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Nel mondo del simbolo

La primissima fase della letteratura francese ci è in buona parte sconosciuta perché era per lo più affidata a performance orali piuttosto che alla scrittura. Una vera letteratura scritta inizia a delinearsi a partire dal XIII sec. con la nascita del romanzo in prosa; ma il secolo aureo della letteratura francese è il XII con Chretien de Troye e i poemi tristaniani. Il passaggio da oralità a scrittura porta alla nascita di un narratore interno al testo, inoltre non è più una presenza vera a dare valore all’opera ma il riferimento ad una histoire o contes che costituiscono l’auctoritas del testo. Si deve tener presente però che un elemento di auralità caratterizza tutta la letteratura medievale, anche dopo la diffusione della tradizione scritta.

Allegorismo

Il mondo fisico è ombra (simbolo) di realtà che lo trascendono: tutto viene ricondotto ad un rapporto di segno e cosa significata.

S. Paolo – Prima Lettera ai Corinzi (13,12) "Videmus per speculum in enigmate"

Scoto Eurigena (teologo carolingio – neoplatonismo cristiano): tutto il cosmo è una teofania.

Ugo da San Vittore: "quasi quidam liber scriptus digito dei" - la natura è il libro con cui Dio parla agli uomini, tale linguaggio è stato reso criptico all’uomo dal peccato originale, perciò la necessità di un secondo libro: quello della Scrittura.

Allegoria

Quintiliano – S. Angostino "tropus ubi ex alio aliud intelligitur".

Filone dell’allegoria pagana: è l’interpretazione storica o filosofica (vd. Platone e gli stoici) dei miti.

Allegoria cristiana:

  • Nella concezione paolina l’invisibile è conoscibile attraverso il visibile.
  • Nasce con San Paolo, che riprende l’allegoria pagana per ricodificarla.
  • I due figli di Abramo sono simbolo delle due alleanze che generano i due Testamenti.
  • L’evento narrato ha valore sia come evento storico, sia come simbolo.
  • Il rapporto fra significato e significante non è arbitrario ma necessitato dalla provvidenza divina.

Beda il Venerabile:

  • Allegoria in verbis: il rapporto di significazione è stabilito dall’uomo.
  • Allegoria in factis: il rapporto di significazione è stabilito da Dio.

Tommaso scredita totalmente l’allegoria in verbis: puro artificio retorico.

Scoto Eurigena dà la preminenza all’allegoria in verbis, superiore a quella in factis per il fatto di avere un referente che è totalmente astratto e si identifica con la teologia.

Ars

È conoscenza teorica delle regole che presuppongono alla forma di un oggetto, ma anche la capacità di realizzare l’oggetto stesso secondo quelle regole.

Tommaso "ars imitatur naturam in sua operatione": l’arte non imita la natura perché crea oggetti a lei simili, ma perché rientra nell’ambito della creazione. L’uomo crea da materia già esistente, Dio crea ex nihilo. Se l’artista imita Dio nella creazione, la sua creazione deve rispettare un modello assoluto dalle leggi divine: è quindi impossibile concepire l’idea di originalità artistica o di proprietà (anonimato).

Zumthor: mouvance "mobilità".

Bestiari

Derivano dal Fisiologo greco, composto ad Alessandria fra II e III sec. d.C. Si compongono di capitoletti bipartiti in physis e interpretazione simbolica (senefiance). Come primo bestiario si può considerare la nomenclatura adamica, che ha due valori di dominio e di conoscenza; la nomenclatura di Abramo era secundam naturam, in essa il rapporto fra significante e significato era evidente, purtroppo questa prima nomenclatura è andata perduta e viene sostituita da quella dei bestiari.

Bestiaire d’amour di Richard di Fournival (1250): la senefiance attribuita agli animali non si riferisce più alla teologia ma al comportamento dell’amante cortese (strategia già utilizzata in alcune liriche, ma che Fournival sistematizza). Il discorso è continuo ed è fittiziamente la supplica dell’innamorato respinto alla propria donna.

Il poema allegorico prima del Roman de la Rose

I primi esempi di poesia allegorica nascono dalla tradizione esegetica e omiletica. Sono costituiti da un sensus litteralis e da uno mysticus o spiritualis. Ben presto il contenuto didattico e morale volge verso la satira o l’autobiografia.

Raoul de Houdenc Roman des eles: esposizione dei doveri del cavaliere.

Songe d’enfer: sfrutta gli incontri coi vizi per attaccare direttamente atteggiamenti e uomini del suo tempo. Huon de Mery Tournoiement Antechrist: è "un’allegoria monastica", ossia l’autore narra la vicenda della propria conversione, riprende lo schema della Psycomachia di Prudenzio.

La letteratura didattica

Produzione religiosa

Scritti teologici, sermoni, raccolte di exempla, manuali di dottrina cristiana e di ascesi. Tema ricorrente è quello della morte.

De contemptu mundi di Lotario di Segni (Innocenzo III). Helinand de Froimond – Vers de la mort (fine 1100): il pensiero della morte deve portare gli uomini a staccarsi dai beni mondani (tema qoheletico della vanitas vanitatum). La radicalità del pensiero di Froimond ha una carica ereticale, fa pensare alle teorie catare: il mondo è dominato dal male che imperversa contro i santi e i poveri.

Produzione profana

Manuali di comportamento destinati a singoli ceti sociali, trattazioni sulle etats du monde, raccolte di proverbi, trattati scientifici.

Etienne de Fougères - Livre des manieres: capolavoro sulle etats du monde. Fra XII e XIII sec. fioriscono i trattati sull’amore: i modelli principali sono l’Ars amandi di Ovidio e il De Amore di Andrea Cappellano. Particolarmente interessanti sono i trattati sull’amore di Richard di Fournival: amour espirituel - amour temporel, amours de grace - amours de dete.

La chanson de geste

Attorno all’XI sec. la cultura classica appartiene ai chierici, al contrario l’aristocrazia di ceppo germanico spesso è analfabeta. Sappiamo da testimonianze che Carlo Magno fece mettere per iscritto le proprie gesta, ci si deve quindi chiedere se l’epica che emerge in Francia nell’XI sec. abbia rapporto con questo patrimonio di epica franca perduta.

Giullari: spesso malvisti dalla Chiesa, perché portatori di una cultura pagana. Punto importante è stabilire se i giullari possano essere considerati continuatori del mimus o dell’histrio latino o se si possano considerare figure in continuità con gli scops germanici, in quanto almeno dall’XI sec. si occuparono anche di poesia epica. Una interpretazione di questo tipo permetterebbe di rinsaldare le teorie sul legame fra poesia epica francese e germanica.

Poemetti agiografici

Vi sono delle consonanze di stile fra i poemetti agiografici in galloromanzo dei secoli IX, X, XI e la chanson de geste: paratassi, espressioni formulari, schemi binari (antitesi, parallelismo), il verso coincide con la frase. Secondo Segre questa vicinanza di stile prova come la narrazione epica dell’eroe-martire Rolandonasca dal poemetto agiografico. In realtà poiché lo stile dei poemetti galloromanzi non continua una tradizione presente nella letteratura religiosa medio-latina non è dato sapere se sia l’epica a imitare l’agiografia o viceversa.

Sequenza di Santa Eulalia: una sequenza è un canto paraliturgico, conservata sia in latino sia in francese. Il lirismo della narrazione indica che era destinata ad un pubblico non colto.

Saint Leger: poemetto del X sec. destinato al canto, è la traduzione in volgare della vita del santo Leodegario, vescovo nel VII sec.

Passion: poemetto del X sec. destinato al canto, narra la passione, morte e risurrezione di Cristo fino all’ascensione e alla pentecoste. Entrambi i poemetti sono accomunati dalla dimensione della lotta: Leodegario contro i suoi avversari politici, gli apostoli contro i giudei; si utilizzano espressioni formulari attinenti più all’ambito della guerra che non a quello della religione e il nemico è sempre esterno.

Boeci

Poemetto della metà dell’XI sec. in lingua d’hoc, narra la vita di Boezio, la sua incarcerazione per mano di Teodorico e basandosi sul De consolazione philosophiae dello stesso Boezio racconta l’apparizione della visione consolatoria. Sull’elemento didascalico, prevale l’elemento del racconto. L’unità metrica è la lassa (come sarà nelle Chanson de Geste).

Sancta fides: poemetto dell’XI sec. in lingua d’hoc, rifacendosi a Lattanzio e ad altre fonti narra del martirio di Santa Fides e della fine miserevole dei suoi persecutori pagani (nell’XI il paganesimo è ancora un nemico potente). L’unità metrica è la lassa.

Saint Alexis: poemetto dell’XI sec. in lingua d’oil, risponde ad una precisa volontà di evangelizzazione degli strati più bassi della popolazione. Alessio, figlio del nobile romano Eufemiano, è destinato dal padre, che vuole la continuità della stirpe, a sposarsi; Alessio prima del matrimonio fugge in Oriente dove trascorre diciassette anni di penitenza, tornato a casa del padre trascorre altri diciassette anni in incognito, infine muore rivelando la propria identità in uno scritto e viene adorato come santo. Il tema fondamentale è quello della negazione dei valori terreni (il desiderio di Eufemiano di avere un erede). Al modello di vita dell’eroe guerriero si contrappone il modello di vita monastica, da qui l’idea di crociata, di cavaliere giusto nelle chanson de geste.

La nuova cavalleria e la comparsa dell’epica

Nell’Europa postcarolingia la cavalleria costituisce il ceto dominante. In un primo momento la vita di violenza del guerriero è totalmente condannata dalla Chiesa (non militia sed malitia), che riconosce come unico detentore del diritto delle armi, in quanto garante della pace, il sovrano. Nel corso dell’XI sec. a seguito della perdita di potere del sovrano, la Chiesa attribuisce la stessa istanza di giustizia ai castellani e poi a tutti i cavalieri. Infine il cavaliere non è più tenuto ad abbandonare le armi, ma ad agere penitentiam usando la propria forza a difesa dei deboli, ossia della Chiesa; da qui l’idea di crociata come atto penitenziale.

I fatti narrati dalle chanson de geste risalgono all’epoca carolingia (VII-IX sec.), le motivazioni di tale iato temporale sono tuttora ignote. Le chanson de geste pervenuteci datano fra XII e XIII sec., ma non possiamo sapere se esse derivino da poemi epici preesistenti rimaneggiati. Fra XII e XIII sec. vi è un periodo in cui tutte le chanson de geste sono state composte e vivono in contemporanea subendo un continuo rimaneggiamento che sente molto l’influenza reciproca; il testo medievale vive di varianti e quindi il testo che leggiamo non è mai il testo, ma uno fra i suoi testi.

Gastone Paris: l’epica francese non ha alcun rapporto col mito, nasce dall’eco di un evento storico, il cui ricordo viene fermato in brevi canti epico-lirici, che vanno poi a formare le composizioni dei giullari dell’XI e da lì le chanson de geste.

Grisward: attraverso il confronto fra la tradizione epica di diverse culture si può comprendere come tutte attingano da un patrimonio mitico comune alle popolazioni indoeuropee, epopee che prendono la forma di fatti storici recenti solo in epoca tarda.

Pio Rajna: sposta il periodo di formazione dell’epica francese in età merovingia ("spirito germanico in forma romanza").

Bedier: se l’epica francese nasce in epoca merovingia la materia in che modo si conservata attraverso i secoli muti fino al XII sec.? Il Bedier ipotizza che negli stessi santuari che conservavano le reliquie (come spesso si dice nei testi) si conservassero storie sugli eroi raccontate dai giullari che intrattenevano i pellegrini, ma la tesi è fragile perché nulla ci impedisce di pensare che il riferimento ai santuari sia recenziore e coerente alla cristianizzazione dell’epica.

Un rapporto fra epica francese ed epica medio-latina si può istituire solo a prezzo di evidenti forzature. Ancor oggi gli studiosi si dividono fra oralisti (Parry che studiando i poemi omerici aveva studiato i cantori serbi) e anti-oralisti. La struttura metrica fondamentale è la lassa, il metro era originariamente l’ottonario con cesura variabile, poi trasformato in decasillabo, e in alcuni casi in alessandrino. Nelle chanson de geste la semplicità della forma rispecchia quella dei contenuti: manca ogni problematicità.

Il ciclo del Re e la Chanson de Roland

In questo ciclo di canzoni l’autorità suprema è rappresentata dal re: Carlo Magno e Carlo Martello. Il ruolo del sovrano inetto è ricoperto da Ludovico il Pio o da Pipino. L’amore ha un ruolo marginale.

Problemi di datazione

Il testo è datato agli ultimi decenni dell’XI sec. La copia più antica a noi noto è dell’ultimo quarto del XII sec. e porta la firma di Turoldo (monaco normanno, vissuto verosimilmente alla fine dell’XI sec.). La prospettiva "tradizionalista" postula una tradizione ininterrotta di rifacimenti e rinuncia a dare una datazione ai singoli canti, assumendo a riferimento il codice più antico. Una crux è rappresentata da un riassunto in spagnolo del testo databile al 1060, elemento che suggerirebbe l’esistenza del Roland molto prima della fine del 1100. Ma il Bedier fa notare che alcuni eventi narrati devono essere entrati nell’opera certamente dopo la prima crociata (1095-1099). Si può supporre che la chanson esistesse già prima e che dopo la prima crociata sia stata orientata in senso cristiano con aggiunta di dettagli?

È strettissimo il legame fra il racconto e la causa cristiana: Carlo Magno assume caratteristiche sacerdotali. Gano adombra Giuda, i dodici pari gli apostoli, Rolando è figura cristologica. "Paien unt tort e chrestiens unt dreit" - l’esito della vicenda è già previsto e da subito annunciato: sia perché la vicenda era largamente nota, sia perché il corso degli eventi, nell’ottica dell’imitatio christi, è preordinata dalla provvidenza divina.

Gano è marito della sorella di Carlo, quindi è patrigno di Rolando; egli è invidioso del favore concesso da Carlo a Rolando (una tradizione parallela parla di Rolando come frutto di una relazione incestuosa fra Carlo e la sorella), che viene preferito al figlio di Gano Baudolino; Gano viene nominato per la difficile impresa di Saragozza e si vendica chiamando Rolando a capo della retroguardia (la parte più esposta dell’esercito), Rolando per non mostrarsi vile non può che accettare.

Cesare Acutis: lo schema d’azione di Gano corrisponde alle leggi sociali germaniche: l’oltraggio, in assenza di una istanza di giustizia superiore, è legittimamente lavato dalla vendetta. Ma perché la vendetta di Gano è posta in un’epoca successiva, dove si è istituito nel re il garante della giustizia, la vendetta di Gano diventa tradimento. Lo strato arcaico emerge anche nel finale quando Carlo non può pronunciare la condanna di Gano, che viene affidata al duello giudiziario; inoltre non sarà solo Gano a morire, ma anche trenta suoi parenti: la giustizia è ancora in parte vendetta.

Grinsward: è elemento mitico ricorrente che al movente della vendetta si affianchi la corruzione.

Stile

Lo stile tende al sublime, è depurato da tratti comici o giullareschi, poche concessioni al realismo. La narrazione è di tipo "classico": rapida, spesso ellittica, ma che indugia su singoli episodi per aumentarne il pathos.

Altre canzoni del ciclo del Re

Bertes aux grands pies: Pipino sposa Berta, figlia del re di Ungheria, ma la prima notte di nozze la vera Berta viene rapita e sostituita da una falsa; dopo molti anni l’inganno è scoperto la vera Berta sale al trono e genera un figlio. Quello delle anomalie al piede è un elemento mitico-folklorico ricorrente (vd. Achille, Edipo, Giasone, Cenerentola).

Mainet: si narrano le infances di Carlo.

Chanson d’Aspremont: Carlo combatte in Aspromonte contro i pagani, ebbe grande successo perché narra le infances di Rolando e l’antefatto di altre vicende della Chanson de Roland, ebbe diffusione anche in Italia dove venne tradotta, vi attinsero Pulci, Boiardo, Ariosto.

Pèlerinage o Voyage de Charlemagne à Jerusalem et Constantinople: metà del XII sec., in alessandrini, anche se lo spettro dell’ottonario sotto l’alessandrino fa pensare ad una datazione meno recente. È un testo parodico: testo di secondo grado che trae il suo senso dall’imitazione o dall’allusione, non ha però il significato di uno svilimento dell’epica, anzi alcuni elementi dell’epica sono riconoscibili e mantengono il loro valore proprio: il contrasto fra Occidente e Oriente, la superiorità dei cristiani che sono gli eletti da Dio. Carlo Magno si reca coi paladini presso il re Ugo di Costantinopoli per ammirarne di persona la ricchezza e la regalità; durante un banchetto i paladini si danno al gioco cavalleresco dei gaps ("vanti", elemento di tradizione germanica), il re Ugo esige, pena la morte la realizzazione dei vanti. La narrazione ripete lo schema delle fiabe: rottura dell’equilibrio iniziale, viaggio nell’altro mondo, prove da superare, intervento dell’adiuvante (patriarca che dona ai cavalieri le reliquie), ritorno in patria e ristabilimento dell’equilibrio iniziale. Si può vedere in Costantinopoli un doppio di Londra: la cultura cortese ricevette grande impulso dalla corte di...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Karenina3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia Romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Cigni Fabrizio.
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