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La dicitura stessa di spezzatura del tratto non esprime con precisione il concetto,

⇒ perché in realtà questa spezzatura è rara anche nei codici di apparato e di lusso

in littera de forma. Il tutto si può risolvere come una trasformarsi delle curve in

angoli per un effetto della penna con passaggio dal massimo al minimo spessore dei

tratti e nel definirsi formale degli attacchi e degli stacchi di essi.

Può risultare falsa l’accusa di artificiosità, persino se diretta esclusivamente alle

⇒ attuazioni più formali.

Chiaramente, nella littera textualis i rapporti a contrasto fra gli spessori degli articoli, il

trasformarsi delle curve in angoli, vanno a creare un’impressione di dinamicità, che

sicuramente si pone in antitesi con il disegno statico e chiaroscurale della littera antiqua. Per

quanto riguarda i pregiudizi sulla scrittura gotica è necessario considerare il mutamento

nell’uso della penna; ma da qui possiamo innescare una contestazione: è imprecisa la

conclusione che si vuole trarre a proposito dell’angolo di scrittura, in quanto esso ha rilievo nei

modi di produzione e di esecuzione, ma non ha nessun ruolo significativo in rapporto al tratto

della scrittura e al cambio grafico. Esso è soltanto un effetto e non la causa vera e propria

del funzionamento della scrittura. Tutti gli effetti ottenuti con la nuova scrittura sono il

risultato di un processo di natura diversa, storico e strutturale molto complesso.

Possiamo affermare che la nuova temperatura della penna è il mezzo con il quale

possiamo ottenere diversi effetti, rispondenti, in misura maggiore alla nuova

articolazione della scrittura.

5. verso la fine del XII secolo appaiono i seguenti caratteri:

a. Sistema dei trattini sul rigo

b. Serrarsi delle lettere fra loro

c. Uniformarsi delle lettere in altezza

d. Trasformarsi delle curve in angoli con passaggio immediato al minimo spessore dei

tratti

e. Netti attacchi e stacchi di lettere e tratti

f. Compiuto definirsi della parola

g. Spazi costanti fra lettere e fra parole

h. Assimilazione e poi classificazione degli articuli delle lettere in alcuni elementi

ricorrenti, nel senso di una economica articolazione grafica libraria (corpo,

traverso, testa, mezza testa, punto, mezzo punto,..)

Questo processo è accompagnato da una ricerca di espressività, ottenuta anche attraverso

l’uso coerente di elementi indicativi già esistenti in funzione connotativa, anche in relazione al

definirsi della parola grafica.

6. questo è un processo complesso, che ci permette di vedere come una scrittura libraria

normalizzata, possa trasformarsi ancora una volta sotto la pressione di nuove condizioni ed

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esigenze sociali e culturali, per assiduo lavoro dei librarii, sebbene rimanga forte il rapporto

MORFOLOGIA/DUCTUS dello stato grafico di partenza. In questi termini, tra la fine del

XII e gli inizi del XIII secolo si realizza un modus librario molto dinamico, che nei livelli meno

formali e più economici è in grado di mutare in una scrittura usuale, quasi alla stregua di una

scrittura corsiva. Allo stesso modo della corsiva, infatti, la libraria è diventata il principio di

base per la formazione di una nuova scrittura.

7. come punto di arrivo, è importante considerare l’aspetto più importante della nuova

organizzazione grafica in termini generali e come se si parlasse di una processo unitario:

Nello stato moderno della scrittura libraria, l’economia grafica è ottenuta attraverso

• le operazioni di assimilazione e classificazione e da ultimo riduzione degli articuli e

tractus a pochi elementi costitutivi e ricorrenti nei diversi significati.

Dal punto di vista della produzione, questi elementi minimi sono in rapporto con gli

• effetti di peso, che diventano più accentuati nelle realizzazioni più formali.

Gli altri aspetti ricordati precedentemente per la littera textualis sono connessi sul

• piano tecnico con un processo di assimilazione, classificazione e riduzione degli articuli.

Questo è un modo razionale ed economico di attuare una articolazione interna delle lettere,

dando una forma a un numero più alto di significanti rispetto ai tratti costitutivi e di una

tecnica particolare nella realizzazione del tracciato, senza che venga qui coinvolto il ductus.

Esempi nel libro da leggere!!!!

8. Ora andiamo ad esaminare il piano della soprastruttura grafica. In ogni caso è impossibile,

nella situazione attuale delle ricerche, comprendere quali possano essere recuperi di scrittura

documentaria e quali invece possano essere restituzioni provenienti dalla libraria. È anche

impossibile comprendere quanto i notarii e i librarii siano in debito gli uni con gli altri. L’ipotesi

di una piccola precedenza nella comparsa dei più caratteristici elementi, come:

D onciale

⇒ 7 nota tachigrafica

⇒ nesso di curve contrapposte

nella scrittura corsiva, come sembra risultare alla luce di una comparazione tra le librarie e le

documentarie nell’XI e nel XII secolo, non può qui essere preso in considerazione se non in

maniera provvisoria. È però d’obbligo ricordare gli elementi importanti:

il nesso per sovrapposizione delle curve contrapposte di due lettere che si

susseguono e il nesso OR e poi tra lettere che terminano con una curva destrogira

ed R;

la lettera D onciale si trova prima in parallelo con l’esito proprio dello stato

grafico e in seguito impiegata in maniera quasi esclusiva;

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la lettera V di forma capitale, impiegata di frequente all’inizio di parola al posto

di U;

la S tonda, capitale in fine di parola al posto della S diritta;

la nota tachigrafica 7 al posto della legatura &.

Queste sono da considerarsi innovazioni, solo perché in questo periodo possono essere usati

con funzioni più specifiche, vengono organizzate tra loro, diventano normativi. Il fenomeno più

sottile che si sviluppa in seguito è quello dei NESSI DINAMICI, che conosciamo in modo più

scientifico e dettagliato grazie a WILHELM MEYER DA SPIRA. Essi sono stati percepiti

come il nucleo centrale, la regola di base per eccellenza dello stato grafico moderno o se si

vuole della scrittura gotica.

9. Grazie al suo lavoro, sappiamo che questi nessi, non sconosciuti ai periodi precedenti della

scrittura latina, all’inizio del secolo XIII vengono collegati tra loro e divengono fatti

organizzativi e funzionali, normativi nello stato moderno della scrittura latina sul piano

sintagmatico. Possiamo vedere come, al contrario, nella scrittura documentaria quegli stessi

nessi vengono usati solo come complemento delle legature in senso proprio: sono connessioni

per compositionem che vengono distinte dalle normali legature ottenute per appositionem.

10. in realtà, considerando gli elementi discriminanti dello stato grafico moderno comune ai

due modi scribendi, dobbiamo fare i conti con una scelta ed una organizzazione di varianti un

po’ più ampia, che va dalle varianti della lettera di cui abbiamo già parlato (D onciale, V

angolare,..) ad altri fatti molto più complessi come:

la nota tachigrafica 7;

Ù il nesso di curve contrapposte e di OR e affini.

Ù

La presenza di questi elementi non modifica i rapporti tra i due modi scribendi esaminati nella

prospettiva di questa ricerca o in alcuni casi li riguarda solo marginalmente.

11. Comune ai due modi scribendi è il sistema abbreviativo, arricchito e rinnovato sotto le

penne degli scriventi nei secoli che precedono. Gli studi ci dimostrano che lo sconvolgimento di

questo sistema è avvenuto in modo unitario. Le variazioni di lettera e le differenze non

riescono a nascondere che abbiamo di fronte a noi una sola tradizione, che è molto poco

conosciuta nei modi e nei tramiti della sua diffusione.

12. Torniamo ora a parlare della scrittura corsiva per esaminarne il costituirsi e il

funzionamento come se si trattasse di un procedimento unitario. Nel XIII secolo, con

l’aumento della documentazione e della comunicazione scritta, provocato dalle mutate

condizioni economiche, sociali e culturali, si viene a formare un nuovo nucleo di scriventi,

articolati in diversi ambienti e strati, legati da relazioni sia in fatto d’impiego, funzione e

apprendimento dello scrivere, sia in rapporto ai tipi di lettere in uso: categorie di scriventi

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze storiche e filosofiche
SSD:
Docente: Pani Laura
Università: Udine - Uniud
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabortuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Paleografia latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Udine - Uniud o del prof Pani Laura.

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