Che materia stai cercando?

Diritto privato - l'amministrazione di sostegno Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto privato sull'amministrazione di sostegno. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il Consiglio Nazionale del Notariato, lo scopo della legge, la convivenza more uxorio, il decreto di nomina, la scelta dell’amministratore di sostegno, il procedimento.

Esame di Diritto privato docente Prof. U. Roma

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Il ricorso deve indicare, oltre alle generalità dell’eventuale beneficiario e la sua

dimora abituale, le ragioni della richiesta di nomina assieme al nominativo e domicilio,

se noti al ricorrente, del coniuge, discendenti, ascendenti, fratelli e conviventi

del beneficiario.

Il giudice tutelare deve: a) ascoltare personalmente il predetto beneficiario,

recandosi se occorra, nel luogo dove esso si trova, b) assumere informazioni nonché

esperire in generale mezzi istruttori congrui, c) sentire determinati soggetti,

che coincidono coi legittimati al ricorso, d) disporre accertamenti medici.

In ogni caso, nel procedimento di nomina interviene il pubblico ministero.

La legge richiama, in quanto compatibili, i seguenti articoli del codice civile:

349 (giuramento del tutore), 350 (incapacità all’ufficio tutelare), 351 (dispensa

dall’ufficio tutelare, 352 (dispensa su domanda), 353 (Domanda di dispensa), 374

(autorizzazione del giudice tutelare), 375 (autorizzazione del tribunale, che qui è di

competenza del giudice tutelare), 376 (vendita di beni, che qui è di competenza del

giudice tutelare), 377 (atti compiuti senza l’osservanza dei precedenti articoli), 378

(atti vietati al tutore e al protutore), 379 (gratuità della tutela), 380 (contabilità

dell’amministrazione, 381 (cauzione), 382 (responsabilità del tutore o protutore),

383 (esonero dall’ufficio), 384 (rimozione e sospensione del tutore), 385 (conto finale),

386 (approvazione del conto), 387 (prescrizione delle azioni relative alla tutela),

388 (divieto di convenzioni prima dell’approvazione del conto). Non è stato

richiamato l’art. 362, riguardante l’inventario.

Poiché emerge la possibilità di essere privati della capacità con una procedurali

volontaria giurisdizione, potrebbero essere fatti dei rilievi sul piano della legittimità

costituzionale, anche se non è detto che si debba propendere, nel dubbio, per

5

un giudizio necessariamente negativo in ordine alle garanzie che l’istituto presenta.

c) Scelta dell’amministratore di sostegno

1. Nella scelta, il giudice tutelare preferisce, ove possibile, il coniuge che non sia

separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il

figlio o il fratello o la sorella, il parente entro il quarto grado ovvero il soggetto

designato del genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura

privata autenticata. Il giudice stesso, ove ne ravvisi l’opportunità, può chiamare

all’incarico altra persona idonea, compresi i soggetti diversi dalle persone

fisiche di cui al titolo II del primo libro del codice, attraverso il loro legale

rappresentante o una persona da costui delegata.

2. La legge prevede anche che la scelta dell’amministratore di sostegno avvenga

mediante designazione dello stesso interessato in previsione della propria eventuale

futura incapacità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Il giudice stesso, ove ricorrano gravi motivi, può chiamare all’incarico altra

persona idonea, compresi i soggetti diversi dalle persone fisiche di cui al titolo

II del primo libro del codice, attraverso il loro legale rappresentante o una

persona da costui delegata.

Fra le due ipotesi vi è uno scarto notevole. Nel primo caso il giudice deve preferire

taluni soggetti però, per ragioni d’opportunità, la sua scelta può ricadere su

altri soggetti. Nel secondo caso, invece, il giudice può discostarsi dalla scelta

dell’interessato solo per gravi motivi, che dovranno risultare dal decreto motivato

espressamente previsto dalla legge. Invero, i “gravi motivi” sono già previsti

dall’art. 348 c.c. per la scelta del tutore del minore da parte del genitore che per ultimo

ha esercitato la potestà. Così non era per la scelta del tutore dell’interdetto e il

curatore dell’inabilitato, ex art. 424 c.c., comma terzo, inquadrata come preferenza.

Ora tale terzo comma viene sostituito con il seguente testo: “Nella scelta del tutore

dell’interdetto e del curatore dell’inabilitato, il giudice tutelare individua di preferenza

la persona più idonea all’incarico tra i soggetti, e con i criteri, indicati nell’art.

408”. Dato che fra i soggetti di cui all’art. 408 vi sono (oltre a congiunti, conviventi

ed esponenti di persone giuridiche ed enti intermedi), anche coloro i quali siano stati

designati da parte dello stesso interessato oppure dal genitore superstite, possiamo

considerare che l’attuale disciplina consenta anche di designare il proprio tutore

nel caso d’eventuale interdizione. Si tratterà, tuttavia, di una preferenza, dalla

quale il giudice potrà discostarsi anche se non vi siano gravi motivi, in linea con la

stessa differenza che già esisteva fra l’art. 348 c.c. e l’art. 424 c.c. Certo, il richiamo

del nuovo testo del comma terzo dell’art. 424 c.c. non è un modello di chiarezza,

però una diversa lettura potrebbe portare ad un’incoerente lettura della riforma,

6

tale ad esempio da eliminare la possibilità, prevista dal testo precedente, di designare

il tutore o il curatore del proprio figlio.

In ogni caso, non possono ricoprire le funzioni d’amministratore di sostegno

gli operatori dei servizi pubblici o privati che hanno in cura o in carico il beneficiario.

d) Contenuto del decreto

Il decreto di nomina dell’amministratore di sostegno deve indicare:

1. generalità della persona beneficiaria e dell’amministratore di sostegno

2. durata dell’incarico, che può essere anche a tempo indeterminato

3. oggetto dell’incarico e degli atti che l’amministratore di sostegno ha il potere

di compiere in nome e per conto del beneficiario

4. atti che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore

di sostegno

5. limiti, anche periodici, delle spese che l’amministratore di sostegno può sostenere

attingendo alle somme di cui dispone o disporrà il beneficiario

6. periodicità della relazione dell’amministratore di sostegno al giudice

sull’attività svolta e sulle condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.

L’amministratore di sostegno può essere quindi sia assistente che rappresentante

oppure l’uno e l’altro. Siamo di fronte a quelle che vengono chiamate le “tailored

measures”, i provvedimenti su misura della persona disabile. Questa è una differenza

di sostanza con interdizione e inabilitazione, dove si ragiona sulla base

dell’ordinaria amministrazione e la straordinaria amministrazione come attività globali

anziché puntuali, in quanto la consente o meno lo svolgimento dell’una (ordinaria

amministrazione) oppure di nessuna delle due. Ne consegue: a) che l’incapacità

assoluta viene meno, b) che l’incapacità di compiere determinati atti è l’eccezione e

la capacità d’agire è la regola. Beninteso, la capacità d’agire può essere ristretta entro

limiti minimi, però non può più essere espunta dalla sfera giuridica del soggetto,

c) che per prima volta si mira ad evitare situazioni traumatiche, perché si deve tener

conto dello stile di vita anche precedente alla disabilità, evitando una frattura

che turbi e mortifichi il soggetto, il quale avrà diritto di conservare per quanto possibile

gli oggetti ai quali era affezionato, le frequentazioni precedenti, le ritualità religiose,

e così via.

Infatti, si dispone:

a) che il beneficiario conservi la capacità d’agire per tutti gli atti che non richiedono

la rappresentanza esclusiva o l’assistenza necessaria

dell’amministratore di sostegno; 7

b) che il beneficiario possa in ogni caso compiere gli atti necessari a soddi

sfare le esigenze della propria vita quotidiana;

c) che nello svolgimento dei suoi compiti l’amministratore di sostegno tenga

conto dei bisogni ed aspirazioni del beneficiario. Bisogni ed aspirazioni

che, se paragonati al “rispetto e obbedienza” che l’art. 357 c.c. impongono

al minore sotto tutela, danno un segnale nel senso che qualche

cosa è cambiato nella sensibilità del legislatore.

Importanti modifiche sono introdotte anche nella disciplina dell’interdizione e

dell’inabilitazione, laddove si dispone che nella sentenza che pronuncia l’interdizione

o l’inabilitazione, o in successivi provvedimenti, possa disporsi che l’interdetto possa


PAGINE

6

PESO

97.05 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche, studi internazionali ed europei
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Roma Umberto.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!