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Foscolo, Letteratura italiana

Appunti di Letteratura italiana per l'esame del professor Barucci. Si tratta del Modulo dedicato a Foscolo: -vita -Ortis -Poesie -Sepolcri. Gli argomenti trattati sono i seguenti: Ugo Foscolo, Jacopo Ortis, I Sepolcri, le poesie, il romanticismo, il neoclassicismo.

Esame di Letteratura italiana docente Prof. G. Barucci

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Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

Il Marsigli, dopo la censura, rimette mano riscrivendo parti e aggiungendo notazioni che attenuano la dimensione politica e

religiosa dell’opera. Inoltre, cambia titolo: Vera storia di due amanti infelici ossia Ultime lettere di Jacopo Ortis —> il

romanzo viene presentato come una storia patetica e dolorosa storia di una more infelice: cioè Marsigli ha depotenziato

totalmente la carica politica e di rottura del romanzo. Ha grande successo.!

!

Foscolo viene a sapere di questo successo editoriale e rifiuta quest’ultima edizione sulla Gazzetta Universale di Firenze nel

gennaio 1801.!

Diffida del 1801!

“Se non che più fieri casi m’interruppero quest’edizione abbandonata a uno Stampatore, il quale reputandola romanzo la fè

continuare da un prezzolato, che convertì le lettere calde, originali, Italiane dell’Ortis in un centone di follie romanzesche, di

frasi sdolcinate e di annotazioni vigliacche. [...] Onde fino a che mi concedano i tempi di riprendere la stampa dell’autografo

delle Ultime lettere di Jacopo Ortis io protesto apocrife e contaminate in ogni loro parte quelle che saranno anteriori al 1801, e

che non avranno in fronte questo rifiuto”.!

Foscolo dice che le lettere non sono un romanzo, ma un atto documentario su una particolare fetta della storia italiana. Quindi

insiste su una reale esistenza di un Jacopo e che lui non abbia fatto altro che prendere le lettere e riordinarle: nega la sua

fisionomia di autore.!

“Prezzolato” —> il Sassoli, il pennivendolo a pagamento; dire prezzolato è molto significativo, perché dà l’idea di un

intellettuale che si prostituisce intellettualmente per soldi e per fame. Jacopo si suicida anche perché non vuole essere un

prezzolato. Quindi il Sassoli è l’ombra negativa di Jacopo e di conseguenza di Foscolo, il quale vuole presentarsi come

l’intellettuale che soffre e paga per tutti.!

“Calde” —> per Foscolo, è un termine tecnico.!

“Autografo” —> ambiguo, perché vuol dire vuol dire il mio autografo, cioè di mano propria (e quindi dice che comunque è un

romanzo e c’è una dimensione d’autore) o le lettere calde, originali dell’Ortis di cui Foscolo ha l’autografo? sono lettere vere o

è un’opera di letteratura?!

!

1801 —> è a Milano (i napoleonici hanno vinto), città che odia, pubblica con l’editore Mainardi l’Ortis: ma pubblica solo la

prima parte dell’edizione del 1798. Edizione rarissima: è nota solo una copia inviata a Goethe, con una lettera

d’accompagnamento. Goethe è l’autore del modello dell’Ortis:!

1. se Foscolo avesse paura di essere accusato di plagio, non l’avrebbe inviato.!

2. riconosce la grandezza di Goethe e il debito nei suoi confronti. Questo però ci obbliga a spostare il rapporto Ortis-Werther

su un piano di verso rispetto alla pure e semplice imitazione.!

!

1802 —> con l’editore Genio Tipografico pubblica una nuova edizione: non c’è il nome dell’autore e il luogo di stampa non è

Milano, ma Italia —> volontà politica e di politica letteraria, che sostituisce il luogo di stampa con un luogo affettivo.!

Le caratteristiche:!

PRIMA PARTE —> le lettere 1-45 corrispondono alla prima parte dell’edizione del 1798; è la base di tutte le future edizioni.!

SECONDA PARTE —> materiali nuovi e di due tipi: !

1. L’epistolario amoroso: Foscolo riprende lettere che lui aveva scritto alle proprie amanti e le ingloba. La cosa particolare è

che le sue lettere sono state scritte in modo da evitare qualsiasi elemento concreto che potesse legare troppo la lettera a

quella relazione e a quel momento (= sono state scritte per essere universali). Ironicamente: in alcune lettere scrive

all’amante di tenerle da parte perché forse gliele richiederà per usarle. Foscolo scrive sapendo già di lavorare su un

duplice piano: quello del romanzo e quello della propria epistolografia personale. L’Ortis, essendo un romanzo epistolare

(che a sua volta rientra nella scrittura dell’io), riprende la scrittura dell’io foscoliano. !

2. Inserisce alcune parti del Sesto tomo dell’io: un romanzo autobiografico. Sta tentando di scriverlo, ma non lo completerà

mai.!

!

AMBIGUITÀ DEL RAPPORTO ROMANZO-AUTOBIOGRAFIA!

Antifrontespizio —> ritratto di Jacopo (1816), di cui si dice nel romanzo. Confrontandolo con il celebre ritratto di Foscolo, è

• abbastanza chiaro che siamo di fronte allo stesso personaggio. Questo ritratto è un ritratto di Foscolo. Il ritratto poi cambia

col tempo, col crescere di Foscolo. Nell’edizione del 1798 è paciosetto, malinconico, ritratto di profilo, abito civile con colletto

ben disposto. Successivamente lo sguardo è rivolto verso il lettore, fronte alta, capelli scomposti, barba incolta (era

rivoluzionario averla, era un elemento di romanticismo patriottico), fiero, eroico, fuori dai sistemi. In quello del 1802 ci dà

l’immagine di un personaggio fiero, eroico e fuori dai sistemi – veste una toga, ha la barba lunga, capelli disordinati = tipo di

personaggio che si va a imporre in pittura.! 4

Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

Lorenzo è l’editore, l’amico a cui Ortis scrive le lettere, le raccoglie e le pubblica aggiungendo dei commenti. In questo

• caso, Lorenzo F., come era nel 1798, diventa Lorenzo A, poi Lorenzo Alderani. Ma anche qui siamo di fronte a un gioco di

specchi, a un nascondimento di sé da parte di Foscolo, perché vuole che il lettore legga Foscolo, quando nel 1798, lui dice

che l’amico destinatario si chiama Lorenzo F. In seguito, decide di attenuare questo elemento e passa a Lorenzo Alderani:

sembrerebbe voler attribuire tutto alla vera identità di Jacopo Ortis. Ma vi è un aneddoto: quando Foscolo, anni dopo, sarà

in esilio in Svizzera e la sua posta sarà intercettata e controllata, si farà mandare le lettere sotto il nome di Lorenzo Alderani.

Il gioco di specchi e d’identità è molto complesso.!

Inoltre, tra la fine del 1801 e l’inizio del 1802 sono avvenuti due elementi fondamentali nella storia di Foscolo: !

• - Suicidio del fratello Giovanni, dicembre 1801 —> quindi il tema del giovane suicida prende una dimensione

autobiografica ancora più forte perché Jacopo Ortis è un giovane suicida: Foscolo gioca su un dato di cronaca perché

nel 1796 Girolamo Ortis (Jacopo forse in onore di Rousseau), giovane studente, si suicida a Padova (e lui era lì). Lo

stesso Foscolo gioca molto sulla sua conoscenza con Girolamo Ortis: nella lettera d’accompagnamento a Goethe dice

che era un suo caro amico, ma in una lettera ad Alfieri dice di no. Forse scrive così a Goethe per evitare sospetti di

plagio, però è interessante come durante tutta la sua vita Foscolo non chiarisca mai il vero rapporto con Ortis il suicida e

quindi non chiarisca lo statuto delle lettere: vere o romanzo? Continua a cambiare versione.!

- Comizi di Lione, 1802 —> la Repubblica Cisalpina viene sostituita con la Repubblica Italiana, il cui presidente era

Napoleone: lo stato fantoccio diventa ancora più forte. Successivamente Foscolo accentua ancora di più la dimensione

politica, perché l’Italia è un possesso conteso fra due potenze straniere che asserviscono l’Italia. Ancora più forte diventa

la polemica di Foscolo contro tutti quei ceti italiani, la borghesia in primo luogo, che hanno appoggiato la trasformazione,

cioè che hanno prostituito il Paese agli interessi di economici di qualcun altro. Di conseguenza vi è ancora di più un

senso di estraneità nel contesto in un cui Jacopo si muove.!

!

La storia viene completata e presenta delle notevoli differenze; ci sono nuovi personaggi e quelli già presenti cambiano

notevolmente.!

!

!

Lezione 2, Venerdì 11 Aprile 2014!

1816: l’edizione stampata a Zurigo è molto importante. Foscolo ha scelto la via dell’esilio dalla quale non tornerà più, morirà a

Londra in condizioni di estrema povertà. L’edizione Londra 1814, in realtà Zurigo 1916, ci indica una tendenza a falsificare i

dati (anno della fine definitiva dell’impero napoleonico): la volontà è quella di far finta che questa edizione sia avvenuta

quando Napoleone era ancora imperatore. !

Foscolo pretende che questa edizione sia la copia identica della prima edizione, si inventa una prima edizione veneziana del

1802 (falso assoluto): ne parla nella notizia bibliografica del 1816, dicendo che fu stampata privatamente nella casa di un

gentiluomo veneziano; è una sorta di edizione clandestina, ma l’unica autentica, tutte le altre sono frutto di falsificazioni

vigliacche censure da parte degli editori.!

!

Foscolo introduce una lettera del 17 Marzo 1798!

- una lettera anti-napoleonica, costruita sui DISCORSI DI SERVITÙ D’ITALIA che non aveva potuto pubblicare: pubblicare

nel 1816 una lettera in cui si attacca Napoleone è un po’ a rischio di accuse di viltà, ma se si dice che questo attacco era

stato pubblicato già nel 1802 ma i vili editori l’avevano censurato, allora è giustificato. !

- È una riflessione generale sulla situazione politica italiana del 1816, in cui la grande accusa è contro tutti i patrioti

italiani, contro il Risorgimento italiano. Dire che la lettera in cui si parla del 1816 in realtà riguarda l’anno 1802 produce un

effetto ulteriore: non parla della cronaca del momento ma sta facendo un DISCORSO META-STORICO, che riguarda la

storia nel suo scorrere, attacca Napoleone e i patrioti del 1802; ma dietro questa critica, si può leggere una critica agli

austriaci e ai patrioti italiani del 1816. —> leggibile in maniera attualizzante e riguardante la storia, le sue dinamiche, i suoi

meccanismi e le sue vittime. L’Ortis è un romanzo della tragedia umana di fronte alla storia.!

- In questa edizione c’è un ampliamento del paratesto, che serve ad ampliarlo, in primo luogo ci sono 4 incisioni:!

1) Ritratto di Ortis, che in realtà è un ritratto di Foscolo: esibire sul frontespizio il ritratto di Ortis vuol dire che ciò che è

raccontato nel romanzo è la verità;!

2) Ritratto di Teresa, viene detto che Ortis incontra Teresa mentre sta disegnando il suo ritratto: ce ne sono uno all’inizio

e uno alla fine;! 5

Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

3) Un’immagine con Jacopo fatta fare da Teresa: si nota il paesaggio naturale. Ci sono due versi danteschi “Libertà va

cerca a te si cara/come sa chi per lei vita rifiuta”.!

4) Un’edicola neoclassica sulla quale la parola scritta è “sonno”, la quiete il riposo.!

C’è stato un grande critico che ha definito questa notizia bibliografica del 1814 il testo più bugiardo in assoluto: è un vero e

proprio saggio di più di 100 pagine in cui Foscolo, fingendo di essere una commissione di tre intellettuali, di cui due stranieri,

parla dell’Ortis, ricostruisce la storia editoriale, mentendo più volte e affronta il genere, i temi e lo stile —> è uno di quei casi di

produzione critica dell’Ortis sulla propria opera.!

L’ultima grande edizione è quella di Londra 1817: l’Ortis viene suddiviso in due parti, la notizia bibliografica viene ridotta e c’è

una traduzione del Sentimental Journal. Le cose fondamentali sono due:!

1) Testo diviso in due parti: accentua la dimensione strutturale del libro, cioè calca la mano sul ruolo dell’autore; infatti,

in questo modo si accentuano dei parallelismi tra la prima e la seconda parte; si fa vedere come Foscolo abbia

ragionato da romanziere e artista, pensando ad un organismo narrativo.!

2) La traduzione del Sentimental Journal di Sterne viene fatta perché nell’Ortis c’è una sorta di abbozzo di romanzo,

scritto da Jacopo che si chiama Storia di Lauretta: viene inserito, ma il problema è che questo abbozzo di romanzo, in

realtà è una sorta di traduzione del Sentimental Journal. Foscolo è in Inghilterra, Sterne è inglese, il lettore inglese

leggendo l’Ortis si rende conto immediatamente che quell’abbozzo scritto da Jacopo è una traduzione da Sterne;

Foscolo perciò dichiara il debito, e quindi dichiara per forza che si tratta di un romanzo e non di una storia vera.!

!

Le lettere di Jacopo Ortis sono vere lettere scritte da un giovane suicida o romanzo scritto da Foscolo: sono lettere e l’editore

le ha trattate come romanzo. Nelle scritture dell’io però Foscolo dice molte volte che Jacopo è lui.!

Lettera a Cesarotti (12 settembre 1802): “Fra un mese avrai in nitida edizione pari a questa una mia fatica di due anni, ch’io

chiamo il libro del mio cuore. Posso dire di averlo scritto col mio sangue; tu ergo ut mea viscera suscipe [tu quindi accoglilo

come se fosse il frutto delle mie viscere]. ... Da quello conoscerai le mie opinioni, i miei casi, le mie virtù, le mie passioni, i miei

vizi, e la mia fisionomia”.

!

Il testo “bugiardo” della notizia bibliografia 1816: “E l’autore merita lode […] per aver copiato con esattezza o da sé stesso, o

da qualche altro individuo un carattere d’uomo, che quantunque non s’incontri frequentemente, si confessa a ogni modo che è

un carattere vero, e de’ nostri tempi, e creato dalla natura.” !

—> Jacopo è un carattere d’uomo, è un personaggio in primo luogo teatrale. Le Ultime lettere di Jacopo Ortis:!

- Notizia bibliografica 1816: “E l’amore nell’Ortis assume da’ sentimenti repubblicani una tempra fiera e virile, per cui

scemasi in parte la dissonanza che due passioni così dissimili devono necessariamente mandare”. !

- Non vogliono essere la storia di un amante infelice, che si suicida per un amore infelice; l’Ortis è un personaggio

universale di un epoca infelice e disgraziata, cioè di un’epoca che è al collasso politico e morale.!

- Notizia bibliografica 1816: “Il lettore confessa che l’Ortis gli pare carattere nuovo e alle volte stranissimo, ma che pure è

uscito tal quale dalle mani della natura, e non poteva né parlare, né pensare, né operare altrimenti. Il suo stile piglia

improvvisamente vari colori dalla molteplicità degli oggetti; i suoi pensieri sono disordinati: e nondimeno lo stile ha sempre

uno stesso tenore mantenuto dal carattere dell’individuo; e il disordine forma un tutto che si direbbe composto

armonicamente di dissonanze”.!

- È un personaggio creato dalla natura, un personaggio in cui si riconoscono i moti della natura: si nota la

contrapposizione fondamentale tra arte e natura. In Jacopo noi possiamo vedere i meccanismi psicologici naturali

profondi che valgono per tutti.!

!

Foscolo in molti suoi testi, sia nella notizia bibliografica, sia nella lettera a Iacopo Salomon Bartholdy confronta il suo col

romanzo italiano del 1796, come unico romanzo italiano l’Orlando Furioso (a parte il fatto che cita due autori: Pietro Chiara e

Antonio Piazza, ma questi due scrivono dei romanzi fortunatissimi, che tutti leggevano, ma che avevano titoli come

L’Americana ramminga e La Turca in cimento: la cosa importante è l’intreccio, le avventure, i colpi ad effetto —> letteratura di

intrattenimento. Foscolo rifiuta questo tipo di letteratura perché non si sedimenta nella memoria: l’attenzione del lettore è tutta

presa nella trama, del seguire gli avvenimenti, perché ci si perde, ma una trama complicata ce la si dimentica, perciò quel libro

non ha effetto e impatto sulla memoria, sull’anima del lettore.

Il romanzo invece deve essere un romanzo politicamente impegnato, ma che possa anche incidere. Serve una trama

semplice e il centro in realtà è la psicologia del personaggio: per questo tipo di romanzi bisogna guardare all’estero,

all’Europa. Infatti, nel “Piano di studio” sono indicati i suoi modelli: è un tipo di romanzo che possiamo chiamare romanzo di

carattere o romanzo psicologico. I grandi modelli sono:!

- GOETHE, I dolori del giovane Werther;!

- ROUSSEAU, Nuova Eloisa, 1761;! 6

Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

- RICHARDSON, Pamela.!

Sono romanzi epistolari, rientrano nella “scrittura dell’io”, della reiterazione della propria anima. Ma il romanzo epistolare

può avere molte forme: ad esempio, nella Nuova Eloisa ci sono molti personaggi che si scrivono tra di loro, in questo modo il

lettore non si identifica, osserva questo intreccio epistolare dell’esterno, è come un personaggio esterno che vede svolgersi

davanti a sé una storia. Il lettore legge da una prospettiva astratta, è chiamato a giudicare quale dei personaggi riesce meglio

a controllare le proprie passioni, inoltre, inevitabilmente si passa ad un tipo di linguaggio astratto: non c’è una vera e propria

dimensione naturale; i personaggi o scendono troppo nel sofisma (in discorsi troppo minuziosi) o volano troppo in alto: non

!

hanno impatto. !

Foscolo crea una contrapposizione tra la fiamma dei francesi e il calore degli antichi. La fiamma illumina

intellettualmente ma non ha un suo vero calore, come il razionalismo illuminista; Foscolo, invece, quando parla del calore

degli antichi fa riferimento alla Bibbia, a Omero, a Dante, a Shakespeare - autori barbarici, che erano stati considerati non

raffinati, ma che hanno una vita [calore] immediata. Foscolo è nel pieno del cambio di paradigma estetico, di gusto

letterale: nell’800 i grandi modelli diventano questi poeti “barbarici”, quindi la soluzione di Rousseau non va bene.!

Il modello scelto sono I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER. !

Inizia il falso problema dell’originalità dell’Ortis rispetto a Werther: abbiamo un unico personaggio, Werther, che scrive ad un

unico personaggio, Guglielmo. Ciò permette l’identificazione che in Rousseau non c’era, perché noi ci mettiamo dalla parte di

Guglielmo, il destinatario (le lettere in realtà sono per il lettore). —> L’identificazione è talmente forte che noi ci

identifichiamo anche con lo scrivente stesso, Werther: è come se le lettere le stessimo scrivendo noi = identificazione totale. !

La storia tra i due romanzi è più o meno uguale: due giovani incontrano una bella fanciulla, non possono sposarla perché sono

promesse spose e i due si suicidano.!

Foscolo ha copiato Goethe? Foscolo ci racconta del suo contatto con Werther già nella lettera al Bartoldi: dice che ha letto I

dolori del giovane Werther tra il 1798 e il 1802. Perciò, secondo lui, quando ha iniziato a pubblicare l’Ortis del 1798 non

conosceva Werther: ciò è senz’altro falso, ma il punto è che Foscolo ci dice che quando vide il Werther si rese conto che la

storia era la stessa, e ciò vuol dire che quella storia non è frutto di arte, ma di osservazione della natura: è un evento

normale, si rinuncia ad un amore: ciò fa dell’Ortis una STORIA UNIVERSALE. !

!

Foscolo costruisce una SIMILITUDINE CON L’ANTICA TRAGEDIA GRECA: gli episodi erano sempre gli stessi, ma la cosa

importante era ciò che faceva grande il tragediografo, cioè il nuovo senso che lui sapeva dare a quell’episodio e la forma

letteraria che veniva data a quell’episodio —> le micro-differenze permettevano di dire che era un’altra opera.

Nell’Ortis sono importanti le differenti trattazioni, quindi va letto come una vera tragedia. !

JACOPO è un moderno personaggio tragico, ma Foscolo va ancora avanti e prende da Goethe il suo modello di romanzo, e

lo trasforma ulteriormente: Foscolo rivendica la grande TRASFORMAZIONE SULLA FIGURA DELL’EDITORE, cioè colui che

all’interno della storia è l’amico dello scrivente e raccoglie le lettere. Infatti, ad esempio, Guglielmo, l’amico a cui Werther

scrive, non è colui che si incarica di raccogliere le lettere, non è colui che racconta le lettere di Werther, ma è un altro

personaggio anonimo. Nell’Ortis, invece, Lorenzo non è solo l’amico destinatario di Jacopo, ma è anche colui che raccoglie le

lettere e svolge più lavori: raccoglie le lettere, mette delle note e diventa una vera e propria specie di narratore. !

Lo SPAZIO DELLA NARRAZIONE nell’Ortis è molto più forte che nel Werther: nell’Ortis ci sono due dimensioni narrative:!

1) Da un lato, la scrittura dell’io;!

2) Dall’altro lato, l’autore onnisciente che ordina e regola: c’è una dimensione ordinatrice razionale di controllo. Per

questa ragione Lorenzo diventa un vero è proprio personaggio, diventa il doppio razionale di Jacopo, è un esule,

soffre, ha grandi passioni, ma riesce a mantenere una dimensione razionale: è lo Jacopo che riesce a fare ciò che

Jacopo non è riuscito a fare, cioè prende la penna e inizia a combattere.!

!

Il modo in cui si apre l’Ortis è importante perché è Lorenzo che parla con il lettore: la dimensione dialogica è costante in

tutte le opere di Foscolo. Lorenzo conquista il proscenio dichiarando la propria differenza rispetto a Guglielmo.!

Al lettore — “Pubblicando queste lettere, io tento di erigere un monumento alla virtù sconosciuta; e di consacrare alla

memoria del solo amico mio quelle lagrime, che ora mi si vieta di spargere la sua sepoltura. E tu, o Lettore, se uno non sei di

coloro che esigono dagli altri quell’eroismo di cui non sono eglino stessi capaci, darai, spero la tua compassione al giovine

infelice dal quale potrai forse trarre esempio e conforto. Lorenzo Alderani”!

VIRTÙ SCONOSCIUTA: di Jacopo, ci dice due cose ovvie: è un personaggio virtuoso e ignoto. Ma in realtà, per un lettore

dell’epoca, la virtù sconosciuta è un campanello fortissimo, perché ci rimanda ad un’opera di Alfieri, il grande modello di

Foscolo e autore di tragedie del ‘700, un dialogo intitolato La virtù sconosciuta, in cui parla con un amico sconosciuto: è un

personaggio che ha rinunciato alla lotta culturale, praticando una virtù interiore, la virtù delle amicizie. In Alfieri c’è una

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Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

contrapposizione di lui che sceglie l’esilio, in cui possiamo riconoscere Jacopo, e dall’altro lato abbiamo un personaggio che

ha capito che di fronte alla vita non si può nulla: la virtù è la compassione per chi c’è vicino. Allora “virtù sconosciuta” ci

proietta l’ombra di un uomo che si suicida perché sconfitto e riconosce che l’unica difesa umana è la pietà per gli altri vinti

della storia.

SOLO: all’inizio non c’era, Foscolo col tempo vuole calcare il tema della solitudine umana.

C’è il tema dell’eroe tragico, ma siamo di fronte all’idea di chiedere un eroismo di cui non siamo capaci: si riconosce che

Ortis è uno sconfitto, è un uomo che ha compreso che i suoi mezzi erano stati tutti sperimentati, poi abbiamo il tema della

!

compassione per i deboli e i vinti della storia.

!

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ANALISI IN FUGA DA CAMPOFORMIO!

DA’ COLLI EUGANEI, 11 OTTOBRE 1797!

- Bonaparte è giovanissimo, gli viene detto di restare sulla difensiva; i francesi si prendono le scoppole sul Reno e questo

generale ragazzino parte e con alcune vittorie folgoranti arriva a minacciare Vienna: c’è un grande entusiasmo politico in

tutta Italia perché per i giacobini italiani è arrivato il momento del riscatto. !

- Cade la Repubblica veneziana e si instaura un governo democratico. !

- Bonaparte firma la Costituzione ma è un capolavoro di ipocrisia, in realtà ha già firmato il Trattato di Campoformio in cui

tutto viene ceduto all’Austria. !

Foscolo è un giacobino e in un certo senso Jacopo è una sua ombra perché nel momento in cui gli austriaci arrivano a

Venezia scatta la repressione verso tutti i veneti a favore del regime democratico. Jacopo deve scappare sui colli Euganei.

Nell’edizione del 1798, la storia inizia nel dicembre per accentuare la tragicità della situazione. !

IL SACRIFICIO DELLA PATRIA NOSTRA È CONSUMATO: TUTTO È PERDUTO: nel vangelo di Giovanni, quando muore

Gesù, dice “consumatum est”, “è finito tutto”: qui comincia una dimensione cristologica di Jacopo. Nel finale Jacopo si

pugnala sotto il costato sinistro (nei crocifissi, si trova qui la ferita), prima grande differenza da Werther (che si spara): il

suicidio con la pistola è un suicidio borghese, pugnalarsi lo fa l’eroe tragico in scena; ad esempio, Bruto, quando è chiaro che

la Repubblica è caduta e ci sarà la dittatura, si uccide buttandosi sulla sua spada; Jacopo è sia un eroe tragico e sia si

sedimenta in una dimensione cristologica. Jacopo è una sorta di vittima sacrificale per tutti gli uomini, una sorta di risarcimento

personale per Foscolo di vari aspetti dell’esilio. Ci sono due sacrifici:!

1) Il sacrificio finale di Jacopo, che si suicida —> piano personale;!

2) Il sacrificio iniziale del Veneto, che è stato sacrificato per ragioni politiche —> piano meta-storico.!

Il romanzo si chiuderà quando l’avremo l’identificazione totale. !

Il Vangelo di Giovanni è tutto impostato sul tema del rifiuto, dell’esclusione di Gesù: “Il verbo è venuto nelle tenebre, ma le

tenebre non l’hanno accolto”: il salvatore diventa vittima, entra nel mondo delle tenebre e viene respinto!

CI È RIMASTA SOLO SCIAGURA ED INFAMIA: sa che la sua vita è in pericolo, può finire da un momento all’altro: gliene

sarà concessa, sarà solo per piangere.!

LISTA DI PROSCRIZIONE: è un riferimento classico della storia di Roma, degli ultimi anni della Repubblica, quando

chiunque vinceva, faceva una lista di proscrizione: chiunque poteva essere ucciso e, a seconda di chi vinceva ,cambiavano le

liste di proscrizione:!

1) Foscolo sta creando un immaginario da fine della Repubblica.!

2) Sta dando a Jacopo una dimensione di eroe tragico sconfitto.!

—> INCIPIT DELLA LETTERA: “libertà va cercando, ch'è sì cara,/come sa chi per lei vita rifiuta.”: (Purgatorio canto I vv.

71-72): sono le parole rivolte da Virgilio a Catone Uticense (custode dell'accesso al monte del Purgatorio) per presentargli

Dante in quanto "cercatore di libertà"; le successive, sono invece riferite al suicidio di Catone a Utica, all'approssimarsi della

dittatura cesariana. Quindi Jacopo si pone sotto l’ombra di Catone come nuovo martire della libertà.

C’è il tentativo di Foscolo di riprodurre nel romanzo il linguaggio orale.

CONSOLA MIA MADRE: volontà di creare una lettera viva, reale, con sbalzi di un umore; riflette la volontà di Foscolo di

riprodurre un normale modo di pensare dell’uomo di quel tempo, l’affetto della vita privata. Banalmente, Gesù, sulla croce,

dice: “Madre questo è tuo figlio” —> affidamento della figura materna all’amico che si deve occupare di lei.!

DOVRÒ ANDARMENE DALLA MIA SOLITUDINE ANTICA: parole iper-petrarchesche; Il poeta è immerso da solo nella

natura (presente nei ritratti. Il senso sarebbe il tema della lunga tradizione di memorie: l’uomo, proprio perché la storia è

violenza e disordine, si lega ad una lunga tradizione di storie proprie. LA TERRA DEI MIEI PADRI vuol dire Patria. Jacopo

infatti chiederà di essere sepolto sotto dei pini piantati da suo nonno e da suo padre. Amore di famiglia stratificatosi in questo

luogo. Il tema della Pace, nel senso del personaggio tormentato ed inquieto, per il quale la vita è sofferenza.

LAVARE LE MANI: riferimento a Pilato. 8

Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

HO DISPERATO: importante il tema della disperazione, l’idea della perdita delle speranze; in particolare ci sono due

speranze parallele: la patria e l’amore. Il romanzo inizia con l’idea che il sacrificio della patria è iniziato e termina con l’auto-

sacrificio della patria: caduta delle speranze politiche. Il quadro del romanzo si basa sulla sconfitta dell’uomo innamorato di

fronte alla società. !

ASPETTO TRANQUILLAMENTE PRIGIONE E MORTE: aspettare tranquillamente come gli antichi saggi che si suicidavano

stoicamente. La prigione e la morte sono temi tipici dell’immaginario del tempo.!

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Lezione 3, Lunedì 14 Aprile 2014!

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13 OTTOBRE 1797

TI SCONGIURO, LORENZO; NON RIBATTERE PIÙ. […] MI PERDONERÀ: tema degli affetti familiari.

VILTÀ - ESILIO: siamo nel segno del suicidio che viene preannunciato, ma l’intero romanzo è una sorta di esortazione al

suicidio. - Lettera a I.S. Bartholdy, 29 settembre 1808: “L’Ortis, disperando dell’onore e dell’indipendenza della sua patria,

si mostra, sin dalle prime parole com’uomo che si crede d’avere vissuto ormai troppo. L’Ortis intenda di raccomandarlo [il

suicidio] quasi rimedio di certi tempi, come se il troppo terror della morte avvezzasse i mortali a comperarsi la vita a prezzo

d’infelicissima servitù”. —> Il suicidio è una sorta di chiave, chi ha paura della morte vive in un certo modo; la servitù rimanda

ad un tema politico; il comperarsi ed il prezzo rimandano ad una logica economica di una nuova società borghese. Il punto è

che la vita non deve essere conservata ad ogni costo. Ci sono valori più importanti, come la libertà ma soprattutto il contrasto

tra speranza e disillusione.

GEMERANNO PENTITI, LONTANI DALLE LORO CASE: tutti coloro che si sono esposti durante il periodo giacobino possono

trovare rifugio presso i francesi, ma possono trovare solo una breve e sterile comprensione, perché ci sono nazioni incivilite,

ma proprio ciò fa si che la compassione sia più foca. Foscolo crea una contrapposizione tra la fiamma dei moderni

(francesi) che è sterile e il calore degli antichi: siamo in una fase di degenerazione della specie umana, c’è una sorta di

apocalisse della società: il suo progredire in realtà è un insterilirsi.

ITALIA, TERRA PROSTITUITA: vi si sovrappone una memoria letteraria, perché Dante, nell’invettiva all’Italia, la chiama “non

donna di provincie, ma bordello”; c’è l’idea di un’Italia che si concede a tutti.

VENDUTI: i francesi che hanno venduto il Veneto, si servono della libertà come strumento di propaganda e di potere. Infatti,

siamo di fronte a due immagini diversi di libertà: la libertà del singolo (quella del cercatore di libertà) che è oppressa da

coloro che utilizzano la libertà come strumento di guerra.

MI CACCEREI UN COLTELLO NEL CUORE: Il suicidio di Jacopo è un suicidio profondo, di origini meta storiche, non dovuto

unicamente all’amore perduto.

HANNO COMPERATO LA NOSTRA SCHIAVITÙ…: gli austriaci hanno perso di fronte a Napoleone e hanno acquistato il

Veneto pagando; linguaggio machiavelliano: Machiavelli identifica le ragioni del collasso italiano nel ‘500 nell’aver puntato

troppo sull’aspetto economico e su una forma di elegante civiltà, abbandonando l’uso delle armi, cioè l’uso dei valori militari e

politici degli antichi; il non restare fedele alle armi per Machiavelli è il segno di un incivilimento che porta ad essere asserviti

all’invasore, ma non c’è solo quest’analisi strettamente politica: c’è l’idea che la storia è una storia violenta e per poterla

controllare occorre la forza.

SEPOLTI VIVI: chiaro riferimento al conte Ugolino di Dante e al mondo sotterraneo. Il conte Ugolino che muore fra la fame e

le bestemmie (che si intuiscono dal fatto che va all’Inferno) ma l’idea è quella dell’immagine di una contemporaneità in cui si

è sepolti vivi: siamo di fronte ad un’epoca di noia, di inerzia. Da un lato c’è il tratto dell’orroroso e dall’altro c’è la malinconia del

dolce lume, della vita sulla superficie della terra che ci dà l’idea di una cultura fortemente sensistica, che garantisce

un’attenzione per i sensi e per la materialità del vivere.!

!

16 OTTOBRE 1797

IO VIVO TRANQUILLO: questa tranquillità è un tema che percorre tutto l’Ortis; in questo caso si riferisce anche alla

tranquillità dei morti, è un qualcosa di profondamente negativo, che sarà scardinata dall’arrivo di Teresa.

NON VEDO PERSONA NEL MONDO: ulteriore segno di essere un sepolto vivo, una tranquillità che rifiuta il contatto con

gli altri uomini.

MANDAMI QUALCHE LIBRO: Jacopo è un intellettuale, il tema dei libri letti o non letti, abbandonati, interrotti, è

importantissimo; in realtà anche questa frase è negativa perché l’idea di un libro indefinito raffigura un personaggio senza

interessi o vitalità, un personaggio che si sta lasciando vivere.

LAURETTA: Foscolo inserisce uno stralcio del viaggio sentimentale di Sterne. Lauretta è un’amica di Jacopo, impazzita per un

9

Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

amore infelice, e che poi muore; Jacopo prima di suicidarsi fa una sorta di tour degli affetti e va anche sulla sua tomba.

Lauretta incarna per il lettore la storia degli amori infelici: infatti, nella prima parte c’è una sequenza di racconti di amori infelici

che è una sorta di citazione della IV Giornata del Decameron, perché Foscolo dice che il romanzo è il genere della

contemporaneità, ossia serve per raccontare gli usi, i costumi e i pensieri della propria epoca. Ma l’Ortis è ambientato e

costruito su eventi storici (romanzo storico di Scott – ambientati nel medioevo – e di Manzoni). Nella tradizione italiana l’opera

che parla degli usi e dei costumi della sua società è il Decameron, che comunque è festevole, produce piacere, divertimento e

gioia, che andavano bene nel Medioevo, non nella contemporaneità. L’unica cosa adattabile è la giornata degli amori tragici.

Quindi Foscolo costruisce questo pezzo dedicato ai grandi amori tragici. La compassione: virtù sconosciuta e l’unico legame

che può valere ancora nella sua società.!

ECCOTI, O LIBERTÀ, UN’ALTRA VITTIMA: ricorda una frase di Roland de la Platière “Oh libertà quanti delitti si commettono

in tuo onore” – frase che l’aristocratica disse prima di essere ghigliottinata.!

HO AVUTO A CHE FARE CON DE’ TRISTI: con i malvagi, l’intera società italiana è definita corrotta, è una società in cui

domina il male.!

!

ANALISI IL SISTEMA DEI PERSONAGGI

Ci sono nuovi protagonisti:!

➔ ODOARDO: l’antagonista di Jacopo, il promesso sposto di Teresa. Da un lato Jacopo prova verso un uomo simpatia e

rispetto, dall’altro lato c’è una persona verso la quale egli inizia a provare gelosia. È un uomo che non ha sentimenti ed

emozioni, ma cambia profondamente tra l’Ortis del 1798 e il suo sviluppo successivo, perché nel 1798 è una figura

positiva, un amico di Jacopo, un animo nobile; Jacopo si rende conto che può fare la felicità di Teresa più di quello che

potrebbe fare lui.!

➔ SIGNOR T.: viene presentato positivamente, anche perché anche lui è una vittima di ciò che sta accadendo a Venezia, e

gli viene contrapposta un’immagine negativa della società, se ingegno porta dei rischi. Nel 1798 non esiste, poi decide di

inventarlo perché in realtà è una figura ambigua, viene connotato con tutti i tratti del tiranno politico. Egli sacrifica la felicità

di sua figlia per il bene della famiglia, fa il vuoto attorno a sé, cerca di allontanare sua moglie che non voleva un

matrimonio del genere per sua figlia. Ma i sentimenti vengono assoggettati agli interessi, il padre in quanto tale è l’autorità,

la legge, la società che è castrante, infatti, si è parlato di mito edipico perché Jacopo desidera due cose, Teresa e la

patria, ed entrambi sono impediti da autorità paterne.!

L’Ortis è anche il romanzo della negazione di ciò che si desidera, un romanzo della disillusione dei desideri caduti.!

➔ TERESA: Teresa viene vista mentre dipinge il suo ritratto, lo otterrà e morirà baciando questo ritratto: esso assume la

forma freudiana del sostituto della realtà. Cambia moltissimo dal 1798 alla versione successiva; Teresa ha una sorella che

si chiama ISABELLINA, nel 1798 Teresa non è una giovane fanciulla ma è una vedova e Isabellina è sua figlia. Foscolo

decide di uscire da una sorta di scena borghese. C’è un processo di petrarchizzazione di Teresa, nel 1798 aveva i capelli

neri, poi biondi, ma fare di Teresa una sorta di Laura significa mettersi in una situazione di amore impossibile. Teresa è

! ingenua!

23 OTTOBRE 1797

SALUTANDOMI COME SE MI CONOSCESSE: ingenuità di Teresa: accoglie un giovane sconosciuto come se fosse un amico

di famiglia. !

TERESA, PRENDENDO PER MANO LA SUA SORELLINA, PARTIVA […] SENTIRE CHE GLI MANCASSE SUA MOGLIE: il

lettore pensa che la madre di Teresa sia morta, ma è un falso indizio, solo in seguito si capisce cos’è successo.

IO TORNAVO A CASA COL CUORE IN FESTA: è totalmente cambiata la prospettiva di Jacopo.

ADDORMENTA I MORTALI DOLORI: importante è il tema della bellezza, elemento salvifico, che crea la civiltà e permette

all’uomo di vivere.!

TERESA È UNA SORGENTE DI VITA […] FATALE: si anticipa che porterà Jacopo alla morte, ma è anche una sorgente di

speranza.!

Foscolo concentra il romanzo su AMORE e POLITICA che sono sentimenti dissimili, ma egli era consapevole del problema…!

Lettera a Silvio Pellico (23 febbraio 1813): “[…] Secondo me e gli esempi de’ grandi che valgono assai più di me, l’azione e

il suo [della tragedia] progresso non consiste negli avvenimenti affollati, e incalzantisi, bensì negli accidenti naturalissimi e

minimi che rieccitando le passioni de’ personaggi le infiammano, e le fanno scoppiare e le riducono alla catastrofe: e questo

progresso di passione è per me il vero moto dell’azione tragica: e per darti un esempio a cui le donne e i fanciulli

assentiranno, vedi che tutto intero il libro dell’Ortis benché senza azione d’avvenimenti progredisce rapidamente e

pietosamente del progresso della sola passione d’un uomo solo rieccitata da pochissimi e naturali accidenti. […] Si

comprende il vero delle passioni, e questo è quel vero che si conosce più facilmente, perché ci forza a sentire prima di

ragionare: si comprende finalmente il semplice dell’azione, perché quanto più l’azione è complessa, tanto meno è credibile; e

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Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

il peggio si è che affaccendando l’attenzione del lettore, tu distogli l’anima sua dal sentimento disattento ma profondissimo

della pietà e del terrore”.!

Nell’Ortis il vero contrasto è tra la disperazione delle passioni e l’amore della vita: desiderio della patria e desiderio della

vita (che viene innescato da Teresa – una passione però senza speranza). Perciò nel fondo dell’Ortis c’è: la negazione

esercitata dalla storia sull’uomo e il fatto che Teresa non può amare Jacopo ma deve sposare un altro uomo (è una

sconfitta della società). Jacopo si suicida quando Teresa si sposa, perché entra a far parte di una società nemica a lui e non

quando gli dice che non potrà mai amarlo: sposandosi, viene a crearsi una barriera tra Jacopo e la società che lo rifiuta. !

Sotto questo punto di vista abbiamo una tragedia nell’Ortis e Foscolo prova a spiegare cos’è la tragedia al Pellico: non si

trova nelle trame complicate ma negli eventi che possono succedere a tutti, perciò la trama del Werther e dell’Ortis sono simili.

MOTO DELL’AZIONE TRAGICA: Teresa riinnesca la speranza, ma poi anche questa crollerà.

SENTIRE PRIMA DI RAGIONARE: Odoardo è un ragionatore freddo.

L’Ortis è in realtà un romanzo profondamente pensato e risponde a principi ideologici a priori, è il modo in cui Foscolo decide

di attualizzare la grande tragedia del ‘700.!

!

28 OTTOBRE 1797

TRICOLON DI CLIMAX ASCENDENTE: segno dello stile che si innalza.

Ci si concentra sull’aspetto politico, e in particolare sul pensiero politico di Alfieri: abbiamo una società fatta da tiranni e servi,

si potrebbe agire se i tiranni fossero uno solo e i servi fossero stupidi; “Il potere del tiranno risiede nella stupidità dei suoi

servi”. Ma Foscolo non può agire.!

- Se non agisco sono un vile;!

- Se agisco sono un criminale.!

Una società che è sempre pronta ad accusare i margini. Si raggiunge la tranquillità quando si capisce che è impossibile agire

sulla storia.!

SAVIO: colui che ha raggiunto la verità, sa che la storia non si può modificare e tentare di agire contro la storia vuol dire

essere dei pazzi.

NON PROVOCATI: non spinti ad agire da qualsiasi cosa.

A questo punto una sorta di romanzo storico, ma soprattutto ROMANZO SOCIOLOGICO: Jacopo vaga per tutte le città d’Italia

e ci mostra una società alla sbando, un’immagine di un qualcosa di perduto. Si ha una sorta di funzione apocalittica

all’autodistruzione, c’è una riduzione dell’orizzonte alla stretta individualità per negare al tiranno ciò che deve essere

salvaguardato. Infatti, Jacopo torna a morire nei Colli Euganei dove c’è l’antica casa di famiglia e Teresa.

ROMANI, LADRONI DEL MONDO: Nel ‘700, epoca di Classicismo, la virtù dei romani è il simbolo di un potere oppressivo e

distruttore.!

!

1 NOVEMBRE 1797!

IO STO BENE […] MI LASCIO ILLUDERE E L’APPARENTE FELICITÀ DI QUELLA FAMIGLIA SEMBRA REALE, SEMBRA

ANCHE MIA: tema delle illusioni scatenato da Teresa.

COMMENDATEZIA: lettera che si scrive per presentare una persona a qualcuno.

Contrapposizione tra la ragione e il sentimento (protoromantico), l’idea che la ragione porti anche ad una scelleratezza

bassa e meschina, ad esempio Odoardo è il perfetto genero che si potrebbe volere in casa, l’uomo che sa fare tutto, ma fino

ad un certo punto perché era talmente preciso e ripetitivo nella sua vita quotidiana —> si ha l’idea di un tempo regolato. Parla

con tanta enfasi dei suoi libri con “la sua ricca e scelta biblioteca” che quando Jacopo chiede la Bibbia, prima di suicidarsi, lui

non ce l’ha.!

Scienza e dottrina sono semplicemente delle umane pazzie: viene completamente meno la fiducia illuministica

nell’instaurare piacere nell’uomo, nel progresso dell’uomo. ROUSSEAU aveva detto che l’uomo per natura buono, in realtà è

cattivo, tiranno-servo; inoltre, viene meno l’ideologia di ALFIERI: la possibilità di azione, dell’eroe di agire a spada tratta.!

TUTTI I FANCIULLI MI VOGLIONO BENE: c’è una dimensione cristologica: Gesù circondato dai bambini che lo amano e gli

vanno attorno. Jacopo si perde nella bellezza della natura, nei giochi con Isabellina e abbandona il libro Vite Parallele di

Plutarco; viene abbandonata la cultura che allontana dalla gioia, dall’illusione. Viene fatto un riferimento a PLUTARCO, autore

di biografie di grandi personaggi della storia: per l’uomo del ‘700 è la fonte dalla quale si scoprono le figure eroiche

dall’antichità: Jacopo sta abbandonando tutto ciò per dedicarsi alla bellezza della natura.

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CANTAVANO LA CANZONE DELLA VENDEMMIA: si cerca la convenzione alla natura.

!

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Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

20 NOVEMBRE 1797

Jacopo sta facendo il racconto della gita ad Arquà. È una lettera molto lunga e segmentata.!

Si inizia a conoscere meglio Teresa. Siamo nel clima di uno Jacopo felice grazie alle illusioni provocate da Teresa. !

HO VEDUTO LA NATURA PIÙ BELLA CHE MAI: Siamo di fronte ad uno Jacopo che introduce la corrispondenza tra il

personaggio e la natura non solo come corrispondenza di sentimenti, ma una concezione cosmica della natura (non c’è una

semplice rispondenza di sentimenti, come è tipico). !

Sono andati tutti in gruppo A VISITARE LA CASA DI PETRARCA IN ARQUÀ, che era diventata sorta di tempio letterario dove i

fanatici andavano a rendere omaggio.

Alcuni sprazzi della lettera sono citazioni di testi di PETRARCA e DANTE: sono nascosti o modificati da Foscolo per

produrre una sorta di pagina poetica: egli li nasconde anche per mostrare la sua capacità di creare una prosa poetica.

L’ARIA PROFUMATA DELLE ESALAZIONI CHE LA TERRA ESULTANTE DI PIACERE MANDAVA DALLE VALLI E DA’

MONTI AL SOLE, MINISTRO MAGGIORE DELLA NATURA: una sorta di canto della natura, ma ci porta in una sorta di

dimensione di anima del mondo, che si inserisce in un cosmo che è tutta la natura, rimanda ad una nuova, completamente

diversa immagine della natura, che si contrappone al materialismo mitico del ‘700; in questo contesto la bellezza di Teresa è

all’apice. Comunicazione piena con la natura di cui sono capaci Teresa e Jacopo. Odoardo non ne è capace. Incapace di

cogliere la bellezza della natura e la bellezza di Teresa, cecità non materiale.

E NON TI PARE CH’IO SOMIGLI I POETI TRADUTTORI D’OMERO: Foscolo si chiede perché dovrebbe descrivere un

quadro così bello. L’uomo che cerca di descrivere la natura è come il traduttore di Omero – colui che cerca di trasferire il

calore naturale in una lingua sterile ed incivilita come quella dei moderni.

Postulato del Romanticismo: SCHLEGEL creava una contrapposizione tra:!

- POESIA INGENUA: quella naturale, colta subito dagli antichi;!

- POESIA SENTIMENTALE: quella intellettuale, dei moderni.!

Questa sua contrapposizione rimanda alla concezione contemporanea della degenerazione della specie umana di collocarsi

in natura. Odoardo, come un cieco nelle tenebre, non vede la bellezza della natura e la bellezza di Teresa. Jacopo è uno

sbandato di un altro tempo e perciò condannato al suicidio.!

!

!

Lezione 4, Mercoledì 16 Aprile 2014!

!

Attraverso il sotto rifugio del problema del tempo (esco o non esco? volevo uscire ma piove), Foscolo riesce a creare un

effetto suspense su quello che è successo, anche perché la cosa si protrae anche per la lettera successiva. Si passa dal

novembre al maggio, ma la strategia è quella di rallentare le informazioni, poiché sono due momenti centrali: la presa di

consapevolezza di un amore e il bacio.!

L’effetto di suspense crea anche l’immagine di un scrivente inquieto, il quale, per ragioni diverse, nelle due lettere indugia a

raccontare e di esprimere la difficoltà di far coincidere la scrittura con la vita: lo scrivere non riesce ad esprimere l’intensità

degli eventi poiché è una forma opaca. È un po’ la stessa cosa del traduttore di Omero, il quale è semplicemente un

verseggiatore sterile e freddo rispetto al calore di Omero: quindi la lettera si interrompe perché non rispecchia il calore della

vita.!

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DEVO PROSEGUIRE LA LETTERA PERCHÉ FUORI C’È IL PANTANO: sembrano solo delle informazioni concrete,

improvvisamente interrotte dalla vita, dal pensiero che arriva sulla pelle.!

NON SONO FELICE! MI DISSE TERESA: tutto il percorso successivo è giocato tra la contrapposizione tra il profondo silenzio

di Jacopo e Teresa e il padre e Odoardo che li precedevano chiacchierando. Contrapposizione di personalità.!

LA VITTIMA CHE DOVEVA SACRIFICARSI A’ PREGIUDIZI ED ALL’INTERESSE: di nuovo linguaggio sacro; rimando biblico

ad un episodio del Libro dei Giudici: Iefte (generale, condottiero dell’esercito ebraico), prima di una battaglia importante,

promette a Dio la prima persona che gli corre incontro al ritorno. La prima persona che gli corre incontro è l’amatissima e

unica figlia. Essa permette di essere sacrificata, chiedendo soltanto di ritirarsi per due mesi sui monti a piangere sulla propria

verginità. Rimando biblico alla fanciulla innocente che viene sacrificata. Notare i pregiudizi di casta e di interesse. È

proprio l’idea della figura sola di fronte alla società.!

QUALCHE CARA MEMORIA: tema del ricordo —> importantissimo per la nuova cultura romantica, che stava nascendo. Il

Romanticismo non è italiano, ma vi è un certo clima, ad esempio l’importanza del ricordo come vissuto personale,

sedimentazione di una propria storia e di cose non razionali. Non a caso, Jacopo vive di ricordi, della propria storia e della

storia in cui è immerso: è figlio della tradizione. Ciò è opposto al principio del razionalismo illuminista, poiché in esso c’è il

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Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

principio del superamento di ciò che c’era prima (ciò che viene dopo è migliore di quello che è stato prima). Invece, in questo

caso c’è il recupero del passato.!

—————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————!

Tutta la lettera è giocata su richiami petrarcheschi. Viene attualizzata la poesia di Petrarca che viene proiettata qua, in

particolare modo la canzone Chiare fresche e dolci acque, nella quale il poeta gioca tra il ricordo di un periodo felice (il ricordo

di quando Petrarca vede la donna fare il bagno) e il futuro (la proiezione verso la morte). Qui Teresa diventa sorta di Laura e

Petrarca…!

OH QUANTE VOLTE MI SONO ADAGIATA SU QUESTE ERBETTE E SOTTO L’OMBRA FRESCHISSIMA DI QUESTE

QUERCE: scena petrarchesca.!

MADRE: cara memoria, ma non è morta! Vive a Padova poiché “espulsa” dalla famiglia poiché in disaccordo con il pensiero

del padre di dare la mano di Teresa ad un uomo che lei non ama.!

MIO PADRE FIERO E ASSOLUTO NELLE SUE RISOLUZIONI: il padre ci appare in un aspetto completamente diverso e il

lessico: fiero (che vuol dire anche feroce nel linguaggio dell’epoca) e assoluto sono due aggettivi che rimandano al tiranno

alfieriano: il tiranno è pronto ad uccidere i propri figli pur amandoli, poiché vuol conservare ed esercitare il proprio potere

assoluto. È un padre-tiranno che esercita una sorta di coercizione della mente e provoca separazione nella famiglia.!

Foscolo, in questa lettera, gioca tra:!

- il profilo del padre e la storia di Teresa!

- la grande natura nel pieno della sua bellezza, ma che sembra quasi indifferente al racconto delle sofferenze.!

Non c’è corrispondenza psicologia tra il racconto delle sofferenze e la natura. La natura è qualcosa di superiore e di più

bello del tormento umano.!

IL BISOGNO DI TROVARE CHI SIA CAPACE DI COMPIANGERMI - UNA SIMPATIA - NON HO CHE VOI SOLO: Teresa dice

Jacopo è l’unica persona al suo fianco. Di nuovo ill tema del compiangere. Stilisticamente la frase è costruita in maniera non

lineare: è una forma orale; Foscolo avrebbe dovuto trasformare la non concatenazione delle parole in testo continuo. Ma qui

vuole mantenere l’irrazionalità delle pulsioni, poiché Teresa parla per incapacità di razionalizzare con il linguaggio. Sono

parole che si accavallano l’una sull’altra e lo scritto vuole riprodurre questo cuore che si apre disordinatamente.!

EGLI AMA SVISCERATAMENTE SUA FIGLIA: si ritorna al padre-tiranno, che ama sua figlia ma tiene la mannaia sul collo di

lei.!

CHI NASCE PATRIZIO MUORE PATRIZIO: Jacopo è un’intellettuale originariamente di un certo benessere, ma è decaduto

per incapacità economiche perciò non è un partito adatto. Scontro tra due mondi: gli aristocratici continuano ad esserlo,

anche se magari progressisti, ma questo mondo è dominato dal denaro e ci sono figure come Jacopo e il signor T. che non

sono stati capaci di conservare il proprio patrimonio, poiché vivono e ragionano secondo un'etica anti-borghese.!

SENTIMENTO TIRANNESCO: il matrimonio di Teresa con Odoardo deve essere visto all’interno del rapporto individuo-

società, cioè il matrimonio è uno degli elementi strutturanti della società: Teresa, prima del matrimonio, appartiene alla natura

quindi può essere amata; una volta sposata, fa parte della società con le sue leggi che escludono l’uomo e tagliano fuori

Jacopo.!

IL SOLE SQUARCIA FINALMENTE LE NUBI: trionfo della natura, tema dell’armonia, del cosmo, della natura. Richiamo

leopardiano: tema della quiete dopo la tempesta, della vita che appare più bella. !

COSÌ, O LORENZO, LO SFORTUNATO SI SCUOTE DALLE FUNESTE SUE CURE AL SOLO BARLUME DELLA

SPERANZA: questo è proiettabile sul vissuto di Jacopo che, all’inizio del romanzo, è schiantato dalla storia senza speranze,

ma l’arrivo di Teresa le riaccende. Questa pagina ci serve per leggere la parabola del rapporto speranza-caduta della

speranza: speranza come impulso alla vita e caduta della speranza come ragione di morte.!

QUEL GRANDE ALLA CUI FAMA è ANGUSTO IL MONDO, PER CUI LAURA EBBE IN TERRA ONOR CELESTI: citazione di

un sonetto di Alfieri dedicato alla casa di Petrarca. Quindi Alfieri si impone come secondo grande modello. !

IO MI VI SONO APPRESSATO COME SE ANDASSI A PROSTRARMI SU LE SEPOLTURE DE’ MIEI PADRI: rapporto tra

Jacopo e la casa: la casa diventa una sorta di tempio laico e letterario, fatto che troveremo di nuovo nei Sepolcri —> una

sorta di religione della letteratura, ma quest’ultima è il luogo della tradizione, delle memorie, dove si sedimentano le

generazioni passandosi testo dopo testo e su questi testi si sedimenta la storia di un popolo. La letteratura è la patria, la

nazione, l’identità dei ricordi perché siamo in una concezione dell’identità della persona come ricordo.!

LA SACRA CASA DI QUEL SOMMO ITALIANO STA CROLLANDO PER L’IRRELIGIONE DI CHI POSSIEDE UN TANTO

TESORO: in realtà, noi sappiamo che la casa di Petrarca non era per nulla diroccata. Perciò Foscolo, qui barando, vuole

produrre due effetti:!

- abbiamo un tributo al gusto pittorico delle rovine dell’epoca: ad esempio i quadri di Friedrich con il cimitero abbandonato

sotto la neve, le rovine dell’abbazia nel bosco, etc.! 13

Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

- vuole marcare il tema della decadenza civile degli italiani, perché se essi non curano il proprio patrimonio è il segno che

sono un popolo ormai in piena decadenza.!

MUCCHIO DI RUINE COPERTO DI ORTICHE E DI ERBE SELVATICHE FRA LE QUALI LA VOLPE SOLITARIA AVRÀ FATTO

IL SUO OVILE: nei Sepolcri scriverà la derelitta cagna ramingando su le fosse e famelica ululando” ed è lo stesso posto e la

!

stessa polemica contro la decadenza civile.

ITALIA! PLACA L’OMBRE DE’ TUOI GRANDI: animi degli morti; rimanda ad un linguaggio sacro e di sacrifici.!

TORQUATO TASSO.: modello umano dell’eroe sconfitto per il Romanticismo, in quanto poeta matto, incarcerato,

vagabondo per l’Italia e vessato dai cortigiani, dagli invidiosi, etc. !

MELANCONICO, INFERMO, INDIGENTE: la melanconia è la pazzia di Tasso ma rimanda anche al fascino che l’epoca

romantica ha per il malinconico: secondo una tradizione millenaria che risale ad Aristotele, è colui che ha l’impulso poetico, è

l’artista. Vasari racconta che Pontormo (il pittore malinconico per eccellenza), passando vicino al muro dell’ospedale dei

tubercolosi e guardando gli sputi, s’immagina dei palazzi e dei castelli. Ma è anche un personaggio escluso dalla società.

L’importanza dell’indigenza, povertà: segno della scultura eroica e sconfitta.!

IO NON MI VOGLIO DOLERE DELLA MALIGNITÀ DLELA FORTUNA…: da una lettera di Tasso ad Antonio Costantini. Tasso

è la proiezione di Jacopo, sconfitto dalla malignità della fortuna, dalla storia e dagli uomini, maligni per natura, portandolo alla

sepoltura!

IO RECITAVA SOMMESSAMENTE CON L’ANIMA TUTTA AMORE E ARMONIA: esplicita menzione delle poesie di

Petrarca: un momento quasi ingenuo. Jacopo recita: !

- Chiare fresche e dolci acque: canzone di ricordo e di preannuncio della morte; !

- Di pensier in pensier, di monte in monte: sonetto della malinconia, della solitudine, del fuggire gli uomini e dell’amore

come ossessione di Petrarca. L’idea è quella di un uomo che vaga per sfuggire agli uomini e amore è sempre con lui: è

una sorta di preannuncio di Jacopo, che poi abbandonerà i colli Euganei, vagherà per l’Italia, sfuggendo agli uomini, ma

avendo l’amore sempre con lui. Altro di mise en abyme.!

ODOARDO IL QUALE ANDAVA A RIVEDERE I CONTI AL FATTORE […] DE’ BENI DEL MORTO: mentre Jacopo recita le

poesia, Odoardo fa i conti: serve a marcare la contrapposizione con Odoardo. Conti, beni, tribunali: forme della società.

Odoardo è nella società, Jacopo ne è escluso per sempre.!

EGLI LA TORTURASSE: Odoardo capisce qualcosa e sulla strada del ritorno tormenta Teresa per sapere di cosa ha parlato

con Jacopo.!

SERBATI QUESTA LETTERE: QUANDO ODOARDO PORTERÀ SECO LA FELICITÀ, ED IO NON VEDRÒ PIÙ TERESA […]

RILEGGEREMO QUESTE MEMORIE SDRAJATI SU L’ERBA CHE GUARDA LA SOLITUDINE D’ARQUÀ: la lettera finisce

giocando sulla preparazione del ricordo per il futuro. Temi iper-leopardiani:!

- la noia come assenza di vita, vitalità: se viene a meno Teresa, che ha riaccesso la spinta per la vita, poi ci sarà solo

l’inerzia, il torpore.!

- il dolore è positivo, poiché tiene vivi e fa parte della vita; il tutto proiettato nel futuro.!

!

ANALISI DE LO SPLENDORE DELLA NATURA!

!

13 MAGGIO 1798!

S’IO FOSSI PITTORE: tema del capacità di rappresentare la natura: rapporto civiltà-natura e rapporto capacità di

scrivere-natura.!

OMERO, DANTE E SHAKESPEARE: la contrapposizione tra pittori e poeti (genericamente intesi) e O.-D.-S. (quelle figure di

poesia barbarica, calda, originaria, naturale, prima dell’arrivo della civiltà; quei poeti che ancora erano in grado di sentire la

natura, la loro forza e quella della natura.!

NATURA SOMMA, IMMENSA, INIMITABILE: è una natura cosmica, non è una natura arcadica, un po’ rococò, un po’ falsa del

Settecento: è la natura nella sua violenza naturale e creativa. Infatti, questi poeti sono come!

OMBRE DIVINE COME SE LE VEDESSI ASSISE SU LE VOLTE ECCELSE CHE SOVRASTANO L’UNIVERSO A

DOMINARE L’ETERNITÀ: le volte eccelse sono la volte delle chiese, quindi l’universo come una sorta di grande tempio e

abbiamo l’universo che domina l’eternità, cioè qualcosa che va al di là dell’uomo e della terra.!

MICHELANGELO: amato dai romantici per il suo incompiuto, come modello di non definizione.!

SOMMO IDDIO! […] DA QUELLA PARTE NON TROVO CHE IL CIELO: capolavoro letterario di descrizione della natura,

perché Foscolo mette insieme tutti i generi: !

- SU LA CIMA DEL MONTE […] CAPRE SBRANCATE: SUBLIME: la descrizione di una natura sublime; nasce con l’anonimo

del sublime in epoca greca, nel Settecento viene riconcettualizzato in una natura che suscita terrore attraverso la

grandezza e l’oscurità. Quindi questa natura è giocata sul verticale, il buio e la totale assenza dell’elemento umano che

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Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

abbellisca. Il sublime è così importante in quest’epoca perché è la natura dell’eccezionalità: l’uomo di fronte ad essa è

piccolo e scollegato dalla società; è in rapporto con la natura sublime che l’uomo sente la forza primordiale della lotta per

la sopravvivenza: di fronte ad essa torna l’uomo delle caverne.!

- CANTANO FLEBILMENTE GLI UCCELLI […] DA QUELLA PARTE NON TROVO CHE IL CIELO: ELEGIACO: tema della

malinconia e della morte. Percorso verso l’infinito: l’individuo si annulla in questo infinito spaziale e temporale (ci orienta

a Leopardi). Abbiamo anche una serie di personaggi che hanno una grandissima memoria letteraria: arrivano da

Virgilio ma che si ritrovano in Leopardi. !

ABBIATE PACE, O NUDE RELIQUIE: LA MATERIA È TORNATA ALLA MATERIA, NULLA SCEMA, NULLA CRESCE, NULLA

SI PERED QUAGGIÙ; TUTTO SI TRASFORMA E SI RIPRODUCE: Preannuncio di un qualcosa di leopardiano: siamo in

pieno materialismo chimico. Solo pochi hanno prima, uno dei più grandi chimici della storia, il francese Lavoisier, morto

ghigliottinato durante la Rivoluzione, aveva annunciato che nulla si crea, tutto si trasforma: è la dimostrazione scientifica che

semplicemente l’universo è elementi chimici che cambiano stato, da una forma ad un’altra. Dal punto di visto religioso,

quindi quando moriamo, essendo fatti di elementi chimici, torniamo alla natura: non c’è nulla che si perde. Da un lato siamo

all’esito dell’illuminismo del settecentesco più puro (la chimica più pura e vera), dall’altro permette il passaggio ad una nuova

concezione della natura. Un grande poeta tedesco, Novalis, era un chimico e geologo: tutta la concezione della natura

parte da studi tecnici, scientifici.!

UMANA SORTE! MEN FELICE DEGLI ALTRI CHI MEN LA TEME: chi teme meno la sorte umana è meno felice. È più felice

chi non ha paura della morte.!

DA QUALUNQUE PARTE IO CORRESSI ANELANDO LA FELICITÀ, […] MI VEDEVA SPALANCATA LA SEPOLTURA: tema

della vita come viaggio che porta alla morte. L’Ortis è anche un libro di viaggi. La vita umana è un viaggio che porta alla

sepoltura dopo tormenti. Nel Canto notturno di un pastore errante dell’Asia di Leopardi c’è un’intera strofa in cui la vita umana

è assimilato al vecchierello che vaga su per i monti fino a che, improvvisamente, precipita nella voragine.!

!

ANALISI DE IL BACIO!

!

14 MAGGIO 1798!

Siamo nel segno di Petrarca.!

FERMATI A MIRAR L’ASTRO DI VENERE: pianeta dell’amore.!

QUANDO LEGGO I SUOI VERSI IO ME LO DIPINGO QUI: i due parlano di Petrarca e riattualizzano la canzone Chiare

fresche e dolci acque.!

TUTTO È AMORE, DISS’IO; L’UNIVERSO NON È CHE AMORE!: è l’amore cosmico, che lega la natura. L’idea è quella

filosofica, già greca, che l’amore sia il principio vitale che fa funzionare l’universo, che lo tiene insieme combattendo

contro le forze distruttive di esso.!

E CHI LO HA MAI PIÙ SENTITO, […] IL MIO CUORE LO INVOCA PADRE E AMICO CONSOLATORE Foscolo crea una

contrapposizione tra Petrarca e la triade O.-D.-S.: la triade (poeti rozzi, barbarici, primitivi) crea il sublime, il terrore e lo

spaventa; mentre Petrarca è il consolatore, quindi rimanda alla sfera umana della compassione.!

TERESA SEDEA SOTTO IL GELSO: sembra un passaggio accessorio, ma il gelso è un albero iper-letterario, perché fa

parte di uno degli episodi più famosi della letteratura mondiale: il mito di Piramo e Tisbe nelle Metamorfosi di Ovidio, il quale

è l’elemento seminale del Romeo e Giulietta. È la pianta dell’amore tragico, dell’amore che finisce male, dell’amore che non

può essere realizzato. Per chiunque dell’epoca, con buona coscienza della letteratura (anche nella Commedia è citato quando

Dante e Beatrice si rincontrano), sa che se vi è il bacio sotto il gelso si sa che è un amore che non può essere realizzato.!

RECITAVA LE ODI DI SAFFO: poesie d’amore non particolarmente fortunate, perché secondo la tradizione Saffo si suicida.!

!

14 MAGGIO, ORE 11!

Il racconto è articolato proprio con la capacità di celare. !

!

14 MAGGIO, A SERA!

A QUESTE PAROLE TUTTO CIÒ CH’IO VEDEVA MI SEMBRAVA UN RISO DELL’UNIVERSO: Jacopo, con questo bacio, è

pienamente inserito in un cosmo, in una natura che pare gioiosa. !

IO RIMASI ESTATICO: Teresa si ritrae e Jacopo rimane estatico (termine che indica la pena immersione nella natura).!

MI VOLSI CON LE BRACCIA APERTE, QUASI PER CONSOLARMI, ALL’ASTRO DI VENERE; ERA ANCH’ESSO SPARITO:

segno dell’impossibilità dell’amore.!

!

! 15

Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

15 MAGGIO 1798!

Questa lettera è giocata sul tema epicureo e lucreziano dell’amore nella natura: l’amore è l’elemento che pacifica e dà la

forza naturale.!

DOPO QUEL BACIO IO SON FATTO DIVINO: il termine divino indica il pieno ingresso in una natura vista come divina. In

Tasso, Rinaldo viene visto in braccio ad Armida come Marte, dio della guerra, in grembo a Venere, dea dell’amore (nel

giardino di Armida vi è il tema degli impulsi naturali).!

O AMORE! LE ARTI SONO TUE FIGLIE; TU PRIMO HAI GUIDATO SU LA TERRA LA SACRA POESIA, […] DAL CIELO AD

ALTISSIME IMPRESE: è un inno alla poesia, che passa attraverso i secoli; tema della poesia che ispira gli uomini

all’azione. !

LA PIETÀ: la compassione è la sola virtù utile ai mortali, è la virtù sconosciuta di Jacopo enunciata da Lorenzo.!

IL PIACERE FECONDATORE DEGLI ESSERI: amore come principio filosofico, come elemento che tiene insieme l’universo

contro il caos e la morte.!

LA TERRA DIVERREBBE INGRATA; GLI ANIMALI NEMICI FRA LORO […] LE NAJADI, AMABILI CUSTODI DELLE

FONTANE. ILLUSIONI! GRIDA IL FILOSOFO: Il tema dell’importanza dell’amore come elemento strutturale del cosmo viene

collegato al tema dell’illusione: Jacopo dice che l’amore stesso è un’illusione e anche la poesia, l’azione gloriosa, l’amicizia.

Il filosofo con la sua fredda ragione smantella le illusioni: ci spostiamo già verso Leopardi, che contrapporrà le illusioni della

natura e il vero della storia. In esso, poi vincerà il doloroso vero, ma qui Foscolo pone le illusioni come elemento superiore,

di vita.!

BEATI GLI ANTICHI CHE SI CREDEANO DEGNI DE’ BACI DELLE IMMORTALI DIVE DEL CIELO: contrapposizione tra

antichi (teorizzazione pre-romantica e romantica: sentono la natura e possono fare una poesia ingenua) e i moderni (non

possono credere alle divinità e che esse li amino).!

ALLA BELLEZZA E ALLE GRAZIE: bellezza e grazie sono figlie dell’amore.!

IL BELLLO ED IL VERO: in Leopardi verranno staccati.!

IO NON SENTIREI LA VITA CHE NEL DOLORE, O NELLA RIGIDA E NOJOSA INDOLENZA: ad un certo punto soltanto il

dolore produce il senso della vita, ma questo è il penultimo stato: prima vi è la capacità di sentire la vita attraverso le illusioni.

O la vita si sente ancora di più nella noia.!

—————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————!

Jacopo deve partire perché Teresa non può essere sua e perché il padre, gentilmente, gli chiede di farsi in là. !

ORE 9 —> lettera che Teresa non riceverà mai, perché Jacopo decide di mandarle una lettera più professionale, più fredda.!

PER CARITÀ NON MI NEGARE IL TUO RITRATTO: ritratto che compare nel paratesto e che Jacopo bacerà in punto di

morte.!

!

ANALISI DE L’INCONTRO CON PARINI!

Qui, iniziano le lettere di viaggio —> Si innesta un nuovo genere: il romanzo di viaggio e di formazione, esempio Goethe.

Jacopo sta pellegrinando per l’Italia e attraverso il viaggio acquisisce una sua personalità. Gli aristocratici del nord Europa

fanno un viaggio tra Italia e Grecia per formarsi, ma il viaggio di Jacopo è di annichilimento; inoltre, ripercorre le tappe della

stessa vita di Foscolo. !

Nella prima edizione il viaggio prevede un bacino geografico molto più ristretto rispetto a quello di Foscolo giovane, ma qui ci

stiamo avventurando nel viaggio di Foscolo adulto. !

Questo viaggio porta al rafforzamento della spiegazione di Foscolo sul suicidio di Gerolamo Ortis: punto di vista meta-storico e

cosmico. L’esito di questo viaggio è che la condizione della società è malata. !

!

MILANO, 4 DICEMBRE 1798!

Incontro con il Parini: figura dell’intellettuale etico per eccellenza, perché compone Il giorno (sorta di testo contro la

corruzione dell’aristocrazia) e perché nelle sue opere dimostra un forte vigore morale (es.: ne La caduta si descrive vecchio,

malato e povero, ma rifiuta di mettersi al sicuro sotto la protezione di un mecenate e preferisce andare claudicando per la sua

strada della libertà). È una figura-modello. Parini morirà pochi mesi dopo la data di questa lettera: appartiene ad una altra

generazione. Foscolo, con questa lettera, si pone come erede della poesia civile dell’anziano, discepolo a cui Parini ha

affidato le sue ultime parole.!

Il resoconto dell’incontro con Parini inizia verso la fine della lettera, perché prima scrive una lunga introduzione in cui Jacopo

fa affiorare temi politici e sociali (cornice storico-politica per introdurre il discorso di Parini).!

IN TUTTI I PAESI: è già qualcosa di meta-storico, meta-geografico. !

I POCHI CHE COMANDANO; L’UNIVERSALITÀ CHE SERVE; E I MOLTI CHE BRIGANO: è un’umanità negativa e che

rimanda ai testi politici dell’Alfieri. ! 16

Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

NOI NON POSSIAM COMANDARE, NÉ FORSE SIAM TANTO SCALTRI; NOI NON SIAM CIECHI, NÉ VOGLIAM UBBIDIRE;

NOI NON CI DEGNIAMO DI BRIGARE: tutto è costruito su una struttura anaforica: all’insieme viene indicata un’incapacità,

un’inadeguatezza dell’uomo-Jacopo a fare queste cose: non vuole e la sua natura glielo impedisce.!

E IL MEGLIO È VIVERE COME QUE’ CANI SENZA PADRONE A’ QUALI NON TOCCANO NÉ TOZZI NÉ PERCOSSE:

rimanda alle figure dei Cinici (filosofi greci), che si chiamavano così dal nome cane in greco. Il grande modello, Diogene:

“cosa fai? Cerco l’uomo, perché l’uomo non si può trovare” e sceglie di vivere in una botte —> si estranea totalmente dalla

società, ma tiene solo una ciotola per bere e quando vede un cane leccare l’acqua, si rende conto che non gli serve nemmeno

quella. Il rifiuto totale della società. Dietro questi cani senza padroni, c’è il modello umano.!

SAI TU QUANTO IO VAGLIO? NÉ PIÙ NÉ MENO DI CIÒ CHE VALE LA MIA ENTRATA: SE PER ALTRO IO NON FACESSI

IL LETTERATO DI CORTE: rifiuto della dimensione economica e rifiuto di fare il letterato di corte. !

O! TU DIRA, COSÌ DA PER TUTTO: Jacopo sta passando da una dimensione italiana a una dimensione umana,

sovranazionale.!

E SIA COSÌ […] E QUESTO MI PARE PIÙ FACILE: di nuovo il tema dell’eroe sconfitto.!

NON CHE I TIRANNETTI NON SI AVVEGGANO DELLE BRIGHE […] PERPETUA RUOTA DI SERVITÙ, DI LICENZA E DI

TIRANNIA: servitù, efficienza e tirannia rimandano ad una posizione radicata nel pensiero politico dell’epoca, ma che ha già

origini greche: idea di disegno cosmico in cui l’uomo non può far nulla, perché questa ruota è sempre in azione

indipendentemente dall’uomo.!

NON RECITERÒ MAI LA PARTE DEL PICCOLO BRICCONE: Schiller (grande poeta e tragediografo tedesco) scrive l’opera

de I masnadieri: il masnadiero è un uomo tradito e ingannato dal fratello che, dopo aver perduto il padre e la propria amata, si

dà al brigantaggio contro la società borghese, finché si auto-sacrifica. Quindi diventa l’uomo in contrapposizione ai

costumi, alla società, alla civiltà e lo fa da grande, da personaggio tragico. Jacopo rifiuta di fare il piccolo briccone e poi

innalzerà una lode al masnadiero.!

TANTO E TANTO SO DI ESSERE CALPESTATO; MA ALMEN FRA LA TURBA IMMENSA DE’ MIEI CONSERVI: Jacopo sa di

essere un servo, ma almeno è insieme agli altri suoi compagni. —> Il tema della compassione e dell’uman catena (la

solidarietà di uomini che sono vittime, che troveremo in Leopardi e in Manzoni).!

CON QUEL VECCHIO VENERANDO NEL SOBBORGO ORIENTALE DELLA CITTÀ SOTTO UN BOSCHETTO DI TIGLI:

passeggiata con Parini nei giardini di Porta Venezia!

ANTICHE TIRANNIDI E PER LA NUOVA LICENZA: licenza è sempre sinonimo di regimi filo-francesi.!

LE LETTERE PROSTITUITE, TUTTE LE PASSIONI LANGUENTI E GENERATE IN UNA INDOLENTE VILISSIMA

CORRUZIONE: descrizione del collasso della società: la corruzione della letteratura, l’inerzia.!

NON DIRÒ DI SILLA E CATILINA, MA DI QUEGLI ANIMOSI MASNADIERI: i due grandi personaggi negativi della storia

romana; il richiamo è il masnadiero, colui che è cattivo, che è fuori dalla società ma lo fa da grande.!

A QUELLE PAROLE IO M’INFIAMMAVA DI UN SOVRUMANO FURORE […] EGLI MI GUARDÒ ATTONITO: nel rapporto con

Parini c’è anche un contrasto tra giovane e anziano: per Jacopo, sacrificarsi per la patria frutterà del sangue vendicatore.!

E PENSI TU CHE S’IO DISCERNESSI UN BARLUME DI LIBERTÀ, MI PERDEREI AD ONTA DELLA MIA INFERMA

VECCHIAJA IN QUESTI VANI LAMENTI?: Parini si fa portatore di una totale disillusione sulla possibilità di una libertà e di una

vita civile.!

ALLORA IO GUARDAI NEL PASSATO: Jacopo non si proietta più dal punto di vista personale, biografico, umano verso il

passato, ma guarda al passato in una chiave storica.!

IO ERRAVA SEMPRE NEL VANO E LE MIE BRACCIA TORNAVANO DELUSE SENZA POTER MAI STRINGERE NULLA, E

CONOBBI TUTTA TUTTA LA DISPERAZIONE DEL MIO STATO: memoria letteraria di Dante e di Virgilio: quando il viaggiatore

nell’oltretomba incontra una persona amata, cerca di abbracciarla ma le braccia tornano deluse al petto, essendo l'altra

ombra. Il tutto è nel segno della vanità delle cose.!

LA FAMA DEGLI EROI SPETTA UN QUARTO ALLA LORO AUDACIA; DUE QUARTI ALLA SORTE; L’ALTRO QUARTO A’

LORO DELITTI: Parini nel suo discorso erode uno dopo l'altro i presupposti dell’azione e struttura il discorso per elementi,

argomentazione razionale: fa una sorta di asettica rassegna delle possibilità reali d’azione che ha Jacopo: sono

ragionamenti che si concludono nella sconfitta e nell’impossibilità di agire. È una sorta di riscrittura dei passi principali del

Principe di Machiavelli: analisi del comportamento del principe. Qui la sorte e la fortuna sono la stessa cosa; la metà

assegnata alla virtù è scomposta: metà è l’audacia, l’altra metà sono i delitti. Quindi per trionfare nella storia occorre

commettere delitti: anche il rivoluzionario positivo deve compiere il delitto. Di conseguenza, una possibilità di agire è di usare

la violenza, ma facendo ciò si passa dalla parte degli oppressori. E siccome le leggi sono un potente strumento

dell’oppressore, il principio d’azione dell’uomo dovrà essere sacrificato in loro nome. —> contrapposizione uomo-leggi: non

solo leggi di Napoleone ma anche quelle della società (esempio il matrimonio). ! 17

Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

TU, SARÀ SEMPRE O L’ORDIGNO DEL FAZIOSO, O LA VITTIMA DEL POTENTE: strumento di qualcun altro più scaltro o

vittima del potere.!

SPARGERAI TUTTO IL SANGUE COL QUALE CONVIENE NUTRIRE UNA NASCENTE REPUBBLICA?: Parini, ponendo che

Jacopo raggiunga il suo intento, gli ricorda che per Machiavelli lo stato è come una sorta di animale che si alimenta col

sangue (lessico della fisiologia): è una sorta di vampiro. !

SPEGNERAI CON LA MORTE LE OPINIONI?: accusato come forsennato o accusato come violento. !

GLI AMOR DELLA MOLTITUDINE SONO BREVI O INFAUSTI: il popolo è un’animale volubile, che ama il vincente, ma per

poco tempo, per questo bisogna usare la forza per far credere a chi non crede più (per guidare il popolo).!

CHIAMA VIRTÙ IL DELITTO UTILE, E SCELLERATAGGINE L’ONESTÀ CHE LE PARE DANNOSA: c’è una negazione del

concetto di virtù, che in questa società è il delitto umile.!

POTRAI TU ALLORA REPRIME IN TE LA LIBIDINE DEL SUPREMO POTERE CHE TI SARÀ FOMENTATA?: Foscolo si

allaccia ad un’altra fondamentale posizione del principe di Machiavelli: una volta che il principe ha acquisito il potere acquista

una sorta di libidine del potere e ne desidera sempre di più. Anche i migliori, nell’esercizio del potere, cadono proprio perché

esercitano il potere. Lo stesso Jacopo è a rischio di essere travolto dalla libidine del potere.!

SE TU NÉ SPERI, NÉ TEMI FUORI DI QUESTO MONDO: se tu non credi in un premio divino suicidati, perché puoi farlo, io

non posso essendo sacerdote e devo restare qui —> ulteriore esortazione al suicidio. Parini se ne va.!

SERIE DI FRASI IPOTETICHE DI FOSCOLO: SE IO POTESI IMPETRARE UN ANNO SOLO DI CALMA, IL TUO POVERO

AMICO VORREBBE SCIOGLIERE ANCORA UN VOTO E POI MORIRE: una sorta di passo biblico.!

E TI DETTERÒ LA MIA STORIA […] IL TEMPO ABBATTE IL FORTE: scritta in maiuscolo perché è l’Italia che parla: codice di

incarico del profeta in Dante, perciò in un certo modo Jacopo diventa una sorta di profeta civile. L’oppressore pagherà:

dimensione politico-patriottica che fa parte di un sistema cosmico-civile. Gli oppressori, i francesi, che hanno sparso il sangue

della patria, un giorno spargeranno il loro —> Jacopo in realtà è un assassino: esortazione a scrivere un impegno civile alla

letteratura.!

—————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————!

Passaggio: non più l’eroe con la spada in mano, ma lo scrivente che combatte con la penna. L’Ortis è uno sconfitto ed è

Foscolo che combatte con la penna in mano ma anche questa scrittura ha un impegno etico. Perché si scrive per il futuro?

Perché hanno dei compiti, dei limiti, delle responsabilità per tutti. La fine dell’umanità significa la nascita di una nuova umanità.

—> Idea di Vico, filosofo napoletano: siamo in un ciclo eterno di distruzione e rinascita. Nulla si crea, tutto si trasforma.

Concezione sulla scienza che diventa anche sull’antropologia.!

!

!

Lezione 5, Mercoledì 23 Aprile 2014!

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ANALISI DE IL TENENTE DI PIETRA LIGURE!

!

DALLA PIETRA, 15 FEBBRAIO 1799!

STRADE ALPESTRI, MONTAGNE ORRIDE DIRUPATE: paesaggi infernali (Liguria).!

NUOVI TORMENTI E NUOVI TORMENTATI: citazione di Dante, quando arriva in una nuova sezione dell’inferno; è segno che

tutta la terra è una sorta di inferno in cui sono tutti dannati. !

MICHELE: incontro con un ex soldato, commilitone di Jacopo, uno dei tanti che hanno combattuto, che si sono esposti per

Venezia e che poi hanno cercato rifugio presso francesi; vive di estrema povertà con moglie e figlia.!

QUANTE NOTTI ASSIDERATI ABBIAMO DORMITO NELLE STALLE FRA’ GIUMENTI, O COME LE BESTIE NELLE

CAVERNE: Un po’ il destino di Foscolo stesso. Scena che dà il valore di estrema povertà!

I LIBRI MI INSEGNAVANO AD AMARE GLI UOMINI E LA VIRTÙ; MA I LIBRI, GLI UOMINI E LA VIRTÙ MI HANNO

TRADITO: epitaffio per una generazione e per lo stesso Foscolo. La negazione di Plutarco: eroi che agiscono per virtù, che

qui ha tradito. Il Pluto, eroe che, prima di suicidarsi, combatte per la patria fino alla fine. Leopardi dice “Stolta virtù”, un

modello, ma insieme un qualcosa del passato che non ha più senso.!

LA BUGIARDA SPERANZA TI GUIDA INTANTO PER MANO: illusione, che da modo di sopravvivere andando incontro ad un

destino peggiore.!

AH, SE TU NON FOSSI PADRE E MARITO, IO TI DAREI FORSE UN CONSIGLIO: il consiglio è il suicidio.!

—————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————!

Alfieri dice che il letterato non deve sposarsi, perché è il letterato il vero avversario del Principe, ma per poter combattere non

si può avere moglie e figli, perché l’eroe combatte da solo e non può permettersi l’eroismo. Per combattere e pagare bisogna

18

Ugo Foscolo, prosatore e poeta Letteratura italiana di Guglielmo Barucci | 2013/2014

farlo da soli. Lo stesso principio deteriorato: per suicidarsi bisogna essere da soli, non si può compromettere la famiglia. Lo

strumento per combattere è diventato il suicidio.!

!

ANALISI DE “LA TERRA È UNA FORESTA DI BELVE”!

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VENTIMIGLIA, 19 E 20 FEBBRAIO!

È una sorta di trattato inerente ad un ragionamento filosofico sul suicidio: affronta le argomentazioni contro il suicidio e le

smonta dal suo punto di vista. Contrapposizione tra natura (per quello che si è) e gli impulsi della vita (intelletto-cuore sotto

un'altra forma).!

E COME POTRÀ SPERARE PER GLI ALTRI COLUI CHE NON HA DESIDERJ, NÉ SPERANZE PER SÉ: Foscolo va ad

individuare il punto di fragilità di questa argomentazione, si patisce, si soffre nella speranza di poter aiutare gli altri. Se il

nostro personaggio ha perso ogni speranza, non c’è più quell’elemento di sopportazione della speranza, Jacopo crea una

sorta di ribaltamento su qual è il vero concetto di coraggio. !

ORA DOV’È IL SAPIENTE CHE POSSA COSTRUIRSI GIUDICE DELLE NOSTRE INTIME FORZE?: tu ti suicidi perché hai

coraggio —> tema del coraggio della vita e della viltà sono riportati nel cuore, all’impulso della vita. Jacopo crea una sorta di

ribaltamento sul coraggio (caratteristica dell’eroe): secondo lui se non ti suicidi non sei un eroe, non hai il coraggio di farlo.

Solo chi può conosce l’amore, l’impulso per la vita può giudicare il comportamento di una persona. Chi RESISTE, per Foscolo,

non sente con la stessa PASSIONALITÀ di chi ha ceduto.!

MA I DEBITI QUALI TU HAI VERSO LA SOCIETÀ? […] HO IO CONTRATTO QUESTI DEBITI SPONTANEAMENTE? E LA

MIA VITA DOVRÀ PAGARE, COME UNO SCHIAVO, I MALI CHE LA SOCIETÀ MI PROCACCIA, SOLO PERCHÉ GLI

INTITOLA BENEFICJ?: La contrapposizione natura-società fa nascere pregiudizi che non sono naturali: delitto —> virtù; mali

—> benefici. Sono contrapposizioni tra realtà naturale e gioco di parole, di costruzione intellettualistica falsa lontana

dalla natura. Jacopo è una vittima della società come stato, leggi e matrimonio, pregiudizi e importanza della ricchezza. !

IO SONO UN MONDO IN ME STESSO: trionfo dell’individualismo romantico, dell’idea di superuomo eccezionale. !

QUE’ FILOSOFI CHE HANNO EVANGELIZZATO LE UMANE VIRTÙ, LA PROIBITÀ NATURALE, LA RECIPROCA

BENEVOLENZA…: linguaggio religioso, Foscolo si sta rifacendo a tutta la corrente di pensiero politico del Settecento: la

benevolenza serve a frenare una violenza innata negli uomini. Questi rinunciano alla propria libertà per garantire la salvezza:

l’uomo di fronte a questa umanità violenta cede la libertà allo Stato per salvarsi. Visione negativa della società. Foscolo

sostiene il suicidio contro questo tipo di società, di Stato.!

L’UNICO SPIRITO DE’ MIEI GIORNI È UNA SORDA SPERANZA CHE LI RIANIMA SEMPRE, E CHE PURE TENTO DI NON

ASCOLTARE: NON POSSO - E S’IO VOGLIO DISINGANNARLA, LA SI CONVERTE IN DISPERAZIONE INFERNALE:

inaspettatamente torna la figura di Teresa, dell’amore. L’unica cosa che lo fa restare vivo è la speranza di Teresa, ma se la

disinganna va nella disperazione. Contrapposizione tra la disperazione delle passioni e Teresa. Ma se si sposa, entra

nella società e quindi entra a far parte delle speranze cadute —> ulteriore stimolo al suicidio (stimolo definitivo). Qui è molto

esplicito il rinvio alla figlia di Iefte, non più sacrificata al Dio, ma alla società. È la caduta delle speranze che annienta l’uomo.

Dopo questa lettera Jacopo avrà la notizia che Teresa si è sposata.!

LA TERRA IO LA HO INSANGUINATA: Jacopo ha ucciso un contadino, in una notte tempestosa: lui ha spronato il suo cavallo,

l’ha travolto uccidendolo. Quindi Jacopo è colpevole ed oppressore, anche Jacopo stesso deve lavare il sangue che ha

versato: colui che ci era fin’ora sembrato un innocente, fa in realtà parte del meccanismo di male del mondo. Suicidandosi

entra a far parte del meccanismo di autocombustione del mondo.!

E IL SOLE È NEGRO: rimanda all’Apocalisse e alla morte di Gesù sul calvario.!

I TUOI CONFINI, O ITALIA, SON QUESTI!: l’Italia ha dei confini chiari, le alpi sono un baluardo che non riesce a trattenere gli

invasori.!

E VEDREMO I NOSTRI PADRONI SCHIUDERE LE TOMBE DISSEPPELLIRE, E DISPERDERE AL VENTO LE CENERI DI

QUE’ GRANDI PER ANNIENTARNE LE IGNUDE MEMORIE: gli oppressori vorranno cancellare l’identità italiana (tema delle

tombe). !

PARE CHE GLI UOMINI SIANO FABBRI DELLE PROPRIE SCIAGURE; MA LE SCIAGURE DERIVANO DALL’ORDINE

UNIVERSALE, E IL GENERE UMANO SERVE ORGOGLIOSAMENTE E CIECAMENTE A’ DESTINI: l’universo si

controbilancia (macchina naturale nella quale vita e morte si succedono), il collasso dell’Italia fa parte di un normale ciclo

storico, perché le Nazioni si mangiano l’un l’altra, e se una non mangia gli altri, deperisce. !

LA MIA VOCE SI PERDE TRA FREMITO ANCORA VIVO DI TANTI POPOLI TRAPASSATI: una successione di stati caduti,

tutti visti nel segno della loro violenza (romani, israeliti, babilonesi, spartani, greci, messeni, etc.). Ogni popolo è portatore di

una violenza sul precedente. Tutte le popolazioni hanno la loro età, prima tiranne e poi pagano nel sangue la loro tirannia

passata.! 19


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AUTORE

Cleira12

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cleira12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Barucci Guglielmo.

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