Hegel (tedesco, 1770 -1831)
Sintesi
Hegel affronta un problema tipico della filosofia: che cosa è il mondo, l’uomo, la società? C’è qualcosa che li regola? Un senso? Un fine? La sua risposta, cioè la sua filosofia, si fonda su alcuni concetti fondamentali: la razionalità, la dialettica, la storia:
- Sì, c’è qualcosa che regola il mondo ed è la razionalità.
- La razionalità si afferma nella realtà del mondo attraverso la dialettica.
- La dialettica è l’affermazione di qualcosa (tesi), ma anche del suo opposto o di negatività e contraddizioni (antitesi), ed infine di qualcosa che contiene e supera entrambe più evoluto di equilibrio (sintesi).
- Per quanto riguarda il comportamento umano, la dialettica si svolge nel corso del tempo storico e la sintesi quindi si realizzerà ad un dato momento storico.
Illustrazione
Lo Spirito o Assoluto
Poiché per Hegel, come si è detto sopra, il razionale, attraverso la dialettica, si realizza nella realtà, ne risulta che c’è continuità fra tutto ciò che c’è nel mondo, cioè fra la natura e l’uomo, la società, la cultura, lo Stato. E questo tutto Hegel lo chiama Spirito o Assoluto. La sua opera principale è “Fenomenologia dello Spirito”. Poiché la razionalità è un’idea, un concetto, cioè qualcosa di astratto, il pensiero di Hegel è “idealista”, e poiché il suo idealismo comprende anche la dialettica, che nella storia del pensiero fa parte della logica, il suo è detto “idealismo logico”.
Rapporto uomo – natura
- C’è la chimica, cioè la natura inanimata.
- Ad un livello superiore, la biologia costituita dall’animale che ha capacità di azione e perciò è superiore ma si basa sull’istinto.
- Infine, c’è l’uomo che è ancora superiore perché ha la coscienza che consente un comportamento libero e volontario.
Non è una visione evoluzionistica ma di continuità, ogni stadio comprende e supera il precedente e l’uomo è il fine dell’intero processo naturale.
Il processo evolutivo del singolo individuo: l’evoluzione dello Spirito
Anche per l’essere umano inteso come singolo individuo possono distinguersi tre livelli gerarchici nella crescita:
- Al primo livello vi è lo Spirito soggettivo, costituito dalla dimensione individuale caratterizzata dal comportamento libero e volontario.
- Al secondo livello c’è lo Spirito oggettivo che rappresenta la dimensione sovra individuale, collettiva, la quale si realizza nella cultura (conoscenze, teorie, mentalità cioè anche pregiudizi) e moralità (valori e modelli di comportamento) e nelle istituzioni politico-sociali i cui contenuti sono fissati e trasmessi dalla famiglia, dalla società civile e dallo Stato (l’unità spontanea tra singolo e gruppo, tipica della famiglia, è negata dalla società, come luogo di scontro tra gli interessi particolari, ma viene riaffermata dallo Stato in quanto quest’ultimo costituisce il “bene comune” per i cittadini); gli individui appartenendo alla società “interiorizzano” il modo di vedere il mondo e di reagire alle vicende della vita della società del loro tempo, hanno valori e concezioni comuni; quindi lo Spirito oggettivo rappresenta “oggettivamente” quello che l’uomo è in quell’epoca storica.
- Il terzo livello è costituito dallo Spirito assoluto che si incarna nell’arte, nella religione e nella filosofia (altra triade dialettica, in cui lo Spirito assoluto è rispettivamente intuito, rappresentato, pensato come concetto), attraverso le quali avviene da parte dell’individuo la progressiva e completa comprensione della realtà, comprendendo la razionalità della realtà. Perciò può dirsi anche che lo Spirito assoluto a cui arriva l’uomo è esso stesso razionalità.
Il processo evolutivo dell’umanità: la Storia
Si analizza più da vicino il secondo livello precedente, lo Spirito oggettivo, perché è dallo sviluppo di questo che si può giungere al terzo livello dello Spirito assoluto. Anche qui ci sono tre stadi della dialettica.
Il mondo antico: è fondato sul rapporto servo-padrone. Secondo Hegel, l’uomo acquista l’autocoscienza (coscienza di sé) solo nel rapporto con le altre autocoscienze. Da un lato questo incontro dà il senso della propria individualità, ma il reciproco riconoscimento passa necessariamente attraverso il conflitto per appropriarsi in modo esclusivo degli oggetti per soddisfare i propri desideri, che si risolve nel subordinarsi dell’una.