Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

non è consentita la rinunzia;

• può essere rilevata d’ufficio dal giudice;

• le parti non ne possono modificare la disciplina legale e nemmeno i termini;

• il riconoscimento del diritto non è causa impeditiva della decadenza.

La decadenza è: quando il termine è stabilito dalla legge;

• legale, quando su richiesta di una delle parti la fissazione del termine è fatta dal giudice;

• giudiziale, quando il termine è stabilito contrattualmente.

• convenzionale,

103. Immemorabile. Un altro istituto che comporta la perdita del diritto a seguito dell’inerzia del

titolare protratta nel tempo è la dell’ordinamento tedesco.

Verwirkung

Tale istituto, basandosi sulla buona fede, afferma che il titolare di un diritto, non esercitato per un

tempo immemorabile, non può più esercitare tale diritto in quanto compie un abuso, un comportamento

scorretto e sleale, perché la sua immemorabile inerzia induce il soggetto passivo a ritenere tale diritto

non più attivo.

Questo istituto non è presente nel nostro ordinamento, ma la giurisprudenza ritiene che gli stessi

risultati si raggiungano con la rinunzia tacita del titolare del diritto a seguito dell’inerzia prolungata nel

tempo. E. Situazioni di garanzia.

a. Situazioni di garanzia patrimoniali

81. Caratteri e funzioni della responsabilità patrimoniale. L’art. 2740 c.c., disponendo che il debitore

risponde all’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri, delinea l’istituto

della mediante il quale il creditore insoddisfatto, a causa

responsabilità patrimoniale,

dell’inadempimento, può realizzare il suo interesse aggredendo in via esclusiva i beni del debitore.

Quindi, con la responsabilità patrimoniale, il debitore, se non adempie, si vede aggredito nel suo

patrimonio dal creditore.

La responsabilità patrimoniale risponde esclusivamente dell’inadempimento, anche se l’art. 2740 a

volte è stato interpretato in modo da far diventare il punto di riferimento oggettivo del diritto del

creditore non la prestazione, ma il patrimonio del debitore.

Questa prospettiva non è da condividere. La responsabilità patrimoniale, pur potendosi manifestare

anche durante la fase fisiologica di esistenza del rapporto obbligatorio, è destinata ad operare, per altro

non sempre e non necessariamente, a seguito dell’inadempimento; attenendo pertanto al momento

patologico del rapporto obbligatorio, non costituisce aspetto caratterizzante ed essenziale della sua

struttura. Difatti, la responsabilità patrimoniale non è strumento sostitutivo o alternativo

dell’adempimento, perché il potere attribuito al creditore sul patrimonio del debitore ha natura

prettamente processuale.

La responsabilità patrimoniale non può essere considerata satisfattoria dell’interesse del creditore: ad

esempio, l’esecuzione generica o per espropriazioni sono soddisfacenti quando l’oggetto della

prestazione è una somma di denaro; in caso contrario sono viste come l’equivalente pecuniario del

danno, causato al creditore dall’inadempimento.

82. Responsabilità patrimoniale, responsabilità personale ed esecuzione forzata. La responsabilità

patrimoniale e personale operano entrambe in caso di inadempimento, ma sono diverse tra di loro: la

determina l’obbligo di risarcire il danno causato al creditore

responsabilità personale

dall’inadempimento; la comporta la soggezione, attuale o potenziale, dei

responsabilità patrimoniale

beni presenti o futuri del debitore all’azione esecutiva del creditore insoddisfatto.

La responsabilità personale ha una funzione preparatoria a quella patrimoniale, perché quella

patrimoniale, che si ricava dall’espropriazione forzata dei beni del debitore, esige che l’obbligazione

abbia ad oggetto una somma di denaro. Tale presupposto è realizzato dalla responsabilità personale che

o sostituisce l’obbligazione inadempiuta con quella risarcitoria, o aggiunge all’obbligazione

inadempiuta quella risarcitoria.

La responsabilità patrimoniale presuppone oltre all’inadempimento dell’obbligazione originaria, anche

quella risarcitoria. Infatti, l’adempimento dell’obbligazione risarcitoria fa venir meno la responsabilità

patrimoniale. Tale responsabilità è diversa dall’esecuzione forzata perché ha un’operatività più ristretta.

L’esecuzione si ha quando la situazione creditoria ha per oggetto la

forzata in forma generica

consegna di una somma di denaro; è invocata in caso di

l’esecuzione forzata in forma specifica

inadempimento di crediti aventi oggetto diverso dal denaro.

Con l’esecuzione forzata per consegna o rilascio, il creditore ottiene lo stesso bene che il debitore

avrebbe dovuto fargli conseguire. Con l’esecuzione forzata degli e di il

obblighi di fare non fare,

creditore ottiene che un terzo incaricato dal giudice faccia o distrugga a spese del debitore ciò che il

debitore si era impegnato a fare (e non ha fatto) e a non fare (e invece ha fatto).

L’esecuzione forzata in forma specifica degli obblighi di fare presuppongono, comunque, una

fungibilità, ossia una sostituibilità in sede esecutiva del soggetto obbligato con un altro soggetto

nominato dal giudice. Suscettibile all’esecuzione forzata in forma specifica è l’obbligo di contrarre: di

fronte all’inadempimento il creditore può ottenere una sentenza che produce gli stessi effetti del

contratto non concluso. L’esecuzione in forma specifica è sempre satisfattoria ed è strumento di

realizzazione coattiva del debito.

83. Par condicio creditorum e divieto del patto commissorio. La regola della par condicio

comporta che se un soggetto ha più creditori questi hanno egual diritto di essere soddisfatti

creditorum

sui beni del debitore (art. 2741 c.c.); una volta promossa l’espropriazione forzata, il ricavato è ripartito

in proporzione all’ammontare dei rispettivi crediti.

Il principio della parità di trattamento subisce alcune limitazioni derivanti dal divieto di promuovere

azioni esecutive individuali.

L’ordinamento per tutelare la par condicio creditorum, dichiara nullo il (art. 2744

patto commissorio

c.c.), con il quale si accoda che, in mancanza del pagamento nel termine stabilito, la proprietà della

cosa dato in pegno passa al creditore. Tale patto poneva in una posizione sfavorevole sia il debitore,

perché la cosa ipotecata o data in pegno aveva un valore superiore alla prestazione, sia gli altri

creditori, perché si vedono sottrarre un bene del comune creditore sul quale essi avrebbero potuto

soddisfarsi.

La giurisprudenza ha dichiarato la nullità della vendita con patto di riscatto.

Tuttavia l’ordinamento ritiene lecito il con il quale il creditore, nelle ipotesi di

patto marciano,

inadempimento, diventa proprietario della cosa ricevuta in garanzia previa corresponsione al debitore

della differenza tra l’ammontare del credito e l’eventuale maggior valore del bene.

84. Cause di prelazione e privilegi. La legge prevede delle eccezioni alla regola della par condicio; è

l’ipotesi del che comportano posizioni privilegiate caratterizzate da un ordine di

cause di prelazione,

preferenza da seguire in sede di riparto delle somme ricavate dalla vendita forzata. Le cause legittime

di prelazione (art. 2741 c.c.) sono: i privilegi, il pegno e l’ipoteca. I presupposti di tali cause sono: una

pluralità dei creditori e la presenza di un patrimonio adeguato a soddisfare le esigenze degli stessi.

Esistono anche altre norme che rafforzano la tutela di un creditore rispetto a quella riconosciuta agli

altri: un esempio è il che consente ad un determinato creditore di trattenere la

diritto di ritenzione,

cosa data fino a che il debitore-proprietario non abbia estinto il proprio debito. Esso ha natura

eccezionale ed è opponibile erga omnes.

I privilegi sono una delle cause di prelazione ed hanno alcune caratteristiche comuni fra loro: la fonte è

rappresentata da una previsione legale, l’elemento giustificativo è nella causa del credito, l’attribuzione

del diritto di prelazione favorisce un determinato creditore.

L’art. 2745 prevede che nel rispetto della legalità il privilegio è subordinato ad una convenzione tra le

parti o ad una particolare pubblicità. Per la validità dei privilegi è necessaria la forma scritta. I privilegi

sono generali e speciali: quelli (art. 2751 ss c.c.) gravano su tutti i beni mobili del debitore;

generali

quelli (art. 2755 ss c.c.) gravano su determinati beni mobili e immobili che hanno una

speciali

particolare relazione con il credito del quale si intende rafforzare la tutela.

I crediti assistiti da privilegio generale sono accomunati da un’esigenza di assicurare il soddisfacimento

prioritario di categorie professionali che dalla realizzazione del credito traggono i mezzi di

sostentamento, oppure dall’esigenza di prelievo fiscale dello stato.

I crediti assistiti da privilegio speciale hanno una posizione di preferenza rispetto a quelli generali, ma

questa relazione non è sempre valida.

I privilegi sono inerenti ad un rapporto di credito e lo seguono in tutti i suoi trasferimenti. Per i privilegi

speciali, la situazione è particolare, perché essi presuppongono che la cosa si trovi in un determinato

luogo o in una particolare relazione con il creditore; se mancano tali presupposti, il privilegio viene

meno.

Essendoci una specifica connessione tra il credito e la cosa, nel caso si ha un perimento totale del bene,

il privilegio si estingue; nel caso di un perimento parziale, il privilegio diminuisce proporzionalmente

al perimento. Il privilegio speciale può essere accostato alla categoria delle garanzie reali dove

troviamo il pegno e l’ipoteca. Il privilegio speciale dà al creditore anche il diritto di seguito,

consistente nel potere di aggredire il bene anche nei confronti dei terzi acquirenti.

85. Mezzi di conservazione delle garanzie patrimoniali: generalità. La posizione del creditore è

tutelata con i mezzi di conservazione delle garanzie patrimoniali:

il creditore può esperire l’azione (art. 2901 c.c.), nel caso in cui il debitore aliena

• revocatoria

i suoi beni a terzi;

il creditore può esercitare l’azione (art. 2900 c.c.), nel caso in cui il debitore,

• surrogatoria

non esercitando il proprio diritto di credito nei confronti di terzi, impedisce l’accrescimento del

proprio (del debitore) patrimonio;

il creditore può chiedere il (art. 2905 c.c.), nel caso in cui il debitore

• sequestro conservativo

dà atto al creditore di farlo dubitare sui suoi (del debitore) beni potendoli dissipare.

Il creditore può anche evitare le diminuzioni fittizie del patrimonio del debitore come nel caso della

effettuata dal debitore per sottrarre alcuni suoi beni all’azione

simulazione assoluta di vendita

esecutiva del creditore; l’azione di simulazione non è idonea per la simulazione relativa di vendita

(es: donazione).

Un altro strumento posto a disposizione del creditore, affinché conservi le garanzie patrimoniali, è la

(art. 1186 c.c.), con il quale il creditore può esigere

decadenza del beneficio del termine

immediatamente la prestazione qualora il debitore abbia diminuito le garanzie prestate o non abbia dato

le garanzie in precedenza promesse.

86. Azione revocatoria (art. 2901 c.c.). Tornando alla fase intermedia fra il momento costitutivo del

rapporto obbligatorio e il tempo dell’adempimento, il creditore può valersi degli specifici mezzi di

conservazione della sua garanzia patrimoniale. Tra questi mezzi vi è l’azione che ha la

revocatoria,

funzione di neutralizzare quegli atti di disposizione fatti dal debitore che, diminuendo la garanzia

patrimoniale, sono potenzialmente pregiudizievoli delle ragioni del creditore. Il legislatore prevede che

il creditore possa chiedere che gli atti del debitore siano dichiarati inefficaci perché attentano al

patrimonio. L’effetto dell’azione revocatoria è l’invalidità dell’atto e di quest’effetto si avvantaggia

solo il creditore che abbia proposto l’azione.

Soggetti ad azione revocatoria sono: le alienazioni dei beni, la costituzione sui beni dei diritti reali (di

godimento o di garanzia), atti eccedenti l’ordinaria amministrazione, il pagamento dei debiti non

ancora scaduti (non è soggetto ad azione revocatoria il pagamento di un debito scaduto); sono

revocabili anche gli atti estintivi delle obbligazioni diverse dall’adempimento, come: la prestazione in

luogo dell’adempimento, la novazione e la compensazione volontaria.

Affinché il creditore chieda l’atto revocatorio, vi è bisogno di alcuni requisiti:

ma di un credito non necessariamente esigibile;

• esistenza del credito,

non è necessario che l’atto di disposizione fatto dal debitore provochi un

• periculum damni,

effettivo pregiudizio al creditore (eventus damni), ma è sufficiente che l’atto di disposizione

fatto dal debitore sia idoneo a rendere l’esigibilità del credito più incerta o difficile; un esempio

è la vendita di un immobile da parte del debitore: anche se vi è un aumento del patrimonio del

debitore grazie al denaro ricevuto dalla vendita, il creditore può promuovere azione revocatoria,

in quanto il denaro è un bene occultabile;

(requisito di natura soggettiva), consapevolezza del debitore di ledere con il

• scientia fraudis

suo atto di disposizione la garanzia patrimoniale del debitore; il legislatore ha precisato che è

sufficiente la conoscenza del pregiudizio e non si richiede la prova dell’animus nocendi: in

concreto, ogniqualvolta è riscontrabile il periculum damni, si presume l’esistenza della scientia

fraudis.

Se l’atto di disposizione fatto dal debitore è anteriore al sorgere del credito, al fine di espletare l’azione

revocatoria si richiede anche la sussistenza della in altre parole, si deve

dolosa preordinazione;

dimostrare che l’atto è stato promosso dal debitore al solo scopo di diminuire la propria consistenza

patrimoniale in vista della futura assunzione dell’obbligazione.

L’azione revocatoria non colpisce solo la posizione del debitore, ma anche quella del terzo che è stato

parte dell’atto di disposizione; difatti, con l’azione revocatoria, il creditore può aggredire il

bene in via esecutiva anche presso il terzo acquirente a seguito dell’inadempimento del debitore (art.

2902 c.c.).

Tuttavia, il legislatore, al fine di garantire la tutela anche del terzo, fa una divisione fra gli atti a titolo

oneroso da quelli a titolo gratuito; infatti, dispone che:

per gli atti di disposizione per l’esecuzione dell’azione revocatoria, sia

• a titolo oneroso,

richiesta oltre alla scientia fraudis del debitore, anche la partecipatio fraudis del terzo, cioè, che

anche il terzo fosse consapevole del potenziale pregiudizio che l’atto di disposizione era idoneo

d arrecare al creditore del suo dante causa (il debitore); se il terzo era in buona fede, l’azione

revocatoria non può essere utilmente esperita;

per gli atti di disposizione (es: donazione), per l’esecuzione dell’azione

• a titolo gratuito

revocatoria non è richiesta la partecipatio fraudis del terzo, in quanto è sufficiente la scientia

fraudis del debitore; il legislatore, anche se il terzo era in buona fede, tende a tutelare le

esigenze del creditore sul terzo, in quanto il terzo riceve un pregiudizio di gran lunga inferiore a

quello che può ricevere il creditore se l’azione revocatoria non fosse esperita.

L’azione revocatoria si prescrive in 5 anni dalla data dell’atto (art. 2903 c.c.); se il debitore è un

imprenditore commerciale fallito, i creditori, a fronte della sua insolvenza, possono esperire l’azione

revocatoria fallimentare.

87. Azione surrogatoria (art. 2900 c.c.). Con l’azione il creditore evita il pregiudizio

surrogatoria,

conseguente all’inerzia del debitore, il quale, non esercitando il proprio diritto di credito, fa sì che non

aumenti la sua garanzia patrimoniale. Il creditore è legittimato a sostituirsi al debitore per esercitare il

suo (del debitore) diritto di credito e incrementare il patrimonio del debitore; si configura una

rappresentanza legale con l’interesse dello stesso rappresentante.

L’effetto prodotto dall’azione surrogatoria è l’incremento del patrimonio del debitore e, quindi, della

sua (del creditore) garanzia patrimoniale. A differenza dell’azione revocatoria, nella surrogatoria

l’incremento del patrimonio del debitore non avvantaggia solo il creditore che si sia surrogato, ma

anche tutti gli altri creditori.

I presupposti dell’azione surrogatoria sono:

anche se non liquido ed esigibile;

• esistenza del credito, valutata oggettivamente;

• effettiva inerzia del debitore,

ossia che l’inerzia del debitore causi maggiori difficoltà o l’impossibilità

• periculum damni,

del creditore di soddisfarsi coattivamente.

I creditori possono surrogarsi al debitore nelle azioni che:

spettano verso i terzi e non azioni assolute o reali;

a) abbiano natura patrimoniale, cioè vi è l’impedimento del creditore di surrogarsi nell’esercizio

b)

di diritti ed azioni attinenti ai diritti della personalità o ai rapporti familiari;

non debbono essere personalmente esercitati dal loro titolare, cioè non sono surrogabili quegli

c)

esercizi che sono rimessi all’autonomia e all’insindacabile scelta del loro titolare.

88. Sequestro conservativo (art. 2905 c.c.). Il è una forma di tutela preventiva

sequestro conservativo

della garanzia patrimoniale, che sottrae al debitore, sia materialmente che giuridicamente, la

disponibilità dei beni. Esso si attua mediante un processo cautelare e richiede tali presupposti:

la probabilità che il credito vantato esista;

• periculum in mora, ossia il pericolo di alienazione o di dissipazione dei propri beni da parte

del debitore, nelle more del giudizio.

Una volta concesso, il sequestro produce i seguenti la sottrazione dei beni del debitore fino alla

effetti:

conclusione del processo e l’affidamento di tali beni ad un custode.

Una volta concluso il processo, se il giudice prova l’esistenza del credito, il sequestro è convertito in

pignoramento; se il credito è inesistente, il debitore, oltre a recuperare i beni sequestrati, può richiedere

il risarcimento del danno procuratogli dal sequestro.

b. Situazioni reali di garanzia

89. Pegno. Il pegno e l’ipoteca sono forme di garanzie reali; essi sono concessi dal debitore o da un

terzo al creditore insoddisfatto: nell’ipotesi di pegno, questa garanzia si configura nel procedere alla

vendita del bene (art. 2795 ss c.c.) o di richiederne l’assegnazione (art. 2798 c.c.); nell’ipotesi di

ipoteca di procedere all’espropriazione (art. 2891 c.c.). Sia il pegno che l’ipoteca hanno queste

caratteristiche:

la nel senso che sia il pegno che l’ipoteca sono opponibili erga omnes, ma il potere

• realità,

immediato del creditore è instaurato solo sulla cosa data in pegno, perché nell’ipoteca la cosa

resta di godimento del concedente;

l’accessorietà fa sì che il pegno sussista soltanto se esiste il debito da garantire,;

• l’indivisibilità (art. 2799 c.c.), per quanto riguarda il pegno, garantisce, salvo diversa volontà

delle parti, l’intero credito comprese le spese e gli interessi fino alla sua totale realizzazione.

Il si costituisce per accordo fra le parti, con un contratto reale al momento della consegna della

pegno

cosa o dei documenti o nelle forme prescritte; esso può essere costituito con un atto unilaterale e la

forma scritta è richiesta solo per consentire e garantire l’esercizio della prelazione.

Il pegno può avere come oggetto beni mobili, universalità dei beni mobili, crediti e altri diritti aventi a

loro volta per oggetto beni mobili; sono esclusi i beni mobili registrati e i beni immateriali. Possono

essere dati in pegno anche i beni futuri e i beni indivisibili, logicamente è impegnata la quota e lo

spossessamento è possibile solo previo consenso dei consoci o condomini.

Il bene gravato da pegno passa al creditore che, non solo è legittimato ad esercitare le normali azioni

possessorie, ma è legittimato ad esercitare anche l’azione di rivendica che eventualmente spetta al

debitore o al terzo datore di pegno (art. 2789 c.c.).

Il pegno è una solida tutela delle garanzie creditorie, e tale garanzia si attua mediante lo

un’azione che rende estremamente difficile a chi ha concesso il pegno di poter

spossessamento,

disporre del proprio diritto e permette al creditore di realizzare compiutamente le proprie aspettative.

Esistono, comunque, casi particolari come i dove non si verifica lo spossessamento del

pegni anomali,

bene dal debitore al creditore.

Nell’ipotesi di pegno sull’universalità di mobili, l’unitarietà di destinazione, propria dell’universalità,

incide sul creditore, il quale ha il potere-dovere di mantenere la cosa ed evitare atti che potrebbero

comprometterla.

Con lo spossessamento, la cosa passa al creditore, ma può darsi che venga consegnata ad un terzo, o

che venga custodita contemporaneamente dal concedente e dal creditore (art. 2786 c.c.).

Se il bene dato in pegno è una cosa fruttifera, il creditore, salvo patto contrario, può fare propri i frutti

imputandoli prima alle spese e agli interessi, e poi al capitale (art. 2792 c.c.). Inoltre, senza il consenso

del concedente, il creditore non può né godere del bene e né concederlo in godimento o sub-pegno.

Un’eccezione a tale principio è data dal dove il creditore acquista la proprietà del

pegno irregolare,

denaro, o delle merci, o dei titoli oggetto della garanzia.

Al momento dell’adempimento, il creditore deve restituire il bene datogli in pegno dal debitore; se vi è

stato inadempimento, il creditore deve restituire l’eccedenza del valore del bene dato in pegno.

Un dovere del possessore-creditore è quello di custodire diligentemente la cosa data in pegno; in caso

contrario, il possessore-creditore deve rispondere per la perdita o per il deterioramento del bene dato in

pegno.

Il pegno si estingue (art. 2794 c.c.) per: rinunzia della garanzia, adempimento della prestazione,

perimento della cosa ed estinzione del diritto gravato dalla garanzia.

90. Ipoteca. L’ipoteca è uno strumento di garanzia reale; essa è molto simile al pegno, tranne che per i

beni che tratta e per la forma costitutiva; l’ipoteca è una garanzia specifica concessa al creditore dal

debitore o da un terzo ed è caratterizzata, come il pegno, da realità, accessorietà ed indivisibilità.

L’ipoteca ha una forma costitutiva che si delinea con l’iscrizione nei pubblici registri immobiliari; sono

ipotecabili, per l’appunto, i beni immobili e i beni mobili registrati e le rendite dello stato. L’iscrizione

rappresenta una pubblicità costitutiva e si distingue dalla trascrizione che dà vita ad una pubblicità

dichiarativa.

L’ipoteca può essere:

se deriva da previsione legislativa;

• legale, se deriva da una sentenza di condanna al pagamento di una somma di denaro;

• giudiziale, se deriva da un atto negoziale; nell’ipotesi di ipoteca volontaria su cosa altrui, tale

• volontaria,

ipoteca è registrata dopo l’acquisto della cosa da parte del concedente; mentre, se ha per oggetto

i beni futuri, l’iscrizione può avvenire quando è stata accertata la loro esistenza.

Una volta costituita, l’ipoteca attribuisce al creditore il potere di espropriare i beni vincolati e dio

soddisfarsi sul ricavato della vendita. A volte ci possono essere più ipoteche e la prelazione è fatta in

base all’ordine cronologico. Se più creditori chiedono l’iscrizione contro la stessa persona, o sopra gli

stessi beni, il ricavato della vendita per espropriazione è ripartito secondo un grado cronologico di

ordine decrescente.

Il creditore può agire contro un terzo che è il datore ipotecario, ma non il debitore; il creditore può agire

anche contro il terzo che abbia acquistato il bene gravato dall’ipoteca. Il terzo non può pretendere che il

patrimonio del debitore originario sia escusso preventivamente, quindi può:

adempiendo i creditori; in seguito, il terzo si surroga ai creditori

• evitare la vendita

soddisfatti, esercitando regresso nei confronti del debitore originario o nei confronti dei suoi

fideiussori; ai creditori ipotecari, nel caso in cui tale bene abbia un valore minore di

• rilasciare il bene

quello dei crediti; in seguito, il terzo si surroga a tali creditori ed esercita il regresso nei

confronti del debitore;

dalle garanzie ipotecarie e tale è il procedimento: il terzo offre ai creditori la

• purgare il bene

somma versata per l’acquisto del bene (se il bene è stato acquistato a titolo gratuito, la somma

offerta è pari al valore commerciale del bene); essi possono:

accettare e quindi ripartirsi l’offerta del terzo; quest’ultimo rimane in proprietà del bene e si

o surrogherà nei diritti dei creditori nei confronti del debitore, esercitando regresso;

fare un’offerta di almeno un decimo superiore a quella fatta dal terzo e quindi acquistare il

o bene.

L’ipoteca, su richiesta degli interessati, può essere ridotta, diminuendo il credito per il quale è stata

iscritta oppure restringendola su alcuni dei beni inizialmente gravati.

L’estinzione dell’ipoteca può avvenire per: venuta meno del credito garantito, scadenza del termine di

ipoteca (se è stata concessa per un tempo determinato), per il verificarsi della condizione risolutiva, per

mancata rinnovazione del termine ventennale, ecc….

L’ipoteca ha una durata di 20 anni; scaduto il termine, essa perde efficacia con l’estinzione. Al fine di

evitare l’estinzione, prima della scadenza si può effettuare la rinnovazione dell’iscrizione che prolunga

gli effetti della vecchia ipoteca; invece, se la rinnovazione è fatta dopo la scadenza, si costituisce una

nuova ipoteca con un nuovo grado.

Il termine ventennale non è di prescrizione e di conseguenza non si possono applicare la sospensione e

l’interruzione; la prescrizione è applicata a favore del terzo acquirente dopo che siano trascorsi 20 anni

dalla trascrizione del titolo di acquisto, salvo sospensioni o interruzioni.

Dopo l’estinzione dell’ipoteca, il proprietario del bene ipotecato può chiedere la che è

cancellazione,

una forma di pubblicità e che ha la funzione di liberare i beni dall’ipoteca erga omnes; essa è correlata

dalla sentenza o dal provvedimento delle autorità competenti.

c. Situazioni personali di garanzia

91. Fideiussione. La è una situazione personale di garanzia; è il contratto con il quale una

fideiussione

persona (fideiussore) garantisce, obbligandosi personalmente verso il creditore, l’adempimento

dell’obbligazione altrui (art. 1936 c.c.).

Si possono avere due tipi di fideiussioni:

(art. 1944¹ c.c.), consiste nel fatto che il creditore può rivolgersi o al debitore o al

• solidale

fideiussore per la riscossione del credito; (ma il creditore si rivolgerà maggiormente al

fideiussore in quanto quest’ultimo garantisce una certa solvenza);

(art. 1944² c.c.), consiste nel fatto che l’obbligo del fideiussore

• con beneficio di escussione

sorge dopo l’escussione del debitore principale e che il fideiussore indica i beni del debitore da

sottoporre ad escussione. Se non si avvale del beneficium excussionis, si attua il beneficium

con il quale il creditore deve chiedere prima l’adempimento al debitore principale e poi

ordinis,

al fideiussore.

La fideiussione può avere come oggetto un’obbligazione condizionale o futura: si parla di fideiussione

quando il fideiussore garantisce tutte le obbligazioni che un cliente assumerà nei confronti di

omnibus,

una banca; essa è valida solo se è previsto un importo massimo garantito.

La fideiussione ha una caratteristica di ossia la tendenziale dipendenza del debito

accessorietà,

fideiussorio da quello principale; infatti, il fideiussore diventa egli stesso debitore, però la sua

obbligazione è accessoria rispetto all’obbligazione garantita, cioè è valida solo se è valida

l’obbligazione principale (art. 1939 c.c.).

Se il debito altrui manca viene meno la causa della fideiussione; essa non può eccedere ciò che è

dovuto dal debitore (art. 1941 c.c.).

Il fideiussore che ha pagato il debito del debitore principale può surrogarsi al creditore ed esercitare il

regresso contro il debitore principale (art. 1949, 1950 e 1951 c.c.); in ipotesi specificate dal legislatore,

il fideiussore gode di una particolare tutela anche prima di effettuare il pagamento avvalendosi del

(art. 1953 c.c.), ottenendo la liberazione dal vincolo obbligatorio nei confronti del debitore.

rilievo

La fideiussione si estingue quando:

il debitore principale adempie;

• il fideiussore adempie ed esercita successivamente regresso nei confronti del debitore;

• la fideiussione si estingue quando per fatto del creditore, in seguito

• art. 1955 c.c.,

all’adempimento del fideiussore, quest’ultimo non può surrogarsi nei diritti del creditore verso

il debitore principale;

la fideiussione si estingue quando il creditore, senza autorizzazione del

• art. 1956 c.c.,

fideiussore, per quanto riguarda le obbligazioni future, concede al debitore principale crediti

anche sapendo che la sua (del debitore) condizione patrimoniale sia peggiorata;

la fideiussione si estingue quando il creditore non si avvale dei suoi diritti sul

• art. 1957 c.c.,

debitore principale entro un determinato termine; la norma protegge esclusivamente l’interesse

del fideiussore ad evitare che il mancato esercizio da parte del creditore nei confronti del

debitore principale possa prolungare illimitatamente il vincolo fideiussorio.

92. Promessa del fatto del terzo. Il contratto vincola le parti, ma per regola generale non produce

effetto rispetto ai terzi. Coerente con questo principio generale è la promessa del fatto o

dell’obbligazione del terzo. L’art. 1381 c.c. afferma che: colui (promittente) che promette fatto di terzo,

obbliga solo se stesso, ed è tenuto ad indennizzare l’altro contraente se il terzo rifiuta o non compie il

fatto dell’obbligazione promessa. (es: tizio vende la propria azienda e promette al compratore che la

banca continuerà a finanziarla).

Questa situazione crea una posizione creditoria di garanzia al promissorio.

F. Prescrizione e decadenza.

93. Influenza del tempo sull’acquisto o sull’estinzione dei diritti. Il di un dato periodo di

decorso

tempo, combinato con altri elementi, può dar vita o all’acquisto (prescrizione acquisitiva o

o all’estinzione (prescrizione di una situazione soggettiva. Con il

usucapione) estintiva e decadenza)

codice civile del 1865, le due discipline erano unite, poi con il codice vigente le due discipline sono

state separate: la prescrizione acquisitiva (usucapione) si trova nel libro delle proprietà, in quanto modo

di acquisto dei diritti reali; la prescrizione e la decadenza si trovano del libro della tutela dei diritti.

94. Prescrizione: nozione e fondamento. La produce l’estinzione della situazione

prescrizione

soggettiva per l’effetto dell’inerzia del suo titolare, che non la esercita o non ne usa per il tempo

determinato dalla legge (art. 2934 c.c.).

La prescrizione ha la sua funzione nell’esigenza dei rapporti giuridici, perché quando il titolare non

esercita quel diritto, egli lascia presumere che non ne sia più interessato e nella collettività si fonda la

convinzione dell’inesistenza.

95. Inderogabilità della disciplina e operatività della prescrizione. Carattere importante della

prescrizione è l’inderogabilità, infatti, anche nell’autonomia negoziale, le parti non possono

modificare i termini della prescrizione, o escluderla, o rinunziarvi (art. 2936 c.c.).

Nel caso di un credito andato in prescrizione, il soggetto è il e il soggetto

avvantaggiato debitore

è il

svantaggiato creditore.

Tuttavia il soggetto passivo (debitore) può rinunziare alla prescrizione già compiuta, e questa rinunzia

(successiva alla prescrizione) può essere espressa ma anche tacita (art 2937 c.c.).

La prescrizione però non opera automaticamente; il soggetto avvantaggiato deve farla valere di fronte

al giudice (che non può rilevarla d’ufficio, cioè di sua iniziativa, art. 2938 c.c.), oppure in via d’azione

o d’eccezione.

Qualora il debitore non faccia valere la prescrizione, il giudice lo condannerà al pagamento di quanto

dovuto, prima ancora che la prescrizione sia compiuta.

La prescrizione tuttavia può essere opposta anche dai creditori del soggetto avvantaggiato e da ogni

altro interessato, qualora il soggetto a favore del quale si è maturata non la faccia valere o vi abbia

rinunziato.

Se il soggetto avvantaggiato paga il debito, anziché opporre la prescrizione, estingue una normale

obbligazione civile; se, invece, il soggetto avvantaggiato paga il debito dopo aver fatto valere la

prescrizione, con conseguente estinzione dell’obbligazione, si realizza l’adempimento di

un’obbligazione naturale con conseguente irripetibilità di quanto pagato (art. 2940 c.c.).

96. Efficacia estintiva della prescrizione. Si è sempre attribuita alla prescrizione un’efficacia estintiva

del diritto, ma il problema dell’efficacia va attentamente considerato.

Se alla prescrizione conseguisse la pura e semplice estinzione del diritto, al debitore spetterebbe

l’azione di ripetizione di quanto dovuto, trovandosi in una situazione di un pagamento non dovuto

(indebito oggettivo). Quindi la prescrizione è da intendersi non come estinzione del diritto, ma come

una che estinguerebbe l’azione.

modificazione,

La prescrizione sarebbe anche preclusiva perché comporterebbe il rigetto della domanda di prescrizione

sia nelle ipotesi che si è accertato la sussistenza del diritto, sia nelle ipotesi di insussistenza.

97. Oggetto della prescrizione. La è istituto di valenza generale: ogni diritto si estingue

prescrizione

per prescrizione; tuttavia, la regola della prescrittibilità dei diritti conosce alcune eccezioni (art. 2934

c.c.).

Non si prescrivono:

i diritti indisponibili;

• i diritti della personalità;

• i diritti attinenti ai rapporti di famiglia;

• le azioni di contestazione e di reclamo della legittimità, di impugnazione e di dichiarazione

giudiziale della paternità o della maternità;

la qualità di erede e l’azione di petizione ereditaria;

• le azioni di nullità del contratto;

• le facoltà che formano il contenuto della situazioni giuridica, perché si prescrive l’azione e

non l’eccezione;

i diritti di proprietà, perché è un diritto assoluto, cioè da far valere erga omnes. Esso non si

prescrive perché non esiste un controinteressato che si avvantaggia della prescrizione, in

quanto, con l’estinzione del diritto di proprietà per prescrizione, la cosa diverrebbe una res

nullius; qualora vi sia un controinteressato, non opera più la prescrizione, ma l’usucapione.

Si prescrivono i diritti di credito e i diritti reali su cosa altrui: per effetto della prescrizione, il debitore è

liberato dall’obbligazione e il proprietario si libera dell’altrui diritto reale sulla propria cosa (usufrutto,

servitù, ecc…).

La prescrizione sarebbe come una moneta a due facce: da un lato vi è l’estinzione del diritto, dall’altro

la corrispondente liberazione del soggetto passivo; un soggetto perde il diritto per prescrizione solo se

vi è un corrispondente acquisto della liberazione da parte dell’altro.

98. Decorrenza della prescrizione: computo dei termini e termini di prescrizione. Il termine di

prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere (art. 2935 c.c.).

Se il diritto è sottoposto a condizione, la prescrizione inizia a decorrere dal giorno nel quale essa si

verifica; se il diritto è sottoposto a termine, la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui scade il

termine.

La prescrizione decorre anche se il titolare della situazione, non per sua colpa, ignori di essere titolare

della situazione, oppure che ignori l’identità del soggetto passivo. Se però il soggetto passivo abbia

occultato il debito, la prescrizione rimane sospesa fino a che il dolo non sia stato scoperto (art 2941

c.c.).

La prescrizione del diritto di annullabilità del contratto decorre dal giorno della sua conclusione e, se

l’annullabilità dipende da vizio del consenso (errore o dolo) e dà incapacità legale (interdizione,

inabilitazione e minore età (art. 1442 c.c.)), il termine decorre dal giorno nel quale è cessata la violenza.

La prescrizione del diritto al risarcimento del prodotto difettoso decorre dal giorno di scoperta del

difetto, del danno e dell’identità del responsabile.

La prescrizione inizia con la scadenza dell’ultimo istante dell’ultimo giorno. Se il giorno finale è

festivo, essa è prorogata al giorno successivo non festivo; se è a mesi, il termine scade nel giorno

corrispondente a quello del mese iniziale (es: 2 febbraio – 2 marzo); se nel mese di scadenza manca il

giorno corrispondente, il termine si compie con l’ultimo giorno del mese (art. 2963 c.c.).

Il termine ordinario (art. 2946 c.c.) di prescrizione è di 10 anni; per l’usucapione, per i diritti reali di

godimento (superficie, enfiteusi, usufrutto, servitù) e per l’ipoteca il termine è di 20 anni.

Per il risarcimento da atto illecito, il termine è di 5 anni; invece, è di 2 anni, se l’atto illecito è causato

dalla circolazione di veicoli (prescrizione breve).

Sempre in 5 anni si prescrivono i diritti che derivano da rapporti sociali. Termini ancora più brevi sono

fissati per i diritti derivanti da alcuni contratti (mediazione, spedizione, trasporto e assicurazione).

Peraltro, i diritti per i quali la legge stabilisce una prescrizione più breve di 10 anni, se riguardo ad essi

è intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato, si prescrivono con il decorso di 10 anni.

L’azione diretta all’esecuzione del giudicato si prescrive in 10 anni.

Infine, l’azione di annullamento e l’azione revocatoria si prescrivono in 5 anni; l’azione di rescissione

si prescrive in 1 anno o, se riguarda il contratto di divisione, in 2 anni.

99. Sospensione ed interruzione. Se l’inerzia è presupposto fondamentale della prescrizione, la

cessazione dell’inerzia (fatta dal creditore) è presupposto fondamentale della sospensione e

dell’interruzione.

La è dovuta alla condizione del titolare del diritto (art. 2942 c.c.), cioè quando il titolare

sospensione

del diritto non può esercitarlo per condizione propria della titolarità: esempio, il minore non

emancipato, l’interdetto per infermità di mente privo di rappresentanza legale, militari in servizio in

tempo di guerra. La sospensione ha luogo solo nelle ipotesi tassative previste dalla legge.

L’interruzione si ha quando il titolare esercita il diritto (art. 2943 c.c.) mediante notifica dell’atto con

il quale si inizia il giudizio: esempio, mediante atto di costituzione in mora del debitore. L’interruzione

si realizza anche quando il soggetto passivo riconosce l’esercizio del diritto espressamente o

tacitamente (art. 2944 c.c.). Dal momento dell’interruzione, inizia a decorrere un nuovo periodo di

prescrizione (art. 2945 c.c.).

100. Prescrizioni presuntive. Le sono una categoria particolare; esse

prescrizioni presuntive

postulano che alcuni crediti si presumono estinti salvo prova contraria.

Un esempio è il caso dell’albergatore: trascorsi 6 mesi dall’alloggio, il conto si presume pagato. Il

debitore è esonerato dalla prova (art. 2697 c.c.) anche perché nella vita quotidiana il debitore no

conserva prove dell’effettivo pagamento.

Il creditore può dimostrare la prova contraria, ossia che il debitore non abbia pagato, ma la prova è

rilevante solo se il debitore giura di non aver pagato.

Questa prova è comunque di ardua dimostrazione perché il debitore, anche conoscendo l’esistenza delle

sanzioni sul falso giuramento, può giurare il falso.

101. Decadenza: nozione e fondamento. Distinzione tra prescrizione e decadenza. La decadenza

comporta l’estinzione di un diritto che non sia stato esercitato entro un dato termine: l’inerzia del

titolare e il decorso del tempo fanno sì che il diritto si estingue.

Il fondamento della decadenza è l’esigenza di certezza.

Tra prescrizione e decadenza vi sono delle differenze sia in relazione al fondamento, sia in relazione

alla disciplina.

Per quanto riguarda le differenze la decadenza interessa termini brevi e

riguardo al fondamento,

brevissimi, e non tiene in considerazione le circostanze soggettive che hanno giustificato l’inerzia;

soltanto nella decadenza l’esigenza di certezza è assoluta, mentre nella prescrizione tale esigenza si

combina con le ragioni dell’inerzia.

Per quanto riguarda le differenze la decadenza non ammette interruzione e

riguardo alla disciplina,

sospensione, salvo che per la sospensione sia disposto diversamente (art. 2964 c.c.); è il caso della

sospensione dei termini nei periodi feriali.

La decadenza può essere impedita solo dal compimento dell’atto previsto (art. 2966 c.c.); nei casi in cui

la decadenza è impedita, il diritto rimane soggetto alle disposizioni che regolano la prescrizione (art.

2967 c.c.).

Compito difficile del legislatore è quello di verificare se un caso si tratti di decadenza o di prescrizione;

in generale, egli si rifà alla brevità del termine.

Non tutti i diritti sono soggetti a decadenza, ma solo quelli individuati dal legislatore.

102. Decadenza in materia disponibile e no: decadenza legale, giudiziale e convenzionale. La

decadenza si differisce in ordine pubblico e ordine privato.

La ha questi caratteri:

decadenza di ordine privato

è consentita la rinunzia;

• non può essere rilevata d’ufficio dal giudice (art. 2969 c.c.);

• le parti possono modificare la sua disciplina legale; essi possono stabilire termini di

decadenza, ma il patto è nullo quando questi termini rendono difficile ad una delle parti

l’esercizio del diritto (art. 2965 c.c.);

il riconoscimento del diritto è causa impeditivi della decadenza.

La (interesse pubblico) ha questi caratteri:

decadenza di ordine pubblico

non è consentita la rinunzia;

• può essere rilevata d’ufficio dal giudice;

• le parti non ne possono modificare la disciplina legale e nemmeno i termini;

• il riconoscimento del diritto non è causa impeditiva della decadenza.

La decadenza è: quando il termine è stabilito dalla legge;

• legale, quando su richiesta di una delle parti la fissazione del termine è fatta dal giudice;

• giudiziale, quando il termine è stabilito contrattualmente.

• convenzionale,

103. Immemorabile. Un altro istituto che comporta la perdita del diritto a seguito dell’inerzia del

titolare protratta nel tempo è la dell’ordinamento tedesco.

Verwirkung

Tale istituto, basandosi sulla buona fede, afferma che il titolare di un diritto, non esercitato per un

tempo immemorabile, non può più esercitare tale diritto in quanto compie un abuso, un comportamento

scorretto e sleale, perché la sua immemorabile inerzia induce il soggetto passivo a ritenere tale diritto

non più attivo.

Questo istituto non è presente nel nostro ordinamento, ma la giurisprudenza ritiene che gli stessi

risultati si raggiungano con la rinunzia tacita del titolare del diritto a seguito dell’inerzia prolungata nel

tempo. 122 B. Autonomia negoziale a contenuto non patrimoniale.

a. Atti a contenuto non patrimoniale.

68. Premessa. La dottrina ha dato scarsa importanza agli atti a contenuto non patrimoniale,

concentrandosi sugli atti con regolamentazione patrimoniale; tuttavia, i dottrinari stanno cercando di

superare queste tipicità.

69. Negoziabilità senza patrimonialità. Il nostro codice e il nostro ordinamento pongono come

obiettivo centrale la realizzazione e la tutela dell’uomo; quindi appunto perché vi è questa centralità

della persona umana è sbagliato dire che l’ordinamento tutela soprattutto i beni di natura patrimoniale

ed è sbagliato asserire che l’ordinamento tutela i beni di natura non patrimoniale solo perché esiste un

interesse patrimoniale, ossia si dimostri che quei beni sono negoziabili.

La è un requisito mutevole utilizzato per definire l’obbligazione e il contratto e

patrimonialità

per definire i limiti dell’operatività delle norme; la invece, serve a verificare l’idoneità di

negoziabilità,

un bene ad essere oggetto di atti di autonomia; essa è strettamente legata alla meritevolezza, in quanto

l’economicità di un bene deve realizzare interessi meritevoli di tutela.

Un errore che non bisogna commettere è quello di considerare gli atti a contenuto non patrimoniale

come atti con operazioni contrattuali, mutando così la natura non patrimoniale del bene in natura

patrimoniale.

In conclusione non bisogna confondere i negozi di natura patrimoniale con gli atti a contenuto non

patrimoniale.

70. Specificità degli atti a contenuto non patrimoniale. La dottrina afferma che è impensabile

utilizzare le stesse norme adoperate per gli atti a contenuto patrimoniale per quelli a contenuto non

patrimoniale; ad esempio il vigente in materia contrattuale, risponde a

principio dell’affidamento,

esigenze di sicurezza nel traffico giuridico ed è applicabile solo quando si parla di diritti patrimoniali.

71. Segue. Talune ipotesi. Esempi di atti con contenuto non patrimoniale li ritroviamo nel diritto di

famiglia (es: accordi coniugali), nel diritto della personalità (es: atti di disposizione del corpo) e nel

fenomeno associativo; in questo ultimo caso è molto discusso il contratto costitutivo dell’associazione,

perché tale contratto non può non avere un ruolo economico e quindi patrimoniale.

b. Atti di disposizione del corpo.

72. Fondamenti e limiti degli atti di disposizione dell’integrità psicofisica. L’articolo 5 del codice

vieta gli atti di disposizione del corpo quando comportano una diminuzione permanente

civile

dell’integrità fisica o quando sono contrari alla legge, all’ordine pubblico e al buon costume.

Tale norma è molto controversa e non poche volte è stato oggetto di discussione a causa delle continue

scoperte in campo biologico come la biogenetica e i trapianti.

Venne introdotta nel codice civile per eliminare i dubbi della configurabilità di un diritto sul

proprio corpo e per conservare l’integrità fisica al fine di eseguire i doveri verso lo Stato e verso la

famiglia.

In seguito tale visione fu rivista e all’uomo venne riconosciuta una certa libertà di disporre del proprio

corpo entro logicamente il limite di assicurare la tutela dell’interesse individuale e collettivo alla salute

(art. 32 Cost.), ossia di un valore psichico oltre che fisico.

123

73. Trattamenti sanitari. Problemi e discussioni tuttora accese riguardano i trattamenti sanitari:

- l’ordinamento afferma che tale trattamento trova

circa il trattamento medico – chirurgico

la ragione della sua liceità non nel consenso del paziente, ma nel raggiungimento di un interesse

alla salute del paziente: perciò l’interesse è elemento essenziale ma non sufficiente della liceità

del trattamento; - la sperimentazione, è sottoposta ai

circa la sperimentazione per l’incertezza degli effetti,

limiti imposti dall’art. cioè non deve comportare diminuzioni permanenti all’integrità fisica e

5,

psichica; vi sono due opposte fazioni: la prima si oppone a tale trattamento in

circa la sterilizzazione -

quanto comporterebbe un pregiudizio permanente alla funzione procreativa e quindi ritengono

illecita la sterilizzazione; l’altra invece lo ritiene lecito in base al principio di libertà di

autodeterminarsi; - questo è un argomento molto discusso e vasto, difatti l’ordinamento,

circa il rifiuto di cure

sotto la spinta di ricorrenti rifiuti, ha limitato le terapie al solo caso di necessità; negli altri casi

il soggetto può rifiutare anche se tale scelta gli comporta una diminuzione permanete. Altro

problema riguarda l’eutanasia ossia il rifiuto di curarsi, dove tale rifiuto è lecito solo se

passiva,

è diretto a perseguire l’interesse a morire naturalmente salvaguardando la propria dignità.

Il afferma che ogni soggetto è libero di disporre del proprio

principio di libertà di autodeterminarsi

corpo senza alcun limite dettato dall’integrità fisica o dalla salute; a tale principio si oppongono molti

dottrinari che affermano che la salute è non solo un diritto, ma un dovere, cioè l’uomo ha il dovere

inderogabile di provvedere alla conservazione della propria salute.

74. Natura degli atti di disposizione. Gli atti di disposizione del corpo non possono essere intesi come

atti di disposizione delle situazioni patrimoniali, perché dagli atti di disposizione del corpo il soggetto

può trarre solo la realizzazione ottimale della personalità.

consenso

Per gli atti di disposizione del corpo, il ha un ruolo fondamentale: deve essere reale,

e conferisce al destinatario la facoltà di compiere determinati atti che senza il

consapevole, revocabile

consenso sarebbero considerati illeciti.

75. Atti di disposizione e legislazione speciale. Tra gli atti di disposizione del corpo troviamo:

tale atto è consentito ai genitori, ai

disposizione del rene al fine di trapianto terapeutico;

figli, ai fratelli del paziente e, in assenza di questi, a donatori esterni, inoltre deve essere

tassativamente a Affinché si possa procedere al trapianto è necessaria

titolo gratuito.

l’autorizzazione del giudice, che constata se il disponente è legalmente e naturalmente capace di

e se è

agire consapevole delle conseguenze personali;

ultimamente tale materia è stata disciplinata con il

prelievi di organi o tessuti da cadaveri;

principio del consenso espresso dal soggetto e tale dichiarazione nega ai familiari di opporsi

all’espianto. Non possono essere espiantati l’encefalo e le ghiandole sessuali e il consenso del

soggetto può essere espresso o palesemente in vita, manifestando la propria volontà all’espianto,

oppure con dichiarazione all’ASL; le donazioni di sangue e plasma devono essere a

donazione di sangue a fini trasfusionali;

titolo gratuito e fatte da persona legalmente capace; non devono, logicamente, compromettere

permanentemente l’integrità fisica;

l’adeguamento dei caratteri sessuali è fatto solo previa autorizzazione

mutamento del sesso;

del tribunale che verifica il reale mutamento psicologico e la capacità del soggetto;

la gravidanza può essere interrotta se essa può comportare un

interruzione della gravidanza;

serio pericolo alla salute fisica o psichica della madre, previa autorizzazione del medico, oppure

volontariamente entro 90 giorni;

riguarda i controlli medici che vengono effettuati agli atleti delle attività

attività sportiva;

agonistiche.

124

76. Atti di disposizione di parti staccate del corpo e maternità surrogata. Le parti staccate del proprio

corpo diventano, al momento del distacco, oggetto di proprietà della persona della quale si distaccano,

o se appropriabili da terzi per occupazione.

derelictae,

Esse sono non solo i capelli e il sangue, ma anche gli organi, i tessuti, le cellule somatiche, il DNA, gli

zigoti e gli embrioni; tali parti non possono essere utilizzate dall’uomo come fonte di profitto, infatti, la

compravendita di parti del corpo è NULLA.

È dichiarato nullo anche il contratto con il quale una donna si lascia impiantare un embrione e porta a

termine una gravidanza rinunciando al diritto di madre; la nullità si ricerca nella illiceità della causa

(maternità surrogata).

Molti problemi sorgono soprattutto in merito alla l’inseminazione

fecondazione artificiale:

artificiale è quando il seme proviene dal marito, è se proviene da un donatore.

omologa eterologa

Manca, tuttavia, per questa materia una determinata e specifica disciplina: difatti esempio tangente di

ambiguità è la possibilità del padre di disconoscere il figlio nato da inseminazione eterologa, anche se il

padre ne aveva dato il consenso: in questo caso il marito non è padre biologico.

125 C. Singoli Contratti.

77. Premessa. Esistono moltissimi tipi di contratti, ciascuno dotato di un peculiare regolamento;

bisogna fare la differenza tra contratti tipici e contratti atipici:

• per i è prevista dall’ordinamento una determinata e specifica disciplina;

contratti tipici

• i invece, sono rimessi all’espressione creativa dell’autoregolamentazione.

contratti atipici, a. Contratti relativi al trasferimento di situazioni.

78. Compravendita. L’art. 1470 c.c. definisce la come “il contratto che ha per oggetto

compravendita

il trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di

un prezzo”.

La compravendita realizza quindi un trasferimento di proprietà o di un altro diritto; essa, di regola, è ad

cioè la proprietà o il diritto si trasmettono e si acquistano per “effetto del consenso

effetti reali,

legittimamente manifestato dalle parti”. È un contratto consensuale ad effetti reali.

Tuttavia, esistono situazioni che non permettono immediatamente il trasferimento della proprietà o del

diritto: si parla di quando il contratto di compravendita genera a carico

vendita con effetti obbligatori

del venditore l’obbligo di fare acquistare la proprietà della cosa al compratore.

La vendita ad effetto obbligatorio si distingue dalla vendita con riserva di gradimento e dalla vendita

con riserva di proprietà, perché in questi ultimi 2 casi non sorge l’obbligo per il venditore di fare

acquistare la proprietà della cosa al compratore:

• nella la vendita e il conseguente effetto traslativo si

vendita con riserva di gradimento,

perfezionano con il gradimento del compratore;

• nella la vendita e il conseguente effetto traslativo si

vendita con riserva di proprietà,

perfezionano solo con il pagamento dell’ultima rata di prezzo del compratore.

Nella (art. 1275 c.c.) il trasferimento dell’oggetto avviene solo quando tale oggetto

vendita alternativa

sia stato scelto tra due o più oggetti alternativi.

Nella (art. 1378 c.c.) il trasferimento avviene solo dopo la specificazione

vendita di cose generiche

della quantità negoziata indipendentemente dalla consegna.

Nella (art. 1472 c.c.) il trasferimento si realizza solo dopo che la cosa futura è

vendita di cose future

venuta in esistenza; tale vendita è un contratto ad e può produrre

effetti tipici parzialmente sospesi

anche effetti preliminari oltre a quelli finali.

La vendita di cosa futura può avere sia una funzione commutativa che una funzione aleatoria:

• se assume una il compratore si assume il rischio, non della mancata

funzione commutativa,

realizzazione della speranza, ma solo delle normali variazioni che possono avvenire, cosicché,

se la cosa non viene ad esistenza, il contratto è nullo;

• se assume una il compratore si assume il rischio della speranza, cioè,

funzione aleatoria,

anche se la cosa non è venuta ad esistenza, parzialmente o totalmente, egli ha l’obbligo di

pagare il prezzo.

La produce l’obbligo per il venditore di acquistare la cosa dal proprietario per

vendita di cosa altrui

trasmetterla al compratore: la trasmissione della proprietà opera automaticamente nel momento in cui il

venditore acquista il bene dal terzo

La vendita di cosa altrui si differenzia dal contratto preliminare, perché nel la

contratto preliminare

proprietà sosta prima nel patrimonio del venditore ed è necessaria una nuova dichiarazione di volontà

del compratore.

Nella vendita di cosa altrui l’inadempimento del venditore comporta il risarcimento del danno; se il

venditore inadempiente ha dichiarato propria l’altrui cosa, il compratore può richiedere oltre alla

risoluzione del contratto anche il risarcimento del danno.

Nel caso di il compratore può richiedere la risoluzione del

vendita di cosa parzialmente altrui

contratto e il risarcimento del danno solo se non ha conseguito l’intera proprietà della cosa, altrimenti

può ottenere solo una riduzione del prezzo.

126

L’art. dispone che con la titolarità del diritto si trasferiscono anche i rischi derivanti da

1465 c.c.

perimento o deterioramento fortuito della cosa; tuttavia, tale regola è derogata qualora la vendita è

sottoposta a condizione sospensiva e l’impossibilità sopravvenuta si verifichi prima della condizione.

Regole particolari sono dettate per la vendita di cose viaggianti o da consegnare all’arrivo.

Un elemento essenziale della compravendita è il inteso come corrispettivo in denaro: esso deve

prezzo,

essere determinato o almeno determinabile. Esso può essere accordato dalle parti oppure da un terzo

arbitratore: se manca tale arbitratore, il tribunale può nominare un nuovo arbitratore. Il prezzo è

dichiarato indeterminato quando la determinazione del terzo è soggetta ad approvazione delle parti

oppure quando tale determinazione è rimessa ad una delle parti. Appunto perché il prezzo è un

elemento essenziale della compravendita, il codice detta una serie di criteri legali utilizzati dal giudice:

nel caso si parli di compravendita di cose il cui prezzo è fissato

criterio del prezzo imposto,

dalle autorità;

criterio del prezzo normalmente praticato dal venditore;

● criterio del prezzo di mercato o della quotazione di borsa.

Per quanto riguarda la forma e la pubblicità del contratto di compravendita, è richiesta la forma scritta a

pena di nullità solo per la vendita di immobili e beni mobili registrati. Oggi è possibile trascrivere

anche il contratto preliminare di compravendita e tale trascrizione ha solo un effetto prenotativo

limitato nel tempo.

79. Segue. Gli obblighi del venditore. Il venditore ha una serie di obblighi da rispettare: obbligo

inerente alla traslazione è quello di far acquistare al compratore la proprietà della cosa o del diritto;

obbligo inerente all’acquisto del possesso è quello di consegnare il bene venduto al compratore.

Per quanto riguarda la la legge disciplina che la cosa deve essere consegnata nello stato nel

consegna,

quale era al momento della vendita con gli accessori, i frutti e i documenti; obbligo del venditore è

quello di custodire la cosa fino al momento della consegna. La consegna deve avvenire nel luogo in cui

la cosa si trovava al tempo della vendita oppure nel luogo dove il venditore ha domicilio oppure dove

quest’ultimo (il venditore) ha impresa oppure, ancora, dallo spedizioniere o vettore.

Il venditore ha l’obbligo di garantire al compratore che la cosa non è viziata da ossia quando

evizione,

dopo la vendita un terzo rivendica con successo la proprietà della cosa e il compratore ne perde la

proprietà. L’evizione può essere totale, minore o parziale.

In caso di se il terzo ancora non ha iniziato il giudizio, il compratore può sospendere il

evizione totale,

pagamento del prezzo; se il terzo ha rivendicato con successo la proprietà della cosa sottraendola al

compratore, quest’ultimo (il compratore), salvo nel caso in cui la vendita è fatta a rischio e pericolo del

compratore, può richiedere oltre alla risoluzione anche la restituzione del prezzo e il risarcimento del

danno indipendentemente da dolo o colpa del venditore.

L’evizione è quando un terzo ha nei confronti della cosa diritti di godimento non apparenti e

minore

non dichiarati che diminuiscono il libero godimento del compratore: in questi casi, il compratore può

richiedere o la risoluzione del contratto oppure una riduzione del prezzo con la possibilità di chiedere il

risarcimento del danno.

L’evizione si ha quando un terzo rivendica con successo la proprietà di una porzione del bene:

parziale

anche in questo caso, il compratore può o risolvere il contratto o una chiedere una diminuzione del

prezzo con risarcimento del danno.

Il compratore, convenuto in giudizio da un terzo che pretende di avere diritti sulla cosa venduta, ha

l’obbligo di chiamare in causa il venditore; se non lo fa ed è condannato con sentenza passata in

giudicato, egli (il compratore) perde il diritto alla garanzia se il venditore dimostra che esistono ragioni

sufficienti per impedire l’evizione; il compratore perde lo stesso la garanzia se riconosce il diritto del

terzo e non prova che non esistono ragioni sufficienti per impedire l’evizione.

127

Il venditore ha l’obbligo di garantire al compratore che la cosa non ha cioè vizi materiali, e

vizi occulti,

che non ha ossia che la cosa è viziata al punto tale da non essere idonea all’uso a cui è

vizi redibitori,

destinata. La garanzia non è dovuta quando i vizi occulti o erano a conoscenza del compratore o il

compratore poteva riconoscerli con la normale diligenza, oppure quando il compratore ha alienato o

trasformato la cosa.

Il compratore può fare di vizi entro 8 giorni pena la decadenza: il termine di decadenza

denuncia

decorre dal giorno della consegna se si tratta di vizi apparenti, decorre dal giorno della scoperta se si

tratta di vizi occulti. Tale denuncia non è necessaria quando il venditore abbia riconosciuto il vizio o

l’abbia occultato.

L’azione di denuncia si prescrive entro 1 anno dalla consegna.

Il compratore, in sede di giudizio, può scegliere o l’azione con la quale chiede la

redibitoria,

risoluzione del contratto e il rimborso del prezzo, o l’azione con la quale chiede la

estimatoria,

riduzione del prezzo e, se lo ha già pagato, il suo parziale rimborso.

Il compratore può chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento nel caso in cui al momento

della consegna il venditore abbia scambiato la cosa (es: aceto invece di vino); tale azione è soggetta a

termini ordinari di decadenza e prescrizione.

Se, invece, vi è errore del compratore sulla qualità della cosa, egli (il compratore) può chiedere l’azione

di annullamento per errore e tale azione si prescrive in 5 anni.

80. Segue. Gli obblighi del compratore. L’obbligo del compratore è quello di pagare il prezzo nel

tempo e nel luogo fissato: il pagamento, in mancanza di accordi, va fatto al momento della consegna

nel luogo nel quale questa (la consegna) o per legge o per patto deve avvenire, altrimenti al domicilio

del venditore.

In caso il compratore non si presenti per ricevere la cosa o non paghi il prezzo nel termine stabilito, il

venditore può o esperire la incassando il ricavato e

vendita all’incanto in danno al compratore,

domandando un risarcimento, oppure può richiedere la risoluzione del diritto di vendita.

Il venditore per avvalersi della risoluzione deve comunicare la scelta al compratore entro 8 giorni dalla

scadenza del termine per il pagamento; in difetto vale la risoluzione per inadempimento.

A carico del compratore sono poste o per legge o per patto le spese della compravendita e le altre spese

accessorie.

81. Segue. Discipline particolari e patti particolari. Norme specifiche sono dettate per alcuni tipi di

compravendite con riferimento all’oggetto:

• la vendita si perfeziona con la comunicazione del

vendita con riserva di gradimento:

gradimento del compratore al venditore;

• la vendita è sottoposta a condizione sospensiva che consiste nell’idoneità o

vendita a prova:

meno della cosa;

• la vendita è sottoposta a risoluzione se la cosa venduta è anche

vendita su campione:

lievemente difforme dal campione;

• in questo caso la risoluzione è possibile solo se la difformità

vendita su tipo di campione:

della cosa venduta dal campione è notevole;

• tale vendita ha per oggetto cose mobili rappresentate da documenti, i

vendita su documenti:

quali attribuiscono a chi li possiede il diritto di ottenere la consegna delle cose dal detentore e il

potere di disporne;

• tale vendita ha per oggetto cose viaggianti e tra i relativi

vendita di cose viaggianti:

documenti trasmessi al compratore vi può essere anche la polizza di assicurazione contro i

rischi del trasporto che è in generale a carico dello stesso compratore;

• in questo caso il pagamento del prezzo del

vendita fronte pagamento a mezzo banca:

compratore è fatto tramite banca incaricata dal venditore; se il compratore si rifiuta di pagare il

venditore si può rivolgere direttamente al compratore;

128 • in questa vendita la somma da pagare dal compratore comprende il prezzo della

vendita cif:

cosa venduta (cost), delle spese di assicurazione (insurance) e del trasporto (freight);

• la somma da pagare dal compratore comprende oltre alle spese della clausola cif

vendita fob:

anche le spese di caricamento nel trasporto.

La è il patto dove il venditore si riserva il diritto di riavere la

compravendita con patto di riscatto

cosa venduta mediante la restituzione del prezzo e dei rimborsi stabiliti dalla legge (art. 1500 c.c.). Tale

istituto è utilizzato da chi ha bisogno di liquidità e pensa di recuperare in seguito il bene venduto; il

diritto di riscatto non può essere ceduto dal venditore ad un terzo.

Il trasferimento avviene immediatamente e il riscatto opera con retroattività reale, cioè il venditore ha

diritto a ricevere la cosa esente da pesi o ipoteche, ma ha tuttavia il dovere di rispettare le locazioni

fatte senza frode, la cui durata non supera i 3 anni.

Il deve essere esercitato entro 2 anni dalla vendita per i beni mobili e entro 5 anni

diritto di riscatto

per i beni immobili; il codice dispone che il prezzo per il riscatto deve essere uguale al prezzo della

compravendita maggiorato dei rimborsi.

Il legislatore dichiara la perché è un modo

nullo vendita con patto di riscatto a scopo di garanzia,

per eludere il divieto del patto commissorio, con il quale viene aggravata non solo la situazione del

venditore-debitore, ma anche quella degli altri creditori del venditore.

Con il il debitore-venditore si accorda con il creditore-compratore affinché, in

patto commissorio

mancanza del pagamento, cioè del riscatto, la proprietà della cosa passa al creditore-compratore.

Il patto di riscatto è differente dal patto di retrovendita, perché il è ad effetti

patto di retrovendita

obbligatori e quindi il compratore ha l’obbligo di rivendere il bene al venditore;

il trasferimento del bene dal compratore al venditore non è automatico, ma avviene con un successivo

atto e non valgono i limiti di tempo e di prezzo stabiliti dal patti di riscatto.

Nella il trasferimento della proprietà si ha con la conclusione del contratto e il prezzo è

vendita a rate

dilazionato in rate; diversa, invece, è la vendita con riserva di proprietà.

La a differenza della vendita a rate, è caratterizzata dal fatto che il

vendita con riserva di proprietà,

prezzo è dilazionato in rate, ma la proprietà della cosa passa al compratore solo con il pagamento

dell’ultima rata; infatti, fino a quel momento, egli (compratore) non può disporre della cosa

liberamente, e se aliena la cosa a terzi dovrà comunque pagare le rate ed il contratto stipulato con i terzi

è ritenuto valido se questi erano in buona fede.

Il compratore si assume tutti i rischi di perimento o altro pericolo derivante anche da terzi.

Se il compratore non paga le rate si verifica risoluzione del contratto; tuttavia il non pagamento di una

rata che non supera l’ottava parte del prezzo non provoca la risoluzione.

In caso di risoluzione, al compratore spetta il rimborso delle rate, e al venditore spetta un equo

compenso per l’uso della cosa e il risarcimento del danno.

Nella se il compratore ha concluso un affare con il venditore

vendita fuori dai locali commerciali,

fuori dai locali commerciali, egli (compratore) entro 7 gg. può recedere dal contratto; tale disposizione

è estesa anche alle come le vendite per corrispondenza, mezzo TV, ecc….. La ratio

vendite aggressive

del diritto del compratore di recedere dal contratto si basa sul principio che il compratore ha diritto ad

essere informato sui termini e sui dettagli del contratto. Il recesso opera quando il venditore non

adempie l’obbligo d’informazione e provoca lo scioglimento del contratto con i rispettivi obblighi di

restituzione della merce e della caparra o del prezzo.

Le sono disciplinate da convenzioni internazionali.

vendite internazionali

82. Cash and carry. Il che letteralmente vuol dire ”prendi e porta via”, è una forma di

cash and carry,

vendita self-service fra un grossista e dei soggetti autorizzati all’acquisto; tale fenomeno noto negli

USA ora è molto diffuso anche in Europa.

Le caratteristiche del cash and carry sono: l’esistenza di un grossista e di un compratore autorizzato, la

vendita self-service, prelevamento e trasporto della merce del compratore, pagamento in contanti.

129

Per la legge tale tipologia di vendita è autorizzata solo ai grossisti e ai soggetti autorizzati, e non è

possibile svolgere nello stesso punto vendita l’esercizio congiunto di vendita all’ingrosso e al dettaglio.

Il cash and carry ha dei vantaggi sia per il compratore che per il venditore perché velocizza l’economia

e riduce i costi.

83. Permuta. La si differenzia dalla vendita perché è lo scambio non di cosa con prezzo, ma

permuta

di cosa con cosa; se ad una cosa scambiata è aggiunta una somma di denaro, ci troviamo di fronte ad un

contratto misto.

La cosa può essere scambiata per ottenere o un diritto di proprietà, o un diritto minore, o un credito; la

permuta può essere costituita anche tra una cosa presente e una cosa futura e si realizzerà solo quando

la cosa futura sarà venuta in esistenza.

La permuta è un contratto a e è regolata da una specifica disciplina.

titolo oneroso consensuale;

84. Contratto estimatorio. Il è quel contratto con il quale una parte (tradens)

contratto estimatorio

consegna una o più cose mobili ad un'altra parte (accipiens) il quale si obbliga a pagare il prezzo

prefissato salvo la scelta di restituire le cose ricevute entro un termine stabilito (art. 1556 c.c.). La

finalità di tale contratto è quella di prevenire il rischio di insuccesso di vendita; nel momento della

consegna l’accipiens acquisisce il potere di disporre liberamente, mentre il pagamento del prezzo è

condizionato alla scelta di tenere o restituire la merce.

Il contratto estimatorio è contratto e con la consegna l’accipiens si carica il rischio del perimento

reale

delle cose; tuttavia le cose non entrano a far parte del suo patrimonio e quindi i suoi creditori non

potranno soddisfarsi su queste cose.

85. Somministrazione. La (art. 1559 c.c.) è il contratto con il quale una parte

somministrazione

(somministrante), periodicamente o continuatamene si obbliga a fornire delle cose, accordate con

l’altra parte (somministrato), previo pagamento del prezzo stabilito.

La somministrazione può essere:

• quando il prezzo è pagato a ogni singola fornitura,

periodica,

• quando il pagamento avviene secondo determinate scadenze.

continuata,

Le date di fornitura sono fissate dal somministrato e devono essere comunicate al somministrante entro

un adeguato termine.

Le parti posso anche decidere di inserire nella somministrazione la clausola d’esclusiva:

• l’esclusiva impedisce al somministrato di ricevere la

se è a favore del somministrante,

fornitura da altri;

• l’esclusiva impedisce al somministrante di fornire terzi nella

se è a favore del somministrato,

zona determinata.

La somministrazione si differenzia:

• perché la ha per oggetto un l’appalto un

dall’appalto, somministrazione dare, fare;

• perché la è ad la è ad

dalla vendita, vendita effetti reali, somministrazione effetti

obbligatori;

• perché la è un'unica la

dalla vendita obbligatoria, vendita obbligatoria prestazione,

è una

somministrazione pluralità di prestazioni;

• perché in quest’ultima la ripartizione nel tempo della cose

dalla vendita a consegne ripartite,

vendute non configura una pluralità delle prestazioni.

La e il sono elementi essenziali della somministrazione: affinché si realizzi un

durata termine

inadempimento, il deve essere se il somministrato è lievemente

ritardo importante e notevole;

inadempiente, il somministrante non può sospendere l’esecuzione senza un adeguato preavviso.

Le parti possono recedere dal contratto solo dopo aver comunicato la scelta entro un adeguato termine e

le prestazioni già eseguite sono irripetibili.

86. Concessione di vendita. La è il contratto con il quale una parte

concessione di vendita

(concessionario) s’impegna ad acquistare e poi rivendere i prodotti finiti da una determinata impresa; è

un contratto molto utilizzato, ma è

atipico socialmente tipico.

130

Con la concessione di vendita si configura per il concessionario il potere-dovere di utilizzare

determinati prodotti, e il potere-dovere di utilizzare, nella propria impresa, il marchio e l’insegna del

produttore-fornitore; tale fatto è finalizzato a reciproci vantaggi pubblicitari.

Il concessionario è anche obbligato a praticare i prezzi e le condizioni imposte dal produttore.

87. Mutuo. (art. 1813 c.c.) Il è il contratto con il quale una parte (mutuante) consegna ad

mutuo

un’altra parte (mutuatario) una determinata quantità di denaro o di altre cose fungibili con l’obbligo

del mutuatario di restituire cose delle stessa specie o della stessa qualità delle cose ricevute. Il mutuo si

configura come prestito, ma a differenza del che è un il è un

comodato prestito d’uso, mutuo prestito

di consumo.

Una tipologia di mutuo molto frequente è il che ha per oggetto una

mutuo con funzione creditizia

somma di denaro; in questo caso la maggior parte delle volte però questo fatto

mutuante è la banca,

non configura il mutuo come un contratto bancario.

Il mutuo è un contratto che si perfeziona con la consegna della cosa; il mutuatario acquista

reale

immediatamente la proprietà della cosa mutuata.

Le parti prima di accordare il mutuo possono concludere una nel caso tale

promessa di mutuo;

promessa non è rispettata da una parte, l’altra parte non può chiedere l’esecuzione in forma specifica,

ma può chiedere solo un risarcimento. Tuttavia, il mutuante può legittimamente rifiutarsi ad adempiere

alla promessa di mutuo, nel caso le condizioni patrimoniali dell’altra parte facciano presumere che la

restituzione sia difficile.

Le parti possono concludere anche un e tale contratto è

mutuo consensuale atipico.

Il mutuo generalmente è un contratto in quanto il mutuatario è tenuto non solo alla

oneroso,

restituzione di cose della stessa qualità o specie della cosa ricevuta (tantundem), ma deve

corrispondere anche gli interessi che sono calcolati o con un tasso legale o con un tasso scelto dalle

parti; il tasso scelto dalle parti però non deve essere eccessivamente oneroso e quindi non deve essere

un tasso usurario. Il mutuo può essere anche a titolo gratuito.

Con il mutuo si configura un’obbligazione per il mutuatario: la restituzione deve essere

di restituire

eseguita nei termini stabiliti nel contratto e tali termini possono essere scelti o dalle parti o dal giudice;

le parti possono anche scegliere la restituzione della cosa mutuata e nel caso il mutuatario non

rateale

paga anche una sola rata, il mutuante può chiedere l’immediata restituzione dell’intera cosa mutuata.

Questo potere del mutuante è però sottoposto ad interpretazione del giudice che valuta la gravità

dell’inadempimento e delle circostanze.

La legge o le parti possono stabilire che le somme mutuate siano impiegate per una specifica

destinazione; è l’esempio dei (mutuo

mutui a tasso agevolato di scopo).

88. Factoring. Il è un contratto con il quale un’impresa cede, al fine di ottenere un

factoring

corrispettivo, i propri crediti presenti e futuri ad una società di factoring che può essere una società di

credito o altra società iscritta all’albo.

Il può svolgere diversi compiti rispetto ai crediti dell’imprenditore: può curarne la riscossione

factor

come mandatario, può acquistare alcuni crediti, può garantire in prima persona tali crediti oppure lascia

il rischio all’imprenditore, ecc…..

Quando il factor diventa proprietario dei crediti cedutigli deve pagare un corrispettivo che di solito è

dilazionato nel tempo; tuttavia il factor può scegliere quali crediti acquistare e quali no, oppure può

anche solo occuparsi della gestione e riscossione.

Proprio perché il factor svolge molte funzioni è difficile configurare una precisa giustificazione causale

e una precisa natura del contratto: secondo alcuni il contratto è perché la cessione dei crediti ha

atipico,

un ruolo marginale, secondo altri il contratto è perché obbligato è il solo

preliminare unilaterale,

cedente che deve concludere i successivi contratti.

Il factor può acquistare non solo crediti presenti, ma anche crediti futuri.

Per quanto riguarda la solvenza dei crediti ceduti, essa (solvenza) può essere garantita

dall’imprenditore (pro-solvendo), oppure può essere a rischio del factor (pro-soluto).

Per quanto riguarda i conflitti fra più cessionari, se l’imprenditore cede tutti i crediti alla società di

factoring e cede un solo credito ad un terzo, tra la società di factoring e il terzo prevarrà chi

131

per primo: notifica la cessione al debitore, riceve l’accettazione, o effettua il pagamento al cedente.

Per agevolare l’opponibilità ai terzi, il factor può comunicare la cessione di tutti i crediti presenti e

futuri ai debitori, senza ripetere tale comunicazione ogni volta che si presenta un credito.

b. Contratti relativi al godimento e alla utilizzazione di beni

89. Locazione. La è il contratto con il quale una parte (locatore) cede ad un'altra parte

locazione

(conduttore) il godimento di una cosa mobile o immobile, per un tempo determinato, contro il

corrispettivo di un prezzo denominato canone.

Il locatore gode indirettamente della cosa, perché riceve un corrispettivo, conservando la titolarità sulla

cosa locata; il conduttore consegue direttamente il godimento della cosa anche se non è il proprietario.

La locazione è un contratto perché se fosse sarebbe un è un

a titolo oneroso, gratuita comodato;

contratto in quanto è necessario il consenso fra le parti e ad in

consensuale, efficacia obbligatoria,

quanto non c’è un effetto traslativo, ma solo un obbligo a lasciar godere.

Per quanto riguarda la essa è salvo per i contratti di locazione di cosa immobile con

forma, libera,

durata ultranovennale dove la forma è scritta.

Il contratto di locazione può essere a tempo determinato o indeterminato:

• se è la locazione non può eccedere i 30 anni e alla scadenza cessa

a tempo determinato,

automaticamente, senza la necessità di disdetta; nel caso sia scaduto il termine, e il conduttore

gode ancora della cosa locata con il consenso del locatore, la locazione si ritiene rinnovata

tacitamente e si ha una nuova locazione a tempo indeterminato;

• se è il tempo di durata della locazione è stabilito dalla legge secondo

a tempo indeterminato,

il bene oggetto della locazione, e cessa solo se alla scadenza del termine legale, il locatore ha

comunicato la disdetta al conduttore, altrimenti la locazione si ritiene rinnovata tacitamente e si

ha una nuova locazione a tempo indeterminato.

I vari tipi di locazione si differenziano per l’oggetto dato in locazione:

• (automobili) (libri): non va confusa con il

locazione di beni mobili registrati e non registrati

perché in quest’ultimo caso il conduttore è obbligato ad utilizzare il bene secondo le

noleggio,

indicazioni fornite dal noleggiatore;

• che ha per oggetto immobili urbani;

locazione urbana,

• locazione che ha per oggetto beni produttivi.

affitto,

Gli sono:

obblighi del locatore

far godere la cosa liberamente al conduttore;

1. consegnare la cosa in buono stato: il locatore deve anche occuparsi del suo mantenimento,

2.

salvo per i beni mobili, dove la conservazione spetta al conduttore. Nel caso il locatore non

consegni la cosa in buono stato, e quindi la cosa è affetta da vizi occulti che la rendono non

idonea all’uso, il conduttore può chiedere oltre al risarcimento del danno, o la risoluzione del

contratto, o la riduzione del canone;

garantire il pacifico godimento: il locatore non deve disturbare il godimento del conduttore e

3.

deve impedire che le molestie possano provenire da terzi. Se le molestie sono di (rumori),

fatto

il conduttore può esercitare l’azione se le molestie sono di (es.:

di manutenzione; diritto

pretesa del diritto di usufrutto da parte di un terzo), la garanzia è offerta dal locatore che è

chiamato in causa. Se l’azione del terzo ha successo, il conduttore può chiedere o la risoluzione

del contratto o la riduzione del prezzo.

Gli sono:

obblighi del conduttore

prendere in consegna la cosa;

1. pagare il corrispettivo;

2. utilizzare la cosa secondo l’uso stabilito nel contratto: il conduttore deve usare la cosa con la

3.

diligenza del buon padre di famiglia ed è responsabile dei danneggiamenti e della

132 distruzione della cosa, salvo la prova della sua estraneità; egli è responsabile anche del danno

provocato dal terzo al godimento della stessa cosa;

restituire la cosa al termine della locazione: se il conduttore non restituisce la cosa è

4.

considerato in mora e deve pagare il canone fino alla consegna, oppure offre il risarcimento;

obbligo strumentale di custodia;

5. oneri accessori a carico del conduttore: se si tratta di locazione abitativa, il conduttore oltre al

6.

canone, deve pagare anche le spese di ordinaria gestione condominiale.

Se il conduttore apporta dei miglioramenti o delle addizioni alla cosa presa in locazione, egli non ha

diritto ad un indennizzo da parte del locatore, salvo patto diverso; il conduttore non può staccare le

addizioni apportate alla cosa presa in locazione se tale staccamento provoca danni irreversibili alla

cosa.

Per quanto riguarda la essa si differenzia in sublocazione parziale o totale;

sublocazione,

• in caso di il conduttore può sublocare la cosa, solo se non è vietato nel

sublocazione parziale,

contratto, con l’obbligo di avvisare il locatore;

• in caso di il conduttore non può sublocare senza il consenso del locatore,

sublocazione totale,

perché la sublocazione si configura come una cessione di contratto.

Con la sublocazione s’instaurano rapporti tra il locatore e il subconduttore, in quanto il locatore può

chiedere il pagamento del canone al subconduttore.

La legge prevede che altre persone possano succedere al conduttore nel rapporto con il locatore e

queste persone sono: il coniuge, gli eredi, i parenti, e gli affini.

Le hanno per oggetto edifici o appartamenti; tale disciplina è stata modificata

locazioni urbane

dall’inserimento di una nuova disciplina che, oltre ad imporre la forma scritta, ha dettato due modelli di

conclusione del contratto di locazione: tale

1. modello della conclusione del contratto caratterizzato dalla libera contrattazione:

modello prevede che il contratto non deve essere inferiore ai 4 anni, prevede la rinnovazione

automatica per il contratto alla prima scadenza, prevede che se il locatore volesse vendere

l’immobile, al conduttore spetta il diritto di prelazione.

2. modello della conclusione del contratto caratterizzato dall’operazione di contratti-tipo:

tale modello prevede che le parti possano determinare il contratto in base ad accordi stabiliti a

livello nazionale tra organizzazioni di locatori ed organizzazioni di conduttori; prevede anche

che il contratto, alla prima scadenza, è prorogato di 2 anni, salvo disdetta del locatore.

Per quanto riguarda le la disciplina prevede che le parti possano concordare

locazioni non abitative,

liberamente la misura del canone, aggiornandolo, di volta in volta, in base al costo della vita: tale

contratto ha durata di 6 anni ed è di 5 anni per le dove è prevista una rinnovazione

attività alberghiere,

tacita se nessuna delle parti comunica all’altra la disdetta.

Per quanto riguarda la il conduttore può comunicare disdetta, e

disdetta nelle locazioni non abitative,

quindi recedere dal contratto prima del termine, solo per gravi motivi, mentre il locatore può

comunicare disdetta, e recedere dal contratto prima della scadenza, solo per determinate ragioni.

Nella locazione non abitativa, al conduttore è riconosciuto il l’immobile, o di

diritto di sublocare

cedere il contratto a terzi, anche senza il consenso del locatore.

Al conduttore è riconosciuto anche il nel caso il locatore volesse vendere

diritto di prelazione

l’immobile; il locatore ha l’obbligo di notifica al conduttore che può esercitare la prelazione entro 60

gg. e se il locatore non ha notificato la sua scelta al conduttore, quest’ultimo (conduttore) può riscattare

l’immobile dall’acquirente (prelazione reale).

Nel caso di al conduttore, alla fine della locazione, spetta un’indennità

locazione ad uso commerciale,

per la perdita di avviamento, cioè della clientela.

90. Affitto. (art. 1615 c.c.) L’affitto è la locazione di cose mobili o immobili produttive; all’affittuario,

cioè colui che riceve in consegna il bene produttivo, spettano di diritto i frutti e le utilità della cosa.

L’affitto fa nascere degli obblighi e dei diritti per il locatore.

133

Gli sono: di consegnare la cosa con gli accessori che servono per l’uso e per la produzione a

obblighi

cui è destinata, di pagare le spese di riparazione straordinaria;

i sono: di controllare che il conduttore rispetti i suoi obblighi e di risolvere il contratto se tali

diritti

obblighi non sono rispettati.

L’affitto fa nascere anche degli obblighi e dei diritti per l’affittuario.

Gli sono: di pagare l’affitto, di non modificare la destinazione economica della cosa, di

obblighi

osservare le regole della buona tecnica;

i sono: migliorare la produttività della cosa, di subaffittare la cosa senza il consenso del locatore.

diritti

Le parti possono dal contratto dando il preavviso entro un adeguato termine; tuttavia il

recedere

contratto d’affitto si può sciogliere per interdizione, inabilitazione, o insolvenza dell’affittuario.

Nel caso l’affittuario muoia, i suoi eredi entro 6 mesi possono decidere di recedere dal contratto.

91. Affitto di fondo rustico. L’affitto è il contratto con il quale il si obbliga a

di fondo rustico locatore

far godere all’affittuario di un fondo rustico, contro un corrispettivo in denaro.

L’affittuario, se è un gode di una serie di agevolazioni come il pagamento di un

coltivatore diretto,

canone inferiore, il diritto di prelazione, ecc…..

Per s’intende un terreno colto e produttivo senza tener conto delle dimensioni.

fondo

Gli sono:

obblighi del locatore

consegnare il fondo rustico e tutti gli accessori in condizioni tali da essere utilizzati per l’uso

1.

a cui è destinato;

garantire il fondo da vizi, da molestie, e garantire l’idoneità del fondo.

2.

La dell’affitto di fondo rustico è di 15 anni e durata diversa è decisa per i territori

durata minima

montani; la durata può anche essere decisa da patti stipulati a livello nazionale.

Le parti possono dal contratto solo dopo un preavviso, comunicato almeno 1 anno prima della

recedere

scadenza.

Il locatore in presenza di inadempimento dell’affittuario può esercitare il suo e

diritto di ripresa,

quindi estinguere il rapporto con la risoluzione per inadempimento; il conduttore può fermare tale

azione offrendo di sanare il suo inadempimento.

Gli sono: curare e gestire con buona tecnica il fondo, pagare il canone,

obblighi dell’affittuario

restituire il fondo alla scadenza.

Il deve essere tassativamente un importo in denaro che può essere ridotto in caso di calamità o

canone

avversità atmosferiche.

Per quanto riguarda i miglioramenti:

• comportano un aumento del canone;

se sono apportati dal locatore,

• quest’ultimo, alla consegna del bene, avrà diritto ad

se sono apportati dall’affittuario,

un’indennità a seguito dell’incremento di valore di mercato del fondo.

92. Leasing. Il è il contratto con il quale una parte (concedente) si obbliga ad acquistare su

leasing

indicazione di un'altra parte (utilizzatore) un determinato bene per poi darlo in godimento

all’utilizzatore il quale, alla scadenza del termine, ha la possibilità di: acquistare il bene, di rinnovare la

sua utilizzazione o di restituirlo.

L’utilizzatore deve pagare un canone a rate al concedente e si assume tutti i rischi inerenti al bene; alla

scadenza del termine egli può acquistare la titolarità del bene pagando un corrispettivo che di solito è

simbolico.

Secondo che il bene sia suscettibile ad obsolescenza e a deterioramento, il leasing si differisce in:

• che ha per oggetto un bene suscettibile ad obsolescenza e

leasing di godimento

deterioramento; in questo caso il leasing svolge una funzione di finanziamento ed è un rapporto

di durata, in quanto la possibilità dell’utilizzatore di acquistare il bene dipende da una

contrattazione marginale e accessoria;

134 • che ha per oggetto un bene non soggetto ad alterazione, obsolescenza o

leasing traslativo

deterioramento; la sua finalità è quella di far acquistare all’utilizzatore la proprietà della cosa

alla scadenza, in quanto si reputa che il pagamento del canone è già un pagamento anticipato

del prezzo.

Il leasing non ha per tutti la stessa giustificazione causale: infatti, secondo alcuni è un contratto di

affitto o locazione con il godimento del bene; secondo altri è una vendita con riserva di proprietà, in

quanto la titolarità del bene potrebbe essere acquistata con il pagamento dell’ultima rata; secondo altri

ancora è un contratto con mera funzione di finanziamento.

Per quanto riguarda la risoluzione:

• se il leasing è considerato come un la risoluzione non pregiudica le

contratto di durata,

prestazione già eseguite e quindi sono irripetibili;

• se il leasing è considerato come una all’utilizzatore spetta una restituzione parziale

vendita,

delle rate, mentre al concedente spetta un equo indennizzo per l’utilizzazione del bene.

In caso di il problema del leasing è risolto secondo alcuni con la

fallimento dell’utilizzatore,

disciplina fallimentare, secondo altri sono gli organi fallimentari a decidere se sciogliere o meno il

contratto di leasing.

Il si verifica quando il concedente è anche produttore del bene consegnato

leasing operativo

all’utilizzatore.

Per quanto riguarda il leasing di beni immobili:

• si parla di quando il prezzo finale è elevato e corrisponde al valore reale del bene, e

locazione

il canone versato è considerato come pagamento del solo godimento:

• si parla di quando il prezzo finale è basso e non corrisponde al valore reale del bene,

vendita

ed il canone versato è considerato come pagamento rateizzato del valore del bene.

Altro problema riguarda la del diritto dell’utilizzatore dell’acquisto finale, in quanto il

tutela

concedente, durante il contratto, potrebbe alienare il bene a terzi.

Una variazione del leasing è il esso è il contratto con il quale un imprenditore

sale and lease back:

vende un suo bene al concedente che poi glielo concede in leasing; la funzione di questo contratto è

quella di fornire un’immediata liquidità all’imprenditore, senza perdere l’utilizzazione del bene. Esso

ha anche una funzione di garanzia e non elude il divieto del patto commissorio, perché l’ammontare dei

canoni è proporzionale al valore del bene, e non vi è quindi quella sproporzione tra il bene offerto e il

credito.

93. Comodato. (art. 1803 c.c.) Il (quasi commodo datum) è il contratto con il quale una parte

comodato

(comodante) dà ad un’altra parte (comodatario) una cosa inconsumabile, mobile o immobile, affinché

possa servirsene per un determinato tempo, con l’obbligo per il comodatario di restituire il bene alla

scadenza.

Il comodato è un contratto perché si perfeziona con la consegna della cosa ed è essenzialmente

reale,

a differenza della locazione che è onerosa.

gratuito,

Il comodato è detto quando a carico del comodatario ci sono gli oneri di manutenzione e

modale,

condominiali, pur conservando la gratuità del contratto.

Il è un perché il comodatario è detentore della cosa e non può disporne;

comodato prestito d’uso,

invece il è un perché il mutuatario, alla consegna, diventa proprietario del

mutuo prestito di consumo,

bene, con l’obbligo di restituire alla scadenza non la stessa cosa, ma una cosa di eguale qualità e

quantità.

Il comodato può avere ad oggetto solo beni inconsumabili, tuttavia può avere ad oggetto anche una

somma di denaro e si parla di comodato ad pompam.

Il comodatario può e deve utilizzare la cosa, a differenza del depositario cui è vietato l’uso.

Il comodato è visto anche come un perché sorgono obbligazioni solo

contratto bilaterale imperfetto,

a carico del comodatario; esse sono: obbligo di custodire la cosa con la diligenza del buon padre di

famiglia, obbligo di utilizzare la cosa entro le funzioni e gli usi determinati dal contratto, obbligo di

non concedere l’utilizzo della cosa comodata a terzi.

135

La violazione di tali obblighi determina la possibilità per il comodante di chiedere la restituzione

immediata della cosa, oltre il risarcimento del danno.

La restituzione può essere chiesta quando c’è bisogno urgente e imprevisto del comodante, o quando il

comodato è stipulato a tempo indeterminato (comodato precario).

Se il comodatario muore, il comodante può richiedere la risoluzione del contratto con la restituzione del

bene.

Gli sono quelli di consegnare la cosa senza vizi, in quanto, se tali vizi recano

obblighi del comodante

danno al comodatario ignaro, il comodante è tenuto al risarcimento del danno subito.

c. Contratti relativi ad esecuzione di opera e servizi.

94. Appalto. L’appalto è il contratto con il quale un soggetto (appaltatore), mediante la sua

organizzazione di mezzi necessari e a proprio rischio, assume l’obbligazione di compiere per un altro

soggetto (committente) un’opera o un servizio contro un corrispettivo di denaro.

L’appaltatore dispone di un’organizzazione di mezzi e assume a proprio rischio la gestione e

l’eventuale inefficienza di tale organizzazione.

L’appalto si differenzia dalla vendita perché ha per oggetto un’obbligazione di fare, mentre la vendita

ha per oggetto un’obbligazione di dare.

Gli appalti possono essere se il committente è un privato, e se il committente è lo

privati, pubblico,

Stato o un ente pubblico.

L’appalto è un contratto a in quanto si fonda sulla fiducia che il committente ripone

intuitu personae,

nell’appaltatore per la sua professionalità: ne consegue che il subappalto può essere fatto

dall’appaltatore solo previa autorizzazione del committente. Il è il contratto con il quale

subappalto

l’appaltatore cede ad un terzo il suo appalto.

L’appaltatore deve eseguire l’opera o il servizio secondo le modalità pattuite.

L’appalto ha forma libera, ma nella pratica esso è fatto per iscritto.

L’appalto essendo un rapporto di durata è sottoponibile a modifiche; il codice disciplina tre ipotesi di

modifica: 1) variazioni concordate tra le parti; 2) variazioni necessarie per l’esecuzione dell’opera a

regola d’arte; 3) variazioni ordinate dal committente.

Il committente, al fine di tutelare il suo interesse a ricevere un ottimo risultato, può verificare l’operato

dell’appaltatore sia durante i lavori, mediante un tecnico che controlla lo svolgimento dei lavori, sia

alla fine dei lavori con il che verifica se il risultato è conforme al progetto. Il collaudo deve

collaudo

essere fatto prima di ricevere la consegna dell’opera, perché, nel momento in cui il committente riceve

la consegna, si ritiene che l’opera sia stata accettata.

Durante l’esecuzione si possono verificare degli eventi che pregiudicano l’esecuzione: se tali eventi

non sono imputabili a nessuno, il rischio è distribuito equamente tra le parti.

Le parti possono sciogliere anticipatamente il contratto: se a recedere è il committente, all’appaltatore

spetta un indennizzo per le spese e i lavori eseguiti. Nel caso l’appaltatore muore, il committente può

decidere di recedere dal contratto se egli non nutre fiducia per gli eredi.

Il corrispettivo per l’appalto è calcolato o rispetto all’opera o rispetto alla misura; il prezzo è

suscettibile a modifiche se si verificano circostanze imprevedibili o in base alla sorpresa geologica.

Tuttavia le parti possono convenire o che il prezzo resti fisso e invariato per l’intera esecuzione oppure

possono decidere che il prezzo sia adeguato automaticamente secondo la clausola Istat.

Il corrispettivo deve essere versato, di regola, solo dopo l’accettazione dell’opera; tuttavia, non è

escluso che può essere pagato man mano secondo gli stati di avanzamento dei lavori.

L’appaltatore deve garantire che l’opera non sia viziata e nel caso lo fosse, è onere del committente

denunciare il vizio entro 60 gg dalla scoperta; il termine di prescrizione dell’azione di denuncia è di 2

anni.

Garanzia più ampia è offerta per gli edifici a lunga durata: i vizi possono essere denunciati entro 10

anni dall’esecuzione e al committente spetta un risarcimento del danno.

136

95. Contratto di opera. Il è il contratto con il quale un soggetto, contro un

contratto di opera

corrispettivo, si obbliga a compiere un’opera o un servizio per un altro soggetto con mezzi propri,

caricandosi del rischio e senza vincolo di subordinazione.

Il contratto di opera ha delle affinità e delle differenze con l’appalto: le sono che nel

differenze

contratto di opera, il soggetto, la maggior parte delle volte artigiano, esegue la prestazione in prima

persona senza usufruire di lavoro subordinato, invece, nell’appalto, l’appaltatore per seguire l’opera

utilizza il lavoro subordinato di altre persone; le sono che in entrambi i contratti vi è

affinità

un’indipendenza tra commissionario e committente e viene applicata la stessa disciplina per

l’esecuzione del rischio.

96. Contratto di prestazione di opera intellettuale. Il è

contratto di prestazione di opera intellettuale

un contratto di opera che ha per oggetto l’esercizio di una professione intellettuale, che richiede

l’iscrizione in appositi albi o elenchi (avvocato, medico, ecc…).

É un contratto ad cioè deve essere svolto personalmente dal professionista il quale

intuitu personae,

non può avvalersi di collaboratori, salvo se è consentito dal contratto o dagli usi: se si avvale dei

collaboratori, il professionista è responsabile dell’operato di questi.

Un requisito fondamentale è che il professionista deve essere iscritto nell’albo o nell’elenco relativo

alla sua professione.

Al professionista spetta un compenso (c.d. che comprende non solo il pagamento della

onorario)

prestazione offerta, ma anche le spese sostenute; tale compenso è determinato o dall’accordo delle parti

o, in mancanza dei tariffari, dal giudice.

Il professionista può ricevere anche un che è un ulteriore confuso per l’opera svolta; egli può

palmario,

anche esercitare il diritto di ritenzione delle cose e dei documenti ricevuti dal cliente, purché tale diritto

sia esercitato solo nel periodo dell’esecuzione della prestazione.

Il cliente può sempre recedere dal contratto, ma al professionista spetta comunque il pagamento del

compenso e il rimborso delle spese; il professionista può recedere dal contratto solo se esiste una giusta

causa e solo se tale recesso non pregiudichi la situazione del cliente.

Il professionista è responsabile solo per dolo o colpa grave; tale responsabilità per il medico e il

chirurgo riguarda il dolo o colpa grave causati dalla loro impreparazione professionale.

97. Mandato. Il (art. 1703 c.c.) è il contratto con il quale un soggetto (mandatario) si

mandato

obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto di un altro soggetto (mandante).

Nel mandato si ravvisa, in generale, solo un interesse del mandante. Tuttavia nell’esecuzione del

mandato si può intravedere anche un interesse del mandatario; è l’esempio di un mandato per una

riscossione di un credito: se il mandatario è un creditore del mandante, è anche suo (del mandatario)

interesse che l’esecuzione vada a buon fine (mandato in rem propriam).

Il mandato può essere:

quando riguarda il compimento di uno o più atti specifici;

speciale;

● quando riguarda il compimento di tutti gli atti del mandante, non comprendendo

generale;

però quelli di straordinaria amministrazione;

il mandatario agisce non solo per conto ma anche per nome del

con rappresentanza;

mandante e l’atto produrrà gli effetti direttamente nella sfera giuridica del mandante;

il mandatario agisce solo per conto del mandante e l’atto produrrà gli

senza rappresentanza;

effetti nella sfera giuridica del mandatario: quest’ultimo poi ha l’obbligo di trasmettere gli

effetti al mandante con un successivo e distinto atto. In questo caso non si creano rapporti diretti

tra mandante e terzo perché l’atto produrrà gli effetti prima per il mandatario e solo dopo per il

mandante.

Il mandato è un contratto consensuale ad effetti obbligatori; esso è un contratto non formale. Tuttavia,

per i mandati con rappresentanza, la procura deve avere la stessa forma richiesta per l’atto da compiere;

è, comunque, richiesta la forma scritta anche per il mandato senza rappresentanza, perché il mandato

svolge la stessa funzione del contratto preliminare, in quanto consiste in un obbligo a ritrasferire.

Il mandato è un contratto per lo più oneroso: il compenso del mandatario è stabilito o dalle parti o dalle

tariffe prestabilite o dal giudice; non si esclude, comunque, un mandato gratuito.

137

Il mandato produce obbligazione per entrambi le parti; esso si differenzia dalla procura perché nel

mandato vi è l’obbligo per il mandatario di compiere atti per conto del mandante, mentre, nella

procura, che è atto unilaterale, non ci sono obblighi per il procuratore di agire per conto del

rappresentato.

Gli sono di: eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia,

obblighi del mandatario

di attenersi alle istruzioni ricevute, di non eccedere dai limiti del mandato, di informare il mandante, di

custodire le cose ricevute dal mandante, di consegnare al mandante le cose ricevute da terzi.

Gli sono di fornire al mandatario i mezzi necessari per l’esecuzione del

obblighi del mandante

mandato, di rimborsare al mandatario le spese e le anticipazioni, di risarcirgli i danni subiti, di pagargli

il compenso.

Il mandatario ha il diritto di soddisfarsi sui crediti pecuniari sorti dagli affari che ha concluso con

precedenza sul mandante e sui suoi creditori.

Il si ha quando il mandato è conferito a più persone: esse possono agire

mandato pluripersonale

disgiuntamente oppure congiuntamente, ma per il mandato congiunto è richiesto il consenso di tutti i

mandatari.

Il è il mandato conferito da più mandanti ad un solo mandatario, ad esempio

mandato collettivo

quando più comproprietari di un immobile conferiscono il mandato a vendere il bene ad un soggetto: la

revoca del mandato ha efficacia solo se fatta da tutti i mandati o se ricorre una giusta causa.

Il mandato si estingue per: scadenza del termine, compimento dell’affare, rinunzia del mandatario,

revoca del mandante per giusta causa salvo che le parti abbiano stipulato una clausola di irrevocabilità.

Il mandato per volontà delle parti può anche non estinguersi nel caso il mandante muoia; è il c.d.

mandato post mortem.

98. Commissione. La è un sottotipo di mandato e più precisamente di mandato senza

commissione

rappresentanza; essa è il contratto con il quale il commissionario si obbliga, con nome proprio, a

stipulare contratti di acquisto o di vendita per conto del committente.

Tale contratto è molto utilizzato nella pratica degli affari: esso ha lo stesso schema del mandato senza

rappresentanza.

La commissione è un contratto generalmente oneroso; difatti, al commissionario spetta un compenso

(provvigione) che è determinato o dalle parti o secondo gli usi del luogo dove è concluso l’affare o dal

giudice. Tale compenso può aumentare ulteriormente quando il commissionario si sia obbligato allo

“star ossia quando garantisce personalmente l’esecuzione del terzo contraente.

del credere”,

Nel caso il commissionario entri nel contratto, ossia quando acquisti i beni che doveva vendere oppure

fornisce i beni che doveva acquistare, il suo (del commissionario) diritto alla provvigione è conservato.

Il committente può revocare la commissione prima che il commissionario concluda l’affare che gli è

stato conferito; tuttavia, al commissionario spetta una parte della provvigione, calcolata in base alle

spese sostenute e all’opera prestata.

99. Agenzia. L’agenzia è il contratto con il quale un soggetto (agente), contro un corrispettivo, si

assume lo stabile incarico di promuovere la conclusione di contratti in una determinata zona per conto

di un altro soggetto (preponente). Tale materia è stata più volte rivista e una radicale modifica è stata

quella di ritenere necessaria l’iscrizione in appositi registri per coloro che volessero praticare tale

professione.

L’agenzia è un contratto con attività materiale e non giuridica come il mandato: l’agente deve solo

promuovere i contratti per il preponente e non concluderli. Tuttavia all’agente può essere conferita sia

la rappresentanza che il mandato e in questi casi viene applicata la specifica disciplina della

rappresentanza o del mandato.

Un diritto del preponente è quello di avere l’esclusiva verso un agente, cioè quest’ultimo (l’agente) si

obbliga a promuovere in una determinata zona solo quel preponente (diritto di

138 tuttavia, anche l’agente può avvalersi del diritto di esclusiva, dove il preponente si obbliga a

esclusiva);

farsi promuovere in quella determinata zona solo da quell’agente.

A differenza del mediatore, l’agente è legato al preponente da un rapporto di collaborazione e, quindi,

l’agente, nel compiere la promozione, deve attenersi alle istruzioni del preponente.

L’agente non è un lavoratore subordinato anche se è sindacalmente organizzato: difatti, il contratto di

agenzia si uniforma a quelli stipulati dai rappresentanti di categoria.

L’agenzia è un contratto oneroso; all’agente spetta una provvigione che è calcolata in percentuale sugli

affari da lui promossi o conclusi dal preponente. Affinché l’agente possa ricevere la provvigione, egli

deve essere iscritto in appositi registri; l’agente ha diritto alla provvigione anche quando l’affare è

concluso direttamente dal preponente nella sua zona (salvo patto contrario); quando l’affare non è stato

concluso per causa imputabile al preponente; quando, dopo lo scioglimento dell’agenzia, l’affare è

stato concluso dal preponente solo in conseguenza all’attività svolta dall’agente.

Gli oltre quelli di rispettare l’esclusiva e le istruzioni ricevute, sono di informare

obblighi dell’agente,

il preponente sulle condizioni del mercato della zona assegnatagli; di valutare la convenienza dei

singoli affari; di comunicare al preponente la sua non possibilità a eseguire l’incarico.

Gli sono quelli di agire con lealtà e buona fede; di rispettare l’esclusiva; di

obblighi del preponente

pagare il corrispettivo.

La forma scritta è necessaria affinché entrambe le parti abbiano una copia del contratto.

Il contratto è di durata e può essere a tempo determinato o indeterminato; il recesso è consentito solo

dopo un adeguato preavviso. Quando il contratto si è estinto per causa non imputabile all’agente, il

preponente è obbligato a pagare all’agente un’indennità.

100. Mediazione. La è il contratto con il quale un soggetto (mediatore) mette in relazione

mediazione

due o più soggetti per la conclusione di un affare, senza essere legato ai soggetti da vincoli o rapporti di

collaborazione; se il contratto è concluso, al mediatore spetta una provvigio0ne da ciascuna delle parti.

Affinché il mediatore possa percepire la provvigione, è necessario che egli sia iscritto in un apposito

registro pena la restituzione di tutto ciò che ha ricevuto come pagamento della mediazione.

A differenza dell’agenzia, la mediazione è caratterizzata dall’imparzialità e dall’autonomia che

configurano la totale assenza di dipendenza, di rappresentanza o di collaborazione del mediatore con

una delle parti; la mediazione, appunto perché è imparziale, è inconciliabile con la rappresentanza.

Il contratto di mediazione è consensuale e può essere concluso anche con il conferimento dell’incarico

da parte di una sola delle parti; quest’ultima (cioè quella parte che ha incaricato il mediatore) è

obbligata a rimborsare le spese al mediatore anche se il contratto non si è concluso, salvo patto

contrario. Se anche l’altra parte conferisce l’incarico al mediatore, non sorge un altro vincolo

contrattuale, in quanto quest’ultima diviene parte del contratto di mediazione già stipulato dall’altra

parte con il mediatore.

Molti discussioni sono state avanzate circa il ruolo della mediazione nella conclusione del contratto:

una parte della dottrina ritiene che la conclusione del contratto dipende dalla mediazione in base anche

da alcuni effetti che la mediazione produce indipendentemente dalla conclusione o meno del contratto;

altri, invece, ritengono che la mediazione è un elemento costitutivo di una fattispecie più complessa.

Affinché il mediatore abbia diritto alla provvigione, è necessario che ci sia un rapporto di casualità tra

l’attività del mediatore e la conclusione dell’affare. Per si intende qualsiasi operazione

affare

economica giuridicamente vincolante; non è da ritenersi affare, per esempio, il matrimonio.

La provvigione, che deve essere versata da entrambe le parti al mediatore, è calcolata o in base a degli

accordi o dalla Camera di Commercio; se vi sono più mediatori, essi hanno diritto ad una quota della

provvigione.

139

L’obbligo è quello di informare costantemente le parti circa la validità e la sicurezza

del mediatore

dell’affare, pena il pagamento di un’ammenda. Nel caso il mediatore nella conclusione del contratto

non comunichi ad una parte il nome dell’altra, egli (il mediatore) ne risponde dell’esecuzione,

subentrando nei diritti della parte non nominata.

101. Brokeraggio. Nel campo della distribuzione dei prodotti di assicurazione si è affermata da un po’

di tempo la figura del o mediatore finanziario.

broker

Il è quel soggetto che mette in relazione quei soggetti che intendono assicurarsi contro rischi

broker

con le imprese di assicurazione o di riassicurazione con le quali il broker non alcun rapporto di

collaborazione e di dipendenza.

Il broker non è da paragonarsi al mediatore, in quanto egli (il broker) agisce per conto del cliente

ricercandogli la migliore copertura assicurativa al minor costo: viene a mancare cos’ il presupposto

dell’imparzialità tipico della mediazione.

L’atipicità del contratto di brokeraggio è confermata dal fatto che il broker ha diritto ad un compenso,

calcolato in percentuale sul premio assicurativo, versato non dal cliente ma dall’assicuratore.

102. Deposito. Il è un contratto con il quale un soggetto (depositario) riceve da un latro

deposito

soggetto (depositante) una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e di restituirla in natura (cioè nello

stesso stato in cui la cosa si è ricevuta). È un contratto reale.

Il deposito è un contratto che si perfeziona con la consegna; tuttavia, può essere anche consensuale.

Esso può essere sia a titolo oneroso che a titolo gratuito: se è il deposito è visto come

a titolo gratuito,

un contratto unilaterale in quanto obbliga solo il depositario; se è esso è considerato

a titolo oneroso,

come un contratto a prestazioni corrispettive in quanto esiste un nesso sinallagmatico tra l’obbligazione

del depositario di restituire e l’obbligo del depositante un compenso e viene applicata la specifica

disciplina.

Il deposito può avere come oggetto beni mobili o l’universalità di mobili.

Il è detto quando ha per oggetto denaro o cose fungibili e il depositario può

deposito irregolare

disporre del bene anche con il consenso implicito del depositante: un esempio è il deposito bancario.

Gli sono di custodire la cosa con la diligenza del buon padre di famiglia, di

obblighi del depositario

non usarla o darla in deposito senza il consenso del depositante, di restituire la cosa insieme ai frutti

che ha prodotto; gli sono di rimborsare le spese di custodia, di pagare il

obblighi del depositante

compenso al depositario se il deposito è a titolo oneroso.

Se il depositario perde la detenzione della cosa per fatto a lui non imputabile è liberato ma deve

denunciare immediatamente il fatto al depositante, pena risarcimento del danno.

Una particolare disciplina è applicata al deposito nei una prima caratteristica è che

magazzini generali:

questi magazzini sono delle imprese che svolgono un servizio pubblico e quindi devono applicare

tariffe predeterminate dal Ministero dell’Industria e da leggi speciali; altra caratteristica è la facoltà del

depositante di richiedere il rilascio della e della essi sono documenti

fede di deposito nota di pegno:

che danno a chi li possiede il potere di disporre delle merci.

Il legislatore ha disciplinato anche il disponendo che gli alberghi devono fornire

deposito alberghiero,

un’adeguata protezione da furti e danneggiamenti alle cose del cliente; tuttavia, il risarcimento del

danno è ripartito fra le parti nel caso l’esercente (l’albergatore) non è da considerarsi in colpa.

L’albergatore, nel momento in cui è stato concluso il contratto di deposito, risponde illimitatamente per

le cose consegnate; nel caso in cui non è stato concluso alcun contratto di deposito con il cliente,

l’albergatore ne rispende limitatamente per il deterioramento, furto e distruzione.

Per quanto riguarda l’attività del ristorante, l’esercente (il ristoratore) garantisce solo per le cose che

sono di intralcio al cliente; la responsabilità è illimitata se il danno è reputabile all’esercente o ad uno

dei suoi ausiliari. L’esercente non risponde se il cliente denunci il danno con ingiustificato ritardo o

quando il danno è imputabile al cliente, imputabile a forza maggiore o alla natura della cosa.

140

Ulteriore atipicità è presente nel contratto di deposito di parcheggio, dove gli obblighi di consegna e di

restituzione si estendono anche alle cose di pertinenza del mezzo (es: autoradio), salvo patto contrario.

103. Trasporto. Il (art. 1678 c.c.) è il contratto con il quale un soggetto (vettore) si obbliga,

trasporto

contro un corrispettivo, a trasferire persone o cose da un luogo ad un altro.

Il trasporto è un contratto consensuale, perché si perfeziona con l’accordo delle parti, è non formale, in

quanto non prescritta alcuna forma, è a prestazioni corrispettive ed è inquadrato tra i contratti di

risultato, dove il soggetto obbligato garantisce non solo l’adempimento della prestazione ma anche la

buona riuscita dell’opera.

Al trasporto sono applicate le norme del codice civile, salvo deroghe dettate dal codice della

navigazione e da leggi speciali. Tuttavia, le norme si distinguono in base all’oggetto, alle modalità e ai

mezzi di trasporto: quanto all’oggetto, il trasporto può essere di cose, dove il vettore prende in custodia

le cose da trasportare, e di persone, dove il vettore deve garantire l’incolumità del passeggero durante il

trasporto; quanto alle il trasporto può essere terrestre, marittimo ed aereo; quanto ai il

modalità, mezzi,

trasporto può avvenire su gomma, su ferrovia o per fune.

Il contratto di trasporto di cose per ferrovia è un contratto reale che si perfeziona con la restituzione

della ricevuta di spedizione dell’agente.

Nel il vettore è obbligato a trasferire da un luogo all’altro il viaggiatore,

trasporto di persone,

garantendogli l’incolumità durante il viaggio e garantendogli l’esatta esecuzione del trasporto. Nel caso

si verificano sinistri durante il viaggio, il viaggiatore, per ottenere il risarcimento, deve dimostrare

l’esistenza di un contratto di trasporto, l’esistenza del danno e l’esistenza di un nesso di casualità tra il

danno e il trasporto; il vettore, per superare tale presunzione e quindi per scagionarsi dal risarcire il

danno, deve dimostrare che ha adottato tutte le misure idonee per evitare il danno e deve dimostrare che

il danno non è imputabile a lui, ma a forza maggiore o a caso fortuito o a terzi.

Il contratto di trasporto, oltre che oneroso, può essere gratuito, ed è applicata la stessa disciplina del

contratto oneroso, e può essere quando è dettato da un dovere sociale; il contratto

amichevole,

amichevole è sottoposto alla disciplina della responsabilità extracontrattuale.

Nel il vettore si obbliga a trasferire da un luogo all’altro delle cose, garantendo di

trasporto di cose,

custodirle: infatti, il vettore è responsabile nel caso di perdita o avaria, salvo il caso in cui perdita o

avaria sono collegate al caso fortuito.

La giurisprudenza per intende il furto commesso con violenza o minaccia, l’evento

caso fortuito

naturale e l’incendio.

Tuttavia, il mittente, per ottenere il risarcimento, deve provare di avere un contratto di trasporto e che

esiste un nesso di casualità tra il danno e il trasporto.

Nel un vettore si assume l’obbligazione dell’intero trasporto ma ne esegue

contratto di subtrasporto,

sono una parte del percorso, mentre la restante parte è eseguita da altri vettori.

A differenza del contratto di subtrasporto, nel il vettore si

trasporto con rispedizione di merce,

qualifica tale solo per la parte di percorso da lui eseguita, mentre per la restante parte si qualifica come

spedizioniere mandatario.

Con il più vettori si obbligano al trasporto solo per la parte di percorso da loro

trasporto cumulativo,

eseguita; circa la responsabilità: se il trasporto cumulativo ha ad oggetto trasporto di persone, ciascun

vettore è responsabile solo per i danni verificatisi nel suo percorso; se il trasporto cumulativo ha per

oggetto trasporto di cose, è prevista una responsabilità solidale per tutti i vettori.

Per quanto riguarda i trasporti internazionali, essi sono disciplinati dalla Convenzione di Ginevra e da

altri trattati che sono stati stipulati dall’UE.

104. Noleggio; rimorchio. Con il un soggetto (noleggiante) si assume l’obbligo di compiere

noleggio,

con una determinata nave uno o più viaggi prestabiliti, entro un determinato periodo di tempo e contro

un corrispettivo (nolo).

141

La differenza tra noleggio e trasporto sta nel fatto che nel trasporto, il vettore si obbliga a trasportare

cose o persone; nel noleggio, il noleggiante si obbliga solo di fare viaggi.

Il è un trasporto per acqua finalizzato a spostare elementi rimorchiati da

rimorchio-trasporto

consegnare al rimorchiatore. Se l’elemento da rimorchiare è privo di equipaggio, tale elemento deve

essere necessariamente consegnato al rimorchiatore; se sull’elemento vi è l’equipaggio, il rimorchiatore

deve garantire non solo il trasporto, ma anche la custodia delle cose trasportate e degli elementi

rimorchiati.

Nel il rimorchiatore fornisce solo l’energia per effettuare la manovra e non vi è la

rimorchio-manovra,

consegna della cosa da rimorchiare al rimorchiatore.

Al fine di disciplinare questa materia, è stato introdotto il contratto di logistica che regolamenta tutte le

attività di movimento e di trasporto dei prodotti.

105. Spedizione. (art. 1737 c.c.) Il contratto di è un che

spedizione mandato senza rappresentanza

consiste nella conclusione, per conto del mandante, di un contratto di trasporto con le operazioni

accessorie.

L’ordine di spedizione evita al mittente la ricerca di vettori disposti a fare il trasporto e le operazioni

accessorie; tale ordine è revocabile fino a quando lo spedizioniere non ha concluso il contratto di

trasporto.

Lo spedizioniere, quindi, conclude contratti di trasporto per conto del mittente ma in nome proprio; allo

spedizioniere spetta una retribuzione calcolata in accordo fra le parti, o in base a tariffari, o in base agli

usi del luogo.

Allo spedizioniere è applicata la stessa disciplina del mandato; egli è responsabile solo per colpa

commessa nella scelta del vettore e nella trasmissione dei dati a questi, ma non è responsabile

dell’operato dell’impresa di trasporto.

La figura dello si ha quando lo spedizioniere, dopo la conclusione del contratto

spedizioniere-vettore

di trasporto, se ne assume l’esecuzione sia direttamente, sia utilizzando altri soggetti.

Questo tipo di contratto per alcuni è da considerarsi un contratto di trasporto, per altri si tratta di un

ingresso dello spedizioniere nel contratto di trasporto.

La figura dello spedizioniere, con l’avvento di nuove tecniche di trasporto (containers, pallets), ha

subito moltissime modifiche, soprattutto in campo internazionale; infatti, è scomparsa la figura del

semplice spedizioniere, lasciando il posto ad un operatore che è dotato di grandi poteri decisionali e di

controllo.

Altra innovazione è che la conclusione del solo contratto di trasporto, senza le operazioni accessorie da

parte dello spedizioniere, è un’eccezione, perché le operazioni accessorie non sono più considerate tali,

ma anzi, sono operazioni strettamente legate, e quindi necessarie all’esecuzione del trasporto.

106. Contratti di crociera turistica e di viaggio. Il è il contratto con il

contratto di crociera turistica

quale l’organizzatore si assume l’obbligo di trasportare i croceristi per un viaggio con ritorno al punto

di partenza, fornendo altre prestazioni accessorie a bordo come il vitto e l’alloggio; tale contratto si

colloca nel trasporto, a differenza del dove l’organizzatore si assume

contratto di viaggio turistico,

l’obbligo di fornire prestazioni diverse dal trasporto: la differenza sta nel fatto che nel contratto di

sono inglobate anche le prestazioni accessorie, mentre nel le prestazioni

crociera contratto di viaggio

accessorie non sono inglobate nel contratto.

La convenzione di Bruxelles, sul contratto di viaggio, distingue 2 diverse fattispecie:

è il contratto con il quale l’organizzatore si assume,

contratto ad organizzazione di viaggio;

contro un corrispettivo, l’obbligo di procurare al cliente un insieme di prestazioni comprendenti

il trasporto, il soggiorno e tutte le altre prestazioni accessorie;

è il mandato con il quale l’organizzatore si assume,

contratto di intermediazione di viaggio;

contro un corrispettivo, l’obbligo di procurare al mandante un contratto di organizzazione di

viaggio (il contratto sopra-analizzato).

142

107. Altri contratti turistici. Esistono molteplici contratti turistici:

è un contratto consensuale ad effetti obbligatori; con esso l’albergatore

1. contratto d’albergo:

si obbliga, dietro un corrispettivo, a fornire al cliente molteplici prestazioni come il vitto,

l’alloggio, la pulizia, ecc…, al fine di rendere confortevole il soggiorno.

È un contratto e nel caso il cliente non paghi, l’albergatore ha il privilegio di

oneroso

soddisfarsi sulle cose portate dal cliente in albergo; egli, però, risponde illimitatamente per le

cose che gli sono state consegnate.

è la combinazione di prestazioni eterogenee (non collegate fra di loro),

2. pacchetto turistico:

come l’alloggio, il trasporto e i servizi. Il consumatore-turista paga un prezzo forfetario

corrispondente alla combinazione di tutte le prestazioni. Il turista ha diritto ad un’ampia tutela:

infatti, egli deve essere informato, mediante documentazione scritta (opuscolo, il quale vincola

l’organizzatore ed il venditore), del costo del viaggio, dei costi accessori, orari, itinerari, pasti

forniti, caratteristiche dell’alloggio, ecc… Il contratto deve essere in forma scritta in termini

chiari e precisi, e al cliente deve essere rilasciata una copia sottoscritta e timbrata

dall’organizzatore e dal venditore. Nell’ipotesi di mancato o inesatto adempimento

dell’organizzatore e del venditore, questi due sono tenuti al risarcimento del danno, salvo che

riescano a provare la loro non imputabilità dell’inadempimento.

è il contratto con il quale un soggetto, concessionario di un’area

3. contratto di ormeggio:

demaniale e dello specchio d’acqua antistante, concede ad un altro soggetto, contro un

corrispettivo, il diritto ad occupare con un’imbarcazione una determinata porzione dello

specchio d’acqua, fornendogli anche i servizi accessori necessari all’imbarcazione, come l’uso

di catene, boe, ecc… Questo è un contratto misto e il concessionario ha anche l’obbligo di

custodia dell’imbarcazione e di quanto in essa contenuto, come nel deposito.

108. Merchandising. Il è il contratto con il quale il contro un

merchandising titolare di un marchio,

corrispettivo, concede ad altri, in esclusiva oppure no, l’uso del suo marchio, affinché questi ultimi

(concessionari) possono utilizzarlo, per contraddistinguere i propri prodotti che sono diversi da quelli

del concedente, per un determinato periodo e per una determinata zona.

Il ha il diritto di controllare la commercializzazione dei prodotti che hanno il suo marchio,

concedente

affinché il marchio non venga sminuito da prodotti scadenti e non conformi.

Il (colui che usa il marchio), deve corrispondere un canone e rispettare lo standard

licenziatario

qualitativo; Nel caso egli abusi del marchio il concedente può espletare l’azione inibitoria o di

rimozione.

109. Contratto di utilizzazione del computer. Per quanto riguarda i contratti di utilizzazione del

essi sono riconducibili ai tipi noti di contratti, e la particolarità sta nel fatto che oggetto di

computer,

tali contratti è un bene informatico come l’hardware (elaboratore) o il (programma), o

software

entrambi; tali contratti possono avere come prestazioni un servizio di assistenza, lo sviluppo di un

software, l’addestramento personale.

110. Franchising. Il è il contratto con il quale un’impresa affiliante (franchisor) concede

franchising

ad un’altra impresa affiliata (franchisee) il diritto di commercializzare determinati beni o servizi contro

un corrispettivo finanziario diretto o indiretto.

Gli sono:

obblighi del franchisor

• di trasmettere le sue conoscenze scientifiche e tecniche al franchisee;

• di fornire attività di assistenza e di consulenza di gestione, sia durante la fase dell’apertura che

durante la fase di amministrazione;

• di rifornire l’affiliato dei prodotti destinati alla rivendita.

Gli sono:

obblighi del franchisee

• di comprare determinati quantitativi di merce;

• di accettare l’imposizione del prezzo di vendita;

• di accettare ispezioni e controlli sull’attività anche amministrativa;

143 • a volte può succedere che il franchisee deve pagare, oltre ad un prezzo iniziale forfetario

(front anche un pagamento periodico (royalties) calcolato in percentuale sul fatturato.

fee),

Il contratto ha una determinata che può essere rinnovata, salvo rifiuto del franchisor; dopo la

durata

scadenza, il contratto di franchising può anche prevedere una clausola che vieta al franchisee di

svolgere un’attività di concorrenza al franchisor.

Per quanto riguarda lo del franchising, in molti contratti è previsto l’obbligo per il

scioglimento

franchisor di riacquistare le scorte del franchisee; questo avviene nel caso in cui lo scioglimento è

imputabile al franchisor.

La natura del contratto di franchising è ampiamente discussa: per alcuni è una concessione di vendita,

per la maggior parte dei dottrinari è un contratto atipico.

111. Sponsorizzazione. La è il contratto con il quale una parte (sponsee,

sponsorizzazione

personaggio famoso e conosciuto, oppure i responsabili di un evento pubblico) si obbliga dietro un

corrispettivo a pubblicizzare il prodotto e il marchio dell’imprenditore (sponsor).

Talvolta lo sponsee può anche obbligarsi a pubblicizzare il prodotto con una comunicazione

pubblicitaria, utilizzando ora le sue competenze professionali, ora la sua notorietà.

La sponsorizzazione è un contratto esso deve contenere la possibile clausola

atipico, a titolo oneroso;

d’esclusiva, il pagamento e le sue modalità, la durata del vincolo, gli adeguamenti in base agli

accrescimenti di vendita e di prestigio apportati dallo sponsee.

112. Catering. Il è il contratto con il quale un’organizzazione si obbliga a fornire un insieme

catering

necessario di servizi al fine di soddisfare esigenze alimentari di una comunità: esempio classico è il

servizio di ristorazione nei treni, aerei e navi da crociera.

Il contratto di catering è visto come:

• un contratto di se viene fornita una complessità di servizi;

appalto di servizi,

• un contratto di se si limita a fornire solo i pasti e non si occupa anche della

somministrazione,

loro distribuzione.

113. Know-How. Per s’intendono tutte le particolari conoscenze tecniche acquisite sulla

know-how

base di studi e ricerca che sono di norma segreti. Tuttavia, tali know-how possono essere ceduti da un

(concedente) ad un (concessionario) anche se tali conoscenze non sono

licenziante licenziatario

brevettate; possono essere comunque applicate le norme penali sulla concorrenza sleale e sulla

rivelazione di segreti industriali.

Gli sono:

obblighi del licenziante

• di far conoscere al licenziatario il bagaglio tecnico-scientifico da lui elaborato per agevolare i

processi produttivi;

• di fornire assistenza tecnica nella formazione del licenziatario.

Gli sono:

obblighi del licenziatario

• di non divulgare le conoscenze ricevute;

• di pagare o un corrispettivo globale, o un pagamento di royalties calcolato in percentuale sui

prodotti.

Il contratto può essere a tempo determinato e alla sua scadenza il licenziatario deve restituire le

macchine al licenziante.

114. Contratto di ricerca. Il è quel contratto con il quale un

contratto di ricerca finanziatore

commissiona a l’acquisizione di nuove conoscenze scientifiche.

ricercatori

Il rapporto tra ricercatore e committente può avere diversa natura:

• se tale rapporto da un contratto di lavoro subordinato del ricercatore, i risultati della

deriva

ricerca spettano al committente-datore di lavoro, mentre al ricercatore spetta il diritto morale

alla paternità dell’opera;

• se tale rapporto da un contratto di lavoro subordinato, al ricercatore spetta un

non deriva

corrispettivo.

144

L’obbligo è quello di comunicare, in via esclusiva al committente, le sue conoscenze

del ricercatore

acquisite; tuttavia il ricercatore ha diritto, oltre al corrispettivo, anche ad una licenza gratuita.

115. Engineering. L’engineering è quel contratto con il quale l’engineer si obbliga verso il

o ad elaborare progetti, o ad assistere il committente nell’elaborazione del progetto, o ad

committente

eseguire direttamente il progetto elaborato.

Con tale contratto viene offerto al committente non solo il sapere e le conoscenze di tecnici

specializzati, ma anche l’elaborazione del prodotto per cui sono state utilizzate tali conoscenze.

L’engineer garantisce al committente l’eseguibilità dei progetti elaborati e, nel caso egli abbia assunto

anche l’obbligo di eseguire il progetto, garantisce anche la del prodotto.

funzionalità

d. Contratti a titolo gratuito e di liberalità.

116. Premessa. Gli sono quegli atti che producono un determinato effetto economico

atti di liberalità,

consistente nell’arricchimento del patrimonio altrui, senza corrispettivo e per spirito di liberalità.

Questi atti di liberalità realizzati in via sono contratti di se sono realizzati in via

tipica donazione;

sono contratti di (piantagioni, costruzioni, opere fatte su suolo altrui da un

atipica donazione indiretta

terzo a spese proprie).

La liberalità non va confusa con la gratuità, perché la incide sulla funzione del rapporto, la

liberalità

incide, invece, sulla disciplina del rapporto.

gratuità

Con s’intende una spontaneità dell’attribuzione e un perseguimento di un interesse

spirito di liberalità

non patrimoniale del disponente.

117. Donazioni. (art. 769 c.c.) La è il contratto con il quale una parte (donante) arricchisce

donazione

un’altra parte (donatario) di un diritto, o assume verso il donatario un’obbligazione con uno spirito di

liberalità.

La donazione, pur essendo un contratto fatto tra vivi, è disciplinato dalle norme che riguardano le

perché ci sono molte analogie come il comune carattere di liberalità, e

successioni per causa di morte,

la possibilità di interferenze tra la donazione e la successione mortis causa.

Per la giurisprudenza intende la volontà di donare (animus ossia di

spirito di liberalità donandi),

conferire ad altri un vantaggio patrimoniale senza esservi costretto, e la volontà di soddisfare un

proprio interesse non patrimoniale.

Lo spirito di liberalità non s’identifica con il ma è spinto, animato dallo stesso; il motivo è

motivo,

eccezionalmente rilevante nei casi di motivo illecito e di errore di motivo. Un particolare motivo ricorre

nelle donazioni fatte per per speciale rimunerazione, o considerando i meriti del

riconoscenza,

donatario; tali donazioni non possono essere revocate né per causa d’ingratitudine, né per

sopravvenienza di figli.

La donazione non va confusa con la liberalità d’uso (mance), perché nelle non vi è

liberalità d’uso,

spirito di liberalità, ma una volontà di conformarsi agli usi.

La (favor matrimonii) è fatta dal donante in caso di matrimonio, sia a favore del

donazione obnuziale

donatario, che a favore di entrambi gli sposi. Tale donazione si perfeziona senza l’accettazione del

donatario e i suoi effetti sono subordinati alla celebrazione del matrimonio, perché nel caso il

matrimonio fosse annullato, la donazione si ritiene nulla; anche questa donazione non può essere

revocata.

Requisito necessario e fondamentale per la validità della donazione è la di

capacità del donante

disporre dei propri beni: infatti i minori, gli inabilitati e gli interdetti non hanno la capacità di donare;

tuttavia sono valide le donazioni fatte dal minore o dall’inabilitato nel contratto di matrimonio.

145

Il legislatore prevede una maggiore tutela per il donante incapace naturalmente, in quanto, ai fini

dell’annullamento dell’atto, è richiesta solo la prova dell’incapacità di intendere e di volere.

È logicamente vietato al rappresentante legale dell’incapace di fare donazioni in nome della persona

rappresentata, perché la donazione è atto personale e, proprio per questo, è nullo il mandato a donare,

con il quale un soggetto attribuisce ad un altro la facoltà di determinare il donatario o l’oggetto della

donazione; tale mandato è valido solo se il donante ha preventivamente determinato questi caratteri

fondamentali.

La è quel contratto di donazione fatto dal donante al figlio concepito

donazione a favore dei nascituri

o non di una determinata persona vivente al tempo della donazione; al genitore del donatario spetta il

potere di accettazione, ma l’amministrazione dei beni oggetto della donazione spetta al donante, fino

alla nascita del donatario.

La donazione con consiste nell’arricchimento del donatario mediante il trasferimento a

efficacia reale

questi di un diritto di proprietà, di un altro diritto reale, di un diritto di credito, della costituzione di un

diritto reale di godimento, oppure di una nuda proprietà con riserva dell’usufrutto a favore del donante.

Non possono essere oggetto di donazione i e quindi questa donazione è nulla.

beni futuri

La donazione può avere anche è l’esempio dell’assunzione del donante di

efficacia obbligatoria:

un’obbligazione verso il donatario che può essere anche a carattere periodico.

Nel caso di una semplice obbligazione, il diritto di credito del donatario sorge immediatamente con la

stipulazione; nel caso di una donazione con oggetto un’obbligazione periodica, l’obbligo delle

prestazioni periodiche del donante si estingue con la morte dello stesso (rendita vitalizia).

La donazione ad efficacia obbligatoria può avere come oggetto un obbligo di dare, ma anche di fare.

La richiesta per la donazione è quella dell’atto in presenza di 2 testimoni; altro

forma pubblico,

requisito per i beni mobili, è che devono essere specificati e stimati nello stesso atto o in una nota

separata.

Il requisito formale dell’atto pubblico riguarda anche l’accettazione del donatario che può essere fatta

con atto pubblico posteriore alla donazione: gli effetti si produrranno solo dopo la notifica del donante

e le parti, fino a quel momento, possono revocare la loro dichiarazione.

L’atto pubblico non è richiesto per le donazioni di beni mobili di modico valore, in quanto basta la

semplice consegna della cosa (donazione manuale).

La donazione si dice quando è gravata da un per il donatario; egli è tenuto ad adempiere

modale onere

l’onere nei limiti del valore della donazione e, nel caso è inadempiente, il donante o i suoi eredi,

possono chiedere la risoluzione per inadempimento se è prevista nel contratto di donazione. L’onere si

ritiene non apposto se è illecito o impossibile.

Il modo (onere) obbliga ma non sospende, la condizione sospensiva sospende ma non obbliga, la

condizione risolutiva agisce automaticamente, a differenza della risoluzione per inadempimento

dell’onere che deve essere prevista nel contratto.

Il donante può riservarsi la facoltà di disporre di qualche oggetto o di una determinata somma che sono

compresi nella donazione.

La è sottoposta alla condizione della morte del donante: nel momento in cui

donazione si praemoriar

si verifica tale evento, la donazione produce i suoi effetti.

Il donante, in caso d’inadempimento o di ritardo nell’eseguire la donazione, è responsabile solo per

dolo o colpa grave: egli deve garantire che l’oggetto della donazione sia privo di vizi, rispondendo

dell’evizione solo quando ha promesso la garanzia espressamente e il dolo o colpa grave sono a lui

imputabili; nelle donazioni modali e rimuneratorie egli è responsabile in proporzione all’onere.

La donazione può essere revocata per ingratitudine o per sopravvenienza di figli; sono irrevocabili la

donazione rimuneratoria e quell’obnuziale.

La è chiesta se il donatario ha commesso: omicidio (tentato o concluso)

revocazione per ingratitudine

del donante, del coniuge o di un suo erede; calunnia, falsa testimonianza e ingiuria grave nei confronti

del donante.

Tale revocazione può essere chiesta dal donante, o dai suoi eredi, contro il donatario e suoi eredi, entro

un termine di decadenza di 1 anno dal fatto commesso o della sua conoscenza.

146

Affinché la donazione sia revocata per sono necessari 2 presupposti:

sopravvenienza di figli,

la mancanza di figli o discendenti legittimi, o l’ignoranza di averne al tempo della donazione;

1. la sopravvenienza o l’apprendere l’esistenza di un figlio o di un discendente legittimo.

2.

Un altro caso possibile per la revoca della donazione è il effettuato

riconoscimento del figlio naturale

entro 2 anni dalla donazione.

L’azione per sopravvenienza di figli decade dopo 5 anni, dal giorno della

di revoca della donazione

nascita dell’ultimo figlio o discendente legittimo.

Questa azione non può essere esperita dal donante dopo la morte del figlio o del discendente legittimo.

La sentenza costitutiva di revoca fa sorgere l’obbligo al donatario di restituire i beni in natura e i frutti

maturati dal giorno della domanda al donante; nel caso i beni sono stati alienati, il donatario deve

restituire il valore che la cosa aveva al tempo della domanda.

118. Divisione. La è il contratto con il quale si scioglie la comunione attribuendo ad ognuno

divisione

dei una parte di beni, di valore corrispondente o quello delle relative quote.

condividenti

La divisione può avere luogo in natura e, al fine di compensare le ineguaglianze tra le quote ereditarie,

sono previsti dei conguagli in denaro.

Alla divisione prendono parte tutti i comunisti, pena la nullità dell’atto, e quindi esso si configura come

un contratto bilaterale o plurilaterale.

La divisione è un contratto a e non comporta alcun trasferimento di diritti, in quanto ha

titolo oneroso

infatti, ciascun condividente si considera come se fosse stato proprietario

efficacia retroattiva:

esclusivo dei beni corrispondenti alla propria quota, sin dalla conclusione della comunione.

La divisione è un in quanto non modifica la realtà preesistente; tuttavia, la

negozio dichiarativo

giurisprudenza la considera:

• o un perché provoca l’estinzione della comunione;

contratto modificativo,

• o un perché produce la nascita di molteplici diritti di proprietà.

contratto costitutivo,

Per quanto riguarda la se ha ad oggetto beni immobili è richiesta la forma scritta, pena la nullità

forma,

dell’atto, e la trascrizione del contratto.

La divisione può essere quando uno dei condividenti prova di essere stato leso oltre ¼; tale

rescissa

azione si prescrive in 2 anni dalla divisione. L’azione di rescissione della divisione può essere

se il condividente contro il quale è stata promossa l’azione, versa un supplemento della sua

troncata,

porzione all’attore ed agli altri condividenti.

La divisione può essere solo per violenza o dolo, e non per errore; questo perché:

annullata

• nel caso di opera il rimedio del supplemento;

errore di omissione di bene,

• nel caso di opera la rescissione per lesione;

errore sulla stima di beni,

• nel caso di (numero dei condividenti), la divisione si

errore sui presupposti della divisione

ritiene nulla e non annullabile;

• nel caso di operano le norme di quest’ultima.

errore derivante da evizione,

Per la e per la sono applicate le stesse norme fornite dal

divisione ereditaria divisione di cose comuni

codice in modo dettagliato. e. Contratti aleatori

119. Gioco e scommessa. Il nei casi non previsti dalla legge, non sono

gioco e la scommessa,

considerati come un rapporto obbligatorio, ma come un’obbligazione naturale; infatti, il venditore non

può agire contro il debitore inadempiente, e il debitore non può ripetere quanto versato, salvo nei casi

di frode.

La di tale principio è la della causa del guadagno.

ratio futilità

147

In ipotesi tassativamente indicate (giochi e scommesse riguardanti competizioni sportive e lotterie), il

vincitore è legittimato ad agire in giudizio per ottenere l’adempimento della prestazione dal debitore: si

parla dei dove l’alea (caso) consiste nell’incertezza della vincita. Questi tipi di gioco

contratti aleatori,

e scommessa, previsti dalla legge, sono tutelati perché incentivano indirettamente le attività sportive

oppure gli obiettivi di utilità sociale.

I (fondati sulla fortuna, più che sulla bravura del giocatore) e le

giochi d’azzardo scommesse illecite

sono proibiti e sanzionati penalmente dalla legge; tuttavia, quando questi tipi di gioco sono esercitati

nelle forme autorizzate (casinò), non è prevista la sanzione penale, ma permane l’impossibilità del

vincitore di agire contro il debitore inadempiente, e permane l’impossibilità di ripetere ciò che si è

versato.

120. Assicurazione. (art. 1882 c.c.) L’assicurazione è il contratto con il quale l’assicuratore, contro il

pagamento di un si obbliga a rivalere (coprire monetariamente) l’assicurato, del danno

premio,

procuratogli da un sinistro, e si obbliga anche a pagare un capitale o una rendita, nel caso si verifichi un

evento attinente alla vita umana dell’assicurato.

Il contratto di assicurazione si è diffuso particolarmente nel settore delle responsabilità civili e

soprattutto nel settore delle responsabilità sociali (malattia, infortuni, ecc…) che sono regolate da leggi

speciali.

Il settore delle assicurazioni è stato disciplinato anche a livello comunitario, e, infatti, le compagnie

assicurative aventi sede nei paesi dell’U.E. possono liberamente operare in tutti i parsi dell’Unione,

previa autorizzazione del paese membro in cui vanno ad agire.

L’elemento del contratto di assicurazione è il Infatti, la funzione del contratto di

costitutivo rischio.

assicurazione è quella di trasferire il rischio dall’assicurato all’assicuratore, il quale entro i limiti

consentiti, deve pagare l’assicurato del danno provocatogli da un sinistro (assicurazione contro i

oppure deve pagare un capitale o una rendita nel momento in cui si

danni = funzione indennitaria),

verifica un evento attinente alla vita umana dell’assicurato (assicurazione sulla vita = funzione

previdenziale).

Il contratto di assicurazione è:

• un perché esistono 2 prestazioni:

contratto a prestazioni corrispettive,

una che è certa e determinata, ossia il pagamento del premio assicurativo;

o l’altra, invece, che è subordinata al verificarsi del sinistro o dell’evento attinente alla

o

vita umana;

• un perché le 2 prestazioni sono scambiate in base ad un nesso di

contratto commutativo,

reciprocità;

• un perché l’assicurato rischia di pagare il premio a fondo perduto qualora

contratto aleatorio,

il sinistro o l’evento attinente alla vita umana non si verifichi, e l’assicuratore, rischia di pagare

ingenti somme nel caso il sinistro o l’evento si verifichi: l’alea è appunto il verificarsi del

rischio.

L’attività assicurativa presuppone un’organizzazione in forma d’impresa che deve essere esercitata da

un istituto di diritto pubblico o da una s.p.a. e con l’osservanza delle norme stabilite dalle leggi speciali;

l’attività può essere esercitata anche da cooperative a responsabilità limitata.

L’attività assicurativa è controllata, su autorizzazione del Ministero dell’Industria, da un ente dotato di

personalità giuridica come l’ISVAP e la CONSOB.

Le imprese di assicurazione si avvalgono di soggetti che concludono i contratti di assicurazione per

nome e per conto delle compagnie in virtù di un rapporto di agenzia: tali soggetti gli agenti di

autorizzati a svolgere l’attività.

assicurazione,

Nel contratto di assicurazione sono definiti 3 soggetti:

• il colui che stipula il contratto di assicurazione;

contraente,

• l’assicurato, colui su cui grava il rischio che si verifichi il sinistro e l’evento attinente alla vita

umana;

• il colui che beneficia del pagamento dell’assicuratore.

beneficiario,

Non sempre queste 3 figure sono riunite nella stessa persona:

148 • nel contratto di assicurazione la figura del

per conto altrui o per conto di chi spetta,

contraente è diversa da quella dell’assicuratore-beneficiario;

• nel contratto di assicurazione la figura del

sulla propria vita a beneficio di un terzo,

contraente coincide con quella dell’assicurato, ma il beneficiario è in terzo soggetto.

Quando l’assicurazione è stipulata da un rappresentante senza poteri, questi è tenuto al

in nome altrui

pagamento del premio fino a quando l’assicuratore non ricevi la notizia della notifica o del rifiuto della

rappresentanza da parte dell’interessato-rappresentante.

Il contratto di assicurazione è in quanto si perfeziona con il consenso delle parti e cioè,

consensuale,

quando il proponente ha notizia dell’accettazione da parte dell’oblato.

La proposta del proponente è irrevocabile fino allo scadere del 15° giorno per le assicurazioni contro i

danni; è revocabile per le assicurazioni sulla vita e all’assicurato spetta il rimborso dei premi versati

dedotte le spese.

La è il contratto con il quale le parti, nelle more, coprono il rischio fino

nota di copertura

all’eventuale conclusione delle trattative.

Il contratto di assicurazione è solo dal momento del pagamento del premio da parte

efficace

dell’assicurato; nel caso l’assicurato non paghi alla scadenza, l’assicurazione è sospesa per 24 ore e, se

tale situazione perdura, l’assicuratore può agire per il recupero dei premi non pagati e il contratto si

risolve automaticamente.

La richiesta per il contratto di assicurazione è quella e prende il nome di essa

forma scritta polizza;

(polizza) è importante soprattutto per la funzione probatoria.

Nei casi di assicurazioni sulla vita, le imprese hanno l’obbligo di comunicare al contraente, prima e

durante il rapporto, una serie di informazioni relative all’operazione contrattuale; nei casi di

assicurazione contro i danni, le imprese hanno solo l’obbligo d’indicare al contraente la legislazione

applicabile al contratto.

Il si può atteggiare in modo diverso:

rischio

• se è il contratto di assicurazione è nullo;

inesistente dall’origine,

• se il contratto si risolve, ma

cessa di esistere dopo la conclusione del contratto,

l’assicuratore ha diritto al premio fin quando la cessazione del rischio non gli viene comunicata

o non è da lui conosciuta.

Il premio può essere ridotto nel caso si abbia una proporzionale riduzione del rischio e può aumentare

nel caso contrario.

Il contratto di assicurazione è se l’assicuratore valuta le dichiarazioni dell’assicurato

annullabile

reticenti o inesatte, tanto che se l’assicuratore la avesse conosciute non avrebbe stipulato il contratto.

121. Segue. Assicurazione contro i danni. L’assicurazione trasferisce all’assicuratore

contro i danni

il rischio connesso al danno che potrebbero subire cose o diritti patrimoniali dell’assicurato.

La di questo contratto è l’interesse di essere indennizzato nel caso si verifichi il

ratio dell’assicurato

danno che rientra nel rischio dell’assicurato; se tale interesse al momento della conclusione del

manca

contratto, esso (contratto) è se tale interesse durante il rapporto, il contratto viene

nullo, viene meno

sciolto.

Si delinea così il secondo il quale l’assicuratore è obbligato ad indennizzare il

principio indennitario,

danno sofferto dall’assicurato in conseguenza al sinistro, e tale indennizzo non può mai essere

superiore al danno subito dall’assicurato.

Le parti possono anche introdurre clausole con le quali l’oggetto e la misura del rischio

delimitano

assicurato; esempi sono:

• la con la quale si escludono i danni inferiori ad una certa cifra;

franchigia semplice,

• la con la quale si prevede un abbattimento alla base sull’indennizzo

franchigia assoluta,

(riduzione);

• o con il quale le parti determinano il valore massimo che

massimale tetto massimo,

l’assicuratore deve coprire, fermo restando che l’indennizzo non deve superare il valore che la

cosa aveva al tempo del sinistro.

149

L’assicuratore non risponde dei danni dovuti ad un vizio intrinseco delle cose e non risponde dei danni

legati a fatti eccezionali come il terremoto, le insurrezioni, ecc…

La si verifica quando l’indennizzo supera il valore che la cosa aveva al tempo del

sovrassicurazione

sinistro; essa comporta nullità del contratto se dipende da dolo dell’assicurato.

La si verifica quando l’indennizzo dovuto all’assicurato è inferiore al valore che la

sottoassicurazione

cosa aveva al tempo del sinistro: essa può essere determinata dalle parti o da una svalutazione

monetaria; tuttavia le parti possono accordare la clausola con la quale

assicurazione a primo rischio,

si obbliga l’assicuratore ad indennizzare l’integrale copertura del danno.

L’assicurazione è il contratto con il quale un soggetto, per il medesimo rischio, contrae più

plurima

assicurazioni presso diversi assicuratori, previo avviso a ciascuno di essi; al beneficiario, nell’ipotesi di

sinistro, spetta l’indennizzo secondo i rispettivi contratti, purché, la loro somma, non superi l’importo

massimo dell’ammontare del danno. Il beneficiario, comunque, può rivolgersi indifferentemente ad uno

qualsiasi degli assicuratori per riscuotere l’indennizzo, e l’assicuratore che ha pagato l’intero importo

ha diritto di regresso verso gli altri.

La è un unico contratto con il quale più assicuratori, in accordo fra di loro, si

coassicurazione

obbligano a rispondere all’indennità del rischio in proporzione alla propria quota; il contratto è unico e

su questo sono riportate le quote di rischio e, mediante la un assicuratore può gestire il

clausola delega,

rapporto in qualità di mandatario.

L’assicuratore, dopo aver pagato l’indennità, può surrogarsi nei diritti dell’assicurato verso gli

eventuali terzi responsabili per l’ammontare dell’indennità versata.

L’assicurato, per ottenere il pagamento dell’indennità, è obbligato ad informare l’assicuratore del

sinistro entro 3 gg.; inoltre, egli è tenuto all’obbligo facendo tutto il possibile per evitare

di salvataggio

o diminuire il danno. Se viola tali obblighi:

• nell’ipotesi di l’assicurato perde il diritto all’indennità;

dolo,

• nell’ipotesi di vi è la risoluzione del contratto.

colpa,

Se l’assicurato vende la cosa assicurata, il contratto di assicurazione non è risolto, se si tratti di una

polizza al portatore; l’assicurato è tenuto ad informare l’assicuratore e l’acquirente, altrimenti egli

(assicurato) resta obbligato a pagare il premio. Una volta ricevuta la comunicazione, l’acquirente è

libero anche di rifiutare l’assicurazione e l’assicuratore può recedere dal contratto.

L’assicurazione mediante il trasferimento del rischio all’assicuratore, tiene

della responsabilità civile,

indenne l’assicurato dalla somma che questi dovrebbe pagare ad un terzo per responsabilità derivante

da illeciti contrattuali o extracontrattuali, salvo i casi di fatto doloso dell’assicurato.

Tale assicurazione prevede un rimborso dell’assicuratore verso l’assicurato per la somma che

quest’ultimo ha dovuto versare al terzo danneggiato.

L’assicuratore ha la facoltà di pagare direttamente il danneggiato, previa comunicazione all’assicurato;

tuttavia, se l’assicurato richiede che l’assicuratore paghi direttamente il danneggiato, egli (assicuratore)

non può rifiutarsi.

L’assicurazione per la responsabilità civile è diventata obbligatoria per determinati settori come la

caccia, la gestione di impianti nucleari, e soprattutto per i proprietari di veicoli a motore e natanti. In

quest’ultimo caso, quello dei veicoli e dei natanti, si parla di (responsabilità civile

R.C.A.

automobilistica). La finalità di questa assicurazione non è tanto tutelare il danneggiante, ma di tutelare

il terzo danneggiato. Il terzo danneggiato può agire in modo diretto nei confronti dell’assicuratore del

danneggiante per ottenere l’indennizzo; l’assicuratore non può opporre al terzo danneggiato le

eccezioni che può opporre al danneggiante-assicurato. Il terzo danneggiato è tenuto ad effettuare una

richiesta di indennizzo in forma scritta ed attendere 60 gg.

Per terzo danneggiato non s’intende il guidatore danneggiante, il coniuge e tutti i soggetti legati da

parentela fino ad un certo grado.

La legge, per tutelare ulteriormente il terzo danneggiato, ha istituito:

• un per le vittime della strada in ipotesi di infortunio causato da veicolo non

fondo di garanzia

identificato, sprovvisto di assicurazione, ecc…;

150 • per le compagnie assicurative, pena la revoca dell’autorizzazione

obbligo legale a contrarre,

all’esercizio per il ramo R.C.A. ;

• nell’ipotesi di circolazione di veicolo avvenuta

estensione della copertura prohibente domino

(senza il consenso del proprietario).

Nell’ipotesi di trasferimento dell’autoveicolo si verifica anche la cessione del diritto del contratto ad

esse inerente; tuttavia l’assicurato, previa tempestiva comunicazione all’assicuratore, può richiedere il

trasferimento del contratto relativo all’autoveicolo alienato ad altro di sua proprietà che ne sia

sprovvisto.

122. Segue. Assicurazione sulla vita. Mentre l’assicurazione contro i danni svolge una funzione

tipicamente indennitaria, l’assicurazione svolge una funzione di natura previdenziale o

sulla vita

altruistica; l’assicurazione è il contratto con il quale l’assicuratore, contro un versamento di

sulla vita

un premio, si obbliga a pagare un capitale o una rendita all’assicurato nel momento in cui si verifica

l’evento preso in considerazione della vita umana dell’assicurato.

Tale tipologia di assicurazione si è sviluppata in un modo così enorme tanto da richiedere una maggiore

tutela per il contraente: difatti, il contraente ha diritto a ricevere tutte le informazioni che riguardano

l’operazione contrattuale e ha diritto a recedere dal contratto entro 30 giorni mediante una

comunicazione che obbliga l’assicuratore a restituire i premi trattenendo le spese, salvo che il contratto

non abbia durata pari o inferiore a 6 mesi.

L’assicurazione sulla vita si differenzia in:

se l’evento preso in considerazione è il raggiungimento di una

assicurazione per la morte,

determinata età (morte) da parte dell’assicurato;

se l’evento preso in considerazione è il superamento di una

assicurazione per la vita,

determinata età (sopravvivenza) da parte dell’assicurato.

L’assicurazione è un contratto a favore di un terzo beneficiario che acquista i

per la morte propria

vantaggi derivanti dall’assicurazione; l’assicuratore può revocare il beneficiario solo se egli

(l’assicurato) non abbia rinunciato al diritto di revoca.

Si ha quando il beneficiario attenti alla vita dell’assicurato e, inoltre, se

decadenza del beneficio

l’assicurazione è fatta a titolo di liberalità, essa (assicurazione) può essere revocata per ingratitudine o

per sopravvenienza di figli.

L’indennizzo che l’assicuratore deve versare al beneficiario è sottratto alle azioni esecutive e cautelari

dei creditori in base al principio della funzione previdenziale che svolge.

L’assicurato può esercitare il diritto di riscatto che risolve anticipatamente il contratto, purchè abbia

una durata minima e che siano stati versati un certo numero di premi; l’assicurato può esercitare il

diritto di risoluzione della somma assicurata cessando il pagamento dei premi.

L’assicurato ha l’obbligo di pagare i premi all’assicuratore; se il contraente non paga i premi successivi

ai 20 giorni di tolleranza dalla scadenza, il contratto si risolve di diritto e i premi sono acquisiti

dall’assicuratore. L’assicurato, tuttavia, può con la sospendere la risoluzione

clausola di riattivazione

di diritto pagando i premi scaduti maggiorati degli interessi e dalle spese, sempre che nel frattempo non

si sia verificato il sinistro.

Il cambiamento di professione o di attività dell’assicurato può essere la causa della risoluzione del

contratto o della riduzione del pagamento della somma assicurata, se la nuova professione o attività può

aggravare il rischio di sua morte. Nel momento in cui l’assicurato da notizia all’assicuratore di tali

cambiamenti, quest’ultimo (l’assicuratore) deve entro 15 giorni dichiarare se intende risolvere il

contratto o ridurre la somma assicurata o aumentare il premio; nel caso in cui l’assicuratore dichiari di

voler o ridurre la somma assicurata o di aumentare il premio, l’assicurato deve dichiarare se accetta (

basta anche il silenzio) oppure no e, nel caso non accetti, il contratto si risolve.

Nel caso in cui si verifichi il suicidio dell’assicurato, l’assicuratore non è tenuto al pagamento

dall’indennizzo se non sono passati 2 anni dalla conclusione del contratto o dalla cessazione della

sospensione del contratto; nel caso contrario, l’assicuratore è obbligato a versare l’indennizzo

indipendentemente da un suicidio volontario o meno, perché il suicidio viene equiparato al caso

fortuito.

151

123. Riassicurazione. La è il contratto con il quale l’assicuratore si garantisce dal

riassicurazione

rischio assunto verso l’originario assicurato assumendo a sua volte la veste di assicurato presso un

secondo assicuratore (riassicuratore). Questo contratto viene stipulato dall’assicuratore quando valuta

che i premi raccolti sono insufficienti a pagare le indennità dovute.

Il riassicuratore può anche lui assicurarsi stipulando un altro contratto di chiamato retrocessione.

Assicurazione, riassicurazione e retrocessione sono tre contratti autonomi ma collegati.

I contratti di riassicurazione possono essere generali o per singoli rischi ed è richiesta la forma scritta a

fini probatori.

I contratti di riassicurazione generali sono chiamati anche trattati e si differenziano in:

quando i rischi di un determinato settore sono riassicurati per una

trattati di quota pura,

● quota prestabilita; quando sono riassicurati i rischi che eccedono una certa quota;

trattati di eccedenza,

● quando sono riassicurati i rischi che eccedono una

trattati per eccesso di danno o di perdita,

● certa quota o che eccedono i premi incassati in 1 anno.

Nei casi di riassicurazione, il rapporto di assicurazione originario sussiste sempre tra assicuratore e

assicurato originario e non sussiste tra assicurato originario e riassicuratore, perché non è il caso della

coassicurazione. Tuttavia, l’assicurato originario può surrogarsi all’assicuratore inadempiente nei

confronti del riassicuratore; quest’ultimo (il riassicuratore) può opporre all’assicurato originario

l’eccezione che avrebbe potuto opporre all’assicuratore-assicurato.

124. Rendita vitalizia perpetua. La rendita perpetua e la rendita vitalizia sono due contratti consensuali

ed è richiesta per entrambi la forma scritta, pena la nullità; tuttavia, solo la rendita vitalizia è da

considerarsi un contratto aleatorio, mentre la rendita perpetua è un contratto commutativo.

Con la un soggetto si obbliga verso un altro soggetto a pagargli in perpetua una

rendita perpetua,

periodica somma di denaro o una determinata quantità di cose fungibili come corrispettivo per

l’acquisto di un bene immobile (rendita fondiaria) o per la cessione di un capitale (rendita semplice); in

entrambe le ipotesi di rendita, fondiaria e semplice, il debitore garantisce la sua obbligazione mediante

ipoteca.

La rendita perpetua può essere costituita come onere a carico di colui verso il quale è stata effettuata

l’alienazione di un immobile a titolo gratuito o la cessione gratuita di un capitale (donazione modale).

Visto che la giurisprudenza non tollera un debito perpetuo, il debitore ha il che

diritto al riscatto

comporta l’estinzione del rapporto mediante il pagamento di una somma di denaro pari alla

capitalizzazione della rendita annua. Tuttavia, il debitore può anche essere costretto al riscatto (riscatto

in tre ipotesi:

forzoso) nel caso non ha pagato due annualità di rendita;

1. quando non ha fornito al creditore le garanzie promesse;

2. nel caso il debitore abbia venduto o diviso il fondo tra più di tre persone.

3.

Il debitore, nel caso il creditore ne faccia richiesta e nel caso che la rendita deve durare per oltre i 10

anni, è obbligato a rilasciare la un nuovo documento che assolve a finalità probatorie.

ricognizione,

Con la un soggetto (vitaliziante) si obbliga verso un altro (vitaliziato) a pagargli fino

rendita vitalizia,

alla sua (del vitaliziato) morte una periodica somma di denaro o una determinata quantità di cose

fungibili, come corrispettivo per l’acquisto di un bene mobile o immobile o per la cessione di un

capitale; la rendita vitalizia termina alla morte del vitaliziato, a differenza della rendita perpetua che è

dovuta anche a suoi eredi.

La è un contratto aleatorio e l’alea sta proprio nel fatto che non è possibile

rendita vitalizia

determinare la data precisa della morte del vitaliziato e quindi è incerta la determinazione dei vantaggi

e degli svantaggi.

Essa può essere costituita o a titolo gratuito, per donazione o testamento, o a titolo oneroso; la sua

durata può essere rapportata alla durata della vita del beneficiario, di una terza persona o di più

persone.

152

Il debitore non può esercitare il diritto al riscatto e non è ammessa neanche la risoluzione per

inadempimento nel pagamento delle rate, perché il creditore-vitaliziato può soltanto far sequestrare e

vendere i beni del debitore al fine di assicurarsi il pagamento della rendita.

La risoluzione è ammessa solo se il debitore non fornisce o diminuisce le garanzie pattuite.

Il o è il contratto con il quale un soggetto si obbliga,

vitalizio alimentare contratto di mantenimento

come corrispettivo all’acquisto di un immobile o di altri beni e utilità, a fornire al soggetto alienante

vitto, alloggio, assistenza; è un contratto aleatorio a intuitu personae che ha per oggetto una prestazione

di fare e non di dare come la rendita.

f. Contratti di garanzia e di finanziamento.

125. Fideiussione, mandato di credito, anticresi. La fideiussione è una situazione personale di

garanzia; è il contratto con il quale una persona (fideiussore) garantisce, obbligandosi personalmente

verso il creditore, l’adempimento dell’obbligazione altrui.

Il negozio fideiussorio è preso in considerazione solo quando la volontà del fideiussore di obbligarsi è

direttamente espressa; tale volontà deve essere precisa ed univoca perché non basta una semplice

dichiarazione come “per i miei clienti rispondo io” per fare sorgere il vincolo fideiussorio. Ancora, per

le fideiussioni a favore di un istituto di credito è richiesta, oltre la forma scritta, anche la consegna di un

“esemplare” del documento contrattuale del cliente.

Alla fideiussione a volte può essere apposta la c.d. che afferma che

clausola limitativa, “ogni

eccezione di qualsiasi natura potrà essere fatta valere soltanto dopo l’integrale soddisfacimento della

richiesta del creditore”. La funzione di questa clausola è quella di assicurare al creditore una rapida

realizzazione del suo interesse: il fideiussore, infatti, per opporre le proprie eccezioni deve prima

adempiere al creditore.

Le parti possono anche decidere di apporre alla fideiussione la clausola solve et repete al fine di non

evitare e di non ritardare la prestazione dovuta.

Il è il contratto con il quale un soggetto si obbliga verso un soggetto a far credito

mandato di credito

ad un terzo soggetto; il soggetto che si obbliga assume responsabilità come fideiussore di un debito

futuro.

L’anticresi è il contratto con il quale il debitore si obbliga a consegnare un immobile al creditore a

scopo di garanzia e il creditore può percepire i frutti imputandoli prima agli interessi e poi al capitale;

è, però, vietato che la proprietà dell’immobile passi al creditore nell’ipotesi di debitore inadempiente,

secondo il divieto del patto commissorio.

126. Contratti autonomi di garanzia. L’interesse del creditore non è tutelato nella sua immediata

realizzazione soltanto con la fideiussione con clausola solve et repete: difatti, esiste anche il contratto di

garanzia autonomo a prima richiesta.

Il è il contratto con il quale un soggetto A

contratto di garanzia autonomo a prima richiesta

garantisce ad un soggetto B il pagamento di una somma di denaro al creditore del soggetto B; di solito

il soggetto A, cioè quello che si obbliga, è un operatore professionale (banca, compagnia di

assicurazione, ecc…) che si assume il rischio dell’insolvenza del debitore.

La differenza di tale contratto con la fideiussione è che il contratto di garanzia a prima richiesta non ha

il carattere dell’accessorietà tipica della fideiussione e il garante non può far valere le eccezioni fondate

sul rapporto garantito.

127. Ipoteca e pegno: rinvio. Il è una forma di garanzia reale: esso è concesso dal debitore o da

pegno

un terzo al creditore insoddisfatto il quale può procedere o alla vendita del bene o alla richiesta di

espropriazione.

Il del pegno è non solo il contratto, ma l’atto unilaterale e il testamento. Il

titolo costitutivo modo di

anche se è un contratto consensuale, si identifica nella consegna del bene gravato dal

costituzione,

pegno: la consegna produce lo spossessamento del bene dal debitore al creditore, realizzando

l’indisponibilità dello stesso bene al debitore.

153

Tuttavia, non sempre avviene lo spossessamento, anche se la funzione di garanzia produce lo stesso i

suoi effetti: si parla di quando il bene resta in possesso del debitore; si parla di

pegno anomalo pegno

quando la garanzia grava su beni che vengono contrassegnati.

su merci in lavorazione

Per i pegni di credito o di altri diritti, il modo di costituzione è rappresentato dalla notifica o

dall’annotazione su appositi registri.

Per quanto riguarda l’oggetto, il pegno non può gravare su beni futuri salvo che questi siano

determinabili sulla base del rapporto obbligatorio già esistente; è ammesso, comunque, il pegno

che attribuisce alla banca la garanzia pignoratizia su tutti i beni del correntista, non solo su

omnibus

quelli che sono detenuti dalla banca, ma anche quelli che successivamente vengono da essa detenuti.

La del pegno è libera e la forma scritta è richiesta solo per l’esercizio della prelazione e non per

forma

la validità.

L’ipoteca è una forma di garanzia reale; essa è concessa dal debitore o da un terzo al creditore

insoddisfatto che può procedere all’espropriazione.

Il si differenzia in base al fatto che l’ipoteca sia volontaria, legale o giudiziale:

titolo costitutivo

nell’ipotesi di titolo costitutivo è non solo il contratto ma anche l’atto

ipoteca volontaria,

● unilaterale;

nell’ipotesi di titolo costitutivo è la pretesa del legislatore all’iscrizione

ipoteca legale,

● ipotecaria, che avviene anche d’ufficio;

nell’ipotesi di il titolo costitutivo è un provvedimento giudiziale, come la

ipoteca giudiziale,

● sentenza di una condanna di pagamento; l’iscrizione spetta alla parte.

Il è l’iscrizione dell’ipoteca bei pubblici registri immobiliari: l’iscrizione

modo di costituzione

rappresenta una pubblicità costitutiva (perché fa nascere l’ipoteca) a differenza della trascrizione che è

una pubblicità dichiarativa.

La richiesta per l’ipoteca è l’atto pubblico o una scrittura privata; l’ipoteca può essere concessa

forma

anche da un terzo soggetto diverso dal debitore.

Per quanto riguarda l’oggetto, l’ipoteca può gravare anche su beni altrui e su beni futuri:

l’ipoteca è concessa da chi non è proprietario della cosa e l’iscrizione è valida

su beni altrui

solo quando la cosa è stata acquistata dal concedente;

l’ipoteca può essere validamente iscritta solo quando la cosa è venuta in

su beni futuri

esistenza.

128. Contratti bancari. L’attività consiste nell’esercizio di due operazioni tra loro collegate:

creditizia

un’operazione passiva, che è la raccolta del risparmio e un’operazione attiva, che è l’erogazione del

credito.

L’attività creditizia è un’attività di impresa in quanto professionalmente organizzata per la produzione

e lo scambio di beni e di servizi. Tale impresa deve avere uno caratterizzato: da

statuto

un’autorizzazione per l’esercizio dell’attività; dall’esercizio di vigilanza da parte dell’autorità creditorie

come la Banca d’Italia; da una particolare disciplina; dalla garanzia di uno stato sano e di una gestione

prudente.

Per quanto riguarda i è stata introdotta nella disciplina la riproduzione nei contratti delle

contratti,

clausole contenute nelle Norme Bancarie Uniformi (Nbu); è stata introdotta anche un tasso

concordemente indicato dalle banche.

La normativa prevede innanzitutto che le banche assolvano un obbligo di informazione, pubblicizzando

i tassi di interessi, i prezzi, le spese, le clausole, ecc….

La richiesta per i contratti bancari è quella scritta.

forma

Circa il nel contratto devono essere specificare le spese, il tasso di interesse e ogni altro

contenuto,

prezzo. Per quanto riguarda il tasso di interesse, esso può subire una variazione sfavorevole per il

cliente solo se tale possibilità è stata prevista nel contratto; la variazione deve essere comunicata al

cliente, pena la nullità, e quest’ultimo ha, entro 15 giorni, il diritto di recedere a di ricevere una

liquidazione.

Le imprese creditizie hanno l’obbligo a contrarre, con il conseguente obbligo di specificare in modo

esatto il motivo del rifiuto di contrarre con un cliente.

154

129. Segue. Operazioni passive. Il è un’operazione passiva consistente nella

deposito bancario

raccolta di risparmi per creare la necessaria provvista per l’erogazione di crediti.

Al cliente è applicato un tasso che è se la banca è tenuta a restituire la somma su semplice

basso,

richiesta (rispettando comunque un adeguato preavviso), oppure è quando le parti hanno

alto,

accordato un termine per la restituzione.

Il deposito bancario è visto sia come un deposito irregolare che come un mutuo (dove il mutuante è il

cliente e il mutuato è la banca); tale deposito svolge una duplice funzione: una funzione di custodia per

il cliente e una funzione di prestito per la banca. Alla scadenza, la banca è tenuta a restituire la somma

“ricevuta in prestito” maggiorata dagli interessi.

Il deposito bancario è un contratto oneroso e reale: può essere regolato con conto corrente, con un

certificato di deposito o con un libretto di risparmio.

Sul libretto di risparmio vanno annotati tutti i prelievi e i versamenti e tali annotazioni prevalgono

anche sui documenti contabili interni della banca.

Il libretto può essere nominativo o al portatore; se è esso è un documento di

nominativo,

legittimazione in quanto colui a cui è intestato è l’unico avente diritto alla prestazione;

se è esso è considerato un titolo di credito perché chiunque la possegga può esercitare il

al portatore,

diritto.

130. Segue. Operazioni attive. Tra le operazioni attive, il codice disciplina il credito al consumo, il

mutuo (di cui abbiamo già parlato nel paragrafo 87), i crediti speciali, l’aperture di credito,

l’anticipazione bancaria, lo sconto.

Per quanto riguarda il esso è il contratto con il quale un soggetto

credito al consumo,

professionalmente qualificato ed espressamente individuato dalla legge concede un credito sotto forma

di finanziamento, dilazione di pagamento, o altra facilitazione finanziaria a favore di un consumatore

che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale e professionale.

La ratio di tale contratto è quella di tutelare il consumatore da operazioni finanziarie gravose. È

prescritta la pubblicità del contenuto del contratto e le informazioni sul (tasso annuo effettivo

Taeg

globale), il quale indica il costo totale del credito compresi gli interessi e gli oneri da sostenere.

La prevista è quella scritta, pena la nullità; il contratto deve contenere, oltre al Taeg, anche tutti

forma

gli altri termini della contrattazione.

Il consumatore ha il diritto di adempiere anticipatamente ma anche di recedere; egli può opporre le

accezioni relative all’inadempimento del venditore.

Per quanto riguarda i essi sono caratterizzati da una peculiare disciplina in base alla

crediti speciali,

particolare destinazione del finanziamento o in base alla qualità del soggetto finanziato; esempi sono:

un finanziamento a medio e lungo termine garantiti da ipoteca su immobili, credito alle opere

pubbliche, ecc….

Per quanto riguarda l’apertura è il contratto con il quale la banca si obbliga a tenere a

di credito,

disposizione del cliente una somma di denaro per un dato periodo di tempo o tempo indeterminato; la

funzione di tale contratto è quella di permettere al cliente di disporre della somma anche con molteplici

prelievi fino all’ammontare di un determinato importo.

La somma messa a disposizione è di proprietà della banca fino a quando non è utilizzata dal cliente e

da quel momento vengono calcolati gli interessi da rendere poi alla banca.

La forma prevista è quella scritta: tuttavia, tale contratto può essere già previsto al momento

dell’apertura di un semplice conto corrente bancario.

L’apertura di credito può essere sia assistita da garanzia, sia non assistita e in quest’ultimo caso

l’apertura di credito è detta allo scoperto.

Quando l’apertura di credito è assistita da garanzia, essa non si estingue quando il cliente non è più

debitore della banca prima della scadenza del termine, perché egli può sempre disporre di tale somma

fino alla scadenza.

Al termine del rapporto il cliente deve restituire la somma alla banca e tale operazione è chiamata

rientro di fido.

155

La banca può recedere dal contratto di apertura di credito se sono diminuite le condizioni economiche

dell’accreditato o se le sue garanzie sono insufficienti; il recesso provoca la sospensione immediata

dell’utilizzo del credito, ma la banca deve concedere almeno 15 giorni al cliente per la restituzione. Se

il contratto è a tempo indeterminato, le parti possono recedere solo dopo un adeguato preavviso

stabilito o dal contratto o dagli usi e, in mancanza, in quello di 15 giorni.

Per quanto riguarda l’anticipazione è il contratto con il quale il produttore dà in pegno alla

bancaria,

banca merci o titoli al fine di farsi anticipare la somma di denaro che deve riscuotere dai compratori;

esso è un finanziamento su merci.

L’elemento essenziale dell’anticipazione bancaria è la costituzione della garanzia: se tale garanzia

diminuisce, la banca può richiedere un supplemento di garanzia oppure può procedere alla vendita delle

merci o dei titoli soddisfacendosi sul ricavato.

La garanzia si configura nel pegno, il quale può essere:

la banca rilascia al cliente un documento nel quale sono individuati le merci

pegno regolare;

o i titoli; la banca non può disporre delle cose ricevute in pegno, deve custodirle a spese del

cliente e può anche restituirle parzialmente, trattenendo proporzionalmente un rimborso e le

spese; quando le merci o i titoli non sono stati individuati oppure quando la banca

pegno irregolare;

può disporre di tali cose; la banca acquista la proprietà di tali cose, però è obbligata a restituire

l’eccedenza; quando l’oggetto della garanzia sono crediti che devono essere riscossi; in

pegno su crediti;

questo caso la banca riscuote alla scadenza i crediti e, una volta trattenuti il rimborso e le spese,

deve restituire l’eccedenza.

Per quanto riguarda lo è il contratto con il quale il cliente cede alla banca un suo credito non

sconto,

ancora scaduto, al fine di farsi anticipare l’importo: in questo caso, la banca acquista il credito e

percepisce come prezzo della cessione la differenza tra il valore nominale del credito e la somma

anticipata. La banca può disporre liberamente del credito e può anche darlo in ad altre banche.

risconto

Lo sconto è eseguito con la clausola cioè è una cessione pro solvendo dove il

“salvo buon fine”,

debitore-cliente deve garantire alla banca l’esistenza del credito e deve rispondere dell’insolvenza del

debitore ceduto.

Lo sconto può avvenire anche tramite girata di cambiali o di assegni; ancora, è molto frequente lo

cioè lo sconto che avviene sulle quietanze emesse anticipatamente alla

sconto delle ricevute bancarie,

riscossione dal creditore e affidate alla banca per l’incasso.

131. Conto corrente di corrispondenza e crediti documentari. Il è il

conto corrente bancario

contratto con il quale la banca e il cliente regolano futuri rapporti; esso può contenere molte operazioni

come il deposito, l’apertura di credito, ecc….

Il correntista può disporre normalmente delle somme a suo credito rispettando, comunque, un termine

di preavviso.

Il è il contratto con il quale le parti si obbligano ad annotare in un conto i

conto corrente ordinario

crediti derivanti da reciproche rimesse (prestazioni) considerate inesigibili e indisponibili fino alla

chiusura del conto e, solo in quel momento e una volta eseguita la compensazione, il saldo diviene

esigibile.

La differenza tra il conto corrente bancario e il conto corrente ordinario è che il primo è caratterizzato

dall’immediata esigibilità del credito da parte del cliente.

Il è il contratto con il quale la banca, dietro un corrispettivo

conto corrente di corrispondenza

(commissione), si obbliga a eseguire incarichi ricevuti dal correntista come ad esempio incassi,

acquisti di titoli, pagamenti, emessi dal cliente su apposito libretto rilasciato

conversione di assegni

dalla banca, ecc….

Nel caso in cui tra cliente e banca esistono più conti o più rapporti, i saldi attivi e passivi si

compensano reciprocamente, salvo patto contrario; nell’ipotesi di conto intestato a più persone,

ciascuna di esse è considerata creditore o debitore in via solidale del saldo del conto, salvo patto

156

contrario, e ciascuna di esse può recedere da contratto dandone preavviso nel termine stabilito o dal

contratto o dagli usi o entro 15 giorni.

Nel caso di un credito vantato verso un terzo soggetto, tale credito è incluso nel conto con la clausola

difatti, se il terzo è inadempiente, il credito è eliminato dal conto.

“salvo incasso”:

Un obbligo molto importante della banca è quello di inviare annualmente o, su richiesta,

periodicamente l’estratto un documento che fornisce una descrizione completa e chiara dello

conto,

svolgimento del rapporto; nel caso il cliente non mandi una contestazione scritta, tale documento si

ritiene accettato.

Il è un contratto con il quale il correntista-compratore incarica la banca ad

credito documentario

effettuare il pagamento delle merci acquistate dietro consegna di documenti; in questo caso la banca

anticipa al compratore l’importo necessario al pagamento e può trattenere i titoli fino a quando il

cliente non effettui il rimborso. Il è anche il contratto con il quale la banca

credito documentario

anticipa al venditore l’importo del prezzo su richiesta di quest’ultimo e l’anticipo può avvenire anche

su sconto delle cambiali del venditore sul compratore.

In questi casi la banca, oltre che agire come mandataria del proprio cliente, agisce come finanziatrice.

132. Cassette di sicurezza e deposito di titoli in amministrazione. Il contratto relativo al servizio

è il contratto con il quale la banca, contro il pagamento di un canone, si

delle cassette di sicurezza

obbliga a mettere a disposizione del cliente locali dove è possibile usufruire delle cassette di sicurezza e

si obbliga a provvedere alla custodia dei locali e delle cassette. Esso è un contratto a prestazioni

corrispettive, tipico, dove si combinano elementi della locazione e del deposito; la banca risponde verso

il cliente per la sicurezza e la custodia della cassetta, salvo caso fortuito.

Se la l’apertura è consentita a ciascuna di esse disgiuntamente,

cassetta è intestata a più persone,

salvo caso contrario;: nel caso uno dei cointestatari muore, l’apertura può essere fatta o con accordo dei

restanti cointestatari o su modalità dell’autorità giudiziaria.

L’apertura della casetta è prevista: nell’ipotesi di fallimento; nell’ipotesi di morte del cliente;

forzata

in casi di espropriazione mobiliare o sequestro; nei casi di inadempimento del canone; per ordine del

magistrato. Normalmente la cassetta è aperta alla scadenza del contratto.

Il è il contratto con il quale la banca si obbliga, oltre che a

deposito di titoli in amministrazione

custodire i titoli, a provvedere alla tutela dei diritti legati ai titoli, ad esigerne gli interessi, a curare le

riscossioni, ecc…; alla banca spetta un compenso, oltre al rimborso delle spese.

La banca è obbligata ad agire con diligenza professionale e può anche procedere al sub deposito presso

la Monte Titoli s.p.a. .

133. Swap. Il contratto di (scambio, baratto) ha la funzione di controllare l’incidenza dei rischi

swap

derivanti dalla variazione di cambio delle valute; nella pratica sono ci sono tre tipi di contratti swap:

1. con questo contratto le parti si obbligano a versare l’una all’altra il

currency swap;

vantaggio ottenuto per effetto di un cambio favorevole;

2. la sua funzione è quella di controllare il rischio derivante dalla variazione

interest rate swap;

del tasso di interessi;

3. è un contratto di assunzione di crediti o debiti in relazione ai cambi

cross currency swap;

favorevoli o sfavorevoli delle valute.

Questi tre contratti hanno delle caratteristiche comuni: si protraggono nel tempo; sono caratterizzati

dall’aleatorietà; sono stipulati dal creditore o debitore con un terzo; non modificano il rapporto

originario; determinano la costituzione di un nuovo rapporto obbligatorio di una delle parti con un

terzo; in tutti e tre agisce una compensazione volontaria tra i reciproci rapporti.

g. Contratti di investimento in borsa.

157

134. Premessa. I sono contratti di compravendita che hanno per oggetto valori

contratti in borsa

mobiliari (titoli e divise) e che sono sottoposti ad una particolare disciplina.

Per si intende un mercato istituito, disciplinato ed organizzato secondo delle apposite norme e

“borsa”

nel quale sono trattati determinati beni da soggetti con determinati requisiti; essa si differenzia in borsa

merci e borsa valori.

Per quanto riguarda la essa è un mercato dove sono negoziati azioni, titoli di capitali,

borsa valori,

obbligazioni, titoli di stato, titoli di credito, contratti futures, ecc….

Per concludere contratti di borsa non sono richiesti particolari requisiti; tuttavia, è prevista una tassa da

pagare mediante appositi foglietti bollati sui quali risultano i dati essenziali del contratto come la data,

le parti, il quantitativo, ecc….

135. Contratti a pronti e a termine. I contratti di borsa si differenziano in contratti a pronti e contratti a

termine; tutti e due sono contratti a mercato fermo.

I si dividono in:

contratti a pronti contratto dove la consegna e il pagamento dei titoli devono avvenire

contratti per contante;

il terzo giorno di borsa aperta successivo al giorno della contrattazione;

contratto dove la compravendita deve avvenire entro il

contratti per contante a giorni;

termine massimo di 10 giorni di borsa aperta successivi al giorno della contrattazione.

Il è la compravendita di titoli caratterizzata per la sua periodicità mensile e per il

contratto a termine

fatto che tale scadenza è fissata in modo uniforme per tutte le compravendite concluse in un certo

periodo al fine di permettere la compensazione.

Il è diverso dal contratto a termine per il fatto che le parti alla scadenza del

contratto differenziale

termine consegnano la differenza tra il prezzo pattuito e il prezzo corrente dei titoli; il saldo sarà a

favore del venditore o del compratore a seconda del fatto che il prezzo del titolo è aumentato o

diminuito.

136. Contratti a mercato libero o a premio. Ai contratti a mercato fermo, come i contratti a pronti e a

termine, si oppongono i contratti a o caratterizzati dal fatto che il contraente

mercato libero a premi,

mediante il pagamento di un premio può o non dare esecuzione del contratto o modificarne il

contenuto.

I contratti a mercato libero sono di natura speculativa; l’elemento che li caratterizza è il pagamento di

un premio e tale è il corrispettivo della parte che resta vincolata alla scelta dell’altra.

premio

Il termine entro il quale la parte può utilizzare tale facoltà, quindi pagando il premio, è detto risposta

premi.

I contratti a mercato libero o a premi si dividono in: dont e put;

contratti a premio con facoltà semplice:

● stellaggio, strip e strap.

contratti a premio con facoltà multiple:

137. Riporto. Il riporto è il contratto con il quale un soggetto (riportato) trasferisce la proprietà di titoli

di una determinata specie ad un altro soggetto (riportatore) dietro il pagamento di un prezzo e con la

conseguenza che il riportatore si assume l’obbligo di trasferire al riportato, allo scadere di un termine,

la proprietà di titoli della stessa specie di quelli precedenti contro un corrispettivo aumentato o

diminuito.

Esso è un contratto reale, non consensuale, in quanto si perfeziona con la consegna dei titoli; è

caratterizzato da un doppio sinallagma (legame) dei due trasferimenti.

La funzione è quella di un prestito garantito; si parla di:

ossia di un incremento del prezzo, quando questo contratto è fatto nell’interesse del

riporto,

riportato che ha bisogno di liquidi e quindi per riacquistarli deve versare un prezzo maggiorato

del riporto;

ossia di una diminuzione del prezzo, quando questo contratto è fatto nell’interesse

deporto,

del riportatore che ha bisogno di disporre di quei titoli e che quindi li rivenderà al riportato per

un prezzo minore su cui è stato detratto il deporto.

158

Nel caso le parti sono inadempienti, si applicano le norme per l’inadempimento; nel caso non

adempiano entrambe nel termine stabilito, ognuno conserva ciò che ha ricevuto.

Con il le parti prorogano il termine di un contratto di borsa, pagando una somma

riporto proroga,

corrispondente alla differenza del titolo al tempo della contrattazione con il prezzo dello stesso titolo

nel giorno della scadenza. h. Contratti associativi.

138. Società e associazioni in partecipazione: cenni e rinvio. I presentano

contratti associativi

elementi comuni quali il perseguimento di uno scopo comune e il fatto che le prestazioni delle parti

possono risultare di entità diverse fra loro.

139. Joint venture. Le joint venture sono forme contrattuali derivanti dai sistemi giuridici anglo-

americani. Per si indica un rapporto contrattuale che ha per oggetto lo svolgimento da

joint venture

parte di più imprese di un unico affare, senza che tra le stesse imprese si formi un vincolo societario;

nel nostro ordinamento, a tale figura, si avvicina molto l’associazione temporanea d’impresa. Ci sono 2

tipi di joint venture: forma contrattuale caratterizzata da una flessibilità organizzativa e

contractual joint venture,

dalla carenza di una propria soggettività; queste caratteristiche differenziano tale forma

contrattuale dal corporate joint venture. La contractual joint venture trova difficoltà nel nostro

ordinamento a causa dell’esistenza del principio di tipicità contrapposto alla flessibilità della

forma contrattuale prima analizzata;

forma contrattuale delle società di capitali costituita fra più

corporated joint venture,

imprenditori (covertures); i stipulano tra di loro accordi separati chiamati patti

covertures

parasociali.

Il joint venture è molto utilizzato nella cooperazione internazionale.

140. Consorzi: cenni e rinvio. Il è un’associazione con la quale gli imprenditori perseguono

consorzio

uno scopo comune mediante una comune organizzazione; questa forma associativa ha 2 finalità:

1. di le fasi delle imprese;

regolamentare

2. di le fasi delle imprese.

organizzare

141. Contratti agrari associativi. Il può assumere 2 distinte strutture e funzioni;

contratto agrario

assume la struttura e la funzione di:

se il fondo è dato in godimento dietro corrispettivo determinato;

1. contratto di scambio, se il fondo è gestito in comune dal concedente e dal concessionario;

2. contratto associativo,

esempi sono la mezzadrìa, la colonia parziaria e la soccida.

Per quanto riguarda i contratti agrari associativi, la loro disciplina è stata modificata radicalmente;

infatti, il legislatore ha disposto che tutti i contratti agrari, stipulati dopo la pubblicazione della legge n.

203 del 3/5/82, sono convertiti in contratti d’affitto con durata massima di 10 anni.

La è il contratto associativo con il quale il concedente e il mezzadro (in proprio, o come

mezzadrìa

capo di una famiglia colonica) si associano per la coltivazione di un podere e per l’esercizio delle

attività connesse al fine di divederne il prodotto e gli utili. Per quanto riguarda la divisione del prodotto

e degli utili la legge stabilisce che al mezzadro spetta una parte non inferiore al 58%, salvo patto

contrario. Il mezzadro, anche se coopera con il concedente, non perde la qualità di lavoratore

subordinato.

La è il contratto associativo con il quale il concedente o, uno o più coloni, si

colonia parziaria

associano per la coltivazione di un fondo e l’esercizio delle attività connesse, al fine di dividerne il

prodotto e gli utili. La colonia parziaria si differenzia dalla mezzadrìa:

159 perché la colonia parziaria può essere concessa a uno o più

da un punto di vista soggettivo,

coloni e non alla famiglia colonica come nella mezzadrìa;

perché nella colonia parziaria non è necessario che il fondo

da un punto di vista oggettivo,

sia fornito di casa colonica.

La è il contratto associativo con il quale il soccidante (concedente) e il soccidario

soccida

(concessionario) si associano per l’allevamento e lo sfruttamento del bestiame, e per l’esercizio delle

attività connesse al fine di ripartire l’accrescimento del bestiame e gli altri prodotti e utili che ne

derivano; ci sono 2 tipi di soccida:

nella l’obbligo del soccidante è quello di mettere a disposizione il bestiame

soccida semplice,

pur conservando la sua proprietà, mentre l’obbligo del soccidario è quello di adempiere a

prestazione di opera.

Nella il bestiame è messo a disposizione da entrambi i contraenti.

soccida parziaria,

● i. Contratti di lavoro subordinato

142. Modello tradizionale e modelli emergenti. Il modello tradizionale dei contratti di lavoro

subordinato ha subito moltissime modifiche negli ultimi anni grazie all’evento di nuove forme e

modelli di contratti di lavoro subordinato.

Accanto al sono stati introdotti nuovi

modello tradizionale a tempo pieno e a tempo indeterminato

schemi contrattuali come il contratto di formazione.

Questi nuovi contratti sono definiti non per la mancanza dei corrispondenti schemi contrattuali

atipici,

nel codice, ma per la presenza di una o più deviazioni della disciplina; un esempio tangibile è il lavoro

che è finalizzato sia alla creazione di nuova occupazione, sia all’incentivazione part-time,

ad interim

sia al miglioramento dell’apprendistato, ecc…

143. Contratto di lavoro cosiddetto tipico. Il si configura nello scambio tra

contratto di lavoro tipico

messa a disposizione delle energie lavorative e retribuzione; è un contratto dove il

oneroso di durata,

recesso da parte del datore di lavoro (licenziamento) trova notevoli limitazioni. La è vincolata

forma

solo per le clausole di speciale rilevanza o per patti aggiunti, o per atti modificativi o estintivi del

rapporto; tuttavia, il legislatore ha previsto che il datore di lavoro deve rilasciare al prestatore una

dichiarazione sottoscritta contenente i dati registrati nel libro matricola, pena pagamento di una

sanzione.

Il è quasi completamente determinato dalla legge e dal contratto collettivo applicabile. La

contenuto è la sottoposizione alle direttive del datore di lavoro: la mancanza di questa

subordinazione

prerogativa configura il lavoro autonomo; non è facile comunque identificare la subordinazione nei

rapporti societari, perché il socio può essere anche un lavoratore.

Il è anch’esso un lavoro subordinato, dove il datore di lavoro non è un

lavoro a domicilio

imprenditore; tale lavoro è corredato di speciali garanzie e da speciale normativa.

Un aspetto specifico di questo rapporto è la determinazione della retribuzione che è erogata secondo

tariffe di risultanti dai contratti collettivi di categoria.

cottimo pieno,

Lavoro subordinato è qualificato anche la a vantaggio di

prestazione a titolo oneroso dell’atleta

società sportive; è prescritta una pena la nullità del contratto.

forma vincolata,

Una forma di lavoro che si è sviluppata ulteriormente è il o è un lavoro

lavoro interinale in affitto;

subordinato caratterizzato dal particolare rapporto di subordinazione che lega il dipendente con

l’impresa fornitrice di lavoro.

144. Contratto a tempo determinato. Una forma di contratto molto frequente è il contratto a tempo

questa forma contrattuale è caratterizzata da una deviazione della figura contrattuale

determinato;

tipica: infatti, questo contratto è usato per i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità e non deve avere

durata superiore a 12 mesi.

Il contratto a tempo determinato ha queste caratteristiche:

è previsto l’obbligo della forma scritta per la clausola sul termine;

160 la proroga di tale termine è ammessa in via eccezionale;

● sono vietate pratiche elusive e il rapporto non può proseguire di fatto dopo la scadenza del

termine.

Un esempio del contratto a tempo determinato è il con il quale si

contratto di formazione e lavoro

vuole dare impulso all’occupazione giovanile; affini a tale contratto sono:

il dove il datore di lavoro cura l’istruzione professionale

tirocinio o apprendistato,

dell’apprendista;

il che è un’attività finalizzata all’apprendimento, per poi conseguire un esame

praticantato,

per accedere all’abilitazione.

La differenza fra apprendistato e praticantato è che l’apprendistato è il è

oneroso, praticantato

Il contratto di formazione, l’apprendistato e il praticantato sono contratti con causa mista, in

gratuito.

quanto c’è uno scambio fra prestazione lavorativa e retribuzione-formazione.

145. Lavoro volontario e socialmente utile. L’attività è quell’attività prestata in modo

di volontariato

personale, spontaneo e gratuito tramite associazioni di volontariato che perseguono scopi di solidarietà

e non di lucro; tale attività può essere svolta anche in forma sociale ed è caratterizzata dalla gratuità.

A differenza dell’attività di volontariato, il è quel lavoro rivolto a settori

lavoro socialmente utile

innovativi come i beni culturali, la conservazione dell’ambiente, ecc…; il lavoro socialmente utile è

caratterizzato dal fatto che coloro che lo prestano hanno diritto ad un sussidio al loro reddito.

l. Contratti diretti a comporre e prevenire liti.

146. Transazione. Le parti hanno la possibilità di superare le possibili liti o di salvaguardarsi da

possibili liti con atti di autonomia, senza ricorrere all’autorità giudiziaria: infatti le parti possono

utilizzare la transazione, il compromesso, la cessione dei beni ai creditori e il sequestro convenzionale.

La (art. 1965 c.c.) è il contratto con il quale le parti, con reciproche concessioni, pongono

transazione

fine ad una lite già sorta o che sta per sorgere; l’elemento e caratterizzante della

fondamentale

transazione è la ossia che entrambe le parti sopportano un sacrificio per

reciprocità delle prestazioni,

mettere fine alla lite sorta o che stava per sorgere.

La transazione può riguardare anche la costituzione, modificazione o estinzione di rapporti diversi da

quello oggetto della lite.

L’oggetto della transazione sono diritti che devono avere necessariamente natura patrimoniale, pena la

nullità, e tali diritti devono essere nella disponibilità delle parti; può avere ad oggetto anche

controversie relative alla falsità di documenti esibiti in giudizio, salvo che siano stati omologati dal

tribunale.

La transazione è un contratto a e si differenzia dal negozio di accertamento,

prestazioni corrispettive

perché nella transazione, la funzione di accertamento è esclusa alle parti, le quali possono solo disporre

dei propri diritti.

Nel caso alle parti viene un dubbio, lo possono eliminare con efficacia retroattiva.

La è richiesta solo a fini probatori; tuttavia se la transazione riguarda controversie su

forma scritta

beni immobili o diritti reali immobiliari, è richiesta la forma scritta, pena la nullità.

I della transazione sono: l’esistenza attuale o potenziale di una lite processuale,

presupposti

l’incertezza nell’esito del giudizio.

La si ha quando le parti creano, modificano o estinguono rapporti diversi da quello

transazione mista

litigioso; la è utilizzata per modificare il rapporto preesistente.

transazione novativa

L’effetto della transazione è quello di far cessare una lite ed impedire ad esse di ricorrere all’autorità

giudiziaria per mettere di nuovo in discussione il rapporto.

161

Le parti possono la transazione per ma la transazione è quando

non rescindere lesione, annullabile

una parte è stata indotta con falsità sui documenti, oppure agisce su una lite già decisa con sentenza

passata in giudicato, o si prova che una delle parti non aveva alcun diritto.

La transazione può essere per eccessiva onerosità sopravvenuta o per mutuo dissenso.

risolta

147. Compromesso arbitrale. Le parti, oltre che utilizzare la transazione, possono risolvere

(compromettere) la controversia affidando la decisione agli arbitri, cioè a giudici privati in numero

dispari scelti o nel modo prestabilito o secondo la disciplina: questo è chiamato compromesso

arbitrale.

L’arbitrato si distingue dalla perché in quest’ultima il potere decisionale resta nelle mani

transazione

dei privati, mentre nell’arbitrato la decisione è rimessa ad un collegio privato.

L’arbitrato si differenzia anche dalla per il fatto che quest’ultima può essere

clausola compromissoria

prevista già anticipatamente nel contratto dalle parti e la nullità del contratto non comporta la nullità

della clausola in quanto essa è autonoma rispetto al contratto. Tuttavia, sia per il compromesso arbitrale

che per la clausola compromissoria è necessario che l’oggetto sia precisamente individuato, pena la

nullità.

148. Cessione dei beni ai creditori. La è il contratto con il quale il

cessione dei beni ai creditori

debitore incarica i suoi creditori o alcuni di essi a liquidare tutte o alcune sue attività affinché possano

ripartirsi il ricavato; esso dà vita ad un mandato irrevocabile ed è prevista la forma scritta.

Per effetto della cessione, il debitore perde la disponibilità dei beni ceduti, ma conserva il diritto di

controllare la gestione, di avere il rendiconto della liquidazione e di ottenere l’eventuale residuo.

I creditori devono soddisfarsi proporzionalmente alle proprie quote di credito e possono chiedere

l’annullamento della cessione se ilo debitore ha simulato passività inesistenti.

Il debitore è libero solo quando i creditori hanno ricevuto la loro quota di liquidazione; tuttavia, egli ha

diritto a recedere dal contratto offrendo ai cessionari il capitale, gli interessi e le spese.

149. Sequestro convenzionale. Il è il contratto con il quale due o più parti

sequestro convenzionale

(sequestranti) affidando ad un terzo (sequestratario) una o più cose oggetto di controversia affinché

le custodisca e le restituisca al soggetto cui spettano nel momento in cui la controversia è finita; esso è

un contratto oneroso e reale in quanto si perfeziona con la consegna della cosa.

Il sequestro convenzionale si differenzia dalla transazione e dalla cessione dei beni ai creditori, perché

con il sequestro convenzionale non si vuole porre fine a una controversia, ma si vuole solo custodire la

cosa oggetto della controversia per poi restituirla al legittimo proprietario alla fine della controversia.

Il sequestratario è obbligato a custodire la cosa e, qualora la natura della cosa lo richieda, è obbligato

anche ad amministrarla; egli può essere liberato dalla custodia della cosa anche prima della risoluzione

della controversia solo per giusti motivi o per volontà delle parti.

Il sequestro convenzionale si estingue per perimento della cosa e per morte del sequestratario.

Il sequestro convenzionale si differenzia dal sequestro conservativo e dal sequestro giudiziario, perché

quest’ultimi due discendono da un provvedimento dell’autorità giudiziaria sulla richiesta della parte

interessata.

Il è un mezzo di conservazione delle garanzie patrimoniali in quanto rende

sequestro conservativo

inefficaci gli atti di disposizione sui beni sequestrati; il presuppone una

sequestro giudiziario

controversia su determinati beni e la loro consequenziale custodia.

162 D. Promesse unilaterali e titoli di credito.

a. Promesse unilaterali.

150. Tipicità o atipicità delle promesse unilaterali. La disciplina degli atti e dei fatti diversi dal

contratto comprende: le promesse unilaterali, titoli di credito, la gestione di affari altrui, i pagamento

dell’indebito, l’arricchimento senza causa e i fatti illeciti.

La è un atto negoziale nel quale la manifestazione di volontà di colui che

promessa unilaterale

promette è idonea a far nascere un’obbligazione a suo carico; esempi di promesse unilaterali sono: la

promessa al pubblico, i titoli di credito, la donazione obnuziale, ecc….

La promessa unilaterale si differenzia dall’obbligazione a carico del solo proponente perché in

quest’ultimo il sorgere dell’obbligazione è condizionato dalla volontà del destinatario.

La promessa unilaterale è tipica in quando produce effetti obbligatori solo nei casi previsti dalla legge;

alle promesse unilaterali è applicata la disciplina dei contratti in quanto compatibile.

151. Promessa al pubblico. La si ha quando un rivolgendosi al

promessa al pubblico promittente,

pubblico, promette una prestazione a favore di chi si trovi in una determinata situazione o a chi compie

una determinata azione: esempi sono la promessa di una somma di denaro alle famiglie delle vittime

del terremoto.

La promessa al pubblico è quando si promette una prestazione a favore di chi si trovi

a titolo gratuito,

in una determinata situazione, in quanto il destinatario della promessa ne beneficia senza svolgere

alcuna attività e senza l’obbligo di prestazione; la promessa al pubblico è quando si

a titolo oneroso

promette una prestazione a favore di chi compie una determinata azione, in quanto il destinatario della

promessa per beneficiarne deve attivarsi e la promessa si configura come un corrispettivo per l’attività

svolta.

Nel caso di promessa al pubblico a titolo gratuito, la legge non richiede la forma dell’atto pubblico,

richiesta, invece, per la donazione.

La promessa al pubblico è quando è resa pubblica, ossia quando è resa conoscibile a

vincolante

tutti mediante mezzi idonei come la tv, il giornale.

La caratteristica della promessa al pubblico è che il soggetto creditore della promessa resta

indeterminato fino al verificarsi della condizione prevista nella promessa; nel caso più persone abbiano

svolto l’attività richiesta oppure si trovino nella stessa situazione richiesta nella promessa, tra loro

prevale chi per primo ne ha dato comunicazione al promittente.

Se il non è stato fissato oppure non è possibile determinarlo, la promessa conserva

termine

l’efficacia vincolante per 1 anno.

La promessa può anche essere revocata dal promittente, ma solo per giusta causa e deve essere resa

pubblica nello stesso modo in cui è stata comunicata la promessa.

La promessa al pubblico si differenzia dall’offerta al pubblico, perché nella promessa, negozio

unilaterale perfetto, l’obbligazione a carico del promittente sorge nel momento in cui è resa pubblica,

mentre nell’offerta, proposta contrattuale, l’obbligazione sorge solo dopo l’accettazione del destinatario

indeterminato.

152. Ricognizione di debito e promessa di pagamento. La (o riconoscimento)

ricognizione del debito

è la dichiarazione del debitore al creditore con la quale egli (il debitore) riconosce un proprio debito:

“riconosco di doverti pagare 1000 €”; la ricognizione non fa nascere un nuovo rapporto obbligatorio,

ma riconosce l’esistenza di un rapporto obbligatorio preesistente.

La è la dichiarazione con la quale un soggetto promette ad altri di effettuare

promessa di pagamento

una prestazione: “prometto di pagarti 1000 €”; essa ha valore negoziale.

Sia la ricognizione del debito che la promessa di pagamento possono essere: se

pura (o astratta),

manca l’indicazione del titolo; quando è indicato il titolo.

titolata (o causale),

Una caratteristica fondamentale è che in entrambe vi è l’inversione il debitore

dell’onere della prova:

che ha riconosciuto o promesso deve sopportare l’onere della prova, mentre il creditore ne è dispensato.

Quindi, il debito si presume fino a prova contraria (astrazione processuale).

163

153. Gestione di affari altrui. Ogni soggetto ha il potere di curare i propri interessi e i propri affari

personalmente, salvo casi di incapacità; deroga a tale principio è la gestione di affari altrui.

La si ha quando un soggetto (gestore) interviene spontaneamente per gestire

gestione di affari altrui

un affare altrui nell’interesse del titolare (interessato o In questo caso il gestore interviene

dominus).

per evitare un danno o per procurare un vantaggio all’interessato il quale non è tenuto a dare alcun

compenso od onorario al gestore.

I della gestione di affari altrui sono:

presupposti

l’utilità iniziale; l’atto o l’attività del gestore deve essere utile per l’interessato;

● l’assenza di un vincolo che leghi il gestore ad intervenire;

● la consapevolezza del gestore di curare un interesse altrui;

● l’alienità dell’affare stesso;

● l’impedimento oggettivo o soggettivo dell’interessato.

Nel caso manchi un di questi presupposti, la è detta o e rimane tale

gestione irregolare impropria

finché l’interessato non ratifichi l’operato della gestione.

L’oggetto della gestione è sia un’attività, sia singoli atti negoziali che singoli atti giuridici.

Nel momento in cui il gestore inizi la gestione, egli è tenuto a continuare l’affare intrapreso fino a

quando l’interessato non sia in condizione di provvedere personalmente; il gestore è obbligato ad

adempiere con l’ordinaria diligenza.

La si ha quando il gestore compie atti che producono i loro effetti nei

gestione rappresentativa

confronti di terzi; essa può essere: in questo caso il gestore agisce in nome dell’interessato e

1. gestione rappresentativa diretta:

quest’ultimo è obbligato ad adempiere le obbligazioni assunte in suo (dell’interessato) nome dal

gestore e a risarcirgli le spese; in questo caso il gestore agisce in nome proprio ma

2. gestione rappresentativa indiretta:

nell’interesse del dominus; l’interessato è obbligato a tenere indenne il gestore dalle

obbligazioni assunte a suo (del gestore) nome ma per conto dell’interessato.

La gestione termina quando interviene l’interessato o un suo erede, quando l’affare è concluso oppure

per la morte del gestore.

Nel caso in cui la gestione sia svolta in presenza di un esplicito divieto dell’interessato, gli atti prodotti

sono ritenuti inefficaci. b. Titoli di credito in generale.

154. Premessa. Fra le promesse unilaterali troviamo: i titoli di credito.

Il contiene la promessa di adempimento di una determinata prestazione a favore del

titolo di credito

soggetto che alla scadenza risulti creditore della somma indicata sul titolo.

Il è un documento contenente una dichiarazione con la quale un soggetto si obbliga

titolo di credito

verso un altro che è possessore del documento.

155. Funzione e struttura. I sono strumenti di circolazione della ricchezza e il loro

titoli di credito

trasferimento è molto più veloce e sicuro rispetto alla cessione dei crediti.

L’elemento che caratterizza i titoli di credito è l’incorporazione, ossia il collegamento tra diritto e

documento; l’effetto dell’incorporazione è che la titolarità del diritto di credito dipende dalla proprietà

del documento: infatti, chi acquista il documento, acquista il diritto.

Tuttavia, per esercitare tale diritto non è necessario questo collegamento, in quanto il diritto

(incorporazione) si trasferisce anche con la registrazione contabile, mediante il sistema

cartolare

dell’addebito e dell’accredito dal conto dell’alienante a quello dell’acquirente.

I titoli di credito sono trasferiti secondo le norme del trasferimento di cose mobili e non secondo le

norme della cessione del credito.

164

L’acquirente acquista il diritto e, nel caso acquisti da un soggetto che non è

a titolo originario

proprietario, tale acquisto è valido se l’acquirente era in buona fede ed abbia rispettato le leggi sulla

circolazione di quel preciso titolo; l’acquirente può esigere la prestazione dal debitore presentandogli il

titolo senza provare di essere titolare del diritto.

La è l’idoneità del soggetto legittimato possessore, e quindi proprietario e

legittimazione attiva

titolare del diritto, ad esercitare il diritto cartolare.

La è il potere del debitore di liberarsi pagando a che appare legittimato a

legittimazione passiva

ricevere; tuttavia il debitore non è liberato, se adempie conoscendo il difetto di titolarità e se il difetto

era conoscibile con l’ordinaria diligenza.

156. Caratteristiche del diritto cartolare. Le caratteristiche del diritto cartolare sono la letteralità e

l’autonomia:

• per quanto riguarda la essa indica la qualità del diritto esercitatile, impedendo al

letteralità,

creditore di esigere prestazioni non indicate nel titolo: il principio della letteralità tutela il debitore

in quanto gli consente di rifiutare l’adempimento di prestazioni estranee;

• per quanto riguarda l’autonomia, ogni possessore del titolo ha una posizione diversa dal

possessore precedente: il principio di autonomia impedisce al debitore di opporre, al possessore del

titolo, le eccezioni fondate su rapporti con i precedenti possessori.

157. Regime delle eccezioni. Le che il debitore può opporre al creditore nel rapporto

eccezioni

cartolare possono essere sia reali (assolute) che personali.

Le sono quelle che il debitore può opporre a chiunque entri nel rapporto cartolare; esse

eccezioni reali

sono: l’eccezione della falsità della firma;

1. l’eccezione del difetto di forma;

2. l’eccezione del difetto di capacità o del potere di rappresentanza nel momento dell’emissione del

3.

titolo;

le eccezioni fondate sulla letteralità del titolo;

4. le eccezioni concernenti la mancanza delle condizioni necessarie per l’esercizio dell’azione;

5. l’eccezione della prescrizione decennale; essa è proponibile solo se sul titolo appare una

6.

scadenza o un’omissione.

Le sono quelle opponibili al possessore attuale e che derivano da rapporti personali

eccezioni personali

del debitore con precedenti possessori; esempio: l’eccezione della mancanza di titolarità. Le eccezioni

personali possono essere opposte solo se il possessore, nell’acquistare il titolo, ha agito

intenzionalmente a danno del debitore; un esempio è quando il possessore acquista il titolo per sottrarre

al debitore la possibilità di esperire l’eccezione di compensazione.

158. Vicende del rapporto cartolare. Ci sono 2 teorie circa il perfezionamento dell’obbligazione

cartolare: la afferma che il titolo esiste nel momento stesso della sua redazione e

1. teoria della creazione

sottoscrizione, e la circolazione produce gli effetti cartolari;

la afferma che il titolo fino alla consegna è solo una promessa di

2. teoria dell’emissione

pagamento e la circolazione non produce effetti.

La teoria più accolta è sicuramente la teoria della creazione, in quanto è sufficiente la sottoscrizione per

l’esistenza del titolo.

La dell’obbligazione cartolare sta nella dichiarazione stessa e non nel rapporto che ne costituisce

fonte

la giustificazione economica.

La può essere:

circolazione

• se il titolo circola secondo la sua disciplina; esempi:

regolare,

i si trasferiscono con la consegna del documento;

titoli al portatore

o i richiedono oltre alla consegna, anche l’annotazione;

titoli all’ordine

o i richiedono per il trasferimento la consegna, l’annotazione e

titoli nominativi

o

un’ulteriore annotazione del nome dell’acquirente sul registro del soggetto che ha

emesso il titolo;

165 • se il titolo circola secondo le regole del diritto comune;

impropria,

• (o involontaria, o autonoma), se il titolo circola contro o senza la volontà

irregolare,

dell’emittente.

Colui che ha perso involontariamente il possesso del documento è reintegrato nell’esercizio del diritto

cartolare; per i titoli di credito deteriorati o distrutti, è possibile ottenere il rilascio di un duplicato o di

un titolo equivalente.

La legittimazione cartolare per il possessore di un titolo nominativo è ricostruita con la procedura di

è autorizzato all’azione per ricostruire la legittimazione cartolare,

ammortamento; di rivendicazione,

il possessore di un titolo al portatore, purché conosca il detentore.

159. Classificazione dei titoli di credito. I titoli possono essere classificati in:

dove non è menzionato il rapporto fondamentale, e dove, invece,

1. titoli astratti, titoli causali,

il rapporto fondamentale è menzionato;

che attribuiscono il diritto ad ottenere una determinata prestazione, e

2. titoli semplici, titoli

che conferiscono un insieme di poteri;

complessi, che hanno per oggetto il diritto ad ottenere una somma di

3. titoli di credito in senso stretto,

denaro, e che hanno per oggetto il diritto alla

titoli di credito rappresentativi di merci,

riconsegna delle merci menzionate;

che sono connessi ad uno o più soggetti determinati, e che

4. titoli individuali, titoli di massa,

sono connessi al pubblico dei risparmiatori;

emessi da un privato e il potere di emissione è limitato solo per i titoli al

5. titoli privati,

portatore, e emessi dallo Stato,

titoli pubblici,

Le e le sono strumenti di finanziamento per le imprese.

cambiali finanziarie accettazioni bancarie

160. Altri documenti. I (es: biglietto di un concerto) si differenziano dai

documenti di legittimazione

titoli di credito, perché non posseggono le caratteristiche dell’autonomia e della letteralità.

I circolano come i titoli di credito, ma la circolazione produce gli effetti della cessione.

titoli impropri

Con la s’instaurano 2 rapporti:

carta di credito

tra l’istituto di credito emittente e il cliente titolare della carta;

1. di provvista

tra l’istituto di credito e i fornitori di beni e servizi.

2. di valuta c. Titoli cambiari.

161. Struttura della cambiale tratta. La è l’ordine incondizionato di un soggetto di

cambiale tratta

pagare una determinata somma, ad un determinato prenditore, ad una determinata scadenza.

Essa è come una l’emittente ordina al che è un suo

strutturata delegazione di pagamento: trattario,

debitore, di pagare una data somma ad un terzo del titolo cambiario che è creditore

portatore

dell’emittente; il pagamento del trattario estingue sia il fra

rapporto di valuta traente e prenditore,

sia il fra

rapporto di provvista traente e trattario.

Il portatore, o beneficiario della cambiale, deve richiedere l’adempimento della stessa prima agli

obbligati principali (come il trattario), e poi agli altri obbligati in via di come traenti, giranti e

regresso

avallanti.

Ogni obbligato assume un proprio grado e quindi è impossibile che si realizzi la solidarietà passiva.

La cambiale è in quanto non è menzionato il rapporto fondamentale; tuttavia non è

titolo astratto,

possibile definire titolo astratto la in quanto in essa è presente il rapporto di

cambiale agraria,

provvista tra il traente ed il trattario.

La cambiale può consistere anche in una convenzione di favore che ha lo scopo di procurare credito ad

un soggetto mediante la spendita del nome di un altro soggetto: si parla di cambiale di favore.

166

La cambiale può costituire un cioè il portatore può soddisfarsi immediatamente sui

titolo esecutivo,

beni del debitore, se sono rispettate le norme sull’imposta di bollo.

162. Requisiti formali. La cambiale deve essere redatta per iscritto e deve contenere tali requisiti:

la denominazione stabilita della legge;

1. un ordine di pagamento inequivocabile e incondizionato e deve avere come oggetto una

2.

somma determinata nell’ammontare; non è possibile inserire clausola di interessi salvo per le

cambiali a certo tempo vista;

il nome del trattario;

3. il nome del portatore;

4. la data dell’emissione;

5. la sottoscrizione autografata del traente;

6. il luogo di pagamento;

7. il luogo di emissione;

8. la data di scadenza.

9.

Nel caso manchi uno di questi requisiti nel momento del pagamento, la cambiale è inesistente; tuttavia,

essa vale come promessa di pagamento tra emittente e primo portatore.

Nel caso manchi uno di questi requisiti nel momento dell’emissione, la è detta in

cambiale bianco;

essa deve comunque avere un contenuto minimo e le parti devono aver stabilito un patto di

ossia le modalità per riempire la cambiale. Il termine di riempimento è di 3 anni dalla

riempimento,

data di emissione.

Nel caso siano violate le modalità del patto di riempimento o nel caso di riempimento tardivo o

abusivo, il prestatore è obbligato a risarcire i danni all’emittente.

163. Requisiti sostanziali. La cambiale per essere valida deve essere fatta da persona capace

legalmente: in mancanza, l’obbligazione cambiaria è invalida.

I soggetti legalmente incapaci (il minore emancipato non autorizzato all’esercizio dell’impresa e

l’inabilitato) possono sottoscrivere una cambiale purché la loro firma sia affiancata da quello del

curatore, previa autorizzazione del giudice tutelare; il curatore deve inserire sulla cambiale la clausola

“per assicurare” o altra equivalente per dimostrare la sua qualifica, altrimenti resta obbligato

direttamente.

Gli (il minore non emancipato e l’interdetto) non possono assumere alcuna

incapaci assoluti

obbligazione cambiaria: per il minore non emancipato possono obbligarsi i rappresentanti legali,

genitori o tutori, autorizzati dal giudice tutelare; per l’interdetto possono obbligarsi i rappresentanti

legali, genitori o tutori, autorizzati dal tribunale.

Anche qui il rappresentante legale deve specificare la sua veste giuridica sulla cambiale, altrimenti

resta obbligato direttamente.

La può essere assunta volontariamente da un rappresentante, se il rappresentato è un

cambiale

commerciante.

164. Circolazione. Il trattario diventa obbligato principale al pagamento mediante una dichiarazione di

l’accettazione deve essere indicata sul titolo con la parola “accetto” o altra parola simile

accettazione:

e può essere omessa se la sottoscrizione compare sulla faccia anteriore del titolo.

L’accettazione deve essere incondizionata, pena l’invalidità; essa può essere anche e in tale

parziale

ipotesi il portatore può richiedere la somma restante agli obbligati di regresso.

La cambiale non accettata può egualmente circolare ma solo se con essa circoli anche il credito di

provvista, ossia il credito che il traente ha con il trattario.

Una tipica garanzia cambiaria è l’avallo, dichiarazione unilaterale recettezia con la quale un

soggetto (avallante) garantisce il pagamento della cambiale di uno degli obbligati cartolari (avallato).

La firma dell’avallante va apposta sulla cambiale o sul foglio di allungamento e deve essere

accompagnata dalla formula “per avallo” o altra simile.

167

L’avallo può essere anche quando l’avallante si obbliga solo per una parte del credito

parziale,

cambiario.

L’avallo può essere dato da più persone congiuntamente e si parla di in questa ipotesi il

coavallo;

solvens (coavallante) cha ha adempiuto può esercitare regresso non verso gli altri coavallanti, ma verso

gli avallati.

L’avallo è diverso dalla fideiussione perché il primo è autonomo dal contratto principale, mentre la

seconda è accessoria al contratto principale.

Altre forme di garanzia sono la dove l’ipoteca circola con la cambiale ed

cambiale ipotecaria,

è annotata sul titolo, e la dove la cambiale è garantita con il pegno e i documenti

tratta documentale,

devono essere restituiti al momento del pagamento.

La cambiale circola anche mediante che è la dichiarazione con la quale il girante ordina

girata

al debitore di effettuare la prestazione ad un altro soggetto, il giratario. La girata può avere funzione di

garanzia; va scritta dietro la cambiale o sul foglio di allungamento ed è nulla se è parziale.

La è una sospensione della cambiale in quanto il giratario corrisponde proprio con la

girata di ritorno

figura del trattario; non si parla di confusione.

La si ha quando manca il nome del giratario; è equiparata alla girata al portatore.

girata in bianco

La si ha quando la legittimazione è attribuita ad un altro soggetto affinché assolva

girata impropria

scopi particolari, come la riscossione in nome e per conto del girante.

Il portatore della cambiale, che può presentare molteplici girate, può pretendere il pagamento

presentando il titolo al debitore nel luogo di pagamento prestabilito.

Quando il creditore omette di presentare la cambiale, il debitore ha diritto a liberarsi

depositando alla Banca di Italia la somma dovuta.

Il debitore ha l’onere di verificare la legittimazione del solvens; egli (il debitore) è, comunque, liberato

se paga al giratario legittimato, salvo se il debitore conosceva il difetto di titolarità del portatore.

Il portatore non può rifiutare il pagamento parziale, pena la perdita del regresso verso gli altri

obbligati; il trattario ha diritto all’indicazione sulla cambiale del suo pagamento parziale.

Il debitore non è obbligato a pagare prima della scadenza e se lo fa è “a suo rischio e pericolo”, in

quanto rischia di non essere liberato per difetto di titolarità del solvens.

165. Processo cambiario. Quando il trattario non accetta l’obbligazione cambiaria, oppure si rifiuta di

pagare, il portatore può esperire l’azione nei confronti degli obbligati principali, o l’azione di

diretta

regresso nei confronti degli altri obbligati.

L’azione a differenza di quella diretta presenta una disciplina più complessa, in quanto

di regresso

essa è esperibile solo alla scadenza, salvo si verifichino determinati casi come il fallimento del trattario,

il suo rifiuto.

Affinché l’azione di regresso possa essere espletata, il portatore deve promuovere il protesto:

esso è un atto solenne con il quale si accerta la mancata accettazione o il mancato pagamento.

Il protesto è levato dal notaio, dall’ufficiale giudiziario e dal segretario comunale, e nel caso non sia

levato nel termine stabilito, l’azione di regresso decade.

Il protesto non è necessario quando il traente, il girante o i loro avallanti abbiano apposto la clausola

o

senza spese senza protesto.

Oltre le azioni cambiarie, il portatore può espletare anche rimedi extracartolari, al fine di

soddisfarsi; queste azioni sono:

l’azione affinché il portatore possa esperire questa azione, egli deve non solo levare il

causale;

o

protesto, ma deve anche depositare la cambiale nella cancelleria del tribunale in modo da evitare

che tale cambiale non ritorni in circolazione;

l’azione questa azione può essere esperita quando non esiste più alcun

di arricchimento;

o

rimedio per il portatore di essere compensato per un omesso pagamento; esso (pagamento) è basato

non sulla cambiale, ma sul rapporto fondamentale.

168 d. Titoli bancari.

166. Assegno bancario. L’assegno è un titolo di credito che contiene l’ordine del traente

bancario

(emittente) alla banca trattaria di pagare a vista, al portatore legittimato, l’importo menzionato sul

titolo. Esso si configura come una di pagamento; infatti, il traente (debitore del portatore)

delegazione

delega la banca a pagare il suo (del traente) debito.

La differenza fra l’assegno e la cambiale tratta è che nell’assegno la banca non può rifiutarsi di pagare,

perché l’assegno non può essere accettato; infatti, il è solo uno strumento che accerta

visto bancario

l’esistenza di fondi e impedisce al traente di ritirarli prima del pagamento.

Più frequente è il che la dottrina configura come una semplice richiesta

benefondi

d’informazione sull’esistenza della provvista da parte del traente.

Per quanto riguarda la l’emittente non può emettere un contrordine, se non dopo lo spirare del

revoca,

termine di presentazione per il pagamento.

L’assegno bancario è pagabile e non è tollerata l’applicazione di scadenze per il

a vista

pagamento, in quanto termini brevi sono previsti dalla legge.

requisiti necessari

I affinché possa esservi l’emissione di assegni sono:

• l’esistenza di fondi disponibili presso la banca (c.d. provvista);

• l’esistenza di una convenzione fra banca e traente (es.: c.c. bancario);

nel caso manchi uno di questi presupposti, sono previste sanzioni penali e civili per i trasgressori.

I requisiti formali sono gli stessi della cambiale tratta, salvo per il fatto che nell’assegno bancario non è

necessario il nome del portatore.

L’assegno bancario, essendo un titolo all’ordine, circola mediante girata; tuttavia, tale circolazione può

essere esclusa con l’apposizione della la quale clausola comporta che il

clausola non trasferibile,

pagamento deve essere effettuato solo al prenditore (primo e unico portatore); questa clausola è

obbligatoria per importi pari o superiori ai 20 milioni.

Un’altra limitazione alla circolazione è lo esistono 2 tipi di sbarramento:

sbarramento;

• quando sono presenti solo 2 sbarre, oppure quando è presente la figura

sbarramento generale,

del banchiere;

• quando è presente il nome preciso del banchiere.

sbarramento speciale,

Tale sbarramento ha la funzione di circoscrivere i soggetti abilitati all’incasso che sono o un banchiere,

o un suo cliente.

Per quanto riguarda l’assegno il traente vieta che l’assegno sia pagato in

da accreditare,

contanti e ordina l’accreditamento sul conto corrente del portatore-correntista.

Disciplina particolare riguardano gli dove è richiesta una doppia firma del

assegni turistici,

prenditore.

167. Assegno circolare. L’assegno è titolo di credito all’ordine, pagabile a vista, emesso da

circolare

un istituto di credito autorizzato dalla Banca d’Italia; presupposto fondamentale è che il richiedente

deve versare in contanti la somma per la quale l’assegno è emesso.

Sono applicate le stesse norme del vaglia cambiario.

e. Valori mobiliari.

168. Nozione e rinvio. I sono titoli di credito emessi in quantità notevoli e

valori mobiliari

caratterizzati dalla omogeneità e dalla fungibilità; essi sono strumenti d’investimento, di raccolta di

risparmio, di mobilizzazione della ricchezza.

169 E. Pubblicità e trascrizione.

169. Pubblicità dei fatti giuridici in generale. La è il procedimento predisposto dalla legge

pubblicità

per rendere conoscibili ai terzi alcuni fatti, atti, negozi giuridici o provvedimenti dell’autorità

giudiziaria; la finalità è quella di informare i terzi su fatti o atti giuridici particolarmente rilevanti.

L’ordinamento predispone di molteplici strumenti per attuare il sistema pubblicitario; tra questi

ricordiamo:

Registri dello stato civile, dove si registrano le situazioni personali;

● Registro delle persone giuridiche, dove si pubblicizzano gli atti relativi a associazioni e

fondazioni riconosciute;

Registro delle imprese; dove si pubblicizzano gli atti relativi alle imprese;

● Registro immobiliare; dove si pubblicizzano i fatti costitutivi, estintivi e traslativi della

proprietà e di altri diritti su beni immobili;

Registri dei beni mobili registrati; come il Pra (Pubblico registro automobilistico);

● Registro delle tutele e delle curatele, delle adozioni, delle successioni, dei falliti.

Sicuramente uno dei mezzi per la pubblicità più utilizzato e noto è la Gazzetta Ufficiale della

Repubblica Italiana.

Per la cessione dei crediti, la pubblicità si attua con la per i la pubblicità si

notificazione; beni mobili,

attua mediante il difatti, la situazione possessoria fa presumere anche la situazione di diritto.

possesso,

170. Diverse funzioni della pubblicità. La pubblicità può avere diverse funzioni e secondo la funzione

che svolge si può qualificare in:

ha solo la funzione di rendere conoscibile ai terzi situazioni o vicende

pubblicità notizia;

rilevanti; essa è un obbligo, ma la sua omissione pur potendo dar luogo a sanzioni pecuniarie o

penali, del fatto che ne costituisce oggetto;

non incide sulla validità e sull’opponibilità ai terzi

ha la funzione di rendere opponibile ai terzi un fatto giuridico,

pubblicità dichiarativa;

indipendentemente dalla circostanza che ne siano a conoscenza; esso è un onere (e non un

obbligo) a carico della parte che ha interesse a rendere l’atto opponibile ai terzi. A volte tale

pubblicità può essere sufficiente ma non necessaria: nel caso di pubblicità nel registro delle

persone giuridiche, ciò basta a renderlo opponibile,

se il fatto è iscritto, se invece non è

è cmq opponibile verso i terzi che ne erano a conoscenza;

trascritto, si ha quando la pubblicità è per la costituzione di

pubblicità costitutiva; requisito necessario

un rapporto giuridico; l’iscrizione è fondamentale, perché se il fatto giuridico non fosse iscritto

non produrrebbe alcun effetto (es: ipoteca);

è basata sul semplice fatto della conoscenza che il terzo abbia avuto del

pubblicità di fatto;

negozio o dell’atto giuridico;

aggiunge la funzione di eliminare i vizi dell’atto dopo un determinato

pubblicità sanante;

periodo di tempo.

171. Transazione immobiliare: sua funzione dichiarativa. La riguarda gli atti che

trascrizione

indicano la titolarità di beni immobili e beni mobili registrati e consiste nella riproduzione del

contenuto di determinati atti in appositi registri di pubblica consultazione.

funzione

La sua si ricollega direttamente ad una precisa esigenza di mercato, che è quella della

di beni nell’ambito di una società organizzata, e della di tale circolazione,

circolazione conoscibilità

per cui si possa sapere in qualsiasi momento a chi appartiene un determinato bene.

Il documento, che mediante la trascrizione è reso conoscibile ai terzi, può essere un contratto,

una un

dichiarazione unilaterale, provvedimento dell’autorità giudiziaria o amministrativa.

170

La trascrizione ha natura ed è a base personale: difatti, gli atti sono trascritti sotto il

dichiarativa

cognome e il nome delle persone interessate.

La è quella di risolvere i conflitti tra più acquirenti dello stesso bene

funzione tipica della trascrizione

dallo stesso alienante: difatti, la (art. prevede due effetti:

norma 2644)

tale effetto postula che la trascrizione degli atti relativi a beni immobili non

1. effetto negativo;

ha effetto sui terzi che hanno acquistato un diritto sullo stesso immobile e che anticipatamente

hanno trascritto l’atto;

tale effetto postula che tra due acquirenti dello stesso bene dallo stesso

2. effetto positivo;

alienante prevale colui che ha trascritto l’atto per primo.

Tale norma si basa sul esso pone in una situazione favorevole colui che,

principio consensualistico:

anche se non poteva acquistare, ha trascritto per primo la vendita.

Esempio - A e B acquistano lo stesso bene dal soggetto C: lo acquista il 1 gennaio e lo trascrive il 7,

A

mentre lo acquista il 3 gennaio ma lo trascrive il 5.

B

Tra i due perché ha trascritto l’atto per primo. Il secondo acquirente (cioè B che ha prevalso)

prevale B,

ha acquistato il diritto a titolo derivativo dal soggetto C, mentre l’acquisto di A è ritenuto come se non

fosse mai esistito.

CONSEGUENZE:

1. ad spetta un

A risarcimento del danno per inadempimento contrattuale;

2. invece, è scagionato da un risarcimento a titolo di solo se dimostra di

B, Resp. extracontrattuale

aver acquistato il bene in buona fede, cioè ignorando un precedente acquisto di A.

In conclusione, la giurisprudenza, in caso di conflitto fra più aventi causa dallo stesso alienante, dà la

pubblicità

priorità alla anziché all’anteriorità del titolo.

172. Eccezionalità della trascrizione con efficacia costitutiva. La trascrizione è una pubblicità con

natura dichiarativa; tuttavia, in alcuni casi può avere ossia diviene elemento

natura costitutiva,

necessario affinché l’atto giuridico produca i suoi effetti.

Esempio è l’usucapione l’usucapione è un modo di acquisto della proprietà a titolo

abbreviata:

originario e in alcuni casi la legge prevede tempi abbreviati (es: per usucapire i beni mobili registrati

devono decorrere 3 anni).

Affinché possa operare l’usucapione abbreviata sono necessari: la buona fede al momento

dell’acquisto, un titolo idoneo in astratto a trasferire la proprietà e la trascrizione del titolo.

Il termine di usucapione inizia a decorrere dal giorno in cui avviene la trascrizione (ex nunc).

173. Principio di continuità delle trascrizioni. Il sistema della trascrizione immobiliare si fonda sul

principio della infatti, la trascrizione di un acquisto produce i suoi effetti

continuità delle trascrizioni;

solo se è stato trascritto l’anteriore atto d’acquisto.

Questo principio implica che ad ogni corrisponda una

trascrizione contro un soggetto, trascrizione a

dello stesso soggetto; esempio:

favore

• “Tizio ha venduto a Caio un immobile”, è la trascrizione contro Tizio;

• “Tizio ha acquistato l’immobile da Sempronio”, è la trascrizione a favore di Tizio.

Nel caso manchi la continuità delle trascrizioni, la trascrizione attuale non è annullata, ma è fin

sospesa

quando la catena dei trasferimenti non venga completata; quando avviene la trascrizione dell’atto

precedente, le successive trascrizioni hanno efficacia ex tunc.

se Caio acquista un immobile da Tizio, il quale lo

Esempio della continuità delle trascrizioni:

ha acquistato da Sempronio, affinché Caio possa rendere opponibile ai terzi il suo acquisto, deve non

solo trascriverlo contro Tizio (suo alienante), ma deve accertarsi che sia stata curata la trascrizione a

favore di Tizio contro Sempronio (alienante di Tizio); Caio può anche personalmente provvedere alla

trascrizione a favore di Tizio contro Sempronio.

Una al principio della continuità delle trascrizioni è rappresentata dall’ipoteca a

deroga legale

favore dell’alienante e del condividente.

171

In conclusione, si può acquistare un immobile con tutta sicurezza solo se dai registri immobiliari risulta

che parte dal dante causa e va a ritroso fino al primo proprietario.

una serie continua di trascrizioni,

174. Atti soggetti a trascrizione e relativa efficacia. L’elenco degli atti che devono essere trascritti è

presente nel codice; la caratteristica è che per grandi linee devono essere trascritti tutti quegli atti che

pena la nullità.

richiedono la forma scritta ad substantiam,

Tra questi atti figurano:

• atti o provvedimenti che costituiscono, modificano, o trasformano la proprietà, oppure altri diritti

reali immobiliari;

• il contratto preliminare: la sua trascrizione ha solo un effetto prenotativo;

• i contratti condizionati o a termine;

• gli atti, aventi ad oggetto beni immobili, di permuta, di locazione, di donazione, di transazione;

• l’accettazione dell’eredità;

• le convenzioni matrimoniali: tale trascrizione ha solo una mera funzione di pubblicità notizia;

• la cessione dei beni ai creditori.

175. Trascrizione delle domande giudiziali. La ha lo scopo di

trascrizione delle domande giudiziali

rendere opponibile la sentenza ai terzi che abbiano acquistato il diritto durante lo svolgimento del

processo.

La trascrizione ha una funzione in quanto, dopo che la domanda è stata

preliminare di prenotazione,

accettata, le trascrizioni successive a quelle della domanda giudiziale non avranno effetti contro colui

che ha trascritto la domanda giudiziale.

176. Modalità della trascrizione. La trascrizione si può chiedere esclusivamente in forza di un titolo

prescritto dalla legge, come una sentenza, un atto pubblico, una scrittura privata autenticata o accertata

giudizialmente.

La trascrizione è un per la parte e un per il pubblico ufficiale che redige l’atto.

onere obbligo

I registri immobiliari sono affidati al la parte per ottenere la trascrizione deve presentare

conservatore;

una copia autentica del titolo e una nota in doppio originale nella quale sono contenute le indicazioni

prescritte dalla legge.

Se l’immobile si estende su due circoscrizioni, la domanda deve essere presentata presso entrambe e

l’atto trascritto presso entrambi gli uffici.

Il conservatore può rifiutare di ricevere le note e i titoli solo se tali documenti non presentano i

requisiti previsti dalla legge; egli non può rifiutarsi pena la sua responsabilità.

Nel caso ci sono dubbi gravi e fondati sulla trascrivibilità di un atto, il conservatore può operare una

e la parte controinteressata può proporre

trascrizione con riserva reclamo entro 30 giorni.

La domanda di trascrizione può essere presentata (allo scopo di evitare

solo negli orari d’ufficio

abusi) e il pena la

pubblico ufficiale è obbligato a curare la richiesta nel più breve termine possibile,

sua responsabilità.

La domanda di trascrizione è annotata dal conservatore sul in

Registro generale d’ordine;

questo registro non esiste un’elencazione dei beni perché la trascrizione è fatta sotto il cognome e il

nome dell’interessato, in base ad un criterio e non reale.

personale

172

177. Altre forme di pubblicità: intavolazione mobiliare e iscrizione costitutiva. Nel sistema giuridico

tedesco e in alcune regioni come il Trentino e il Friuli, un istituto giuridico molto simile alla

trascrizione è l’intavolazione. Differenze:

1. mentre la trascrizione ha effetto dichiarativo, l’intavolazione ha in quanto

effetto costitutivo,

solo con essa il soggetto interessato acquista la titolarità del diritto;

2. mentre la trascrizione si basa su un criterio personale, l’intavolazione si basa su un criterio

in quanto è attuata con riferimento ai beni e non alle persone.

reale,

Anche i beni mobili registrati seguono il criterio reale e non il criterio personale utilizzato dal sistema

italiano della trascrizione.

Altra forma di pubblicità è l’iscrizione, che ha efficacia le società di capitali si

costitutiva:

costituiscono solo con l’iscrizione del relativo atto costitutivo nel Registro delle imprese.

Parte quinta: Responsabilità civile e illecito

173 a. Responsabilità da fatto illecito.

1. Nozione. Nell’ordinamento ci sono situazioni giuridiche come l’integrità della persona, il suo onore,

la proprietà sulle cose, che sono tutelate; l’interesse a queste situazioni è tutelato non mediante una

prestazione da parte di altri, ma è tutelato dal semplice fatto che la persona possa continuare a godere

della situazione.

Queste situazioni hanno una tutela nel senso che tutti i consociati devono astenersi dal

erga omnes,

lederle.

Se una di queste situazioni è violata, si parla di il codice lo disciplina come “Qualunque

fatto illecito:

fatto o che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che l’ha commesso

doloso colposo,

(danneggiante) a risarcire il danno a colui che l’ha ricevuto (danneggiato) (2043)”.

Il fatto illecito, quindi, si ha quando vengono lesi l’altrui integrità, reputazione, diritto di proprietà o

altra situazione soggettiva tutelata.

La responsabilità che consegue dalla violazione di tali precetti è chiamata responsabilità

(dal codice romanistico), o (a differenza della responsabilità contrattuale

aquiliana extracontrattuale

gravante sul debitore), o o o, più recentemente,

responsabilità da atto fatto illecito responsabilità

civile.

Con il termine responsabilità civile, il legislatore vuole far prevalere la funzione riparatoria

dell’istituto, su quella sanzionatoria.

Per s’intende quel fatto che lede un diritto altrui; l’illecito civile riunisce in un

illecito civile

unico concetto il fatto illecito e l’inadempimento dell’obbligazione.

Si parla di quando un medesimo comportamento consiste a un

concorso di responsabilità

tempo nell’inadempimento di un’obbligazione e nella lesione di un diritto assoluto della persona.

Ad es. Tizio resta ferito in un incidente mentre viene trasportato in vettura da Caio, col quale aveva

stipulato un contratto di trasporto.

2. Imputazione del fatto. Affinché il fatto illecito sia causa di responsabilità per chi lo ha commesso,

sono necessari alcuni presupposti chiamati essi sono:

elementi del fatto illecito;

il profilo o riguarda il fra la condotta della persona e

1. nesso di causalità

materiale oggettivo

l’evento lesivo.

Il nesso causale sussiste allorché il danno si verifica. In dipendenza del fatto umano, secondo

l’ordine naturale delle cose e non rappresenta il prodotto di circostanze eccezionali (principio di

causalità adeguata). se Caio, ferito da Tizio, viene trasportato al pronto soccorso e quivi

Esempio:

muore per un incendio, tizio non risponde delle conseguenze di tale ulteriore incidente, benché Caio

non ne sarebbe stato vittima se non fosse stato ferito.

Il può consistere sia in un atto positivo (commissivo), dal quale il soggetto

comportamento dannoso omissivo:

avrebbe dovuto astenersi, sia in un comportamento questo è rilevante solo quando chi ne

è l’autore aveva il e no l’ha fatto.

dovere giuridico di agire

il profilo o riguarda la che consiste nel comportamento della persona

2. colpa,

morale soggettivo

da quello legale previsto, cioè improvvido e imprevidente.

difforme sconsiderato,

La colpa si qualifica quando il soggetto che lo ha commesso ha agito con la e la

dolo coscienza volontà

di cagionare l’evento dannoso.

La si ha quando un soggetto è consapevole che il suo comportamento può

colpa con previsione

produrre l’evento lesivo, ma manca comunque la volontà di produrre tale danno.

La si ha nei casi di violazione delle regole dell’ordinaria diligenza; la si ha

colpa lieve colpa lievissima

nei casi di violazione per una negligenza minima.

La comprende la l’inosservanza delle

colpa in senso stretto negligenza, l’imprudenza, l’imperizia,

leggi o dei regolamenti o di ordini o di discipline; la comprende sia il dolo che la

colpa in senso lato

colpa in senso stretto.

174 capace di

Perché il fatto dannoso possa essere imputato all’agente, l’art. richiede che questi sia

2046

intendere e di volere al momento in cui lo ha commesso; nel caso in cui tali capacità manchino, il

soggetto non risponde delle conseguenze del fatto dannoso, salvo che lo stato di incapacità sia dovuto

(ad es. per essersi ubriacato) o sia stato determinato.

per propria colpa dolosamente

L’imputazione del fatto illecito è regolato dalla disciplina della responsabilità civile, la quale ha

l’intento di svolgere due funzioni: una con l’intento di far rispondere del fatto

funzione sanzionatoria,

dannoso colui che lo ha commesso; una mediante la minaccia del risarcimento e

funzione preventiva,

la maturità delle persone.

3. Imputazione del fatto e fattispecie c.d. speciali di responsabilità. Di regola l’obbligo di risarcire il

danno incombe su colui che ha commesso il fatto. Non mancano però ipotesi in cui, soprattutto allo

scopo di è prevista la responsabilità di un soggetto diverso

rafforzare la tutela dei danneggiati,

dall’autore del fatto dannoso, accanto, eventualmente alla responsabilità di quest’ultimo.

Perciò ai criteri di imputazione del fatto sono stati affiancati altri criteri come la responsabilità

o

indiretta per fatto altrui.

Il disegno del legislatore era quello di ricondurre ogni ipotesi di responsabilità ad un

comportamento. Quindi si individua nel dell’agente la fonte della responsabilità: per fatto

fatto proprio

proprio si intende sia quello immediatamente riferibile alla persona, sia quello che è reputato tale in

virtù di fattispecie espressamente disciplinate dalla legge (esempio: è considerato fatto proprio del

committente il fatto illecito del dipendente commesso nell’esercizio delle sue mansioni).

Queste norme erano già presenti nel che ha preso spunto dalla traduzione del

codice del 1865,

Codice Napoleonico; con l’avvento del nuovo codice sono stati introdotti nuovi criteri come le

e le al fine di configurare al meglio l’imputabilità del

presunzioni di colpa presunzioni di causalità,

soggetto.

Non sono reputati come criteri di imputazione il il e

rischio-profitto, rischio di impresa

l’esposizione al pericolo.

4. Lesione dell’altrui situazione. Affinché il danno sia fonte di responsabilità per chi lo ha causato, è

necessario che sia ossia che si configuri una lesione della situazione giuridica soggettiva

ingiusto,

tutelata dalla legge.

erga omnes

Se non vi è lesione, il danno è “giusto”, cioè va sopportato da chi lo subisce, come ad esempio

nell’ipotesi di un atto di concorrenza leale e non può essere trasferito su altri, cioè sul danneggiante o

su altra persona indicata quale responsabile.

Secondo la il danno è ingiusto (e quindi risarcibile) solo quando consiste nella

dottrina tradizionale,

lesione di un diritto soggettivo assoluto: infatti, solo tali diritti si fanno valere erga omnes, per cui

chiunque è in condizione di violarli; i diritti relativi (diritti di credito), invece, possono essere violati

solo dal debitore che non esegue la prestazione.

In questi ultimi tempi, tuttavia, si è assistito ad un progressivo allargamento delle situazioni considerate

meritevoli di tutela, che ha indotto ad elaborare nuovi modelli di risarcimento ispirati ai principi

costituzionali di solidarietà, di eguaglianza e sicurezza sociale nei rapporti tra i privati.

Così l’interprete ha disciplinato alcune fattispecie in cui la lesione può provocare risarcimento: il

a)

danno per l’uccisione di un soggetto, attribuisce il diritto al risarcimento ai congiunti che ricevevano un

sostentamento di tipo economico dal soggetto ucciso; la lesione di un diritto di credito ad opera di un

b)

soggetto diverso dal debitore, dà luogo ad una responsabilità aquiliana, quando abbia impedito

l’adempimento (es.: uccisione del debitore in un incidente d’auto).

Il problema tuttavia sta nell’identificare quale situazione è giuridicamente rilevante.

Tale qualificazione può avvenire solo con l’interpretazione, che può dare una risposta equilibrata che

sappia anche limitare l’area tutelata, in modo da non paralizzare le attività del soggetto che ha diritto di

sapere di quali lesioni di diritti altrui può essere chiamato a rispondere.

Il nostro codice discorre di per differenziarsi dal codice

danno ingiusto anziché di fatto ingiusto

tedesco e dal codice inglese che discorrono di atti illeciti tipici, cioè di fattispecie specifiche di illecito

strutturate nello stesso modo dei reati.

175

Del resto, non è rilevante rendere tipico o atipico il comportamento delle persone, in quanto tale

comportamento è ritenuto illecito solo se produce lesione all’altrui situazione giuridicamente tutelata

dalla legge.

5. Cause di giustificazione. La responsabilità dell’autore del fatto può essere limitata o esclusa quando

ricorrano circostanze indicate come (o cause di esclusione di antigiuridicità):

cause di giustificazione

esse sono lo stato di necessità e la legittima difesa.

Lo (2045) si ha quando chi ha compiuto il fatto dannoso vi è stato costretto

1. stato di necessità

dalla o altri dal pericolo attuale di un e il pericolo

necessità di salvare sé danno grave alla persona,

non è stato da lui volontariamente causato (es. Tizio vede che Caio sta per far fuoco contro di lui e

per salvarsi si nasconde dietro un passante); al danneggiato spetta però un’indennità calcolata dal

giudice.

Presupposti:

• Il comportamento dell’autore deve essere e contrario a norme di legge,

cosciente, volontario

alla comune prudenza, alla diligenza e a norme tecniche;

• il deve e non deve essere putativo, cioè non deve provenire da una

pericolo esistere

convinzione, ma deve essere reale;

• ci deve essere una fra il fatto dannoso e il pericolo che si vuole evitare;

proporzione

• il danno incombente deve essere cioè non deve sussistere altra via per sfuggire al

inevitabile,

danno;

L’indennità che spetta al danneggiato è misurata dal giudice su criteri rigidi e predeterminati:

egli può tener conto del pericolo, delle condizioni economiche delle parti, della gravità del danno;

la è quella di ripristinare la situazione del soggetto leso.

funzione dell’indennità

Lo stato di pericolo può anche essere causato dal fatto colposo di un terzo: in questo caso si

verifica un tra la responsabilità del terzo e quella del danneggiante.

concorso alternativo

Se il danneggiato non sia integralmente risarcito dal terzo, potrà rivalersi su colui che ha agito in

stato di necessità (danneggiante): quest’ultimo, qualora abbia risarcito l’equa indennità, potrà

rivalersi su che abbia creato la situazione di pericolo.

La (2044), in cui che ha commesso il fatto per esservi stato

2. legittima difesa non è responsabile

costretto dalla proprio od altrui contro il pericolo attuale di

necessità di difendere un diritto

un’offesa sempre che la difesa sia proporzionale all’offesa.

ingiusta,

I sono:

presupposti

• il di un diritto proprio o altrui: per s’intende non solo quello

verificarsi di un’aggressione diritto

di natura personale, ma anche di natura patrimoniale;

• la se la difesa è superiore all’offesa ricevuta, l’offesa

proporzionalità fra difesa ed offesa:

originaria dell’aggressore-danneggiato conserva la sua rilevanza ai fini di una riduzione del

risarcimento.

Se un soggetto, per difendere sé stesso o altri da un danno incombente proveniente da un aggressore,

provoca un danno a terzo, è applicata la disciplina dello stato di necessità.

Alla categoria delle cause di giustificazione appartiene anche l’esercizio quando

di un diritto:

il soggetto è autorizzato dalla legge a tenere un comportamento lesivo per altri, in capo a lui non sorge

nessuna responsabilità. Tuttavia in alcuni casi la legge prevede un’indennità per i danni cagionati

dall’agente al fine di contemperare i confliggenti interessi dei soggetti coinvolti.

Tale esercizio va comunque distinto dall’abuso di diritto.

Alcuni esercizi di diritto sono:

• che esonera da responsabilità colui che agisce per tutelare la

tutela della salute e dell’ambiente,

salute dell’uomo e dell’ambiente;

• che esonera da responsabilità colui che divulga notizie che possono incidere

diritto di cronaca,

sul prestigio e sulla reputazione di singole persone, purché tali notizie siano vere e provenienti da

fonti attendibili.

176 Altra causa di esclusione della responsabilità è il il quale

consenso dell’avente diritto,

consenso autorizza un altro soggetto a provocare un fatto lesivo al proprio diritto; tale causa trova però

non poche limitazioni, soprattutto nel campo dei diritti indisponibili della persona.

La giurisprudenza ha qualificato il comportamento di chi ha usato l’immagine

illecito altrui,

senza il consenso della persona ritratta ed ha considerato illecita la copiatura di software per PC,

senza il consenso del titolare del diritto di autore.

6. Distribuzione dell’onere della prova. La legge prevede che chi volesse agire per la riparazione del

danno subito deve provare il fatto illecito altrui in tutti i suoi elementi (art. 2697).

Tale legge, comunque, trova delle eccezioni dettate dalla giurisprudenza, come ad esempio per la

capacità di intendere e di volere; essa non deve essere provata dal danneggiato in quanto è presunta in

chi abbia raggiunto la maggiore età o sia in prossimità di raggiungerla.

L’onere che al momento del fatto ci fosse incapacità di intendere e di volere spetta al

di provare

diretto interessato, ossia al danneggiante.

La legge ha previsto delle presunzioni sia di capacità, sia di colpa: le presunzioni di causalità

postulano che in determinate circostanze la lesione dell’altrui situazione è imputabile a determinate

persone più che ad altre o alla causalità; le postulano che il comportamento delle

presunzioni di colpa

persone che hanno commesso il fatto è strettamente legato alla colpa, cioè tali soggetti non hanno

tenuto un comportamento idoneo ad evitare il fatto lesivo.

- l’onere della prova spetta al danneggiato che deve provare un

Presunzioni di causalità:

collegamento tra l’evento lesivo e il comportamento del soggetto su cui grava la responsabilità di

un determinato soggetto.

- l’onere spetta al danneggiante e si parla di perché il questi

Presunzioni di colpa: prova liberatoria

deve provare di aver tenuto un comportamento idoneo ad evitare l’evento.

Il danneggiante può provare la sua innocenza con varie prove liberatorie, come ad esempio la “prova di

non aver potuto impedire il fatto” o la “prova di aver fatto tutto il possibile per impedire il danno” o la

“prova di caso fortuito”.

In conclusione, la legge crea modelli di comportamento a cui le persone devono attenersi per

non vedersi imputare gli eventi dannosi verificatesi in connessione con la loro attività o posizione.

Le presunzioni di causalità e di colpa sono determinate su criteri probabilistici – statistici, su criteri

tecnici.

7. Il principio della colpa. Il principio personale della responsabilità è stato di recente duramente

criticato: difatti, la dottrina prevalente presuppone la responsabilità anche in mancanza di colpa, perché

il danneggiante, anche se dimostra di aver preso tutte le possibili misure idonee ad evitare il danno,

sicuramente non ha adottato una misura ulteriore oltre a quelle in concreto adottate.

Altri esempi di responsabilità in assenza di colpa sono i dove è difficile trovare chi è

danni anonimi,

l’autore dell’evento lesivo.

Quindi, al principio generale della responsabilità del fatto illecito (art. 2043) si oppone il principio della

dove il soggetto risponde di un fatto lesivo anche se lo ha commesso senza

responsabilità oggettiva,

dolo o colpa.

La si configura in molte eccezioni previste e disciplinate dal codice;

responsabilità oggettiva

essa si basa sulla sola esistenza di un rapporto di causalità tra il fatto e l’evento lesivo.

Il soggetto, a cui è imputato il fatto dannoso e sui cui grava la responsabilità oggettiva, può liberarsi da

tale responsabilità provando l’imprevedibilità o l’inevitabilità cioè deve provare

dell’evento dannoso,

la mancanza del nesso di causalità tra il suo comportamento e l’evento lesivo.

Con questa nuova ottica di responsabilità, anche il risarcimento ha subìto delle modifiche:

difatti il sotto questa nuova prospettiva, ha una funzione non sanzionatoria, ma

risarcimento,

ossia restitutoria della situazione lesa.

riparatoria,

177 b. Responsabilità c.d. speciali.

8. Responsabilità per danno cagionato dall’incapace. In caso di danno cagionato da persona incapace

di intendere e di volere, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo

che provi di non aver potuto impedire il fatto.

dell’incapace si fonda non solo su un vincolo giuridico, come

Il dovere di sorveglianza

l’obbligo che grava sui genitori e sui tutori, ma si fonda anche su una come la

relazione di fatto

coabitazione, la convivenza o da una libera scelta, come ad esempio la responsabilità del minore che

grava sui nonni con i quali egli convive.

Ai fini dell’applicazione dell’art. 2047 è indifferente che l’incapace sia di maggiore o minore

età, in quanto ne rispondono i genitori che con lui convivono e coabitano.

Nel caso di un fatto lesivo commesso da ne risponde l’azienda sanitaria che aveva

infermo di mente,

l’obbligo di sorvegliarlo.

L’accertamento dello stato di incapacità di intendere e di volere non è fatto tramite precisi indici

normativi, ma tramite e

criteri di comune esperienza nozioni della scienza.

Affinché il soggetto tenuto alla sorveglianza possa dimostrare la sua non responsabilità, egli può

esperire la con la quale dimostra che l’evento dannoso si è verificato

prova liberatoria

improvvisamente mentre egli stava tenendo un normale e diligente esercizio della sorveglianza.

Nel caso in cui il danneggiato non consegue il risarcimento da parte del sorvegliante, egli può

ottenere un’equa indennità dallo stesso incapace, autore materiale del fatto lesivo; l’indennità è

misurata dal giudice tenendo conto delle condizioni economiche delle parti.

9. Responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori, dei maestri d’arte. L’art. dispone che per

2048

il fatto illecito commesso da minori d’età non emancipati, capaci d’intendere e di volere, ne rispondono

i e i che non abbiano fatto quanto necessario per impedire il fatto illecito del minore;

genitori tutori

responsabili, quindi, non sono solo i genitori e i tutori, ma anche gli adottanti, i precettori, i maestri

d’arte che sono responsabili per il fatto illecito dell’allievo o dell’apprendista.

La responsabilità di questi concorre con quella del minore, ma è da questa.

autonoma

Il danneggiato può proporre azione contro i genitori, tutori, precettori, e anche contro il minore;

in seguito il genitore, che ha risarcito il danno provocato dal minore, può agire in via di nei

regresso

confronti del figlio.

Per la giurisprudenza intende sia insegnanti di scuole pubbliche e private, sia

precettore

istruttori, escludendo però i direttori didattici.

se volessero dimostrare la loro non responsabilità, possono esperire la

I genitori, prova liberatoria

che richiede sia una ossia la non possibilità di impedire il fatto, che una

prova negativa, prova

ossia occorre provare di aver svolto con adeguatezza una giusta vigilanza sul minore e di

positiva,

avergli impartito un’idonea educazione.

Ai fini della prova liberatoria ha molta rilevanza l’educazione e non vengono tenuti in

impartita

considerazione i giudizi scolastici, in quanto il minore può avere comportamenti diversi fuori e dentro

la scuola.

Per quanto riguarda, invece, ci sono 2 orientamenti:

la prova liberatoria dei precettori,

• il ritiene necessario che il fatto illecito dell’allievo sia stato repentino ed imprevedibile;

primo

• il postula che la vigilanza del precettore non deve essere assoluta, ma relativa, cioè

secondo

deve essere proporzionata alla maturazione e all’età dell’allievo.

Non sono responsabili del fatto illecito, commesso dall’allievo durante l’intervallo, gli insegnanti che

stavano operando il cambio; se il fatto illecito dell’allievo, avviene durante l’ora di lezione, l’insegnate

è responsabile se era assente per motivi non giustificati.

Per quanto riguarda i ossia coloro che insegnano un mestiere o un’arte, sono

maestri d’arte,

ritenuti responsabili dei danni causati dal minore durante l’apprendimento di una professione.

178

10. Responsabilità dei padroni e dei committenti. L’art. dispone che per il fatto illecito di

2049

commesso o domestico, nell’esercizio delle loro incombenze, ne rispondono i padroni e i committenti. I

di tale responsabilità sono:

presupposti

• il fatto illecito deve essere causato dal o

commesso domestico;

• un tra il padrone o i committenti e i suoi commessi o domestici; tale

rapporto di preposizione

rapporto si può configurare in un o in un È sufficiente che ci sia una

lavoro subordinato, mandato.

relazione tra il commesso che agisce in una posizione di subordinazione, e il committente che ha un

potere di direzione, di controllo e di sorveglianza sulla condotta e sull’operato del commesso; è

escluso tra i rapporti di preposizione, che rendono applicabile l’art 2049, quello d’agenzia e quello

d’appalto, perché l’agente e l’appaltatore agiscono in propria autonomia assumendosi il rischio

dell’opera;

• un tra il danno e le incombenze da svolgere; è sufficiente un

nesso di dipendenza nesso di

cioè se le mansioni svolte dal commesso sono state tali da agevolare o

occasionalità necessaria,

favorire la produzione dell’evento dannoso. Affinché il nesso di dipendenza sia è richiesto

valido,

che le mansioni che si stavano svolgendo al momento del fatto, rientrino nell’attività che è stata

affidata: se all’operaio, recatosi in una casa per montare delle tende, viene chiesto il piacere di

aggiustare un televisore, se nell’operazione questo viene danneggiato, del fatto non ne risponde il

titolare della ditta.

Per quanto riguarda l’onere se il committente o padrone vuole dimostrare la sua non

della prova,

responsabilità del fatto, deve provare che non vi sia un nesso fra le mansioni affidate e l’illecito

commesso dal dipendente.

Il committente, che ha risarcito il danno provocato dal commesso, può esperire azione di rivalsa

contro il dipendente stesso per l’intera somma.

trattasi di resp. oggettiva per fatto altrui (o indiretta) fondato sulla sussistenza di un rapporto di preposizione e di un

Ratio:

nesso di occasionalità.

La Resp. oggettiva si basa su un principio di equità che impone di trasferire l’obbligo di risarcimento del danno dai dipendenti

ai datori di lavoro, che è il soggetto economicamente più forte, così da assicurare al danneggiato una completa riparazione

del danno subìto.

11. Responsabilità per l’esercizio di attività pericolosa. L’art. dispone che chiunque cagioni

2050

danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa per sua natura o per natura dei mezzi

adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il

danno. Affinché un’attività sia ritenuta per sua natura o per natura dei mezzi adoperati, è

pericolosa

richiesta l’esistenza di una rilevante probabilità di danno derivante da tale attività, oppure che tale

attività abbia una spiccata pericolosità offensiva; un’attività è valutata pericolosa prima che accada

l’evento e l’accertamento è fatto su e su

criteri di esperienza nozioni di scienza.

L’attività pericolosa si distingue dalla condotta pericolosa in quanto la è

condotta pericolosa

caratterizzata da un’attività innocua, ma divenuta pericolosa a seguito della condotta negligente di chi

la esercita.

Per le attività pericolose non è necessario dimostrare il nesso di causalità, in quanto è sufficiente

l’esistenza di un nesso intrinseco (eziologico) tra l’attività e il danno.

Nel caso il soggetto che esercita l’attività pericolosa voglia liberarsi dalla responsabilità, deve

dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno, comprendendo anche quelle

ancora non obbligatorie al momento del sinistro.

Il soggetto che esercita l’attività pericolosa è liberato dalla responsabilità, se la partecipazione

del terzo è rilevante al punto tale da escludere il nesso causale tra l’attività pericolosa e l’evento.

Dalla disciplina ex art. restano quelle attività che, pur se pericolose in sé o per

2050 escluse

definizione legislativa, siano tuttavia regolate, quanto alla responsabilità, da norme particolari

contenute nello stesso codice civile.

179

12. Responsabilità per danno cagionato da cose in custodia. L’art. dispone che ciascuno è

2051

responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.

L’articolo riguarda i danni cagionati dalla cosa cioè senza che questa sia

autonomamente,

azionata o manovrata dall’uomo: se il danno è prodotto a causa di un uso errato o maldestro della cosa,

si rientra nell’ipotesi generale dell’art. 2043. Esempio: il gestore di un bar è responsabile dei danni cagionati ai

clienti dalla improvvisa esplosione di alcune bottiglie contenenti una bevanda gassata.

Per la giurisprudenza intende, il proprietario, l’usufruttuario, l’enfiteuta, il conduttore,

custode

il possessore, ossia colui che esercita un potere materiale sulla cosa.

effettivo e non occasionale

L’onere che deve provare non solo l’esistenza di un

della prova spetta al danneggiato

effettivo potere fisico sulla cosa, ma anche un nesso di causalità tra il danno e la custodia inadeguata

del custode. Il custode può liberarsi dalla responsabilità, provando il caso fortuito; per caso fortuito

non s’intende solo il fatto imprevedibile ed inevitabile, ma anche il fatto del danneggiato e il fatto del

terzo: il custode è liberato quando il terzo o il danneggiato abbia fatto un utilizzo della cosa difforme

dagli usi previsti.

La natura della responsabilità si fonda sul degli oggetti che incombe sul

dovere di custodia

custode.

13. Responsabilità per danno cagionato da animale. L’art. dispone che del danno cagionato da

2052

animale ne risponde il proprietario o chi ne fa uso, sia che l’animale fosse sotto la sua custodia, sia che

fosse fuggito o smarrito, salvo che si provi il caso fortuito.

Sono danni cagionati da animali quelli prodotti da un fatto autonomo dell’animale a prescindere,

quindi, dalla guida o da un comando dell’uomo; sono per esempio il

esclusi dalla responsabilità

contagio di malattie infettive o il caso in cui un soggetto inciampa su un animale accovacciato.

L’art. è applicabile per ogni specie di animale: domestico, randagio, feroce,

2052

addomesticato; anche la selvaggina rientra nel campo di applicazione del 2052 e del danno cagionato

ne risponde lo Stato, in quanto la selvaggina rientra nella categoria dei beni patrimoniali indisponibili

dello Stato.

I soggetti responsabili sono sia il proprietario che si serve dell’animale per un determinato

tempo e rispondono non solo per la custodia dell’animale, ma anche se esso fugga o venga smarrito;

tali soggetti possono esperire la prova liberatoria dimostrando il caso fortuito.

Per quanto riguarda la responsabilità, parte della dottrina la configura come una responsabilità

in quanto derivata dalla non adeguata custodia dell’animale; altra parte la configura, invece,

soggettiva,

come una perché anche un’adeguata custodia non può impedire all’animale

responsabilità oggettiva,

di avere un comportamento istintivo e convulso proprio della sua natura.

14. Responsabilità per rovina di edificio. L’art. dispone che per il danno cagionato dalla rovina

2053

di un edificio o di un’altra costruzione ne risponde il proprietario, salvo che provi che tale rovina non è

dovuta a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione.

Il soggetto responsabile è il salvo nel caso in cui l’edificio era in custodia di un

proprietario,

altro soggetto perché in questo caso il proprietario che ha risarcito il danneggiato può esperire azione di

regresso nei confronti del custode (responsabilità solidale).

Soggetto responsabile è anche il proprietario di un immobile dato in locazione perché egli ha il

dovere di vigilare sull’efficienza del fabbricato; tuttavia, il conduttore non solo ha l’obbligo di avvertire

il locatore sulla necessità di riparazioni, ma risponde anche dei danni causati dalle piante poste nel

giardino dell’immobile.

Nel caso di un diritto reale di godimento sull’immobile, ne rispondono solidalmente il

proprietario e il titolare del diritto.

La giurisprudenza intende per qualsiasi immobile o altra costruzione fabbricata con materiale

edificio

edilizio ed incorporata al suolo; con il termine la giurisprudenza indica la disgregazione e il

rovina

distacco non solo di parti dell’edificio, ma anche di accessori e manufatti incorporati allo stesso (tegole

e cornicioni).

180 Il proprietario responsabile può esperire la prova liberatoria dimostrando che la rovina è stata

causata non da un difetto di manutenzione o da un vizio di costruzione, ma dal caso fortuito (es:

infiltrazione per piogge abbondanti).

Seconda la dottrina si tratta di responsabilità mentre la giurisprudenza ricorre alla

oggettiva,

nozione di presunzione di responsabilità.

15. Responsabilità per danni da circolazione di veicoli. L’art. dispone che il conducente di un

2054

senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla

veicolo del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno;

circolazione

Nel caso di vige la presunzione della pari colpevolezza dei conducenti,

scontro fra più veicoli, 2 ).

se non sia possibile accertare che il fatto è imputabile ad uno dei due conducenti (art. 2054

col conducente rispondono del danno anche il proprietario o l’usufruttuario o

Solidalmente

l’acquirente con patto di riservato dominio, e il conduttore può liberarsi solo se dimostri di aver

adottato tulle le specifiche misure per impedire la circolazione del veicolo e non basta che egli provi

3

che il veicolo ha circolato anche senza la sua autorizzazione (art. 2054 ).

Se il conducente volesse liberarsi dalla responsabilità deve dimostrare di aver tenuto la massima

nella circolazione; tuttavia, è responsabile, nonostante la massima diligenza tenuta, anche se

diligenza

il vizio di costruzione o il difetto di manutenzione non erano a lui imputabili o da lui conosciuti, in

4

).

quanto vige la (art. 2054

responsabilità oggettiva

La giurisprudenza intende per qualsiasi mezzo di trasporto di persone o di cose guidato

veicolo

dall’uomo e che può circolare liberamente, escludendo quindi i veicoli a rotaie che non possono

circolare liberamente; per la giurisprudenza intende il movimento del veicolo su via

circolazione

pubblica o aperta al pubblico, comprendendo nel movimento anche la sosta e la fermata.

In conclusione, tale norma sulla circolazione è, comunque, coadiuvata dal codice della strada.

16. Responsabilità per danni da prodotti difettosi. Il legislatore dispone che per il danno cagionato da

prodotto difettoso ne risponde il produttore, ossia il fabbricante del prodotto finito.

Per si intende colui che ha fabbricato il prodotto finito, colui che ha apposto il proprio

produttore

nome, marchio o qualsiasi segno distintivo; se il produttore non è individuabile, il responsabile del

danno è il fornitore del prodotto.

Tale disciplina è applicabile solo se il fornitore non abbia fornito al danneggiato, entro tre mesi dalla

sua richiesta, l’identità e il domicilio del produttore.

Per si intende ogni bene mobile inclusa l’elettricità ed esclusi i prodotti agricoli.

prodotto

I si differenziano in:

difetti se riguardano i singoli esemplari e ricorrono quando il prodotto non

difetti di fabbricazione,

offre la stessa sicurezza normalmente offerta dagli altri esemplari della stessa serie;

se riguardano l’intera serie dei prodotti e ricorrono

difetti di progettazione e di informazione,

quando il prodotto non offre la stessa sicurezza che si può legittimamente attendere tenuto conto di

alcune circostanze, come la pubblicità del prodotto e il tempo impiegato per la sua produzione.

L’onere spetta al danneggiato, che deve provare l’esistenza del nesso di causalità

della prova

fra il danno e il difetto; il danneggiante-produttore può, tuttavia, liberarsi dalla responsabilità

dimostrando l’inesistenza di tale nesso eziologico (di causalità) e può avvalersi delle cause di

esclusione della responsabilità dettate dalla legge (es: il produttore non è responsabile se non ha messo

in circolazione il prodotto).

Per la legge intende quello cagionato dalla morte o da lesioni personali e

danno risarcibile ∼

deve superare la misura di £ 750.000 ( 387€).

181

17. Responsabilità dei magistrati. Il legislatore ha disciplinato il risarcimento dei danni cagionati al

cittadino dal giudice nell’esercizio delle funzioni giudiziarie.

Tali norme sono applicate ai magistrati ordinari, amministrativi, militari, contabili, speciali, onorari e a

coloro che partecipano all’esercizio della funzione giuridica in qualità di esperti; questi soggetti

rispondono dei danni cagionati al cittadino sia che esercitino la funzione giuridica come giudice unico,

sia in modo collegiale.

Fonte di responsabilità è un qualsiasi comportamento, atto o provvedimento deciso dal giudice

con o esempio di comportamento gravemente colposo è la violazione della legge,

dolo colpa grave;

l’affermazione o negazione di un fatto, la cui esistenza o inesistenza risulta incontrastabilmente dagli

atti del giudizio.

L’azione decade entro 2 anni, che decorrono dal momento in cui è possibile esperirla.

di risarcimento

L’azione di risarcimento, e quindi di responsabilità, è sottoposta ad un giudizio preliminare di

se la domanda appare infondata, è rigettata dal tribunale.

ammissibilità:

Il cittadino che vuole essere risarcito, deve esperire l’azione contro lo (nella persona del

Stato

Presidente del Consiglio dei Ministri), il quale, dopo aver risarcito il danno, può effettuare di

rivalsa

1/3 della somma risarcita sullo stipendio percepito in un anno dal magistrato.

Il magistrato è responsabile con lo Stato nel caso in cui l’illecito,

solidalmente integri gli

il danneggiato può agire direttamente nei confronti del

solo in questo caso

estremi del reato:

magistrato. Se a risarcire il danno ha provveduto lo Stato, questi ha nei confronti del

azione di rivalsa

magistrato per l’intera somma.

18. Responsabilità per il c.d. danno ambientale. Il legislatore ha disciplinato il risarcimento per danno

ambientale.

Con il termine la giurisprudenza non intende solo un insieme comprendente beni e valori,

ambiente,

ma anche una realtà priva di consistenza materiale che è espressione di un autonomo valore

giuridicamente rilevante; esempi classici di ambiente sono il e

paesaggio urbano rurale.

I soggetti legittimati ad esperire l’azione di risarcimento sono lo gli ma

Stato, Enti territoriali,

anche il singolo che dimostri di aver subìto un danno in seguito all’evento lesivo.

Per la giurisprudenza intende effetti lesivi istantanei e permanenti,

danno ambientale

immediati e mediati sull’ambiente; comprende inoltre la compromissione dell’ambiente o la rottura

degli equilibri fra le varie componenti dell’ambiente stesso.

La misura del è determinata da criteri come la il

risarcimento gravità della colpa, costo

il

necessario per il ripristino, profitto conseguito dal trasgressore.

182 c. Illecito e danno.

19. Prevenzione dell’illecito riparazione del danno. Nei confronti del fatto illecito, la legge persegue 2

obiettivi:

• il primo è quello di evitare il danno;

• il secondo è quello di riparare effetti negativi prodotti dal danno.

Per quanto riguarda all’obiettivo di il nostro ordinamento è da sempre poco efficace:

evitare il danno,

infatti, a difesa delle situazioni soggettive, la legge civile non prevede una generale azione inibitoria,

cioè un potere del soggetto di agire in giudizio per impedire il compimento di atti che possono lederlo.

La non ha una funzione inibitoria, ma ha l’effetto di scoraggiare la commissione

legittima difesa

dell’illecito e di assicurare al danneggiato un risarcimento.

Il legislatore ha disciplinato solo poche fattispecie specificate di prevenzione come la tutela del

diritto di autore, la denuncia di nuova opera e di danno temuto:

1. la denuncia di mira ad impedire i pericoli che possono derivare dalla costruzione di

nuova opera

nuova opera o di nuova attività;

2. la denuncia di mira a prevenire il pericolo di un danno grave ed imminente

danno temuto

causato da una qualsiasi cosa già esistente.

Per quanto riguarda l’obiettivo di si

riparazione degli effetti negativi prodotti dal danno,

configurano 2 tipi di risarcimento: che mira a riparare l’effetto negativo

1. risarcimento generale o risarcimento per equivalente,

prodotto dall’illecito, o a compensare le perdite; inoltre, mira ad eliminare gli altri effetti negativi

riconducibili ad una valutazione economica.

che mira ad eliminare l’effetto materiale della lesione, ad

2. risarcimento in forma specifica,

eliminare il danno e a ristabilire la situazione precedente. Può incidere sia su una situazione materiale

(la cosa danneggiata viene riparata), sia su un (una notizia falsa viene rettificata)

interesse morale

Anche se il danneggiato può scegliere fra i 2 risarcimenti, il giudice respingerà la scelta di

risarcimento in forma specifica se non è del tutto in parte possibile, o se è troppo onerosa per il

danneggiante (per In conclusione queste 2 forme di risarcimento

questo è un metodo poco usato).

possono anche concorrere.

20. Concetto e tipi di danno. Il è l’alterazione di una situazione giuridica di un soggetto

danno

provocata dall’illecito di un altro soggetto.

Esso presuppone la riparazione e viene accertato con questo procedimento: viene paragonata la

situazione esistente (es: la cosa è rotta), con la situazione precedente (es: la cosa è integra), e viene

determinato il peggioramento. Il danno si distingue in:

che consiste nelle conseguenze economiche sfavorevoli provocate da una

1. patrimoniale

determinata lesione. È indifferente se il bene o l’interesse leso sia patrimoniale o meno, poiché

conseguenze economiche (patrimoniali) sfavorevoli possono derivare sia dalla lesione di un bene di

natura patrimoniale, sia dalla lesione di un bene di natura non patrimoniale;

che consiste nel dolore, nella sofferenza, fisica o spirituale, che un soggetto

2. non patrimoniale

subisce per effetto dell’evento lesivo. Vengono annoverati in questa categoria anche la lesione della

persona e dei diritti della personalità.

Entrambe le specie di danno sono riparabili con risarcimento sia generale, che in forma specifica.

Negli ultimi tempi è stato definito anche un nuovo genus di danno, il c.d. esso

danno biologico:

consiste nella lesione provocata al benessere psico – fisico dell’individuo a prescindere da una perdita

patrimoniale o meno. Esempi di danno biologico sono il il il

danno estetico, danno da stress, danno

alla sfera sessuale.

183

21. Risarcibilità del danno e regole del risarcimento. La legge dispone che il danno non patrimoniale è

risarcibile solo nei casi previsti dalla legge (art. 2059); da questo fatto ne consegue che il risarcimento

del danno non patrimoniale avviene solo quando l’illecito è allo stesso tempo reato (es: danno morale).

emergente),

Il risarcimento del danno comprende sia l’effettiva sia il

perdita (danno mancato

cessante); logicamente, per il risarcimento del danno non patrimoniale è escluso il

guadagno (lucro

lucro cessante.

I danni possono essere imprevedibili e prevedibili, ma in entrambi i casi vengono risarciti.

Il legislatore dispone che il danno va risarcito per intero; nel caso in cui non sia possibile

misurare il risarcimento con parametri tecnici, la misurazione dell’ammontare è rimessa al giudice che

liquida secondo equità.

L’erogazione del risarcimento può avvenire anche tramite quando il danno ha

rendita vitalizia,

carattere permanente.

22. Responsabilità civile, tutela assicurativa, sicurezza sociale. La responsabilità civile spesso non è

idonea a risarcire il danno ricevuto, in quanto, a volte, il danneggiante non è in condizione di riparare il

danno cagionato.

Un mezzo per debellare tale rischio è l’assicurazione: essa è uno strumento che indennizza il

danneggiato dalla lesione da ricevuta a prescindere dal fatto che la lesione sia imputabile ad altri o al

caso. L’assicurazione può essere anche per l’esercizio di determinate attività:

imposta dalla legge

esempi sono la la

circolazione, navigazione aerea.

Con l’assicurazione obbligatoria vi è una distribuzione del rischio su tutti gli assicurati, che

contribuiscono alla riparazione del danno cagionato da alcuni pagando un premio.

La limitazione di questa misura ad alcune attività è dovuta sia al fatto che l’assicurazione ha un costa

elevato, sia perché un’eccessiva estensione di questo esercizio farebbe calare il livello di diligenza del

singolo nello svolgimento della propria attività.

Per determinati danni è prevista una fondata sull’obbligo di tutti i consociati

sicurezza sociale,

di contribuire al risarcimento per i soggetti che sono colpiti da tali danni.

Famiglia e rapporti parentali

Parentela e affinità. La invece, costituisce un vincolo di discendenza da uno stesso

parentela,

capostipite; può essere in quando le persone discendono una dall’altra (es: padre-figlio), o

linea retta,

in quando non discendono l’una dall’altra pur avendo un capostipite comune (es:

linea collaterale,

fratelli, zio-nipote).

La parentela si misura in e non è rilevante oltre il 6° grado: il grado si calcola contando le

gradi

persone fino allo stipite comune, senza contare il capostipite (es: fratello, padre, fratello).

I sono (o se discendono dagli stessi genitori, se hanno lo stesso

fratelli bilaterali germani) unilaterali

padre (consanguinei) o la stessa madre (uterini); i fratelli germani hanno un trattamento differente in

materia di successione e alimenti rispetto ai fratelli unilaterali.

L’affinità, designa il rapporto tra un coniuge e i parenti dell’altro

effetto legale del matrimonio,

(suocero-nuora); l’affinità non si estende però al rapporto tra affini (es: le mogli di due fratelli non sono

cognate fra loro, ma solo l’una del marito dell’altra).

estingue

L’affinità e non per il suo scioglimento dovuto alla morte

si per annullamento del matrimonio

del coniuge dal quale derivi l’affinità, salvo diversa previsione.

Solidarietà familiare: mantenimento e alimenti. Il è un obbligo di assistenza

mantenimento

economica in favore del coniuge separato a cui non sia addebitata la separazione e che sia sprovvisto di

adeguati redditi propri; al mantenimento ha diritto anche il figlio non riconoscibile.

Il mantenimento prescinde dallo stato di bisogno e comprende ciò che è necessario ad assicurare a chi

ne è titolare il medesimo tenore di vita della famiglia della quale è parte.

I sono che il coniuge mantenuto sia incapace di provvedere alle più elementari

presupposti

necessità per una vita dignitosa e la è proporzionale alle condizioni economiche

misura

dell’alimentante: infatti egli deve adempiere o mantenendo l’alimentando nella o

propria abitazione,

con un salvo diversa disposizione del giudice.

assegno periodico anticipato,

L’assegno, una volta corrisposto, non può essere nuovamente richiesto e nulla è dovuto per il

periodo anteriore alla richiesta formale di mantenimento, in quanto è dovuto dal giorno della domanda

giudiziale; la è comunque soggetta a modifiche da parte del giudice.

misura del mantenimento

L’obbligo con la morte dell’obbligato.

cessa

L’obbligazione degli alimenti sopra affrontata è ma può essere costituita anche per contratto

legale,

(rendita o per disposizione testamentaria (legato

vitalizia), di alimenti).

Famiglia di fatto. La o è un’unione stabile tra uomo e

famiglia di fatto convivenza more uxorio

donna, anche in assenza di matrimonio.

L’ordinamento ha dei problemi nel definire la famiglia di fatto, perché la Costituzione riconosce come

solo quella fondata sul matrimonio e che abbia un rapporto di filiazione naturale.

famiglia naturale

Quindi la famiglia di fatto non deve essere equiparata al rapporto coniugale che è vincolato dai valori

dell’ordinamento, perché la è vincolata dall’arbitrio delle persone non escludendo,

famiglia di fatto

però, l’applicazione dei principi inderogabili dell’ordinamento.

Per l’ordinamento la convivenza è idonea a svolgere le stesse funzioni di cura e

more uxorio

allevamento della prole prestate dalla famiglia legittima.

Nozione di matrimonio e sistema matrimoniale italiano. Con il s’indica non solo l’atto

matrimonio

posto a fondamento della famiglia, ma anche il ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica

rapporto

dei coniugi.

Il può essere regolato dal diritto civile ovvero dal diritto canonico:

matrimonio come atto giuridico

infatti nel nostro ordinamento il sistema introdotto dal Concordato del 1929 tra Stato e Chiesa consente

ai cittadini di scegliere tra:

- il matrimonio celebrato davanti all’Ufficiale

civile, di stato civile;

- il matrimonio (o canonico), celebrato davanti al

concordatario Ministro del culto cattolico,

secondo la disciplina del diritto canonico e regolarmente trascritto nel registro dello stato civile.

184

Il invece, è regolato una volta scelta

matrimonio come rapporto, unicamente dal diritto civile:

liberamente la forma di celebrazione, la società coniugale (il m. come rapporto) rimane disciplinata

esclusivamente dalle leggi civili. La disciplina del rapporto matrimoniale è, cioè, unica.

Il matrimonio come atto di autonomia e la libertà matrimoniale. Il matrimonio è atto personalissimo,

infatti, non è consentito ai nubendi la libertà di farsi sostituire.

Il matrimonio è un atto e in quanto non si possono apporre termini o condizioni; le

tipico legittimo,

parti non possono modificare lo schema legale in virtù dell’inderogabilità espressamente

degli effetti

sancita.

Promessa di matrimonio. La si manifesta espressamente nella

libertà matrimoniale non vincolatività

che non obbliga a contrarre matrimonio, anche in caso di non

della promessa di matrimonio,

adempimento.

La si può fare entro

rottura della promessa un anno dal giorno del rifiuto di celebrare il matrimonio,

o dal giorno della morte di uno dei promettenti: in tutti e due i casi si ha l’obbligo di restituire i doni,

escluse le donazioni obnuziali e per affetto e amicizia.

Se la l’autore è tenuto a risarcire i danni per le spese fatte e le obbligazioni

rottura è ingiustificata,

contratte a causa della promessa, tenendo conto delle condizioni economiche delle parti.

Matrimonio civile: requisiti e impedimenti alla celebrazione. Il matrimonio è nei casi di:

impedito

• la regola non è assoluta, perché il tribunale, sentiti il p.m., i genitori ed il tutore, può

minore età:

autorizzare il matrimonio in presenza di chiari motivi;

• per cui l’interdetto giudiziale non può contrarre matrimonio;

infermità di mente,

• la libertà di stato può anche derivare da morte del coniuge, da

mancanza della libertà di stato:

nullità e scioglimento del matrimonio.

Questi impedimenti, se non osservati, producono o (impedimenti –

invalidità del matrimonio

dirimenti), o una (impedimenti – impedienti).

sanzione pecuniaria

In presenza dei il matrimonio è invalido. I casi sono: esistenza di

dirimenti vincoli di parentela,

e salvo dispense del tribunale; altra causa d’impedimento che non

affinità, adozione affiliazione,

prevede dispensa è l’impedimentum per cui è vietato il matrimonio tra chi è stato

criminis,

condannato per omicidio, tentato o consumato ed il coniuge della persona offesa dal delitto.

Nel gruppo degli rientra il e la sua violazione dà

impedienti divieto temporaneo di nuove nozze

luogo soltanto ad una sanzione pecuniaria.

Formalità preliminari: pubblicazioni e opposizioni. Il matrimonio celebrato senza che sia stato

preceduto dalle prescritte pubblicazioni è comunque valido.

L’omissione comporta sanzioni pecuniarie, salvo nei casi di esonero concesso dal Tribunale per motivi

o di matrimonio celebrato

gravissimi in imminente pericolo di vita.

La su richiesta delle parti è curata dall’ufficiale e contiene le

pubblicazione di stato civile

generalità degli sposi, la data e il luogo della celebrazione; essa rimane affissa sulla porta della casa

comunale per 8 gg. comprendenti 2 domeniche successive.

La pubblicazione è un non solo per il matrimonio concordatario, ma anche per quello

onere

acattolici:

degli la sua è di portare a conoscenza di tutti (pubblicità l’intenzione dei

funzione notizia)

nubendi di contrarre matrimonio, affinché chiunque vi abbia interesse possa fare opposizione ove

sussistano impedimenti.

L’ufficiale giudiziario può rifiutarsi di procedere alla pubblicazione nel caso venga a conoscenza di un

impedimento e tale opposizione sospende la celebrazione del matrimonio fino alla sentenza del giudice.

185

Celebrazione e formazione dell’atto di stato civile. La del matrimonio è ordinata in una

celebrazione

sequenza cronologica di atti; nel giorno fissato dalle parti, l’ufficiale di stato civile, in presenza di 2

testimoni, compie le seguenti azioni:

legge agli sposi gli articoli 143-144-147 del codice civile;

1. riceve da ciascuna delle parti personalmente il consenso;

2. dichiara che le parti sono unite in matrimonio.

3.

Il matrimonio è valido anche quando uno dei nubendi, nella dichiarazione del matrimonio, abbia

assunto in quanto non si considera rilevante l’eventuale inganno nei riguardi dell’ufficiale

falso nome,

di stato civile; è valido anche se il matrimonio è celebrato davanti ad un pubblico ufficiale apparente,

purché vi sia un effettivo esercizio pubblico delle funzioni e almeno uno degli sposi sia in buona fede.

Subito dopo la celebrazione deve seguire l’atto che costituisce la

dello stato civile prova

dell’avvenuto matrimonio e su cui è annotata anche un’eventuale separazione dei beni;

documentale

esso è iscritto nei ed ha in quanto nessuno potrebbe

valore probatorio,

registri dello stato civile

reclamare di essere coniuge se non presenta tale atto.

per procura

È ammessa la se uno degli sposi risiede all’estero, in tempo di guerra, per i

celebrazione

militari; il procurator non è rappresentante del nubendo, ma è solo un cioè semplice portavoce

nuncius,

di questi.

Matrimonio concordatario canonico ad efficacia civile. Il ha gli stessi

matrimonio concordatario

effetti del matrimonio civile; affinché al matrimonio concordatario siano riconosciuti gli effetti civili è

prevista una serie di adempimenti:

• dove l’ufficiale di stato civile, in mancanza di

le pubblicazioni sulla porta della casa comunale,

impedimenti, rilascia un certificato che garantisce alle parti la certezza sulla trascrizione del

matrimonio; è prevista la lettura degli articoli del codice;

• nell’atto è

la redazione dell’atto di matrimonio in doppio originale da parte del parroco;

compresa anche la scelta del regime patrimoniale di separazione;

• da inoltrare entro 5 gg. dalla celebrazione del matrimonio, da

richiesta scritta di trascrizione,

parte del parroco all’ufficiale di stato civile che effettuerà la trascrizione dell’atto di matrimonio nei

registri dello stato civile entro 24 ore. È prevista anche la che è richiesta non

trascrizione tardiva

dal parroco, ma dai coniugi o da uno solo, se l’altro ne è a conoscenza e non si oppone. È

necessario però che i coniugi abbiano mantenuto la loro libertà di stato ininterrottamente fino al

momento della richiesta di trascrizione.

Le sono:

cause d’impedimento della trascrizione

- quando le parti non rispondono ai requisiti di età;

- uno dei contraenti è interdetto per infermità di mente;

- tra gli sposi sussiste un altro matrimonio valido agli effetti civili;

- impedimenti derivanti ad delitto o da affinità in linea retta.

La è ammessa quando, secondo la legge civile, l’azione di nullità o di annullabilità non

trascrizione

potrebbe essere più proposta.

Matrimonio degli acattolici. Anche ai cittadini non cattolici è ammesso celebrare, dinanzi ai ministri

ammessi nello Stato, il matrimonio che rispetti le tradizioni e produca gli effetti civili.

dei culti

Affinché il matrimonio sia occorre che il ministro del culto sia nominato e approvato

valido

dall’autorità governativa: ciò non basta, perché anche questo ministro del culto è tenuto a leggere gli

articoli del codice, redigere l’atto di matrimonio, trasmetterlo entro 5 gg. all’ufficiale di stato civile che

lo trascriverà entro 24 ore; nel caso non ci sia l’approvazione dell’autorità governativa, il matrimonio

celebrato è nullo.

Ci sono anche rappresentanti di alcune professioni religiose che hanno stipulato con lo

intese

Stato italiano, tradotte in leggi speciali.

186

Invalidità del matrimonio. nullità

La non impedisce la validità del matrimonio, salvo la possibilità di

una pronunzia giudiziale; inoltre non c’è la rilevabilità d’ufficio. La dottrina classifica nullo:

• il matrimonio contratto ed il matrimonio contratto

senza lo stato libero dal coniuge del presunto

qualora si accerti che esso sia vivo;

morto,

• il matrimonio contratto in presenza d’impedimenti per i quali non è concessa dispensa

(parentela, affinità, adozione e affiliazione);

• il matrimonio contratto in violazione dell’impedimento da omicidio tentato o consumato.

La dottrina differenzia l’invalidità dall’inesistenza. Le sono:

cause dell’inesistenza

• quando vi è l’identità la la

di sesso, mancanza di celebrazione, mancanza assoluta del consenso.

annullabilità

Ipotesi di sono:

- violazione dei limiti di età minima prevista dalla legge;

- interdizione;

- incapacità di intendere e di volere.

Disciplina dell’impugnazione. La all’impugnazione del matrimonio è dei

legittimazione attiva

degli del e di ogni altro soggetto che abbia un interesse legittimo per

coniugi, ascendenti prossimi, p.m.

impugnarlo. L’impugnazione è:

• nei casi di violazione dei principi fondamentali,che rende inidoneo il matrimonio

imprescrittibile

a realizzare la sua funzione;

• dopo 10 anni per vizi del consenso.

prescrittibile

L’azione di impugnazione è sottoposta a con termine di 1 anno dalla celebrazione del

decadenza

matrimonio contratto senza autorizzazione o dal raggiungimento della maggiore età.

La decadenza dipende dal concorso di due circostanze:

il venir meno della causa di invalidità (es:

1. recupero delle facoltà mentali per l’incapace);

la coabitazione per almeno 1 anno quale forma di convalida tacita.

2.

Effetti della sentenza d’invalidità: il matrimonio putativo. Il è il matrimonio

matrimonio putativo

che i coniugi reputano valido anche se non è tale.

Quando si verificano o sussistono alcune circostanze come la buona fede di entrambi i coniugi, la

presenza di figli, o la buona fede unilaterale, il legislatore può qualificare giuridicamente valido il

matrimonio, che però sarebbe invalido, perché l’atto su cui si basa è invalido.

Tale matrimonio è il c.d. matrimonio putativo.

effetti

Gli della sentenza di nullità sono Il matrimonio putativo, fino alla sentenza

irretroattivi.

che produce nullità, produce gli stessi effetti del matrimonio valido.

Principio di eguaglianza dei coniugi e diritti e doveri reciproci. L’uguaglianza dei coniugi si identifica

anche nell’attuazione di una serie di obblighi inderogabili reciproci:

impone ai coniugi di astenersi da relazioni sentimentali e rapporti sessuali con persone

fedeltà:

diverse dal coniuge; l’infrazione di questo obbligo non produce più rilevanza penale, ma può

rilevare solo come elemento di imputazione della responsabilità per la separazione ad uno dei

coniugi; è l’aiuto e che ciascun coniuge deve prestare per il

assistenza reciproca: morale materiale

soddisfacimento dei bisogni affettivi ed economici dell’altro. L’assistenza comunque è nei

sospesa

confronti del coniuge che si allontana senza giusta causa dalla residenza familiare rifiutando di

ritornarvi; non è solo il dovere di vivere sotto lo stesso tetto, ma è anche il dovere di attuare la

coabitazione:

convivenza tra moglie e marito. Quest’obbligo viene meno per giusta causa, cioè per separazione,

annullamento o divorzio;

entrambi i coniugi devono soddisfare le esigenze reciproche e quelle dei figli ed

collaborazione:

hanno il dovere-potere di mantenere, educare e istruire i figli. La collaborazione è anche economica

dove i coniugi in relazione alle proprie sostanze e capacità di lavoro professionale o casalingo

devono collaborare. Alla collaborazione partecipano tutti i membri della famiglia.

187

Cognome e cittadinanza dei coniugi. Con il matrimonio la moglie aggiunge al proprio, il cognome del

marito: quest’ultimo conserva il suo cognome e lo trasmette ai figli.

Il cittadino italiano, uomo o donna, che sposa uno straniero mantiene la sua cittadinanza italiana; il

matrimonio per il coniuge straniero costituisce il presupposto per l’acquisto della cittadinanza italiana.

È necessario però che abbia la residenza per almeno 6 mesi o che siano trascorsi 3 anni dalla

celebrazione del matrimonio; l’acquisto non è automatico, avvenendo su istanza con decreto al

Ministero dell’Interno.

Regola dell’accordo nelle decisioni familiari e intervento del giudice. La scelta sull’indirizzo della

vita familiare è rimessa all’autonomia dei coniugi ed è fatta con la fissazione della residenza.

Per l’attuazione degli accordi c’è bisogno della cooperazione di entrambi i coniugi.

Il disaccordo paralizza la famiglia e la rende vulnerabile; qualora il disaccordo non si supera, si può

chiedere anche disgiuntamente l’intervento del giudice il quale, ascoltate le parti e, a volte, anche i figli

sedicenni, cerca di conciliare per raggiungere ad una soluzione (intervento conciliativo).

L’intervento del giudice è cioè nel caso in cui non

autoritativo, vincolante e non è impugnabile,

sia stata fissata la residenza della famiglia: egli può proporre la soluzione che ritiene più adeguata alle

esigenze dell’unità e della vita familiare.

Tipologie dei regimi patrimoniali. Il regime patrimoniale legale è quello della in

comunione dei beni:

opposizione alla comunione vi sono la separazione dei beni e la comunione convenzionale.

La esclude l’operatività della comunione dei beni e può essere adottata sia prima

separazione dei beni

del matrimonio, sia al momento della sua celebrazione e sia dopo tale celebrazione.

Convenzioni matrimoniali. Le sono regimi atipici di patrimonialità e sono

convenzioni matrimoniali

regolate dalle norme in materia di contratto.

Esse modificano il regime di comunione dei beni, cioè possono restringere il regime a determinati beni

o allargarlo ad altri.

Le convenzioni sono stipulate sotto forma di sotto pena di nullità e, in caso di

atto pubblico

interdizione del coniuge, mediante il rappresentante legale; sono sempre modificabili in qualsiasi

momento, perché vi sia il consenso di tutte le parti o dei loro eredi.

È prevista una forma di pubblicità dichiarativa per la stipula e la modifica delle convenzioni, attraverso

la loro annotazione a margine dell’atto di matrimonio a cura del notaio rogante, pena la inopponibilità

ai terzi.

Qualora le convenzioni abbiano ad oggetto o è richiesta anche la

beni immobili mobili registrati

trascrizione nei rispettivi registri.

Regime legale della comunione dei beni. La è diversa da quella ordinaria o

comunione legale

ereditaria. Il singolo coniuge non può scioglierla unilateralmente, né può disporre della propria quota di

beni; questa comunione si estende a tutti i beni acquisiti anche separatamente dai coniugi il

dopo

matrimonio, vi sono anche beni che non entrano in comunione

ad esclusione dei beni personali:

immediatamente, ma si considerano oggetto della comunione se sussistono al momento del suo

scioglimento.

Dunque, la comunione legale è distinta in e

comunione attuale o immediata comunione differita o

de residuo.

Entrano a far parte della comunione le gestite da entrambi i coniugi e i frutti dei beni propri e i

aziende

proventi dell’attività separata di ciascun coniuge, dove per si intende qualunque

attività separata

attività lavorativa, subordinata o autonoma, anche se svolta saltuariamente o per mero diletto.

188

Beni esclusi dalla comunione legale (art. 179). I beni esclusi dalla comunione legale sono:

i beni del quale il coniuge era titolare prima del matrimonio o prima della comunione legale;

a) i beni acquistati per effetto di donazione o successione;

b) i beni di uso strettamente personale e i relativi accessori;

c) i beni strumentali all’esercizio della professione, tranne quelli destinati all’azienda facente parte

d)

della comunione;

I beni immobili o mobili registrati sono esclusi dalla comunione legale, se tale esclusione è

espressamente dichiarata nell’atto di acquisto e l’altro coniuge abbia partecipato alla redazione

dell’atto; questi beni devono essere trascritti nei rispettivi registri.

Essi sono considerati come per i mobili non registrati, tale dichiarazione non è

beni personali:

sufficiente.

Separazione: nozione e funzione. La separazione non scioglie il vincolo, ma pone i diritti e i doveri del

matrimonio in uno stato di (di riposo).

quiescenza

La separazione personale è comunque un metodo per recuperare il rapporto entrato in crisi, infatti per

avere il divorzio ci vogliono 3 anni di separazione; cessa qualora i coniugi si riappacifichino.

Oltre alla separazione abbiamo:

giudiziale e consensuale,

• la ordinata dal giudice nel caso di giudizio di invalidità dal matrimonio,

separazione temporanea

di separazione, o di divorzio;

• la che produce effetti molto limitati.

separazione di fatto

Separazione giudiziale. Si ha quando si verificano fatti che rendono intollerabile la continuazione della

convivenza, in modo da recare grave pregiudizio all’educazione della prole.

Importante è la rilevanza dell’addebito deciso dal giudice per il coniuge che ha

della separazione

avuto un comportamento contrario ai doveri del matrimonio; l’addebito influisce unicamente sulle

conseguenze patrimoniali della separazione e può anche essere pronunciato a carico di entrambi i

coniugi.

La separazione giudiziale può essere richiesta da al giudice del tribunale

entrambi o da uno dei coniugi

del luogo di residenza o domicilio del coniuge convenuto: il giudice come prima fase cerca di

conciliarli e nel caso sia fallito tale tentativo, il presidente del tribunale dispone i provvedimenti

temporanei ed urgenti nell’interesse dei figli e dei coniugi.

Separazione consensuale. Quando entrambi i coniugi di comune accordo pervengono alla separazione

si ha la Il consenso non è sufficiente alla produzione degli effetti, ma

separazione consensuale.

occorre il emesso dal tribunale su richiesta di uno o entrambi i coniugi; il

decreto di omologazione

presidente del tribunale prima cerca di conciliare le parti, poi, in caso di fallimento, concede

l’omologazione non valutando le motivazioni della separazione.

L’omologazione può essere anche rifiutata qualora negli accordi presi preventivamente tra i

coniugi ci siano contenuti pregiudizievoli all’interesse della prole.

Carattere importante della separazione consensuale è l’accordo preso preventivamente dai coniugi sul

mantenimento (e non solo sugli alimenti) del coniuge e della prole.

Separazione temporanea. Nei casi di giudizio di invalidità del matrimonio o di divorzio, il tribunale

può disporre la Effetto della separazione temporanea è la sospensione

separazione temporanea.

dell’obbligo di coabitazione e l’emanazione di conseguenti provvedimenti necessari a regolare i

rapporti tra i coniugi con i figli.

La separazione temporanea, comunque, ha effetti molto ridotti: essa, difatti, non determina lo

scioglimento della comunione legale né la sospensione dei doveri coniugali.

189

Separazione di fatto. La invece, è una stabile interruzione della convivenza

separazione di fatto,

attuata al di fuori delle ipotesi previste dalla legge. A differenza dell’allontanamento, con la

separazione di fatto il coniuge manifesta all’altro la volontà di interrompere la convivenza e l’altro

coniuge tollera tale decisione: questa separazione non sospende i doveri coniugali che possono essere

sospesi solo con la separazione legale.

Comunque, al coniuge “tollerante” spetta di diritto la richiesta di separazione giudiziale con addebito.

Effetti della separazione per i coniugi. Mutamento del titolo della separazione. La separazione legale

sancisce l’interruzione della convivenza coniugale senza, però, comportare lo scioglimento del

matrimonio.

Effetti personali: la separazione non esonera i coniugi dal dovere di fedeltà, dal dovere di assistenza

morale e non priva la moglie del diritto di continuare ad usare il cognome del marito salvo diversa

disposizione del giudice, cioè quando comporti un grave pregiudizio per il marito o per la stessa

moglie.

La separazione produce però, la e di

sospensione del dovere di convivenza coabitazione dei coniugi.

Effetti patrimoniali: la separazione modifica il dovere reciproco di assistenza materiale; il coniuge al

quale non sia stata addebitata la separazione ha diritto di ricevere dall’altro un assegno di

mantenimento non solo per se stesso, ma anche per la prole.

L’assegno è calcolato in base non solo al reddito, ma anche alle sostanze

di mantenimento

patrimoniali non produttive di reddito. Se il coniuge a cui spetta il mantenimento teme che vi sia un

inadempimento da parte dell’altro coniuge, il giudice può imporre la garanzia: difatti, la sentenza di

condanna di pagamento dell’assegno di mantenimento è titolo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale.

In caso di inadempimento, il coniuge beneficiario dell’assegno può procedere al sequestro dei beni

oppure ottenere l’attribuzione diretta di una parte delle somme che il coniuge obbligato riceve da terzi

(datori di lavoro, pensione).

La determinazione dell’assegno di mantenimento è suscettibile a revoca o modificazione.

Per quanto riguarda l’abitazione, essa si preferisce lasciarla al coniuge a cui vengono affidati i figli,

affinché questi non subiscano ulteriori traumi; questo provvedimento di assegnazione della casa deve

essere trascritto ai fini dell’opponibilità ai terzi.

Con la separazione legale, comunque, permane l’obbligo da parte dei coniugi di agire e provvedere

all’interesse della famiglia, anche se viene sciolta la comunione legale.

La separazione giudiziale o consensuale senza addebito può essere mutata in separazione

giudiziale o consensuale con addebito per comportamenti contrari ai doveri coniugali.

Affidamento dei figli. La separazione lascia inalterati i diritti e i doveri dei coniugi nei confronti dei

figli, ma rende necessario decidere a chi dei genitori essi devono essere affidati.

Nella la decisione spetta ai coniugi ma il giudice, in sede di omologazione,

separazione consensuale

valuta se l’accordo preso rispetti l’interesse dei figli.

Nella è il giudice che decide a chi affidare la prole, logicamente

separazione giudiziale

nell’interesse dei minori.

L’affidamento può essere cioè ad entrambi in coniugi, o cioè un periodo a un

congiunto, alternativo,

coniuge e un altro periodo all’altro coniuge.

Il giudice nello stabilire l’affidamento può anche sentire l’opinione dei minori, nel caso essi

siano in grado di esprimere un giudizio; il giudice, comunque, può decidere per gravi motivi

l’affidamento ad altre persone o ad un istituto di educazione.

Dopo aver deciso l’affidamento, il giudice stabilisce i modi di svolgimento dei rapporti patrimoniali

(mantenimento) e personali del genitore non affidatario con i figli: dispone un versamento periodico di

una somma di denaro per l’educazione, per il mantenimento e l’istruzione; tale versamento gode delle

stesse garanzie di cui gode l’assegno di mantenimento del coniuge.

190

Per i il giudice regola il diritto di visita ai figli e i periodi nei quali costoro possono

rapporti personali,

essere tenuti presso l’altro genitore, salvo che il contatto con quel genitore sia considerato dannoso per

costoro.

La non cessa con la separazione, ma spetta in via esclusiva al coniuge

potestà dei genitori

affidatario; l’altro coniuge ha il compito di controllare che le decisioni prese dal coniuge affidatario

non siano pregiudizievoli per la prole.

Le decisioni più importanti spettano ad e, in caso di disaccordo, la decisione è presa

entrambi i coniugi

dal giudice.

Tutti i provvedimenti riguardanti la prole sono soggetti a revoca o modifica da parte del tribunale

ordinario. Nel caso di separazione o di divorzio dei coniugi di diversa nazionalità, vengono applicate le

convenzioni internazionali, tenendo conto sempre di scegliere la soluzione migliore per la prole e per i

loro interessi.

Riconciliazione. La si può avere mediante dichiarazione oppure

riconciliazione espressa tacita.

La ha natura negoziale ed è revocabile nel caso in cui il proponente

riconciliazione espressa

non abbia avuto notizie dell’accettazione del destinatario.

Con la riconciliazione, vengono meno gli effetti della separazione: una nuova separazione può essere

proponibile, ma deve basarsi su situazioni successive alla precedente separazione.

La riconciliazione può avvenire anche mediante l’abbandono della domanda di separazione.

La riconciliazione non determina automaticamente il ripristino della comunione legale, in quanto è

richiesta la stipula di un’apposita convenzione.

Annullamento e scioglimento del matrimonio. Il divorzio è stato introdotto, dopo tanti contrasti, il 1°

produce lo scioglimento del rapporto.

dicembre 1970 e

Il matrimonio si definisce quando si accerta l’originaria inidoneità alla produzione degli

nullo

effetti giuridici.

L’invalidità, come il divorzio, non estingue gli effetti già prodotti, né cancella l’esigenza di tutelare il

coniuge in difficoltà economica.

La differenza è che il divorzio offre una tutela più ampia al coniuge economicamente svantaggiato.

Divorzio: presupposti e procedimento. Lo scioglimento del matrimonio può avvenire o con la morte di

uno dei coniugi, o con il divorzio.

Il può avvenire solo è un rimedio all’irreparabile rottura di matrimonio (c.d.

divorzio giudizialmente:

e non una sanzione alla violazione di gravi doveri coniugali (c.d.

divorzio-rimedio) divorzio-

sanzione).

Ciò è confermato dal fatto che il divorzio può derivare anche da fatti incolpevoli, ma soprattutto che

l’azione di divorzio può essere presentata anche dal coniuge responsabile del fallimento del

matrimonio. sono:

Cause di divorzio

• la condanna subita da un coniuge dopo il matrimonio anche per reati commessi prima;

• la condanna per alcuni delitti contro la libertà sessuale, la moralità e il buon costume;

• la condanna per omicidio volontario di un figlio o del coniuge, tentato o consumato;

• la condanna per lesioni personali aggravate, violazione degli obblighi di assistenza,

circonvenzione d’incapace (trarre in danno del coniuge o di un figlio;

in inganno)

• la sentenza di assoluzione o proscioglimento del reato d’incesto per mancanza di pubblico

scandalo.

La causa più importante di divorzio è la dei coniugi; per la

separazione legale separazione giudiziale,

la sentenza deve passare in giudicato. Mentre per la essa deve essere stata

separazione consensuale

omologata.

La separazione deve necessariamente protrarsi ininterrottamente per 3 anni e per la separazione legale

il tempo comincia a con la presentazione dei coniugi dinanzi al presidente del tribunale.

decorrere

a fare la domanda di divorzio sono entrambi i coniugi.

Legittimati

191 Il divorzio può anche avvenire quando l’altro abbia ottenuto all’estero

coniuge straniero

l’annullamento o lo scioglimento, oppure abbia contratto in

nuovo matrimonio all’estero;

quest’ultimo caso legittimato è il coniuge cittadino italiano.

Altra causa può essere la del matrimonio causata dall’impotenza; altra

mancata consumazione

causa può essere la dove il divorzio appare necessario.

rettifica di attribuzione del sesso,

La si propone con ricorso al tribunale del luogo di residenza o domicilio

domanda di divorzio

del coniuge convenuto o, in mancanza, al tribunale di residenza o domicilio, o di residenza all’estero

del coniuge ricorrente.

L’azione è limitata ai coniugi, cioè non possono farsi sostituire da rappresentanti

di divorzio

essendo azione personale. preliminare,

Il si apre con la dove il presidente del tribunale tenta la

procedimento fase

riconciliazione; fallito il tentativo, oppure il coniuge convenuto non compare, e sentiti i figli minori, il

presidente del tribunale emette anche d’ufficio con ordinanza:

• i provvedimenti temporanei e urgenti nell’interesse dei figli e dei coniugi;

• nomina il giudice istruttore; istruttoria).

• fissa l’udienza di comparizione delle parti (fase

collegiale).

La sentenza è emessa dal collegio (fase

La per divenire definitiva e opponibile ai terzi deve essere cioè trasmessa

sentenza annotata,

all’ufficio di stato civile del luogo dove fu trascritto il matrimonio.

L’annotazione è importante per l’opponibilità del divorzio a terzi, ma gli per le parti si

effetti

producono con il passaggio in giudicato della sentenza.

Effetti del divorzio. Con il divorzio, il matrimonio si scioglie e i coniugi riacquistano lo stato libero e

possono risposarsi.

Per il coniuge economicamente svantaggiato vi è l’assegno che ha funzione assistenziale

di divorzio

ed è dovuto solo quando il beneficiario non è in grado di provvedere a se stesso.

La è fatta in base a:

quantificazione

• le condizioni dei coniugi;

• il reddito dei coniugi;

• il ossia le ragioni della decisione;

criterio risarcitorio,

• il ossia il contributo personale ed economico dato da ciascun coniuge o

criterio compensativo,

alla condizione familiare, o al fondo comune, o all’altro coniuge.

La può avvenire in un’unica soluzione su accordo delle parti.

corresponsione dell’assegno

Il diritto di assegno si con il passaggio del beneficiario a nuove nozze o con la morte

estingue

dell’obbligato; al coniuge divorziato, come per quello separato, può spettare l’abitazione.

Il divorzio lascia inalterati i doveri dei genitori nei confronti dei figli e quindi gli obblighi di

mantenimento, istruzione e educazione permangono anche nelle ipotesi di passaggio a nuove nozze.

Diritti e doveri da rapporto di procreazione e stato di figlio. I sono i figli nati da genitori

figli legittimi

uniti in matrimonio, i sono i figli nati da genitori non uniti in matrimonio, i

figli naturali figli adottivi

sono i figli adottati con provvedimento giudiziario, i sono coloro nati da persone che tra

figli incestuosi

loro sono parenti o affini.

Tuttavia l’interprete cerca di uniformare la condizione giuridica della filiazione, infatti anche al figlio

naturale devono essere assicurati il mantenimento, l’istruzione e l’educazione: si ha quindi il principio

d’eguaglianza.

Il riconoscimento non era possibile per i figli adulterini; con una

fino al 1975 dopo il 1975,

riforma, sono dichiarati irriconoscibili i figli incestuosi, salvo che il genitore era in buona fede o che il

matrimonio sia stato annullato.

192

Atto di nascita: caratteri e funzioni. L’atto redatto dall’ufficiale di stato civile negli

di nascita,

appositi registri, è l’atto che accerta la filiazione ed ha funzione probatoria.

La può essere effettuata entro i 10 gg. successivi alla nascita, altrimenti il

dichiarazione

tribunale dovrà pronunciare l’efficacia dell’atto dopo la rettificazione; in sua mancanza, la formazione

del relativo atto dovrà essere decisa dal Tribunale.

La dichiarazione è resa indistintamente da uno dei genitori, o da un loro procuratore speciale; in loro

mancanza può essere fatta dal medico, dall’ostetrica o da chi abbia assistito al parto.

Il è scelto di comune accordo e i prendono solo il

nome figli legittimi cognome del padre,

mentre quelli assumono il

naturali cognome del genitore che per primo li ha riconosciuti.

In caso di il nome e il cognome sono imposti dall’ufficiale di stato civile.

genitori sconosciuti

Se l’atto di nascita dichiara cosa diversa dalla realtà, esso può essere modificato mediante azioni

discrasìa

giuridiche di stato, oppure, in caso di (alterazione) dipendente da errore materiale

dell’ufficiale di stato civile, esso può essere modificato mediante l’azione di rettificazione.

Il rapporto di filiazione ha fonte nel fatto della procreazione e l’atto di nascita ha una funzione

di pubblicità dichiarativa e non soltanto di mera pubblicità notizia.

Accertamento della filiazione legittima: presunzioni, atto di nascita e possesso di stato.

L’accertamento avviene mediante 2 presunzioni:

della filiazione legittima

il marito è padre del figlio concepito in costanza di matrimonio (p.

1. di paternità);

si presume concepito durante il matrimonio il figlio nato dopo 180 gg. dalla celebrazione del

2.

matrimonio, o quando non siano trascorsi 300 gg. dalla data di annullamento, scioglimento o

cessazione degli effetti civili del matrimonio (p. di legittimità).

Se il figlio è nato dopo 300 gg. dalla data di annullamento, scioglimento o cessazione del matrimonio,

non si presume legittimo, ma la sua legittimità può essere dimostrata con ogni mezzo.

è quello di all’atto di nascita; pertanto l’accertamento

non essere nominata

Diritto della madre

è automatico solo per il padre, mentre la madre deve sempre acconsentire ad essere indicata nell’atto di

nascita.

Il dallo scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del

figlio nato dopo 300 gg.

matrimonio è riconosciuto come e non come figlio legittimo, poiché non opera la

figlio naturale

presunzione di paternità.

La filiazione legittima può essere provata anche con il che deve risultare da

possesso di stato

una serie di fatti utili a dimostrare la relazione di filiazione; ad esempio:

• l’interessato ha sempre portato il cognome del padre;

• è stato sempre trattato e ritenuto da costui come figlio;

• è stato sempre considerato come parte della famiglia dai suoi componenti.

Azioni di stato di figlio legittimo e rettificazione degli atti di stato civile. L’ordinamento prevede per la

delle l’azione l’azione

filiazione legittima azioni di stato: di disconoscimento della paternità, di

l’azione

contestazione della legittimità, di reclamo della legittimità.

Per la l’ordinamento prevede l’azione di dichiarazione giudiziale di paternità o

filiazione naturale

maternità e l’impugnativa di riconoscimento.

Disconoscimento della paternità. Con l’azione si mira a far

di disconoscimento della paternità

cadere la presunzione di paternità.

La presunzione di paternità per il figlio nato dei 180 giorni dal matrimonio è meno forte di

prima

quella del figlio concepito in costanza di matrimonio; in questo caso il disconoscimento è consentito

quando:

• i coniugi non abbiano coabitato nel periodo compreso tra il 300° e il 180° giorno prima della

nascita;

• sia dimostrato che nello stesso periodo il marito fosse affetto di anche solo di

impotenza,

fecondare;

193 • qua e spetta anche alla madre, al figlio maggiorenne e al figlio inato dal giudice. Legittimati ad

agire sono: - nza dei fatt onosciuto dalla madre. La legittimazione passiva

ndo la moglie ammette che nello stesso periodo abbia commesso o abbia nascosto la

adulterio

gravidanza e la nascita del figlio.

l’azion

Dopo la riforma del 1975,

sedicenne tramite il curatore speciale nom

- il entro 1 anno dalla nascita; la entro 6 mesi dalla nascita;

padre, madre,

- il entro 1 anno dal compimento della maggiore età o dal momento della conosce

figlio,

i che rendono ammissibile il disconoscimento, se è avvenuta dopo la maggiore età. In caso di

accoglimento dell’azione, il figlio risulta figlio naturale ric Contestazione della legittimità.

minore o interdetto, si procede alla nomina di un curatore speciale.

di legittimità risultante dall’atto di nascita mediante impugnazione di un elemento diverso dalla

presunzione di paternità. Nel caso manchi la prova del matrim

bi morti e hanno pubblicamente convissuto come coniugi e il figlio abbia goduto di un possesso

di stato conforme all’atto di nascita.

La spetta ai genitori e a chiunque vi abbia interesse; sono

legittimazione attiva legittimati passivi

entrambi i genitori e, nel caso non sia promossa da lui stesso, il figlio.

Se l’azione di contestazione è promossa nei confronti di pe

p Reclamo della legittimità

L’azione di contestazione della legittimità è imprescrittibile.

l’azione spetta al figlio che mira ad ottenere l’accertamento dello stato di

di reclamo della legittimità:

figlio legittimo. Lo stato di figlio legittimo può risultare alterato nell’atto di nascita

dichiarato figlio di genitori ignoti, oppure figlio naturale riconosciuto da uno o entrambi i

2)

genitori, oppur

3) Accertamento della filiazione naturale mediante riconoscimento. Il riconoscimento

imprescrittibile.

del fig

naturale fatto nell’atto di nascita è integrato o dalla dichiarazione di nascita resa dal genitore

personalmente, o dall’atto pubblico dal quale risulta il consenso dei genitori ad essere nominati. Se il

figlio non è riconosciuto da nessun genitore, è indicat

segnalato entro 10 giorni dall’ufficiale di stato civile al giudice tutelare che provvederà all’a

della tutela del minore. Il riconoscimento è un atto giuridico:

- in quanto può essere fatto solo nelle forme prev

formale,

- anche se contenuto in un testamento poi revocato;

irrevocabile,

- in quanto non ammette né condizione né termine;

puro, impugnabile solo

- in quanto può essere fatto solo dal genitore e non dai suoi eredi, né dal suo rappresentante.

personale,

oscimento può essere realizzato da uno o da entrambi i genitori: il riconoscimento congiunto ha

conseguenze sull’assunzione del cognome da parte del figlio.

Il riconoscimento è vietato per il genitore che non ha compiuto 16 anni: qualora l’atto fosse

posto in essere, non è nullo ma Il (di figlio ultrasedicenne) è sott

riconoscimento tardivo

annullabile.

e avere ripercussioni sociali sul figlio: difatti, l’assenso del figlio sedicenne è indispensabile per

l’efficacia del riconoscimento.

194 Se il figlio è il riconoscimento non può avvenire senza il consenso del genitore

< di 16 anni,

che lo ha riconosciuto per primo; un rifiuto ingiustificato del genitore può essere superato da una

sentenza del tribunale per i minori.

È consentito il riconoscimento del tuttavia, per tutelare la sua eredità da un

figlio premorto:

presunto interesse egoistico dei genitori, questi sono

dei discendenti legittimi del figlio premorto. La funzione del ri

o di filiazione con una determinata persona. Il riconoscimento fino

retroagisce

(acquisto del cognome). Con il riconoscimento, i di

p

Comunque, il figlio ha il diritto di ottenere l’accertamento del rapporto di filiazione anche

giudiziale

contro il volere del genitore.

ugnazioni del riconoscimento. La violazione dei requisiti formali del riconoscimento lo rende

esso è proponibile quando il riconoscimento non risponde alla verità o anche

difetto di veridicità;

quando l’autore del riconoscimento fosse consapevole della falsità della

dichiarazione. Esso è imprescrittibile e può essere promosso dall’autore del riconoscimento, da colui

che è riconosciuto e

essa è proposta dall’autore del riconoscimento entro 1 anno dalla cessazione della violenza

violenza;

● e, se il riconoscimento è fatto da un minore, entro 1 anno dal compimento della maggiore età;

il riconoscimento può essere impugna

interdizione giudiziale;

dalla revoca. Tale disciplina si applica in via estensiva anche all’impugnazione per difetto di età

Accertamento giu

I termini sopra elencati sono considerati di decadenza.

dell’autore.

può ottenere il riconoscimento di figlio naturale anche contro la volontà dei genitori, m

che, se accolta, produce gli stessi effetti del

e giudiziale di paternità o di maternità

riconoscimento. L’accertamento giudiziale è escluso quando è vietato il riconoscimento dei figli

incestuosi.

L’atto impedisce che si possa fare accertare giudizialmente un rapporto di filiazione

di nascita

diverso, legittimo o naturale, formalmente attribuito; occorre prima rimuovere le risultanze dell’atto di

nascita che sono inco

ad agire è il figlio e nei suoi riguardi l’azione è imprescrittibile; se egli morisse prima di

Legittimato

averla esercitata, i legittimati all’azione sono i suoi discendenti, che

verla entro 2 anni dalla morte.

Se il figlio è l’azione può essere promossa dal genitore

minore d’età,

tutore; essa, comunque, non può essere espletata senza il consenso del figlio 16enne. Nell’ipotesi di

del figlio, può agire il tutore previa autorizzazione del giudice.

interdizione Legittimato

il figlio è la competenza è del tribunale ordinario del luogo di residenza del

maggiorenne,

genitore convenuto in giudizio; qualora il figlio fosse è compe

minorenne,

nni. Una volta che l’azione è giudicata ammissibile, si apre la dinanzi al

fase di merito

tribunale: con essa la paternità e la maternità possono es

La è dimostrata provando l’identità di chi si pretende essere figlio; qualora la

maternità

funzione procreativa si sia avvalsa di donne diverse, la è la donna che ha

madre in senso giuridico

195 Più problematico è provare la perché nella maggior parte dei casi è in via presunti

paternità,

g

rifiuto.

Accertamento incidentale della filiazione irriconoscibile. Il non può ag

figlio irriconoscibile

per far accertare giudizialmente la maternità o la paternità. tavia, in questa ipotesi, al rapporto di

procreazione sono collegati una serie di diritti e doveri: il può agire per

figlio naturale minorenne

ottenere il ma

l’istruzione: l’azione è proposta nell’interesse del figlio da un curatore s

giudice, su richiesta del p.m. o del genitore che esercita la potestà; • se il figlio è e in

maggiorenne

stato di bisogno, può chiedere gli alimenti. In entrambe le ipotesi occorre il previo

e non di stato (e quindi non di accertamento), perché vengono riconosciuti dei diritti

scimento

limitati al figlio non riconoscibile.

L’accoglimento del giudizio di ammissibilità dell’azione implica che sia f

in La

I figli non riconoscibili, tuttavia, hanno diritto, in sede successoria, ad un assegno vitalizio.

legittimazione della filiazione naturale. La consente

legittimazione

ciuto la possibilità di conseguire la qualità di figlio legittimo; essa può conseguirsi

al matrimonio dei genitori che lo hanno entrambi riconosciuto. Gli effetti decorrono

automaticamente

dal giorno del matrimonio se il rapporto di f

rmente o al momento del matrimonio, altrimenti dal giorno in cui è avvenuto l’accertamento

formale della filiazione, ad es. per riconoscimento (legittimazione In presenza di cause che

di diritto).

ostacolano la legittimazione del figlio per susseguente matrimonio (perché ad esempio i genit

almente per provvedimento del giudice, purché corrisponda all’interesse del figlio

(legittimazione i genitori devono avere almeno 16 anni e

giudiziale). Per effettuare la legittimazione

la domanda di legittimazione può ess

figlio naturale dopo la morte del genitore, qualora questi abbia espresso tale volontà nel testamento o in

un atto pubblico. La legittimazione produce solo per il genitore al quale è stata concessa e tali

effetti

effetti decorrono

ata del provvedimento; se la legittimazione è successiva alla morte del genitore, gli effetti

retroagiscono alla data della morte, solo se la domanda è stata presen

Gli effetti del provvedimento di legittimazione possono essere (eliminati) dall’azione ord

caducati

In Potestà dei genitori. La quando i genitori sono conviventi, spetta di regola ad

di veridicità. potestà,

entrambi. Essi possono per gli

decidere disgiuntamente at

è richiesta non solo una ma anche la

inaria amministrazione decisione comune, preventiva

Su determinati il genitore può rivol

autorizzazione del giudice tutelare. disaccordi

figlio 14enne, indica le soluzioni più utili nell’interesse del figlio

quello che è più idoneo a curare

L’sercizio è attribuito a uno dei genitori quando:

della potestà

• l’altro genitore è impedito;

196 L’altro ha il diritto e il dovere di vigilare sull’istruzione e l’educazione del figlio e

genitore

deve concorrere nelle decisioni di maggiore interesse: nei casi che egli reputa pregiudizievoli per il

figlio, può rivolgersi al giudice.

Il genitore ha anche un conferito dalla legge per gli

potere di rappresentanza atti

salvo quelli personalissimi o quelli a cui il minore è autorizzato a compiere direttamente.

patrimoniali,

I genitori non si possono rendere acquirenti dei beni o dei diritti del figlio minore; gli atti compiuti in

violazione di tali disposizioni sono annullabili.

I genitori hanno l’usufrutto sui beni del figlio, ma questi beni sono caratterizzati da un

legale

vincolo di destinazione, cioè sono destinati al mantenimento della famiglia e all’istruzione dei figli.

L’usufrutto legale non cessa con il passaggio a nuove nozze del genitore; inoltre non può formare

oggetto di alienazione, pegno o ipoteca.

In caso di il giudice può privare i genitori del tutto o in parte dell’usufrutto

cattiva amministrazione,

legale. estingue:

La potestà si

• per compimento della maggiore età del figlio o per sua emancipazione;

• morte del figlio o del genitore;

• per effetto della pronunzia giudiziale di decadenza;

• condanna penale del genitore.

decade

La quando il genitore trascuri o abusi dei diritti e dei doveri, causando grave

potestà

pregiudizio al figlio; il giudice può allontanare il figlio dalla residenza familiare.

Cessate le cause di decadenza, il genitore può essere reintegrato nella potestà.

Nel caso la dei genitori al punto da determinare la decadenza, il

condotta non sia dannosa

giudice adotta la al fine di realizzare interventi a favore del minore: tali provvedimenti

sospensione,

sono sempre revocabili.

Doveri dei figli. Il è quello di rispettare i genitori, affinché possano esercitare al meglio

dovere dei figli

la loro potestà; il deve convivere con il genitore che esercita la potestà.

figlio minore

Altro dovere del figlio è quello di al mantenimento della famiglia in relazione alle

contribuire

proprie possibilità e al proprio reddito, finché convive con essa.

Affidamento familiare. Può aversi affidamento quando il minore, nonostante gli interventi di sostegno

e di aiuto alla famiglie previsti dalla legge, sia temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo

ad assicurargli un’esistenza serena.

L’affidamento familiare costituisce, quindi, un che ha fondamento

intervento temporaneo di assistenza,

nel principio di solidarietà e tende al reinserimento del minore nel nucleo originario.

L’affidamento è disposto dai previo dei genitori o del genitore

consenso

servizi sociali locali,

che esercita la potestà o del tutore; deve essere sentito anche il minore di dodici anni ed anche il minore

di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento. Il provvedimento è reso

esecutivo dal giudice tutelare con decreto.

In mancanza del consenso dei genitori o del tutore, l’affidamento è disposto dal Tribunale per i

minorenni: tale provvedimento è disposto in situazioni di abuso e trascuratezza pregiudizievoli per il

figlio.

Nel provvedimento devono essere indicati i per cui è stato disposto, la nonché i e i

motivi durata, tempi

di esercizio dei poteri riconosciuti agli affidatari; inoltre deve essere indicato il servizio sociale

modi

locale al quale è affidata la responsabilità del programma di assistenza e il dovere di vigilanza.

Gli devono provvedere al mantenimento, all’educazione e all’istruzione del minore

affidatari

nel rispetto delle prescrizioni sia dei genitori che dell’autorità affidante; durante l’affidamento devono

essere agevolati, anche grazie al servizio sociale, i rapporti con la famiglia di provenienza del minore e

il suo rientro nella stessa.

197

L’affidamento con un provvedimento della autorità che lo ha disposto, previo accertamento

termina

che la situazione di difficoltà del minore e che i problemi familiari siano stati del tutto superati.

Tuttavia la potestà affidataria è servente rispetto a quella genitoria perché riguarda solo le decisioni

inerenti la convivenza i problemi della vita quotidiana.

Adozione legittimante. Quando il minore è privato in via definitiva ed irreversibile di un’adeguata

assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, si procede alla sua

adozione: egli diventa figlio legittimo degli adottanti, dei quali assume e trasmette il cognome e

cessano tutti i suoi rapporti con la famiglia di origine, salvo i divieti matrimoniali.

La funzione dell’adozione è quella di essere un rimedio a situazioni di abbandono particolarmente

che possono avere ricadute significative sull’esistenza e sul futuro del minore.

gravi Lo del minore costituisce il presupposto, il fondamento e la ragione della

stato di abbandono

dichiarazione di adottabilità; esso è valutato non in riferimento alla posizione soggettiva dei genitori,

ma in relazione alla situazione oggettiva del fanciullo e al pregiudizio che egli riceve nello sviluppo

della sua personalità.

La situazione di abbandono non si configura solo con un ma anche

comportamento omissivo,

con un consistente nell’inadempimento o nel non esatto adempimento

comportamento commissivo

degli obblighi ricollegabili alla potestà genitoriale.

Il procedimento che decide sull’adottabilità è instaurato di ufficio dal giudice sulla base di una

denunzia della situazione di abbandono.

Il tribunale, sentiti i coniugi, i parenti entro il 4° grado e, in loro mancanza, il minore, decide se

sussistono i presupposti per l’adottabilità.

Qualora non sussistono tali presupposti, dichiara che non vi è luogo a provvedere; se sussistono,

dichiara lo stato di adottabilità, con sentenza impugnabile e revocabile.

Tale sentenza deve essere trascritta nell’apposito registro del tribunale competente.

I genitori del minore possono anche sospendere il procedimento di dichiarazione dello stato di

adottabilità, provvedendo al riconoscimento; se non si avvalgono di tale facoltà o se decorre il termine

di decadenza, il tribunale dichiara lo stato di adottabilità.

Lo è disposto mediante e può essere impugnato dai

stato di adottabilità decreto motivato

soggetti destinatari della notificazione che sono i genitori, i parenti entro il 4° grado e il tutore.

Lo stato di adottabilità è una posizione giuridica e cessa con l’adozione, con il

provvisoria

raggiungimento della maggiore età dell’adottato e con la revoca per gravi motivi e inadempimenti dei

genitori adottanti.

Possono essere adottanti i coniugi uniti in matrimonio o che abbiano vissuto in modo stabile e

continuativo per 3 anni dal matrimonio. Presupposti richiesti sono:

capacità di fornire assistenza materiale, spirituale e morale al minore assicurandogli educazione,

1.

istruzione e mantenimento;

gli adottanti devono avere nei confronti dell’adottato un’età superiore di 18 fino ai 45 anni, salvo

2.

diverse disposizioni.

Ai medesimi coniugi sono consentite più adozioni e sono facilitate le adozioni di fratelli e di portatori

di handicap.

La domanda di adozione è presentata al Tribunale per i minorenni, che dopo una ricerca oculata

in base ai presupposti sopra elencati, sceglie la coppia più idonea e dispone, con ordinanza,

l’affidamento se in seguito sorgono difficoltà di convivenza non superabili, il tribunale

preadottivo;

dispone la revoca dell’affidamento.

L’affidamento è la seconda fase del procedimento di adozione: è disposto

preadottivo

mediante un e trascritto nell’apposito registro del tribunale competente.

decreto motivato

Durante questa fase viene eseguito un rigido e attento controllo sull’operato dei genitori adottanti.

Dopo 1 anno, se l’affidamento preadottivo ha dato buon esito, il tribunale dispone l’adozione

con sentenza impugnabile. Il tribunale, per emanare il decreto di adozione, sente preventivamente i

coniugi, l’adottato che ha compiuto 14 anni (il quale deve manifestare espresso consenso), il tutore e i

servizi sociali locali incaricati della vigilanza.

198

Tale decreto può essere impugnato entro 30 giorni dalla comunicazione dagli adottanti e dal tutore. Il

provvedimento definitivo di adozione deve essere trascritto entro 10 giorni dalla comunicazione

nell’apposito registro del tribunale competente e deve essere trasmesso all’ufficiale di stato civile che

provvederà alla sua annotazione a margine dell’atto di nascita dell’adottato.

L’adottato acquista il cognome degli adottanti e diviene il figlio legittimo.

All’età di 25 anni egli può chiedere informazioni circa le proprie origini per conoscere il vecchio

cognome e i genitori biologici; il termine di 25 anni è spostato a 18 nei casi previsti dalla legge.

Adozione in fattispecie particolari. In circostanze particolari, l’adozione legittimante non è esplicabile

anche in presenza dello stato di adottabilità: esempio è il minore, orfano di padre e madre, che può

essere adottato da un parente entro il 6° grado.

L’adozione è preferita a quella legittimante in quanto consente al fanciullo di rimanere

particolare

nella famiglia parentale; è consentita sia ad una coppia di coniugi uniti in matrimonio, sia alla persona

singola coniugata o separata.

L’adottato acquista il cognome dell’adottante e i suoi (del minore) diritti e doveri sussistono solo nei

confronti dei genitori adottanti.

La tuttavia, è differente dalla in quanto gli adottanti hanno

potestà adottiva, potestà genitoria,

il potere di rappresentanza legale e di amministrazione del patrimonio del minore, ma non l’usufrutto

legale.

Obbligo degli adottanti in sede di amministrazione del patrimonio del minore è quello di redigere

dei beni dell’adottato e trasmetterlo entro 1 mese dall’adozione al giudice tutelare, pena la

l’inventario

perdita del potere di amministrazione.

Ai fini dell’adozione è richiesto il dell’adottato o, in

consenso degli adottanti, quattordicenne

caso di età inferiore ai 14 anni, del e dei

tutore genitori dell’adottato.

Gli obblighi degli adottanti sono quelli di ed del fanciullo.

mantenimento, educazione istruzione

Adozione di persone maggiori di età. L’adozione ha la funzione di dare

di persone maggiori di età

discendenti legittimi all’adottante qualora questi non ne abbia.

L’adottato prende il ma non estingue il rapporto con la sua famiglia

cognome dell’adottante,

d’origine; tale adozione è permessa anche a persone che abbiano discendenti legittimi o legittimati,

previo loro consenso. importanti sono:

Presupposti

• il consenso dell’adottante e dell’adottando;

• l’assenso dei genitori dell’adottando e del coniugi dell’adottante e dell’adottando;

• l’assenso dei discendenti legittimi e legittimati dell’adottante;

• età dell’adottante maggiore di 35 anni e superiore a quella dell’adottato di 18.

La è presentata al tribunale competente che, assunte le

domanda di adozione dell’adottante

opportune informazioni e sentito il p.m., emana un decreto motivato.

Il deve essere poi dal cancelliere del tribunale competente su un

decreto di adozione trascritto

apposito registro; successivamente viene comunicato all’ufficiale di stato civile che provvederà alla

di tale provvedimento al

annotazione margine dell’atto di nascita dell’adottato.

Gli dell’adozione si producono dalla data del decreto che può essere entro 30 gg.

effetti impugnato

dalla comunicazione; l’adottante e l’adottato possono il loro consenso prima dell’emanazione

revocare

del decreto.

L’adozione è disposta con sentenza impugnabile del tribunale competente; l’adottato aggiunge il

cognome dell’adottante al suo anteponendolo; se gli adottanti sono dei coniugi, l’adottato prende il

cognome del marito. L’adottato conserva i diritti e i doveri verso la sua famiglia d’origine.

L’adottato succede all’adottante nei suoi diritti, al pari dei figli legittimi e dei legittimati

mortis causa

dell’adottante; viceversa l’adozione non attribuisce all’adottante la possibilità di succedere all’adottato.


ACQUISTATO

12 volte

PAGINE

219

PESO

1.73 MB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Privato, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Diritto Privato, Perlingeri. Gli argomenti trattati sono: realtà sociale e ordinamento giuridico, sistema, gerarchia, bilanciamento poteri, legalità e legittimità nello Stato sociale di diritto, fonti diritto, gerarchia e competenza, dinamica situazioni soggettive, abuso ed eccesso della situazione soggettiva.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Valentino Daniela.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto privato

Domande frequenti e risposte di diritto privato
Appunto
Riassunto esame Diritto privato, prof. Stanzione, libro consigliato Studi di diritto privato
Appunto
Diritto Privato - il Regolamento di Condominio
Appunto
Diritto Privato - il nesso causale
Appunto