Donato Bramante (1444-1514)
Donato di Pascuccio di Antonio, nato in provincia di Pesaro e Urbino, è noto per le sue sperimentazioni spaziali e la grandiosità delle sue opere.
Periodo milanese
Nel 1477 si trasferisce alla corte sforzesca, probabilmente attirato dal fervido clima culturale. Negli anni '80 si stabilisce a Milano, alla corte di Ludovico il Moro. Nel 1481, si impone con l'Incisione Prevedari, un'opera che mostra l'interno scorciato di un edificio a pianta centrale in rovina, incisa a bulino dall'orafo Prevedari.
A Milano, era già nota la rappresentazione prospettica delle vedute scorciate di Foppa, e questa incisione fornì ulteriori spunti alla rappresentazione prospettica, oltre che un repertorio di decorazioni classicheggianti. Bramante portò le novità di Piero della Francesca a Milano e nel 1482 applicò gli stessi principi ad un edificio vero: Chiesa di S. Maria presso S. Satiro.
- Respiro monumentale grazie alla volta a botte ripresa dalla Basilica S. Andrea a Mantova (Alberti).
- Prospettiva: non più organizzazione spazio, ma strumento di comunicazione visiva che produce effetti spettacolari e suscita emozione nello spettatore, virtuale amplificazione dello spazio, all'epoca vera novità!
Opere successive
Nel 1499, sembra che l'attività pittorica di Bramante si interrompa. Molte opere sono attribuite dalla critica al suo allievo Bartolomeo Suardi, detto Bramantino. L'unica opera sicuramente attribuibile a Bramante sono gli affreschi a Bergamo, Palazzo del Podestà dopo il 1477, che applicano l'illusionismo prospettico anche in opere solo progettate o disegnate.
Nella Sala del Poeta Gaspare Visconti, i Uomini d'Arme e frammenti alla Pinacoteca di Brera, appare evidente l'intento di dilatare lo spazio in ambienti di piccole dimensioni. Le figure appaiono solenni e maestose, con sicurezza, entro nicchie dipinte a loro volta entro spazi classicheggianti, un ampliamento dello spazio adeguato alla nobiltà delle figure, con un'influenza fiamminga di probabile derivazione urbinate (Giusto di Gand, Berruguete). La minuzia nel riflesso luminoso delle perle degli abiti, gli effetti realistici incarnati, rughe fitte o vene sottili, sono evidenti.
Tra il 1480 e il 1490, con Cristo alla Colonna, Bramante applica un audace taglio spaziale che continua a influenzare il suo lavoro.
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