Costituirsi dei due modi scribendi nello stato grafico moderno
Negli ultimi decenni del XII secolo inizia l’età della scrittura latina che viene definita dai contemporanei "moderna", in opposizione allo stato grafico più "antico". In verità, il passaggio dalla littera antiqua alla littera moderna avviene proprio in questo periodo attraverso la littera textualis. Intorno alla metà del Duecento, invece, si svilupperanno nella corsiva tutti quei fenomeni che avevano caratterizzato il periodo precedente: si verranno a formare i CONTEXTUS, il tracciato della littera minuta cursiva, in cui riconosciamo il rinnovamento della scrittura documentaria e la sua autonomia, che oramai è molto differente da quella dei secoli precedenti nei confronti della scrittura libraria.
Questo tipo di cambiamento si può rintracciare da un lato dal crescente rilievo assunto da notai e dai laici o più generalmente da coloro che esercitavano un mestiere e sapevano scrivere, dall’altro dal crescente specializzarsi della cultura, ora collegata strettamente con le Università. La rinnovata opposizione tra le scritture mostra l’articolarsi e l’arricchirsi dell’uso della scrittura e della sua funzione. La contrapposizione tra la scrittura corsiva e la scrittura libraria nel Duecento è molto sentita dagli scriventi e assume una nuova consapevolezza. Sempre in questo periodo incontriamo le prime testimonianze significative in proposito e queste ci permettono di vedere le sue manifestazioni nei contesti più vari.
Tripartizione dei modi scribendi
All’inizio del periodo ricordiamo la tripartizione dei modi scribendi del maestro inglese Alexander Neckam:
“Alium etiam modum sortiatur scribendi in signatis, in cirographis chartis, in transactionibus, alium in textu et alium in glossis.”
Il maestro di retorica Conradus de Mure presenta in modo ancora più efficace la contrapposizione tra i due modi scribendi:
“Alia enim manus requiritur in quaternis scribendis, et alia in epistulis. Plures enim scriptores et scriptrices qui bonam vel competentem formant litteram in quaternis, nullo modo vel vix sciunt habilitare manus ad epistulas scribendas.”
L’impiego dei termini di opposizione è ancora più chiaro nell’elogio del monaco Anselmo da Breda:
“Scriptor bonus et artificialis, qui tunc meliorem in fractura et notatura monasterium nostrum non habuit.”
La nascita della littera bastarda
Tra la fine del XIII e i primi del XIV secolo dalla distinzione dei due modi scribendi contrapposti nascerà una terza categoria grafica, che sarà completamente nuova nel panorama della scrittura latina: essa avrà un ruolo di primo piano nella produzione dei codici dell’ultimo periodo medievale e dell’inizio dell’epoca successiva e sarà in concorrenza prima con la littera textualis e in seguito con la littera creata dagli Umanisti.
Questa scrittura prenderà il nome di littera bastarda, dicitura assegnatale a causa dell’origine, della funzione e impiego, chiaramente in codici e documenti. È una scrittura di cui la paleografia ha una consapevolezza sommaria e a tratti superficiale. Le lettere bastarde sono e rimangono delle scritture corsive, ma sono state utilizzate in tutta l’Europa dai primi anni del Trecento con una funzione ben precisa, che si distingue per alcuni tratti dalla textualis. Talvolta può accadere che certe scritture bastarde possano essere realizzate a livelli formali molto elevati come se fossero delle scritture librarie, questo accadeva nel caso di libri in lingua nazionale.
Le bastarde italiane, anche se non hanno raggiunto un eguale livello stilistico ed un pari utilizzo, rivestono comunque un ruolo fondamentale:
- Un esempio potrebbe essere sicuramente la scrittura cancelleresca riportata da Vincenzo Borghini a proposito dei Danti nel Cento: è pur sempre una bastarda, su base cancelleresca.
Ad un diverso contesto culturale e di produzione libraria appartengono le bastarde realizzate sulla base di una corsiva nelle sue più diverse gradazioni, soprattutto a Firenze, in cui la bastarda poggia sulla base della mercantesca, considerata qui la scrittura degli uomini "sanza lettere".
Per quanto concerne il periodo successivo è necessario ricordare come la cancelleresca e le corsive di stampo umanistico svolgano una funzione libraria, che non è altro che l’inter...
-
Teoria dei sistemi - modi naturali
-
Riassunto esame Storia Romana, prof. Messana, libro consigliato La Religione dei Romani, Champeux - cap 5
-
Riassunto esame Metodi e tecniche dei gruppi, docente Bertoni, libro consigliato Il Gruppo in Teoria e in Pratica c…
-
Economia aziendale II - Contabilità cap. 2 - Appunti