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Donato Bramante: Architetto, scultore e pittore

Donato Bramante è un architetto, scultore, pittore. Ha un modo di lavorare che non è tradizionale, in quanto non conduce l’opera in tutte le sue parti. Sono identificabili due principali periodi: Bramante a Milano e Bramante a Roma, nonostante abbia operato anche in altre parti d’Italia tra cui Bergamo e Pavia.

L'incisione di Prevedari

La prima opera attribuibile a Bramante è l’incisione databile attorno al 1481 e fa da biglietto da visita del Bramante milanese. È una specie di manifesto che Bramante stesso produce per presentare tutto ciò che sa fare. La scenografia è architettonica ed è descritta tramite il disegno di un’architettura moderna di linguaggio antico ma allo stesso tempo moderno, raffigurato come una rovina. I termini antico-moderno qui si mescolano in continuazione. È stata ricostruita la pianta di questo edificio. In alzato si notano oculi che lasciano passare la luce in modo inusuale, il punto di fuga infatti è laterale. È un oggetto pieno di modi di comunicare, simile ad un geroglifico, è una vera e propria opera esibizionistica.

La formazione di Bramante

La formazione di Bramante architetto è sconosciuta. Probabilmente si limitava a dare idee in termini di rappresentazione, ma sono anche fondate delle ipotesi che non fosse un meccanico e non si intendesse di struttura e macchinari. Si dice che il suo contributo si sia mescolato assieme a quello di altri, era quindi un personaggio estremamente diverso e trasversale.

Santuario di Santa Maria presso San Satiro

Santuario di Santa Maria presso San Satiro (Via Torino, Milano): ci troviamo negli anni '80 del '400. L’edificio già in origine doveva essere dedicato a Maria. Tra un pilastro e un altro ci sono archi costruiti a partire da un arco inferiore, c’è una declinazione corretta del linguaggio classico ed elementi molto romanici, che comprendono anche il disegno di una navata longitudinale con copertura trasversale. L’architettura probabilmente è di provenienza albertiana, l’edificio ha dei richiami al Tempio Malatestiano o Sant’Andrea di Mantova, ma Bramante attinge anche da Brunelleschi per l’ispirazione alle cappellette laterali (relazione tra 3 sistemi di spazi diversi). È una architettura “un po’ zoppa”, la pianta è a forma di T. Bramante probabilmente voleva realizzare un edificio diverso ma ha avuto un limite fisico (la città) con cui fare i conti. Entrando nell’edificio e guardando verso l’altare, si vede la navata proseguire e che origina una pianta a croce greca con volta a botte, pilastri e nicchie. Tutto ciò è compreso in uno spessore di tipo una decina di centimetri. Il pittore prospettico qui sa dare una lezione magistrale di dimensione virtuale allo spazio.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

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