti le proprie dimissioni e queste vengano

accolte dal Presidente della Repubblica, determinando una formale crisi di Governo.

La permanenza in carica di un Governo è legata esclusivamente al perdurare del rapporto di

fiducia con il Parlamento e, dunque, non necessariamente coincide con la durata della

legislatura.

Il procedimento di formazione del Governo è disciplinato da due diverse tipologie di fonti:

Fonti costituzionali

(Art. 92, comma 2, Cost.; Convenzioni costituzionali

art. 93 Cost.; art. 94 Cost.)

Infatti, le disposizioni costituzionali al riguardo sono molto succinte e si limitano: ad attribuire al

Presidente della Repubblica il potere di nomina del Presidente del Consiglio e, su proposta di

questo, dei ministri; a prevederne il giuramento e a disciplinare il voto di fiducia. Dunque, tale

disciplina riguarda solo la fase finale del procedimento di formazione del Governo, in quanto essa

costituisce la fase caratterizzante della forma di governo parlamentare. La regolamentazione delle

fasi precedenti è, invece, demandata alle convenzioni costituzionali che sono fonti non scritte.


PAGINE

9

PESO

130.95 KB

AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze della politica
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di Diritto Pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof D'Onofrio Francesco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Istituzioni di diritto pubblico

Funzioni del corpo elettorale
Appunto
Sistemi elettorali
Appunto
Corpo Elettorale
Appunto
Sistema elettorale per la camera
Appunto