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Cartesio: introduzione metodologica ai saggi

L'incremento di conoscenza cambia la morale

L’incremento di conoscenza cambia la morale. Ad esempio, il morbo sacro è diventato una patologia che si poteva curare. La scienza è conoscenza del mondo che dice come operare per ottenere un fine; ma questi fini non sono decisi da questa, bensì dall’uomo. I fini non dipendono dalla conoscenza, ma dalle scelte dell’uomo. La scienza è quindi un patrimonio che crescendo, crea più libertà. Più conosciamo, più siamo liberi.

Il ruolo della scrittura e della trasmissione orale

I patrimoni conoscitivi si affidano a testi scritti, quindi passano da una civiltà all’altra; questo discorso però non vale per le tecniche perché sono legate alla trasmissione orale. Ad esempio, noi non sappiamo costruire una piramide.

Cartesio e Galileo: visioni a confronto

Cartesio si differenzia da Galileo perché afferma che per costruire un nuovo patrimonio scientifico occorre elaborare una nuova metafisica. Galileo afferma che la scienza non si occupa della metafisica, invece Cartesio dice che sono affiancate. La storia ha dato ragione a Galileo, ovvero oggi la scienza si auto-giustifica, nessuno la mette in discussione.

Buon senso e razionalità

Milano fu la prima città illuminata in Europa, alla fine dell’800. Buon senso = capacità di far uso della propria ragione; è comune a tutti gli uomini. È la capacità di giudicare rettamente e distinguere il vero dal falso, e per fare questo serve un criterio. La sua mancanza è l’incapacità di sviluppare un pensiero critico. La razionalità è universale, è ciò che ci rende uomini.

Il metodo scientifico

Poiché abbiamo una razionalità comune, si può trovare un accordo anche in caso di divergenza di opinioni applicando un criterio. La scienza quindi unifica l’umanità, così come tutto ciò che è universale. Ragionando correttamente si trova sempre lo stesso risultato, si trova una soluzione univoca per tutti. Anche la mente più geniale deve seguire un metodo. Ciò che conta non sono le tesi, ma le argomentazioni, e queste vanno costruite lentamente, con rigore. Nella scienza non c’è autorità, se si trovano delle argomentazioni migliori si va oltre.

Cartesio e il metodo della geometria cartesiana

La razionalità rende l’uomo tale, egli si distingue dalle bestie perché ha una ragione. Questo pensiero è stato condiviso da tutta la tradizione occidentale. In questo Cartesio è vicino ad Aristotele. Cartesio ha individuato il metodo della geometria cartesiana e grazie a questo può continuamente incrementare il proprio sapere. La conoscenza del metodo infatti permette di ingrandire il patrimonio conoscitivo.

Conoscenza e cautela

Noi conosciamo poche cose, ma quello che conosciamo lo conosciamo in modo assoluto. In questo Cartesio e Galileo erano d’accordo. Essi pensavano che così facendo in poco tempo avremo la conoscenza di tutto l’universo. Più uno studia una certa realtà, più è cauto nel fare affermazioni; affermare tutto subito con certezza è sintomo di ignoranza.

Separazione tra scienza e metafisica

Cartesio introduce un metodo per separare la scienza dalla metafisica; però si occupa anche di costruire una metafisica che garantisce la scienza. Afferma che il criterio deve avere un fondamento, quindi si deve ancorare su un criterio metafisico. Invece Galileo afferma che il criterio si giustifica da sé, la scienza si è auto-fondata con la sua storia.

La libertà secondo Galileo

Che fondamento ha la libertà? Secondo Galileo ha il fondamento che noi le diamo, non ha un fondamento metafisico. Questo è un segno della modernità. Cartesio si rende conto dei risultati limitati che ha conseguito con l’applicazione del metodo della scienza, però pensa che lentamente si giungerà a grandi risultati. Galileo afferma che la scienza di per sé non può che avanzare, può solo accrescere la conoscenza.

Verità scientifica

La verità scientifica ha uno statuto assoluto, la verità per essere tale deve essere assoluta, pensiero condiviso da Cartesio e da Galileo. Galileo: sapere extensive - sapere intensive. Il primo riguarda la quantità di cose che conosciamo (differenza Dio-uomini). Il secondo afferma che l’uomo quando conosce una cosa, la conosce come Dio, perché la verità scientifica è qualcosa di assoluto.

La storia della scienza

La storia della scienza dimostra che questa assolutezza (affermata da Cartesio e Galileo) non è tale perché si possono costruire teorie diverse.

Il discorso sul metodo

Dal 1637 si è diffusa un’idea: che la scienza è conoscenza perché applica un metodo. Questa è la cosiddetta “sindrome cartesiana”. Ciò che non è scienza non possiede un metodo, quindi non produce conoscenza. Da questa data a oggi gli epistemologi hanno dibattuto su quale sia questo metodo e non si sono mai trovati d’accordo.

Galileo e il metodo scientifico

Galileo mette in relazione sensate esperienze e certe dimostrazioni; quindi ogni indagine di ricerca deve costruirsi il metodo adatto al suo oggetto. Cartesio afferma all’inizio che ciò che distingue l’uomo dagli altri esseri viventi è il linguaggio. Esso è ciò attraverso cui noi possiamo elaborare una dimensione concettuale del mondo; pensare e avere un linguaggio sono la stessa cosa.

Riflessioni di Cartesio

Cartesio fa anche un riferimento autobiografico per farci capire come è giunto a pensare questo. Pensiero pronto = capacità di cogliere il punto essenziale di ciò su cui si riflette. Impadronirsi del linguaggio = capire in modo chiaro e preciso il significato dei termini.

Tradizione occidentale e ragione

Cartesio si riconosce nella tradizione occidentale che ha diviso uomo e bestie grazie alla presenza della ragione. “Mediocrità del mio ingegno”: segno di modestia da parte di Cartesio. Brevità della vita: Cartesio vive un disagio, ovvero il tempo che può dedicare allo studio rispetto alla complessità dei problemi è troppo breve. Questo si ritrova anche in Galileo.

Professione di fede

Professione di fede: Cartesio ha scelto l’ambito dello studio perché fa dimenticare la nostra natura mortale e ci proietta in una dimensione della conoscenza, che è quasi “fuori dal tempo”. In questo periodo si crede che ciò che viene conosciuto sia qualcosa di assoluto; una verità scientifica, una volta scoperta, è vera per sempre. Oggi invece noi non la pensiamo più così.

Cambiamenti nella fisica

Questa immagine ha avuto diffusione fino all’800 ed è andata in crisi quando la fisica di Newton si è rivelata inadeguata per indagare nuovi ambiti della fisica. Gli scienziati, in risposta, affermano che queste teorie sono solo delle mere convenzioni; ciò che è importante è il loro potere predittivo.

Empirismo e pensiero scientifico

Oggi l’immagine più diffusa è quella empirista; la scienza è misura e calcolo, ma oltre a ciò c’è il pensiero scientifico, ovvero una concettualizzazione del mondo; la nostra potenza sta nel pensiero, ma questo va contro il senso comune degli scienziati che sono stati influenzati da un’immagine empirista. Però questa è sbagliata! L’esperienza è tuttavia fondamentale, ma non è tutto: per avere conoscenza bisogna avere anche delle idee con cui guardare il mondo, bisogna sapere vedere. Empirismo = le idee sono il prodotto dell’esperienza. Ma per saper leggere l’esperienza la devo interpretare, quindi devo avere dei modelli. Platone afferma che “la realtà che io vedo non è la realtà, è solo una brutta copia imperfetta di un mondo ideale”.

Conoscenza e teoria

L’empirico è la copia imperfetta di un modello perfetto, e per vedere questo serve l’occhio della mente. Quindi prima ci sono le idee, poi si può conoscere il mondo. Diogene era tutto l’opposto. Hanno torto entrambi perché riducono tutto ai due estremi (idee-esperienza).

La conoscenza come teoria

La verità è: la conoscenza è fatta da una teoria, da un modello con cui guardo il mondo; poi otteniamo una risposta dal mondo attraverso la prova sperimentale. La cosa più difficile per incrementare la conoscenza è avere idee nuove. Se avesse ragione l’empirismo basterebbe guardare il mondo e farci insegnare da esso. Galileo: “La natura è sorda e inesorabile” – l’esperienza non insegna nulla, bisogna saperla leggere, altrimenti è sorda. Bisogna sondarla criticamente e per farlo abbiamo a disposizione solo le idee; per avere idee nuove bisogna coltivare il pensiero.

Vico e il pensiero

Vico: il pensiero è saper trasformare le difficoltà in opportunità.

Il pensiero scientifico

Per studiare un pensiero scientifico bisogna tenere presente la genesi di questo pensiero; nei testi dove è nato un pensiero scientifico si può vedere il suo cambiamento; invece nei manuali tutto questo non c’è. Ora come ora le discipline scientifiche vivono fuori dalla storia quindi viene tutto preso come assoluto; al contrario le discipline umanistiche vivono nella storia.

Il ruolo dei manuali

Togliendo il pensiero, ottengo i manuali, i quali quindi uccidono il pensiero della disciplina. Scuola di Ien insiste sul verificazionismo, cioè il trovare le prove che verificano un’affermazione; si oppone al falsificazionismo. Dietro al verificazionismo sta il riduzionismo. Pensiero = capacità di pensare una realtà. Popper e il circolo di Vienna non considerano la tecnica, sostengono il falsificazionismo (il quale appunto nega la tecnica). La scienza moderna nasce dal cannocchiale, strumento tecnico. Falsificazionismo: bisogna trovare un elemento che smentisce la teoria. Ma chi stabilisce se quell’elemento empirico è o no ad hoc? Cioè quanto gli elementi empirici sono coerenti alla teoria in questione? Il successo dell’opera di Popper traina il successo del pensiero epistemologico. La scienza vive della sua stessa storicità e Cartesio ce lo ricorda.

Narrazione autobiografica di Cartesio

Narrazione autobiografica di Cartesio Conoscenza chiara e sicura – punto di riferimento della costruzione metafisica di Cartesio. La conoscenza vale perché ha una ricaduta di utilità pratica. Cartesio ha studiato in un collegio di gesuiti a La Fleche; i collegi dei gesuiti nascono con un progetto avanzato, tutto quello che abbiamo fatto noi a scuola è stato inventato da loro. Nascono per rispondere alla cultura moderna; qui si assume tutta la cultura classica, ma svuotano i classici della loro carica critica, quindi fossilizzandoli, quindi questi si studiavano a memoria.

L'educazione nei collegi gesuiti

I gesuiti volevano formare l’élite che avrebbe guidato la società; volevano mantenere anche un rapporto diretto con questi giovani quindi ogni studente aveva un maestro che l’avrebbe accompagnato dopo la scuola. L’idea finale era quella di arrivare a guidare la società. Inoltre nei collegi dei gesuiti si prestava attenzione all’educazione del carattere, cioè creare un carattere forte che sapeva fare delle rinunce. Introducevano anche l’elemento della competizione, premiando gli studenti migliori. Però Cartesio si rende conto che ciò che ha studiato è un sapere non stabile, che produce dubbi.

Il fondamento della conoscenza

Cartesio si chiede qual è il fondamento della conoscenza che gli era stata trasmessa. Nel secondo paragrafo possiamo vedere tutta la formazione classica di Cartesio.

Cartesio e la modernità

Cartesio da giovane si rende conto del problema della modernità: che rapporto dobbiamo intrattenere con la cultura classica? Calvino afferma che un classico è tale perché non ha mai finito di dirci quello che ci vuole dire. Bacone dice che noi siamo i “giganti”, mentre i classici sono i “nanerottoli”, ribaltando così una metafora diffusa – con la nascita della scienza il patrimonio conoscitivo si incrementa sempre di più, quindi Bacone ha ragione. I gesuiti vogliono studiare il mondo antico per bloccare la crescita, per questo studiavano a memoria; ma noi dobbiamo studiarli per andare avanti.

Valore dei classici

Un classico è un autore che “parla sempre”, non finisce mai di dire quello che dice, supera la contingenza del momento storico; il pericolo è renderlo assoluto. E Cartesio si ribella al fatto che i gesuiti facevano proprio questo, cioè toglievano al sapere lo spirito critico. Rischio dei classicisti: studiare così tanto una cultura arrivando a soffocare in essa.

La cultura secondo Cartesio

Cartesio vuole una cultura adeguata alla sua epoca storica, ai suoi problemi di vita, al suo tempo. Al centro di questa cultura ci deve essere l’aspetto conoscitivo, non quello favolistico.

Riferimento a Galileo

In questa pagina possiamo trovare un riferimento a Galileo: vuole una cultura che trasmette conoscenza che sia all’altezza dei propri problemi. Per essere un buon poeta, sostiene Cartesio, non per forza bisogna conoscere tutta la poesia precedente. Cartesio era affascinato dalla matematica per la sua chiarezza, la vedeva applicata alle tecniche e si stupiva che non potesse diventare paradigma del nuovo sapere.

Conoscenza e morale

La morale si deve costruire sulla conoscenza; perché l’incremento della conoscenza è incremento della libertà. Dobbiamo riportare il costume alla conoscenza, quindi questa è satanica perché nel suo incremento critica i miti della tradizione.

Desacralizzazione dei miti

Ad esempio l’epilessia nel mondo antico era considerato il morbo sacro, ma quando la medicina l’ha letta come una malattia, è stato desacralizzato un mito. La conoscenza deve diventare il motore della civiltà.

Rapporti con la teologia

I rapporti con la teologia vanno ripensati; Cartesio avverte l’esigenza di una fondazione metafisica della scienza; questa è una spaccatura con Galileo. Questo ritiene che la scelta si auto-sorregge da sé, mentre la fede si basa su un altro piano. Cartesio cerca di collegare il sapere con la dimostrazione ontologica delle ragioni di questo sapere, quindi vuole costruire una metafisica legata alla scienza.

Cartesio e la filosofia

Cartesio vede la filosofia come metafisica, la quale secondo lui deve giustificare la scienza. Ha un profondo scetticismo nei confronti delle tradizioni filosofiche precedenti. Vuole costruire una metafisica con fondamenti stabili, quindi a partire dalla matematica.

Paradosso dei collegi gesuiti

Paradosso dei collegi gesuiti: chi ne usciva finita l’educazione, diventava uno dei maggiori critici del collegio gesuita, a causa dello studio mnemonico della cultura – studio dogmatico e non critico.

Criticità e scienza

Scienza: secondo Popper il cuore della scienza è la criticità che si alimenta di argomentazioni. Chi ha argomenti migliori ha la meglio. La conoscenza è il fondamento della vita. Di fronte alla abitudinarietà Cartesio vuole affidarsi alla ragione per fuggire da questo condizionamento passivo. Il fatto di aver visto tante abitudini gli ha permesso di avere una visione più ampia.

Fondamento della ragione

Vuole trovare fondamento alla ragione. La tradizione dice che il pensiero vive e agisce indipendentemente dal corpo. Ma è falso; il rapporto tra pensiero e fisicità esiste ed è molto stretto.

Metafora dell'architettura

Metafora dell’architettura: ogni grande filosofo ha preso elementi precedenti e li ha rimodellati secondo altri progetti. Cartesio vuole costruire nuove strade con nuove materie.

Tradizione ideologica

Tradizione ideologica: un teorema è assoluto e vero in quanto tale. Quindi il riutilizzo di altri teoremi è inutile (Cartesio). Se il costruttore è uno solo è meglio, piuttosto che molti architetti.

Sincretismo

Altra tradizione: un teorema va rielaborato e contestualizzato. Bisogna mettere in relazione diversi contesti. Sincretismo = unione di pezzi di tradizioni diverse. Ma il sincretismo vuole mettere insieme questi pezzi in un sistema senza contraddizioni, prendendo il meglio di ogni tradizione. La scienza è anche questo; per cercare il miglioramento vuole evitare le contraddizioni e trarre il meglio da ogni risultato.

Ragione e passioni

Metafora: la ragione di Cartesio si contrappone alla passionalità. Ciò però è falso perché le due cose sono collegate. Bisogna sottoporre le passioni ad un’analisi critica attraverso la ragione. Riconosce però che le vecchie tradizioni possono essere un solido pilastro di guida per differire da esse.

Giusnaturalismo

Giusnaturalismo – le convenzioni sociali e le società hanno un’origine storica che si radica nella natura. Mito: c’erano uomini liberi che giravano per il mondo con una clava (libertà assoluta). Un giorno si incontrano sotto una quercia e si accordano: rinunciano alla libertà assoluta in cambio della salvaguardia della vita.

Fondamento delle società

Il potere del fondamento della società può essere indifferentemente monarchia, assolutismo, democrazia. Questo significa che noi abbiamo dei principi/diritti radicati, che non si radicano nella natura, e nessuno deve avere il diritto di toglierceli (vita). Questo applicato alla società feudale del tempo è una bomba perché significava dover considerare pari tutti gli individui almeno in quanto umani – base dell’illuminismo.

Galileo e Cartesio: approcci diversi

Galileo è un sovversivo e vuole che tutti conoscono; Cartesio è un conservatore che ritiene che è giusto che ci sia chi non capisce. Dobbiamo avere un criterio o più criteri? Quando costruiamo una teoria dobbiamo avere rigore argomentativo.

Discorso sul metodo

Moderatismo di Cartesio, atteggiamento anti-illuminista. Il sapere è per pochi eletti o per la società? Galileo dice che è per la società perché il bene più prezioso che abbiamo è l’intelligenza perciò non va sprecata. L’élite invece guarda con superiorità la massa e pensa che il sapere non debba andare anche a loro.

Istruzione obbligatoria

In Italia si introduce, nel 1961, l’istruzione obbligatoria gratuita; invece in Germania fu introdotta nel 1500. Cartesio sta dalla parte dell’élite. Fino agli illuministi tutta la cultura europea è cartesiana, il cartesianesimo ha una grandissima influenza.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/02 Logica e filosofia della scienza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martins444 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia della scienza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Minazzi Fabio.
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