Relazione finanza-economia
La finanza: della finanza si può non occupare perché riflette equilibrio dell’economia e riflettendo equilibrio dell’economia è stabile, la moneta è neutrale e non è in grado di mutare l’equilibrio ma è capace però di fare del male e capace di deviare economia se non opportunamente regolata. A questa visione si contrappone frontalmente quella di Keynes per cui l’economia è intrinsecamente instabile perché equilibrio dipende da aspettative di lungo, breve che sono mutevoli di fronte all’incertezza e l’economia è instabile perché non viene riaggiustata attraverso variazione di prezzi ma di quantità.
La finanza non può riflettere i fondamentali neoclassici dell’economia ma opera usando convenzioni mutevoli e deduzioni al momento dalle informazioni che ha, interagisce con economia reale nei due sensi provocando delle crisi di tipo finanziario o reale. La moneta è determinante per l’equilibrio e lo è sempre, non solo nel breve termine e deve essere governata non seguendo regole ma con la discrezionalità necessaria dalle mutevoli contingenze in cui si trova ad operare e da quelle regole della finanza per determinare i tassi di interesse. Politica monetaria non è lo strumento di governo adatto per promuovere la piena occupazione e deve essere usata solo come accompagnamento della politica fiscale. Politica fiscale è infondo l’unica che può contrastare gli effetti delle mutevoli aspettative. L’operare della politica monetaria dipende nel suo effetto dalle aspettative e quindi cozza contro l’incertezza, non si sa bene come risolverà.
Visioni contrapposte e sviluppi teorici
Due visioni contrapposte che abbiamo considerato nelle prime lezioni riferendoci al libro di Boitani. Dopo abbiamo visto che alla lunga è prevalsa visione neoclassica ed è prevalsa mediante spostamenti successivi che sono quelli visti a partire dalle IS-LM in poi. Un primo spostamento nella direzione neoclassica lo abbiamo con IS-LM che viene anche targato come sintesi neoclassica, perché sintesi? Nella IS LM troviamo una grossa mancanza che è la mancanza delle aspettative, in sostanza guardiamo a posizioni alternative dell’economia che corrispondono a diverse posizioni della IS LM.
Politica fiscale o monetaria?
Meglio politica fiscale o monetaria? Per Keynes meglio fiscale mentre per neoclassici se ci spostiamo a destra soffre dello spiazzamento. Quindi la cosa a cui teneva Keynes: in caso di disoccupazione occorre politica fiscale poiché è l’unica in grado di risolvere disoccupazione viene denominato caso particolare.
AS-AD e la nuova sintesi neoclassica
AS-AD aggiunge mercato del lavoro e sposta attenzione verso la formazione dei prezzi concedendo ad una visione keynesiana il fatto che prezzi possono avere una certa rigidità perché le contrattazioni sindacali avvengono periodicamente e imprese rivedono prezzi solo periodicamente e questo vuol dire che c’è una certa resistenza al cambiamento dei prezzi solo nel breve periodo. In questo breve periodo ci sono le aspettative ma non sono più quelle di Keynes ma sono ridotte al livello dei prezzi attesi quindi aspettative entrano nel quadro solo relativamente al livello dei prezzi. Nel breve sono possibili scostamenti delle aspettative e questo può essere corretto a beneficio dell’occupazione sia con politiche fiscali che monetarie. AS AD: fa parte della nuova sintesi neoclassica.
Il ruolo delle aspettative e degli shock esogeni
La botta grossa arriva dal trarre le conseguenze ultime dell’impostazione neoclassica e chi le trae con molta intelligenza: dobbiamo essere sempre guidati dal mercato e dobbiamo superare distinzioni tra micro e macro e studiare andamento andando a vedere come si comporta il mercato in decisioni che non coinvolgono solo presente ma tutto intervallo temporale del mercato. L’unico modo possibile per utilizzare teoria del mercato per vedere come va economia reale di un paese è vedere come va fino in fondo evitando aggregazione dei neoclassici.
Lucas: una volta che considero un mercato devo continuare a considerare come si comporta nel determinare non solo livello di reddito dell’economia attuale ma di tutti gli anni che sono l’orizzonte temporale degli operatori del mercato, oggi non prendo decisioni in base a scambio di oggi ma prendo decisioni su come distribuire in maniera ottima lavori, beni...
Cade distinzione micro-macro comportamento economia in generale è costituito da automi che agiscono sul mercato con massimizzazione dell’utilità e del profitto e decidono in ogni momento il sentiero dinamico dell’economia perché scelgono distribuzione del lavoro e dei beni nel tempo. La razionalità con cui decidono questi automi coinvolge anche le aspettative poiché hanno introiettato i meccanismi del mercato e sanno come reagisce il mercato ad ogni evento esterno e quindi le aspettative non sono basate su passato ma semplicemente sulla conoscenza dell’economia nei suoi comportamenti di risposta alle circostanze. In queste condizioni non esiste breve e lungo ma esiste solo un sentiero temporale dell’economia determinato dalle decisioni temporali degli individui. C’è il cambiamento di condizioni che è esogeno, operatori reagiscono a shock che sono puramente esogeni.
Cicli economici non seguono modelli precisi nel tempo ma sono effetto di shock casuali e non provocano disoccupazione involontaria ma provocano variazione nei lavoratori che rifiutano lavoro oggi per godersi tempo libero, andamento ciclico è risultato di decisioni razionali prese secondo i principi delle forze di mercato e questa impostazione New neoclassical economics, ha alla base il comportamento del mercato.
Rigidità temporali e la nuova Keynesian
Ma se dobbiamo considerare i cicli come prodotto dell’equilibrio generale rimane il fatto che se introduciamo le rigidità temporali dei prezzi (AS-AD) gli shock esogeni provano ritardi nell’aggiustamento. Una volta introdotte queste rigidità che si chiamano anche new Keynesian perché ripropongono rigidità nei prezzi. Non possiamo più nel descrivere il divario dall’economia naturale prescindere da moneta perché rientrano aspettative sui prezzi dalle quali dipendono i comportamenti della banca centrale e quindi abbiamo introdotto politica economica mostrando che unica politica veramente necessaria per riavvicinare economia al suo equilibrio naturale alla quale si è spostata perché colpita da shock, unica politica necessaria è quella monetaria che deve seguire regola precisa che è il principio di Taylor. Politica è stabilizzante solo se coefficiente di Taylor è maggiore di 1.
Wixel: tasso deve aumentare quando c’è inflazione per portarla al livello naturale. Lo strumento di stabilizzazione per economia soggetta a shock casuali è che politica monetaria segua una regola in modo da riportare verso tasso naturale che è quella di Taylor. Tasso d’interesse che interessa pixel è quello di lungo mentre in Taylor abbiamo quello overnight, tendenzialmente con progresso tecnologico tasso di profitto deve aumentare. Bisogna portare tasso a breve per riempire output gap per tendenze di shock. Output gap è calcolato riprendendo la qualificazione di pixel all’equilibrio calcolato in base all’andamento dei prezzi, quando inflazione tende a crescere output gap tende ad essere positivo. Nella DSGE è conservato ipotesi che mercati finanziari riflettono mercato economico.
È interessante risposta di Woodford, BC si deve occupare di risolvere problemi derivanti da rigidità dei prezzi. Di questo si deve occupare, prezzi delle attività e mercati finanziari sono di quanto più flessibile c’è al mondo. Politica fiscale dove è finita? Non c’è più, abbiamo dimostrato che è sufficiente e necessaria quella monetaria, perché non considero quella fiscale?
Ipotesi estrema: in ogni momento vengono profilati, se i vari attori del mercato tengono presente tutto il profilo futuro allora fanno un ragionamento molto semplice: se oggi lo stato spende di più e quindi aumenta la spesa pubblica prima o poi dovrà equilibrare finanze pubbliche, conviene che riduzione delle tasse di oggi la risparmio per pagare tasse in più che ci saranno domani. Anche se non consideriamo ipotesi e ragioniamo più in termini di dire che aggiustamento delle finanze pubbliche avviene non tanto presto. Riduzione del capitale per economia riduce economia e quindi politica fiscale o è completamente inefficace oppure viene neutralizzata da una BC che usa bene la regola di Taylor o in ogni caso tende a deprimere la crescita e poi la politica fiscale è soggetta alla politica mentre quella monetaria è isolata dalla politica perché deve essere indipendente secondo regola di Taylor.
Quindi bisogna imporre che politica fiscale non sia soggetta a politica, cosa che in Europa si è fatto con la regola del bilancio è in pareggio: pubblico e dello stato in bilancio strutturale e unico deficit ammesso è quello determinato dai meccanismi automatici che in una situazione di recessione riducono le entrate e aumentano le spese.
Conclusioni e contesto politico
Avevamo posto la domanda: come mai si è affermata nella pratica la regola e filone teorico? Abbiamo visto come questa impostazione toglie ogni discrezionalità alla banca centrale. A fronte della tua indipendenza ti diamo un mandato che ti lega al rispetto delle regole, nella storia delle banche centrali ci dice che una banca centrale dovrebbe poter disporre di quella discrezionalità che le consenta di affrontare problemi che circostanze pongono, abbiamo di fronte il paradosso dei banchieri centrali che sono soggetti a regole con certi sviluppi teorici.
Partiamo dalla FED perché aderisce a questa teoria? Il motivo è che i banchieri centrali non sono degli accademici svolgendo attività intorno a teorie a cui credono ma sono strettamente legati ad aspetti teorici. La finanza è il regno della pratica, il governatore di una banca centrale è l’espressione della capacità di capire volta per volta quale è l’operato migliore nel contesto economico, sociale e politico, è vero che BC sono indipendenti ma devono tenere conto della politica in cui sono immerse e se guardiamo al contesto politico americano è un contesto che valorizza moltissimo una caratteristica radicata nella società americana.
Qual è la caratteristica di fondo del popolo americano rispetto all’economia? In che cosa crede? America è la terra delle opportunità ed è il paese che è stato formato da migranti che hanno trovato lavoro e possibilità di arricchimento operando in concorrenza anche selvaggia, allora in cosa credono cittadini americani? Grande fiducia nelle opportunità del mercato e complementare a questo molta sfiducia di principio legata allo stato. Questa ideologia del mercato ha ricevuto un duro colpo dalla crisi del 29 dimostrando che se mercato è capace ad offrire tante possibilità ad immigrati è anche in grado di creare di decine di milioni di disoccupati e in conseguenza della grande crisi abbiamo età di Roosevelt e delle riforme che danno i fondamenti della finanza che resisteranno alla più recente.
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