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Ordinamento della realtà

La chimica

La nascente chimica scientifica e lo sviluppo della teoria del calore costrinsero la ricerca, all'inizio del secolo scorso, a indagare più da vicino la relazione tra il comportamento meccanico di piccolissime particelle di materia e la qualità dei corpi. Il primo ambito in cui queste connessioni furono chiarite in linea di principio è stata la teoria del calore.

Il calore

Il concetto di calore doveva venire scomposto in una parte oggettiva e in una soggettiva. In quanto il calore è da comprendere come un processo oggettivo nello spazio e nel tempo, esso si doveva rappresentare come moto degli atomi. Oltre a ciò, esso può essere anche contenuto di una sensazione e, in quanto tale, oggetto di osservazione, ma in questo caso esso appartiene appunto a noi e non è più solo un processo oggettivo nello spazio e nel tempo.

Le leggi chimiche

Lo sviluppo della chimica presenta alcune somiglianze con lo sviluppo della teoria del calore; negli ultimi decenni del secolo scorso le due discipline sono per lo più sviluppate congiuntamente. Anche la chimica inizia con una descrizione fenomenologica delle connessioni, quindi con un'oggettivazione delle qualità chimiche osservate.

Solo tramite l'atto dell'osservazione sorge qualcosa di oggettivo. Si comprende da ciò che l'atto dell'osservazione e l'intervento necessario all'osservazione rappresentano un tratto decisivo delle connessioni della teoria quantistica. L'osservazione modifica in generale lo stato del sistema: da una parte attraverso l'intervento che rende possibile l'osservazione e che, nella regione in cui si ha a che fare con le modificazioni incostanti delle più piccole unità di materia, non può più essere ridotto a piacere, né essere più controllato esattamente nei suoi effetti – d'altra parte per il fatto che ogni osservazione modifica la nostra conoscenza del sistema; e siccome il contenuto che può essere collegato razionalmente con il concetto di “stato del sistema” è appunto una conoscenza del comportamento possibile o probabile, attraverso l'osservazione si modifica in modo incostante ciò che dobbiamo chiamare “stato”.

I confini degli ambiti della realtà

La fisica classica rappresenta l'idealizzazione della realtà nella quale si parla solo di processi oggettivi materiali nello spazio e nel tempo – indipendentemente dalla questione di come questi processi possano essere determinati. La teoria quantistica abbraccia un ambito ulteriore della realtà: essa può essere considerata come l'idealizzazione nella quale si descrive uno stato tramite l'indicazione della probabilità con cui hanno luogo processi materiali spazio-temporali, se essi sono resi accessibili all'osservazione; dunque quell'idealizzazione in cui la realtà appare in quel momento come una determinata pienezza di possibilità di realizzazione oggettiva.

Il caso

Il concetto di “stato” della teoria quantistica dà luogo a una situazione completamente nuova. Al posto del sistema chiuso come qualcosa di svolgente di per sé nello spazio e nel tempo, subentra qui la totalità dei processi possibili nello spazio e nel tempo che accadono quando osserviamo il sistema, dunque nel suo entrare in relazione con il mondo esterno.

Nell'ambito della realtà le cui connessioni sono formulate dalla teoria quantistica, le leggi naturali non conducono quindi a una completa determinazione di ciò che accade nello spazio e nel tempo; l'accadere è piuttosto rimesso al gioco del caso. Il caso, entro questo ambito, può essere considerato innanzitutto...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/02 Logica e filosofia della scienza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia della scienza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Emanuele Pietro.
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