La rivoluzione industriale: il ruolo di Joseph Paxton e Gustave Eiffel
Introduzione alla rivoluzione industriale
La rivoluzione industriale si è innescata in Inghilterra nella seconda metà del 1700 (18° secolo). La macchina filatrice a fusi multipli e la macchina a vapore furono l'emblema della rivoluzione industriale.
Macchina filatrice a fusi multipli (Giannetta), 1764-1770. Macchina a vapore, James Watt, 1789.
La rivoluzione industriale si innesca a partire da invenzioni scientifiche e relative applicazioni tecniche che hanno portato alla trasformazione del sistema di produzione da agricolo a industriale. La macchina a vapore è importante perché è in grado di fare meccanicamente ciò che prima si faceva a mano, produce vapore cioè energia e questa energia serviva per far funzionare altre macchine che producevano in maniera meccanica e semi-automatica gli oggetti.
Impatto sociale della rivoluzione industriale
Le industrie che nascono in seguito alla rivoluzione industriale sono l'industria tessile e quella siderurgica. Prima la produzione tessile avveniva artigianalmente e con l'avvento delle prime macchine filatrici la produzione si sposta dalle campagne in luoghi precisi facendo nascere una nuova classe sociale, l'operaio.
Con la rivoluzione industriale nascono due nuove classi sociali, gli operai e i borghesi. Prima la classe dirigente era la classe aristocratica che esplicitava il potere per diritto ereditario basandosi su eredità fondiaria, la borghesia invece è costituita da capitani per dare vita a produzioni, proprietari di fabbriche ma anche coloro che svolgono le libere professioni che diventano più importanti nel contesto di una società industrializzata, esigenze diverse tra classi impattano sull'architettura.
Innovazioni tecnologiche e architettura
Una delle scoperte cruciali oltre la macchina a vapore è la lampadina elettrica, perché l'elettricità ha delle conseguenze sia su scala urbana sia nella progettazione di una serie di oggetti a funzionamento elettrico che rivoluzionano i modi di vita delle persone.
Industria tessile
La produzione tessile, fino ad allora, avveniva artigianalmente nelle cascine, era un'attività secondaria rispetto a quella agricola e se ne occupavano le donne. La rivoluzione concentra la produzione negli opifici, nascono la figura dell'operaio e due nuove classi sociali:
- Borghesia
- Proletariato urbano
Gli opifici (fabbriche) sorgevano in prossimità dei corsi d'acqua per sfruttare l'energia idroelettrica, sfruttavano l'acqua come via di trasporto e approvvigionamento e spesso si trovavano nelle vicinanze dei centri urbani dove i prodotti venivano immediatamente utilizzati. La popolazione si sposta verso le aree urbane.
In fabbrica il lavoro è in fasi diverse e l'operaio compie sempre la stessa operazione. L'artigiano idea l'oggetto e lo realizza e commercializzandolo ha un contatto diretto a chi vende il prodotto, quindi ha il controllo completo di tutto il processo, mentre l'operaio non ha questa possibilità e questo determina una situazione di alienazione nel senso che l'operaio è estraneo al lavoro che sta compiendo, questa cosa secondo alcuni dei pensatori intellettuali inglesi ha delle conseguenze negative sul piano sociale ma anche sulla qualità dell'oggetto che viene prodotto.
Il vantaggio che si ha con una produzione di tipo industriale rispetto ad una artigianale è l'aumento della quantità di oggetti che vengono prodotti, l'oggetto ha un costo minore rispetto a un oggetto prodotto artigianalmente che ha costi maggiori e tempi più lunghi di realizzazione. Questa riduzione dei costi rende disponibile una grande quantità di beni a larghi strati della popolazione, infatti Ford diceva sempre che voleva produrre un automobile con prezzi tali che avrebbe potuto essere comprata in prima battuta dai suoi stessi operai. Quindi in questo senso c'è un effetto di democratizzazione.
Industria siderurgica
Iron Bridge, Thomas Pritchard, John Wilkinson, Abraham Darby, Ponte sul fiume Severn a Coalbrookdale (UK), 1775-1779.
Lo sviluppo dell'industria siderurgica fu mutualmente collegato al processo della società e della cultura: la possibilità di creare ferrovie rese rapidi gli spostamenti, dando un forte impulso al commercio ed allo scambio di idee.
Conseguenza di ciò fu la nascita di nuove tipologie edilizie, come ad esempio:
- Stazioni ferroviarie: costruite utilizzando sia muratura che carpenteria metallica, generalmente coperte da strutture in ghisa e vetro, che garantivano l'illuminazione, minor ingombro e maggiore praticità nella messa in opera (strutture prefabbricate).
Il primo ponte in ghisa nella storia delle costruzioni, viene costruito a Coalbrookdale perché era uno dei luoghi in cui si stabilirono le prime industrie siderurgiche. L'area circostante il ponte è stata una delle prime zone dell'Inghilterra dove, agli albori della rivoluzione industriale, si producevano materiali ferrosi con modalità, per l'epoca, moderne. Il ponte sorse sia per rendere efficienti i collegamenti stradali, vitali per le nascenti attività industriali, sia per dare una dimostrazione delle potenzialità della produzione siderurgica.
Il progetto del ponte, di cui si conoscono diverse varianti, è attribuito all'architetto Thomas Farnolls Pritchard, da un'idea di John Wilkinson imprenditore e pioniere dell'industria siderurgica. La ghisa è una lega di ferro e carbonio, il ferro è un materiale che si conosceva già, il ferro è inteso industrialmente come primo materiale da costruzione artificiale che non si trova in natura. L'industria siderurgica ha consentito la realizzazione dei binari, la ferrovia ha avuto un impatto significativo sulla società e sull'industria del tempo.
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