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SECONDA PARTE

I BISOGNI FINANZIARI DELLE IMPRESE (cap. 3)

FINANZIAMENTO

GESTIONE DEI RISCHI→gestione rischi finanziari( rischio tasso d’interesse, rischio tasso di cambio)

INCASSO/PAGAMENTO→ ci deve essere equilibrio per le imprese tra entrate e uscite (passivo= fonti di

finanziamento; attivo=fonti di investimento o impieghi)

Stato partimoniale (attivo)= investimenti in fattori non ancora utilizzati o avanzati (tangibili, intangibili come il kow

how) e rilevati un particolare giorno dell’anno (quando si hanno meno partite in sospeso).

Passivo = fonti di finanziamento, ciò che investo nell’attivo; anche queste sono rilevate un particolare giorno

dell’anno.

Conto economico= vendite effettuate, quindi i ricavi ottenuti per effetto di vendite realizzate durante l’anno

Costi = non sono spese pagate o sostenute, ma i fattori della produzione che ho consumato.

L’aumento delle materie prime è un fattore

positivo. Il magazzino non ancora

consumato si ritrova nelle attività, perché è

un fattore della produzione non ancora

utilizzato; così come un macchinario

acquistato ma non ancora utilizzato o

impiegato.

TOD’s è un’attività definibile “interessante”?

Per farlo con pochi dati, è ncessario calcolare un indicatore di marginalità che si calcola tramite l’utile (che è un

margine) e il rapporto con gli utili (ricavi). La marginalità è un metodo per comprendere effettivamente quanto

un’azienda stia lavorando bene, infatti anche con marginalità diverse, non è necessariamente detto che quella con

un margine (utile d’esercizio) più basso abbia una marginalità meno elevata. Esempio→ un prodotto che all’impresa

costa 0,20 centesimi viene rivenduto a 4 euro= elevata marginalità.

Margine = operazione algebrica che necessita di una sottrazione

Indice = operazione algebrica che richiede divisioni (quoziente)

Incidenza= quanto quel determinato valore incide sui ricavi

Gli indici di bilancio sono utili per scambiarsi informazioni, permettono di capire quanto effettivamente lavora

un’azienda, e prima di inserirsi e farsi assumere da questa è necessario darci peso e informarsi.

Per capire se si ha una buona marginalità, è necessario confrontare la propria con le altre concorrenti sul mercato;

ad esempio le case automobilistiche hanno circa una marginalità del 4%, invece Tesla ne ha 19%, infatti detiene una

grande forza contrattuale che permette di poter anche alzare i prezzi di listino nel caso di necessità, le altre case

automobilistiche, invece, devono cercare di ridurre i costi nella catena di produzione.

L’analisi di bilancio si applica per effettuare dei confronti: può essere un confronto con lo stesso soggetto

temporalmente (capire come è cambiato il soggetto e le variazioni che ha subito nel tempo), oppure, confronto tra

soggetti, occorre però che questi soggetti siano comparabili (operanti nello stesso settore ecc). Ad esempio Parmalat

ha una marginalità circa al 5%, mentre Vodafone al 40%, marginalità riferite a settori e mercati completamente

differenti. →

Ciclo di vita di un prodotto ci fornisce due informazioni: le aspettative sul prodotto e le performance che questo

mostra. →

Ciclo di vita di un’ azienda piano cartesiano: asse delle ordinate = flusso di cassa, grandezze fisiche quantitative

(kg…) ecc; sulle ascisse = tempo.

fondo cassa La prima fase è definita “start up”; la

seconda è quella di sviluppo; la terza è

espansione; la quarta è quella di maturità e

infine la quinta è quella di declino.

Ovviamente questo è un modello basico, le

curve possono essere a livelli diversi nelle

tempo varie fasi

ESEMPIO

TIM→ variazione dei ricavi = -1% marginalità =45%

Iliad variazione dei ricavi = +10% marginalità = 25%

Una delle due società ha avuto una variazione nelle quotazioni pari a +3%, mentre l’altra ha subito una variazione di

quotazione pari a -4%. Quindi TIM sarà la società con punteggio -4%.

Nella fase di maturità , TIM , subisce un declino, con una decrescita non

particolarmente intensa dato che ha perso l’ 1% del fatturato. La perdita di

quote di mercato non è particolarmente negativa.

Le marginalità delle due società è differente perché hanno costi di promozione

differenti, quindi nelle fasi iniziali si hanno delle marginalità meno elevate per

poi arrivare alla fase di maturità con percentuali decisamente più alte.

TIM TIM→ marginalità positiva, avendo il 45% di marginalità, vuol dire che ad ogni

euro guadagnato il 55% ricade sui costi , mentre il 45% è il margine (ciò che

rimane)

Iliad→ sta crescendo, ha una marginalità positiva, inoltre la curva mostra,

Iliad tramite l’inclinazione, la variazione della grandezza presa in considerazione; si

vede che Iliad deve crescere ancora e molto probabilmente con ricavi inferiori al

10% perché inizia ad avvicinarsi alla fase di maturità.

Il mercato ha quindi premiato TIM perché ha rispettato le aspettative di un’azienda in fase di maturità, conseguendo

buoni risultati e carcando quindi di contrastare il suo declino; al contrario, Iliad è stata penalizzata perché il mercato

sostiene che con una crescita del fatturato del 10% sta arrivando troppo rapidamente alla fase di maturità

ritrovandosi a competere con soggetti che hanno ricavi inferiori in termini di variazione, ma una marginalità molto

più elevata. Quindi quel “10%” se fosse stato in una fase di vita differente , avrebbe comportato variazioni delle

quote di mercato diverse (se fosse stata TIM nella fase di maturità, ad avere il 10% di ricavi, avrebbe avuto le sue

quote di mercato alle stelle, poiché avrebbe dimostrato la possibilità di rivitalizzarsi). Per questo motivo è sempre

necessario contestualizzare gli indicatori.

Equilibrio reddituale ricavi> costi; non sempre è positivo, infatti i costi si traducono in uscite prima che i ricavi si

traducano in entrate; ad esempio ,se un’azienda propone un impiego da 25000 euro al mese ,ma è intenzionata a

pagare i dipendenti ogni 25 anni, questi affrontano un deficit, che se non sono in grado di affrontare, comporta al

loro “fallimento”. Infatti i dipendenti hanno un uscita , ovvero il tempo che usano, ma, non essendo pagati ogni

mese, non hanno alcun tipo di entrata monetaria, generando un credito che si estinguerà tra 25 anni.

Equilibrio monetario entrate> uscite = cash flow positivo (flusso di cassa positivo) è l’equilibrio da mantenere

maggiormente in considerazione ed è prioritario il suo conseguimento piuttosto che quello di equilibrio reddituale,

poiché quest’ultimo non specifica se i consumi che si stanno affrontando siano uscite effettivamente monetarie o

meno.

INTERLOCUTORE BANCARIO

L’interlocutore principe del sistema finanziario è l’interlocutore bancario, che può agire.

-impegnando il proprio patrimonio→ processo di affidamento

- senza impegnare proprio patrimonio

Nella funzione svolta dal sistema finanziario, di collegamento del il circuito del risparmio con il circuito degli

investimenti; abbiamo:

- canale diretto = circuito intermediato; lo scambio avviene direttamente tra soggetto in surplus e soggetto in deficit

- canale indiretto = circuito intermediato; lo scambio avviene in maniera mediata, gli interlocutori interpongono il

proprio bilancio, quindi il settore in surplus compra passività dell’intermediario, il quale prende risorse tramite

l’investimento in unità in deficit (interposizione dell’intermediario). Oppure l’intermediario mette semplicemente in

contatto soggetti in surplus con soggetti in deficit, mettendo a loro disposizione servizi che servono per agevolare le

decisioni di investimento e raccolta fondi da parte delle unità economiche coinvolte.

Processo di affidamento→ Percorso che mira a valutare la capacità di rimborso da parte del soggetto richiedente, in

altre parole, si tratta di una valutazione del servizio richiesto che solitamente riguarda la capacità di adempiere alle

obbligazioni che un contratto di finanziamento comporta; ovvero essere in grado di poter onorare i propri impegni

tempestivamente e in maniera economicamente efficiente.

Le garanzie possono aiutare per avere una sorta di protezione per chi concede il finanziamento; la garanzia ora ha

perso di rilevanza, questa rilevanza è passata alla valutazione della capacità di rimborso del soggetto. Per

determinare un giudizio sull’affidabilità e la solvenza del soggetto richiedente, sono necessarie:

-valutazione economico- patrimoniale- finanziaria

-valutazione del posizionamento

- valutazione del comportamento- andamentale; utilizza un documento chiamato “ centrale rischi”, fondamentale

per l’interlocutore bancario per rilevare comportamenti scorretti da parte del soggetto finanziato, permette inoltre

di controllare come il soggetto finanziato stia usando i finanziamenti ricevuti. Vi è anche un elemento per la

valutazione competitiva, ad esempio io banca metto a disposizione dell’azienda un certo tipo di finanziamento, lo

stesso tipo di finanziamento viene messo a disposizione del soggetto anche da parte di altre banche, questo predilige

le altre piuttosto che la mia linea di finanziamento… questo è utile per capire dove poter migliorare e impiegare

meglio le proprie risorse da ,mettere a disposizione dei clienti.

Sostenibilità→ sostenibilità ambientale, sociale e parametri di governance. Si prende in considerazione per la

valutazione della capacità di rimborso del soggetto.

Fabbisogno finanziario netto complessivo→ grandezza stock espressa dall’attivo del bilancio (ammontare

investimenti) al tempo t

Grandezza di consistenza→ ammontare investimenti fotografati in un particolare giorno (attivo stato patrimoniale)

Grandezza flusso ammontare degli investimenti relativi al periodo d’esercizio ( 3 mesi, 6 mesi, un anno..)

Redditività = reddito / capitale impiegato

Onerosità= costo/ capitale ottenuto (capitale ottenuto si trova dallo stato patrimoniale)

Nel conto economico→ oneri finanziari (si chiamano anche costi) (CE→ tutto il periodo dell’esercizio)

Esempio: Il semplice risultato 40% non è sufficiente poiché si tratta

di una grandezza di consistenza; quindi è necessario

distinguere che gli oneri finanziari sono applicati

sull’indebitamento che l’azienda ha avuto in tutto l’anno;

mentre, il debito bancario è quello fotografato alla fine

dell’esercizio; ciò vuol dire che quando utilizziamo lo stato

patrimoniale potrebbe non essere adeguato a

rappresentare effettivamente i dati di onerosità

dell’azienda poiché non è un’analisi completa dato che

fotografano un singolo momento. Il conto economico,

invece, riporta dati relativi a un intero esercizio.

Le fonti di finanziamento vengono articolate in : mezzi propri (patrimonio netto); debiti (debiti incerti = fondi per

rischi e oneri, fondi TFR.. e debiti certi = arte dello sp passivo, i debiti sono articolati secondo l’interlocutore che ci ha

finanziati, ad esempio debiti vs banche tra cui possono trovarsi “debiti a revoca” ovvero che possono essere riscossi

a breve , debiti vs fornitori…).

I debiti si possono classificare anche per natura in debiti:

-finanziari→ prestito di denaro

- funzionali permesso di dilazione di pagamento (posticipare) per avere comunque dei fattori produttivi, si

possono trovare sotto la voce “capitale circolante netto operativo”

Capitale circolante netto operativo (CCNO)→indicatore che misura il grado di efficienza che l’azienda ha nella

gestione del suo ciclo commerciale. Si trovano quindi diversi elementi:

- ciclo commerciale= tempo necessario in media per acquisti, produzione , vendita dei prodotti e le uscite verso i

fornitori; è una grandezza espressa in mesi (solitamente) che intercorrono tra le uscite per gli acquisti e le entrate

delle vendite

Per calcolare la durata del ciclo commerciale→

crediti commerciali + tempi di trasformazione del processo produttivo – giorni di debito

Avere crediti commerciali→ lo facciamo solo se è un’arma per poter vendere di più o limitare l’accesso di nuoci

concorrenti; poiché generalmente comporta dei rischi, infatti non è detto che i debitori siano solventi

Al crescere della durata del finanziamento, devo corrispondere un interesse maggiore; al crescere della durata

dell’indebitamento, cresce la quota da corrispondere.

Se un ciclo commerciale ha più debiti che crediti e tempi di trasformazione durerà meno, andando sotto lo zero; in

generale, se un ciclo commerciale è sotto lo zero, significa che ho un periodo di esistenza del mio fabbisogno

finanziario che deve essere coperto, finanziato. Solitamente i cicli commerciali presentano prima le uscite e poi le

entrate (caso appena spiegato); ma possono esserci anche dei casi opposti, ad esempio nei business dove è possibile

attuare la prevendita; oppure per le agenzie finanziarie che prima del possibile danno incassano il premio per il

rischio…

Il ciclo commerciale può essere espresso sia in giorni che in euro:

crediti verso clienti + rimanenze di magazzino – debiti verso fornitori

Se fonte di finanziamento > fonte d’investimento= CCNO < 0 surplus fonti finanziamento ;solitamente ci si trova

nella situazione opposta = CCNO> 0 surplus d’investimenti legati al ciclo commerciale dell’azienda che deve essere

finanziato attraverso debiti finanziari o mezzi propri che possono essere alimentati dall’esterno o direttamente

dall’azienda. I mezzi propri fanno riferimento al patrimonio netto, che può essere alimentato attraverso:

- percorso esterno→ i soci devono partecipare ad un aumento del capitale sociale a pagamento;

-percorso interno→ l’azienda produce un risultato netto positivo che non viene distribuito ai soci, ma viene

accantonato.

I mezzi propri sono le uniche fonti di finanziamento che non hanno obbligo di restituzione di denaro, non hanno

vincolo di rimborso; quindi se un’ azienda ha molti mezzi propri ha meno probabilità di fallire. Un sinonimo di mezzi

propri o capitale netto è “capitale di rischio”, poiché si ha il rischio di perdere capitale a fronte di investimenti che si

ritengono redditizi e convenienti per poi scoprire che si tratta di business non maturi che quindi non producono

reddito, bensì delle perdite; si tratta di rischio operativo = avere un business che non funziona. Il ciclo di vita

dell’azienda è fondamentale per decretare quando fare investimenti; ad esempio se ci si trova nella fase

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fremarchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Grasso Alessandro Giovanni.
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