Caratteri incontroversi del diritto
I caratteri incontroversi del diritto, ovvero i caratteri indiscussi, sono 3:
- Umano: esso è sintetizzato in un brocardo latino "hominum causa omne ius constitutum est", ovvero che ogni diritto è costituito esclusivamente per l'uomo; infatti nel mondo animale o subumano non ha bisogno di regole giuridiche perché il mondo animale è governato dalle leggi della natura e né il mondo superumano, cioè i rapporti che l'uomo può avere con Dio; se il diritto si interessa al rapporto con Dio lo fa esclusivamente perché tutela i rapporti tra gli uomini e un esempio è l'articolo 724 del codice penale.
- Sociale: per spiegarlo pensiamo ad un nucleo primigenio di società attraverso la storia di Robinson Crusoe. Il diritto non esiste se non c'è una società di uomini, ma nel momento in cui c'è una società di uomini il diritto c'è sempre, non esiste una società senza diritto infatti società e diritto sono 2 facce della stessa medaglia. Anche qui vi è un brocardo latino che sintetizza questo carattere, "ubi societas ibi ius, ubi ius ibi societas", ovvero "dove c'è una società lì c'è diritto, dove c'è diritto lì c'è società". Quando pensiamo al carattere sociale dobbiamo anche pensare a che tipo di società si vuol intendere ovvero se una società limitata nel tempo e nello spazio, ovvero il diritto di quello stato specifico o di un altro stato e di un tempo o un altro tempo, o una società universale dove tutti gli uomini sono compresi.
- Normativo: basti pensare che il diritto ha bisogno di certezze e la certezza la dà lo scritto, ovvero la norma scritta perché un diritto che non è scritto e che quindi non ha questo carattere normativo non è un diritto sicuro; nonostante ciò vi furono delle teorie sia scandinave che nordamericane che sostennero senza seguito, che il diritto è un insieme di fatti, che è la realtà che viviamo e che quindi non c'è motivo di racchiudere il diritto in delle norme ma ovviamente non è così.
Esempio di carattere umano
L'articolo 724 del codice penale punisce la bestemmia; in questo caso il diritto si interessa alla persona che bestemmia, ma non perché offende Dio, ma solo perché offende il sentimento religioso di un altro uomo che è credente e quindi attraverso la punizione della bestemmia protegge colui che viene offeso da questo reato.
Storia di Robinson Crusoe
Esso è un romanzo di Daniel Defoe che parla di un mercante inglese naufragato su un'isola deserta costretto a vivere per anni da solo ed esso ci dimostra come in questa prima parte della sua vita sull'isola, ha vissuto senza aver avuto bisogno di diritto, nessuna regola con cui è riuscito a sopravvivere era giuridica; Robinson ha sfruttato le proprie capacità personali come l'intelligenza e il buonsenso, per trovare un posto dove dormire, per difendersi dai nemici, ecc. ed in questo suo vivere da solo non c'era bisogno di nessuna regola giuridica nonostante Benedetto Croce nel 700 teorizzò la cosiddetta teoria robinsoniana dicendo che il diritto invece avesse come legislatore e destinatario del diritto un solo individuo prendendo come modello appunto Robinson Crusoe ma questa teorie fu smontata. Per Robinson Crusoe le cose cambiarono quando sull'isola apparve un altro uomo chiamato prima "man" poi "my savage" perché Robinson lo inquadrò come una persona con uno status al di sotto del suo, una persona senza cultura, ecc. e che doveva accettare le regole dettate da Robinson; le cose quindi iniziarono a cambiare, ed infine venne chiamato "venerdì". Dopo su quest'isola arrivarono anche il padre di "venerdì" e anche uno spagnolo che Robinson chiamò Cristianus perché era una persona colta, una persona con la sua religione, un altro uomo come lui; ciò fa capire che in questo piccolo nucleo primigenio di società, il diritto già si affaccia per definire lo status tra essi e questo perché il diritto non esiste se non c'è una società di uomini.
Diritto
Un tempo si intendeva il diritto come autorità, cioè i consociati osservavano le norme giuridiche a prescindere dalla loro convinzione, le rispettavano e obbedivano senza essere convinti, accettando il diritto come qualcosa di imposto dall'alto in modo dittatoriale ma con l'avvento dei regimi democratici, il diritto deve essere consenso, cioè le regole giuridiche vengono rispettate in quanto i consociati credono che quelle regole siano l'unica opportunità per mantenere la pace sociale anche se osservare le regole giuridiche talvolta comporta un sacrificio perché non sempre l'adesione spontanea è un'adesione felice; qualche volta l'adesione spontanea è responsabile, di chi sa che è un sacrificio però bisogna farlo come ad esempio pagare le tasse. Importante è anche capire la differenza tra legge e norma perché la legge non deve essere identificata con la norma perché la relazione tra le 2 è data dal fatto che la legge possiamo considerarla come un contenitore e la norma come il contenuto perché all'interno della legge vive la norma.
Norme
Le regole giuridiche, le regole del comportamento, sono le norme; la norma giuridica è una regola di comportamento, una regola di condotta che proibisce determinati comportamenti oppure li impone. Per quanto riguarda la funzione della norma giuridica, ovvero lo scopo per cui essa esiste, è far sì che tra gli uomini ci sia una pacifica convivenza sociale.
La norma ha 2 aspetti:
- Aspetto fisiologico: esso è la funzione della norma ovvero garantire la pace sociale tramite un contemperamento di interessi perché per garantirla è necessario che tutti i consociati rinuncino a qualcosa per permettere a tutti di realizzare i propri interessi; la libertà di uno finisce dove comincia la libertà dell'altro e così è lo stesso principio per quanto riguarda riguarda le norme.
- Aspetto patologico: consiste nel fatto che la funzione della norma è anche quella di dirimere le controversie, di risolvere i problemi che possono nascere tra i consociati.
All'interno della norma vi è un'ipotesi di fatto, cioè la previsione di un evento, un fatto che può accadere ma può anche non accadere mai. La previsione di un fatto è chiamata fattispecie ed essa può essere:
- Fattispecie astratta: essa è una fattispecie che non muta ma rimane uguale ed è un'ipotesi che può verificarsi o no.
- Fattispecie concreta: essa è una fattispecie che è sempre mutevole, che cambia con varie modalità a secondo del fatto che si è verificato.
La fattispecie può anche essere di vari tipi:
- Fattispecie semplice: vuol dire che all'interno della norma vi è un solo fatto e quindi il fatto previsto dalla norma è solo uno.
- Fattispecie complessa: vuol dire che all'interno vi sono più fatti.
- Fattispecie a formazione progressiva: in essa la caratteristica è che la fattispecie si forma con fatti che non sono tutti contestuali, cioè non avvengono tutti allo stesso momento ma avvengono in momenti diversi.
Esempi di fattispecie
L'articolo 2043 del codice civile è rubricato "atti illeciti" e dice che qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno; si parla di "qualunque fatto" non viene detto "quel fatto" ma "qualunque" e ciò è un'ipotesi di un fatto che può verificarsi oppure no e se si verifica la norma prevede già il fatto ed anche l'effetto. La norma giuridica è come se fosse morta, diventa viva nel momento in cui il fatto succede, se tizio spara a caio ecco che l'articolo 2043 si sveglia perché sotto il profilo penale l'articolo 575 del codice penale punisce l'omicidio, sotto il profilo civile qualunque fatto doloso o colposo è un fatto illecito; quindi se sotto il profilo penale la persona dovrebbe scontare la pena detentiva, sotto il profilo civile ha l'obbligo di risarcire i danni quindi deve sia andare in carcere che pagare.
Esempio di fattispecie semplice
La morte dell'uomo. Il codice civile ci dice che alla morte dell'uomo si apre la successione nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto. Il fatto preso in considerazione è uno, ovvero la morte dell'uomo.
Esempio di fattispecie complessa
Nella celebrazione del matrimonio, che è un negozio giuridico, vi sono tante dichiarazioni di volontà cioè quella del marito, della moglie, dell'ufficiale dello stato civile, dei testimoni.
Esempio di fattispecie a formazione progressiva
Contratto di donazione condizionato, ovvero sottoposto a condizione, cioè tizio dona a caio un appartamento a condizione che caio si laurei, se caio non si laurea ciò non avverrà.
La norma giuridica è collegata alla sanzione, non esiste norma giuridica senza una sanzione. La sanzione è la risposta che l'ordinamento giuridico dà nel momento in cui non viene eseguita la regola di comportamento.
Tipi di sanzione
- Penale: essa è solitamente una privazione della libertà.
- Civile: essa è solitamente una punizione che può consistere sia nel ripristinare la situazione precedente rispetto a quando la norma è stata violata, ovvero sanzione civile diretta, e sia in una somma di denaro data a titolo di risarcimento del danno, ovvero sanzione civile indiretta.
- Amministrativa: essa consiste sempre in una somma di denaro.
Nel nostro ordinamento ci sono sia delle norme penali, ovvero i reati, sia delle norme civili. I reati sono puniti sotto il profilo penale dalla legge penale ma sotto il profilo civile c'è la sanzione civile; accanto la sanzione penale, ovvero la privazione della libertà, c'è sempre la sanzione civile.
Esempio di sanzione civile
Una costruzione abusiva è sempre un reato sotto il profilo penale ma sotto il profilo civile, nel momento in cui ciò avviene, la sanzione civile è sia quella dell'obbligo del ripristino della situazione precedente alla costruzione ovvero eliminare la costruzione abusiva, e sia una somma di denaro data a titolo di risarcimento del danno come ad esempio tizio vende una cosa a caio, caio paga il prezzo ma tizio non consegna la cosa, nonostante caio abbia pagato deve necessariamente rivolgersi al giudice e attraverso il giudice, dopo avergli fatto notare che la norma giuridica è stata violata, deve aspettare che il giudice preveda l'obbligo di risarcire il danno creato al soggetto per la mancata consegna del bene.
La norma giuridica
La norma giuridica ha 2 caratteri:
- Generalità: vi è questo carattere perché la norma giuridica si rivolge alla generalità dei consociati, cioè si rivolge a tutti.
- Astrattezza: vi è questo carattere perché la norma giuridica prevede un fatto astrattamente considerato, un fatto che può accadere o non accadere.
Maggiormente la norma è astratta e generale e più si può parlare di diritto comune; quando la norma è meno generale e astratta allora si dà vita a norme di diritto speciale.
Esempio di norma astratta e generale
Nell'articolo 2043 la norma è generale perché riguarda tutti i consociati, astratta perché riguarda un fatto che può accadere o no.
Esempio di norma meno generale e astratta
Lo statuto dei lavoratori in cui c'è una minore generalità perché non si rivolge a tutti i consociati ma solo a coloro che lavorano.
Principio di uguaglianza
Parlando sempre della norma, dobbiamo parlare di un principio costituzionale che è racchiuso nell'articolo 3 della Costituzione, ovvero il principio di uguaglianza; esso dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge senza distinzione di religione, sesso, ecc.
Quest'articolo ha 2 parti:
- Prima parte: in essa si manifesta il principio di uguaglianza sotto il profilo formale.
- Seconda parte: in essa viene detto che la Repubblica deve eliminare tutti gli ostacoli che non permettono la realizzazione di questa uguaglianza e quindi in questa parte il principio di uguaglianza viene visto sotto il profilo sostanziale.
Questo principio è importante sia in senso formale ma soprattutto in senso sostanziale perché è diverso dire che i cittadini sono tutti uguali rispetto all'obbligare il legislatore a compiere gli atti necessari per rimuovere tutti gli ostacoli per far esistere questa uguaglianza. Questa norma è importante perché i protagonisti della norma sono gli uomini che devono essere tutti uguali, ma il destinatario della norma è il legislatore perché è lui che, nel momento in cui crea le norme giuridiche, deve tener conto di questo principio di uguaglianza che è posto al vertice del nostro diritto, infatti il principio di uguaglianza è legato strettamente alla norma giuridica. Questo principio non è così scontato perché la Costituzione è del 48, ciò vuol dire che prima questo principio non era scontato come il fatto che prima l'adulterio della donna veniva punito mentre quello dell'uomo no e ciò vuol dire che prima l'uguaglianza non c'era.
Principio di imparzialità
Diverso dal principio di uguaglianza è il principio di imparzialità. Esso è sintetizzato nella frase "la legge è uguale per tutti"; è sempre un principio importante perché anche questo dà l'obbligo al legislatore di far sì che non possano esistere delle norme rivolte solo a tizio, caio e sempronio, ma devono essere rivolte a tutti nella generalità.
Classificazione delle norme
Per quanto riguarda la classificazione delle norme, vi sono le norme:
- Derogabili: quando i soggetti possono decidere diversamente rispetto a quanto è previsto dalla norma.
- Inderogabili: in esse le parti non possono derogare.
- Suppletive: esse intervengono nel momento in cui le parti trascurano di regolare una parte del loro accordo; nel momento in cui le parti trascurano nel loro contratto ad esempio il luogo dell'adempimento dell'obbligazione, sarà la norma stessa a dire che se le parti non hanno deciso su quest'aspetto del contratto, sarà la legge allora a decidere qual è il luogo dell'adempimento dell'obbligazione.
Esempio di norme derogabili
L'articolo 1815 è rubricato "interessi" e dice che salvo diversa volontà delle parti, il mutuario deve corrispondere gli interessi al mutuante. Quando nella norma c'è l'espressione "salvo diversa volontà delle parti", esse sono le norme derogabili perché le parti possono decidere se chiedere ad esempio gli interessi oppure no.
Esempio di norme inderogabili
L'articolo 86 del codice civile è rubricato "libertà di stato" e dice che non può contrarre matrimonio chi è vincolato da matrimonio precedente, questa norma è inderogabile e non si può decidere di fare diversamente.
Esempio di norme suppletive
L'articolo 1182 è rubricato "il luogo dell'adempimento" e dice che se il luogo nel quale la prestazione deve essere eseguita non è determinato dalla convenzione o dagli usi e non può desumersi dalla natura delle prestazioni o da altre circostanze, si osservano le norme che seguono.
Ordinamento giuridico
L'ordinamento giuridico è un sistema enorme di regolamenti, schemi, e così via, ed è una figura studiata in maniera approfondita da un turista di nome Santi Romani. Quando noi pensiamo all'ordinamento giuridico dobbiamo pensare appunto a questo complesso di norme, di regole, di schemi, che è in continuo mutamento; l'ordinamento giuridico è in continuo movimento perché è legato alle situazioni politiche, storiche, sociali, e così via, di uno stato o di un popolo e convive anche con altri ordinamenti come quello religioso, sportivo, e così via; quindi l'ordinamento giuridico muta al mutare della realtà che è in continuo movimento.
Equità
Completiamo il discorso delle norme giuridiche parlando dell'equità. Quando parliamo di diritto lo intendiamo come un simbolo di giustizia ma può capitare che applicando il diritto in modo tecnico e formale, non si raggiunga una giustizia sotto il profilo sostanziale; può accadere che vi sia una giustizia formale ma che non corrisponda ad una giustizia sostanziale perché la norma è statica e ferma, ma la realtà è viva e nel momento in cui accade qualcosa può succedere che nell'applicare la norma si ottiene una giustizia formalmente perfetta ma sostanzialmente ingiusta e a questo punto soccorre il principio dell'equità. Ciò vuol dire che il giudice soltanto quando la legge lo prevede, può decidere secondo equità; equità intesa come giustizia del caso concreto; il giudice può decidere guardando vari fattori come sociali, economici, e così via, ed arrivando ad una giustizia sostanziale. Il giudice può decidere secondo equità anche quando sono le parti a chiederlo però solo nel caso in cui vi sono delle cause di modico valore affidate al giudice di pace che è nel gradino più basso di giudizio, dopo vi è il tribunale.
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