Estratto del documento

Diritto privato Michela Carenzi

Ordinamento giuridico: Ubi societas ibi ius

Complesso di norme e di istituzioni che regolano e dirigono lo svolgimento della vita sociale e i rapporti tra i singoli.

Norme

Di condotta:

  • Decise da organi competenti
  • Principio di effettività: regole devono essere effettivamente osservate

Norma:

  • Sistema di regole che assicura l’ordine della società
  • Fattispecie astratta/ipotetica: quando gli elementi della fattispecie astratta si verificano nella fattispecie concreta, si applica la norma alla fattispecie concreta (sussunzione)
  • Disposizione: è il testo

Elementi della norma:

  • Precetto (la regola di condotta)
  • Sanzione (conseguenza sfavorevole nel caso in cui venga la regola di condotta)

Diritto privato

  • Il privato è in una posizione di parità con l’altro privato
  • Disciplina relazioni interindividuali lasciandoli all’iniziativa personale
  • Il privato quando compie la sua attività sociale, si serve delle norme di diritto privato

Diritto pubblico

  • Situazione di supremazia del soggetto pubblico sul privato
  • Disciplina l’organizzazione dello stato e degli enti pubblici
  • Regola la loro azione interna davanti ai privati; impone il comportamento cui sono tenuti per rispettare la vita associata
  • Il soggetto pubblico (Stato, comune, etc.), spesso si serve del diritto pubblico, ma lo stato può anche servirsi del diritto privato

Norme possono essere

  • Cogenti: quelle che i privati devono osservare obbligatoriamente
  • Derogabili: quelle che i privati possono anche non osservare (le regole del diritto privato sono il più delle volte derogabili)

Fonti delle norme

Fonti di produzione (atti o fatti che producono diritto):

  • Materiali: atti o fatti produttivi di norme generali e astratte
  • Formali: atti o fatti idonei a produrre diritto

Atto:

  • Autorità che lo ha emanato
  • Procedimento formativo
  • Documento
  • Norme ricavabili dal documento, costituite dal precetto e sanzione

Fonti di cognizione:

  • Pubblicazioni da cui possiamo prendere conoscenza del testo di un atto normativo (gazzetta ufficiale: dove vengono indicati per iscritto tutti gli atti normativi)

All’interno di queste categorie c’è un principio gerarchico:

  1. Costituzione
  2. Leggi (statali, cioè approvate dal parlamento e le leggi regionali, poi equiparate alle leggi statali; ci sono delle fonti particolari approvate dal governo e sono gli atti con forza di legge e sono: il decreto legislativo e il decreto legge)
  3. Regolamenti dell’esecutivo (è una fonte secondaria)
  4. Consuetudine

Data da:

  • Ripetizione di un certo comportamento nel tempo (usus)
  • Opinione, considerazione, di un comportamento come giuridicamente imposto (opinio)

Ci sono 3 tipologie diverse di consuetudini:

  • Consuetudine contro la legge
  • Consuetudine in accordo con la legge
  • Consuetudine praeter legem

Il riferimento normativo è l’articolo 8, nelle disposizioni preliminari al codice civile:

Comma 1: nelle materie regolate dalle leggi e dai regolamenti gli usi hanno efficacia in quanto sono da essi richiamati.

N.B.: Ciascuna fonte di un determinato livello non può essere in contrasto con la fonte precedente.

Codice civile

È approvato dalla legge, quindi è una fonte che appartiene al livello delle leggi. Contiene numerose disposizioni e norme. È dal 1942 e la versione precedente è del 1856, ispirato al codice civile napoleonico. Dal 1942 in poi sono contenute anche norme di diritto commerciale, poiché prima si trovavano in un codice separato, nel “Codice del commercio”.

Efficacia temporale delle leggi

Principio immanente nel diritto, la legge successiva prevale su quella precedente. Questo perché nel sistema deve esserci la necessità di maturare le norme. L’effetto dell’operare di questa prevalenza della norma successiva sulla norma precedente, si chiama abrogazione. Ciò vuol dire che la norma successiva abroga quella precedente. Questo solo riguardo norme poste sullo stesso piano della piramide (art.15 c.c.).

Tipologie di abrogazione:

  • Espressa: quando la legge, o la fonte, successiva esplicitamente abroga quella precedente
  • Tacita: la nuova legge, o fonte, regola la materia, con continue disposizioni che sono incompatibili con quelle della legge precedente
  • Implicita: quando la legge successiva, pur non contenendo disposizioni incompatibili, regola in maniera diversa l’intera materia

Retroattive: si applicano a fattispecie concrete che si sono realizzate prima della loro entrata in vigore.

Applicazione e interpretazione della legge

Applicazione

Non vengono di regola applicate d’ufficio. Una norma può essere applicata o su iniziativa di parte o da parte del giudice. Le norme di diritto privato non vengono applicate d’ufficio.

Interpretazione

La norma è il testo con il risultato dell’interpretazione. Interprete: tutti i testi giuridici devono essere interpretati, anche quelli che possono apparire chiari. Ci sono 3 forme di interpretazione:

  1. I giudici: interpretazione giudiziale (decidono in modo vincolante)
  2. Dottrinale: studiosi che analizzano le previsioni contenute nel codice
  3. Autentica: proviene dallo stesso legislatore che emana disposizioni apposite per chiarire il significato di altre preesistenti

Regole di interpretazione: art. 12 delle preleggi.

  • Criterio letterale: valutare il significato delle parole secondo connessione di esse e tenere conto dell’intenzione del legislatore
  • Criterio logico: Argomentato a contrario, volto a escludere dalla norma quanto non vi appare espressamente compreso; Argomento a simili, volto a estendere la norma per comprendere fenomeni simili; Argomento a fortiori, volto a estendere la norma per includervi fenomeni che e maggior ragione meritano il trattamento riservato a quello risultante dalla norma
  • Criterio storico sociologico: analisi delle motivazioni
  • Criterio sistematico: Va a interpretare la disposizione insieme alle altre
  • Criterio equitativo
  • Analogia: Serve e a capire, a rispondere al problema dell’ordinamento

Il rapporto giuridico

È una relazione regolata dal diritto che disciplina il rapporto tra due soggetti. I soggetti sono:

  • Attivo: colui al quale l’ordinamento attribuisce un diritto soggettivo
  • Passivo: colui al carico del quale l’ordinamento attribuisce un obbligo

In una relazione tra creditore e debitore, abbiamo un soggetto attivo (il creditore) al quale l’ordinamento attribuisce il diritto di credito, e un soggetto passivo (debitore) a cui l’ordinamento impone il dovere di pagare al soggetto attivo. Questo rapporto che intercorre tra queste due figure, è un rapporto giuridico poiché regolato da diritto e quindi è una relazione giuridica di credito. I due soggetti che compongono questa relazione, vengono chiamati parti. Questo perché il concetto di parte si contrappone al concetto di terzo (colui che non fa parte del rapporto giuridico). Il rapporto giuridico in linea di massima non ha effetti nei confronti di terzi. Ha effetti esclusivamente nei confronti delle parti.

Diritto soggettivo

È il potere di agire per il soddisfacimento di un proprio interesse individuale protetto dall’ordinamento giuridico. Quando questo potere viene realizzato al soddisfacimento di un interesse altrui (es. potestà genitoriale). Comprese nel diritto, sono le varie facoltà delle manifestazioni del diritto che non hanno un carattere autonomo, per esempio:

  • L’aspettativa: Si ha quando l’acquisto di un diritto deriva da più elementi successivi, quindi è frazionato nel tempo.
  • Lo status: È una qualità che si ricollega a una posizione che ha l’individuo all’interno della comunità (stato di figlio, di coniuge… status da cui possono derivare diritti e doveri).

Colui che è titolare di un diritto soggettivo, può esercitare il diritto soggettivo. Significa esplicare quei poteri di cui il diritto soggettivo consta. Significa agire per realizzare un interesse. La realizzazione dell’interesse può essere:

  • Spontanea
  • Coattiva

Categorie di diritti soggettivi

Ci sono diritti e doveri (due lati della medaglia).

Diritti assoluti

  • Possono essere fatti valere verso tutti (erga omnes). Tipici diritti assoluti: diritto reale (diritto su una cosa), es. diritto di proprietà.
  • Il dovere: dovere di astensione. Diritti della personalità (diritto al nome, all’immagine, all’integrità fisica etc.)

Diritti relativi

  • Valgono solo nei confronti di una o più persone determinate. Tipico diritto relativo: Rapporto obbligatorio (o di credito).
  • In cui il titolare del diritto vede dall’ordinamento protetto l’interesse che un altro soggetto (soggetto passivo) sia tenuto a una determinata condotta (prestazione) nei suoi confronti. Dovere, diventa un obbligo (più specifico del dovere e si riferisce a una o più persone determinate, tenute a eseguire una determinata prestazione o tenere un certo comportamento al fine di soddisfare l’interesse del creditore).

Ci sono casi in cui il soggetto non ha alcun dovere, ma uno stato di soggezione. Può essere che un soggetto sia sottoposto a un diritto potestativo altrui (=significa che il titolare del diritto potestativo ha il potere di mutare la sua situazione giuridica). Diritti personali di godimento, hanno una doppia natura perché rientrano in questa categoria le locazioni (è sia un diritto assoluto, sia un diritto relativo, poiché verso un soggetto determinato).

Gli interessi legittimi

È la situazione giuridica protetta diversa dal diritto soggettivo. È la situazione in cui si è titolari nei confronti della pubblica amministrazione e riguarda il rapporto tra i privati e i poteri pubblici. Quello che viene tutelato è il potere al controllo della legalità dell’azione amministrativa.

Situazioni di fatto

La più importante è il possesso e non è una situazione protetta dall’ordinamento. È una situazione di fatto. Questo non significa che il possesso non sia tutelato, è tutelato come situazione di fatto ed è tutelato provvisoriamente (perché se il proprietario del bene agisce con una azione di rivendicazione il possessore che non è proprietario del bene, soccombe).

Situazioni passive (dovere, obbligo, soggezione, onere)

Onere: quando a un soggetto è attribuito un potere ma l’esercizio di questo potere è condizionato a un adempimento.

Vicende del rapporto giuridico

Quando il rapporto giuridico nasce (o si costituisce)? Quando il soggetto attivo acquista il diritto soggettivo. Come?

  • A titolo originario: quando sorge a capo di una persona ma non viene trasmesso da nessuno. Es. il pescatore acquista la proprietà dei pesci che ha pescato che prima non erano di nessuno, oppure acquista cose abbandonate. Usucapione (modalità di acquisto a titolo originario).
  • A titolo derivativo: quando viene trasmesso da una persona all’altra. Da definire quale sia la causa ad upirendim, cioè l’atto o fatto che giustifica l’acquisto. Il diritto passa da un titolare al successivo, e questo fenomeno è detto successione; colui che perde il diritto (il precedente titolare) è l’autore o dante causa; colui che acquista il diritto è il successore (o avente causa). La successione può avvenire sia dal lato attivo, ma anche dal lato passivo, per esempio i debiti di un defunto, si trasmettono all’erede. Quindi si ha la successione di una posizione passiva.

Due specie di diritto derivativo:

  • Si trasmette lo stesso diritto che aveva il precedente titolare (acquisto derivativo traslativo).
  • Si attribuisce al nuovo titolare un diritto differente (che per altro scaturisce dal diritto del precedente titolare, acquisto derivativo costitutivo), un diritto limitato.

La successione può essere di due tipi:

  • A titolo universale: quando una persona subentra in tutti i rapporti di un’altra persona (esempio, l’eredità).
  • A titolo particolare: quando una persona subentra solo in un determinato diritto o rapporto (esempio, la compravendita).

Il contrario della nascita del diritto è l’estinzione: si estingue quando il titolare perde il diritto. Ci sono dei diritti disponibili e indisponibili.

Soggetto e persona

Capacità giuridica

L’idoneità ad essere soggetti. L’idoneità ad essere titolari di situazioni giuridiche soggettive (diritto obbligo, aspettativa, soggezione, etc.). Spetta, non solo alle persone fisiche (tutti hanno la capacità giuridica, che si acquista con la nascita e la si perde con la morte), ma anche agli enti che possono essere:

  • Enti che sono dotati di persone giuridiche: ha il vantaggio fondamentale di avere una autonomia patrimoniale perfetta -> delle obbligazioni contratte nell’interesse dell’ente, risponde soltanto l’ente e non le persone fisiche che ne fanno parte.
  • Enti non dotati di personalità.

Incapacità speciali: rapporti per cui non tutti possono diventare titolari.

  • Assolute: Al soggetto è precluso qualunque atto.
  • Relative: Quando al soggetto è precluso solo un determinato atto, ma soltanto con determinate persone o soltanto in determinate circostanze.

Il concepito

Soggetto che pur non essendo ancora nato comunque ha una capacità giuridica. Nel senso che il concepito può succedere per causa di morte, può anche ricevere una donazione.

Capacità di agire

La capacità di agire, ferma la capacità giuridica, è la capacità di esercitare quei diritti e quegli obblighi di cui si è titolari. Quindi non soltanto l’idoneità ad esserne titolari, ma la capacità di esercitarli. Atti negoziali destinati a produrre effetti nella propria sfera giuridica. E la capacità giuridica si acquista con la maggiore età.

Istituti di protezione

Generali

  • La minore età: Prima del 18esimo compleanno, il soggetto è legalmente incapace. Gli atti che il minore ponga in essere, sono annullabili. Salvo che quest’ultimo non abbia con raggiri, occultato la propria minore età. L’atto può essere impugnato dal minore entro 5 anni oppure dal suo legale rappresentante. Se l’atto è annullato il minore deve restituire quanto gli è stato dato durante l’esecuzione del contratto. Però solo nei limiti in cui la prestazione stessa sia stata rivolta a suo vantaggio. Il patrimonio del minore viene gestito dai genitori. E si ha una gestione disgiunta (ognuno dei due genitori può autonomamente compiere l’atto per quanto riguarda gli atti di ordinaria amministrazione) oppure congiuntamente (di comune accordo per quanto riguarda gli atti di straordinaria amministrazione) per gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione, i genitori devono avere anche l’autorizzazione del giudice tutelare. Oppure compete a un tutore, nominato dal giudice tutelare.

Specifici

Incapacità legale:

  • L’interdizione: pronunciata con una sentenza del tribunale (interdizione giudiziale) quando ricorrono congiuntamente i seguenti presupposti:
    • Infermità di mente
    • Infermità di mente abituale, che renda il soggetto incapace di provvedere ai propri interessi e deve essere necessario assicurargli una adeguata protezione. Procedimento di interdizione può essere promosso o dallo stesso soggetto che deve essere interdetto oppure da soggetti che gli stanno vicino e anche il pubblico ministero. Il giudice esaminerà il soggetto facendosi anche assistere da un consulente tecnico e la sentenza è pubblica. L’interdetto si trova in una situazione simile a quella del minore, Può compiere gli atti quotidiani tipo comprare il pane, la gestione è affidata a un tutore, nell’interesse dell’interdetto stesso, nominato dal giudice tutelare. Ma resta ferma l’esigenza da parte del giudice tutelare o del tribunale per il compimento degli atti di straordinaria amministrazione (che potrebbero mettere in pericolo il patrimonio). L’interdizione è revocabile se vengono a meno i presupposti.
    • Interdizione legale: Ha una funzione sanzionatoria ed è a pena per reati non colposi con una sanzione non inferiore a 5 anni. In questo tempo il condannato si dice interdetto e quindi non può compiere atti di disposizione del proprio patrimonio.
  • L’inabilitazione: si rivolge a soggetti che hanno una capacità di discernimento maggiore e limita meno l’autonomia del soggetto.
    • Infermità di mente non talmente grave da dar luogo all’interdizione
    • Prodigalità (impulso patologico che induce il soggetto a spendere)
    • Abuso abituale di bevande alcoliche o stupefacenti
    • Sordità o cecità dalla nascita. Può compiere gli atti di ordinaria amministrazione, per esempio può riscuotere il canone;
  • Con l’assistenza del curatore e atti vengono compiuti direttamente al curatore. Non si sostituisce all’incapace ma integra la sua volontà dopo aver ottenuto l’autorizzazione giudiziale.
  • Amministrazione di sostegno: che si apre con un decreto motivato del giudice tutelare quando ricorrono questi presupposti: oggettivo (infermità o deformazione fisica o psichica), soggettivo (impossibilità di provvedere ai propri interessi).
Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 60
Diritto privato Pag. 1 Diritto privato Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto privato Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto privato Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto privato Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto privato Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto privato Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto privato Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto privato Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto privato Pag. 41
1 su 60
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher michela.carenzi01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Sciarrone Antonella.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community