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La codificazione del diritto penale in Francia

CAPITOLO PRIMO

1) la Costituente e le prime riforme

Il primo tentativo di rilievo è costituito dalle misure progettate dal cancelliere Lamoignon con uno

degli editi imposti dal re al parlamento di Parigi nel 8 maggio 1788

La rottura drastica con il sistema penale dell’ antico regime si consuma quindi soltanto con la

rivoluzione e il primo atto formale di grande rilievo anche in questo campo è La dichiarazione

dei diritti dell’uomo e del cittadino del 26 agosto 1789.

Con la dichiarazione dei diritti su diciassette articoli undici riguardano il diritto penale, anche se ci si

mantiene al momento , al livello di dichiarazioni programmatiche.

Sono sanciti il principio dell'unicità del soggetto di diritto, di legalità (nulla poena sine lege) di

irretroattività.

Il primo passo verso la codificazione penale passa attraverso una completa riforma della procedura .

Viene creato un ordinamento giudiziario gerarchico e uniforme sul territorio, vengono introdotte le

giurie di accusa l’ elezione eii giudici e giurati, l’oralità e pubblicità dei dibattimenti in contraddittorio,

principio del libero convincimento di giudici e giurati, possibilità di ricorrere in Cassazione.

In occasione di questa riforma il medico ex gesuita Guillotin propone un progetto di legge che afferma

il principio della assoluta unicità del soggetto penale, della personalità della pena e della

decapitazione per le condanne a morte

In seguito a queste proposte viene emanato il decreto concernente le condanne pronunciate a causa di

delitti e di crimini.

2) Il progetto Le Pelletier e il Codice del 91

ASSEMBLEA COSTITUENTE

Con decreto 25 settembre- 6 ottobre 1791 viene approvato il codice penale in base a un progetto,

parzialmente diverso, presentato all'assemblea da Le Pelletier.

Questo testo, x le sue finalità immediatamente operative, è uno dei più interessanti documenti

dell'Illuminismo penale.

Le Pelletier infatti proclama che le pene devono essere umane, giustamente graduate in un

rapporto esatto con la natura del delitto, uguali per tutti i cittadini, esenti da ogni arbitrio

giudiziario.

Le Pelletier affronta in particolare la questione della pena di morte proponendone l'abolizione

(derivazione da ideologia Beccariana).

Inoltre riguardo ai lavori forzati li ritiene leciti solo come mezzo per emendare le disposizioni morali

del condannato, di mitigare il rigore delle sue privazioni durante la pena, nonché di preparargli una

risorsa per quando avrà finito di scontare la pena.

Non ritiene utile la deportazione in quanto non può essere efficacemente repressiva poiché porta il

malfattore lontano dal luogo del delitto.

L'assemblea quasi all'unanimità decide che la pena di morte non sarà abrogata.

Un po' si apre riguardo alla esecuzione delle sentenze capitali.

Viene deliberato che la pena di morte sarà ridotta alla semplice privazione della vita. Ci sarà una

graduazione nell'apparato delle esecuzioni. Alla fine viene decretato semplicemente che a tutti i

condannati a morte verrà tagliata la testa, salvo indicare il reato punito con un abbigliamento di diverso

colore.

Riguardo all’infamia viene adottato il principio che la reintegrazione nello stato di cittadino

potrà aver luogo e nessun marchio perpetuo sarà posto sul corpo del condannato.

Viene accolto il principio della temporaneità delle pene, quindi finalizzate all’emenda e con

possibilità di riabilitazione

Viene discusso il problema se il condannato debba essere obbligatoriamente impiegato in Lavori

Pubblici. Viene adottata anche l'espressione lavori forzati.

Il risultato finale è un testo breve composto da 225 articoli divisi in due parti:

nel testo definitivo le pene previste sono :

La morte senza ulteriori supplizi.

I ferri, cioè Lavori Pubblici forzati

la reclusione e la detenzione

la deportazione a vita

la degradazione civica

Il Codice mitiga la severità delle pene dell’antico regime, opera una riduzione qualitativa delle pene

che sono fondate soprattutto sulla privazione della libertà, sono uguali per tutti e personali, trovano

fondamento sulla loro utilità sociale ossia devono servire d’esempio a gli altri oltre a migliorare

l’animo del condannato.

L'innovazione più rilevante è però costituita dall'introduzione dell'assoluta fissità delle pene che

viene ad eliminare qualsiasi discrezionalità del giudice, abolizione dei delitti immaginati,

personalità della pena,

Un'altra novità è la possibilità di riduzione della pena per i minori di 16 anni.

La parte speciale intitolata “dei crimini e della loro punizione” comprende 155 articoli divisi in due

titoli dedicati rispettivamente ai crimini e attentati contro la cosa pubblica e a crimini contro i privati a

cui ne il 5 luglio 1791 mentre è ancora in discussione il testo del codice penale con una relazione di

Demeunier viene presentato anche il progetto di legge relativo alla polizia municipale e correzionale

preparato dal comitato di costituzione.

Viene approvata, ancor prima del codice, la legge 17 luglio 1791 che regola la repressione delle

contravvenzioni nei delitti minori.

Le competenze per risse tumulti delitti dei negozianti ferite leggere in deroga al principio della

separazione dei poteri vengono affidati alle amministrazioni municipali

alla giustizia correzionale spetta invece la repressione dei comportamenti intermedi tra le

contravvenzioni di crimini: delitti contro i costumi oltraggio a pudore istigazione alla dissolutezza

dignità opere oscene.

Infine fra il 19 luglio e il 28 settembre 1791 l'assemblea costituente a prova di articoli compongono il

codice rurale diviso in due titoli: dei beni e usi rurali e della polizia rurale

Del complesso di queste tre leggi e cioè il codice penale ,la legge di polizia correzionale e

municipale e il codice rurale esauriscono tutta la materia penale sostanziale.

La demolizione del vecchio sistema del diritto penale e la creazione di uno completamente nuovo

è così compiuta in brevissimo tempo.

3) L'assemblea legislativa del 1791 e il problema delle esecuzioni capitali

L'assemblea legislativa eletta in un'applicazione del testo costituzionale durante la sua breve vita non

interviene ad introdurre modifiche di rilievo al codice penale appena provato ma dopo le decisioni

assunte sul tempo dalla costituente deve affrontare anzitutto la questione sui mezzi da impiegare per le

esecuzioni capitali.

La vicenda trova una sua soluzione definitiva con il decreto del 25 marzo 1792 proposto da Carlier e

adottato d'urgenza e senza discussione.

La soluzione adottata sarà quella della ghigliottina anche previo parere del segretario perpetuo

dell'accademia di chirurgia, stabilendo che la morte sia il meno possibile dolorosa nella sua

esecuzione

Risolto tale problema per consentire un'effettiva applicazione del codice penale la legislativa dovrebbe

affrontare anche quello dei luoghi in cui vanno scontate le pene previste in esso.

A causa di enormi difficoltà applicative i condannati lavori forzati continuano ad essere trattati come

condannati alla galera della fine dell'antico regime.

Vengono introdotti nuovi reati: la ribellione la fabbricazione e lo spaccio di monete l'uso i misure

contro gli immigrati e il clero refrattario

4) La convenzione, la giustizia rivoluzionaria ,il codice dell'anno IV

Gli eventi precipitano l'insurrezione armata di Parigi nell'agosto del 1792 porta allo scioglimento

dell'Assemblea Legislativa e alle elezioni una CONVENZIONE con poteri costituenti alla quale

viene affidato nel frattempo anche il potere legislativo.

Il dibattito intorno al nuovo testo costituzionale riguardo al diritto penale si esplicita riguardo le pene

che dovranno essere strettamente ed evidentemente necessarie e dovranno essere proporzionate al

delitto e utili alla società

L convenzione si trova ad affrontare fra dicembre del 1792 e gennaio del 1793 il processo a Luigi

XVI.

.

Il passo fondamentale nell'introduzione di revisione eccezionali viene compiuto 10 marzo 1793

quando la convenzione decreta l'istituzione a Parigi di un Tribunale Rivoluzionario per giudicar

cospiratori controrivoluzionari senza possibilità di appello o ricorso in cassazione con sentenza

eseguibili entro ventiquattr'ore (parziale ritorno all’Antico Regime)

Successivamente il tribunale stesso viene ampliato e la sua competenza estesa a una lunga serie

di reati:Viene così istiutuito il GRANDE TERRORE. Per gli imputati non c'è alternativa o

l’assoluzione o la morte.

.

Come li vende le deroga diritto comune sono molte e gradi: soppressione delle giurie rifiuto di

ogni ricorso esecuzione delle sentenze entro ventiquattr'ore possibilità di tenere udienze fuori

della sede tribunali.

.

Dopo la caduta di ROBESPIERRE vi fu il secondo tentativo in senso costituzionale con

l’istituzione di un parlamento bicamerale e di un DIRETTORIO.

Dopo la fine del terrore comincia venire proposto anche il problema dell'abolizione della pena

capitale come un tentativo puntuale di far dimenticare il bagno di sangue dei diversi terrorismi e di

veder terminare la rivoluzione.

Il 25 ottobre 1795 Baudin propone un progetto di decreto di pacificazione che prevede un'amnistia per i

delitti rivoluzionari e l’abolizione assoluta della pena di morte.

Con un decreto del 9 settembre 1794 la convenzione incarica una commissione di preparare un codice

di polizia di sicurezza di polizia correzionale.

Il “Nuovo codice dei delitti e delle pene” è essenzialmente nonostante il nome un codice di

procedura che va ad integrare le norme previdenti.

Viene riaffermato il principio di legalità e di irretroattività.

..

Mentre si moltiplicano le critiche del codice del 1791 in particolare l'eccessiva mitezza e

l'adozione del principio tra temporaneità della pena.

La norma rilevante è quella del 10 giugno 1796 che equipara il crimine tentato quello consumato,

tale norma sarà ripresa del codice napoleonico.

In sostanza se formalmente sistema penale rimane nel suo complesso inalterato il ritorno ai principi

della costituente proclamato dai termidoriani e dal direttorio ai suoi esordi si rivela nella realtà una

finzione.

In questo periodo introduzione di innovazioni normative riguarda la possibilità di sottoporre a

carcerazione preventiva in caso di azione giudiziaria correzionale.

Soprattutto però il governo direttoriale tende ad adottare contro gli oppositori strumenti in tipo

terroristico in palese violazione norme costituzionali a moltiplicare gli arresti arbitrari contro gli

avversari politici e reprimere il brigantaggio la renitenza e la diserzione ed a accrescere in più

possibile il controllo esecutivo sull'apparato giudiziario.

CAPITOLO SECONDO

La codificazione napoleonica

1) Repressione penale e ordine pubblico durante consolato e l'impero

Uno dei primi provvedimenti del governo consolare provvisorio è un atto volto a garantire libertà dei

cittadini la cancellazione della legge sugli ostaggi e riaffermando rispetto dovuto alle persone e alle

proprietà, ma con lo svilupparsi degli eventi non mantiene affatto le promesse.

Viene approvato un nuovo testo costituzionale in cui scompare totalmente la dichiarazione dei diritti e

con essa tutte le enunciazioni in campo penale.

Con l'entrata in vigore della costituzione consolare ancor prima della conclusione del plebiscito indetto

per approvarla gli interventi legislativi materia penale riguardano anzitutto l'ordinamento giudiziario e

la procedura con una serie di riforme destinar assicurare il controllo del governo sulla

magistratura (giudici funzionari dello stato e non carica elettiva)

Le novità in campo sostanziale per quanto limitate sono costituite da norme volte soprattutto ad un

inasprimento della repressione in particolare con l'adozione di misure eccezionali in funzione di

una più totale efficace tutela dell'ordine pubblico.

Le 13 maggio 1802 viene introdotta la pena del marchio fuoco per tutti condannati a un crimine che ne

commettono secondo.

.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia deldiritto medievale e moderno, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "Emendare o intimidire?" di Da Passano, in cui nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: la codificazione del diritto penale in Francia, la Costituente e le prime riforme, il progetto Le Pelletier e il Codice del 91.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Sassari - Uniss
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto medievale e moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Sassari - Uniss o del prof Nardi Paolo Luigi.

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