Epigrafia latina
Definizione di epigrafia
L'epigrafia è la scienza che studia l'epigrafe. Non è semplice definire l'epigrafe. Essa è una parola che viene dal greco ed è tutto ciò che è scritta su qualcosa (muri, carte ecc.). Noi intendiamo per epigrafe gli annunci mortuari. L'80% delle iscrizioni antiche sono di carattere funerario. Il mondo romano aveva due lingue: il latino, che era la lingua ufficiale, e il greco. Quasi la metà della popolazione parlava il greco. I romani non usavano la parola epigrafe, infatti essa è una parola che fu usata per la prima volta nel Rinascimento. I romani usavano come parola (al posto di epigrafia) TITULUS.
Importanza dell'epigrafia
Lo studio dell'epigrafia è importante perché nel mondo romano le iscrizioni sono le principali comunicazioni di massa, ed era il più usato. Alcuni studiosi hanno definito la civiltà romana come la civiltà dell'epigrafia. Ad essa è collegato il fenomeno dell'alfabetizzazione (elemento molto discusso). Nelle fonti letterarie non abbiamo quasi niente sulla quotidianità di allora. Le iscrizioni che abbiamo adesso sono centinaia di migliaia. Se abbiamo così tanti iscrizioni vuol dire che la maggior parte della popolazione sapeva sia leggere che scrivere. L'alfabetizzazione era intorno al 30% - 40%.
Tipologie di iscrizioni
L'epigrafia era il messaggio più efficace perché era un'iscrizione visibile ed esposta a tutti. Era un messaggio pubblico accessibile a tutti. La maggior parte delle iscrizioni erano di carattere funerario e rappresentano il 60% - 70% di tutte le iscrizioni. Un altro motivo che la rende importante è la concezione della vita e della morte da parte del romano. I romani credono nell'aldilà come una cosa misteriosa, di “fantascienza”. Loro erano convinti che esisteva solo una forma di immortalità (riferimento ai Sepolcri). L'epigrafe ricorda sempre una persona. Chi poteva curava la sua iscrizione ancora da vivo e da come voleva apparire. L'uomo e la donna si realizzano attraverso le opere quando compievano qualcosa di estremamente utile alla comunità (es: avere tre figli per la donna, imprese militari ecc.).
Categorie di iscrizioni
- Esposte. Sono scritture che vengono rese pubbliche e che trasmettono alla collettività un messaggio (es: statue, monumenti)
- Non esposte. Un esempio sono i graffiti.
Poi abbiamo le iscrizioni su oggetti. Oggetti di uso quotidiano dove possiamo trovare marche, iscrizioni su piatti, bicchieri e altri oggetti di ornamento. Questo si chiama ISTRUMENTUM INSCRIPTUM. Abbiamo anche le iscrizioni occasionali. Essi erano quelli fatti sul momento e sono:
- Graffiti (es: Giovanni ama Giulia). Possono essere anche poesie. I graffiti sono particolarmente importanti perché questa è la prova che sapevano leggere e scrivere. In rari casi abbiamo anche graffiti scritti da donne.
- Monumenti precisi come ad esempio i manifesti elettorali.
L'iscrizione come fonte storica
La fonte è un mezzo che ci trasmette informazione. Abbiamo fonti dirette e fonti indirette. Dirette sono contemporanee agli avvenimenti e indirette che non sono contemporanee agli avvenimenti (come ad esempio la storia di Roma scritta qualche secolo dopo). Le fonti dirette del mondo antico sono pochissime. L'epigrafe è una fonte quasi sempre diretta. In alcuni casi abbiamo epigrafi che celebrano avvenimenti “lontani”. Raramente la fonte diretta è obiettiva perché risente il momento in cui è scritta. L'epigrafe:
- Fornisce elementi nuovi o non noti dalle fonti letterarie.
- È utile a ricostruire le storie di aree non documentate.
- È utile per conoscere usi e costumi dell'antichità.
Studio di un'iscrizione
Per quanto riguarda lo studio di un'iscrizione non possiamo limitarci solo al testo e ricavarne maggiori informazioni possibili. Il testo deve essere inserito su un contesto (in tutto l'ambiente che l'ha prodotto). Non c'è poi solo il testo, ma anche il suo supporto cioè l'oggetto in cui è stata scritta, cioè un monumento. Quindi va studiato anche il monumento e questo richiede grandi competenze perché bisogna studiare anche come è stato prodotto. Un'iscrizione è un oggetto che viene prodotto e non è una cosa facile, e inoltre non può essere auto-prodotta (occorre un personale specializzato).
Fasi di lavorazione
- Scelta del costo
- Scelta del monumento da parte del committente. Esistevano materiali semi-lavorati.
- Proposta del testo da incidere. Alcune volte era il committente stesso che pensava a quello che doveva esserci scritto, altre volte prendeva delle frasi già fatte da una specie di manuale.
- Preparazione di una bozza.
- Impaginazione del testo. Era un lavoro molto complesso e si chiamava ordinatio.
Si usavano due strumenti per la lavorazione: mazzuolo e scalpello, dall'alto verso il basso ed all'esterno verso l'interno. I tratti che formavano le lettere venivano incisi in modo da formare un solco dalla sezione a V, di profondità variabile. Spesso il solco veniva rubricato (da qui rubrica perché l'iniziale era di colore rosso): il modo romano era estremamente colorato (vedi Ara Pacis). Oltre ad essere dipinte a volte venivano riempite di pasta colorata oppure lettere in metallo. Alla fine veniva pulito e consegnato al committente. Questo lavoro riporta una serie di errori.
Lingua e errori nelle iscrizioni
L'epigrafia ci fa capire qual era la lingua parlata, infatti nel mondo romano c'erano due tipi di latino, quello parlato e quello scritto. Sulle iscrizioni gli errori sono di alcuni tipi:
- Meccanici cioè da chi incide meccanicamente (ad esempio potevano saltare delle lettere oppure mettere una lettera al posto di un'altra).
- Errori dovuti al dialetto parlato in quella zona, perché scrivevano come si pronunciavano.
- Errori di grammatica e di sintassi
Onomastica
Per leggere bene le iscrizioni bisogna riconoscere alcuni meccanismi. Sulle iscrizioni troviamo i nomi delle persone. L'ONOMASTICA è lo studio dei nomi. I nomi sono divisi in classi sociali. La società romana era l'unica società che poteva dare libertà allo schiavo. La società era divisa in due tipi: liberi e non liberi. I non liberi sono gli schiavi. Essi venivano considerati delle cose, degli strumenti. Cicerone li definiva instrumentum vocale, cioè strumento che parla. Come dice Seneca, siamo tutti schiavi di qualcosa. I liberi sono divisi in due gruppi: i nati liberi e i liberti. I nati liberi, chiamati ingenui, sono quelli di nascita pura, cioè quelli che sono nati da una donna di condizione libera. I liberti sono cittadini liberi, ma non hanno tutti i diritti perché hanno una macchia: sono ex schiavi. Tra uomini e donne c'è un'ulteriore divisione. Essi hanno compiti diversi e si chiamano in maniera diversa.
Struttura del nome romano
L'uomo libero ha tre elementi:
- Es: M. TULLIUS CICERO
- M = pre-nomen, ovvero il nome (Marcus) personale con cui comunemente veniva chiamato. Uno dei più usati era Caius. Altri sono: Marcus, Titus, Tiberius, Decimus, Lucius, Quintus etc.
- TULLIUS = nomen, era il nome della famiglia (come il nostro cognome). Esso indica la famiglia, la gens.
- CICERO = cognomen, di solito era un soprannome che veniva da caratteristiche fisiche. Il cognome entra in uso molto tardi, in età imperiale. Col tempo questo meccanismo si è perso.
Nomi delle donne
Nella donna libera manca il prenome:
- Es: TERENTIA MAXIMA
Per la legge romana entro nove giorni dalla nascita, otto per le donne, si doveva dare il nome. La donna quasi sicuramente aveva il nome ma non lo usavano (e qui ci sono numerose ipotesi: la donna è meno importante dell'uomo ecc.) Le donne avevano un cognome legato al numero di nascita. Esempio MAXIMA era la più grande. La donna è vista come un peso perché bisognava darla in sposa, e non era facile perché non si poteva dare al primo uomo che capitava. Bisognava guardare anche il grado sociale, la ricchezza ecc. I matrimoni sono sempre combinati, ed esso era un contratto.
Nomi degli schiavi
Lo schiavo ha un solo nome:
- Es: AIAX
In genere veniva chiamato con il termine puer, ragazzo. Il nome viene assegnato dal padrone che di solito dà nomi greci (della letteratura, di eroi, ecc.) Nel mondo romano lo schiavo può essere liberato. Questo nasce dalla grande concretezza che avevano i romani. Trasformavano le persone che avevano paura o senza speranza e gli danno appunto proprio una speranza, e loro così lavoravano meglio e si davano da fare. Con il padrone o la padrona si instaurava un grande rapporto, un grande legame, addirittura più forte tra figlio e padre. Pensiamo solo al fatto che le cure il padrone le faceva fare al liberto. Quando lo schiavo viene liberato, entra nella famiglia e prenderà il prenome e il cognome del padrone e alla fine si aggiunge M.L. che significa schiavo.
- Es: Aiax schiavo di M. TULLIUS CICERO diventa M. AIAX CICERO M.L.
- M.F. marci filius cioè libero da sempre.
Passaggio del nome
Nel diritto romano il figlio prende il nome del padre. La donna romana si sposava prestissimo tra i 12 e i 14 anni. La donna romana quando si sposa conserva il suo nome, questo perché il vincolo che conserva con la famiglia è il vincolo più forte (non si esce più dalla famiglia). Rarissime sono i casi di donne picchiate dal marito. Nel mondo antico il senso di difesa nella famiglia era fortissimo. Se la donna veniva picchiata dal marito, quest'ultimo veniva picchiato dal padre o fratelli della moglie. La donna non cambia nome e quindi non perde l'identità. Il marito è l'amministratore della dote ma non ha la sua proprietà.
Monumento funerario
Che fossero lette i monumenti lo sappiamo perché ci sono delle iscrizioni sulle iscrizioni. Al tempo si faceva di tutto pur di essere notati. Un monumento funerario di un medico schiavo lo riconosciamo perché nella sua tomba c'era solo un nome. C'erano anche tombe di cani e cavalli da corsa. Altri casi sono le iscrizioni didascaliche. L'iscrizione poteva essere anche dipinta oltre che scolpita e a volte troviamo scene di vita quotidiana. Le iscrizioni sono anche sui mosaici. Scrivere un'iscrizione è complicatissima.
Sigle e significato
- DM > DIS MANIBUS. Agli dei mani, dei delle anime dei defunti.
- Le iscrizioni ci fanno sapere la conoscenza del latino che uno ha. Inoltre essa è mediata non è autografa, quindi non è diretta.
Produzione di iscrizioni
Tutto il lavoro nasce dalle cave oppure in galleria dove ci sono molti marmi, però è più pericoloso. Nella cava si fa la pre-lavorazione, cioè blocchi già pronti per eliminare il peso eccessivo e poi venivano portati fuori con una slitta o con delle ruote di legno. Il sistema di sollevamento erano tanti (c'era anche la gru). Noi conosciamo bene i procedimenti della lavorazione perché abbiamo i non finiti allo stato grezzo. Lo sappiamo perché si vede che non è finita perché da scalpellare o da decorare o sono ancora abbozzate.
Fatto questo avveniva l'ORDINATIO, ovvero la prima fase della lavorazione. Bisognava tracciare le linee guida che servono appunto per fare le linee dritte. Chi non è professionista si vede nei tratti curvi. Prima di preparare il testo si tracciano le righe con dei strumenti. L'unica lettera che non si poteva costruire come le altre (es: con la O si poteva fare la C) era la S. Finito di scrivere le lettere venivano colorate. Alcuni monumenti, inoltre, avevano una parte scritta che a volte era la più usata.
Sigle importanti
- V S L M > Votum Solvit Libens Merito (ho sciolto il voto volentieri e meritatamente)
- Fare un voto era un contratto che si faceva con un dio e di solito c'erano dei testimoni.
Costo delle iscrizioni
L'iscrizione si paga a lettere, per questo abbiamo tante abbreviazioni. Nel mondo antico non tutti hanno accesso all'epigrafia perché era molto costosa, quindi non tutti potevano accedere all'epigrafia. Lo sappiamo che era molto costoso grazie ad alcune iscrizioni. Altro caso sono le lettere in metallo, di solito usati dagli imperatori perché molto care. Lettere che non abbiamo perché furono persi nel medioevo.
Errori nelle iscrizioni
Gli errori si facevano spesso o perché la minuta era sbagliata, o perché il lavoratore non capiva, oppure perché era stanco oppure ancora perché scriveva secondo la lingua che parlava. Gli errori si coprivano con lo stucco. Il nesso è l'unione di due lettere che hanno in comune (a volte per correggere l'errore si univano le lettere es: V diventava N).
Il prenome che inizia con G è sempre solo scritto con C. Noi sappiamo che il prenome C si legge G (es. Gaius > Caius) e spesso sbagliavano a scriverlo.
Tipi di scrittura
L'iscrizione cerca di sempre di attirare l'attenzione. Scrittura tipica dell'iscrizione è la scrittura capitale o meglio chiamata Litterae Quadrata perché sono lettere che si inseriscono in un quadrato. Noi la chiamiamo scrittura posata, (si nota quando la A ha la barra dritta) cioè fatta con calma, lentamente con molta cura. Essa si usa solo per le iscrizioni o atti pubblici.
- Un altro tipo di scrittura è quella corsiva (da curro > correre; scrivere veloce). Essa si usava nei contratti, sui codici, sui papiri ecc. Quando i romani adoperavano questo tipo di scrittura, scrivevano senza staccare le parole; si chiama scriptio continua. Essa è una scrittura che a una prima lettura è difficile da capire. È una scrittura personale; non esistono due persone che scrivono allo stesso modo. Questo perché si risente dalla superficie su cui si scrive o anche dagli strumenti su cui si scrive, ma anche dallo stato d'animo di chi scrive. Molte volte risente anche dalla cultura della persona che scrive. Tutti questi fattori fanno sì che leggere in corsivo sia terribile. Poi c'è anche la corsiva maiuscola che si riconosce ad esempio dalla A senza la barra.
L'evoluzione dell'alfabeto latino
Col tempo nell'alfabeto latino si sono aggiunte delle lettere. L'epigrafia è ricchissima di nessi. Il nesso è l'unione di due lettere. Altri tipi di lettere sono le lettere nane, cioè ha un modulo (misura) più piccolo di quello delle altre lettere. Si usava quando o non si aveva più spazio o anche perché era bella da vedere. Spesso è rinchiusa dentro un'altra lettera. Le iscrizioni si leggono compitando, cioè leggere lettera per lettera stando molto attento ai segni che dividono le parole e poi scandendo tutto.
Oltre alle lettere ci sono anche le sigle, cioè lettere con significato non di lettere (es: S > $). Un modo per cambiare la lettera in sigla è porvi una barra. Un altro modo è cambiare la forma della lettera (es: C > questo segno che significa mulieris indicava una donna liberta). Le donne erano costrette ad usare quella sigla. Qualche volta troviamo anche W (ma al contrario).
Scrittura actuaria
Un altro tipo di scrittura è la scrittura actuaria tipica dei documenti. Essa si riconosce dai tratti tipici del pennello e la sua caratteristica è che le lettere si uniscono.
Sigle finali
- D D > Dono Dedit (diede in dono)
Scomparsa del prenome
A partire dal II secolo d.C. il prenome si perse e il cognome ha avuto il sopravvento. L'uso del cognome poi si è diffuso così tanto che si è dovuto aggiungere un altro cognome (veda cognome abitanti di Chioggia) ovvero un...
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