Estratto del documento

Il concetto di SCIENZA ci condiziona su tutti i livelli (in quanto ogni

metodo di approccio è scientifico). Il termine “scienza” è noto a tutti, ma

pochi ne conoscono il reale significato. Molti affermano che la scienza sia

nata con Galileo…ma in realtà il significato è cambiato. I termini SCIENZA,

STORIOGRAFIA & FILOSOFIA caratterizzano in maniera evidente la

cultura occidentale (anzi la differenza tra cultura occidentale ed orientale è

determinata proprio dalla nascita della scienza). STORIA & FILOSOFIA

nascono quasi contemporaneamente (con la scuola di Mileto…che sostituì

alla tradizione dogmica il dialogo razionale)…ma accanto ad Anassimandro,

Talete ed Anassimene c’è Ecateo il quale riflettè sulla storiografia (ma questa

linea restò fuori dalla Filosofia fino all’800, in quanto ricostruire

storiograficamente equivaleva a riportare opinioni diverse, senza un vero

fondamento). La STORIA era considerata una buona opera oratoria (da

un punto di vista letterale) ma, non razionale…quindi la storiografia fù così

denigrata. La FILOSOFIA invece si sviluppò nella ricerca dei principi

immutabili, eterni, sull’idea di sostanza (al di là della mutevolezza dei

fenomeni si cela “un’essenza invisibile” che non cambia, immodificabile…

che caratterizza ogni oggetto)…quindi la Filosofia si sviluppa per molto

tempo sulla contrapposizione tra “ciò che è” e “ciò che appare”, tra

“sostanza” e “casualità”. Su questo dibattito si inserisce la RELIGIONE,

la quale aveva inteso “l’essenza” come ciò che “non appare”, e soprattutto

come “ciò che è in un altro luogo”, quindi il “Trascendentale”. La religione

(che in principio era stata accantonata dalla filosofia) viene inserita,

portando con sé “ciò che è in un altro mondo”. Per questo motivo il

Cristianesimo viene condannato alla filosofia, in quanto si pretende che

si parli di Dio in modo razionale, dimostrando l’esistenza di Dio.

Dunque si ha un dibattito tra Filosofia e Cristianesimo, per qualcosa che stà

al di fuori del nostro mondo, che non può essere spiegato con l’esperienza.

Quando nasce la SCIENZA MODERNA è in perfetta sintonia con la

religione (anche se così non sembra). Essa nasce quando la cultura europea si

stancò di dispute futili, che non portavano a nulla, e soprattutto perché si

crearono delle condizioni particolari:

 La POLITICA GRECA…basata sulla concezione “Città-Stato”

 L’attitudine del MONDO GRECO a socializzare con altri popoli.

La Filosofia, come “libera discussione”, è stata chiusa nel 529d.C. con

Giustiniano (imp. romano), quando il Cristianesimo si è imposto come

dogma, che ha cancellato la libera discussione. Il “pensiero libero”

riemerge, quando, in Italia, non c’è più uno stato assoluto (ma una serie di

statini in cui nessuno riesce ad emergere in modo assoluto) quindi con

l’Umanesimo ed il Rinascimento:

 UMANESIMO…perché si ritorna a considerare l’uomo nella sua

situazione immanente, in modo fisico, empirico, nella natura (e non

visto nell’aldidà);

 RINASCIMENTO…perché vi è una rinascita, una ripresa del libero

studio. Dunque un ritorno alla realtà, alla vita quotidiana, alla

riflessione; (essi vengono denominati in modo dispregiativo dalla

chiesa “liberi pensatori”, perché credono, secondo la chiesa, di

poter imporre il loro pensiero indipendentemente da Dio)……

Dunque gli uomini non sono stati “formati”, ma “deformati”, in

quanto cresciuti su dogmi imposti…ora invece si cerca di rompere

i legami col passato, la scienza nasce come presa di distanza da

qualunque forma di filosofia, di religione.

Ciò per un verso è vero, ma il legame con il passato rimane, questo

nuovo approccio non può prescindere dal passato, e Galileo per la

fisica & Cartesio per la matematica, dichiarano esplicitamente

questo.

Normalmente per STORIA DELLA SCIENZA si intende il periodo che

precede Galileo & la rivoluzione scientifica. Questo è volutamente sbagliato,

per 2 motivi:

 la storia di un processo non si può fermare all’atto di nascita e

non seguirne gli sviluppi immutabili, che non subiscono

variazioni, ecco perché ci si ferma alla sua nascita (Galileo) e non si

prosegue oltre;

 la scienza nasce con il presupposto di azzerare la filosofia

precedente, ma ciò non accade.

Galileo e Keplero come fondarono la scienza? Rinnegando la filosofia

scolastica e aristotelica, e fondarono la scienza, solo ed esclusivamente

sull’osservazione. Galileo afferma che noi possiamo conoscere la natura,

perché la sua struttura si basa sulla geometria euclidea. Quindi, se la

natura è scritta in caratteri matematici, basta conoscere la matematica

per conoscere la natura. Anche Dio ha un intelletto matematico, ciò che

qualitativamente pensa Dio lo pensa anche l’intelletto umano, la differenza

tra i 2 è quantitativa, in quanto Dio (poiché divino) abbraccia più campi

contemporaneamente. Galileo nel momento in cui rifiuta la metafisica,

implicitamente si serve di essa. Platone, Pitagora, Parmenide…crearono una

metafisica che precede la scienza classica di Galileo.

 La SCIENZA CLASSICA viene definita MECCANICA, in

quanto studia il movimento dei corpi fisici = GALILEO.

 La scienza MODERNA invece coincide con quella di EINSTEIN.

Aristotele definiva il “movimento” col termine “mutamento” (in quanto un

corpo nasce, cresce…e muore)…Gli scienziati moderni invece si occuparono

solo del movimento, senza occuparsi più della nascita e dell’evoluzione dei

corpi. La scolastica aveva definito le cause del “mutamento”: materia,

forma, fine e spostamento…cioè, il movimento avveniva per causa finale,

perché c’è qualcuno che dall’esterno sposta i corpi. Di queste 4 cause, i

moderni, prendono in considerazione lo spostamento…in quanto, in questo

modo, al corpo si poteva applicare il calcolo, ma per far ciò si deve pendere

in considerazione solo l’aspetto quantitativo, quindi non interessa né la

materia, né la forma, né il fine.

MARC è il primo a costruire la disciplina della scienza. La scienza

classica si è strutturata sin dall’inizio come descrizione del reale, della

natura, del mondo…perfettamente definita nei particolari, & meccanica

perché è relativa al movimento. La scienza classica è atemporale, cioè fuori

dal tempo. Gli oggetti di cui si parla, se all’esterno manifestano

evoluzioni, hanno comunque all’interno un’essenza immodificabile. Il

movimento di questi oggetti può avvenire in modo circolare, o in linea

retta, senza deviazioni. Questo movimento continuo è calcolabile

indipendentemente dal tempo, ciò consente non solo la previsione dei

movimenti futuri, ma di ricostruire i movimenti già avvenuti. La tesi di

NEWTON dà una realtà definita, in quel modo, per sempre & da

sempre, non c’è più niente da scoprire di essenziale. Questa tesi di Newton

era rafforzata da altri (come Laplass, La Grange).

Rapporto CAUSA-EFFETTO: Ogni parte che costituisce l’intero è la

causa, cioè produce qualcosa, il quale a sua volta è causa di qualcos’altro, il

tutto costruito entro le leggi delle necessità. Ogni pezzo è comunque

sostituibile con un altro pezzo simile. Da ciò vien fuori un’immagine

deterministica, con la teoria del determinismo universale, cioè ogni parte

ha un ruolo determinato, tutto è incentrato in un determinato modo. In

questo modo chi guarda dall’esterno può già prevedere ciò che accadrà,

quindi…scientificità = prevedibilità. Se quest’immagine consente di

prevedere, si tratterà solo di capire cosa sta succedendo dal punto di vista

tecnico in un determinato momento. Spazio e tempo divengono importanti

per gli scienziati classici, entità che contengono gli oggetti ma non

influiscono sugli oggetti stessi. Lo SPAZIO è isotropo, cioè uguale in tutte le

sue dimensioni. Ciò si evidenzia nella scienza classica, dove il TEMPO ha

3 visioni:

 per Newton, Tempo & Spazio sono dei contenitori assoluti, sciolti

da ogni legame con ciò che contengono…e lo spazio è isotropo

(presenta le stesse proprietà fisiche in tutte le direzioni).

 per Cartesio, tempo & spazio, sono 2 parametri coordinati tra di

loro, ma sono indicativi, esterni ai fenomeni…tutti i corpi sono

definibili nello spazio e nel tempo. Le coordinate cartesiane

indicano contemporaneamente il luogo, il tempo ed il

movimento di un determinato oggetto.

 per Kant, spazio & tempo, sono forme “pure”, “nostre”, della

nostra “sensibilità”, non hanno nessuna relazione con gli oggetti,

siamo noi a collocare le cose nello spazio e nel tempo come meglio

vogliamo.

Artur CHESLER, autore di “Il buio a mezzogiorno” & “La storia della

scienza”, definì gli scienziati (da Tolomeo ai giorni nostri) dei “sonnambuli”,

perché hanno scelto di guardare Il mondo che li circonda trascurando

totalmente alcuni aspetti fondamentali dell’universo, come se il mondo in cui

vivevano fosse estraneo a loro stessi e avessero descritto tutt’altro forchè il

mondo dove vivevano.

L’idea di oggettività della scienza classica è falsa. Non esiste qualcosa di

“immodificabile”…chi descrive un determinato evento lo fa con la

propria cultura, & con i propri occhi. L’eterno & l’ immodificabile con la

scienza moderna non esistono più…Einstein fu il 1° a mostrare che in natura

non c’è niente di immodificabile, e che le teorie scientifiche sono “libere

invenzioni dell’intelletto umano”. Egli, invece della geometria euclidea (in

uso nel pensiero classico) usa la geometria curva. Quindi sostituisce una

geometria con un’altra, ma lascia il linguaggio geometrico per spiegare la

realtà.

Il paradosso di fine’800 & inizio’900 consiste nell’attuazione di un

progetto, di estendere il metodo scientifico classico a tutte le discipline.

Questo progetto fù portato avanti in filosofia, dai positivisti, con la nascita

di nuove scienze (quali: sociologia, psicologia..). Il paradosso consiste nel

fatto che, mentre questo modello veniva esteso in tutte le discipline, le

regole interne di questo metodo stavano cambiando. (Altro paradosso è

che il metodo classico continua ad essere studiato nelle scuole, nonostante

la ricerca contemporanea si fonda sul metodo moderno)!!!

PARTE 1° - L’ASCESA DELL’INTERPRETAZIONE

MECCANICISTICA

 IL PRIMO INDIZIO…Uno dei problemi su cui si interroga Einstein è

quello del MOTO. Se si considera un corpo a riposo (cioè del tutto privo di

moto), per cambiarne la posizione occorre esercitare su di esso un’azione

qualsiasi (quindi spingerlo, sollevarlo, o ricorrere ad altri corpi). Secondo la

meccanica aristotelica, quanto maggiore è l’azione esercitata su un corpo,

tanto maggiore sarà anche la sua velocità…ma quest’ipotesi è errata!!!

Questo è possibile notarlo grazie al ragionamento scientifico di Galilei, il

quale segna l’inizio della fisica. Egli afferma: “non sempre ci si può basare

sulle intuizioni date dall’osservazione immediata”, in quanto l’intuizione a

volte ci fa sbagliare.

Es…Supponendo che un uomo segua una strada dritta e piana, spingendo

innanzi a sé un carrello, e che ad un tratto cessi di spingere: il carrello non

si fermerà subito, ma continuerà a muoversi per una breve distanza.

Secondo l’idea intuitiva aristotelica quanto maggiore è la forza, tanto

maggiore è la velocità…invece, secondo Galileo, un corpo, né spinto né

tirato, cioè un corpo sul quale non agisce nessuna forza esterna, si muove

uniformemente (cioè sempre con la stessa velocità e lungo una linea retta).

Quindi la velocità non denota affatto se forze esterne agiscono su un corpo.

La conclusione di Galileo, che è quella giusta,venne enunciata da Newton

come “Legge d’Inerzia”: “Ogni corpo persevera nel suo stato di riposo,

oppure di moto rettilineo uniforme, a meno che non sia costretto a

cambiare tale stato di forze agenti su di esso”.

…Dunque, il carrello spinto dall’uomo non si fermerà subito, ma continuerà

a muoversi per una breve distanza non per la forza esercitata dall’uomo, ma

per le forze esterne, cioè l’attrito dei vari corpi (ruota-carrello, ruota-

strada).

Dunque non è, come dice il ragionamento intuitivo, il legame tra Forza e

Velocità, ma il legame tra Forza & Variazione di Velocità o accelerazione

che costituisce le basi della Meccanica classica di Newton.

Forza & Accelerazione sono i 2 concetti base della meccanica classica.

 La FORZA è un’azione esercitata su un corpo, con l’intento di

cambiarne sia lo stato di riposo, sia di moto uniforme, rettilineo.

La forza agisce nella stessa direzione del moto e può produrre

accelerazione (accelerazione positiva) o ritardo (accelerazione

negativa). Se tiriamo un sasso dall’alto in basso è positiva, cioè

aumenta perché c’è la forza di gravità che attrae, se lo tiriamo in alto

diminuisce = accelerazione negativa. Il moto uniforme è comunque

solo ideale, non può realizzarsi, perché non è possibile eliminare

totalmente l’influenza di forze esterne.

 I VETTORI…Se il moto rettilineo non può essere applicato, i moti ai

quali vennero applicati i principi della meccanica si effettuano lungo linee

curve. Einstein afferma che una forza impressa su una particella fa

variare non solo la velocità della particella, ma anche la direzione del suo

movimento (se si ha una sfera che rotola su un piano e le si dà una spinta

all’inverso della sua direzione, essa cambia direzione…questi cambiamenti

sono rappresentati col vettore), a seconda di come la forza è impressa: Il

movimento è rappresentato, non solo dalla forza, ma anche dalla direzione, e

ciò è rappresentato dal VETTORE “”, caratterizzato da lunghezza che ci

dà la misura della velocità…e la direzione, che indica il verso in cui spinge

la forza. Che vantaggio si ha ad immaginare la lunghezza ed il movimento,

con la rappresentazione del vettore? Questi simboli generalizzano i

movimenti, semplificano la loro rappresentazione.

 L’ENIGMA DEL MOTO…Questo paragrafo spiega il MOTO

CURVILINEO, il quale rappresenta in maniera emblematica il moto

meccanico e tutto ciò che accade nella realtà esterna, perché fa comprendere

il moto dei pianeti attorno al sole. L’analisi di questo movimento ha reso

credibile la nascita della scienza, perché il moto curvilineo non descrive

solo il passaggio dal moto rettilineo (che era ideale), ad uno reale, ma

permette anche di fornire un’immagine di stabilità del mondo. Nel moto

rettilineo uniforme non è richiesto l’intervento di una forza. Nel moto

curvilineo agisce una forza costante e la velocità varia (non di grandezza,

ma di direzione). Il moto curvilineo di un pianeta intorno al sole ha la

caratteristica di essere chiuso, quindi ripetitivo, duraturo nel tempo…è

eterno. Il calcolo infinitesimale di Newton fu necessario per calcolare, istante

per istante, il movimento e per dimostrare che il moto è continuo e ripetitivo,

non è spezzato. Einstein sottolinea che grazie al concetto di vettore e al

calcolo infinitesimale si scopre e si calcola il movimento di un moto, si

scopre la forza che impone quel determinato tipo di movimento. La legge

del movimento e di gravitazione di Newton determina il moto, perché si

stabilisce una relazione tra forza e variazione di velocità. (Punto debole di

questo discorso è che, istante per istante non si può calcolare il movimento

delle particelle, in quanto vi è sempre un’asimmetria tra “il punto preso in

considerazione ed i punti vicino”, poiché anche se vicini, vi è sempre una

minima distanza incalcolabile). Per Newton & Galilei la validità di

qualunque teoria è confermata in maniera definita dall’esperimento

(esperimento cruciale). Einstein afferma che non esistono esperimenti

cruciali perché le teorie sono libere interpretazioni dell’intelletto umano.

 UN INDIZIO NEGLETTO…Massa = quantità di materia contenuta

in un corpo. Uno dei concetti fondamentali della meccanica, quindi della

scienza classica, è il concetto di Massa. Es…Se si carica un carrello che

prima era vuoto, la velocità del carrello carico sarà nettamente inferiore a

quella del carrello vuoto, perciò la velocità dipende dalla massa d

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/02 Logica e filosofia della scienza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia della scienza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Emanuele Pietro.
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