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Letteratura comparata

Riassunto Federica Ruggiero

Capitolo 1: La storia comparata della letteratura

Definizione del campo

Storia comparata della letteratura → storia letteraria che ha come oggetto di studio e di scrittura la rete delle interazioni fra diverse letterature.

Hans Jauss – Estetica della ricezione e comunicazione letteraria: la storia letteraria è concepita come frutto di una precomprensione e di un interesse dell'interprete. Nella comparazione storico-letteraria c’è bisogno di un tertium comparationis, di un terzo elemento al di fuori di quelli che vengono confrontati fra loro, che agisca come orizzonte direttivo della comparazione. La comparazione risiede NON nella mera giustapposizione di oggetti da confrontare, MA nella problematica che guida il confronto → comparazione come norma teoretica. Il terzo elemento si deduce NON dagli oggetti, MA dalla precomprensione e interesse dell'interprete.

Jauss sottolinea che il vero motore delle comparazioni tra classici e moderni fosse sempre stato l'intento di indirizzare la società verso determinate norme estetiche e morali. I presupposti sono dunque: natura comunicativa della letteratura e la ricerca di un ideale sociale → attraverso la storia letteraria si può rinnovare la prospettiva sociale (e non solo privata) della fruizione della letteratura → in contrasto con l'impronta nazionalistica, ma anche contro i formalisti e strutturalisti che riportavano la letteratura a una dimensione del tutto autoreferenziale.

Storia della letteratura nazionale

Anche nelle recenti storie letterarie nazionali permangono certi concetti tipici della storiografia nazionale: l'idea di:

  • “Sfondo” europeo alla letteratura italiana: in Italia scarsa presa delle nuove acquisizioni della comparatistica internazionale → sfondo è inteso come l'insieme dei rapporti tra Italia ed Europa considerando lo sviluppo di una singola arte o di un movimento letterario, senza riferimento all'orizzonte metodologico comparatistico.
  • “Scambio” tra la letteratura nazionale e le altre letterature europee: rapporti di fatto tra opere o autori appartenenti a letterature contigue (es. letteratura italiana e provenzale nel medioevo), oppure la ricezione nella letteratura nazionale di temi, motivi, miti, generi e forme delle altre letterature europee.

Tale persistenza è dovuta a:

  • Forte – quasi naturale – attenzione alla propria letteratura nazionale → ci si accosta alla rete interletteraria europea solo in termini di prestito, influenza, ricezione.
  • Bisogno di raccontare la propria identità nazionale in chiave letteraria.

Da metà anni 90 la ricerca di nuovi modelli di storia letteraria nazionale ha prodotto un’interessante rimessa in gioco della storia letteraria costruita per generi. Da metà 800 il genere letterario, insieme ai temi e ai miti, ha costituito l’oggetto principale della ricerca storico-letteraria comparata, mentre quella di tipo nazionale è dedicata agli autori, ai periodi e/o movimenti. La prospettiva storica ha caratterizzato l’approccio ai generi letterari → le storie comparate della letteratura hanno privilegiato il criterio della narrazione per generi e opere piuttosto che per autori, mentre la storia letteraria nazionale ha posto l’accento sulla storia degli autori, essendo interessata a mettere in luce la continuità e i problemi che identificano il corpus dei testi scritti nelle rispettive lingue nazionali.

Due opere esemplari con questo impianto (sistema dei generi come riferimento e quindi attitudine a uno studio comparatistico):

  • Brioschi-Di Girolamo: stampo più tradizionale. Unico raccordo generale: inquadramento storico-culturale europeo. Generi trattati nella loro successione paratattica all'interno di cornici cronologiche.
  • Luperini e allievi: manuale storico-antropologico della letteratura italiana nel quadro europeo. Adozione del genere non nella sua accezione formalistico-retorica ma come canale sociale di comunicazione organica tra piano storico e piano formale. Novità metodologica → aspetto generalistico e aspetto comparatistico. Grazie al primo, accentuazione del momento interpretativo, con documenti di carattere critico e metaletterario; grazie al secondo, uso critico dei generi letterari → movimento dal contesto internazionale a quello nazionale, con una presenza organica e non casuale di autori e opere delle altre letterature.

Soprattutto, aspetto interdisciplinare → coesistenza di prospettiva economica, politica, antropologica e letteraria. In ambito nordamericano Multilingual America (Werner Sollors), storia della letteratura USA riscritta in una prospettiva multilinguistica → ridefinizione di identità e finalità degli studi letterari nordamericani, per coniugare prospettiva multiculturale e multilinguistica.

NB USA grande e complessa compresenza di popoli immigrati che non si sono mai trascesi nel melting pot.

Breve storia delle storie letterarie comparate

Settecento: gestazione della storiografia comparata letteraria vera e propria → stesura di storie universali della letteratura, storie delle letterature nazionali e i primi studi comparativi delle lingue europee. Nascita vera e propria nella seconda metà dell’Ottocento: comincia a comparire in alcune università francesi l’insegnamento di una disciplina poi denominata littérature comparée.

NB letteratura comparata consiste in pratica (1), critica (2) e teoria (3) della storia letteraria:

  • La letteratura comparata nasce in forma storiografica.
  • Con “critica alla storia letteraria” si allude alla crisi della storia letteraria in quanto tale (metà 900).
  • Con “teoria della storia letteraria” si intende il lavoro intellettuale anni 70 che ha prodotto un mutamento all’interno degli studi letterari e quindi anche della comparatistica internazionale → nuove basi della storiografia letteraria.

NB la storia letteraria è una grande costruzione verbale finalizzata a legittimare l'esistenza di soggetti collettivi (patria, nazione etc.) e ad escluderne altri (comunità immigrate, culture subalterne, donne etc.); un vero e proprio discorso (faucoultianamente inteso) con cui si costruiscono le immagini della nazione e della letteratura nazionale.

  • Dal Settecento alla prima metà del Novecento: Origini

L’uso della comparazione in storiografia letteraria risale in Europa alla seconda metà del Settecento. Prime forme: storia universale della letteratura e storia nazionale. La riflessione sulla storia letteraria sviluppatasi in ambito comparatistico ha lavorato non tanto intorno all’ipotesi di una continuità in senso progressivo-evolutivo tra storia universale e storia nazionale della letteratura, QUANTO attorno a ipotesi dell’esistenza di una diversità e di una discontinuità di modelli di narrazione e concettualizzazione storica presenti all’origine della storiografia letteraria in Europa.

Nella seconda metà del Settecento due diverse idee di studio storico della letteratura (che condividono però l'attenzione per ogni aspetto della cultura):

  1. Quella nazionale: il cui scopo iniziale consisteva nell’accertamento filologico e nella composizione dei documenti letterari all’interno della narrazione della storia culturale di una nazione. Direzione che prevale in Italia → linea Tiraboschi – De Sanctis modello nazionale delle storie letterarie italiane. Altri esempi: De vulg. Dante, opera di Giacinto Gimma.
  2. Quella universale: consiste in opere di storia sovranazionale della letteratura, diverse sia per l'aspetto compositivo-strutturale, sia per i fini generali a monte dell'opera. Le storie universali della letteratura dovevano fronteggiare le differenze esistenti tra le varie culture nazionali, a cominciare da quelle linguistiche. Esempi: Dell'origine, dei progressi e dello stato attuale d'ogni letteratura di Juan Andrés, Discorso sopra le vicende della letteratura di Carlo Denina.

Differenze tra le due opere negli intenti generali:

  • Andrés: enciclopedica, ricerca erudita e storia generale della cultura. Presentazione dello stato della letteratura "in tutte le sue classi" e in tutte le epoche → ripresa della concezione classica: rassegna di tutta la produzione scritta nei diversi campi del sapere, dalle belle lettere ai testi scientifici e teologali → repertori analitici sullo sviluppo delle singole aree cultura umana.
  • Denina: interessante tentativo comparatistico. Storia delle belle lettere in Europa organizzata non per giustapposizione di singole storie letterarie nazionali, ma secondo una prospettiva sovrannazionale. Superamento di stampo da repertorio storico-erudito verso una storia della cultura criticamente argomentato.

Nell'800 si inaridisce il paradigma erudito-universalistico, mentre quello critico nazionale (caratterizzata in Italia da una forte impronta ideologica) raggiunge il massimo sviluppo. Esempio italiano: Settembrini e De Sanctis. Per De Sanctis la letteratura è l'essenza della storia di una nazione: è la storia della nazione a tutti gli effetti, e non una sua emanazione → storia letteraria come storia della coscienza civile nazionale, manifestazione simbolica dell'evoluzione dello spirito nazionale.

Sul piano della storia universale ed europea della letteratura vanno ricordate la Geschichte der alten und neuen Literatur di Schlegel e De la littérature di Madame de Stael → entrambe il comune presupposto della letteratura come espressione della società: offrono un quadro della letteratura europea come espressione delle facoltà spirituali delle diverse comunità di origine. Storia del progresso civiltà europea verso la chiarezza della ragione e il perfezionamento della sensibilità. NB in Francia Sismonde de Sismondi storia delle letterature Europa meridionale, che si distingue da quelle sopracitate per un'impostazione più letteraria e meno "culturalista" → attenzione ai generi, agli stili e influssi letterari etc.

Parallelamente allo studio storico della letteratura nazionale, in Francia nasce intorno alla metà 800 la storia comparata della letteratura. Villemain e Ampère ne sono stati i capostipiti: essi praticano una storia letteraria di tipo “accademico”, finalizzata all’esposizione didattica dei rapporti fra due o più letterature. Questi primi lavori di storiografia comparata in senso stretto mirano a individuare il particolarizzarsi in senso nazionalistico di temi, motivi, miti e forme letterarie comuni alla cultura europea medievale → studio sincronico.

È dalla fine dell’Ottocento che la storia comparata della letteratura europea riceve una prima sistemazione a livello teorico e programmatico, grazie ad un consolidamento universitario della disciplina, anche se la sua funzione viene presto subordinata al ruolo svolto dalle singole filologie nazionali. Determinante nella formazione di una nuova fase del paradigma storico-letterario plurinazionale è la forte volontà di concepire e rappresentare la cultura europea come un sistema omogeneo avente origini comuni e di delineare di conseguenza un canone della letteratura europea.

NB “Canone” → un insieme di autori e di opere selezionati sulla base del loro valore estetico e tramandati nella storia di una cultura nazionale o di una civiltà letteraria sovrannazionale. Il processo di canonizzazione definisce questi temi/autori come “classici”, rappresentativi dell’identità storica di una nazione o di una civiltà. Il canone letterario si lega al concetto di singolarità (H. Bloom), cioè di un "tipo di originalità che non può essere assimilata o a cui ci abituiamo tanto da cessare di considerarla singolare" → elemento precipuo del classico è la sua originaria sovversione del sistema preesistente (vd saggio Asor Rosa).

L’epoca di maggiore fiducia nella unità della cultura europea e nella possibilità di esperirla a livello “scientifico” è negli anni 30 e 40 del Novecento. In particolare:

  • Babits: poeta e critico ungherese, scrive una storia della letteratura europa che ha come presupposto fondamentale l'esistenza di una corrente letteraria universale da cui sono derivate le singole letterature nazionali → continuità pressoché ininterrotta letteratura europea da Omero fino al 900. L'opera è stata definita "culturally anemic" per la sua classicità aristocratica: grande risalto a un canone alto e decontestualizzato degli scrittori.

Con Hazard, Curtius e Auerbach invece prospettiva storico-critica:

  • Hazard, La crisi della coscienza europea 1680-1715: la coscienza europea come storia dell'uomo occidentale legittimata dalla Bibbia entra in crisi verso la metà del 600 (subito dopo periodo grandi esplorazioni europee in tutto il mondo) per la comparsa del relativismo, più precisamente del problema di come assimilare la presenza di altre civiltà e popoli all'interno della filosofia della storia occidentale. L'acquisizione psicologica della nozione di "differenza" che subentra a quella della "superiorità" della civiltà europea produce una progressiva confutazione delle credenze tradizionali → primi problemi per la visione eurocentrica millenaria. NB opera riconducibile più a una "storia della cultura" che a una riflessione di carattere più strettamente letterario.
  • Curtius, Letteratura europea e Medioevo latino: evidenzia l'intima struttura della letteratura europea, scomponendola nelle sue forme letterarie (generi, metrica, topoi etc), superando dunque la mera esposizione storica degli eventi. Recupera la letteratura latina del primo Medioevo, vista come anello di congiunzione tra mondo antico mediterraneo e mondo moderno occidentale → la letteratura europea è vista come “unità intellettuale” vera e propria scienza della letteratura europea: strumenti attinti dalla filologia, storia e critica letteraria → impostazione strettamente letteraria che supera il frazionamento in singole filologie nazionali.
  • Auerbach: indagine sul realismo (infatti Mimesis) → mutamento della prospettiva letteraria sulla realtà. Rivedi direttamente p 9 riassunti critica letteraria.

Prampolini, Storia universale della letteratura: riprende

  • Weltliteratur: modello storiografico universalistico nato dall’ideologia romantica → letteratura mondiale come insieme di letterature differenti per sviluppo letterario ed estetico.
  • Idea della letteratura come espressione popolare → origine orale e collettiva, funzione comunicativa, legami col folklore.

I principi ispiratori dell'opera: (1) diversità culturale eletta come base della possibilità dell’esistenza delle letterature → in rilievo i limiti del canone occidentale persino nella stessa letteratura europea; (2) il rifiuto della corrispondenza tra nazionalismo e letteratura: anche le minoranze etniche hanno rilievo nella valutazione dello sviluppo della letteratura di una data area culturale; (3) la definizione della letteratura attraverso una prospettiva relativizzante: è necessario affiancare (e talvolta sostituire) al fattore estetico il fattore culturale, per evitare il pericolo di valutazioni formalistiche e destoricizzanti. Es per (3) la metaletteratura: tipo di letteratura (perlopiù opere del modernismo europeo) in cui il linguaggio è avulso da intenti comunicativi e diventa quasi autoreferenziale. Vd Finnegans Wake di Joyce.

NB il sottinteso generale della sua opera è il “fondo umano” della letteratura, che è la continuità dei popoli basata sui sentimenti ed esperienze fondamentali comuni → eco della Weltliteratur e idea della letteratura come proprietà comune dell'umanità.

Ricapitolando: cinque fasi dominanti dalle origini della storia comparata della letteratura

  1. Fase iniziale settecentesca: culminante nel paradigma universalistico di matrice enciclopedica.
  2. Fioritura romantica: caratterizzata dal punto di vista nazionale e ideologico.
  3. Età delle sintesi storico-letterarie.
  4. Età dello studio delle fonti e delle influenze di natura positivista.
  5. Nascita in forma canonica dello studio comparato delle letterature europee.

NB Tutte queste fasi sono accomunate dalla prospettiva eurocentrica.

La crisi della storia letteraria → seconda metà Novecento

Studi che mettono al centro il problema di come svincolare la storia letteraria da strutture ideologiche ritenute di natura estranea al processo letterario. Ritorno all'approccio formale: Genette e Lotman. Storia letteraria come storia del sistema letterario, cioè come storia dei procedimenti formali e tematici rispetto a cui si definiscono i singoli testi letterari.

Goldmann: rileva omologia tra letteratura e realtà sociale a partire dalle strutture mentali di determinati gruppi sociali. Bourdieu: storia letteraria concepita come storia delle istituzioni letterarie → attenzione al modo in cui le norme e i codici di produzione, diffusione, ricezione e consacrazione dei testi letterari vengono a costituirsi di epoca in epoca. Formula il concetto di "campo letterario".

Hans Jauss: elabora la teoria della ricezione. Sottolinea come la storia letteraria sia entrata in crisi per aver sottovalutato non solo la ricezione (rapporto testo-lettore), ma anche l’efficacia dell’opera presso i lettori, più specificamente rispetto al loro “orizzonte di attesa”, cioè la norma del gusto vigente in una data epoca. L’estetica della ricezione elaborata dalla scuola di Costanza, fondata da Jauss, ha avuto uno sviluppo ulteriore grazie a Wolfgang Iser, che ha teorizzato l’esistenza di un “lettore implicito”. Negli stessi anni di Iser, Umberto Eco elaborava la teoria di un lettore nel testo.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bacchae2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione alla letteratura comparata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Sinopoli Franca.
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