Institutiones Linguae Slavicae Dialecticzekoslovacae
Il libro "Institutiones Linguae Slavicae Dialecticzekoslovacae" è stato pubblicato nel 1822 a Vienna da Dobrovský. Questo lavoro rappresenta il primo tentativo di costruzione delle lingue slave in connessione con il latino, il greco e il germanico per ricostruire l'antico linguaggio slavo. Questo punto di vista linguistico offre uno sguardo sull'antichità della lingua slava, nota anche come slavo antico o "vieux slave".
Rosszudenija o Slavjanskom Jazyke
Nel 1820 a San Pietroburgo, Vostokov pubblicò "Rosszudenija o Slavjanskom Jazyke", una descrizione della lingua slava da una prospettiva diversa. Questo punto di vista considera l'antichità della lingua come un elemento sempre presente nella vita culturale degli slavi, manifestandosi attraverso l'uso liturgico per l'affermazione della nuova lingua parlata. È la lingua dei libri dei Tipici e delle chiese, caratterizzata sia dall'antichità che dal suo legame con il mondo religioso, chiamata "slavknososlawienski" (o slavo ecclesiastico).
Un'eventuale evoluzione della lingua è definita attraverso i codici più antichi, detti "slavo ecclesiastico". In tedesco è conosciuto come "Kirchen Slawische Sprache", mentre in inglese è noto come "Old Church Slavonic". Il legame con l'antico slavo è stato riconosciuto da Vostokov, con codici datati dal X al XX secolo. I codici del XII secolo, in particolare, sono scritti in slavo ecclesiastico.
Evoluzione della Lingua
Dal XII secolo, le lingue che precedentemente avevano caratteristiche comuni iniziarono a manifestare diverse variazioni, a seconda delle zone. Queste varianti venivano chiamate con nomi specifici, riflettendo le diverse manifestazioni linguistiche e culturali.
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