Documentario: Philip Grass, Pruit Igoe (from Kajaanisquatsi)
Perestroika: ristrutturazione, riforme economiche
Quasi inevitabilmente a un certo punto in tutti i libri di storia si arriva in questo periodo dopo il '68 e inevitabilmente la parola "pluralismo" fa la sua comparsa. Pluralismo = pluralismo delle poetiche, un ritorno della centralità dell'architetto come creatore di forme dimenticando un po' delle questioni centrali della questione di progetto = pluralismo nelle geografie: è un momento in cui luoghi dimenticati fino a quel momento (Canton Ticino, Portogallo, esempi spagnoli) diventano quasi luoghi comuni storiografici. Es. Alvaro Siza, fa la sua comparsa in questo momento.
La soglia del 1972
La soglia è il 1972 - Ponte in acciaio vicino a Firenze di Fabrizio de Miranda, 1972. Tematiche già affrontate Che cosa c'è intorno agli anni della crisi petrolifera?
- Fine della stagione utopica/visionaria delle megastrutture per quanto esperienze come Olimpia Park di Monaco dimostrano che queste esperienze possono esser molto attuali.
- Il grande trionfo d'immagine della cultura progettuale italiana a NY dopo la mostra curata da ampax e alcuni straordinari esiti (internazionali) dell'ingegneria italiana.
- Lo stesso anno esce questo studio commissionato da Club di Roma, associazione che unisce politici, economisti, finanzieri che finanzia questo studio svolto nelle università Usa e che associa 2 termini che erano stati scissi: limite e crescita.
Gli anni '50-'60 sono quelli del boom economico, della massificazione dei consumi, aumento della produzione: Anni della crescita. Società dove l'elemento quantitativo e il segno + nei grafici è qualcosa di scontato. Il sistema si regge sul presupposto che ci sia sempre un trend di crescita. Ma questi signori iniziano a dire che la crescita non è senza limite, soprattutto perché il pianeta non ha risorse illimitate (discorsi oggi scontati, ma nel 1972 erano inconcepibili). Questo testo è accolto con grande sorpresa. In questo momento testi come quello di Maldonado "la speranza progettuale" che in questo anno vengono tradotti in USA e altri delineano la sensibilità ecologista.
Nel 1973 la crisi petrolifera dà una prova tangibile nella vita quotidiana di cosa vogliono dire questi limiti: Es. le domeniche a piedi imposte, perché non vi era carburante disponibile. È il momento finale al cosiddetto movimento moderno (già termine fragile, sicuramente è finito già prima). Ma è evidente che una certa idea di casa per la massa sempre legata alla crescita anche urbana, lineare, entra in crisi.
Nello stesso testo in cui Charles Jenks diceva che è difficile dire quando il movimento moderno inizia e ma più semplice quando finisce, egli proponeva una mappa dell'architettura della modernità dagli anni '20 ai '70 in un testo "Modern MovementS in Architecture", cioè l'idea di pluralismo che caratterizza il decennio successivo. Sosteneva già i fermenti registrati in questo periodo, entusiasta protagonista dell'"assalto alla storia" ma già in quel momento riconosce nella tradizione dei 50 anni precedenti molteplicità di movimenti, filoni.
Anni di creatività e sperimentazione
Sono anni questi dove questa fine di un'epoca e momento plurale produce esiti creativi anche nel mondo musicale ove ci sono moltissime contaminazioni e sperimentazioni. Questo riferimento al mondo musicale, saggio diventato un best seller racconta la NY che stava finendo una fase, va in banca rotta, una certa idea di Welfare State è sostituita da un governo neoliberista.
In questi anni però il mondo musicale esplode e NY è una fucina che reinterpreta latino americana, soul, jazz, punk e si produce una sperimentazione.
Cambiamenti urbani
Cosa succede nelle città? Alcune vicende urbane per dire che anche la città sta cambiando.
Parigi 1971 si demoliscono le Halles (discusso durante tutti gli anni '60): strutture ottocentesche in ferro e vetro che ospitavano i mercati generali (che vengono spostati altrove), nel cuore della città. Questo spazio viene sostituito da un nuovo complesso detto "Forum de Le Halles" di Vasconi, Penoreac, Boton (che poi è stato demolito); ora è una stazione intermodale che dirige il traffico parigino. Il cambiamento non avviene in superficie. Quello che avviene in superficie è residuale. Il problema era come organizzare i flussi di distribuzione, sia delle merci sia dei cittadini e dei city users.
Una descrizione di Parigi è descritta dal film: Marco Ferreri 1974 - Non toccare la dama bianca. Si vede il buco dello scavo che è il set del film western. Gli indiani rappresentano la popolazione che viene espulsa causa gentrification.
È inscindibile la questione de Le Halles, quando si considera il progetto per il Center Pompidou. È un momento in cui Parigi si ripensa e si ripensa su vari piani: sui trasporti e la ridefinizione.
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