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- corrispettivi: quando il credito pecuniario è liquido (ovvero determinato nel suo ammontare) ed

esigibile (ovvero la corresponsione della somma non è sottoposta a termine o condizione) esso

produce automaticamente interessi nella misura del tasso legale, anche se non pattuiti ed

indipendentemente da costituzione in mora del debitore o domanda giudiziale del creditore, a

meno che dalla legge o dal titolo non risulti diversamente;

- compensativi: in alcuni casi, stabiliti dalla legge, i crediti pecuniari producono interessi (detti

appunto compensativi) indipendentemente dalla loro esigibilità. Secondo la giurisprudenza

hanno tale natura anche gli interessi sulle somme dovute a titolo di indennizzo o risarcimento

danni, computati dal giorno in cui sorge il diritto al risarcimento del danno o dell’indennizzo;

- moratori: tali interessi sono dovuti dal debitore in mora (ovvero in ritardo nel pagamento) nella

misura del tasso legale ed indipendentemente dal fatto che fossero dovuti in precedenza o che il

creditore provi di aver subito un danno. Se prima della mora erano dovuti interessi

convenzionali ad un tasso superiore a quello legale, gli interessi moratori saranno computati

con il tasso convenzionale.

In linea di principio il nostro ordinamento vieta l’anatocismo, ovvero la capitalizzazione degli

interesse dovuti affinché questi producano ulteriori interessi. Gli interessi possono essere capitalizzati

solo qualora siano scaduti da più di sei mesi ed intervenga, al riguardo, o una convenzione tra le parti o

una domanda giudiziale del creditore volta ad ottenere il pagamento sia degli interessi scaduti che di

quelli computati sugli interessi scaduti. Capitolo 34

Modificazione dei soggetti dell’obbligazione

Modificazioni dal lato attivo

1 – La cessione

Si parla di cessione del credito sia per indicare il contratto con il quale il creditore (cedente)

pattuisce con un terzo (cessionario) il trasferimento in capo a quest’ultimo del suo diritto verso il

debitore (ceduto), sia per indicare l’effetto di tale contratto.

Qualunque credito può formare oggetto di cessione a meno che non abbia carattere strettamente

personale o la cessione sia stata convenzionalmente esclusa dalle parti.

Non è necessario, per il perfezionamento della cessione, del consenso del debitore ma a questi

tale contratto deve essergli notificato per avere efficacia nei suoi confronti.

Se la cessione viene effettuata per estinguere un debito del cedente nei confronti del cessionario

tale cessione può avvenire pro solvendo o pro soluto. Nel primo caso la liberazione del cedente dalla

sua obbligazione con il cessionario avverrà solo nel momento in cui il debitore ceduto adempia alla

propria obbligazione. Nel secondo caso il cessionario libera immediatamente il cedente dalla propria

obbligazione accollandosi il rischio di insolvenza del debitore ceduto. Salvo diversa pattuizione la

cessione si presume contratta pro solvendo.

2 – La surrogazione

La surrogazione è una figura particolare di sostituzione dal lato attivo in quanto questa avviene

con l’esecuzione della prestazione in favore del creditore originario e con il sorgere dell’obbligazione

nei confronti di un altro soggetto attivo. La differenza con la cessione sta proprio nel fatto che in

questa la prestazione non è ancora stata adempiuta.

La surrogazione può avvenire per volontà del creditore (quando questi, ricevuto il pagamento

da un terzo dichiara espressamente di farlo subentrare nei suoi diritti nei confronti del debitore), per

volontà del debitore (ad esempio quando questi per adempiere all’obbligazione prende a mutuo una

1 .

somma di denaro vincolandosi con un altro soggetto) o nelle ipotesi previste dall’art. 1203 c.c

1 Art. 1203 Surrogazione legale

La surrogazione ha luogo di diritto nei seguenti casi:

1) a vantaggio di chi, essendo creditore, ancorché chirografario, paga un altro creditore che ha diritto di essergli preferito in ragione dei

suoi privilegi, del suo pegno o delle sue ipoteche; 3

Modificazioni dal lato passivo

La sostituzione del soggetto passivo del rapporto obbligatorio può realizzarsi mediante le figure

della delegazione passiva, dell’espromissione e dell’accollo. A differenza delle modificazioni dal lato

passivo, per il debitore non è indifferente la persona del debitore, sicché la sostituzione del debitore

non è possibile senza l’espressa volontà del creditore. In mancanza di questa il precedente debitore non

viene liberato ed il nuovo soggetto passivo si aggiunge ad esso.

1 – La delegazione passiva

Si ha delegazione quando una persona (delegante) ordina o invita un’altra persona (delegato) ad

eseguire o a promettere un determinato pagamento a favore di un terzo soggetto (delegatario).

Si distinguono la delegazione di pagamento (delegatio solvendi) dalla delegazione a promettere

(delegatio promittendi). La prima si ha quando il delegante invita il delegato ad effettuare senz’altro un

pagamento al delegatario (es. l’assegno bancario). Nella seconda il delegante ordina al delegato di

assumersi l’obbligo di effettuare successivamente un determinato pagamento al delegatario.

2 – L’espromissione

Con tale termine si indica quel contratto con il quale un soggetto si obbliga spontaneamente nei

confronti del creditore promettendo l’adempimento, da parte sua, della prestazione cui è obbligato il

debitore. L’elemento differenziale tra l’espromissione e la delegazione sta appunto nella spontaneità

dell’iniziativa del terzo. Come la delegazione, anche l’espromissione può essere cumulativa

(adpromissio) nel senso che il terzo ed il debitore rimangono vincolati in solido, o liberatoria o privati-

va nel caso in cui, dichiarando espressamente il terzo di voler liberare il debitore originario, il terzo

rimane l’unico soggetto obbligato nei confronti del creditore.

3 – L’accollo

L’accollo è un contratto tra il debitore (accollato) ed un terzo (accollante) con il quale

quest’ultimo assume a proprio carico l’onere di procurare il pagamento al creditore (accollatario). Si

distinguono due specie di accollo:

- l’accollo semplice o interno, che si ha quando le parti non intendono attribuire al creditore

alcun diritto verso l’accollante; in questo caso questi si impegna esclusivamente nei confronti

dell’accollato;

- l’accollo esterno, si ha invece quando l’accordo tra accollante ed accollato si presenta come un

contratto a favore del creditore; in questo caso il creditore può, con atto unilaterale aderire al

contratto e pretendere direttamente dall’accollante l’adempimento del suo credito. Questo tipo

di accollo può essere a sua volta cumulativo, quando il debitore originario resta obbligato in

solido con l’accollante, e liberatorio o privativo, quando il debitore viene liberato e rimane

obbligato esclusivamente l’accollante. In questo caso occorre una dichiarazione espressa del

creditore o che tale liberazione sia condizione espressa dell’accordo tra questi e l’accollante.

Capitolo 35

L’estinzione dell’obbligazione

Il tipico fatto estintivo dell’obbligazione è l’adempimento. In alcuni casi però il legislatore ha

previsto che, nonostante l’obbligazione non sia stata adempiuta, non si configuri l’inadempimento (per

il quale l’ordinamento prevede alcuni meccanismi di tutela del diritto del creditore, meccanismi che

saranno esaminati più avanti) bensì si verifica l’estinzione dell’obbligazione. Ciò si verifica

2) a vantaggio dell'acquirente di un immobile che, fino alla concorrenza del prezzo di acquisto, paga uno o più creditori a favore dei quali

l'immobile è ipotecato (2866);

3) a vantaggio di colui che, essendo tenuto con altri o per altri al pagamento del debito (754 e seguenti), aveva interesse di soddisfarlo

(1299, 2871);

4) a vantaggio dell'erede con beneficio d'inventario (484 e seguenti), che paga con danaro proprio i debiti (490) ereditari;

5) negli altri casi stabiliti dalla legge (756, 1259, 1762, 1776, 1780, 1796, 1949). 4

innanzitutto in caso di morte del debitore, quando si tratti di prestazioni infungibili (ovvero quelle

prestazioni per le quali quando è rilevante la persona del debitore che è obbligato ad eseguirla). Ma

esistono altre ipotesi di estinzione diversi dall’adempimento (compensazione, confusione, novazione,

remissione ed impossibilità sopravvenuta) che saranno esaminati più avanti. 5

L’adempimento

L’adempimento o pagamento consiste nell’esatta realizzazione della prestazione dovuta.

Nell’adempiere l’obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia. Il

debitore può adempiere personalmente o a mezzo di dipendenti o ausiliari del cui comportamento è

sempre personalmente responsabile di fronte al creditore.

Per valutare la regolarità dell’adempimento occorre prestare attenzione al destinatario del

pagamento, al luogo e al tempo dell’adempimento.

Destinatario del pagamento: in linea di principio, nel caso di obbligazioni di dare, il debitore

deve eseguire il pagamento nelle mani del creditore (o del suo rappresentante legale nel caso in cui il

creditore non sia capace) Nel caso in cui il debitore paghi a chi non era legittimato a ricevere la

prestazione non si libera dall’obbligazione a meno che il creditore non ratifichi il pagamento o non

dimostri di aver pagato in buona fede ad una persona che appariva creditore.

Luogo dell’adempimento: il luogo dell’adempimento è di solito indicato nel titolo costitutivo

del rapporto obbligatorio o determinato dagli usi o dalla natura stessa della prestazione. Nel caso in cui

questi criteri non siano adeguato ad individuare il luogo della prestazione l’ordinamento prevede dei

criteri suppletivi e cioè: nel caso di obbligazione di dare una determinata cosa, la prestazione va

adempiuta nel luogo in cui si trovava la cosa al momento del sorgere dell’obbligazione; l’obbligazione

di pagare una somma di denaro va adempiuta al domicilio del creditore; in tutti gli altri casi luogo

dell’adempimento è il domicilio del debitore.

Tempo dell’adempimento: se l’obbligazione ha carattere di durata occorre determinare il

momento iniziale ed il momento finale della prestazione dovuta; se l’obbligazione ha carattere

istantaneo il tempo dell’adempimento è di regola indicato nel titolo costitutivo dell’obbligazione (se

manca di tale indicazione, l’ordinamento autorizza il creditore a pretendere immediatamente il paga-

mento). Se per il pagamento viene fissato un termine questo si presume a favore del debitore nel senso

che il creditore non può pretendere il pagamento prima della scadenza di tale termine ma il debitore

può pretendere di adempiere anche prima. Se invece il termine risulta espressamente fissato a favore

del creditore questi può pretendere l’adempimento anche prima della scadenza del termine mentre il

debitore non può validamente offrirsi di adempiere in anticipo. Infine può verificarsi l’ipotesi in cui si

pattuisca un termina a favore di entrambi: in questo caso né il creditore può pretendere il pagamento né

il debitore può pretendere di adempiere prima della scadenza.

Il creditore ha diritto all’esatta esecuzione della prestazione dovuta. Può perciò legittimamente

rifiutarsi di accettare una prestazione diversa da quella pattuita, cos’ come può decidere il contrario. In

questo caso il debitore dovrà, per liberarsi dalla sua obbligazione, eseguire la prestazione pattuita in

luogo di quella originale (prestazione in luogo di adempimento).

In alcuni casi affinché il debitore possa correttamente adempiere la propria obbligazione è

necessaria la cooperazione del creditore. Nel caso in cui il creditore senza legittimo motivo non presti

la propria cooperazione o si rifiuti di compiere gli atti preparatori al ricevimento della prestazione si

configura la mora del creditore (mora credendi o accipiendi). Affinché la mora del creditore si

configuri è necessario anche che il debitore faccia offerta della prestazione al creditore. Tale offerta

può essere: solenne o formale, se compiuta dinanzi ad un pubblico ufficiale; secondo gli usi,

depositando le cose dovute al creditore; non formale (ad es. mediante lettera) che, dimostrando la

volontà di adempiere del debitore, vale ad escludere la mora del debitore ma non produce gli effetti

della mora credendi (per la mora del debitore e gli effetti della mora credendi v. più avanti al cap. 36

relativo all’inadempimento).

I modi di estinzione diversi dall’adempimento

1 – La compensazione

Quando tra due persone intercorrono rapporti obbligatori reciproci tali rapporti possono

estinguersi, totalmente o parzialmente, mediante compensazione dei rispettivi crediti. Esistono tre

diversi tipi di compensazione: 6


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Balestra Luigi.

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