Il legno
La sua lavorazione, le sue classificazioni commerciali e il suo utilizzo in architettura
Il legno è un materiale che si crea dall'attività vegetativa degli alberi attraverso l'accrescimento dell'altezza e del diametro del fusto. Esso è un materiale organico e rinnovabile. È costituito da fibre di cellulosa tenute insieme da una matrice di lignina. Il legno possiede buone caratteristiche meccaniche, una bassa densità, un grande potere coibentante, un aspetto gradevole, è facilmente lavorabile ed è facilmente smaltibile.
Esso ha però, insieme a queste qualità positive, anche caratteristiche che possono rendere meno agevole l'utilizzo di questo materiale nel campo delle costruzioni: il legno infatti è anisotropo (ha infatti caratteristiche meccaniche e fisiche notevolmente differenziate nelle diverse direzioni), è igroscopico (varia il suo contenuto di umidità e il suo volume a seconda delle condizioni ambientali), e infine, le sue caratteristiche meccaniche sono fortemente influenzate dalla presenza di difetti.
Classificazione degli alberi
Conifere
Le conifere (aghifoglie o gimnosperme, detti legni dolci) sono costituite principalmente da un'unica tipologia di cellula per il 90%. Queste cellule, le tracheidi, hanno funzione sia di sostegno che di conduzione di succhi linfatici. Lo spessore di queste cellule cambia a seconda della stagione: in primavera sono più sottili e in estate sono più spesse. Le conifere sono poi composte per il restante 10% da due tipologie di cellule: le parenchimatiche, che contengono le sostanze nutrienti della pianta, e le resinifere, che secernono la resina. Nel commercio internazionale, le conifere sono chiamate softwood.
Latifoglie
Le latifoglie (angiosperme, detti legni duri) sono costituite da due cellule principali: in una scorrono i succhi linfatici, mentre la seconda svolge funzione strutturale. Anche nelle latifoglie, lo spessore delle pareti cellulari cambia durante l'anno. Nel commercio internazionale, le latifoglie sono chiamate hardwood.
Difetti del legno
Il legno può essere caratterizzato da diversi difetti che ne determinano le possibilità di utilizzo. Questi difetti possono essere:
- Nodi: Punti di intersezione tra ramo e tronco.
- Torsione delle fibre: Quando le fibre non sono parallele all'asse del fusto ma hanno un andamento elicoidale.
- Cipollatura: Distacchi parziali o totali tra due anelli contigui.
- Fusto ad asse variamente curvilineo: Può dipendere da condizioni ambientali sfavorevoli.
- Tensione: Si verifica alla base del tronco in alberi posti su terreni in forte pendenza oppure soggetti a forti venti dominanti. Questo legno non può essere utilizzato.
- Cuore eccentrico: È caratteristico per gli alberi che crescono lungo forti pendii: presentano anelli con spessori variabili.
- Lunatura: Per effetto del gelo, la parte interna dell’alburno non si trasforma in durame, riducendo la compattezza.
- Fenditure, spaccature e cretti: Di solito sono dovuti al gelo e riducono la resistenza.
- Canastro: Si verifica alla base del tronco ed è dovuto all’eccesso di compressione dovuto al vento o a un peso.
- Marezzatura: Si tratta del perimetro sinuoso che ne rende difficoltoso l'utilizzo.
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