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Storia dei trattati e politica internazionale - i vari costituzionalismi Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia dei trattati e politica Internazionale per l'esame del professor Micheletta. Gli argomenti trattati sono: il concetto di costituzionalismo, il costituzionalismo americano, la Rivoluzione americana, la Costituzione degli Stati Uniti, gli aspetti fondamentali della Costituzione degli Stati Uniti, il costituzionalismo francese,... Vedi di più

Esame di Politica internazionale docente Prof. L. Micheletta

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potere giudiziario attraverso lo stretto diritto e l’ equità.

La Corte suprema viene istituita nel 1789 ed è composta da nove membri che vengono scelti

dal presidente e rimangono in carica a vita. I membri della Corte suprema possono non

essere giuristi => la giustizia non è un argomento prettamente giuridico.

 È previsto il processo con giuria in tutti i casi penali. La giuria è introdotta dal principio

dell’ equità: ciascuno deve essere giudicato dai suoi pari => dai cittadini

Nel 1803 vi era una famosa sentenza del caso Marbury v. Madison. Il presidente della Corte,

Marshall pone una domanda retorica: o la carta costituzionale è il testo centrale, per cui nessuna

legge ordinaria può contrastarla, oppure ha valore di legge ordinaria e dunque può essere disattesa

da quest’ ultima => la carta costituzionale deve avere forza maggiore, non è ipotizzabile che

qualsiasi legge abbia la forza di mutare la costituzione. Da questo caso in poi vige il principio di

rigidità della costituzione. Questo principio non ha un riferimento esplicito nel testo costituzionale,

ma nasce dalla prassi, per via giurisprudenziale, da una sentenza.

I cittadini americani hanno la possibilità di ricorrere direttamente per tutelare la costituzione,

mentre in Italia il ricorso è indiretto (tramite giudici).

La rivoluzione americana è dunque una restaurazione dei principi giuridici rotti dal Regno

unito, quando non rispettò più le garanzie dei sudditi. L’ America ottenne l’ indipendenza tramite la

federazione di 13 stati. L’ esperienza francese

In Francia vigeva un assolutismo esasperato, la società era strutturata per ceti. Questa situazione

combacia con una forte crisi economica e con il pensiero illuminista.

Gli Stati Generali, l’ organo di rappresentanza di tre ceti sociali (nobiltà, clero e Terzo Stato), non

venivano convocati dal 1614. Re Luigi XVI fu costretto a convocarli nel maggio del 1789 per

affrontare la crisi finanziaria. Gli Stati Generali mettevano un voto per camera, perciò il più delle

volte il Terzo Stato era svantaggiato, perché di solito gli interessi dei nobili e del clero

coincidevano. Nell'ultima riunione degli Stati Generali il Terzo Stato chiese altri membri per la

propria camera, l’istituzione del voto per testa e la riunione in un’unica camera. Di questi punti solo

uno fu concesso, quello di elevare il numero dei propri membri. In questo modo il sistema rimaneva

lo stesso, perché per cambiare era necessario il voto per testa. A quel punto il Terzo Stato si

autoproclamò l’unico vero rappresentante della Francia, assumendo il nome di Assemblea

Nazionale costituente, e ciò determinò la fine degli Stati Generali.

LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’ UOMO E DEL CITTADINO

L' Assemblea Nazionale costituente decise di assegnare ad una speciale Commissione di cinque

membri eletta il 14 luglio 1789 il compito di stilare una Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del

cittadino da inserire nella futura costituzione, nell'ottica del passaggio dalla monarchia assoluta

dell' Ancien Régime ad una monarchia costituzionale. Basato sul testo proposto dal marchese di La

Fayette, il progetto della Dichiarazione venne discusso in Assemblea dal 20 al 26 agosto e, nella

redazione definitiva, fu accettato dal re Luigi XVI il 5 ottobre per essere inserito come preambolo

nella Carta costituzionale del 1791.

La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino è stata varata il 26 agosto 1789 e si

compone di un preambolo e di 17 articoli, che contengono le norme fondamentali che regolano la

vita dei cittadini tra di loro e con le istituzioni. Nella Dichiarazione confluirono numerose dottrine

filosofiche e sociali del XVIII secolo, quali il giusnaturalismo, l' Illuminismo e la teoria della

separazione dei poteri di Montesquieu.

Il preambolo della Dichiarazione si riferisce alla cultura illuministica: i rappresentati dell’

Assemblea temono l’ ignoranza e l’ oblio del popolo, perciò hanno pensato di codificare il diritto

naturale, che è inalienabile e sacro => d’ ora in poi si distingue tra diritto naturale e diritto positivo.

Il riferimento all’ ignoranza e all’ oblio rimandano al concetto dell’ opinione pubblica, che serve a

ricordare al governanti le loro finalità. Le idee e i testi circolano velocemente, tramite caffè e

giornali.

“I Rappresentanti del Popolo Francese costituiti in Assemblea Nazionale, considerando che l’

ignoranza, l’ oblio o il disprezzo dei diritti dell’ uomo sono le uniche cause delle sciagure pubbliche

e della corruzione dei governi, hanno stabilito di esporre, in una solenne dichiarazione, i diritti

naturali, inalienabili e sacri dell’ uomo, affinché questa dichiarazione, costantemente presente a

tutti i membri del corpo sociale, rammenti loro incessantemente i loro diritti e i loro doveri;

affinché maggior rispetto ritraggano gli atti del Potere legislativo e quelli del Potere esecutivo dal

poter essere in ogni istante paragonati con il fine di ogni istituzione politica; affinché i reclami dei

cittadini, fondati d’ ora innanzi su dei princìpi semplici e incontestabili, abbiano sempre per

risultato il mantenimento della Costituzione e la felicità di tutti.”

L’ Assemblea Nazionale riconosce e dichiara i seguenti diritti dell’ uomo:

 Art. 1: sancisce il principio di eguaglianza tra tutti gli esseri umani; la diseguaglianza è

considerata una discriminazione

 Art. 2: lo scopo delle istituzioni è conservare i diritti naturali ed imprescrittibili

dell'uomo: la libertà, la proprietà, la sicurezza, la resistenza all’ oppressione

 Art. 3: afferma la sovranità appartenente alla nazione, in contrasto con la concezione del

tempo della sovranità appartenente al re per diritto divino (la Costituzione americana non

parla di sovranità, menziona però il popolo) => vengono aboliti i corpi sociali

 Art. 4 e 5: i diritti imprescrittibili dell’ uomo trovano un limite nella tutela dell' altrui

libertà e del benessere sociale. La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce

agli altri; questi possono essere determinati solo dalla legge

 Art. 6: la legge è l’ espressione della volontà generale, tutti i cittadini hanno diritto di

concorrere alla sua formazione. La legge deve essere uguale per tutti

 Art. 7 e 8: sanciscono l' irretroattività della legge penale e la sua indipendenza dal potere

esecutivo: il cittadino può essere punito solo in virtù di una legge anteriore al delitto. La

Dichiarazione riconosce il principio di legalità nel diritto penale e ammette solo le pene

strettamente necessarie

 Art. 9: riconosce il principio della presunzione d’ innocenza dell’ imputato

 Art. 10 e 11: tutela la libertà di manifestazione del pensiero e delle opinioni. La legge può

intervenire solo per reprimere le manifestazioni che turbano l’ordine pubblico

 Art. 12 e 13: la forza pubblica è necessaria per garantire i diritti dei cittadini => è

istituita per il vantaggio di tutti. Per il mantenimento della forza pubblica è indispensabile

un contributo comune, che viene ugualmente ripartito tra tutti i cittadini in modo

proporzionale.

 Art. 14: i cittadini hanno il diritto di constatare la necessità dal contributo pubblico, di

approvarlo e di controllarne l’ impiego.

 Art. 15: la società ha il diritto di chiedere conto a ogni agente pubblico della sua

amministrazione

 Art. 16: non si ha Costituzione se la garanzia dei diritti non è assicurata e se non vi è la

separazione dei poteri => entrambi gli elementi mancano nell’ antico regime

 Art. 17: la proprietà è un diritto inviolabile e sacro (è il diritto principe della rivoluzione

francese), nessuno può esserne privato, salvo quando la necessità pubblica, legalmente

constatata, lo esiga previa una giusta indennità => lo Stato ha la possibilità di espropriare

i cittadini per tutelare l’ interesse collettivo

 La rivoluzione francese è effettivamente una rivoluzione, determina una profonda

rottura con l’ antico regime.

La Francia struttura le proprie costituzioni non attraverso il principio di stabilità, ma attraverso

quello di modificabilità: secondo i francesi, ogni generazione ha il diritto di porre in essere le

proprie regole.

LA COSTITUZIONE FRANCESE DEL 1791

L’ uguaglianza espressa formalmente dalla Dichiarazione dei diritti dell’ uomo e del cittadino non

viene pienamente realizzata dalla Costituzione del 1791, specialmente per quanto riguarda il

diritto della donna e il diritto di voto. I cittadini, in base al censo, vengono distinti in attivi e passivi;

questi ultimi non hanno il diritto di voto.

La costituzione prevede una monarchia dai poteri limitati, in cui la sovranità appartiene alla

nazione. La costituzione prevede la separazione dei poteri, dove il re compete il solo potere

esecutivo, mentre il potere legislativo è affidato all’ assemblea nazionale legislativa. L’ elezione

dei deputati avveniva a suffragio ristretto su base censitaria.

L'equilibrio precario tra Re e Assemblea si modificò progressivamente a favore di quest'ultima e

da monarchia costituzionale pura si scivolò in breve verso una monarchia parlamentare. Con l'

esautoramento completo di Luigi XVI, dopo l' avvio (aprile 1792) ed il pessimo andamento iniziale

della guerra, l' Assemblea cedette il posto ad una Convenzione Nazionale, eletta per redigere

una nuova Costituzione.

LA COSTITUZIONE FRANCESE DEL 1793

La Costituzione francese del 1793, anche detta Costituzione montagnarda o giacobina, è la carta

costituzionale redatta dalla Convenzione nazionale, assemblea parlamentare eletta a suffragio

universale maschile che, il 21 settembre 1792, proclamò la Repubblica.

Essa si presentava con un preambolo diverso da quello del 1789, ispirato alle idee rousseauiane.

Innanzitutto la sovranità nazionale era sostituita dalla sovranità popolare: ogni cittadino era

titolare del potere attraverso il voto espresso a suffragio universale e diretto. Per la prima volta

nella storia politica moderna, veniva poi introdotto l'istituto del referendum che concedeva alle

comunità municipali di sottoporre ad una consultazione popolare le leggi varate dal corpo

legislativo. I costituenti ripudiarono il principio della separazione dei poteri ed affidarono a quest'

ultimo organo tanto il potere esecutivo quanto il potere legislativo, in quanto espressivo della

volontà del popolo.

La costituzione venne presentata nel 1793, ma fu poi accantonata e non entrò mai in vigore a

partire dal noto decreto del 5 ottobre 1793, che stabilì che il governo sarebbe stato "rivoluzionario

fino alla pace". Incominciò così il periodo del regime del terrore nel quale si contravvenne

sistematicamente alla tutela e al rispetto di quei diritti e quelle libertà sanciti in questa Costituzione

e nella celebre Dichiarazione del 1789.

LA COSTITUZIONE FRANCESE DEL 1795

La Costituzione francese del 1795, detta anche Costituzione dell’ anno III secondo il nuovo

calendario repubblicano. È la carta costituzionale, opera delle vittime scampate alla sanguinosa

tirannide giacobina del Comitato di Salute Pubblica.

La Costituzione è dominata dalla paura degli estremismi, dal pericolo dell’ onnipotenza di un

uomo o di un’ assemblea. Essa è perciò caratterizzata da un contenuto sostanzialmente

“negativo”, volto a controllare e dividere il potere e da una dichiarazione dei doveri (massime di

morale, più che precetti giuridici) accanto a quella dei diritti. Organi fondamentali dello Stato sono

un corpo legislativo bicamerale (Consiglio dei Cinquecento e Consiglio degli Anziani). Le due

Camere non dovevano esprimere sfiducia politica verso i membri dell'esecutivo, il direttorio,

formato da cinque membri nominati dal Consiglio degli Anziani. La magistratura divenne elettiva.

Tale Costituzione ebbe una rilevanza speciale giacché fu il modello di Costituzione che i Francesi

imposero al popolo delle varie repubbliche italiane.

LA COSTITUZIONE FRANCESE DEL 1799

La Costituzione francese del 1799, detta anche Costituzione dell’ anno VIII, è la carta

costituzionale del consolato. Essa consacra il desiderio d'ordine della borghesia e consegna il

potere personale a Napoleone Bonaparte.

Napoleone, dopo il rifiuto del Consiglio dei Cinquecento di rivedere la Costituzione dell' anno III,

prese il potere con il colpo di Stato stabilendo un Consolato provvisorio; elaborò quindi una nuova

Costituzione destinata a garantire un potere esecutivo forte e concentrato nelle sue mani.

Modellata su un potere esecutivo forte, composto di tre consoli, marca una rottura con le

costituzioni precedenti: permette a Napoleone di esercitare il potere personale mantenendo nel

contempo una parvenza di democrazia. L'esecutivo, emarginato durante la rivoluzione, si trovò a

detenere il potere reale, aiutato in ciò dal ruolo del Consiglio di Stato; il potere legislativo era

indebolito dalla frammentazione in tre assemblee: il Senato, il Tribunat e il Corpo legislativo.

La costituzione del 1799 è quindi un testo tecnico principalmente inteso a definire il ruolo del Primo

Console, detentore del potere decisionale effettivo e, contrariamente alle costituzioni repubblicane

precedenti, non vi si trova traccia di dichiarazione dei diritti e delle libertà (anche se alcuni

diritti sono affermati nelle disposizioni generali).

Bonaparte instaurò il consolato a vita con la Costituzione dell’ anno X che rinforzò

ulteriormente i suoi poteri.

Lo Stato di Napoleone era così uno stato monocratico accentrato, espressione di un regime

dittatoriale personale, che violava in pieno l'articolo 16 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e


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Appunti di Storia dei trattati e politica Internazionale per l'esame del professor Micheletta. Gli argomenti trattati sono: il concetto di costituzionalismo, il costituzionalismo americano, la Rivoluzione americana, la Costituzione degli Stati Uniti, gli aspetti fondamentali della Costituzione degli Stati Uniti, il costituzionalismo francese, l’Assemblea Nazionale, la Rivoluzione francese, il costituzionalismo belga, il costituzionalismo italiano, lo Statuto Albertino.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninkasi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Micheletta Luca.

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