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ESTRATTO DOCUMENTO

L’obbligo fondamentale che grava sull’usufruttuario è quello di restituire i beni al proprietario

al termine dell’usufrutto. L’usufruttuario è tenuto a redigere a sue spese l’inventario dei beni e

a prestare idonea cauzione per prendere possesso della cosa, nonché ad usare nell’esercizio del

suo diritto la diligenza del buon padre di famiglia.

Non è tenuto a restituire il bene nello stesso stato in cui si trovava all’inizio del periodo di

sfruttamento, ma in quello conseguente al suo godimento.

L’USO E ABITAZIONE

L’uso è il diritto di servirsi di una cosa altrui e, se fruttifera, di raccogliere i frutti per

soddisfare i bisogni propri e della propria famiglia (art 1021).

L’abitazione è il diritto di abitare una casa altrui insieme alla propria famiglia (art 1022).

L’uso e l’abitazione sono diritti reali del tutto simili all’usufrutto salvo alcune eccezioni ma di

ambito più limitato. Si tratta di diritti personalissimi, cioè strettamente legati alla persona del

loro titolare; cioè spiega perché non si possono cedere, dare in locazione a terzi.

SUPERFICIE

La superficie è il diritto di fare o di mantenere una costruzione al di sopra o al di sotto del

suolo altrui (artt 952-956).

La superficie costituisce una deroga al principio dell’accessione immobiliare, cioè di quel

particolare modo di acquisto della proprietà a titolo originario secondo cui tutto ciò che insiste

sul suolo appartiene al proprietario del suolo stesso.

La costituzione della superficie può essere fatta per un tempo determinato o in perpetuo.

Essa consente al suo titolare di costruire sopra o sotto il fondo altrui e di divenire proprietario

della costruzione. Sullo stesso fondo vengono ad incidere due proprietà distinte: quella del

suolo, che resta del proprietario concedente, e quella della costruzione (detta proprietà

superficiaria), che appartiene al superficiario.

Esiste anche un’altra ipotesi di superficie che si costituisce con la alienazione della proprietà

della costruzione già esistente separatamente dalla proprietà del suolo (art 952).

In questo caso il superficiario, oltre ad acquistare la proprietà superficiaria della costruzione,

viene anche ad acquistare il diritto di superficie sul suolo su cui la costruzione insiste.

ENFITEUSI

L’enfiteusi è il diritto che un soggetto (enfiteuta) ha di godere un fondo altrui con l’obbligo

di migliorarlo e di pagare al concedente (proprietario) un canone periodico (art 957-977).

È il più ampio diritto reale di godimento su cosa altrui. Assicura al titolare lo stesso potere di

godimento del proprietario e prerogative cosi importanti da poter ritenere che con la

concessione di tale diritto il proprietario rischi di perdere la sua proprietà. All’enfiteuta viene

riconosciuto il diritto di chiedere l’affrancazione(riscatto) del fondo e diventare cosi

proprietario pieno ed esclusivo. Tale diritto può essere esercitato anche contro la volontà del

proprietario, mediante pagamento di una somma corrispondente a 15 volte il cannone annuo.

In cambio di tali vantaggi, l’enfiteuta si impegna a migliorare il fondo e a pagare un canone

periodico. L’inadempienza degli obblighi da parte dell’enfiteuta (deterioramento, mancato

miglioramento del fondo o ritardo nel pagamento del canone) consente al proprietario di

chiedere la devoluzione, cioè di riavere il fondo in piena e libera proprietà.

SERVITU’ PREDIALI

La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo (detto servente) per l’utilità di

un altro fondo (detto dominante), appartenente a diverso proprietario (artt 1027-1099).

La definizione mostra un primo carattere di novità rispetto alle altre figure di diritti reali

minori. Per la prima volta non si parla di facoltà (di godere, usare, abitare, costruire) concesse

ai soggetti sulle cose, ma di un rapporto funzionale tra le cose stesse. È questo il requisito

della predialità che contraddistingue le servitù prediali.

La servitù prediale determina una relazione tra due fondi, non un rapporto personale tra i

rispettivi proprietari, nel senso che il fondo dominante si avvantaggia della limitazione che

sopporta il fondo servente.

La servitù prediale non riguarda esclusivamente i fondi rustici ma più in generale tutti i beni

immobili, con la sola esclusione dei beni mobili e incorporali.

Oltre alla predialità, requisiti fondamentali delle servitù sono:

• La vicinanza tra i fondi: anche se non è richiesto che i beni siano confinanti devono

quanto meno essere sufficientemente vicini da permettere un effettivo ed efficace

esercizio della servitù;

• L’utilità : l’esercizio della servitù deve concretizzarsi in un qualunque vantaggio per il

fondo dominante, anche non economico (la maggiore comodità e amenità della villa con

vista sul mare che deriva dalla servitù sul fondo del vicino di non costruire o di non

edificare oltre una certa altezza).

La limitazione patita dal fondo servente può essere di vario genere, ma deve sempre

concretarsi in un dovere negativo del proprietario,cioè nell’obbligo di non fare o di sopportare.

Ad es., le servitù di passaggio, di acquedotto, di non elevare la costruzione, comportano il

dovere di sopportare il passaggio di persone e mezzi, delle tubature dell’acqua o il dovere di

non elevare la costruzione al di sopra di una certa altezza.

La costituzione delle servitù può avvenire con il consenso degli interessati, solitamente

espresso in un contratto (servitù volontarie), oppure per imposizione della legge, cioè anche

contro la volontà del proprietario del fondo servente (servitù coattive).

Le servitù coattive sono previste in considerazione della situazione pregiudizievole in cui può

venire a trovarsi un fondo. Poniamo ad es. il caso di un terreno privo di accesso alla via

pubblica; esso sarebbe inutilizzabile se la legge non imponesse ai proprietari dei fondi vicini la

servitù di passaggio.

Qualora ricorra una delle ipotesi di servitù coattiva previste dalla legge e le parti interessate

non riescano a trovare un accordo e a stipulare il contratto costitutivo, la servitù coattiva si

costituirà con sentenza del giudice, una volta accertato il rifiuto del proprietario del fondo

servente a dispetto dell’obbligo di legge.

LE SITUAZIONI POSSESSORIE

Il diritto reale attribuisce al suo titolare un potere immediato sulla cosa. Non dobbiamo tuttavia

confondere il diritto di esercitare un potere sulla cosa con l’esercizio effettivo del potere sulla

cosa. Normalmente il titolare del diritto esercita anche il potere di fatto sulla cosa, in

determinati casi la situazione di diritto può essere separata dalla situazione di fatto.

L’esercizio di fatto dei poteri sulle cose dà luogo alle situazioni possessorie. Ad esse la legge

riconosce tutela e annette effetti giuridici indipendentemente dalla circostanza che alla

situazione di fatto corrisponda una situazione di diritto.

Le situazioni di fatto sono: il possesso e la detenzione.

IL POSSESSO

Il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio

della proprietà o di altro diritto reale (art 1140).

Il possessore ha un potere immediato sulla cosa e si comporta come se di essa fosse

proprietario o titolare di un altro diritto reale.

Tradizionalmente si ritiene che per aversi possesso debbano ricorrere due elementi:

• Un elemento materiale (corpus), consistente nell’avere la disponibilità materiale della

cosa;

• Un elemento psicologico (animus possidendi) che si concreta nell’intenzione di tenere

la cosa quale titolare del diritto.

Sulla base dell’elemento psicologico è possibile distinguere tra possesso di buona fede e

possesso di mala fede.

Si ha possesso di buona fede quando il possessore ignora, senza colpa grave di ledere l’altrui

diritto (art 1147).

Il possesso è di mala fede quando il possessore sa di ledere l’altrui diritto, oppure l’ignora per

colpa grave (per le condizioni della cosa si ha motivo di sospettare che provengano da reato).

La buona fede del possesso viene presunta dalla legge ed è sufficiente che sussista al momento

dell’acquisto. Quindi il possessore è sempre considerato in buona fede ; starà a chi vi ha

interesse l’onere di dimostrare che ha acquistato il possesso in mala fede.

LA DETENZIONE

La mancanza dell’elemento psicologico dà luogo ad una situazione possessoria diversa dal

possesso: la detenzione. Ad essa si riferisce il 2° comma dell’art 1140 quando statuisce che si

può possedere direttamente o per mezzo di altra persona che ha la detenzione della cosa.

La detenzione è la semplice disponibilità materiale della cosa sulla quale si riconosce il

diritto di altri.

Caso tipico di detenzione è quella dell’inquilino cui concedo il locazione il appartamento. Egli

non ha certo l’intenzione di tenere la cosa come se fosse proprietario; la disponibilità dl bene

gli perviene in forza di un contratto stipulato con il legittimo titolare.

La detenzione non produce gli effetti del possesso. Non sempre è facile qualificare la

situazione di fatto come possesso o come detenzione, la legge stabilisce che si presume

possessore colui che esercita il potere di fatto sulla cosa, quando non si prova che ha

cominciato ad esercitarlo semplicemente come detenzione (art 1141).

EFFETTI DEL POSSESSO

Benché situazione di fatto, al possesso la legge concede una particolare tutela (azioni

possessorie) e riconosce determinati effetti. I principali effetti del possesso riguardano il

principio del possesso vale titolo (art 1153) e l’usucapione (art 1158). Si tratta in entrambi i

casi di istituti che consentono al possessore, in presenza di determinati requisiti, di acquistare

la proprietà (o un altro diritto reale) del bene posseduto: in tal modo la situazione di fatto si

trasforma in situazione di diritto.

Possesso vale titolo

Ai sensi dell’art 1153 colui al quale sono alienati beni mobili da parte di chi non è

proprietario ne acquista la proprietà mediante il possesso, purchè sia in buona fede al

momento della consegna e sussista un titolo idoneo (contratto di compravendita) al

trasferimento della proprietà.

Con l’introduzione di tale regola permette una rapida e fiduciosa circolazione dei beni mobili.

Usucapione

Un soggetto acquista la proprietà o un altro diritto reale di godimento con il possesso

continuato per un certo periodo di tempo alle condizioni stabilite dalla legge (art 1158-

1167).

Perché si abbia usucapione occorre che ricorrano due elementi:

• Il possesso (non anche la detenzione);

• Il decorso del tempo;

Il possesso deve essere pacifico (cioè non acquistato con violenza o clandestino) e continuo.

La durata del possesso varia secondo la natura del bene (immobile, mobile, mobile registrato),

la specie del possesso (di buona fede o di male fede) e la sussistenza o meno di un titolo

idoneo in astratto all’acquisto del diritto (es. contratto di compravendita nullo).

Tipo di bene Condizioni particolari Durata necessaria del possesso

Immobili Manca il titolo o il possesso è di mala fede; 20 anni

C’è un titolo idoneo, trascritto presso la conservatoria dei 10 anni

registri immobiliari e il possesso è in buona fede;

Manca il titolo ma il possesso è in buona fede; 10 anni

Mobili Manca il titolo e il possesso è in mala fede; 20 anni

Ipotesi del possesso vale titolo Acquisto immediato

Mobili registrati Manca il titolo o il possesso è in mala fede; 10 anni

C’è un titolo idoneo e il possesso è in buona fede; 3 anni

TUTELA DEL POSSESSO

azioni possessorie

La legge accorda al possessore la tutela possessoria contro chiunque attenti al suo possesso,

anche quando si tratti del legitimo titolare del diritto sulla cosa.

Le azioni possessorie sono l’azione di reintegrazione e l’azione di manutenzione.

Con l’azione di reintegrazione (o di spoglio) il possessore (anche di mala fede) e il detentore

che siano stati violentemente o occultamente privati della disponibilità materiale della cosa

possono chiedere contro l’autore dello spoglio la reintegrazione nel possesso o nella

detenzione. L’azione deve essere esercitata entro 1 anno dallo spoglio o dalla scoperta.

Mediante l’azione di manutenzione il possessore (non anche il detentore) di un bene immobile

tutela il libero e pacifico esercizio del suo possesso contro le molestie di terzi. Al giudice, egli

chiede di far cessare le turbative e di essere mantenuto nel suo possesso. Per poter esercitare

l’azione occorre un possesso qualificato: deve durare da almeno 1 anno, continuo e non

interrotto, e non deve essere acquistato in modo violento o clandestino. L’azione di

manutenzione può essere esercitata entro l’anno dalla turbativa.

Azioni di nunciazione

Si tratta di azioni cautelari con le quali si chiedono al giudice provvedimenti urgenti allo scopo

di prevenire il verificarsi di un danno incombente o di un pregiudizio che può derivare da una

nuova opera o da una cosa altrui. Spettano, oltre che al possessore, anche al proprietario e agli

altri titolari di diritti reali di godimento (anche se non possessori).

Le azioni di enunciazione sono la :

1. Denunzia di nuova opera (art 1171) – viene esercitata da chi abbia timore che da una

nuova opera da altri intrapresa stia per derivare un danno alla cosa su cui vanti un diritto

o di cui abbia il solo possesso.

2. Denunzia di danno temuto (art 1172) – riguarda sempre il timore del verificarsi di un

danno, ma esso proviene da un bene già esistente.

In entrambi i casi il giudice a cui è presentata la denuncia, in attesa del giudizio definitivo,

adotta provvedimenti cautelativi: può sospendere la prosecuzione dell’opera, può adottare le

misure più opportune per ovviare al pericolo del danno temuto, può ordinare il versamento di

idonea garanzia per il risarcimento dei danni , ecc.

IL RAPPORTO OBBLIGATORIO

L’obbligazione è il vincolo giuridico in forza del quale un soggetto (debitore) è tenuto ad

attuare un determinato comportamento (prestazione) a favore di un altro (creditore). Quello

che caratterizza il rapporto obbligatorio è la soggezione di una parte all’altra.

Non soltanto il debitore è tenuto al rispetto di un determinato comportamento. L’ordinamento

pone al carico di entrambi i soggetti un generale dovere di correttezza nello svolgimento del

rapporto obbligatorio. Si tratta di una clausola generale che impone di comportarsi secondo la

buona fede e con l’ordinaria diligenza nell’esercizio dei propri doveri.

Le fonti dell’obbligazione

I ’

L VINCOLO GIURIDICO SUSSISTE QUANDO L OBBLIGAZIONE TROVA LA SUA ORIGINE IN UNA DELLE FONTI

( 1173):

PREVISTE DALLA LEGGE ART

1. I : ’ ,

L CONTRATTO È L ACCORDO TRA DUE O PIÙ PARTI CHE VOLONTARIAMENTE COSTITUISCONO

.

MODIFICANO O ESTINGUONO RAPPORTI GIURIDICI PATRIMONIALI TRA DI LORO

2. I :

L FATTO ILLECITO È OBBLIGATO AL RISARCIMENTO CHIUNQUE CAGIONA AD ALTRI UN DANNO

.

INGIUSTO

3. O

GNI ALTRO ATTO O FATTO IDONEO A PRODURRE OBBLIGAZIONI IN CONFORMITÀ

’ . A 4 :

DELL ORDINAMENTO GIURIDICO PPARTENGONO A QUESTA CATEGORIA DI FONTI FIGURE

• ;

LA PROMESSA UNILATERALE

• ;

LA GESTIONE DI AFFARI ALTRUI

• ’ ;

IL PAGAMENTO DELL INDEBITO

• ’ ;

L ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA

L A PROMESSA UNILATERALE CONSISTE NELLA DICHIARAZIONE DI VOLONTÀ CON CUI UN SOGGETTO SI

OBBLIGA A COMPIERE UNA DETERMINATA PRESTAZIONE A FAVORE DI UN ALTRO SOGGETTO

( 1987).

INDIPENDENTEMENTE DALLA SUA ACCETTAZIONE ART

La dichiarazione unilaterale è quindi sufficiente a far sorgere in chi l’ha resa l’obbligo della

prestazione o a farne presumere l’esistenza.

Ciò è possibile tuttavia soltanto nei casi tassativamente indicati dalla legge:

• promessa di pagamento e ricognizione di debito in tali casi il soggetto a favore del

quale la promessa o il riconoscimento del debito sono stati fatti è dispensato dall’onere

di dover provare l’esistenza del suo diritto, che si presume fino a prova contraria

(inversione dell’onere della prova);

• promessa al pubblico : è la promessa di una prestazione compiuta da un soggetto a

favore di chi si trovi in una determinata situazione o compia una determinata azione. Il

promittente è vincolato alla promessa non appena questa è resa pubblica e può revocarla

prima della scadenza eventualmente stabilita (o in mancanza, prima dell’anno previsto

dalla legge come termine finale di cessazione del vincolo) solo per giusta causa e

purchè la revoca sia resa pubblica nella stessa forma della promessa o in forma

equivalente.

La gestione di affari altrui ricorre quando un soggetto (gestore), senza esservi obbligato e

senza avere avuto un incarico, assume l’amministrazione di uno o più affari patrimoniali

altrui (art 2028- 2032).

Il gestore rimane obbligato a continuare con diligenza la gestione dell’affare finchè

l’interessato non vi provveda personalmente, purchè ricorrano le condizioni previste dalla

legge:

• l’utilità iniziale della gestione;

• la mancanza di un divieto alla gestione da parte del soggetto interessato;

• la consapevolezza nel gestore di agire per altri;

• la liceità dell’affare;

• la capacità di agire del gestore;

L’interessato sarà a sua volta obbligato a rimborsare al gestore tutte le spese effettuate nel suo

interesse.

Il pagamento dell’indebito si ha quando il soggetto esegue un pagamento non dovuto (art

2033-2040).

L’indebito è oggettivo quando il debito pagato è assolutamente inesistente, soggettivo quando

il credito esiste davvero ma il vero debitore è soggetto diverso da quello che, per un errore

scusabile, ha pagato .

Da tale pagamento sorge l’obbligazione di restituire la cosa indebitamente ricevuta e il relativo

diritto di riottenere quanto pagato in chi ha esercitato la prestazione. La figura in esame opera

soltanto in presenza di una prestazione di dare.

Arricchimento senza causa : un soggetto senza alcuna giustificazione trae profitto da un

bene altrui o si avvantaggia di un’attività altrui a danno di un altro soggetto (art 2041-2042).

In tal caso sorge in capo a chi ha ottenuto il vantaggio l’obbligo di indennizzare, nei limiti

dell’arricchimento, colui che ha sofferto il depauperamento.

Classificazione dell’obbligazione in base ai soggetti:

• obbligazioni semplici (un solo debitore e un solo creditore);

• obbligazioni multiple - più debitori e un creditore

- un debitore e più creditori solidali

- più debitori e piu creditori parziarie

obbligazioni solidali

L : ’

E OBBLIGAZIONI SOLIDALI OGNI CREDITORE PUÒ PRETENDERE L INTERA PRESTAZIONE DAL DEBITORE

( ),

SOLIDARIETÀ ATTIVA COSI COME OGNI DEBITORE È TENUTO AD ESEGUIRLA A RICHIESTA DEL CREDITORE

( ).

SOLIDARIETÀ PASSIVA

I . O

L PAGAMENTO DI UN DEBITORE LIBERA TUTTI GLI ALTRI VVIAMENTE QUELLO CHE AVRÀ PAGATO POTRÀ

RIVALERSI NEI CONFRONTI DEGLI ALTRI CONDEBITORI AFFINCHÈ CIASCUNO GLI RIMBORSI LA SUA PARTE DI

( ).

DEBITO AZIONE DI REGRESSO

L A SOLIDARIETÀ PASSIVA È GRADITA DAI CREDITORI POICHÉ EGLI NON DOVRÀ PERDERSI IN LUNGHE E

. B

FASTIDIOSE AZIONI DI RECUPERO E LIMITERÀ CONSIDEREVOLE IL RISCHIO DI INSOLUTI ASTA INDIVIDUARE

TRA TUTTI I DEBITORI QUELLO PIÙ SOLVIBILE E AFFIDABILE E A LUI RIVOLGERE LE SUE ISTANZE DI

.

PAGAMENTO

P ( 1294) ,

ER TALE RAGIONE LA SOLIDARIETÀ PASSIVA È PRESUNTA DALLA LEGGE ART CIÒ SIGNIFICA CHE SE

( )

NON RISULTA DIVERSAMENTE DALLA LEGGE O DAL TITOLO CONTRATTO I CONDEBITORI SONO TENUTI IN

.

SOLIDO

D :

IVERSAMENTE LA SOLIDARIETÀ ATTIVA NON È PRESUNTA ESSA DEVE ESSERE PREVISTA ESPRESSAMENTE

.

DALLA LEGGE O RISULTARE DAL TITOLO

Obbligazioni parziarie

L’ :

OBBLIGO E IL DIRITTO SONO SUDDIVISI IN QUOTE DISTINTE CIASCUN DEBITORE SARÀ OBBLIGATO NEI

( ),

LIMITI DELLA PROPRIA QUOTA PARZIARIETÀ PASSIVA CIASCUN CREDITORE POTRÀ PRETENDERE

( ).

ESCLUSIVAMENTE LA PROPRIA QUOTA DI CREDITO PARZIARIETÀ ATTIVA

LE MODIFICAZIONI SOGGETTIVE DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO

L A MODIFICAZIONE DEI SOGGETTI È CONSEGUENZA DELLA TRASMISSIBILITÀ DELLE POSIZIONI GIURIDICHE

’ ’ . L

ALL INTERNO DELL OBBLIGAZIONE A LORO TRASMISSIONE COMPORTA LA SOSTITUZIONE DEL SOGGETTO

( ). L

CEDENTE CON IL SOGGETTO CESSIONARIO SUCCESSIONE A SUCCESSIONE DI UN SOGGETTO AD UN ALTRO

,

NELLA TITOLARITÀ DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO IMPLICA SOLO IL MUTAMENTO DEI SOGGETTI FERMO

.

RESTANDO IL RAPPORTO PER TUTTO IL RESTO

L , (

A SUCCESSIONE PUÒ AVVENIRE TANTO NEL LATO ATTIVO QUANDO MUTA IL CREDITORE SUCCESSIONE NEL

) , , ( ).

CREDITO TANTO NEL LATO PASSIVO QUANDO CAMBIA IL DEBITORE SUCCESSIONE NEL DEBITO

L ’

A SOSTITUZIONE DEI SOGGETTI DELL OBBLIGAZIONE PUÒ AVVENIRE PER ATTO TRA VIVI O PER SUCCESSIONE

. Q ’ , (

A CAUSA DI MORTE UEST ULTIMA PUÒ ESSERE A TITOLO UNIVERSALE NEL CASO DI EREDITÀ AGLI EREDI

) , (

PASSANO SIA I CREDITI CHE I DEBITI DEL DEFUNTO O A TITOLO PARTICOLARE NEL CASO DI LEGATO AL

).

LEGATARIO SI TRASFERISCONO SOLO DEI CREDITI - cessione del

Tra vivi credito

Successione

Modificazion - surrogazione

nel credito

e del -

Mortis eredità

causa - legato

- delegazione

Tra vivi - espromissione

Modificazion Successione

e del nel debito Mortis eredità

causa

LA SUCCESSIONE NEL CREDITO

P :

ER ATTO TRA VIVI IL CREDITO SI TRASFERISCE PREVALENTEMENTE MEDIANTE UN APPOSITO CONTRATTO

( 1260-1267). ’

LA CESSIONE DEL CREDITO ART SI TRATTA DELL ACCORDO MEDIANTE IL QUALE IL

( ) ( ),

CREDITORE CEDENTE TRASFERISCE AD UN ALTRO SOGGETTO CESSIONARIO DIETRO CORRISPETTIVO O

, ( ). L

GRATUITAMENTE IL CREDITO DA LUI VANTATO NEI CONFRONTI DEL DEBITORE CEDUTO A CESSIONE

( . ).

NON È POSSIBILE PER TUTTI I CREDITI ES QUELLI CHE HANNO CARATTERE STRETTAMENTE PERSONALE

G

LI EFFETTI DELLA CESSIONE SI VERIFICANO PER IL CESSIONARIO IMMEDIATAMENTE CON IL SEMPLICE

, ,

CONSENSO E COMPORTANO IL TRASFERIMENTO OLTRE CHE DEL CREDITO ANCHE DEI PRIVILEGI DELLE

.

GARANZIE PERSONALI E REALI E DEGLI ALTRI ACCESSORI

L ’

A CESSIONE HA EFFETTI INVECE NEI CONFRONTI DEL DEBITORE CEDUTO SOLO QUANDO QUESTI L HA

.

ACCETTATA O QUANDO GLI È STATA NOTIFICATA

C , ,

IÒ SIGNIFICA CHE SE IL DEBITORE PAGA AL CEDENTE PRIMA DI AVER RICEVUTO LA NOTIFICAZIONE EGLI

(

SARÀ LIBERATO DAL SUO OBBLIGO ANCHE NEI CONFRONTI DEL CESSIONARIO IL QUALE POTRÀ RIVALERSI

). T , ,

NEI CONFRONTI DEL CEDENTE UTTAVIA ANCHE PRIMA DELLA NOTIFICAZIONE IL DEBITORE CHE PAGA

AL CEDENTE NON È LIBERATO SE IL CESSIONARIO PROVA CHE IL DEBITORE ERA A CONOSCENZA

’ .

DELL AVVENUTA CESSIONE

L A NOTIFICAZIONE RIVESTE PARTICOLARE IMPORTANZA ANCHE PER RISOLVERE EVENTUALI CONFLITTI IN

. I

CASO DI CESSIONE DELLO STESSO DIRITTO A PIÙ SOGGETTI DIVERSI N TAL CASO PREVALE LA CESSIONE

NOTIFICATA PER PRIMA AL DEBITORE CEDUTO O QUELLA CHE È STATA PER PRIMA ACCETTATA DAL DEBITORE

.

CON ATTO DI DATA CERTA

N ’

ORMALMENTE IL CEDENTE DEVE GARANTIRE ESCLUSIVAMENTE L ESISTENZA DEL CREDITO AL TEMPO

( ); , ,

DELLA CESSIONE CESSIONE PRO SOLUTO TUTTAVIA SE ESPRESSAMENTE CONCORDATO DALLE PARTI IL

,

CEDENTE PUÒ GARANTIRE IL CESSIONARIO ANCHE CHE IL DEBITORE ADEMPIERÀ AL SUO OBBLIGO

, ,

RISPONDENDO IN CASO DI INADEMPIENZA NEI LIMITI DI QUANTO ABBIA RICEVUTO IN CORRISPETTIVO

( ).

DELLA CESSIONE PRO SOLVENDO

L A SURROGAZIONE NEL PAGAMENTO

S . L

I VERIFICA SUCCESSIONE NEL CREDITO ANCHE NELLA SURROGAZIONE PER PAGAMENTO A LEGGE

PREVEDE CHE UN TERZO SOGGETTO CHE HA PAGATO L ORIGINARIO CREDITORE POSSA SOSTITUIRSI A LUI

.

NEL DIRITTO DI PRETENDERE IL PAGAMENTO DA PARTE DEL DEBITORE

L :

A SURROGAZIONE PUÒ AVVENIRE

 ,

PER VOLONTÀ DEL CREDITORE CHE RICEVENDO IL PAGAMENTO DAL TERZO PUÒ ESPRESSAMENTE E

;

CONTEMPORANEAMENTE SURROGARLO NEI PROPRI DIRITTI

 ,

PER VOLONTÀ DEL DEBITORE CHE PRENDENDO A MUTUO UNA SOMMA DI DENARO AL FINE DI PAGARE

;

IL DEBITO PUÒ SURROGARE IL MUTUANTE NELLA POSIZIONE DEL CREDITORE

 , ’ 1203 CC.

PER VOLONTÀ DELLA LEGGE NEI SOLI CASI ESPRESSAMENTE PREVISTI DALL ART

LA SUCCESSIONE NEL DEBITO

P , ’ ’ .

ER ATTO TRA VIVI IL DEBITO SI TRASFERISCE CON LA DELEGAZIONE L ESPROMISSIONE E L ACCOLLO

L ’ ( ) ’

A DELEGAZIONE È L ATTO MEDIANTE IL QUALE IL DEBITORE DELEGANTE ORDINA O INVITA UN ALTRA

( )

PERSONA DELEGATO A ESEGUIRE O A PROMETTERE DI ESEGUIRE UN DETERMINATO PAGAMENTO A

( ).

FAVORE DI UN TERZO SOGGETTO DELEGATARIO

N ;

EL CASO DI INVITO AL PAGAMENTO SI HA LA FIGURA DELLA DELEGAZIONE DI PAGAMENTO NEL CASO DI

INVITO AD ASSUMERE L OBBLIGO DI EFFETTUARE IL PAGAMENTO SI HA LA FIGURA DELLA DELEGAZIONE DI

.

DEBITO

I ;

L RAPPORTO CHE LEGA IL DELEGATO AL DELEGANTE SI DICE RAPPORTO DI PROVVISTA IL RAPPORTO CHE

.

LEGA IL DELEGANTE AL DELEGATARIO SI DICE RAPPORTO DI VALUTA

L’ ’ ( ) ( )

ESPROMISSIONE È L ACCORDO FRA IL CREDITORE ESPROMISSARIO E UN TERZO ESPROMITTENTE CON

’ , , ( )

CUI QUEST ULTIMO ASSUME PER SUA SPONTANEA INIZIATIVA IL DEBITO DI UN ALTRO ESPROMESSO

.

VERSO IL CREDITORE STESSO

L’ ’ ( ) ( )

ACCOLLO È L ACCORDO TRA DEBITORE ACCOLLATO E TERZO ACCOLLANTE CON IL QUALE QUESTI

.

ASSUME IL DEBITO DEL PRIMO

S ’ ( )

E L ACCORDO RIMANE TRA DEBITORE E TERZO ACCOLLO INTERNO NESSUNA CONSEQUENZA SI VERIFICA

( ); ’ (

IN CAPO AL CREDITORE ACCOLLATARIO SE INVECE QUEST ULTIMO ADERISCE AL ACCORDO ACCOLLO

), .

ESTERNO LA STIPULAZIONE FATTA A SUO FAVORE DIVENTA IRREVOCABILE

L’INFUNGIBILITA’ DEL DEBITORE

M ,

ENTRE LA CIRCOLAZIONE DEL CREDITO NON COMPORTA PREGIUDIZIO PER IL DEBITORE NON SI PUÒ DIRE

. P

ALTRETTANTO PER LA CIRCOLAZIONE DEL DEBITO ER IL CREDITORE NON È INDIFFERENTE LA PERSONA

DEL DEBITORE IN CONSEGUENZA DELLA MAGGIORE O MINORE SOLVIBILITÀ E DELLA MAGGIORE O MINORE

. P ,

GARANZIA OFFERTA DAL SUO PATRIMONIO ER TALE RAGIONE MENTRE PER LA SOSTITUZIONE DEL

(

CREDITORE NON È NECESSARIO OTTENERE IL CONSENSO DEL DEBITORE CHE COMUNQUE DEVE ESSERE

)

INFORMATO DELLA CESSIONE PER LA TRASMISSIONE DEL DEBITO OCCORRE IL CONSENSO ESPRESSO DEL

, ’

CREDITORE SENZA IL QUALE L ORIGINARIO DEBITORE NON PUÒ LIBERARSI DAL SUO OBBLIGO

( ).

INFUNGIBILITÀ DEL DEBITORE

P , ’ ’

ER QUESTA RAGIONE LA DELEGAZIONE DI DEBITO L ESPROMISSIONE E L ACCOLLO ESTERNO LIBERANO IL

( 3

DEBITORE SOSTITUITO SOLTANTO SE IL CREDITORE ESPRESSAMENTE VI ACCONSENTE LE FIGURE SI

); ,

QUALIFICANO ALLORA COME NOVATIVE IN MANCANZA DI UNA TALE DICHIARAZIONE IL VECCHIO E IL

( 3

NUOVO DEBITORE RIMANGONO CONGIUNTAMENTE OBBLIGATI IN SOLIDO IN TAL CASO LE FIGURE

).

SARANNO DEFINITE CONGIUNTIVE

Il creditore dà il consenso alla Il debitore sostituito non è più

Successioni nel liberazione del debitore

debito tenuto alla prestazione

NOVATIVE Il vecchio e il nuovo debitore

Successioni nel Il creditore non dà il consenso rimangono solidamente e

debito alla liberazione del debitore congiuntamente obbligati verso il

CONGIUNTIVE creditore

Classificazione delle obbligazioni in base all’oggetto

 obbligazioni divisibili/indivisibili

 obbligazioni generiche/specifiche

il carattere generico dell’obbligazione viene a mancare nel momento in cui i beni da

consegnare al creditore vengono separati dalla massa generica a cui appartenevano

(individuazione). Con l’individuazione le cose diventano specifiche e il loro perimento fa

venir meno l’obbligo da parte del debitore.

L’obbligazione specifica ha per oggetto un bene determinato nella sua individualità.

Le obbligazioni pecuniarie : un particolare tipo di obbligazione generica che ha per oggetto il

pagamento di una somma di denaro. L’art. 1277 stabilisce il principio: “i debiti pecuniari si

estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo

valore nominale”.

Principio nominalistico : il debitore si libera dal suo obbligo semplicemente corrispondendo

al creditore la cifra pattuita, senza tener conto della variazione del valore della moneta tra il

giorno in cui l’obbligo sorse e quello del pagamento in conseguenza dell’inflazione.

Per superare tale inconveniente i creditori si premuniscono contro le variazioni di valore della

moneta mediante apposite clausole di adeguamento monetario con le quali mettono in

relazione il credito a determinati parametri, mantenendone costante il valore nel tempo.

Tali clausole possono far riferimento al valore di determinati beni (clausola merce) o dell’oro

(clausola oro): alla scadenza dell’obbligo, il debitore dovrà restituire non la somma di denaro

nominale, ma la quantità di denaro necessaria per poter acquistare la stessa quantità di merce o

di oro che si poteva acquistare quando l’obbligazione sorse.

Una caratteristica dei crediti pecuniari liquidi (determinati nel loro ammontare) ed esigibili

(non sottoposti a termini e condizioni) è quella di produrre interessi (frutti civili del capitale).

Il principio nominalistico trova applicazione solo per i debiti di valuta, caratterizzati dal fatto

che la somma oggetto della prestazione è determinata nel suo ammontare sin dal sorgere

dell’obbligazione.

Talvolta la somma di denaro non rappresenta in sé l’oggetto dell’obbligazione ma è

considerata come valore di un altro bene (debiti di valore).è il caso ad esempio, dell’obbligo

di risarcire i danni da fatto illecito, in cui la moneta è presa in considerazione solo come

misura economica della lesione subita. Soltanto una volta raggiunto l’accordo sull’esatto

ammontare della somma da pagare (liquidazione) sorgerà l’obbligazione pecuniaria come

debito di valuta.

LA PRESTAZIONE

Ai sensi dell’art 1174 la prestazione deve essere suscettibile di valutazione economica

(patrimonialità della prestazione) e deve corrispondere a un interesse, anche non economico

del creditore.

Il requisito di patrimonialità è posto a garanzia del risarcimento in caso di inadempimento:

come qualificare il danno da risarcire.

La prestazione deve avere alcuni caratteri:

 lecita, non contraria a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume;

 possibile, sia materialmente- consentita dalla natura della cosa, sia giuridica;

 determinata o determinabile, specificata dal inizio o individuati i criteri per

determinarla

La prestazione può essere considerata sotto due diversi profili, come comportamento che il

debitore deve tenere e come risultato di un determinato comportamento. Su questa base si

distinguono due categorie di obbligazioni:

 Obbligazioni di mezzi : il debitore è impegnato a tenere un certo comportamento, ad

eseguire una certa attività, senza però garantirne il risultato. Si libera dal suo impegno

semplicemente eseguendo diligentemente l’attività richiesta.

 Obbligazioni di risultato: il debitore è impegnato a raggiungere un determinato risultato

dal suo comportamento, cosicché è da ritenersi inadempiente se, nonostante il lavoro

svolto, non riesce a conseguire il risultato promesso.

I MODI DI ESTINZIONE DELLE OBBLIGAZIONI

Il modo normale di estinzione dell’obbligazione è il adempimento del debitore, attraverso il

quale il creditore trova quel soddisfacimento di interessi per la cui realizzazione l’obbligazione

era sorta. Talvolta l’obbligazione può estinguersi senza con ciò appagare le ragioni del creditor

I modi satisfattori di estinzione:

Adempimento - il debitore esegue esattamente la prestazione dovuta.

Non libera il debitore qualunque prestazione, ma soltanto quella eseguita puntualmente, nel

rispetto di quanto concordato dalle parti.

Il soggetto che adempie è di norma il debitore personalmente. Non è richiesta in lui la capacità

di agire, trattandosi di un atto dovuto che prescinde dalla volontà di chi lo esegue. È quindi

valido il pagamento eseguito da un debitore incapace.

Anche un terso può eseguire la prestazione al posto del debitore; in tal caso il creditore non

può rifiutare l’adempimento offertogli dal terzo, a meno che non si tratti di prestazione che il

debitore deve eseguire personalmente (infungibile) o che lo stesso debitore gli abbia

manifestato la sua opposizione.

Destinatario del pagamento è il creditore capace a riceverlo o il suo rappresentante ovvero la

persona indicata dal creditore o autorizzata dalla legge o dal giudice.

Tuttavia se il debitore lo esegue a chi non è legittimato a riceverlo resta ugualmente liberato se

il vero creditore ratifica il pagamento o comunque ne ha profittato. Allo stesso modo rimane

liberato il debitore che, in buona fede, compie la prestazione a favore di chi appare legittimato,

in base a circostanze univoche, a riceverlo (creditore apparente).

Quanto alle modalità dell’adempimento l’art. 1176 richiede nel debitore la diligenza del

buon padre di famiglia. Con tale espressione si vuol fare riferimento alla diligenza media che

si può pretendere da qualunque persona adulta e responsabile. Quando la prestazione è

attinente all’esercizio di un’attività professionale la diligenza deve essere valutata con riguardo

alla natura dell’attività esercitata (diligenza tecnica).

L’adempimento presuppone che la prestazione venga eseguita esattamente e integralmente.

D’altra parte il debitore non potrà liberarsi eseguendo una prestazione diversa da quella

dovuta, anche se di valore uguale o maggiore, salvo che il creditore acconsenta a tale

sostituzione. Se ciò avviene si verifica un particolare modo di estinzione satisfatoria

dell’obbligazione: la dazione in pagamento.

Luogo dell’adempimento- valgono le indicazioni desumibili dal titolo, dalla natura della

prestazione, dagli usi o dagli accordi delle parti. In mancanza si osservano le regole:

 L’obbligazione di consegnare una cosa certa e determinata si adempie nel luogo dove si

trovava la cosa quando l’obbligazione è sorta;

 L’obbligazione di pagare una somma di denaro si adempie al domicilio del creditore;

 Tutte le obbligazioni di altra specie si estinguono al domicilio del debitore;

L’indicazione del tempo dell’adempimento è rimessa alla liberta volontà delle parti. Se un

termine è fissato dalle parti o è disposto dalla legge, esso si ritiene disposto a favore del

debitore, salvo non risulti espressamente a favore del creditore o di entrambe le parti. Di

conseguenza, il debitore non può esigere la prestazione prima della scadenza del termine, a

meno che questo non sia stabilito a suo favore.

Se non esiste un termine, il creditore ha diritto all’adempimento immediato.

Oltre all’adempimento e alla dazione in pagamento, gli altri modi satisfattori si estinzione delle

obbligazioni sono: la compensazione e la confusione.

La compensazione si ha quando due persone sono obbligate l’una verso l’altra: in tal caso i

due crediti si estinguono per le quantità corrispondenti.

La compensazione è di 3 tipi:

Legale :stabilita dalla legge quando i crediti reciproci sono omogenei, liquidi ed esigibili;

 Giudiziaria : disposta dal giudice quando i crediti peur essendo omogenei ed esigibili non

 sono liquidi ma di facile e pronta liquidazione;

Volontaria : stabilita volontariamente dalle parti anche se non si tratta di crediti omogenei,

 liquidi ed esigibili;

La confusione si ha quando le qualità del creditore e di debitore, per cause diverse, vengono

a riunirsi nella stessa persona.

I modi non satisfattori di estinzione

L’

OBBLIGAZIONE PUÒ ESTINGUERSI ANCHE SENZA CHE IL CREDITORE CONSEGUA IL SODDISFACIMENTO

’ .

DELL INTERESSE TUTELATO DAL RAPPORTO OBBLIGATORIO

L’ -

IMPOSSIBILITÀ SOPRAVVENUTA DELLA PRESTAZIONE QUANDO LA PRESTAZIONE DIVENTA IMPOSSIBILE PER

IL SOPRAVVENIRE DI UN EVENTO NON IMPUTABILE AL DEBITORE L OBBLIGAZIONE SI ESTINGUE E IL

.

DEBITORE È LIBERATO

L’ ’

EFFETTO ESTINTIVO DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO SI VERIFICA A CONDIZIONE CHE L IMPOSSIBILITÀ SIA

, , .

SOPRAVVENUTA DEFINITIVA E TOTALE NON IMPUTABILE AL DEBITORE

L’ ’

OBBLIGAZIONE SI ESTINGUE PER NOVAZIONE QUANDO LE PARTI SOSTITUISCONO ALL OBBLIGAZIONE

,

ORIGINARIA UNA NUOVA OBBLIGAZIONE CON OGGETTO O TITOLO DIVERSO MANIFESTANDO

’ .

ESPRESSAMENTE LA VOLONTÀ DI ESTINGUERE L OBBLIGAZIONE PRECEDENTE

L , ’

A NOVAZIONE PUÒ ESSERE OGGETTIVA QUANDO LA NUOVA OBBLIGAZIONE È DIVERSA NELL OGGETTO O

; , ;

NEL TITOLO SOGGETTIVA QUANDO MUTA LA PERSONA DEL DEBITORE IN QUESTO CASO TROVANO

: , .

APPLICAZIONE LE NORME SULLA DELEGAZIONE ESPROMISSIONE E ACCOLLO

R - ’

EMISSIONE DEL DEBITO L OBBLIGAZIONE PUÒ ANCHE ESTINGUERSI PERCHÉ IL CEDITORE RINUNCIA AL

.

SUO DIRITTO

L (

A RINUNCIA PUÒ AVVENIRE IN MODO ESPRESSO MEDIANTE UNA DICHIARAZIONE UNILATERALE CHE DEVE

, , ,

ESSERE COMUNICATA AL DEBITORE IL QUALE PUÒ DICHIARARE IN UN CONGRUO TERMINE DI NON VOLERNE

) ( ).

APPROFITTARE O TACITO SI RICAVA DA COMPORTAMENTI CONCLUDENTI DEL CREDITORE

I .

L DIRITTO DI CREDITO SI ESTINGUE ANCHE PER PRESCRIZIONE

A ’ . 2934

I SENSI DELL ART OGNI DIRITTO SI ESTINGUE PER PRESCRIZIONE QUANDO IL TITOLARE NON LO

( 10 ).

ESERCITA PER IL TEMPO DETERMINATO DALLA LEGGE NORMALMENTE ANNI

L’ ’ . Q

INERZIA DEL TITOLARE DEL DIRITTO DETERMINA L ESTINZIONE DEL DIRITTO STESSO UESTO

.

FONDAMENTALE ISTITUTO HA PRINCIPALMENTE LO SCOPO DI DARE CERTEZZA AI RAPPORTI GIURIDICI

N . S ,

ON TUTTI I DIRITTI SI PRESCRIVONO ONO AD ESEMPIO IMPRESCRITTIBILI I DIRITTI INDISPONIBILI QUALI

I DIRITTI DELLA PERSONALITÀ E I DIRITTI FAMILIARI PERSONALI E IL DIRITTO DI PROPRIETÀ CON LA RELATIVA

.

AZIONE DI RIVENDICAZIONE I MODI DI ESTINZIONE DELLE OBBLIGAZIONI

E

A SATTA ESECUZIONE DELLA PRESTAZIONE DA PARTE DEL

DEMPIMENTO .

DEBITORE

I , ,

L DEBITORE CON IL CONSENSO DEL CREDITORE SI

D LIBERA DELL OBBLIGAZIONE COMPIENDO UNA

AZIONE

M

ODI SATISFATTORI .

PRESTAZIONE DIVERSA DA QUELLA CONVENUTA

IN PAGAMENTO I

C DEBITI TRA DUE SOGGETTI CON CARATTERISTICHE SIMILI

OMPENSAZIONE .

SI ESTINGUONO PER GLI IMPORTI CORRISPONDENTI

D

C EBITORE E CREDITORE VENGONO AD ESSERE LA STESSA

ONFUSIONE .

PERSONA

I , ,

I L DEBITORE PER CAUSA A LUI NON ATTRIBUIBILE NON È

MPOSSIBILITÀ .

PIÙ IN GRADO DI ADEMPIERE

SOPRAVVENUTA

M

ODI L’ ’

N

NON OBBLIGAZIONE VIENE SOSTITUITA CON UN ALTRA

OVAZIONE , .

DIVERSA PER OGGETTO TITOLO O NEI SOGGETTI

SATISFATTORI R

EMISSIONE I .

L CREDITORE RINUNCIA AL SUO CREDITO

DEL DEBITO M

P ANCATO ESERCIZIO DEL DIRITTO DI CREDITO PROTRATTO

RESCRIZIONE .

PER UN CERTO PERIODO DI TEMPO

L’ILLECITO CIVILE

L’

ILLECITO CIVILE È COSTITUITO DA QUALSIASI COMPORTAMENTO ANTIGIURIDICO CHE PROVOCA DANNI A

’ . E :

TERZI E CHE CREA UN OBBLIGAZIONE DI RISARCIMENTO SSO È

C , ’

 ONTRATTUALE SE CONSISTE NELL INADEMPIMENTO DI UNA OBBLIGAZIONE PRECEDENTEMENTE ASSUNT

E ,

 XTRACONTRATTUALE SE CONSISTE NELLA VIOLAZIONE DI UN DOVERE GIURIDICO GENERICO SENZA

.

PRESUPPORRE ALCUN PRECEDENTE RAPPORTO OBBLIGATORIO TRA DANNEGGIANTE E DANNEGGIATO

I DUE TIPI DI ILLECITO DANNO LUOGO ALLA RESPONSABILITÀ CONTRATTUALE E ALLA RESPONSABILITÀ

.

EXTRACONTRATTUALE

La responsabilità contrattuale è quella che deriva dall’inadempimento di un contratto o di

una qualsiasi obbligazione, anche di quelle nate da altri fonti. Essa sanziona l’inadempimento

dell’obbligazione ed è posta a tutela del diritto di un soggetto determinato, il creditore.

L A RESPONSABILITÀ EXTRACONTRATTUALE È BASATA SUL GENERALE DIVIETO DI ARRECARE DANNI INGIUSTI

. E .

AD ALCUNO SSA OBBLIGA CHIUNQUE CAGIONA UN DANNO INGIUSTO A RISARCIRE IL DANNO PROVOCATO

L’ILLECITO CIVILE CONTRATTUALE. L’INADEMPIMENTO

S I HA INADEMPIMENTO QUANDO IL DEBITORE NON ESEGUE DEL TUTTO O NON ESEGUE ESATTAMENTE E

.

TEMPESTIVAMENTE LA PRESTAZIONE DOVUTA

Conseguenza dell’inadempimento è la responsabilità (contrattuale) del debitore, che è tenuto al

risarcimento del danno nei confronti del creditore.

La regola generale è dettata dall’art. 1218:

“Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al

risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato

determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non

imputabile.”

Per ottenere il risarcimento il creditore deve semplicemente dare la prova dell’esistenza del suo

diritto e dell’inadempimento, e non anche della colpevolezza del debitore; spetta invece al

debitore, se vuole liberarsi dalla responsabilità, dare la prova dell’impossibilità, a lui non

imputabile, della prestazione (inversione dell’onere della prova liberatoria).


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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto privato con particolare attenzione ai seguenti argomenti trattati: il rapporto giuridico e le situazioni giuridiche oggettive, gli elementi del rapporto giuridico: i soggetti, l'oggetto e il contenuto; il sistema di protezione degli incapaci, la protezione degli incapaci relativi, la protezione degli incapaci assoluti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in consulenza aziendale e giuridica
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Scaglione Francesco.

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