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Introduzione: perché l'omeopatia non è scienza?

Esperimento mentale e filosofia della scienza

Immaginiamo di invitare un professore di fisica che spiega la teoria della relatività, spiegando in che ambiti si pongono domande del tipo "cosa applichi" e che gli studenti facciano domande: uno studente è un'osservazione, il fisico darà qua risposte più approssimative. Lo stesso accade con un biologo che spieghi cosa sia la teoria dell'evoluzione darwiniana. Questo procedimento si può riprodurre in tutte le discipline scientifiche. La disciplina che si occupa di dare una chiarificazione concettuale è ovviamente la filosofia della scienza: analisi concettuale del linguaggio scientifico, non il solo compito fra i più importanti. A noi interessa principalmente l'ambito del metodo e della logica scientifica.

Il metodo scientifico

Cosa ci garantisce che i concetti vengano utilizzati alla stessa maniera nelle discipline scientifiche? E cosa garantisce il metodo indipendentemente dal concetto? L'astronomia utilizza un linguaggio matematico sofisticato e ha proprietà previsionali molto accurate, però non è una teoria sperimentale, ma piuttosto osservativa. La medicina invece usa il linguaggio della matematica solo relativamente alla statistica, le previsioni in medicina infatti sono statistiche e non deterministiche; si possono però fare esperimenti.

La geologia offre buone spiegazioni dei fenomeni ma non ha proprietà previsionali neanche statistiche. Per le scienze sociali è ancora diverso, perché come anche in economia bisogna considerare anche le motivazioni umane dietro i fenomeni. Popper mostra un notevole ottimismo nel poter dare una definizione chiara di cosa sia il metodo, in particolare il falsificazionismo, in maniera da dire se un metodo era o no scientifico: il suo metodo non ha avuto molto successo e adesso siamo arrivati a una situazione diametralmente opposta, in quanto il metodo ha un denominatore comune ma varia molto da ambito ad ambito, ciò che è comune non è un vero e proprio metodo ma più un'area di famiglia. Dare una definizione univoca di metodo è fin troppo ambizioso, ma questo non vuol dire che il concetto di metodo sia vuoto o banale: esistono caratteristiche che qualsiasi disciplina scientifica deve rispettare.

Omeopatia: i principi fondamentali

Perché io devo seguire la medicina scientifica e non omeopatica? La scienza è un fenomeno culturale nato in Europa fra ‘500 e ‘600. Nel corso non giustificheremo il metodo scientifico, quindi non potremo contraddire questa affermazione; non è il fine del corso. In questa parte di corso utilizziamo una precisa interpretazione della medicina omeopatica, scelta perché più in contrasto con il metodo scientifico: questa è un'interpretazione coerente con quella del fondatore dell'omeopatia Hahnemann.

Samuel Hahnemann era un medico vissuto fra il ‘700-‘800 nato a Dresda da una famiglia della classe media. Insoddisfatto della medicina dell'epoca, che aveva capacità terapeutiche molto modeste, durante una visita davanti all'ennesimo paziente che non poteva curare, decise di abbandonare la professione di medico. Era un poliglotta, e per sopravvivere si mise a fare il traduttore. Gli venne l'idea della medicina omeopatica mentre traduceva un libro in cui il dottor Cullen descriveva le proprietà curative della malaria della corteccia del chinino. Secondo Cullen, il chinino aiutava le capacità digestive dell'ammalato, ma Hanneman (con metodo scientifico) si chiese com'è che altre proprietà digestive non curavano. Fece un esperimento su se stesso utilizzando dosi ponderali di chinino, notando che gli causavano gli stessi sintomi della malaria. Gli venne a mente allora che tutti i farmaci che causano effetti simili alle malattie allora hanno proprietà curative verso di esse.

Principio del similia similibus curantur (i simili si curano con i simili), da cui omeopatia, ovvero la malattia si cura con il simile. Per medicina allopatica si intende il principio opposto, ovvero che hanno capacità curative i farmaci che presentano sintomi opposti a quelli della malattia; gli omeopati accusano la medicina tradizionale di essere tutta allopatica. Il secondo principio dell'omeopatia è l'olismo, il tutto presenta delle proprietà emergenti che non si trovano nelle sue parti costitutive (vedi acqua generata da idrogeno più ossigeno); inoltre questa proprietà emergente non è riducibile o spiegabile a partire dalle parti componenti.

Il principio dell'olismo

Ad esempio, non si riesce a derivare il pensiero dalla biologia del cervello; secondo la medicina omeopatica, l'uomo è tutt'uno di mente e corpo, e la medicina tradizionale sbaglia a concentrarsi solo sul corpo, che lo vede solo come una macchina (in realtà è un falso, la medicina tradizionale riconosce il collegamento, come per esempio l'effetto placebo). Nell'interpretazione di Roberto Gava, l'olismo è estremizzato: si sostiene che l'unione mente-corpo è unica e irripetibile, propria di ogni individuo, ciascun paziente è quindi un unicum. La medicina omeopatica non cerca le somiglianze (l'uniformità) fra pazienti, ma piuttosto le cose uniche di ogni individuo.

Il metodo omeopatico è simile a quello della critica letteraria: l'omeopata deve interpretare i sintomi dell'unicità del paziente, come il critico deve interpretare le caratteristiche uniche dell'opera. Gli omeopati dividono gli individui in 4 costituzioni omeopatiche fondamentali, basandosi sul fatto che ogni individuo abbia delle caratteristiche genetiche che si mantengono tali per tutta la vita e che permettono di classificarli sulla base di differenze fisiche e caratteriali: non è una resa al metodo tradizionale, non uniformano i pazienti ma sono strumenti per capire l'unicità del paziente. Non esiste allo stato puro un soggetto che sia solo una costituzione, ma ognuno contiene caratteristiche di più costituzioni.

Mentre la scienza punta alla formulazione di principi generali, l'omeopatia punta alla ricerca di caratteristiche individuali, rifiutando dei metodi statistici. Per Gava, il metodo galileiano (scientifico) non è applicabile all'uomo in quanto unicum di corpo e mente. Quello che intende è che dato che lo scopo della medicina omeopatica è di capire cosa è unico di ogni individuo, il metodo scientifico-statistico non è applicabile. Il metodo della medicina omeopatica, rinunciando alla legge delle uniformità empiriche, viola il principio di uniformità scientifico.

Lezioni successive

Passerà i primi 10 minuti a ripetere le lezioni precedenti, per domande a fine lezione. Il corso riguarda la logica della ricerca scientifica, come possiamo essere sicuri che la logica della ricerca sia comune a tutte le scienze? Dibattito lungo su questo problema, il problema esiste e si nota da una serie di considerazioni, da una parte la medicina e dall'altra l'astronomia, due discipline molto differenti. Possiamo pensare anche alla geologia, con capacità previsionali inferiori, diversa anche dalle scienze sociali. Per risolvere questo problema si può procedere per contrasto.

Interpretazione della disciplina omeopatica

Si può pensare a un'interpretazione della disciplina omeopatica per capire che non è scientifica. Per far questo ha cominciato a spiegare dei principi chiave, quale "i simili si curano con i simili", oltre a ciò abbiamo l'olismo, ovvero l'idea che il tutto non può essere compreso a partire dalle parti, come la sintesi dell'acqua. Il punto principale è che l'olismo acquisisce delle caratteristiche particolari, l'idea è che non solo il paziente è un tutt'uno, ma la medicina ha il compito di comprendere questa unicità.

Il medico ha il compito di capire questa unicità e tarare le medicine su questa unicità, metodo, quello ermeneutico. La stessa cosa per la medicina omeopatica, fanno sì che ognuno sia un mondo a parte, c'è il rifiuto che la medicina si debba occupare di statistiche. Metodo della ricerca della medicina omeopatica, che non ha nulla a che fare con il metodo galileiano, cit. appropriata quella di Gava perché la scienza è sempre esistita. Galileo, Bacone avevano in mente l'uniformità, aspetto necessario. Una disciplina che non è interessata all'uniformità esce dal campo della ricerca.

Problemi metodologici

Bisogna distinguere due problemi: la demarcazione tra ciò che è scienza e non scienza e poi la giustificazione della logica della ricerca scientifica, questo tema non lo affronteremo. Uniformità e altre due caratteristiche, ma dobbiamo far riferimento anche ad un'altra caratteristica, ovvero la procedura della dinamizzazione. Sigla CH: ogni CH rappresenta una dinamizzazione seguendo la procedura del suo fondatore, la dinamizzazione due fasi: diluizione e succussione. Roberto Gava. Aneman.

Si diluisce il principio attivo e poi lo si scuote e ripetuto in continuazione (anche mille volte) a seconda dell'efficacia della medicina omeopatica, più viene fatto più efficace è la medicina. Il problema metodologico della logica della ricerca è che dopo 11 CH, si oltrepassa il numero di Avogadro, questo numero dice che se si oltrepassa la soglia di 11 dinamizzazioni all'interno della fiala non c'è più nessun principio attivo. L'acqua è una sostanza neutra quindi bisognerebbe spiegare come l'acqua possa avere effetti terapeutici non essendoci più principio attivo.

I medici omeopatici non danno importanza alle spiegazioni, qualsiasi medico tradizionale si preoccupa di spiegare perché una medicina è efficace, mentre quelli omeopatici se ne sbarazzano. Hahnemann nell'Organo 28 era interessato al fatto che la medicina funzioni non alle spiegazioni.

Perché è importante trovare leggi che spieghino l'uniformità altrimenti si passa ad un empirismo radicale, nel caso della medicina omeopatica si vede da come procede, c'è una spiegazione filosofica. Manca in mezzo l'introduzione di leggi esplicative, oltre a ciò troviamo un'altra caratteristica, non solo non viene data una spiegazione, ma questo procedimento delle dinamizzazioni è incompatibile con i principi della fisica e della chimica che dicono che l'acqua è una sostanza neutra, mentre la omeopatica dice che l'acqua dovrebbe avere effetti, questo è un altro principio della logica della ricerca scientifica, ovvero la coerenza interteorica, non solo una disciplina ha il compito di regolarità empiriche e di dare leggi che spieghino, queste leggi devono essere coerenti anche con altre discipline (questo è un ideale, ma nessuno scienziato lo ignora).

Deve dimostrare come l'acqua conservi capacità terapeutiche. Gava dice che questa coerenza non solo non è importante, ma anche un argomento che deve essere respinto. Gava sostiene l'incompatibilità, i medici tradizionali ritengono che se non si risolve questa incompatibilità non possiamo accettare la medicina omeopatica come scienza. Quello che è più rilevante è che abbiamo individuato tre caratteristiche: ricerca regolarità empiriche, qualsiasi disciplina deve ricercare spiegazioni a riguardo e queste spiegazioni devono essere coerenti con altre discipline.

Studi e tentativi di difesa

Medicina omeopatica, è ancora adesso molto studiata e praticata specialmente in Francia, quindi non è sorprendente che si trovino dei tentativi di difesa che seguono le linee della scienza tradizionale, cercando di renderla il più vicina possibile al metodo scientifico, una cosa molto complicata, ancora adesso non ci sono stati studi soddisfacenti. Benvist tirò fuori l'argomento della memoria dell'acqua, in qualche modo l'acqua conserva un liquido terapeutico, aveva stabilito che una sostanza allergica estratta dalle capre aveva delle capacità terapeutiche seguendo la procedura omeopatica, lui mandò i risultati alla rivista "Micher", c'è anche un documentario su questo episodio. Lo stesso Benvist è sorpreso di questo suo ritrovamento, da questo episodio si conia il termine "memoria dell'acqua", Madoxe piuttosto incerto sul da farsi. Decide di pubblicare la ricerca di Benvist, ma fa una cosa unica, dice che l'accetta ma si riserva di andare nel laboratorio di Benvist per controllare l'esecuzione dell'esperimento e si reca in loco con un team di collaboratori, c'è anche James Randi con loro, un'illusionista rimasto famoso per aver smascherato dei sedicenti maghi (tra cui Urighella).

I primi 3 esperimenti si usano due gruppi di persone, ad uno si dà la sostanza attiva e a quell'altra il placebo e si vede se statisticamente quelle con la sostanza attiva hanno una differenza significativa di guarigione o miglioramenti. I primi 3 sembrano dare ragione a Benvist, ma Mardox chiede un quarto esperimento con la procedura del doppio cieco, ovvero il paziente non sa se riceve il placebo o la medicina e questo per evitare un effetto psicologico noto, quello placebo. Maldox chiede il doppio cieco, perché inoltre non lo sapevano neanche i medici se somministravano il placebo o il principio attivo (solo Maldox lo sapeva). Randi per maggiore scrupolo segna anche una scala vicino per vedere se la scala fosse stata spostata di notte.

Il giorno dopo si deve esaminare se effettivamente c'è stato l'effetto, Randi nota anche che la scala era stata spostata, scandalo serio perché Benvist era un medico dell'establishment, la spiegazione è che una sua collaboratrice era stata pagata dall'aboreon per dar sostegno alla tesi di Benvist (fu anche preso per il culo con l'ignobel price). Benvist non si diede per vinto e il suo laboratorio venne chiuso, ma continuò a fare ricerca e tentò con speculazioni un po' ardite di spiegare la memoria dell'acqua, il risultato non fu molto positivo.

Indagine che segue la logica della ricerca appropriata alla scienza deve individuare uniformità empirica, deve fornire spiegazioni e queste spiegazioni devono essere il più possibile coerenti. Abbiamo visto come la medicina omeopatica viola tutte e tre le caratteristiche.

Contenuto del corso

Tutte le discipline scientifiche condividono delle caratteristiche, individuano le condizioni necessarie. Nella prima parte ci occuperemo delle prime due, e alla fine spiegando il metodo Bayesano spiegherà la terza. Nella prossima lezione cominceremo a vedere alcuni modelli della logica della ricerca.

Tra i padri fondatori della scienza

Tra i padri fondatori della scienza c'è Bacone che ha il merito di aver individuato il metodo della ricerca scientifica. Bacone a differenza di altri non ha avuto nessun ruolo nel concreto progresso della scienza, ma ha avuto questo merito, di aver individuato il corretto metodo. Il metodo è semplice: da alcune osservazioni iniziali si inducono degli assiomi (teoria), poi attraverso ulteriori induzioni si arriva ad assiomi più generali e via via attraverso continue applicazioni si dovrebbe realizzare il progresso scientifico. Procedura modificata e studiata.

Mill, procedura diversa da Bacone, si parte da osservazioni iniziali poi induzione e si giunge ad ipotesi, il secondo passo è deduttivo, ipotesi deducono osservazioni per controllare la correttezza delle ipotesi, poi tramite induzione se l'ipotesi è confermata oppure se deve essere rifatta. Il metodo di Mill è ipotetico deduttivo che consiste in 3 fasi: induttivo, deduttivo e poi nuovamente induzione che ci propone o la conferma oppure una sua modifica.

Induzione e deduzione

Induzione è un procedimento che va dal particolare al generale, deduzione dal generale al particolare. Non è corretta soprattutto se vogliamo capire Mill, il metodo di Mill è un metodo eliminativo. Deduzione è tale che in ogni argomento valido, tutto il contenuto della conclusione è contenuto nelle premesse, mentre nell'induzione è ampliativa (il contenuto della conclusione eccede il contenuto delle premesse).

Seconda riga: dalla verità delle premesse segue la verità della conclusione (deduzione), non vale per l'induzione, esempio cigni (cigno nero). Terza riga: se aggiungo un argomento valido nella deduzione non cambia la conclusione, mentre nell'induzione non accade. Quarta: deduzione ammette che la conclusione sia valida o non valida, mentre l'induzione ammette dei gradi di forza. La più importante è la seconda riga, se le premesse sono vere necessariamente è vera la conclusione, mentre nell'induzione si possono avere premesse vere e conclusioni false.

John Stuart Mill

Uno dei principali intellettuali dell'800 in Inghilterra, un intellettuale a tutto tondo, oltre ad aver scritto il libro che studieremo ha fatto dei lavori molto importanti anche in altri campi, come la filosofia morale, un economista di primo ordine, economisti classici, come Marx per esempio, fu anche un uomo politico, difensore dei diritti delle donne, fu un intellettuale di riferimento dell'epoca. Intellettuale di confine, perché fu l'ultimo degli economisti classici, dopo di lui ci fu la rivoluzione marginalista, fu anche un intellettuale che si interessò alla logica della ricerca, perché fu l'ultimo logico che proseguì questa concezione dell'induzione (che risale a Bacone). Dopo di lui la ricerca si legò alla teoria della probabilità.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/02 Logica e filosofia della scienza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mfilosa98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia della scienza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Barrotta Pierluigi.
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