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carattere dell'annullamento, mantenendo efficacia erga omnes, ma retroattiva. Elementi del sistema diffuso,

pertanto (il carattere concreto del giudizio, gli effetti retroattivi delle pronunce), penetrano in sistemi

accentrati, spingendo la dottrina a parlare di un superamento della distinzione sistemi diffusi/sistemi

accentrati in favore di quella sistemi concreti/sistemi astratti di giustizia costituzionale (Pizzorusso, 1982).

Inoltre, la Costituzione tedesca del 1949, seguita da quella spagnola del 1978 e poi da molte altre, specie

nell'Europa centro-orientale, ha previsto, prendendo spunto dall'esperienza svizzera e messicana, una

competenza ulteriore, che si affianca a quelle tradizionali degli organi di giustizia costituzionale (controllo

giurisdizionale sulla costituzionalità delle leggi, risoluzione dei conflitti costituzionali): la difesa dei diritti

fondamentali riconosciuti nella costituzione (Verfassungsbeschwerde o recurso de amparo). Si tratta di un

tipo di contenzioso costituzionale di carattere concreto e soggettivo, che ha natura residuale e sussidiaria,

fungendo da garanzia ultima dei diritti fondamentali, quando siano stati esauriti tutti i rimedi forniti dalla

giustizia ordinaria e amministrativa.

Alla luce di questo sviluppo, alcuni autori hanno introdotto un'ulteriore tipologia di modelli di giustizia

costituzionale, distinguendo un modello “incentrato sulla legge”, ovvero sull'eliminazione dall'ordinamento

giuridico delle norme incostituzionali, e un modello incentrato sulla difesa dei diritti (Rubio Llorente,

1996).

La legittimazione della giustizia costituzionale

Il grande successo della giustizia costituzionale, testimoniato sia dalla sua progressiva e continua diffusione

che dai giudizi, solitamente assai positivi, che vengono dati sulle singole esperienze nazionali, non vuol dire

che questo processo sia avvenuto in modo indolore. Nonostante l'opzione ormai quasi universale in

favore di costituzioni rigide, evidente è la difficoltà ad ammettere l'esistenza di una sfera di giustizia (e

conseguentemente dei suoi custodi) svincolata da quella della >> politica (e dalle sue maggioranze).

Molteplici sono i sintomi della permanente tensione tra giustizia costituzionale e >> democrazia: si va dalle

semplici parole (dichiarazioni di esponenti delle maggioranze politiche che si “ribellano” a decisioni delle

corti), a tentativi di incidere surrettiziamente sulla composizione delle corti per acquisirne il controllo (per

esempio modificandone il numero dei componenti, o revocandoli, o facendoli comunque decadere prima

del termine), a proposte di riforma del sistema di giustizia costituzionale (che vadano o meno a buon fine,

è secondario), alla disapplicazione delle decisioni sgradite da parte delle maggioranze politiche (attraverso

la riapprovazione di leggi dichiarate incostituzionali o l'inerzia nel dar esecuzione alle sentenze). Anche la

presenza di revisioni costituzionali fatte “contro” decisioni del giudice costituzionale rappresenta un

indicatore di questa tensione: è vero che il “diritto all'ultima parola”, nel rapporto tra giustizia costituzionale

e legislazione costituzionale spetta a quest'ultima, ma si tratta davvero dell'ultima risorsa della politica. La

ricerca di strumenti che consentano una più agevole convivenza tra politica e giurisdizione rappresenta una

costante di tutte le democrazie costituzionali: con il rischio, sempre presente, che venga in tal modo posta

in dubbio l'effettività della giustizia costituzionale, e in particolare la sua capacità di tutelare i diritti

costituzionalmente garantiti.

Tania Groppi

Bibliografia essenziale

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2

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Tutela tramite il controllo di costituzionalità sugli atti

Una forma particolare di garanzia della costituzione è offerta dal riconoscimento a un organo o a un

sistema di organi della competenza a verificare se gli atti di altri organi siano o meno conformi alla

costituzione, con possibilità di adottare eventuali provvedimenti di ripristino della legalità

costituzionale.

Gli atti sottoponibili a verifica di compatibilità con la cost. sono:

sia quelli amministrativi.

 sia quelli normativi adottati da organi quali le assemblee legislative che sono titolari della

 funzione di indirizzo politico.

Negli ord. a separazione di poteri dell’Europa continentale, un atto amm. contrario alla costituzione

può essere annullato dalla stessa autorità amm., oppure da un giudice che ha una competenza

specifica ad esaminare su ricorso gli atti dell’amm.

Questo sistema è quello seguito negli ord. che riconoscono la distinzione fra giurisdizione ordinaria

e giurisdizione amm., come quello italiano. In altri ordinamenti che non conoscono il giudice amm.,

prevale il principio della disapplicazione degli atti contrari alla costituzione.

I problemi più delicati si pongono tuttavia a proposito della verifica di compatibilità con la

costituzione di atti che formulano precetti normativi di attuazione primaria o secondaria della

costituzione, adottati di regola dai parlamenti o dai governi e quindi da organi che sono titolari della

funzione di indirizzo politico.

È di tutta evidenza la difficoltà a consentire che vi siano organi che possano sindacare l’operato

degli organi di indirizzo politico allo scopo di verificare se la cost. è stata o meno violata.

Gli orientamenti affermatisi negli ord. che ammettono il controllo sono di 2 tipi:

1. L’uno tende a consentire una verifica della costituzionalità dell’atto o delle sue singole

disposizioni nell’ambito degli stessi organi cost. che esercitano la funzione di indirizzo:

controllo politico.

2. L’altro ammette che la verifica sia affidata anche ad organi diversi da quelli di indirizzo,

terzi e imparziali rispetto alla questione di costituzionalità, distinguendosi ulteriormente

l’ipotesi in cui ogni giudice possa procedere ad una verifica della compatibilità da quella

in cui tale verifica sia concentrata in un solo giudice specializzato: controllo

giurisdizionale. CONTROLLO POLITICO

Quando il controllo circa la conformità di un atto alla cost. viene affidato ad uno o più organi cost.

che esercitano la funzione di indirizzo politico (Parlamento e governi) si parla di controllo politico

di cost. esso viene attivato su esclusiva richiesta di un organo cost. ed ha carattere preventivo

rispetto all’entrata in vigore dell’atto. Può essere suscitato dalla richiesta di un organo cost. e non da

soggetti esterni agli organi, e comporta, ove si accerti la incostituzionalità, la mancata pubblicazione

ed entrata in vigore dell’atto.

In Italia, in seguito a una riforma dei regolamenti parlamentari del 1981, si è prevista una forma di

controllo preventivo di costituzionalità in sede di esame del disegno di legge di conversione di un

decreto-legge governativo, da affidarsi alle commissioni parlamentari. Le commissioni sono

chiamate ad esprimere un proprio parere sulla esistenza dei presupposti di necessità e urgenza

richiesti dall'articolo 77, 2° c. della costituzione. Ove il parere sia negativo, spetta

all'assemblea deliberare in via pregiudiziale sull'esistenza dei presupposti (art. 96 bis,

Regolamento della Camera dei Deputati e, in modo parzialmente difforme, art. 78,

Regolamento del Senato). Soltanto il vaglio positivo delle assemblee consente al disegno di

legge di conversione di proseguire il proprio iter parlamentare.

Il controllo di costituzionalità tramite organo politico è caratteristico dell'ordinamento francese

in cui si è radicata a partire dal periodo rivoluzionario, la dottrina della «sovranità» parlamentare

in base alla quale non sarebbe pensabile consentire ad un organo estraneo al parlamento, e in

particolare ai giudici, di invalidare una norma di legge (legge del 16 e 24 agosto 1790). In

seguito le costituzioni dell'anno VIII e quella del 1852 affidarono al Senato, «conservatore» della

costituzione, il compito di verificare la costituzionalità delle leggi prima della promulgazione. La

costituzione del 1958 (artt. 56-63) ha previsto il Consiglio costituzionale, corpo politico composto

da nove membri nominati dal presidente della repubblica e dai presidenti delle due assemblee

parlamentari e integrato dagli ex presidenti della repubblica, utilizzante procedure di tipo

giurisdizionale, incaricato dell'esame preventivo alla promulgazione della costituzionalità delle

leggi e dei regolamenti parlamentari, su richiesta del presidente della repubblica, del primo

ministro, dei presidenti di assemblea (artt. 61 e 62 cost. e legge organica del 7 novembre 1958) e

su istanza di sessanta deputati o senatori (revisione dell'art. 61 cost. del 4 e 26 dicembre 1974).

Limite del controllo politico è dato dal fatto che il rispetto della cost. è affidato allo stesso

circuito degli organi di decisione politica per cui non è difficile che il giudizio che viene da loro

dato sia influenzabile.


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nadia_87

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze giuridiche
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale italiano e comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ridola Paolo.

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