La scienza occidentale e i suoi presupposti
G. Gembillo sottolinea che la scienza occidentale si basa su due presupposti: si pone come universale e definitiva, comprendendo tutto il mondo, e i suoi principi non necessitano di modifiche, ovvero progressione e sviluppo. La scienza può solo sperare di estendere le conoscenze, non di modificare quelle acquisite. Ritiene che in ogni fenomeno vi sia una parte contingenziale e accidentale, e una, che è l'essenza del fenomeno, immutabile. Questa parte immutabile può dunque cambiare solo in quantità, mai nella sostanza, una quantità misurabile dalla matematica. La struttura essenziale di un fenomeno era inviolabile. Era un postulato su cui non si aveva consapevolezza, il metodo della scienza era definito "sperimentale".
L'esigenza di universalità comprendeva anche i concetti fondamentali della struttura logica del reale, cioè il tempo e lo spazio, considerati solo come contenitori esterni degli eventi, mai attori, e infine che gli eventi siano regolati da un immutabile rapporto deterministico causa-effetto. Ilya Prigogine ha indagato questa situazione e cercato la via per sorpassarla.
La rivoluzione del concetto di identità secondo Hegel
Hegel cambiò l'universalità della logica da immutabile a oggetto "storico", sottoposto cioè a cambiamento. Comincia la rivoluzione del concetto di identità, l'Io è un soggetto in continuo divenire, infine il concetto stesso di verità diveniva sottoposto a cambiamento continuo. Anche in campo scientifico avveniva, nota Prigogine nel 1811, un cambio radicale, che fece diventare il tempo fattore essenziale nel fenomeno appena scoperto della termodinamica da Jean-Joseph Fourier.
Da studi sull'essenza del calore si passa all'osservazione del suo comportamento. La legge fisica del moto newtoniano non basta più a spiegare tutti i fenomeni, la struttura del cosmo non è solo di natura meccanica e non è tutto spiegabile attraverso la quantità di materia e di moto. La propagazione del calore fra due corpi non è cioè spiegabile attraverso interazioni dinamiche. Il flusso del calore fra due corpi è proporzionale al gradiente della temperatura fra essi. Ogni corpo è capace di ricevere e dare calore, qualunque sia il suo stato (solido, gassoso ecc.) o la comp. chimica (oro, ferro, ecc) e per questo riesce addirittura a trasformare la materia, cosa che la gravità non era in grado di fare tranne che col moto acquisito. È inserito così negli oggetti il concetto di "trasformazione nel tempo".
Il ruolo del tempo negli eventi
Il tempo dunque è protagonista degli eventi, li modifica e ne stabilisce la durata. La scienza classica, dice Prigogine, si basava invece sull'impersonalità degli eventi e sull'invariabilità.
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