Presentazione
L'equivalente che è altrove? L'espressione formulata da Edward Said in “Representations of the Intellectual” (1994) indica la doppia prospettiva dell'intellettuale esule. La ricerca dei non-europei su cosa sia per loro la letteratura europea e interrogarsi su cosa sia la letteratura europea (o sulla sua esistenza) ha luogo sia dentro che fuori l'Europa. Generalmente è un discorso portato avanti da coloro che ne furono i costruttori, nel senso di operazione ideologica / mito fondatore dell'identità comune dei diversi popoli europei e della loro presunta superiorità.
Possibilità della sua esistenza per gli altri nei termini di un problema tematizzato negli studi post-coloniali. È una cultura letteraria che opera dentro la conquista coloniale e altera altre civiltà letterarie ignorandole.
Percorso dell'antologia
- Letteratura globale (mercato internazionale)
- Utopia della Weltliteratur
- Letteratura dei mondi attuali che convivono accanto all'Occidente
- Confronto AUTO / ETERO immagini della lett. europea
Si dà spazio al problema di che cos'è la letteratura europea per gli “altri” ascoltando le voci di comparatisti non-occidentali.
Prima parte
Dedicata alla storiografia e alla mitologia:
- Nazionalismo
- Carattere astorico della lett. europea
- Storiografia in relazione al colonialismo
I tre temi si richiamano reciprocamente; storia letteraria “politica”, dalla prospettiva della decolonizzazione rovesciata del percorso della decolonizzazione degli imperi coloniali, per arrivare ad individuare i nodi che legano l'Europa alle altre culture. Saggi ed articoli “extra-europei”.
Seconda parte
Dedicata ai “fraintendimenti culturali” (cultural misreading) prospettiva conoscitiva che consente di individuare gli aspetti positivi e negativi dell'interpretazione di una cultura nei termini della propria (discorsi che ci fanno capire che per noi europei è arrivato il momento di introdurre un potenziale di alterità, di aprire una finestra sugli altri mondi quando ci occupiamo di lett. europea).
Prima parte storia e mito
La questione dell'identità nella formazione dell'Europa
Peter Carravetta
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Introduzione
La questione del futuro dell'Europa non è determinata solo da fattori di natura politica, economica e sociale, ma anche da ciò che i cittadini appartenenti alle varie nazioni pensano di se stessi, cioè cosa significhi per loro essere europei problemi storici e filosofici.
- Non esiste alcuna storia universale, ma solo delle storie di natura egemonica o dominante, cioè narrazioni di una certa gente, di una certa nazione, di un certo contesto: sono fatte da esseri umani e possono essere conosciute, analizzate e comprese proprio in quanto sono state scritte in determinati contesti sociali.
- La nostra identità, l'autorappresentazione pubblica, è stata in gran parte costruita per noi, alla quale ci stiamo in parte adattando e stiamo forse cercando di cogliere.
- Un'identità europea è un processo complesso e non potrebbe essere compiuto senza ciò che in diversi momenti ha negato di essere.
- Le nazioni, gli stati nazionali, che partecipano alla costituzione dell'Europa hanno avuto essi stessi storie complesse, contraddittorie, violente, morali e immorali e hanno impiegato il nome/concetto di Europa a proprio vantaggio, quando conveniva.
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La storia e la teoria dell'Europa
Nel XVII secolo l'Europa acquisisce la coscienza di essere una cultura distinta, in un periodo segnato da rivoluzioni scientifiche, politiche, tecnologiche e geografiche. Quattro caratteri comuni degli attuali Stati nazionali dell'Unione Europea:
- Individualismo evangelico e romano
- Idea di nazione
- Capitalismo
- Democrazia (il secondo e il quarto sono quelli che provocano maggiori ansie riguardo all'emergere di un'unione Europea transnazionale).
Da dove si è sviluppata l'idea di Europa e in che modo? Essere europeo significa essere cosciente del fatto che si è europeo precondizione più ampia della definizione di Europa in termini geografici, etnici, linguistici o storici.
La mitologia di Europa
Per i greci e gli antichi romani, Europa era una bella ninfa, figlia di Agenore re di Fenicia (Libano) e Telephassa. Zeus, che voleva possederla, si trasformò in uno splendido toro e andò a brucare nel prato dove la fanciulla stava giocando con le sue ancelle. La ninfa venne attratta dall'animale, cominciò ad accarezzarlo e alla fine gli montò in groppa; allora Zeus, raggiunta la costa, cominciò a nuotare verso Occidente, fino a Creta, dove riprese le sue sembianze originarie e dichiarò il suo amore alla fanciulla. Nonostante Europa avesse fatto voto di castità, acconsentì a giacere con lui. Divenne poi madre di tre figli: Minosse, Sarpedonte e Radamante. Più tardi sposò il re di Creta, Asterio, che li accolse come fossero figli suoi. Minosse, a sua volta, diventerà re di Creta e capostipite della cultura minoica. Introduce l'idea di “migrazione” (come rapimento, esilio preevangelico o diaspora sociopolitica), di movimento demografico.
Come luogo geografico, l'Europa designa un'area attorno alla Grecia distinta dal Peloponneso. Ecateo di Mileto (500 a.C.) parla di due grandi divisioni: Europa e Asia. Erodoto suddivisione tripartita del mondo abitabile: Europa, Asia e Libia (Africa). Confine occidentale: l'Atlantico con le Colonne d'Ercole. Settentrionale: le grandi catene montuose del Nord (Alpi, Pirenei, Carpazi, la cui esplorazione fu compiuta per la prima volta dagli eserciti romani sotto Giulio Cesare e più tardi sotto Augusto). L'antica Europa si identifica col bacino del Mediterraneo.
La versione ebraica non è molto diversa da quella greca: la suddivisione in tre continenti corrisponde alla storia di Noè. Giuseppe (I secolo a.C.) attribuisce il popolamento dell'Europa a Giafet, dell'Asia a Sem e dell'Africa a Cam. Dispute tra gli interpreti cristiani della Bibbia:
- Orosio non collega i figli di Noè ai tre continenti
- Agostino pone Europa e Africa insieme da una parte e Asia dall'altra. Riflette sull'etimologia dei nomi: Sem = nominato, Giafet = larghezza, allargamento, Cam = caldo.
- San Girolamo (traduttore della Bibbia in latino) attribuisce a Sem il compito di generare gli ebrei che hanno popolato l'Asia, a Giafet i gentili e l'Europa, mentre i discendenti di Cam hanno avuto il continente africano.
Queste interpretazioni, che vennero ritenute verità di fatto, influenzeranno la retorica e le azioni dei popoli più diversi in epoche successive. Nel V secolo il concetto di “asiatico” era connesso all'idea di tutto ciò che era antitetico alla Grecia e ai suoi valori.
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