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CAPITOLO 1

IL SETTORE PUBBLICO IN UN’ECONOMIA MISTA

Il settore pubblico

Il settore pubblico fa parte della nostra vita sin dalla nascita. Normalmente con il termine “SETTORE

si intende solo lo Stato, ciò è riduttivo in quanto si

PUBBLICO” dovrebbero aggiungere anche gli

enti locali (le Regioni o le Province) e parastatali e tutte quelle imprese che si occupano di scelte

collettive. Cosa è il settore pubblico allora? Quali organizzazioni sono pubbliche?

In un sistema democratico I RESPONSABILI DELLA GESTIONE DEGLI ENTI PUBBLICI SONO

ELETTI O SONO NOMINATI DA QUALCUNO CHE È STATO ELETTO.

Economia mista

All’interno dell’ECONOMIA MISTA sono presenti sia il settore PUBBLICO che il settore

Dopo la crisi degli anni ’30 si diffuse l’idea che

PRIVATO. il mercato avesse funzionato male e

quindi si chiese l’intervento dello Stato per correggere questo malfunzionamento. Negli anni ‘70 e

‘80 (crisi petrolifere) si iniziò a criticare il ruolo dello Stato tanto che ci si avvia verso la

PRIVATIZZAZIONE. In Italia questo fu un fenomeno molto vasto dovuto sia alla necessità di

rimpinguare le casse dello Stato e sia per la pretesa di superiorità del settore privato rispetto a quello

pubblico. La crisi del 2008 ha fatto cambiare di nuovo opinione e ha mostrato la debolezza del privato.

Quali sono le cause del fallimento del settore pubblico?

1. DISINFORMAZIONE: informazioni incomplete, nel mercato questa problematica si risolve

naturalmente, se vi sono problemi di offerta o cambiano i gusti dei consumatori si stabilirà

naturalmente un nuovo punto di equilibrio;

CAPACITA’ DI CONTROLLO LIMITATE:

2. il settore pubblico è in grado di esercitare solo

un controllo limitato sulle conseguenze prodotte dalle sue politiche;

3. GRUPPI DI INTERESSE: i gruppi di interesse possono influenzare le scelte politiche;

4. CONTROLLO LIMITATO SULLA BUROCRAZIA: la burocrazia si occupa di specificare,

con regolamentazioni dettagliate, gli aspetti tecnici delle leggi, molto spesso questo può

portare a problematiche.

Ruoli dello stato

• STABILIZZAZIONE: evitare gli effetti negativi dei cicli economici;

• ALLOCAZIONE: influenzare che cosa si produce e come lo si produce;

• REDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE.

Differenze tra pubblico e privato

o Coloro i quali sono ai VERTICI degli enti PUBBLICI vengono NOMINATI da chi è stato

votato o sono VOTATI;

o Nel settore pubblico le DECISIONI sono COLLETTIVE mentre nel privato vengono prese

dal consiglio di amministrazione o dagli azionisti;

o Obiettivi differenti.

CAPITOLO 2

L’EFFICIENZA DEL MERCATO

La frontiera delle possibilità di utilità

POSSIBILITA’ DI UTILITA’

La FRONTIERA (o CURVA) delle descrive il LIVELLO MASSIMO

di utilità che può essere ottenuto da due consumatori.

(Utilità individuo A: U ) U D

a a

(Utilità individuo B: U ) B

b

Il punto A si trova al di sotto della frontiera e ciò sta

a significare che è una situazione migliorabile, infatti A C

qualsiasi punto al di sotto della curva dà la possibilità

AUMENTARE L’UTILITA’

di contemporaneamente sia 0 U b

per l’individuo A che per l’individuo B. Grafico frontiera delle possibilità di utilità

I punti B e C consistono in un’ottima allocazione delle risorse, ovvero sono PARETO-EFFICIENTI.

Ma come si fa a scegliere tra i due? Perché evidentemente essi prevedono una diversa allocazione

delle risorse. Questo è determinato dal processo politico. Adam Smith, nel 1776, sosteneva nella sua

opera che la concorrenza farebbe sì che gli individui, nel perseguire il loro interesse privato. Il

l’interesse pubblico.

profitto, perseguissero anche, come per mezzo di una MANO INVISIBILE,

Questa mano invisibile sceglierebbe cosa produrre (sovranità del consumatore), per chi produrre (i

consumatori che sono disposti a pagare) e come farlo (mercato).

I° teorema fondamentale dell’economia del benessere

UN’ECONOMIA PERFETTAMENTE CONCORRENZIALE È SITUATA SU UN PUNTO

DELLA FRONTIERA DELLE POSSIBILITA’ DI UTILITA’. Il libero mercato conduce, in assenza

di ostacoli e a certe condizioni ideali, alla massimizzazione della produzione.

II° teorema fondamentale dell’economia del benessere

È POSSIBILE RAGGIUNGERE QUALSIASI PUNTO DELLA FRONTIERA DELLE

POSSIBILITA’ DI UTILITA’ MEDIANTE IL MECCANISMO DEL MERCATO DI

CONCORRENZA PERFETTA, PURCHE’ SI RIDISTRIBUISCANO ADEGUATAMENTE LE

DOTAZIONI INIZIALI. L’allocazione iniziale delle risorse è rappresentata

Ua B dal punto A. Ovviamente questo punto si trova al di

C sotto della frontiera, immaginiamo allora di voler

aumentare l’utilità allocando i beni in maniera

A D ottimale andando verso i punti B o C. Il punto C non

F lo ritengo abbastanza soddisfacente e voglio spostarmi

0 Ub su un altro punto della frontiera: il punto D. Tuttavia

Grafico curva delle possibilità di utilità

si manifesta un problema, la redistribuzione delle risorse ex post è difficoltosa, è costosa e fa perdere

del benessere, quindi anziché andare al punto D si va al punto F che si trova sotto la frontiera. Se

invece le risorse si fossero distribuite ex ante, partendo ad esempio dal punto F, si sarebbe potuto

raggiungere il punto D.

Condizioni fondamentali per l’efficienza paretiana

❖ EFFICIENZA NELLO SCAMBIO: il SAGGIO MARGINALE DI SOSTITUZIONE (quantità

del bene a cui si è disposti a rinunciare per ottenere una unità aggiuntiva di un altro bene

mantenendo costante l’utilità) per ogni coppia di beni deve essere lo stesso per tutti i

consumatori;

❖ CI DEVE ESSERE MERCATO;

❖ Lo scambio deve includere beni PRIVATI ed ESCLUDIBILI;

❖ EFFICIENZA NELLA PRODUZIONE: il SAGGIO MARGINALE DI SOSTITUZIONE

TECNICA (in che misura un fattore produttivo può essere sostituito con un altro, ovvero a

quante unità di un fattore produttivo è possibile rinunciare mantenendo lo stesso livello di

output) per ogni coppia di input deve essere lo stesso per tutte le imprese;

❖ EFFICIENZA NELLA COMPOSIZIONE DEL PRODOTTO: il SAGGIO MARGINALE DI

TRASFORMAZIONE (quante unità è possibile produrre in più di un prodotto rinunciando ad

una unità di un altro) deve essere uguale al saggio marginale di sostituzione.

CAPITOLO 3

I FALLIMENTI DEL MERCATO

Perché il mercato fallisce?

▪ All’interno del mercato si scambiano

Perché il MERCATO NON ESISTE. DIRITTI DI

PROPRIETA’, se non li si possiede non ci può essere scambio. Se non c’è scambio non c’è

mercato. Non sempre questi diritti possono essere definiti, come ad esempio per quanto

riguarda l’aria.

▪ Perché il MERCATO NON È PERFETTAMENTE CONCORRENZIALE. La concorrenza

perfetta è una forma di mercato (appunto di concorrenza) in cui i produttori e i consumatori

non sono in grado di influenzare i prezzi di mercato dei beni e dei servizi. Nel MONOPOLIO

questo non avviene. L’obiettivo del produttore monopolista è massimizzare i profitti.

Grafico monopolio

) è l’uguaglianza del ricavo marginale (MR o

La condizione di massimizzazione del profitto (e min

anche Rmg) al costo marginale (MC o anche Cmg).

Cmg=Rmg

Tale punto (e ) determina la quantità di produzione (q*) del bene, la domanda di mercato, a

min

fronte della produzione q* è disposta a pagare p* perciò, dati i costi medi di produzione (AC) il

monopolista ottiene un profitto pari all’area grigia del grafico. Il monopolio è una causa

dall’allontanamento dall’ottimo paretiano.

Nell’equilibrio di concorrenza perfetta (e ) sono scambiate q unità di prodotto al prezzo p . Il

C C C

SURPLUS TOTALE DI CONCORRENZA PERFETTA è misurato dalla somma delle aree:

A+B+C+D

Nell’equilibrio di monopolio (e ) sono scambiate q unità del prodotto al prezzo p Il SURPLUS

M M M

DELL’EQUILIBRIO DI MONOPOLIO è misurato dalla somma delle aree:

A+B

La differenza tra l’area del surplus totale in concorrenza perfetta (A+B+C+D) e l’area del surplus

dell’equilibrio di monopolio (A+B) fornisce una misura del grado di INEFFICIENZA

ALLOCATIVA DEL MONOPOLIO.

Il monopolio può anche essere garantito/concesso dal sistema nel momento in cui viene rilasciato

un brevetto, esso garantisce una situazione di monopolio temporaneo. Il brevetto può durare tra i

5 e i 10 anni.

▪ ECONOMIA DI SCALA: è il fenomeno di riduzione del costo medio (AC) che si verifica

al crescere della quantità della produzione e della dimensione dell’impresa. Quanto più

alta è la capacità di produzione di un impianto tanto minore è il costo totale per ciascuna

unità di prodotto. Una sola impresa riesce a produrre, con un costo inferiore, la quantità

richiesta di bene.

▪ BENI PUBBLICI: beni che il mercato non offre o offre insufficientemente. I beni pubblici

NON SONO RIVALI e NON SONO ESCLUDIBILI, non si può escludere nessuno dalla

(o al massimo l’esclusione è molto costosa) perciò è molto difficile stabilire

loro fruizione

i diritti di proprietà, nel caso in cui questo sia possibile. Caratteristiche dei beni pubblici

puri: ASSENZA DI RIVALITA’

1. nel consumo: il costo marginale (Cmg) di un utente

addizionale è pari a zero [Cmg = 0];

NON ESCLUDIBILITA’:

2. il prezzo è pari a zero [P = 0]. Di conseguenza se il bene

non può essere venduto non c’è scambio, se non c’è scambio non ci può essere

mercato.

▪ ESTERNATLITA’: di un individuo, o un’impresa,

esistono molti casi in cui le azioni

influenzano altri individui, o imprese. In questo caso il beneficio marginale (Bmg )

PRIVATO

e il costo marginale privato (Cmg ) divergono dal beneficio marginale

PRIVATO

(Bmg ) e dal costo marginale pubblico o sociale (Cmg ).

SOCIALE SOCIALE

Bmg = Bmg Cmg = Cmg

PRIVATO SOCIALE PRIVATO SOCIALE

Vi sono due tipologie di esternalità:

1. NEGATIVA: la scelta del soggetto A influenza negativamente B. Ad esempio: una

fabbrica emette agenti inquinanti (esternalità negativa), il COSTO SOCIALE della

produzione è MAGGIORE di quello sostenuto dai produttori, per ogni unità

prodotta va calcolato oltre al COSTO PRIVATO (dei produttori) anche quello

LA CURVA DEL COSTO SOCIALE È PIU’ ALTA

sostenuto dai danneggiati.

DI QUELLA DEL COSTO PRIVATO. LA DISTANZA TRA LE DUE MISURA

IL COSTO DELL’INQUINAMENTO. Offerta= Costo marginale

privato (Cmg )

PRIVATO

E= equilibrio di mercato

Quale quantità dovrebbe

essere prodotta per

massimizzare il benessere

totale? La curva di domanda

deve intersecare il costo

sociale. La quantità di

equilibrio di mercato (E) è

Grafico esternalità negativa

MAGGIORE della quantità di equilibrio sociale (ottimo sociale) perché non considera il costo

sociale. Riducendo la produzione è possibile aumentare il benessere totale. IN PRESENZA DI

ESTERNALITA’ NEGATIVE L’ECONOMIA TENDE A SOVRAPRODURRE. Il mezzo per

l’equilibrio socialmente ottimale può essere, ad esempio, una tassa sulla produzione, tale

raggiungere

da spostare la curva di offerta privata verso quella del costo totale.

2. POSITIVA: le azioni di un individuo portano ad altri un beneficio.

Teorema di Coase

POSSONO NEGOZIARE, SENZA COSTI, L’ALLOCAZIONE DELLE RISORSE,

SE LE PARTI

IL MERCATO RIESCE A RISOLLEVARE IL PROBLEMA DELLE ESTERNALITA’

ALLOCANDO LE RISORSE IN MANIERA EFFICIENTE. Il teorema di Coase afferma la

superiorità della contrattazione rispetto all’intervento da parte dello Stato quando i diritti di proprietà

sono ben definiti e non esistono costi di negoziazione tra gli agenti. Secondo Coase il problema delle

esternalità e dei costi sociali può essere affrontato in modo efficiente attraverso il mercato,

assegnando dei diritti di proprietà agli agenti economici.

▪ è una condizione in cui l’informazione

ASIMMETRIA INFORMATIVA: NON È

CONDIVISA INTEGRALMENTE fra gli individui facenti parte del processo economico,

una parte degli agenti interessati ha maggiori informazioni rispetto al resto dei partecipanti

e può trarre un vantaggio da questa situazione. I casi di asimmetria informativa sono due:

➢ SELEZIONE AVVERSA: è un problema connaturato nella fase pre-contrattuale, sorge a causa

possedute dall’azienda e quelle possedute dal cliente. Nel caso

del divario tra le informazioni

delle assicurazioni è grazie a queste informazioni in più (che l’assicurazione non ha) che il

cliente considera conveniente o meno l’operazione di stipula. L’assicuratore è costretto a

PROBABILITA’ media del verificarsi dell’evento. Da un

fissare il premio sulla base di una

lato questo premio sarà TROPPO ALTO per individui con basso grado di rischiosità che

decideranno quindi di non assicurarsi. Dall’altro lato sarà VANTAGGIOSO per coloro che

presentano alti profili di rischiosità che quindi saranno gli unici a sottoscrivere il contratto. Ciò

condurrà ad un aumento del verificarsi degli eventi dannosi e a un conseguente innalzamento

dei premi assicurativi, con un ciclo negativo che conduce rapidamente al fallimento del

Ho 5 lavoratori con produttività diversa (10; 8;…), io, datore di lavoro,

mercato. (ESEMPIO:

offro a tutti e 5 un contratto basato sulla capacità media (6). 10 e 8 rifiutano perché la loro

capacità produttiva è maggiore di 6, rimangono perciò gli altri. Se continuo a ragionare così

assumerò il lavoratore peggiore perché non conosco la produttività di ciascuno e non posso

assumere tutti i lavoratori con contratti differenti.)

10

8

6 Capacità media = 6 6

4 4 Cap. media = 4 4 Cap. media = 3

2 2 2

➢ AZZARDO MORALE: è una forma di opportunismo post-contrattuale che si verifica durante

il rapporto assicurativo. Il consumatore, avendo stipulato un contratto che lo tutela e lo

risarcisce in caso di accadimento dell’evento negativo, è portato a non usare più strumenti e

accortezze cautelari che lo prevengono dall’evento. Il fatto di essere assicurato lo induce a

sovrautilizzare la disponibilità di risorse a lui dovute.

▪ INFLAZIONE: un aumento prolungato del livello medio dei prezzi, &eg

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher antithesis di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia pubblica e politiche pubbliche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Rossi Mario.
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