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Appunti istituzioni di diritto romano - L. Maganzani

Introduzione

Istituzioni - Instituere: dare indicazioni di base. Common law: Inghilterra, USA - si guarda alle sentenze arretrate. Civil law: resto del mondo (anche Cina) - il tutto si basa sul corpus iuris civilis (Giustiniano) - paesi di tradizione romanistica.

Storia dell'impero Romano

L'esperienza giuridica romana parte dal VIII secolo a.C., fino ad arrivare al VI d.C. Nel 476 Romolo Augustolo fu destituito da Odoacre, generale di etnia germanica che avrebbe voluto la carica di reggente, nella parte occidentale dell'impero, di Zenone che, nella zona Orientale, aveva la carica imperiale. L'impero d'Occidente finisce così nel V sec., a differenza di quello d'Oriente che prospera con la capitale Costantinopoli (già decretata tale da Costantino): centro di commercio soprattutto in virtù della sua posizione tra Asia e Europa. Ideologicamente era la nuova città del Cristianesimo, opposta alla Roma, patria del Paganesimo.

Divisione dell'impero e arrivo dei barbari

L'impero romano era diviso in parte Occidentale con capitale prima Milano poi Ravenna, e in parte Orientale. La parte Orientale diventa nettamente la più importante; confina con il regno dei Parti, mai eliminati dai romani in età imperiale e repubblicana, e sempre sconfitti: l'ultima sconfitta a Carre, guidati da Crasso. Alessandro Magno riuscirà poi a sconfiggerli.

I barbari arrivano in Europa:

  • Visigoti: sud Francia e Spagna
  • Vandali, culturalmente elevati: Nord Africa
  • Ostrogoti: Italia

I romani non oltrepassarono mai il Danubio: dopo l'ultima sconfitta in età augustea dell'esercito di Varo nella foresta di Teotoburgo (Augusto gridava nel sonno "Varo, ridammi le mie legioni"), i Romani non organizzarono mai un ulteriore offensiva. Nella cartina della "tavola 1" è riportato il territorio conquistato fino a Traiano.

Diritto e religione nell'antica Roma

L'ara massima (dedicata ad Ercole), una delle prime testimonianze Romane, si trova al di sotto il Foro Boario. Roma venne fondata proprio in quel territorio perché vi era la piana che accoglieva il sale proveniente dalle saline di Ostia, oltre al fatto che fosse presente il Tevere, fondamentale per raggiungere il mare. Nei primi tempi diritto e religione erano strettamente connessi: anche la religione era un momento collettivo, non individuale come lo intendiamo noi oggi; la città viveva grazie alla pax deorum, ovvero grazie alla volontà degli dei. Nella Roma arcaica il diritto è fatto di riti, parole solenni ed è conosciuto dai pontefici, uomini religiosi e politici: essi conoscono le parole e le formule del diritto.

Un privato che aveva problemi, si rivolgeva al pontefice patrizio (specie se c'erano analfabeti) che esprimeva e dirimeva le questioni attraverso atti e parole solenni.

Evoluzione del diritto romano

451/450 a.C.: XII tavole...una parte dei mores conosciuta solo dagli antichi viene pubblicata e può venire conosciuta da tutti. Però una cosa è saper leggere il diritto, un'altra è argomentare su questa norma e applicarla sul caso concreto.

180 a.C.: i plebei possono accedere al pontificato massimo: hanno solo due nomi i plebei...perché non esiste il nome degli antenati all'interno del nome (a differenza di un nobile come Caio Giulio Cesare). Tiberio Coruncanio è il primo a dare responso in pubblico, e così la risposta al caso può essere esposta a tutti; tutti possono conoscere qualcosa di più del diritto. La "nobilitas": svolge il percorso magistratuale mentre gli "equites" (commercianti arricchiti) diventano gradualmente i detentori della conoscenza.

Nascita dei giuristi

Si forma una classe di giuristi laici: si formano principalmente sul caso concreto, ovvero ascoltando le sentenze dei giuristi romani; poiché solo gli schiavi e persone di bassa condizione lavorano, i giovani nobili possono ascoltare le sentenze nel foro ("lavorare" significa dare in locazione il proprio corpo, la propria fatica). Vanno come auditor a sentire un giurista, e poi, secondo le proprie capacità, qualcuno di questi auditores diventerà giurista. Inizialmente i giuristi romani danno responsi orali e poi iniziano a metterli per iscritto. Qualcuno di questi giuristi poi inizia a pubblicare opere dottrinali. A Roma coloro che venivano considerati giuristi emanavano responsi che potevano addirittura essere discordanti tra loro (rispetto magari a quelli emessi da altri giuristi) e il giudice doveva applicare le loro sentenze.

Il diritto sotto Augusto

Il diritto non è una scienza: la scienza parte da premesse vere ed arriva a conclusioni vere (non c'è un'unica soluzione). Nel diritto, le soluzioni possono essere diverse ma comunque fondate. Questi responsi sono fonte del diritto! Augusto è riuscito fittiziamente a mantenere le istituzioni repubblicane, anche se in realtà il potere era completamente assoggettato a lui (portando anche l'esercito a Roma, cosa vietata al tempo entrare nel pomerium).

Ruolo dei giuristi sotto gli imperatori

Il giurista porta avanti un lavoro tecnico: per questo sono stati parzialmente slegati in un primo momento dal potere imperiale: Augusto lasciava lavorare Labeone, anche se era avverso a lui e alle sue idee. Cerca di creare (o fa finta di farlo) un rapporto con i giuristi: offre loro il consolato e si serve di loro (qualcuno si oppone come Labeone e rifiuta la proposta, e nonostante questo Augusto non lo perseguita). I giuristi entrano a far parte del consilium principi nel II secolo con Adriano: gli imperatori emettono e scrivono addirittura costituzioni, così che anche l'imperatore diventa fonte del diritto... Ma l'imperatore non è in grado di farlo da solo ma deve servirsi dei giuristi.

Le costituzioni imperiali e i giuristi privati

Le costituzioni imperiali non sono come le nostre: sono riportati principalmente i casi singoli e la loro soluzione. Esiste ancora un'attività del giurista privato, con l'emissione di responsi e giuristi che scrivono opere. Dinastia dei Severi (III secolo): passaggio dal principato (Augusto era princeps, il primo tra i pari, e imperator, capo militare) al dominato (il principe è "dominus"). I giuristi scrivono ancora opere ma queste non sono fonti del diritto... le uniche fonti sono quelle emesse dall'imperatore (solo l'imperatore e i suoi organi possono creare legge).

Codificazione sotto Giustiniano

In questo periodo tardo, nei tribunali si applica da una parte le opere dei giuristi (che è una fonte però morta) e dall'altra le costituzioni. Giustiniano si trova davanti le leges (costituzioni degli imperatori, scritte comunque dai giuristi) e le iura (da "Ius", diritto. Tratti dalle opere scritte dai giuristi a partire dal II secolo a.C. fino al III d.C.). È problematico mettere in ordine la situazione, anche perché non ci sono archivi, o ci sono totalmente confusi (molte volte gli avvocati inventavano leggi). Valentiniano III, figlio di Gallaplacidia, emette una legge, la "legge delle citazioni"... ci sono solo 5 giuristi importanti da citare in tribunale... questi sono famosi e i testi sono conosciuti menomale da tutti... per citare gli altri, un avvocato doveva portare il manuale con la norma riportata.

Biografia di Giustiniano

Giustiniano nasce nel 482 e sale al potere nel 527 (è abbastanza vecchio) e nasce nella parte più occidentale della parte orientale a Tauresium, in Dardania (dove si parlava latino a differenza del greco dell'impero orientale). Giustino, suo zio, probabilmente per doti fisiche (era analfabeta), entra nella guardia imperiale insieme ad altri tre e diventa poi imperatore (non si sa come, seguendo quale percorso).

Scuola romana nel mondo classico

  • Ludi Magister o Litteratum: andavano tutti fino ai 6 anni, nobili e non, maschi e femmine. Si imparava a leggere, scrivere e contare.
  • Grammaticus: si studiava letteratura greca e latina fino ai 16 anni (questa scuola era aperta anche alle donne).
  • Scuola di Retorica.

Nascono poi nuove scuole, che forniscono un insegnamento specialistico (in particolare, a noi interessano le scuole di diritto e teologia). Giustiniano studia secondo questo iter e poi anche in una scuola specialistica (molto simile ad un'antica università). A Costantinopoli (e non solo, anche a Berito) c'è questo tipo di scuola che insegna teologia, filosofia e diritto. Giustiniano probabilmente studia teologia e filosofia.

Teodora e il suo ruolo

Giustiniano sposerà poi Teodora: ella è la figlia del guardiano degli orsi dell'ippodromo di Costantinopoli. All'ippodromo c'era una grande rivalità tra le fazioni dei verdi e degli azzurri (un tifo e una rivalità da stadio)... e poi, tra le tante attività, c'era lotta tra gli orsi: la carica, alla morte del padre, sarebbe dovuta spettare al figlio. Ad un certo punto il padre/guardiano degli orsi muore e la madre, persa la fonte di sostentamento, porta in mezzo alla folla la figlia e chiede di far diventare guardiano il nuovo marito (patrigno di Teodora), in sostituzione del vecchio marito. I Verdi, la fazione a cui il marito deceduto era legato, non vollero che il nuovo marito prendesse la carica del defunto guardiano degli orsi; gli Azzurri, tuttavia, accettarono la proposta della madre di Teodora. Diventa poi un'attrice di spettacoli licenziosi (che aveva tutte le sembianze della cortigiana), seguendo le orme della madre. Teodora incontra un vescovo monofisita egiziano (fusis: natura) (il monofisismo non era ancora eresia, ma era nettamente contrario al duofisismo) e si converte, lasciando la vita dissoluta che faceva in precedenza.

Giustiniano e Teodora

Giustianiamo la incontra e si innamora di lei: il nipote Giustiniano spinge così lo zio Giustino, ancora al trono, ad abrogare la legge che vieta i matrimoni tra attrici e imperatori. Wikipedia: "La famiglia di Teodora era inizialmente legata alla fazione dei Verdi. Il padre, Acacio, era guardiano degli orsi grazie a questo legame, che in teoria sarebbe dovuto essere tramandato di padre in figlio. Alla morte del padre la madre si risposava, sperando che la fazione dei Verdi, cui era legata, passasse al secondo marito il mestiere del primo. Ma l'impresario della danza pantomima, il coreografo dei Verdi, Asterio, corrotto da un concorrente, rimosse la famiglia di Teodora dalla carica che diede ad altri. La madre, per protesta, portò le figlie vestite da supplici, a sedersi nel Ippodromo quando questo era pieno. I Verdi non le presero neppure in considerazione, ed esse si rivolsero alla fazione opposta degli Azzurri, che invece venne loro incontro. L'incarico di guardiano degli orsi era ripartito tra due persone, una per fazione, ed essendo nel frattempo deceduto anche quello degli Azzurri, la carica fu concessa al patrigno di Teodora da costoro. Da quel momento divennero fedeli di questa fazione avversa."

Rivolta di Nika

Giustiniano e Teodora, durante la rivolta di Nika, erano nel palazzo reale (l'attuale Moschea Blu), davanti all'ippodromo. Giustiniano aveva un ministro della giustizia (Triboniano) e un Ministro delle Finanze (Giovanni di Cappadocia), che chiedevano molto, in termini di tasse, al popolo. Verdi e azzurri, i quali inizialmente si erano uccisi a vicenda, iniziarono gli scontri: Giustiniano decide di non lasciare correre gli episodi e decide per un'esecuzione pubblica. Parte così una rivolta gravissima, la cosiddetta rivolta di Nika (dal greco, "vinci"). Verdi e azzurri si alleano per destituire Giustiniano e far salire "Ibazio". Teodora intima Giustiniano di rimanere e i due riescono a fermare inaspettatamente la rivolta.

Obiettivi di Giustiniano

Tre sono gli scopi di Giustiniano:

  • Ricostituire l'impero romano
  • Raggiungere la pace religiosa
  • Riordinare il diritto

Teodora muore prima di Giustiniano: egli la ama così tanto ed ella ha un ruolo così importante che, in una riforma dell'amministrazione, afferma che la moglie è compartecipe del suo potere, datogli da Dio! Innovativa come cosa! Anche dire che le opere più importanti le ha fatte anche, in parte, lei.

Religione e politica sotto Giustiniano

Monastero Santa Caterina sul monte Sinai voluto da Giustiniano. I Patrizi avevano tre nomi: c'è infatti quello della gens in mezzo. Come ad esempio Caio Giulio Cesare.

Bizantini e riconquista dell'Impero Occidentale

I bizantini si chiamavano "oi romani": ultimi rappresentanti impero romano classico. L'obiettivo principale era la riconquista dell'impero Occidentale attraverso l'operato di alcuni importanti generali come Belisario e Narsete. La compilazione giustinianea viene applicata anche in Italia in un momento successivo: durerà poco la dominazione totale bizantina in Italia, perché nel 568 arrivano i Longobardi (solo tre anni dopo la morte di Giustiniano).

40 anni dopo anche la Spagna verrà conquistata dai Visigoti... e poi arriveranno gli islamici, che metteranno a ferro e fuoco tutta l'Europa. Poi nell'800 si arriva all'incoronazione nella notte di Natale di Carlo Magno e, di conseguenza, viene creato il Sacro Romano Impero, continuazione dell'antico impero romano.

Unità religiosa sotto Giustiniano

Altra priorità di Giustiniano è l'unità religiosa. Inizialmente l'imperatore era rigorosamente duofisita: con l'incontro della monofisita Teodora, ha cercato di mediare le dottrine di monofisismo e duofisismo, grazie anche all'aiuto di esperti (cerca una conciliazione). Giustiniano rapisce il papa Vigilio e indice un concilio (Secondo Concilio di Costantinopoli, 553); al ritorno in nave da Costantinopoli il papa, già anziano, muore.

Il monofisismo era stato condannato dal concilio di Calcedonia (451). Nonostante ciò, un secolo dopo i monofisiti erano ancora numerosi (su tutti spiccava la figura di Teodora). Giustiniano, nella sua autorità di legislatore ecclesiastico, promulgò nel 543-544 un editto con cui si prefisse di ricucire i rapporti coi monofisiti. Si trattava della «condanna dei Tre Capitoli». Ottenuto l'assenso dei vescovi d'Oriente, l'approvazione dell'editto incontrò un primo ostacolo nella persona del patriarca di Costantinopoli, che si rimise al volere della sede apostolica romana. Giustiniano, volendo chiudere la questione in breve tempo, convocò il pontefice direttamente a Costantinopoli. Nel 546 Papa Vigilio fu prelevato da Roma e condotto forzosamente nella capitale bizantina. Qui fu trattenuto e fu fatto oggetto di pressioni al fine di ottenere la sua controfirma al decreto.

Vigilio invece giudicò l'editto imperiale in contrasto con il Concilio di Calcedonia e si rifiutò di firmarlo. Il "domicilio coatto" a Costantinopoli si protrasse per diversi mesi. Ma alla fine le pressioni della corte ebbero il loro effetto e l'11 aprile 548 (giorno di Pasqua) il pontefice inviò al patriarca Mena uno scritto (Iudicatum) che condannava i tre capitoli. Subito i vescovi d'Occidente e dell'Africa respinsero il documento pontificio. La chiesa era vicina ad uno scisma. Vigilio ci ripensò: ritirò il suo Iudicatum e propose all'imperatore la convocazione di un concilio ecumenico.

Secondo Concilio di Costantinopoli

Giustiniano, stanco dei cambiamenti di posizione del pontefice, emanò un nuovo editto di condanna dei Tre Capitoli (agosto 551). L'editto ottenne l'adesione dei soli vescovi orientali. L'imperatore ed il patriarca convocarono quindi un Concilio ecumenico a Costantinopoli. Il papa non vi prese parte.

Importanza del diritto per Giustiniano

Fondamentale è il bisogno del diritto, che lo ha portato a gestire la tradizione giuridica romana. Realizzato fin dall'inizio della sua avventura al governo di Costantinopoli: grazie a lui possiamo conoscere il diritto romano classico, che è diventato inconsciamente per lui, il punto di partenza della nostra tradizione. I suoi codici vengono trasmessi fino a noi e hanno un successo immenso. Vengono copiate per secoli dai monaci grazie anche alla "reverentia antiquitate" (i monaci, per questo motivo, hanno addirittura tradotte opere "spinte" come quelle di Lucrezio o Petronio).

Corpus Iuris Civilis

Il Corpus Iuris Civilis è la seconda opera più stampata e copiata dopo la Bibbia! Primo codice risale al 529, e il secondo al 534: nel mezzo sono state emanate diverse costituzioni.

Struttura del codice

Come è fatto il libro? Il codice è formato da 12 libri (che sono i nostri capitoli) perché una volta venivano pubblicate sui rotoli di papiro. I libri sono divisi in titoli, con il numero e sotto l'indicazione degli argomenti (rubriche, da "ruber", rosso, perché nei manoscritti erano in rosso). All'interno di ogni libro ci sono le costituzioni (ovvero deliberazioni dell'imperatore, che quando erano emanate avevano la praefatio, la conclusione... etc.)... qui le costituzioni si riducono a poco più che massime, per via del lavoro di riduzione dei collaboratori di Giustiniano.

Lingua delle costituzioni

La maggior parte sono in latino, anche se alcune sono in greco. L'impostazione delle norme è casistica, non ci sono quasi mai norme generali e astratte.

Rescripta e altre tipologie di costituzioni

Rescripta: richieste di privati a cui la segreteria imperiale (o il consilium principi) rispondeva. Rispondevano a tutti: Epafrodito, probabilmente un liberto liberato di origine greca, ma anche delle donne. Le costituzioni erano spesso particolari: potevano essere rescripta, decreta, consigli.

Tipologie di costituzioni

Decreta: erano le emissioni delle sanzioni da parte dell'imperatore. Le costituzioni generali:

  • Edicta: pretori e consoli emanavano editti quando devono comunicare qualcosa (es. Augusto quando vuole dare cittadinanza a qualcuno emana l'editto)
  • Mandata (mandare, dare un incarico): comunicazioni, ordini, disposizioni dati ai suoi funzionari, anche legati imperiali.

Eliminazione delle versioni precedenti del codex

Giustiniano elimina dopo il 534 le versioni precedenti del codex. Viene promulgata per prima poiché c'era un esempio precedente (non ad esempio nel caso del digesta, anche le istituzioni c'erano istituzioni private). Raccoglie dei codici precedenti privati (non pubblici). Come il codice tributario dei nostri tempi non è un insieme di leggi ufficiale ma creato per gli avvocati per facilitare il loro compito.

Codici privati

  • 292/3: Codice Gregoriano (Codice privato)
  • 293/4: Codice Ermogeniano (Codice privato)
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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LEX-MINATOR di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Maganzani Lauretta.
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