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Casa e torre Rasini, Milano, 1935 • Sembrano due diverse strutture ma sono

progettate entrambe da Ponti

• Riferimenti classici

Edificio bianco:

• Asseconda la linea degli edifici

• Altezze uguali

• Riduce la cortina

• Rivestimento in marmo

• Tetto piano —> giardino appartamento all’ultimo

piano

Torre:

• A gradoni

• Si rapporta con il giardino dietro

• Rivestimento in mattoni

• Elementi che creano una texture in facciata

• Presenza di elementi tondi e curvi

• Copertura piana per poter godere dello spazio

esterno, sormontata da elementi a telaio

Dall’alto:

 Elementi a telaio

• Fioriere

• Grande terrazza

• Solarium e punto d’associazione

Gli stessi principi della casa Rasini vengono applicate a Casa Marmont (1933-1936):

• Terrazza sulla sommità che gira attorno a tutto

l’edificio (rapporto esterno interno)

Casa Laporte, Milano, 1935-1936 • L’architettura più razionalista di

Gio Ponti

• Facciata priva di riferimenti al

classicismo, fortemente geometrizzata

ed asimmetrica (sembra un quadro

astratto)

• Terrazza sul tetto, coperta per

metà da un pergolato

• Rivestimento lapideo

• Composizione basata su pieno

vuoto

• Compenetrazione degli ambienti

interni tramite l'utilizzo di oblò

• Terrazza sul tetto

• Pensiline

• Fori e rettangoli

In merito alla riflessione sulla casa unifamiliare, ponti pubblica dei progetti idealizzati Sulla rivista Domus:

Villa pompeiana • Casa unifamiliare

• Disposizione degli ambienti

interni attorno ad un atrio centrale

• Facciate esterne piuttosto chiuse,

l'apertura avviene verso l'interno

Ville mediterranee • Progetti cui emerge un

forte rapporto con il paesaggio

Realizzata a tutti gli effetti, invece è la villa Marchesano:

Villa Marchesano, Bordighera, 1938 • Forte rapporto con il paesaggio

• Architettura molto semplici, ridotta

A poche linee

• Progettazione degli spazi esterni

• Progettazione delle viste esterne

dall'interno (tema del conforto invece che

del comfort)

Le case nella triennale e il razionalismo italiano

Il Gruppo 7

Gruppo di architetti laureatisi al Politecnico di Milano che aderiscono alla corrente del razionalismo, il loro

stile si può riassumere nei seguenti punti:

• Lo stile risulta dagli scopi che l’architettura si prefigge

• Utilizzo del cemento armato, non è nascosto ma ben in vista in vari elementi (come ad esempio i

telai)

• Collocazione del razionalismo in chiave mediterranea

I componenti del gruppo 7 erano:

Figini, Pollini, Frette, Larco, Castagnoli (libera), Rava, Terragni.

Officina del Gas, 1927, Biennale di Monza, Terragni • Progetto proposto alla

triennale di Monza come

esemplificativo, ma non realizzato

• Scelta del tema industriale

• Utilizzo di ampie superfici

vetrate

Casa elettrica, 1930, IV biennale di Monza, Gruppo 7 • Commissionato dalla ditta Edison

• Volontà di mostrare le

potenzialità dell'energia elettrica

nell'ambito domestico

• Copertura piana

• Pavimento in Linoleum (materiale

innovativo per l'epoca)

• Utilizzo di colori sgargianti

• Presenza di finestre interne

• Presenza di elettrodomestici ed

elementi di collegamento fra gli ambienti (porta vivande girevole)

V Triennale, 1933

Nell'ambito della V triennale vennero proposti diversi progetti di architettura razionalista o

contemporanea.

Palazzo dell’arte, Giovanni Muzio, Milano,1933 • Edificio sede delle esposizioni, tuttora

destinato a tale scopo

• Architettura classicheggiante, ma fuori

scala rispetto alla proporzione aurea

• Presenza di lucernari per illuminazione

zenitale

• Ci sono elementi imitati dalla classicità

come l’arco, anche se semplificati e fuori scala, li

usa in maniera libera

L'esposizione avveniva nell'edificio e per il parco Sempione (idea del curatore Gio Ponti), nel quale erano

situati modelli in scala reale di edifici legati a determinate tematiche (casa di vacanze, casa popolare, casa

dell’aviatore etc.)

Villa studio per un artista, V Triennale, Figini, Pollini, 1933 • Tema della casa/atelier

• Consonanza con le idee di Ponti,

‘’linguaggio’’ però differente

• Chiusura verso l'esterno,

compartecipazione degli ambienti interni

• Presenza di un solarium aperto

verso il cielo, ma chiuso verso l'esterno da

un muro

• Riferimento concettuale alla

Domus romana

Casa sul lago per un artista, V triennale, Terragni e gruppo comasco, 1933

 Apertura verso l’esterno

 Tetti piani

 Utilizzo del vetro e cemento

 Serramenti in silicio

 Grande atelier inondato di luce

Gruppo di elementi di case popolari, Bottoni-Griffini • Collage tridimensionale di varie ipotesi

abitative

• Ripresa della tipologia della casa ringhiera

milanese

Casa a struttura d’acciaio, vari architetti milanesi

• Struttura in acciaio a vista come fosse una

sezione (A scopo dimostrativo, per elogiare la qualità

della produzione siderurgica delle imprese)

• Presenza di differenti ipotesi distributive

degli interni

VI Triennale, 1936

Durante la VI triennale, venne studiata l’abitazione come uno spazio per vivere secondo 3 principi (mutuati

da Van de Rohe ed in consonanza con l’allora vigente regime fascista).

1. Igiene

2. Estetica

3. Praticità

Il mobilio invece, venne concepito secondo le premesse poste da Le Corbusier, ovvero come un attrezzo

moderno integrante l’abitazione.

Venne inoltre presentati diversi nuovi materiali considerati innovativi, come ad esempio la gommapiuma.

Casa a struttura di acciaio, Pagano, Albini, Camus, Palanti, Mazzoleni, Minoletti

 Struttura in acciaio a vista

 Interni:

 Piccola serra

 Finestre a nastro

 Zona pranzo

Alloggio per un uomo, VI Triennale, F.Albini, 1936 • Abitazione priva d’architetture

interne, composta da attrezzature

• Disposizione secondo una griglia

modulare e spaziale (sia in pianta che in

alzato)

• Presenza di attrezzi ginnici (influenza

ideologica fascista)

Stanza di soggiorno per una villa, VII Triennale, Albini, 1940

• Presenza di un albero al centro dell’ambiente

• Sedie sospese ed affrancate ad una trave

• Pavimento trasparente, sotto il quale è possibile

vedere un prato, presenza di una voliera come arredo

fisso

• Presenza di un esilissima scala


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in design del prodotto industriale (COMO - MILANO)
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher freccetta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle arti, del design e dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Ciaga Graziella Leyla.

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