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Congresso di Vienna Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia Contemporanea del prof. Orecchia sul Congresso di Vienna: Restaurazione antirivoluzionaria e antinapoleonica, equilibrio e legittimità, carta geopolitica dell'Europa della restaurazione, le società segrete, le rivoluzioni, l'unità italiana.

Esame di Storia contemporanea docente Prof. A. Orecchia

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ESTRATTO DOCUMENTO

Risultati piemontesi a Pastrengo e Goito, ma si arrestano di fronte a quadrilatero

Per scarsi risultati sovrani Roma, Toscana, Napoli temendo riprese dell’Austria, ritirarono truppe

29 aprile 1848 Pio IX si ritirò dalla guerra, imitato da Leopoldo II finisce guerra federalista

Crisi regno di Napoli (liberali vogliono costituzione – conservatrice, separatismo in Sicilia 13 aprile proclamano

decadenza dinastia borbonica)

15 maggio conflitto a Napoli liberali e popolari e truppe forniscono pretesto a re per colpo di stato: formazione

governo moderato di destra, scioglimento parlamento, ritiro truppe da guerra

Esercito sardo impegnato in assedio fortezza di Peschiera: maggio rinforzi di Radetzky a austriaci

Successo piemontese di studenti toscani a Curtatone e Montanara 29 maggio

Poi vittoria Goito e presa di Peschiera 30 maggio

Carlo Alberto ottiene fusione con Piemonte di Milano, Parma e Modena 29 maggio, di Veneto salvo Venezia 4 giugno,

di Venezia 13 luglio

11 giugno sconfitta per caduta di Vicenza

23 – 25 luglio sconfitta a Custoza vicino Verona

9 agosto generale Salasco firmava a nome di re armistizio con Austria

Democratici ora diventano forza principale del movimento nazionale

Toscana: governo democratico con Guerrazzi e Montanelli con obiettivo convocazione di una Costituente italiana

Roma: cade ministero di Pellegrino Rossi ucciso da democratico e democratici dichiarati a potere da Pio IX che 24

novembre fugge a Gaeta da Ferdinando II

21 febbraio granduca di Toscana lo segue

Si convoca una Costituente romana: 9 febbraio 1849 proclama decadenza del potere temporale pontificio e la repubblica

Piemonte: 16 dicembre 1848 Gioberti al potere appoggiato da democratici

Fine febbraio 1849 ministero del generale Chiodo e Rattizzi 20 marzo rompe armistizio con Austria

Operazioni militari in mano a Chrzanowski esito disastroso con sconfitta di esercito sardo a Novara 23 marzo

Stessa sera Carlo Alberto abdica in favore di figlio Vittorio Emanuele II e va in esilio in Portogallo dove muore 28

luglio

Vitt. Ema II ottiene condizioni più favorevoli da Radetzky di quelle che avrebbe ottenuto il padre responsabile della

guerra

Armistizio di Vignale 24 marzo: scioglimento di corpi di volontari e occupazione di parte del Piemonte

Democrazia e nazionalismo ormai erano solo a Venezia e Roma

Roma punto più alto della resistenza democratica. Notevole abilità di Mazzini ma destino segnato: Pio IX restaurato su

trono. Esercito di Oudinot per volontà di Luigi Napoleone (per ottenere appoggio conservatori del suo paese si fa

campione di causa pontificia) abbatte repubblica

Garibaldi e volontari difendono Roma. Francesi sbarcati a Civitavecchia 24 aprile respinti. Napoletani anch’essi battuti

da Garibaldi a Palestrina e Velletri (9 e 19 maggio)

3 giugno francesi investono città che dopo un mese cade

4 luglio il triunvirato ordina la resa

Garibaldi lascia Roma con fedeli per proseguire lotta a Venezia ma rinuncia e si imbarca in Toscana pre America

perché moglie Anita morta di stenti e compagni fucilati

Venezia assediata proclama 2 aprile resistenza a oltranza diretta da Manin. Città per epidemie resiste fino a 23 agosto.

26 firmata capitolazione

Francia: elezioni maggio 1849 vittoria per partito dell’ordine e fallimento resistenza repubblicana, rivoluzione

restauratrice procede nei suoi scopi

1850 revisione leggi Falloux su insegnamento favorendo controllo clericale e regime elettorale con limitazione

suffragio

Legge insegnamento gradita a Luigi Napoleone, elettorale no voleva farsi rieleggere nel ’52 e era indispensabile

plebiscito popolare. Agisce abilmente: consolida influenza nell’esercito e si fa paladino dei diritto popolari chiede

modifica costituzione per consentirgli rielezione (luglio ’51)

Respinta da parlamento ma con breve margine

Per popolarità chiede che venga ristabilito suffragio universale (novembre ’51). Non accolta da maggioranza borghese:

vedeva Napoleone garanzia contro democrazia e socialismo ma non voleva rinunciare a potere oligarchico di classe a

vantaggio di esecutivo non controllabile se fondato su voto popolare

Napoleone ottiene con colpo di stato ciò che non era possibile legalmente

• 2 dicembre parlamento occupato da soldati

• assemblea fu sciolta

• ristabilito suffragio universale

Repubblicani perseguitati per rassicurare moderati. Oppositori portati in Algeria e Guaina

21 dicembre 1851 plebiscito gli attribuì potere di redigere nuova costituzione

Sconfitta Russia in Crimea:

Nicola I non vedeva bene restaurazione del Secondo impero in Francia e non considera Napoleone sovrano legittimo

Napoleone vuole influenza francese in Europa impedendo formazione fronte che univa G. Bretagna e Russia (avevano

soffocato Francia di suo zio)

Contro Russia anche Inghilterra: vuole impedire che per smembramento impero turco zar abbiano accesso a

Mediterraneo e contrasto in Asia con russi sfere di influenza si sovrapponevano

Di qui 1854 guerra di Crimea dopo che Russia prova a mettere in ginocchio turchia

Russia perseguendo piano di supremazia dei balcani propone a Inghilterra progetto di smembramento Turchia. Non

accetta.

Russia volendo consenso per intervenire negli affari turchi pretende che Turchia riconosca protezione russa su cristiani

ortodossi. Rifiutano appoggiati da inglesi.

Quindi guerra tra Russia e Turchia novembre 1853. Flotta turca distrutta

Marzo ’54 Francia e G. Bretagna entrano in guerra.

Russi: resistenza centrata nella fortezza di Sebastopoli, cinta d’assedio

Gennaio ’55 Italia a fianco di Francia e Inghilterra

Settembre ’55 russi abbandonano Sebastopoli

Congresso Parigi:

1. neutralizzazione mar Nero

2. garanzia dell’autonomia dei principati di

Moldavia, Valacchia (nel ’59 stato unitario della

Romania) e della Serbia

3. integrità e indipendenza Turchia

4. libertà di navigazione su Danubio

Sconfitta pretese espansionistiche russe e crescita prestigio Napoleone III

LA REALIZZAZIONE DELL’UNITA’ ITALIANA E LA VITTORIA POLITICA DI CAVOUR

Dopo Repressione 1849 fino a 1857 (anno in cui cerca di inaugurare nuovo corso politico) Austria si attiene a

conservatorismo e controllo militare e poliziesco

Lombardo – Veneto profondo divorzio tra classi sociali e governo

Stato pontificio: Pio IX rinnega debolezze del 1848 e diventa erede dello spirito reazionario di Gregorio XVI. 1850

sorge Civiltà Cattolica, rivista dei gesuiti

1854 papa proclama dogma dell’immacolata concezione senza approvazione di un concilio, affermando così suo potere

assoluto sulla chiesa

Regno di 2 Sicilie Ferdinando II liquidato il parlamentarismo procede a reazione dura isolando monarchia da pubblica

opinione intellettuale

Grava colpo per prestigio furono le Lettere pubblicate 1851 da Gladstone che visitò Napoli: parole di fuoco per regime

politico del paese

Stato sardo diventa punto di raccolta del movimento liberale nazionale

6 agosto 1849 pace di Milano con Austria: camera che da elezioni di luglio 1849 aveva maggioranza

liberaldemocratica, creò difficoltà a approvazione del trattato di pace in base al quale Piemonte indennità di 75 milioni a

Austria che concedeva amnistia a emigrati di lombardia e veneto

Re che voleva Camera di orientamenti più moderati la sciolse, 20 novembre proclama nuove elezioni rivolgendo da

Moncalieri proclama redatto da d’Azeglio in cui deplorando tirannia dei partiti esortava a votare in senso moderato per

non creare conflitto tra corona e parlamento

Maggioranza di due terzi a liberali moderati evitata crisi che avrebbe inserito Piemonte nel clima di generale

reazione

Governo presieduto da d’Azeglio: affronta momento delicato tra Stato e Chiesa.

Per aggiornare con criteri più avanzati legislazione ecclesiastica che in Piemonte era rimasta a orientamenti modificati

in quasi tutti stati cattolici, febbraio 1850 ministro della giustizia e degli affari ecclesiastici Siccardi presenta progetto di

legge:

• fine privilegi di foro ecclesiastico e del diritto d’asilo

• autorizzazione del governo per acquisto di beni

• accettazione di donazioni da parte degli enti ecclesiastici o di altri a essi legati

Parlamento le approva reazione di ambienti clericali e tensione tra Piemonte e Santa Sede

Ottobre 1850 d’Azeglio chiama a ministero agricoltura, commercio e marina Cavour (capo di maggioranza moderata).

Incarna nuova figura aristocratico liberale, aperto a esigenze di progresso civile e sociale della borghesia moderna.

Nasce a Torino famiglia di antica nobiltà.

Per padre si collegava a settore di aristocrazia piemontese che per sue aperture a mondo economico si saldava a interessi

borghesi

Per madre, ginevrina di origini calviniste, legato a ambiente che andava da liberalismo moderato a legittimismo

borbonico francese

Carriera armi punito per entusiasmi per rivoluzione 1830 in Francia

Viaggi in Europa occidentale, interesse per sviluppo capitalistico moderno

Posti di responsabilità pubblica nel campo economico – sociale

1848 condizioni per azione politica consona a sue convinzioni liberali, si getta in lotta politica dirigendo “Il

Risorgimento” e eletto deputato

Vuole azione politica per formazione forza aristocratico borghese con ideologia in liberalismo nutrito di mentalità

europea moderna

Liberalismo e liberismo inglesi lo influenzano. Crede a legame stretto tra libertà politica e economica

Sistema produttivo stato sardo doveva inserirsi nell’economia dell’Europa occidentale

Italia necessitava di creazione mercato nazionale possibile per rete ferroviaria

Da ideologie francesi intravede nel giusto mezzo bussola di orientamento

Mutuata da Guizot lotta agli estremi

Contrario a democrazia e suffragio universale

Programma: liberalismo moderato basato su sviluppo capitalistico, blocco tra aristocrazia e borghesia fondato su

liberismo e parlamentarismo, lotta a democrazia, indipendenza nazionale egemonizzata da stato sardo allargatosi in

regno dell’Alta Italia

Trattati commerciali tra Piemonte e Francia, Inghilterra, Belgio e Austria per inserire economia del regno in Europa

2 dicembre 1851 colpo di stato in Francia: avvicinamento politico di forze di centro destra (Cavour) e centro sinistra

(Rattazzi) connubio (alleanza politica e parlamentare isolava destra più conservatrice e estrema sinistra di

orientamenti democratici)

Entra in crisi ministero d’Azeglio su progetto di legge relativo a matrimonio civile: Cavour novembre 1852 dà vita a

suo primo ministero.

Mazzini riorganizza 1850 – 52 rete clandestina ma inizio fallimentare in moto scoppiato a Milano febbraio 1853.

Quando scoppiò rete mazziniana nel lombardo – veneto già deteriorata da repressione austriaca

Centinaio di arresti e 10 condanne a morte

Mazzini ritenne di poter tentare insurrezione a Milano 6 febbraio 1853 ma fallimento: centinaia di arresti e 15

impiccagioni

crisi. Accusato di avventurismo, intensifica attivismo organizzativo e politico ma ala mazziniana a destra non

favorevole

scissione movimento democratico – mazziniani

Critica a Mazzini: Ferrari democrazia non aveva avvenire se restava avvolta nel formalismo politico mazziniano e

non dava a programma una base sociale, se non si ricollegava a questione sociale la cui soluzione era legata a questione

agraria. Lotta per indipendenza doveve diventare anche rivoluzione del povero

Cavour: politica interna

• contenimento influenza destra più conservatrice e clericaleggiante

• limitazione influenza personale del re su vita politica

• laicizzazione stato

• assorbimento tendenze più moderate di democrazia nella politica governativa e repressione delle democratico –

repubblicane

• sviluppo economico

• consolidamento libero scambio

politica estera

• inserimento Piemonte nella politica di Inghilterra e Francia

• alleanza militare con Francia

• primato piemontese sabaudo in Italia

• opposizione all’Austria in vista di alterazione quadro statale – istituzionale e della creazione di un regno

dell’Alta Italia Elezioni dicembre ’53 maggioranza di centro: consolidamento Cavour

Due problemi:

linea che Piemonte doveva tenere nella guerra di Crimea Francia e Inghilterra cercano di attrarre Austria e per

rassicurarla che Piemonte non avrebbe approfittato per azione contro lombardo- veneto, cercarono di coinvolgerlo.

Cavour accetta (gennaio ’55). 4 marzo dichiarata guerra a Russia. Austria non interviene Cavour frutti insperati

di

rapporti tra stato e chiesa fronte a progetto di legge Rattazzi sostenuto da Cavour (soppressione ordini religiosi

contemplativi e passaggio dei loro beni a amministrazione dello stato) la destra che aveva posizioni di forza al

senato sostenuta da dura presa di posizione di Pio IX gennaio 1855 e da opposizione del re, offrì tramite senatore

Nazzari di Calabiana contributo di quasi un milione annuo a stato per ritiro progetto

Sconfitta Cavour avrebbe portato a affermazione destra e politica personalistica re

Governo reagì presentando dimissioni (aprile) ma per impossibilità di formare nuovo governo re attribuì di nuovo

incarico a Cavour. Legge fu approvata (23 maggio) con alcuni emendamenti

Cavour deve affrontare pace di guerra di crimea.

Piemontesi sbarcati in Crimea maggio 1855 sotto comando di La marmora, prendono parte a battaglia di Cernia 16

agosto 1855

Congresso di pace a Parigi febbraio ’56: Cavour ammesso a trattative discussione 8 aprile ’56 su situazione

italiana fu successo per Italia. Denuncia occupazione militare delle legazioni pontificie da parte dell’Austria. Dice

che mutamento in Italia legato a appoggio delle 2 grandi potenze e in particolare di Napoleone

Grande successo per Cavour: nascita 1857 della società nazionale per azione di uomini come Manin, Pallavicino,

La Farina creare organismo politico volto a conseguire unità italiana con concorso di democratici – moderati sia

delle forze liberali orientate dal Piemonte

Accettazione monarchia era il trait d’union tra le due componenti

Società accrebbe prestigio con adesione Garibaldi

A prestigio Piemonte contribuì essere diventato seconda patria di molti esuli italiani

1857: crisi partito d’azione e connubio, nuovo corso austriaco in Lombardia

novembre ’57 elezioni nello stato sardo rafforzamento destra e indebolimento maggioranza cavouriana

Cavour quindi blocca certe riforme, induce Rattazzi a dimissioni (gennaio 1858) dal ministero dell’interno

Rottura relazioni diplomatiche con Austria marzo 1857

Intensificazione rapporti Piemonte e Francia fino a alleanza dopo attentato 14 gennaio 1858 contro Napoleone di

Felice Orsini induce Napoleone a considerare la pericolosità della situazione italiana

Convinzione che per evitare rivoluzione necessaria iniziativa della Francia per sostituire influenza austriaca con

francese

Incontro segreto a Plombieres nei Vosgi fra Napoleone III e Cavour 20 luglio 1858

Si sarebbe provocata guerra contro Austria facendola apparire come aggressione austriaca a Piemonte

Assetto Italia dopo vittoria sarebbe stato: regno alta Italia sotto Savoia su base di annessione Lombardia, Veneto,

Romagna e Emilia

Regno Italia centrale con Toscana e domini pontefice, cui sarebbe rimasta sovranità su Roma e dintorni

Regno meridionale con limiti territoriali delle due Sicilie

Papa: a titolo di risarcimento spettava presidenza di confederazione che avrebbe dovuto legare stati italiani

Ma divergenza su piano politico Napoleone voleva far salire su trono Italia centrale principe Gerolamo

Napoleone e meridionale Luciano Murat

Cavour invece voleva sottomettere Italia a egemonia Piemonte

Napoleone per dilatare influenza esprime a ambasciatore austriaco a Parigi disappunto per deterioramento rapporti

franco – austriaci 1 gennaio 1859 e Vitt. Ema nel discorso alla corona dice di non essere insensibile a grido di

dolore che da Italia si levava verso Piemonte, tra 24 e 26 gennaio firmata alleanza tra i 2 sovrani

Piano di conferenza europea su questione italiana patrocinato da Inghilterra parve fermare Napoleone ma decisione

austriaca di rivolgere a Piemonte, che costituiva a ordini di Garibaldi corpo dei cacciatori delle alpi, ultimatum 23

aprile consentì a alleanza di scattare

26 aprile 1859 Cavour respinge ultimatum: inizia II guerra di indipendenza

Comando supremo: Napoleone III

4 giugno a Magenta francesi contro austriaci. Vincono i primi, austriaci sgombrano Lombardia

8 giugno Napoleone e Vitt. Ema entrano a Milano

24 giugno battaglie decisive: Solforino (francesi) e San Martino (piemontesi) sconfiggono austriaci

Insurrezione Italia centrale irrita Napoleone perché in contrasto con accordi Plombieres

Rivolta nello stato pontificio alimentò in Francia campagna dei clericali che accusarono imperatore di complicità

con rivoluzione

Prussica contraria a piani egemonici di Francia minacciava di intervenire sul Reno

Napoleone quindi decide di porre fine a guerra e fa armistizio con Austria 6 luglio 1859 clausole di Villafranca

11 luglio: Lombardia ceduta a Francia che la cede a Piemonte. Mantova e Peschiera restavano a impero. Italia

centrale restaurate autorità legittime. Favorita confederazione italiana sotto presidenza del papa con partecipazione

domini austriaci

Vitt. Ema accetta, Cavour dà dimissioni 13 luglio

Si forma quindi ministero La Marmora – Rattazzi

Governi provvisori Italia centrale esprimono volontà politica di unione a Piemonte spinti da Cavour e sotto guida di

Fanti e Garibaldi organizzano un esercito per le difesa comune

16 gennaio 1860 Cavour richiamato al potere ma con resistenze re

Assetto centro Italia favorito da svolta della politica di Napoleone che di fronte a volontà del popolo giudicava

dannoso reprimere con armi un movimento che aveva contribuito a suscitare

11 e 12 marzo dei plebisciti espressero volontà di annessione a stato sardo di Toscana, Emilia e ducati

15 aprile Nizza e Savoia ceduti a Francia

Regno meridionale si avviava a crisi definitiva

In questo quadro partito d’azione con avvicinamento Garibaldi assume iniziativa di spedizione rivoluzionaria in

Sicilia dove forze di opposizione a dinastia borbonica forti. Importanti per spedizione gli esuli Crispi e Rosolino

Pilo mazziniani

Rivolta a Palermo 3 – 4 aprile repressa: iniziano insurrezioni in campagna

Pilo si reca a dirigere movimento

Crispi convince Garibaldi a spedizione

Vitt. Ema rassicurato per nome programma “Italia e Vittorio Emanuele”

Opposizione Cavour

Armi vecchie e poco equipaggiamento da Quarto in mille partono notte tra 5 e 6 maggio 1860

Si riforniscono a Telamone in Toscana

11 maggio sono a Marsala

Successi Garibaldi svolta della politica di Cavour (invia uomini e condiziona Garibaldi per campagna di

annessione di Sicilia a Piemonte, inviando La Farina)

Garibaldi contrario: voleva sbarcare su continente, liberare Napoli e puntare su Roma e stato pontificio)

Conflitto tra i due. Cavour temeva che se regno borbonico fosse passato a democratici si contrapponessero a regno

sabaudo

Incursioni contadine contro diritto di proprietà fronteggiate da uomini della guardia nazionale e da truppe

garibaldine come a Bronte dove 4 agosto Nino Bixio ordinò fucilazioni e arresti di contadini

Sbarco in Calabria di Garibaldi 20 agosto

7 settembre entra a Napoli accolto come liberatore

Riavvampa suo conflitto con Cavour e chiede che venga licenziato a Vitt. Ema, che preoccupato per ripresa politica

di partito democratico cui programma era assemblea costituente e guerra per liberazione Roma decise di imporre

propria soluzione

1 – 2 ottobre vittoria Garibaldi: battaglia di Volturno

3 ottobre guidate da re truppe piemontesi in marcia verso mezzogiorno

Cavour fa approvare da camera legge su annessione incondizionata del sud democrazia italiana e partito d’azione

non potevano più mettere in discussione metodo di unificazione italiana cavouriano fondato su semplice estensione di

ordinamenti amministrativi e istituzionali di stato sardo

Cavour sostenuto da classi alte del mezzogiorno

Delusione masse: brigantaggio

21 ottobre territori dell’ex regno di Napoli ebbero luogo i plebisciti che sanzionarono annessione

26 ottobre Garibaldi si incontra a Teano con Vitt. Ema

Dopo aver manifestato volontà di continuare lotta per liberazione di Venezia e Roma Garibaldi partì per Caprera

17 marzo 1861 primo Parlamento nazionale proclamò a Torino Vittorio Emanuele II re d’Italia.

Germania: 1862 re chiama al potere barone Otto von Bismarck tipico esponente della classe degli Junker (aristocrazia

zona est della Prussia) per guidare lotta contro Camera liberale

Suo primo atto militare ha come oggetto tre ducati di Schleswig, Holstein e Lauenburg che posseduti da corona di

Danimarca erano il primo di popolazione mista e gli altri tedesca

Per crisi successione dovuta a morte re danese Prussia e Austria in alleanza sotto scudo della confederazione germanica

attaccarono e sconfissero Danimarca 1864 strappandole ducati

Avendo a vantaggio neutralità Russia e impossibilità Inghilterra di intervenire militarmente per mancanza di esercito di

terra ottobre 1865 Bismarck contatta Napoleone a Biarritz

Questi che vedeva bene conflitto tra Austria e Prussia per espansione francese si dimostra a favore di alleanza tra

Prussia e Italia interessata a guerra contro Austria per strappare Veneto. Alleanza conclusa aprile 1866 con scopo di

dividere forze austriache e di portare annessione a Prussia di territori tedeschi e a Italia del Veneto

Guerra provocata da invasione dell’Holstein di truppe prussiane

14 giugno 1866 inizio 26 luglio fine

Esercito prussiano superiorità:

• per sua mobilitazione

• capacità di compiere veloci spostamenti

• efficienza di comando

• qualità armamenti

• concezione piani strategici

Prussia: colpo decisivo a Austria a Sadowa in Boemia 3 luglio 1866

Bismarck mostra spregiudicatezza politica cercando alleanza con nazionalisti ungheresi e cechi contro Austria

Vittorie austriache su Italia a Custoza 24 giugno e in mare a Lissa 20 luglio non valsero a correggere a favore

dell’impero le sorti della guerra

L’ITALIA NELL’ETA’ DELLA SINISTRA

1861 nonostante Veneto sotto dominio austriaco e Roma dominio papale, Italia aveva raggiunto unità nazionale

Problemi:

• tradurre unificazione politica in amministrativa. Unificare codici, bilanci, forze armate creando apparato

burocratico e organizzazione militare omogenei

• elaborare linea di sviluppo economico partendo dal dato di diverse esigenze e caratteristiche socioeconomiche

delle singole parti dello stato e dalla sua arretratezza rispetto a stati più avanzati

• dare salda direzione politica a paese soggetto alle più forti tensioni politiche e sociali

• problema della soluzione dei rapporti con Chiesa

• questione della collocazione di Italia nei rapporti internazionali in età che vide in Europa la guerra del 1866,

formazione dell’Impero germanico e crollo dell’impero napoleonico

Cavour capo di partito liberale moderato anni del Risorgimento muore nel ‘61

Preoccupazione moderati era costruire sistema di controllo politico e amministrativo sicuro ed efficiente

Importante l’estensione di legge Casati sulla scuola approvata nel 1859 in Piemonte in tutta Italia

Eredi Cavour coloro che formavano la destra, definita storica in seguito, dello schieramento parlamentare.

Erano i conservatori che intendevano difesa di unità nazionale e formazione del nuovo stato come missione storica da

realizzare con difesa degli interessi di classi alte

Classe dirigente moderata subalpina: Rattazzi, Sella, Lanza, La Marmora

Moderati del resto d’Italia: Ricasoli, Minghetti

A destra si contrapponeva sinistra, erede della democrazia risorgimentale ma condizionata da sconfitta del ’59 – 60,

divisa tra repubblicani di fede mazziniana (Crispi, Bertani), ex garibaldini, ex democratici (Guerrazzi) e uomini più

moderati di sinistra costituzionale (Brofferio, Depretis)

Anche socialmente le 2 si differenziavano: I legata a aristocrazia e grande borghesia; II base piccolo – borghese

Organizzazione interna: non erano partiti di tipo moderno ma più che altro schieramenti di opinione

Dopo morte Cavour potere a Bettino Ricasoli

Giugno 1861 - Marzo 1862

Per questione di Roma proseguì contatti che Cavour aveva iniziato con pontefice ma anche egli fallì

Di fronte a richieste di uomini come Garibaldi di iniziative ardite verso Veneto e Roma e a manovre re desideroso di

politica meno timorosa di complicazioni internazionali e in grado di compiere unità Ricasoli dovette cedere potere al

candidato di Vittorio Emanuele, Rattazzi.

Rattizzi: marzo – dicembre 1862 riprese linee di strategia cavouriana, pensò di sfruttare iniziativa garibaldina senza

compromettere stato, cogliendone poi frutti

Ma non si considerò che gioco non ripetibile per ostilità di Napoleone che voleva farsi perdonare per 1859 da clericali e

poi impossibilità Italia di sostenere sola una guerra contro Austria

Garibaldi recluta corpo di spedizione per guerra contro Veneto

Rattazzi per paura di guerra contro Austria fece sciogliere a Sarnico le truppe garibaldine 15 maggio 1862

Garibaldi punta a azione verso Roma: Vittorio Emanuele vedono minaccia di ripresa politica dei democratici

Re sconfessa spedizione

Proclamato stato d’assedio in Sicilia

Garibaldi e suoi sbarcati in Calabria intraprendono marcia a nord

Scontro tra soldati e Garibaldini in Aspromonte: Garibaldi ferito, arrestato e chiuso nel forte di Varignano, amnistiato e

torna a Caprera

Reazione pubblica

Rattazzi messo in crisi al parlamento da accaduto dà dimissioni

Dopo breve ministero Farini presidente Minghetti

Marzo 1863 – settembre 1864

Negoziò con Francia compromesso relativo a Roma

15 settembre 1864 fu sottoscritta da Italia e Francia la convenzione di settembre

Italia si impegnava a difendere attacco pontificio da attacchi esterni, Napoleone si impegnava a ritirare truppe entro 2

anni

A segno di rinuncia a Roma imperatore chiese che governo trasportasse capitale a Firenze

Ma governo italiano non pensava a effettiva rinuncia a Roma

Disordini perché capitale spostata da Torino a Firenze 21 – 22 settembre

Minghetti dovette cedere potere che passò a

La Marmora settembre 1864 – giugno 1866

Sotto cui governo avvenne trasferimento capitale a Firenze giugno 1865

Abbandono Roma da francesi dicembre 1866

Non giovò a rapporti tra stato liberale e chiesa la condanna degli errori moderni emessa da Pio IX dicembre 1864 con il

Sillabo secondo spirito di oscurantismo reazionario

Durante suo governo da Prussia offerta di alleanza militare già vista. Napoleone non si opponeva vedeva bene guerra tra

potenze germaniche ma non si rendeva conto dei reali rapporti di forza

Firmata a Berlino 8 aprile 1866 alleanza scattò per iniziativa di Bismarck nel giugno dopo attacco prussiano a Austria

Guerra disastro per Italia

La Marmora che assunse comando lasciando a Ricasoli il governo

Giugno ’66 – aprile ‘67

Con generale Cialdini non riuscì a coordinare truppe: sconfitta a Custoza 24 giugno e Lissa 20 luglio

Solo volontari di Garibaldi successo a Bezzecca nel Trentino 21 luglio

12 agosto firmato armistizio di Cormons tra Italia e Austria e quindi pace di Vienna 3 ottobre 1866

Austria cedette a Italia il Veneto ma come già nel 1859 tramite Francia per umiliare paese vincitore

Polemiche: Mazzini contro monarchia e governanti incapaci

Garibaldi e partito d’azione: incapacità generali monarchici ci volevano nuove iniziative per liberare Roma

Settembre ’66 rivolta a Palermo repressa

Torna a potere Rattazzi

Aprile – ottobre 1867

Obiettivo partito d’azione preparare forza di intervento in direzione Roma favorendo insurrezione per legittimare

azione di fronte a repressione pontificia in contrasto con volontà del popolo

Rattazzi favorevole a insurrezione a Roma non contemplata nella convenzione di settembre quindi considerata come via

per risolvere questione romana e aggirare patti con Francia

Ma governo non poteva permettere attacchi da esterno quindi di fronte a preparativi di Garibaldi Rattazzi lo fece

arrestare a Sinalunga presso Siena 24 settembre 1867

Ma mantenne atteggiamento permissivo con volontari

Ma 22 ottobre a Roma fallisce tentativo di insurrezione

Garibaldi non rinunciò e penetrò nei domini pontifici ma incertezza

Re messo di fronte a realtà di intervento francese sconfessa Garibaldi e forma governo di estrema destra presieduto da

generale Menabrea

Ottobre 1867 – dicembre 1869

A Mentana Garibaldi battuto da truppe francesi

Grave colpo per partito d’azione, re e governo

Opinione pubblica italiana: risentimento verso Napoleone il cui governo disse che Italia non avrebbe avuto Roma e per

Pio IX: repressione interna

Liberazione francese possibile dopo che impero francese battuto da prussiani

Conflitto tra le due 1870, governo diretto da Lanza

Dicembre 1869 – luglio 1873 optò per neutralità e decise di porre fine a potere temporale della chiesa

Papa non accettò trattativa con stato italiano

20 settembre 1870 truppe italiane comandate da Cadorna dopo breve cannoneggiamento a Porta Pia, entrarono in Roma

occupandola

Pio IX si ritirò nel vaticano protestando contro lo stato usurpatore

Luglio 1871 corte e governo si trasferirono a Roma capitale d’Italia

Stato aveva posto fine a potere temporale dei papi contro volontà del pontefice e chiesa il cui capo non riconosceva

legittimità stato

Nuova fase della questione romana fino a 1929

Atteggiamento Pio IX grave perché coinvolgeva cattolici sudditi italiani dal 1874 dal Vaticano fu vietato (non

expedit) di partecipare a elezioni del parlamento

Per definire rapporti con chiesa leggi delle guarentigie votata 13 maggio 1871 e non riconosciuta da destinatario

Legge si ispirava a principio cavouriano di separazione tra stato e chiesa: idealità liberale aperta verso chiesa (sua

libertà tutelata)

• riconosciuta extraterritorialità palazzi vaticano e laterano e villa del Castelgandolfo

• assegnata dotazione a santa sede pari a quella del tempo del suo potere temporale

• inviolabilità persona del pontefice

• libero esercizio del potere spirituale

• possibilità di comunicazione

• indipendenza azione clero da controllo regio (con limitazioni in materia economica)

non accettata ma applicata

chiesa potè mantenere sua protesta senza però atteggiarsi a perseguitata

Unità nazionale era ormai compiuta

Crisi dei primi anni di vita dello stato italiano fu rivolta che divenne guerra civile: il brigantaggio che finì nel 1865

Delusione contadini mezzogiorno per conclusione rinascimento

Classe dirigente settentrionale concepì lotta in termini di difesa dell’unità dello stato contro minaccia di restaurazione

borbonica e su basi militari

Migliaia di morti. 1865 stroncato ma si trascinò ancora per alcuni anni

Malcontento masse non si spiegava solo con questione della terra ma anche circoscrizione obbligatoria e inasprimento

fiscale

Occasione per avviare provvedimenti economici offerta da liquidazione terre dell’asse ecclesiastico

Stato favorì dopo ’66 vendita accelerata delle terre a grandi proprietari che rafforzarono propria influenza economica

Divorzio tra contadini meridionali e stato più acuto

1865 ultimata unificazione su piano doganale, monetario, finanziario, amministrativo e legislativo

prevalse criterio di estendere al paese legislazione e ordinamenti del regna sardo

(inconvenienti per diversità regionali legislazione piemontese più arretrata della lombarda e toscana)

Piemontizzaizone ebbe significato accentuatamente politico. Ne derivò che burocrazia piemontese divenne fulcro di

quella del nuovo stato

Verso fine secolo si profilava rivalità tra G.Bretagna e Germania che doveva essere una delle cause fondamentali della

prima guerra mondiale

Francia: città insorse 1871. Proclamata comune di Parigi ispirata a comune 1793

Moto diretto da comitato centrale della guardia nazionale organizza 26 marzo 1871 elezioni per dirigenti del

consiglio della comune, al cui interno c’erano anche repubblicani moderati i quali poi si ritirarono

Contrasti delle correnti dei proudhoniani, neogiacobini, blanquisti e socialisti internazionalisti indebolì azione della

comune che rimase isolata

Comunardi però riorganizzarono apparato statale e amministrativo

Comune unificò poteri esecutivo e legislativo e sottopose a controllo popolare la giustizia

Rese tutti funzionari eleggibili e destituibili

Soppresse esercito permanente e polizia politica, sostituendoli con il popolo armato

Comunardi risposero a fucilazioni in massa dei prigionieri a opera delle truppe regolari fucilando a loro volta 60

ostaggi, tra cui arcivescovo di Parigi

L’ITALIA DALL’AVVENTO DELLA SINISTRA ALLA CRISI DI FINE SECOLO

1876 regno aveva raggiunro pareggio di bilancio con presidente del consiglio Minghetti

per pareggiarlo introdotto sistema fiscale che colpiva consumi masse

Destra aveva portato unificazione nazionale e creato sistema istituzionale che nelle linee generali doveva durare fino a

avvento fascismo

Essa era sempre più contestata da sinistra cosiddetta giovane insieme di forze eterogeneo (sinistra storica piemontese

di Depretis, sinistra prima repubblicana di Mazzini e Cattaneo ora convertitasi a monarchia con Cairoli, Zanardelli e

Crispi, sinistra meridionale di Nicotera)

Interessi di strati borghesi settentrionali voglione riforme su piano fiscale e politico

Di proprietari e intellettuali meridionali meno fiscalismo, maggiori interventi stato, pesare politicamente di più, fine

della dittatura settentrionale

Sinistra giovane precisò tra 1874 e 1876 strategia

Novembre ’74 rafforzamento: Depretis in discorso a Stradella 10 ottobre 1875 delineò programma:

• difesa stato laico e lotta a clericalismo

• istruzione elementare obbligatoria

• decentramento amministrativo

• diminuzione e redistribuzione carico fiscale favorendo mezzogiorno

• fedeltà a monarchia

cadde ministero Minghetti, re incarica Depretis di formare ministero 25 marzo 1876

era della destra era finita ma passaggio da destra a sinistra avveniva su base di continuità

novembre ’76 elezioni vittoria sinistra

Depretis governò quasi ininterrottamente dal ’76 fino a ‘87

Scomparsa nel giro di un decennio di maggiori protagonisti del periodo nazionale (1872 Mazzini, 1878 Vittorio

Emanuele II e Pio IX, 1882 Garibaldi)

Età risorgimentale finita

Depretis sale al potere con programma riformatore ma giunto a governo lo attenua

Lavora a vanificazione contrasti risorgimentali ormai svuotati perché opposizione non poteva avere base nei vacchi

contrasti ma nei problemi della democrazia politica (suffragio universale), nella legislazione sociale, nelle questioni

di lotte del lavoro

Si impegnò a far convergere intorno a sé uomini della destra, sia nell’isolare con loro contributo la nuova

opposizione dell’estrema sinistra (repubblicani, radicali e primi socialisti)

Discorso ottobre 1882 invita oppositori a trasformarsi diventando progressisti. Accolto: di qui origine del

trasformismo

Riforme: rispondono a esigenza di allargare basi del consenso sociale e venire incontro a istanze di evoluzione

civile

Luglio 1877 varata legge Coppino per fronteggiare analfabetismo (70% in Italia)

Bambini: 2 anni obbligatori di scuola

Ma applicazione lacunosa a sud

1879 abolita tassa sul macinato

1882 varata riforma elettorale (limitato allargamento del consenso sociale)

elettori coloro che compiuti 21 anni fossero alfabeti o pagassero una certa quota di imposta. Corpo elettorale passò

da 2,2% a 6,9%

Con Prussia e Austria Italia concluse 20 maggio 1882 trattato della triplice alleanza in funzione antifrancese firmata

a Vienna

Italia si legava ai 2 imperi conservatori centrali

Bismarck molto ammirato da ampi strati

A corte Umberto I successo a Vitt. Ema II fiero di accomunare paese a imperi con forte tradizione militare

Alleanza con Austria richiese che irredentismo soffocato nei momenti più delicati

Dopo occupazione francese di Tunisi 1881 frustrazione italiana

Italia si imbarcò in imprese espansionistiche che non riuscì a affrontare

1882 inizio impresa africana dopo acquisto Italia di baia di Assab da società di navigazione Ribattino

primi mesi 1885 corpo di spedizione occupò fascia costiera tra Massaia e Assab quindi tensione tra Italia e

impero etiopico (negus Giovanni)

Reparto italiano di 500 uomini sorpreso e annientato da ras Alula al comando di 7000 uomini vicino a Dogali 26

gennaio 1887

Nazionalisti delusi

Primo tentativo coloniale italiano: disfatta

Metà 1887 Depretis tentativo di conciliazione tra stato e chiesa sostenuto da governo e da cattolici transigenti

Ma impossibilità di accordo su problema del dominio temporale fallimento quindi rinfocolarsi anticlericalismo da

parte liberale e polemica cattolici intransigenti

27 luglio 1887 Depreti muore

gli succede Crispi

Crispi incarnava con evoluzione politica trasformazione di molti democratici risorgimentali in moderati monarchici

Ex cospiratore, mazziniano, rivoluzionario, democratico sostenitore del suffragio universale divenne esponente

principale della sinistra moderata

Ammiratore della politica di forza incarnata da Bismarck

Sostenuto nel suo nazionalismo da industriali e armatori Crispi volle dare a trattato di alleanza con Germania a

Austria carattere di ostilità verso Francia.

Campo coloniale Crispi i cui 2 primi ministeri durarono da agosto 1887 a febbraio 1891 volle rialzare prestigio

italiano

Maggior successo: trattato di Uccialli, firmato con negus Menelik asceso dopo morte Giovanni, 2 maggio 1889

Etiopia riconosceva conquiste italiane in Eritrea

5 gennaio 1890 proclamata colonia Eritrea

ma Menelik agiva come sovrano indipendente quindi inasprimento rapporti

Crispi ispirò politica interna a criteri che risentivano della sua vocazione bismarckiana

Accentra sua persona in presidente del consiglio, ministro degli interni e degli esteri

Rafforza potere esecutivo (governo) a discapito di legislativo (parlamento)

Aumentati poteri della presidenza del consiglio sui ministri

Dicembre 1888 legge che allargava base elettorale delle amministrazioni locali e rendeva eleggibili sindaci e

presidenti delle deputazioni provinciali ma poneva operato sotto controllo dei prefetti

1889 emanato nuovo codice penale (Zanardelli, ministro della giustizia)

• abolita pene di morte

• sciopero libero

• punizione offese a stato da parte dei ministri del culto (Chiesa)

emanata legge di pubblica sicurezza e sotto controllo manifestazioni e riunioni pubbliche

Attività irredentisti ostacolata in omaggio a triplice alleanza

Fallimento trattative di conciliazione con chiesa a fini politicamente e socialmente conservatori: rafforzato

anticlericalismo

Difficile situazione economica e finanziaria

Crisi agricoltura, industria, banche impegnate in elevati finanziamenti per costruzioni edilizie e speculazione

in fase di boom economico: coinvolte in crollo finanziario determinato da fine espansione

Salvate da governo con manovre poco chiare

Forze radicali e repubblicane cercarono di elaborare programma anticrispino steso da Cavallotti e firmato

maggio 1890. Era il patto di Roma: chiedeva riduzione poteri dell’esecutivo

Decentramento

Uscita Italia da triplice allenaza

Riforma sociale

Leggi sociali

Orario lavoro di 8 ore

Combattuti da Crispi

Crispi cadde gennaio 1891 perché camera non accolse proposte di inasprimento fiscale e per reazione per sua

espressione che destra aveva fatto una politica servile verso lo straniero

Febbraio 1891 entrò in carica ministero Di Rudinì

Maggio 1892 gli successe Giolitti, il più abile statista liberale dopo Cavour

Origini di movimento operaio indipendente tardive in Italia per arretratezza sviluppo capitalistico industriale

1860 esistevano società operaie con compiti di mutuo soccorso

anni ’70 leghe du resistenza

Mazzini fini a morte lotta contro socialismo

1864 aderisce a internazionale ma poi si allontana con posizione lontana a comune 1871

internazionale estese sua influenza in Italia grazie a Bakunin

Fu così anarchismo con suo vangelo di immediata ribellione sociale e non il socialismo la prima ideologia del

movimento

1874 anarchici tentano di sollevare Italia centrale e meridionale. Fallimento e molti arresti (Andrea Costa)

aprile ’77 rinnovano tentativo in provincia di Benevento guidati da Cafiero e Malatesta ma fallimento

questi avvenimenti fanno rompere Costa con ideologia anarchica e fondare 1881 partito socialista

rivoluzionario di Romagna rifiutando insurrezione come arma esclusiva

1882 Costa eletto deputato

sempre 1882 a Milano nasce un partito operaio italiano con forte caratterizzazione operista e con obiettivo di

dare impulso a lotte rivendicative e sindacali (classe operaia voleva liberarsi da tutela politica dei radicali)

1886 Depretis lo fa sciogliere

1891 fondata a Milano da Osvaldo Gnocchi – Viani la prima Camera del lavoro (anche in Italia condizioni per

partito socialista)

Parte decisiva di Turati con compagna Anna Kuliscioff esule russa

Divenuto socialista dopo rottura con radicalismo fonda 1889 a Milano lega socialista e rivista 1891 Critica

sociale

Orienta forze socialiste e operaie verso unità organizzativa (separazione da anarchici)

Socialismo umanitario intinto di positivismo

Gruppi socialisti milanesi, emiliano – romagnoli, organizzazioni operaie già mazziniane orientatesi verso

socialismo e da separazione con anarchici al Congresso di Genova agosto 1892 nacque partito dei lavoratori

italiani, poi detto partito socialista italiano 1895 su base di programma ispirato a marxismo

Giolitti maggio 1892 succede a Rudinì

1882 abbandona carriera

burocratica e entra in vita politica

eletto deputato 1882, appoggia Depretis fino a 1886 (posizione contro trasformismo accusato di impedire

programmi e schieramenti definitivi)

1889 ministro del tesoro di Crispi e 1890 delle finanze

di fronte a eccessi militaristici e coloniali di Crispi si dimette dicembre 1890

gennaio 1891

cade Crispi, durante crisi ministero Rudinì prepara sua nomina a presidente del consiglio dicendo a re che se capo del

governo non avrebbe ridotto spese militari

Giolitti non favorevole a politica espansionistica e militaristica ottenne fiducia re quindi nomina a presidente del

consiglio

Suo primo ministero troppo breve

Proposito di rivedere sistema fiscale diminuendo carico dei non abbienti

Fa sentire a opposizione clima meno repressivo ma per procurarsi maggioranza in parlamento a elezioni novembre 1892

si servì dell’apparato statale e dei prefetti per pressione e opera di corruzione su elettori

Sua opera interrotta da:

• scandalo banca romana il cui direttore Tanlongo era stato fatto nominare senatore da Giolitti. Coinvolto anche

Crispi che manovra per indebolire Giolitti

• agitazioni in Sicilia dirette da fasci siciliani (organizzazioni di contadini, braccianti) per crisi agraria. Guidate

da uomini di orientamento socialista (De Felice, Barbato). Fasci si diffusero 1892 e inizi 1893

rivolta contro eccessivo fiscalismo, contro tirannia dei galantuomini nelle amministrazioni e rivendicazione terre da

coltivare

Giolitti a contrario di Crispi (repressione manu militari) non volle affrontare agitazione con misure di stato

d’assedio

Fine novembre per scandalo banca e debolezza nella repressione dei fasci diede dimissioni

15 dicembre 1893 Crispi torna a potere

proclamato stato d’assedio in Sicilia. 100 morti

Crispi arriva a far credere che fasci volessero staccare Sicilia da Italia per consegnarla a potenza straniera quindi

repressione di organizzazioni operaie e socialiste in tutta Italia

Cerca compenso in espansione coloniale

Dopo proclamazione colonia Eritrea e rottura trattative con Menelik 1881 su questione del testo del trattato di

Uccialli rapporti deteriorati fino a che negus aveva denunciato febbraio 1893

7 dicembre 1895 sconfitta italiana a Amba Alagi

Crispi cerca rivincita

1 marzo 1896 16000 italiani contro 70000 etiopici ad Abba Garimà presso Adua si scontrarono e Italia sconfitta.

7000 morti

In Italia dimostrazioni contro guerra e contro Crispi che rassegna dimissioni

Marzo 1896 gli succede Rudinì che fece pace con Menelik e riconosce possesso della sola Eritrea

Governo Rudinì da marzo 1896 a giugno 1898

Cerca di attuare pressione in politica interna quindi amnistia che liberò condannati dei fasci

Politica estera processo di distensione con Francia

Ma difficoltà si aggravarono quindi crisi

Forze che avevano seguito Crispi volevano proseguimento politica autoritaria

Anche Sonnino, studioso tra i più autorevoli deputati chiese fine dei particolarismi espressi da parlamento rendendo

responsabili ministri solo verso re

1898 situazione precipita. Tensione esplode maggio a Milano

aumento prezzo pane per cattivo raccolto e mancato flusso di importazioni da USA per guerra fredda con Spagna

per questione Cuba

Milano 6 – 9 maggio generale Bava Beccarsi affronta folla con artiglierie provocando molti morti e ricevendo da

Umberto I la Gran croce dell’ordine militare dei Savoia per compenso

indignazione socialisti e borghesi

Contrasti nel ministero

Rudinì chiede a re di sciogliere camere e indire nuove elezioni ma rifiuto e sue dimissioni

Re nomina al suo posto generale Pelloux

Giugno 1898 – giugno 1900

Per condizione militare più soggetto a dipendenza re e quindi da corte che spingeva per rafforzamento potere

esecutivo a scapito di esecutivo, sotto influenza di Sonnino

1899 presentati a camera progetti di legge

• stampa sotto controllo

• diritto di riunione limitato

• colpito diritto di associazione

• vietato sciopero nei diritti pubblici

di fronte a questa svolta reazionaria si determina opposizione dai socialisti fino a borghesia liberale che a via di

conservatorismo autoritario preferiva politca di apertura democratica e riformistica

nella discussione parlamentare che seguì circa approvazione dei progetti di Pelloux i socialisti ricorsero a

ostruzionismo

allora Pelloux tenta di dare valore a suoi decreti senza approvazione del Parlamento; ma corte di cassazione

dichiara illegittima questa prassi

pensando di avere fiducia di elettorato Pelloux indisse nuove elezioni giugno 1900 ma rafforzano socialisti, radicali

e repubblicani, che passano da 67 a 95 seggi, e nuova opposizione liberale

dimissioni Pelloux. Re Umberto invece di dare incarico in base a prassi parlamentare a Zanardelli, scelse senatore

Saracco

29 luglio Bresci, anarchico venuto da USA assassina re a Monza per vendicare morti di Milano del ‘98

Gli successe figlio Vittorio Emanuele III

Saracco tra incertezze revoca scioglimento a dà dimissioni

Re nomina presidente del consiglio capo dell’opposizione liberale a Pelloux, Zanardelli che sceglie come ministro

degli interni Giolitti

Fiscalismo in Italia continuò forte soprattutto nel sud. Di qui reazione cioè emigrazione

Agricoltura arretrata non regge caduta dei prezzi determinata da concorrenza del grano nordamericano e russo

Sempre verso 1880 industria concentrata nel triangolo Lombardia – Piemonte – Liguria vedeva ancora prevalenza

dell’industria tessile

L’ITALIA DURANTE L’ETA’ GIOLITTIANA

Italia tra 1896 e 1914 conosce in ritardo fase di decolloindustriale

Tra metà ultimo decennio e 1907 emergere su scena nazionale organizzazioni sia dei lavoratori che datori di lavoro

e di gestione socio politica dell’industria moderna quindi rapporti tra ceto imprenditoriale e apparato dirigente

Giolitti interpreta situazione così complessa negli anni del nuovo secolo da lui consacrato come età giolittiana

1901 è ministro degli interni del gabinetto Zanardelli, si rese conto che movimento operaio e contadino non poteva

essere affrontato con successo facendo ricorso a repressione e che anche borghesia più avanzata doveva inaugurare

via del confronto politico con socialisti e sindacati

Dominio Giolitti durò salvo brevi interruzioni da 1901 a 1909 e poi da 1911 a primavera 1914

Quindi al timone stato sia nella fase di progresso industria durata fino a 1907 sia durante crisi del 1913

1902 – 1907 max accelerazione industrializzazione all’interno della fase di generale sviluppo iniziata 1896 e durata

fino a 1913

tipo di crescita di industria fu quello proprio della fase monopolistica dominata dal capitale finanziario con

appoggio dello stato

Connubio industria, finanza, stato accentuato da debolezza della struttura produttiva nazionale non in grado di

reggere confronto su mercato internazionale

Sicché protezionismo doganale

Commesse statali

Regime di alti prezzi

Controllo del mercato interno

da parte di gruppi monopolistici furono le caratteristiche prevalenti

progressi nel campo della siderurgia, della meccanica, dell’industria elettrica

industria automobilistica con FIAT sorta nel 1899 per iniziativa di Giovanni Agnelli acquisto netta preminenza

agricoltura: progressi nella cerealicoltura e zootecnica

ma come per industria progresso fu risultato di progressi avvenuti nel nord e centro

sud rimase alla retroguardia: si spiega così piaga della disoccupazione e come ondata dell’emigrazione meridionale

con quella del Veneto (zona sottosviluppata del settentrione) raggiungesse nel periodo giolittiano cifre enormi

nel solo 1913 emigrati italiani furono 872.598

giolitti fa sensazione per atteggiamento di fronte ai conflitti di lavoro

Scioperi hanno impennata

Egli adotta atteggiamento con precisa strategia: ordina a prefetti di lasciar svolgere senza interventi scioperi di

carattere economico per consentire rialzo di salari reso possibile dall’alta congiuntura e giudicato utile per

accrescere livello della domanda interna e quindi della produzione

Ma combatté quelli di natura politica perturbatori dell’ordine pubblico

1902 resistenza padronale, specie nelle campagne, caratteri di durezza. Ci sono anche scontri con forza pubblica

che specie nel sud fanno molti morti e feriti

Magistratura assunse atteggiamento illiberale e di appoggio di interessi padronali

Giolitti stesso fa vedere aspetto più conservatore di sua politica minacciando militarizzazione di ferrovieri che

volevano scendere in sciopero

1902 Parlamento respinge progetti di riforma tributaria di ministro delle finanze Wollemborg, tesi a spostare la

tassazione maggiormente nel senso dei tributi diretti

Giolitti che fu sostenitore di riforma tributaria la abbandono di fronte a resistenza classi alte

Per agitazioni lavoratori approvate misure in materia di legislazione sociale specie per tutela di lavoro minorile e

femminile

1902 interventi a favore del mezzogiorno (legge per industrializzazione di Napoli, per costruzione acquedotto

pugliese, provvedimenti per Basilicata) ma non rimuovevano inferiorità meridionale

Zanardelli si dimette ottobre 1903. Gli succede Giolitti che forma dopo il primo del 1892 – 93

Il suo secondo ministero

Novembre 1903 – marzo 1905

Mentre appariva come uomo nuovo della borghesia a socialisti, punta a scindere partito socialista così da legare a

sé parte riformista e isolare quella rivoluzionaria

Rivolge a Turati invito di entrare nel ministero ma rifiuta per paura di essere ripudiato da partito

Infatti nel partito si delineava netto spostamento a sinistra che a congresso di Bologna aprile 1904 portò Labriola e

Ferri a ottenere maggioranza e assumere guida. Nuova deirezione intransigente

Dopo 4 e 14 settembre 1904 compiuti eccidi da parte di forza pubblica contro scioperanti: proclamato sciopero

generale

Giolitti non cede a conservatori spaventati che chiedevano repressione. Scioglie camera e fa indire da re elezioni

Successo per Giolitti: a questo risultato favorevole a liberali concorre fatto che papa Pio X succeduto a Leone XIII

agosto 1903 aveva consentito facendo

eccezione a non expedit che in alcuni collegi votassero per liberali per impedire vittoria socialisti

Eletti anche alcuni cattolici di orientamento filoliberale (i clerico – moderati)

Organizzazioni cattoliche che facevano capo all’Opera dei congressi del 1874 avevano dato vita a organismi sociali

e culturali: es. le casse rurali create a sostegno del credito a contadini, diffuse in veneto e lombardia, e le società di

mutuo soccorso (contrari a lotta di classe e favorevoli a conciliazione tra lavoratori e padroni)

Tra fine secolo e 1904 guidati da Romolo Murri diedero vita a un sindacalismo cattolico, non di grande incidenza,

con radici a nord specie nelle industrie tessili

In Sicilia prete Sturzo fa leghe contadine

Radicalismo dei democratici cristiani preoccupa i moderati all’interno del mondo cattolico

Pio X per porre fine a contrasti interni scioglie 1904 Opera dei congressi e questo suonava come appoggio a

moderati

Movimento cattolico venne posto sotto dipendenze dei vescovi

Secondo ministero Giolitti fino a marzo 1905 per agitazioni ferrovieri di fronte a progetto di statalizzazione delle

ferrovie che vietava sciopero a dipendenti

Successore è Alessandro Fortis

Marzo 1905 – febbraio 1906

Era luogotenente di Giolitti e attua statalizzazione

Sua caduta per opposizione liberale (Sonnino, il cui ministero febbraio – marzo 1906 poggiava su programma

riformatore non gradito a proprietari meridionali né a industriali settentrionali)

Giolitti determinò caduta Sonnino e tornò a governo

Questo terzo ministero molto lungo

Maggio 1906 – dicembre 1909

Opera in direzione di riformismo modernizzatore attento a non modificare equilibri tra classi e interessi

fondamentali di classi alte

Maggio approvata conversione della rendita dal tasso di interesse del 5% (pesante per casse statali) a 3,75%

Leggi fiscali a favore di Calabria e Sicilia e sgravi fiscali per proprietari

1907 – 1908 crisi industriale per eccesso investimenti e insufficiente assorbimento beni prodotti in tutti i paesi più

avanzati e anche in Italia

superata 1908 con soluzione che divenne classica:

maggiore concentrazione di imprese più forti e accentuazione di loro carattere monopolistico

1908 – 1913 tasso di sviluppo moderato rispetto a decennio precedente

1909 di nuovo disavanzo del bilancio dello stato: si riflette nelle agitazioni

1907 molti scioperi

per correggere carattere troppolocale dell’azione delle camere del lavoro, ottobre 1906 nasce confederazione

generale del lavoro (CGL)

doveva diventare roccaforte riformista, favorita da prevalenza che riformisti avevano nel PSI fino a 1911

imprenditori ebbero successo analogo:

luglio 1906 a Torino sorse una lega industriale, che nel maggio 1910 divenne confederazione italiana dell’industria

(Confindustria)

Campo cattolico dopo scioglimento opera congressi, movimento si riorganizzò 1906 in varie unioni

Murri dà vita a propria organizzazione quindi scomunicato e finì nelle file dei radicali mentre Sturzo obbedì

Pio X:

strategia appoggio dato da cattolici a liberali nella lotta contro socialismo e assunzione di un più stretto controllo

della gerarchia su movimento cattolico

Murri e Sturzo antigiolittiani (lo consideravano esponente di liberalismo che non aveva cessato di essere

trasformista, rimaneva legato a centralismo di tipo francese e privilegiava rapporti con organizzazioni socialiste

rispetto a quelle cattoliche)

Antigiolittismo di diverso tipo era quello di alcuni intellettuali italiani che si ispiravano a credo liberista (De Viti

De Marco e Einaudi, Alberini, Salvemini lo accusa di non far nulla per questione meridionale)

Economisti liberisti contrari a lui perché aveva rinnovato il protezionismo doganale che danneggiava consumatori

con innalzamento artificiale dei prezzi e poneva patologicamente settori produttivi industriali e agricoli sempre più

parassitari, gravanti su finanza pubblica (Pareto polemica antiprotezionista)

Croce 1903 fonda La Critica: appoggia operato di Giolitti

Prezzolini fonda nel 1903 con Papini rivista antidemocratica e antigiolittiana Il Leonardo e nel 1908 La Voce,

critica verso giolittismo ma con limiti definiti

Di impronta nettamente antigiolittiana fu movimento nazionalista 1903, corrente con fermenti ideologico – culturali

del Leonardo e della rivista del 1903 fondata da Corradini Il Regno

Corradini guardava alla nuova realtà dell’imperialismo e a necessità dell’espansionismo coloniale

Dicembre 1910 movimento nazionalista si costituì in Associazione nazionalista italiana (Federzoni, Coppola)

faceva propri motivi letterari di D’Annunzio, motivi letterario – ideologico – storiografici (Oriani) con critica a

mediocrità di Italia liberale e rivalutazione crispismo e espansionismo coloniale, motivi di corrente futuristica

(Martinetti) guerra come igiene del mondo

Marzo 1909 elezioni segnano rafforzamento socialisti

Dopo che camera non approvò alcuni progetti di legge, dicembre 1909 Giolitti dà dimissioni

Sonnino forma suo secondo ministero

Dicembre 1909 – marzo 1910

Sostituito da luogotenente di Giolitti Luigi Luzzati

Marzo 1910 – marzo 1911 estensione suffragio universale a tutti alfabeti

Fatto che Giolitti si espresse per suffragio universale maschile, scavalcando progetto di riforma di Luzzati, srgnò

fine ministero e ritorno Giolitti con quarto ministero marzo 1911 – marzo 1914

Motiva suffragio con esigenza di dare a paese rappresentanza sincera e completa. Concedendolo pensava non a

torto di attenuare opposizione socialisti a guerra per conquista Libia

Giolitti formando lista dei ministri riprese progetto del 1903 di scindere partito socialista e trasformare ala

riformista in formazione ministeriale ma anziché a Turati si rivolse a Bissolati che rifiutò con motivazioni analoghe

ma prese parte a consultazioni su invito del re , tra proteste di socialisti non riformisti

Allora Giolitti affermò a Camera che partito socialista era assai più moderato rispettoa passato e che Carlo Marx

era stato mandato in soffitta

All’inizio del ministero approvate leggi tra cui quella del suffragio:

la legge Daneo – Credaro ristruttura istruzione elementare ponendola sotto controllo dello stato e migliorò

stipendi maestri

la legge che stabiliva monopolio statale delle assicurazioni sulla vita

la legge su suffragio universale maschile corpo elettorale esteso anche a analfabeti con più di 30 anni. Approvata

25 maggio 1912

Giolitti si volge a impresa libica:

piano internazionale voleva parare pericolo che Libia cadesse sotto sovranità di altra potenza europea

piano interno voleva soddisfare ambienti della finanza vaticana che avevano interessi economici nel territorio libico

attraverso il Banco di Roma; settori del capitalismo finanziario che miravano a penetrare nel medio oriente e

nell’Africa settentrionale; settori dell’industria pesante interessata a aumento spese militari; settori nazionalistici

campagna imperialistica inizialmente ha successo

nazionalisti parlavano di ritorno di Roma imperiale, cattolici di crociata cristiana, socialisti rivoluzionari (Labriola)

si accordarono

partito socialista diviso e indebolito

solo sinistra era contraria

sciopero generale contro guerra

Romagna eccezione: socialista rivoluzionario Mussolini e repubblicano Nenni promossero agitazioni di piazza

Guerra iniziata settembre 1911 contro Turchia sotto cui sovranità si trovava Libia, terminò ottobre 1912

Congresso di Reggio Emilia luglio 1912 Mussolini assurto a guida rivoluzionari mise in stato d’accusa Bissolati e

seguaci determinandone espulsione

Ottobre 1913 prime elezioni a suffragio universale maschile (donne solo nel 1946) in difficile situazione

economica: Italia investita da crisi di carattere internazionale che allargava area della disoccupazione

Intervento elettorale di quasi totalità degli adulti preoccupò liberali privi di organizzazione capace di mobilitare

masse e di struttura partitica moderna che avevano solo socialisti

In soccorso a liberali vennero cattolici

Presidente dell’unione elettorale cattolica, Gentiloni, invitò i candidati liberali (cattolici non presentarono proprie

liste) a sottoscrivere un Patto (patto Gentiloni) in cui si chiedeva in cambio del voto di opporsi nella nuova camera

a ogni legge (divorzio, insegnamento..) che potesse ledere interessi dei cattolici

Aiuto cattolico salvò liberali da sconfitta

Giolitti mise in moto la macchina dei prefetti e della polizia e la stessa mafia per intimidire opposizioni con

violenze

Risultati videro però affermazione dei socialisti che ottennero 79 deputati

Gentiloni poté rivendicare che su 304 deputati liberali 228 avevano firmato il suo patto

Disegno giolittiano fondato su maggioranza parlamentare docile cozzava contro svolta in senso radicale dei

socialisti, contro agitazione antidemocratica e antiliberale dei nazionalisti, contro nuovo ruolo dei cattolici, contro

divisioni interne al campo liberale

Giolitti stesso indicò come successore Calandra, pugliese liberale di destra di tendenze autoritarie legato a agrari

meridionali ma gradito anche a grande industria

Suo ministero marzo 1914 – giugno 1916 diede prima prova importante nella repressione di agitazioni giugno 1914

Nelle marche e in Romagna movimento di protesta diretto da Mussolini, Nenni, Malatesta: si giunse a veri scoppi

insurrezionali a carattere rivoluzionario e repubblicano

LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Contrasti tra Francia e Germania e tra Austria e Russia

Germania e Austria ruolo aggressivo e che siano state loro a provocare guerra fu risultato di continue disfatte

diplomatiche subite da tedeschi dopo formazione dell’Intesa

Germania frustrata

Gran Bretagna e Francia possedevano i 2 più grandi imperi coloniali del mondo soddisfatte quindi atteggiamento più

conservatore e pacifista

Germania desiderosa di confrontare sua splendida macchina militare di terra con eserciti più deboli dell’Intesa quindi

pronta a scatenare guerra prima che Intesa portasse a termine riarmo

Questo spiega atteggiamento tedesco luglio 1914 crisi Sarajevo in Bosnia che fu scintilla che diede fuoco alle polveri

Quando guerra scoppiò imperialismo era in Europa male comune e non c’era potenza con vocazione pacifista

In Bosnia si trovavano di fronte austriaci e serbi

28 giugno 1914 arciduca Francesco Ferdinando erede a trono austro ungarico e sua moglie assassinati a Sarajevo in

attentato da studente bosniaco che intese colpire il più energico esponente delle mire aggressive dell’Austria contro

Serbia

in Austria indignazione enorme e si trasforma incidente in occasione per liquidare la Serbia. Germania appoggia Austria

che per trovare casus belli 23 luglio diresse a Serbia ultimatum in cui si indicavano termini la cui accettazione avrebbe

posto Serbia in posizione di stato satellite

Austria rifiuta ogni compromesso

28 luglio la attacca dopo aver respinto con Germania un tentativo di mediazione inglese

Russia prese misure militari in appoggio a Serbia 30 luglio proclama mobilitazione generale

Germania interviene indirizzando a Russia ultimatum 31 luglio in cui si chiedeva di revocare mobilitazione ma non

accetta

1 agosto Germania mobilita e dichiara guerra a Russia

Francia mobilita stesso giorno prima di dichiarare neutralità in conflitto tedesco – russo (che se accettato avrebbe

significato fine dell’Intesa)

3 agosto Germania dichiara guerra a Francia dopo aver inviato brutale ultimatum al neutrale Belgio in cui minacciava

guerra se non avesse offerto passaggio a truppe germaniche

3 agosto Italia proclama neutralità dicendo che triplice aveva carattere difensivo e non offensivo

anche Romania neutrale

ultima a intervenire Gran Bretagna rendendosi conto che vittoria tedesca in Europa avrebbe portato a dominio

Germania 4 agosto con motivazione che tedeschi avevano violato neutralità del Belgio dichiarò guerra a Germania

PRIMA GUERRA MONDIALE ERA COMINCIATA

Eserciti immensi alimentati da potenza industria moderna, appoggiati da apparato propagandistico come stampa

quotidiana e strati di intellettuali

Da agosto 1914 a novembre 1918

Potenza flotta inglese quella tedesca poteva poco a confronto

Quindi Gran Bretagna fu in grado di isolare Austria e Germania da tutti paesi extraeuropei tagliando loro rifornimenti

sia in materie prime per industria sia in prodotti alimentari quindi dovettero contare sulle loro forze

Gran Bretagna mise a disposizione di potenze alleate capitali e risorse del suo impero

USA prima potenza industriale sostengono campo antitedesco

Anche Giappone, che entra in guerra 15 agosto 1914 e si impadronisce di possedimenti tedeschi in Cina

Italia divisa da Austria da contrasto di interessi per terre irredente e la Dalmazia in più aveva ottimi rapporti con Gran

Bretagna e ne temeva potenza navale nel Mediterraneo

Calcoli Germania erano dominati dalle lezioni della vittoria che aveva ottenuto 1870 – 71 nella guerra contro Francia

sconfitta in poco tempo

Suo obiettivo era diventare con rapida vittoria potenza mondiale e dominatrice d’Europa

Non valutò ampiezza delle forze che Gran Bretagna era in grado di mobilitare nel mondo e come nell’eventualità di

guerra lunga, superiorità delle risorse di campo avversario

Imperialismo e nazionalismo erano diventati grandi ideologie di massa

Ogni paese scoprì nella guerra la sua missione storica

Annientamento del nemico diventò servigio a progresso e a civiltà

Ogni governo fece credere a opinione pubblica del proprio paese di essere vittima dell’altrui aggressione

Partiti socialisti dei grandi paesi europei occidentali coinvolti nella guerra si rivelarono nel luglio – agosto 1914

strutture integrate nelle singole società nazionali

Appoggiati da sindacati sostennero in tutti i paesi dove costituivano partiti di massa i propri governi

Solo partito serbo e socialisti di tutte le correnti in Russia si oppongono a guerra ma anche in Russia maggioranza dei

socialdemocratici, salvo bolscevichi, e dei socialrivoluzionari si mostrarono disposti a collaborare a difesa nazionale

Seconda internazionale comunista era in stato di fallimento

Inizio guerra superiorità degli eserciti degli imperi centrali era notevole

Germania aveva esercito disciplinato comandato da corpo di ufficiali selezionato e dotato di artiglieria pesante senza

eguali

Austria esercito bene armato ma soffriva della sua composizione multinazionale e del retaggio dei contrasti che ne

derivavano

Campo opposto:

Francia esercito preparato con artiglieria leggera superiore alla tedesca

Russia esercito male armato e ufficiali univano a arroganza scarsa efficienza tecnica

Sua forza era il numero in guerra però in cui artiglieria e mitragliatrici uccidevano uomini in massa

Gran Bretagna esercito di terra ridotto

Tutti stati maggiori contavano su guerra breve

Stato maggiore germanico era entrato in guerra sulla base del piano Schlieffen che rispecchiava illusoria speranza di

poter concludere guerra europea tenendo fuori impero britannico e di poter schiacciare Francia e Russia in 2 o 3 mesi

grazie a potenza d’urto di armate tedesche che dovevano essere dirette prima, violando neutralità belga, contro Francia

poi esercito vittorioso si sarebbe diretto contro Russia

Inizio guerra conferma previsioni tedesche

4 agosto esercito germanico penetra nel Belgio, travolto e punta verso Parigi

3 settembre governo francese abbandona Parigi e si trasferisce a Bordeaux

esercito francese si dispose su rive della Marna e generalissimo Joffre ordina a truppe resistenza a oltranza

battaglia della Marna 6 – 12 settembre arrestò slancio tedesco e permise prima controffensiva dei francesi che

bloccarono tedeschi e li fecero arrestare

fronte occidentale si arrestò lungo l’Aisne, la Vesle e le Argonne

esercito francese evitò distruzione e tramontò piano tedesco di trasferire, sconfitta Francia parte delle forze germaniche

contro Russia

iniziava guerra di logoramento costruzione trincee

Francia poteva aspettare aiuto di Gran Bretagna

Piano Schlieffen era fallito

Russi iniziano in agosto penetrazione nella Prussia orientale ma sconfitti nelle battagli di Tannenberg 27 – 30 agosto e

dei Laghi Masuri 8 – 10 settembre

Russi successi contro Austria costretta a evacuare Galizia

Nonostante sconfitta sforzo russo importante perché costringe tedeschi a distrarre forze dal fronte occidentale,

favorendo resistenza vittoriosa dei francesi

Fine ottobre imperi centrali ottengono intervento nel conflitto di Turchia esercito russo costretto a dividere forze e

imperi centrali assumono controllo della zona degli Stretti

Tedeschi vogliono tagliare Inghilterra da Francia

Tedeschi mirarono a assumere controllo dello stretto di Dover e puntarono su Dunkerque e Boulogne

Ma nelle battaglie delle Fiandre nei pressi di Ypres e dell’Yser 15 ottobre – 15 novembre non riuscirono a spezzare

resistenza di alleati franco – britannici

Fine 1914 su fronte occidentale guerra era diventata di trincea lungo 800 km da Fiandre fino a frontiera svizzera

Flotta britannica metteva in atto il blocco alla Germania i cui rifornimenti dai paesi neutrali diventarono difficili

Tedeschi e austriaci decisero offensiva contro Russia che risentiva della mancanza di industria capace di assicurare

necessari rifornimenti

Russi respinti con grandi perdite e tra maggio e settembre cacciati da Polonia, Galizia, Bucovina e respinti fino alla

Beresina

Mentre Italia dichiarò guerra a Austria contribuì a alleggerire pressione subita dai russi

Italia col fatto di dichiarare neutralità 3 agosto 1914 aveva dimostrato quanto poco solida fosse alleanza con Austria da

cui la dividevano questione delle terre irredente e i contrasti sui Balcani su cui anch’essa nutriva aspirazioni

egemoniche

E evidenzia propria inadeguata preparazione militare già emersa nella guerra libica

Con neutralità Italia si era attenuta alla lettera del trattato della triplice prevedeva che in caso di guerra le potenze

alleate si informassero dei propri obiettivi e discutessero dei compromessi

Austria aveva dichiarato guerra a Serbia lasciando Italia all’oscuro di tutto quindi scarsa considerazione

Maggiori forze politiche italiane favorevoli a neutralità

Liberali giolittiani temevano intervento per impreparazione militare

Settori dell’industria 1914 – 15 ritenevano che neutralità avrebbe consentito di fare affari rifornendo i campi opposti

PSI esprimeva opposizione contadini e operai alla guerra

Socialisti non avrebbero partecipato all’unione sacra di tutte le classi sociali per lo sforzo bellico

Cattolici rappresentavano vaticano e esigenze pacifiste delle masse e loro simpatie andavano a cattolica Austria e a

monarchia germanica e avversione a Francia laica

A favore interventisti democratici, ala di non grande peso politico, animati da spirito mazziniano

Alcuni capi del sindacalismo rivoluzionario

Nazionalisti interventisti di destra (interventista Mussolini)

Liberali antigiolittiani

Da connubio tra liberali antigiolittiani e nazionalisti uscì forza che pur minoritaria trascinò Italia in guerra

Quindi passaggio da neutralità a intervento deciso al di fuori di opinione pubblica e del Parlamento, dal governo e dalla

corte con appoggio esterno dei nazionalisti

Salandra capo del gabinetto seguì prima politica di patteggiamenti in tutte le direzioni ma logica stessa degli interessi

spingeva Italia nel campo dell’Intesa

Italia aveva rivendicazioni (Trieste, Trento, dominio dell’Adriatico, influenza nei Balcani) che per essere soddisfatte

richiedevano che Austria facesse sacrifici che non intendeva fare

In più pericolo che nell’eventualità di vittoria Austria non tenesse fede ai patti

A Intesa non costava nulla soddisfare richieste Italia indirizzate contro un nemico

Ministro degli esteri italiano Sonnino dapprima filotedesco, inizia trattative con Intesa mentre erano in corso trattative

con Austria

26 aprile 1915 firmato a Londra trattato:

Italia si impegnava a entrare in guerra entro un mese

Segreto fino a 1917 a parlamento e opinione pubblica

Sanciva unione a Italia di terre popolate da italiani e soggette a Austria ma negava principio nazionale e assumeva

aspetto imperialistico (prevedeva estensione dominio italiano su territori non italiani)

A Italia promessi:

Trentino

Tirolo cisalpino fino al Brennero (comprendente popolazioni tedesche)

Trieste

Gorizia

Istria fino al Quarnaro

Protettorato sull’Albania

Dodecaneso

Per distruzione impero turco bottino carbonifero di Adalia

Compensi coloniali

Gran Bretagna concedeva crediti

Quindi andava molto al di là delle rivendicazioni territoriali

Giolitti contrario a guerra di fronte al fatto che corona era coinvolta, finì per non opporsi

Governo denuncia 3 maggio triplice alleanza e manovra manifestazioni di piazza (radiose giornate di maggio) per

appoggiare intervento già deciso

Funzione delle agitazioni era fare da contraltare a opposizione della maggioranza delle masse lavoratrici

Acclamati da nazionalisti furono i discorsi di d’Annunzio

Difficoltà per governo era che maggioranza parlamentare era neutralista

Ostacolo aggirato da re

Salandra dà dimissioni 13 maggio (mossa tattica), Vittorio Emanuele III le respinge

Parlamento votò 20 maggio pieni poteri al governo in caso di guerra questo indicava capovolgimento determinato

nei liberali giolittiani dal rifiuto di Giolitti di capeggiare attivamente un’opposizione alla guerra, dalle violenze dei

nazionalisti e interventisti in genere

23 maggio Italia indirizza ultimatum a Austria

24 maggio entra in guerra contro questa (e non contro Germania)

Italia entra in guerra quando russi stavano subendo rovesci che rafforzarono difese Austria

In realtà italiani con generale Luigi Cadorna figlio di Raffaele che aveva guidato truppe a Porta Pia avevano superiorità

numerica e non stanchi

Ma esercito non preparato

Cadorna ordina azioni offensive zona Isonzo e Carso

Fina giugno inizio dicembre 1915 italiani sferrano 4 offensive

Nessun risultato

fine anno esercito in semicollasso

fronte francese alleati non fecero passi avanti

russi restarono assestati tra il Baltico e il Dniepr

nei Balcani situazione peggiorava per l’Intesa

5 ottobre 1915 Bulgaria a fianco degli imperi centrali aggravando posizione della Serbia

Austria e Germania da una parte bulgari dall’altra invasero il paese

Anche azione inglese negli stretti contro i Turchi iniziata Febbraio con bombardamento Dardanelli e il seguente sbarco

nella penisola di Gallipoli fallì

Unico successo alleato fu creazione testa di ponte franco-britannica a Salonicco

1915 si chiude con bilancio favorevole a imperi centrali

ma anche bilancio negativo per fallimento speranze in guerra breve cominciavano a risentire del blocco navale

risorse dell’Intesa in vista di guerra lunga erano superiori

1916: offensive tedesche sul fronte occidentale, offensiva russa, tentativo Austria di eliminare Italia ma nessuno

raggiunse obiettivo di sfondare linee nemiche

21 febbraio 1916 tedeschi attaccano Verdun fino a giugno

Francia comandata da Petain e poi da Nivelle tengono le linee fino a che 22 giugno per alleggerire Verdun i Francesi

sotto il comando di Foch e inglesi iniziano combattimenti sul fronte della Somme

Per prima volta nella storia alleati impiegarono i carri armati

Fronte della Somme salvò Verdun

In conseguenza dell’offensiva tedesca contro Verdun il generalissimo francese Joffre in marzo sollecita Italia e Russia

a fare azioni offensive per aiutare francesi

Quindi inizia sul fronte italiano quinta offensiva dell’Isonzo ma nessun obiettivo anzi mancato successo convinse

generale austriaco Conrad che fosse possibile vibrare colpo definitivo a Italia

Quindi 15 maggio inizia Strafexpedition

(spedizione punitiva contro alleato traditore) tra lago di Garda e Brenta

Successi iniziali di austriaci

Cadorna e Vittorio Emanuele rivolgono appello di soccorso allo zar

4 giugno Russi passano all’attacco arrivando fino a Carpazi meridionali

intervento truppe tedesche in agosto contengono Russi e evitano capitolazione Austria

successo russi due conseguenze:

• induce Romania a entrare in guerra a fianco intesa 28 agosto 1916 ma non riesce a resistere a tedeschi (messa

fuori combattimento a dicembre)

• consentono a esercito italiano di passare a contrattacco agosto e conquistare Gorizia

Italia crisi politica

Salandra aveva promesso guerra breve

Strafexpedition mette a nudo impreparazione esercito

Salandra cade

Si forma ministero nazionale con Boselli

Giugno 1916 – ottobre 1917

Sonnino resta agli esteri ma entrano socialisti riformisti Bissolati e Bonomi

28 agosto 1916 Italia dichiara guerra a Germania

fronte Palestina e Mesopotamia (un corpo di spedizione britannico costretto a resa da Turchi Aprile 1916) inglesi

iniziano politica in quel settore per assumere controllo dopo sconfitta imperi centrali quindi promotori di rivolta

anti turca da parte delle tribù arabe per mezzo di propri agenti (più noto Laurence d’Arabia)

anche 1916 si chiude senza risultati decisivi

questo a favore di Intesa

segno sfavorevole a Germania: battaglia navale 31 maggio 1916 fra flotta britannica e tedesca nello stretto di

Skagerrak nei pressi della penisola dello Jutland

altro scacco Germania fallimento aprile 1916 di insurrezione nazionalista anti-inglese in Irlanda

governi e stati maggiori di tutti i paesi erano stati convinti di rapida conclusione guerra che era diventata

carneficina

considerando trincea condizione provvisoria in attesa di offensive risolutive stati maggiori degli eserciti gettavano

sempre nuovi uomini e mezzi

arma terribile: gas ma non fu decisiva

importanza ebbe aviazione

necessità di alimentare immensi eserciti rende indispensabile affiancare a guerra delle armi quella delle industrie

nonostante qualità industrie tedesche inferiorità rispetto a Gran Bretagna e Francia

blocco navale rende difficile rifornimento: Germania risponde mobilitando risorse interne

donne impiegate molto

stato assoggetta al proprio controllo produzione

produzione per esercito fu fonte di profitti per grande industria e speculazione (i cosiddetti pescecani di guerra) la

cui ricchezza contrastava con miseria masse

carneficine senza vittoria mutano orientamento spiriti verso guerra e suo significato

viene meno ondata patriottismo

governi e comandi militari alimentavano con stampa filogovernativa correnti del più acceso nazionalismo e

bellicismo e riprendono vigore pacifismo umanitario a antimperialismo socialista

prime manifestazioni di questo orientamento furono conferenza di Zimmerwald settembre 1915 indetta dai partiti

socialisti italiano e svizzero e conferenza di Kienthal aprile 1916 con maggioranza favorevole a pace senza

annessioni e senza indennità e minoranza tra cui Lenin che chiedeva che guerra imperialistica fosse trasformata da

proletariato in guerra civile per porre fine a capitalismo e edificare socialismo

per sostenere sforzo bellico accentramento in senso autoritario dello stato

pianificazione economica e autoritarismo politico danno inizio a processo di interventismo da parte dello stato e

messa in crisi di istituzioni liberali e parlamentari

dicembre 1916 Guglielmo II fa offerte di pace manovra a scopo propagandistico per contrastare immagine

Germania come responsabile di guerra

intesa la respinge e proclama che non c’è soluzione se non vittoria totale su imperi centrali

quindi tedeschi si propongono di spezzare blocco navale britannico con la guerra sottomarina illimitata: sottomarini

tedeschi avrebbero colpito senza preavviso le navi

questa decisione suona come minaccia diretta nei confronti di principale fornitore di Gran Bretagna e Francia: Stati

Uniti

già maggio 1915 tedeschi avevano affondato transatlantico inglese Positania provocando tensione con Stati Uniti

ma decisione tedesca di scatenare guerra sottomarina da 1 febbraio 1917 provoca entrata in guerra di Stati Uniti 6

aprile 1917

questo rafforza intesa

Wilson rieletto presidente novembre 1916 proclama che bisogna porre fine a governi autoritari di imperi centrali

Maggio Wilson introduce servizio militare obbligatorio in Stati Uniti

Ma al di là di buoni propositi Stati Uniti entrano in guerra spinti da interessi: guerra sottomarina minacciava

commerci Stati Uniti con paesi dell’ Intesa in più capitale finanziario americano cosciente che sconfitta avrebbe

cancellato crediti che paesi coalizione antitedesca avevano maturato verso di essa e che vittoria tedesca avrebbe

rafforzato capitalismo tedesco

Ingresso Stati Uniti ha valore perché avviene mentre Russia stava cedendo

Esercito Russia soffriva di penuria rifornimenti

marzo 1917 a Pietrogrado scoppia rivoluzione: caduta zarismo e proclamazione repubblica

esercito russo andava disgregandosi per tendenze pacifiste

tedeschi con guerra sottomarina convinti di mettere in ginocchio Gran Bretagna e dopo intervento Stati Uniti

ritengono di poter vincere prima che aiuto Stati Uniti acquistasse peso ma fallimento

aprile blocco a Berlino nelle fabbriche di armamenti: sciopero che provoca fermenti masse tanto che

socialdemocrazia tedesca accentua sua azione per pace

Abbattimento zarismo in Russia toglie fondamento alla guerra come guerra contro la barbarie zarista

Intervento Stati Uniti preoccupante

Socialdemocratici di fronte a scissione interna in Aprile da tendenze pacifiste della sinistra del partito culminata

nella fondazione di nuovo partito: USPD (partito social democratico indipendente di Germania)

Cancelliere diventa Georg Michaelis: Germania adotta ancora come strada per uscire da difficoltà quella della

vittoria militare

Inebriati da cedimento Russia tedeschi contano di mettere fuori campo Francia e Gran Bretagna

Tentativo dell’esercito russo di riprendere offensiva in Galizia fallimento

Per timore che guerra sconvolgesse istituzioni esistenti e portasse rivoluzione sociale papa Benedetto XV si fa

promotore di iniziative di pace

Vaticano impensierito da catastrofe che regnava nell’impero asburgico il più antico impero cattolico

Anche in Austria opposizione: nuovo imperatore Carlo I succeduto novembre 1916 a Francesco Giuseppe aveva

fatto marzo 1917 tentativi di pace separata

Su piano militare grande avvenimento 1917 fu crollo fronte russo

Offensiva lanciata sull’ Aisne aprile da generale Nivelle fallisce e porta a sostituzione con Petain

Emerge volontà pacifista

Risposta in Francia di forze che sostenevano vittoria totale e denunciavano pacifismo fu ascesa al potere novembre

guerra

1917 di Clemenceau fino alla vittoria totale

Così emergere in Germania di Hindenburg e Ludendorff e Clemenceau dimostrava che campi opposti lottavano per

annientamento nemico senza altre ipotesi

Estate 1917 entra in guerra a fianco dell’Intesa la Grecia

Anche in Italia come in Francia il pacifismo o disfattismo avanzava

Governo Boselli debole

Partito socialista attaccato alla formula del non aderire ne’ sabotare di compromesso

Condotta della guerra affidata a Cadorna era ispirata a disinteresse per vita di uomini e faceva affidamento sulla più

dura disciplina quindi rivolta truppe

si

Masse lavoratrici stanche giunge a Torino agosto 1917 a insurrezione per mancanza di generi alimentari.

Partito socialista la difende ma viene repressa

Ottobre esercito italiano: disfatta che sembrò segnare sconfitta definitiva

24 ottobre rafforzati da sette divisioni tedesche sfondano linee italiane nei pressi di Caporetto e penetrano in

profondità per 150 km

ritirata diventa rotta disordinato quindi austro tedeschi fanno prigionieri e bottino

Cadorna parla di viltà dei soldati

Anche socialisti riformisti Turati e Trevers esortano a resistenza

Governo Boselli cade e sostituito da uno presieduto da Vittorio Emanuele Orlando da ottobre 1917 a giugno 1919

Cadorna sostituito da generale Diaz

Sul piano militare dopo rotta che apriva al nemico porte all’irruzione nella pianura padana esercito contiene

offensiva austro tedesca

Sul monte Grappa e sul Piave gli italiani con aiuti franco britannici opposero resistenza

Vuoti umani riempiti richiamando leva del 1899

Austriaci raggiunto massimo del loro slancio offensivo grazie a truppe e materiali possibile per crollo fronte russo

furono fermati

1917 campi opposti decidono di lottare per vittoria finale

questa volontà ha riscontro nelle linee di governi:

Hindenburg e Ludendorf esercitano supremazia incontrastata su potere politico (a Michaelis succede Hartling

altrettanto debole)

Gran Bretagna dicembre 1916 Lloyd Gorge ha tutto potere fino a fine guerra

Francia novembre 1917 Clemenceau stabilisce propria dittatura

Stati Uniti Wilson aveva poteri

Italia governo Sonnino energico

Vogliono vittoria totale e annientamento nemico

Sviluppi interni di rivoluzione in Russia con passaggio da fase democratico borghese a bolscevica ha come effetto

portare paese fuori dalla guerra

Bolscevichi 6-7 novembre 1917 dichiarano impossibilità di resistere e trattano con tedeschi pace firmata 3 marzo

1918 a Brest-litovsk

Uscita Russia da guerra provoca quella di romania 7 maggio 1918

Si stabilisce cessione da parte della Russia di Polonia Estonia Lettonia Lituania, riconoscimento indipendenza di

Ucraina

A tedeschi pare garanzia di vittoria decisiva e volgono forze contro occidente

Tra 21 marzo e 17 luglio 1918 tedeschi rinnovano offensive in Piccardia e nella Champagne

Ma fronte occidentale non cede

Franco britannici riorganizzano i loro stati maggiori affidando comando supremo a generale francese Foch

Stati Uniti accelerano invio truppe

Tedeschi successi parziali senza raggiungere obiettivo dello sfondamento: conquista Parigi o Calais così da tagliare

inglesi da francesi

15 luglio sferrano ultimo colpo e attaccano in direzione della Marna (II battaglia della Marna dopo quella del 1914)

Foch 17 luglio contrattacca costringendo tedeschi a indietreggiare

Inglesi francesi e americani:superiorità di mezzi

Tedeschi subiscono tra metà luglio e metà agosto prima grande disfatta: battaglia di Amiens 8-11 agosto breccia

giornata

nelle linee tedesche nera di esercito tedesco

14 agosto Guglielmo II considera possibilità di trattative di pace ma alleati pretendono capitolazione imperi centrali

situazione tedesca aggravata da vicino collasso impero austroungarico Turchia e Bulgaria loro alleati

in Siria e Palestina disfatte dei turchi, Bulgaria capitola 26 settembre 1918

francesi e inglesi poterono contare in agosto su appoggio di un milione di soldati americani e aiuto materiale di

Stati Uniti

tedeschi non in condizione di resistere

riflessi

costretti a sgomberare da Francia del nord e Belgio occidentale nella politica interna: Guglielmo II

nell’ombra, inizio ottobre si forma governo con principe Max Von Baden di orientamenti democratici che chiede

avvio trattative conoscendo avversione di Wilson per imperatore

fa approvare 28 ottobre riforma costituzionale che introduceva pieno parlamentarismo poiché rendeva cancelliere

responsabile di fronte a organo legislativo e non più di fronte a solo imperatore

con queste riforme nuovo governo sperava di poter salvare istituto monarchico e avviare trattative mentre esercito

era ancora compatto e territorio nazionale non ancora invaso

ma piano fatto fallire da Guglielmo II che rifiuta di abdicare

31 ottobre armistizio di turchi con potenze alleate

ottobre dissoluzione impero Austria

a Praga nazionalisti proclamano repubblica cecoslovacca

a Zagabria costituito stato iugoslavo

ungheresi danno vita a repubblica indipendente

in giugno austriaci avevano tentato ultimi attacchi contro Italia ma respinti su linea del Piave sia nell’adriatico

24 ottobre generale Diaz ordinò offensiva generale e a Vittorio Veneto imperiali subirono disfatta definitiva

crollo Turchia e Austria accelera crisi Germania

tra 28 ottobre e 6 novembre movimento rivoluzionario nella flotta e nell’esercito

8 novembre a Monaco proclamata repubblica

9 novembre proclamata a Berlino da socialdemocratici che danno vita a governo provvisorio

tra 9 e 10 novembre Guglielmo II fugge in Olanda

11 novembre 1918 delegazione tedesca firmava armistizio con alleati

3 novembre Austria aveva firmato armistizio con Italia a Villa Giusti vicino Padova

11 novembre imperatore Carlo abdica

in Austria proclamata repubblica

era finita la I guerra mondiale: bilancio vite umane fra combattenti poco meno di 10 milioni di morti

8 gennaio 1918 presidente Wilson in messaggio al congresso indica in 14 punti i pilastri su cui avrebbe dovuto

essere avviata la ricostruzione del mondo:

1. abolizione diplomazia segreta così da consentire pubblico controllo sugli accordi internazionali dei

governi

2. libertà dei mari

3. soppressione nei limiti del possibile delle barriere economiche e libertà commerciale generale

4. riduzione armamenti all’estremo limite compatibile con sicurezza interna del paese

5. composizione libera in uno spirito largo e imparziale di tutte le rivendicazioni coloniali, tenendo conto dei

diritti delle popolazioni interessate

6. evacuazione territori russi e rispetto delle decisioni della Russia in materia politica e nazionale

7. restaurazione della piena sovranità del Belgio

8. riparazione del torto fatto alla Francia dalla Prussia 1871 e quindi restituzione Alsazia e Lorena ai francesi

9. rettifica delle frontiere italiane secondo i principi di nazionalità

10. sviluppo autonomo dei popoli dell’Austria-Uungheria

11. riconoscimento dei diritti della Romania, Serbia e Montenegro e garanzie per la loro indipendenza politica

e economica e integrità territoriale

12. autonomia zone non turche dell’impero Ottomano; apertura dei Dardanelli alle navi di tutti i paesi

13. creazione di uno stato polacco indipendente

14. creazione di una società delle Nazioni

Wilson era portavoce consapevole di interessi Stati Uniti

Se introdotte la libertà commerciale e conciliazione attraverso pacifiche mediazione dei contrasti avrebbero sancito

superiorità Stati Uniti ma respinto da circoli imperialistici europei che volevano allargare il loro dominio e da ali

rivoluzionarie del socialismo che ritenevano utopiche la riforma democratica del capitalismo e l’apertura di un’era

pacifica perdurante il capitalismo stesso

18 gennaio 1919 conferenza di pace a Parigi: Francia voleva annichilimento potenza tedesca per rendere impossibile

invasione del proprio territorio e volevano che finanziasse ricostruzione loro paesi

inglesi avevano conseguito tutti obiettivi:

distruzione flotta tedesca

successione nella maggior parte delle colonie già tedesche

controllo ferrovia di Bagdad

eliminazione Germania come concorrente su mercati internazionali

quindi Gran Bretagna era soddisfatta

suoi interessi imperialistici erano nell’America centro-meridionale e nel Pacifico quindi Wilson poteva sostenere ruolo

di pacificatore dell’Europa

conferenza generale per la pace a Parigi 18 gennaio 1919 partecipazione 32 paesi e esclusione vinti che dovevano

firmare quanto stabilito da vincitori

28 giugno 1919 firmato trattato di pace con Germania a Versailles nella reggia dove 1871 prussiani avevano proclamato

impero germanico

Germania ritenuta responsabile della guerra:

1. riduzione forze armate a 100.000 uomini fra soldati e ufficiali

2. riduzione flotta militare a entità trascurabile per esigenze di difesa costiera

3. smilitarizzazione zona del Reno

4. perdita delle colonie e divieto di nuovi acquisti

quindi Germania in balia delle grandi potenze

perdite territoriali:

• restituzione dell’Alsazia Lorena a Francia con occupazione francese per 15 anni del bacino minerario della

Saar

• cessione alla Polonia di parte dell’alta Slesia, della Posnania e di parte della Pomerania

• lo Schleswig settentrionale torna a Danimarca

• cessione colonie smantellamento economia tedesca fu stabilito:

consegna gran parte flotta commerciale e parte navi di futura costruzione

fornitura carbone per 10 anni

cessione bestiame a Francia e Belgio

risarcimento di 132 miliardi di marchi d’oro

concessione ai vincitori in materia doganale della clausola della nazione più favorita

occupazione per 15 anni della riva sinistra del Reno e smilitarizzazione di fascia di 50 km sulla

riva destra. Mantenimento truppe alleate di occupazione ricadeva su finanze tedesche

pace tra Intesa e Austria firmata 1° settembre 1919 a Saint Germani presso Parigi

in conseguenza delle amputazioni determinate da formazione dei nuovi stati di Cecoslovacchia Polonia e Iugoslavia, da

attribuzione della Galizia a Polonia, della Bucovina a Romania, del Trentino fino al Brennero e dell’Istria all’Italia e

infine da

scissione dell’Ungheria, Austria si trovò ridotta a un gracile corpo con Vienna quale enorme testa privata di ogni sbocco

al mare con industria sproporzionata rispetto al suo mercato.Austria messa sotto protezione del consiglio della Società

delle Nazioni: sua indipendenza doveva rimanere un cardine del nuovo ordine

4 giugno 1920 trattato di Trianon fissa condizioni di pace per Ungheria

27 novembre 1919 trattato di Neuilly con la Bulgaria

assai complessa pace con Turchia

trattato di pace firmato a Sevres 10 agosto 1920 assegna a Gran Bretagna controllo Iraq e Palestina e a Francia la Siria

28 aprile 1919 firmato patto che sanciva costituzione della Società delle Nazioni

LA RIVOLUZIONE RUSSA

Guerra mondiale mette a nudo arretratezza russa e fa esplodere contrasti sociali al punto di far scoppiare prima

rivoluzione socialista

Paradosso della rivoluzione russa: esplode non in un paese capitalistico avanzato come pensava Marx ma in uno poco

sviluppato dove però esiste proletariato radicalizzato

23 e 24 febbraio 1917: rivoluzione scoppia a Pietrogrado

si forma un Soviet degli operai e dei soldati

primo governo provvisorio (in attesa dei deliberati di una futura assemblea costituente) guidato dal principe liberale

L’Vov

abdicazione zar 2 marzo

dualità dei poteri:il soviet di fronte al governo

masse popolari dominate da social rivoluzionari, bolscevichi e menscevichi

divisione interna di fronte a guerra e a obiettivi rivoluzione

maggio il soviet aderisce al governo

scoppia la jacquerie nelle campagne

Lenin tornato da Svizzera esorta il soviet a pendere tutto il potere (tesi d’aprile)

In luglio governo inizia repressione contro i bolscevichi

Esercito conosce processo di progressiva disgregazione mentre Lenin predica stato democratico proletario e rivoluzione

internazionale

Kerenskij prende nelle mani potere

Tentativo controrivoluzionario di Kornilov fermato con l’aiuto dei bolscevichi

Bolscevichi in settembre conquistano la maggioranza nei soviet

Emerge la personalità di Trockij presidente dei soviet di Pietrogrado

In ottobre Lenin si orienta per insurrezione con opposizione di Zinov’ev e Kamenev

24-25 ottobre bolscevichi prendono il potere

fuga di Kerenskij

decreti sulla pace e sulla terra; formazione di un governo dei commissari del popolo presieduto da Lenin

elezione a suffragio universale dell’assemblea costituente che dovrebbe decidere sul futuro istituzionale del paese

grave scacco elettorale per bolscevichi che però hanno maggioranza nei distretti operai

Lenin denuncia assemblea come roccaforte della borghesia e la fa sciogliere dai soldati 18 gennaio 1918

Pace di Brest-litovsk con Germania a condizioni durissime pur di salvare nuovo regime 3 marzo 1918

LA CRISI DEL DOPOGUERRA.

L’EUROPA FRA CONSERVAZIONE E RIVOLUZIONE

Ungheria: assemblea nazionale proclama 17 novembre repubblica di cui diventa presidente conte Mihaly karolyi, capo

del partito dell’indipendenza che aveva guidato lotta per scissione dall’Austria

Governo, una coalizione social democratico borghese era impotente

I socialdemocratici spinti da masse si fondono con comunisti guidati da Bela Kun con programma tendente a stabilire

dittatura del proletariato e stabiliva un regime di terrore rosso anti-borghese e anti-aristocratico (all’interno)

Invece all’esterno Ungheria venne a confronto armato con cechi e romeni appoggiati da alleati (specie francesi e

italiani)

Russia: marzo 1919 bolscevichi prendono iniziativa di dar vita alla terza internazionale

Necessità di rompere con l’esperienza della seconda internazionale era stato uno dei punti fermi di Lenin fin dal

tradimento che aveva portato principali partiti socialisti nel 1914 a schierarsi dietro le bandiere delle proprie borghesie

in guerra e a gettare in mare l’intenzionalismo

Compito dell’Internazionale comunista doveva essere guidare la rivoluzione europea e mondiale

Portati a vittoria da partito disciplinato secondo teorie di Lenin, bolscevichi eressero proprio partito a modello

rivoluzionario storicamente necessario e di valore universale

Condizioni per adesione a Internazionale fissate in 21 punti il cui riconoscimento divenne obbligatorio: si chiedeva

subordinazione dei partiti a decisioni organi direttivi dell’internazionale, preparazione a guerra civile considerata

necessaria per rivoluzione, espulsione riformisti, epurazione gruppi parlamentari con esclusione non rivoluzionari

Italia: esce da guerra come una delle grandi potenze vittoriose ma in preda a crisi

Suo sforzo gigantesco ma modesto se paragonato a quello di Francia e Gran Bretagna quindi a tavolo pace e delle

trattative per compensi i veri grandi europei e Stati Uniti trattano Italia come potenza di secondo rango

In più a differenza di Francia e Gran Bretagna masse popolari non avevano sentito guerra come nazionale e patriottica

ma come fonte di sofferenze

Quindi nel 1919 riprende violente polemica tra neutralisti e interventisti

Di fronte a obiettivi di guerra non conseguiti e a crisi i primi misero sotto accusa i secondi che erano divisi tra

democratici (Bissolati, Salvemini) soddisfatti per acquisto Trentino e Trieste quindi compimento unità nazionale e

interventisti di destra imperialisti che miravano a possesso territori in Dalmazia, di Fiume, di zone Anatolia e

ingrandimenti coloniali


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
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