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Chlamydie

Il loro nome deriva da clamus, che significa mantello, poiché un fagosoma ricopre le colonie intracellulari di Chlamydie. Questi batteri sono dei parassiti endocellulari obbligati poiché non sono in grado di produrre ATP, quindi sono dei parassiti energetici, cioè si devono appoggiare alla cellula dell’ospite per l’energia. Sono di forma rotondeggiante e ovalare e hanno gli involucri esterni caratteristici dei Gram negativi, quindi possiedono la seconda membrana con LPS e porine, chiamata MOMP (major outher membrane proteins).

La prerogativa delle Chlamydie è che nella parete manca il peptidoglicano, sostituito da proteine ricche in cisteina (CRP). Proprio grazie alla struttura di questa parete sembra che venga inibita la fusione fagolisosomiale, una volta inglobate le Chlamydie dalla cellula dell’ospite.

Ciclo vitale delle chlamydie

Le Chlamydie hanno un ciclo vitale dimorfico, cioè nel ciclo biologico sono previste due forme, dette corpo elementare (CE) e corpo reticolare.

Il corpo elementare ha un diametro di circa 0,3 μm, ha una parete cellulare rigida, rappresenta la forma infettante ed è adattata per la sopravvivenza extracellulare quasi inerte metabolicamente (come tutte le forme di resistenza, che si trovano in una forma di quiescenza). I corpi elementari, interagendo con le MOMP, si legano agli epiteli mucosi e sembra che le MOMP si leghino, in particolare, ai glucani e agli eparani presenti su questi epiteli. Viene quindi facilitata l’endocitosi di questi corpi elementari. Una volta introdotti nella cellula dell’ospite, subiscono un processo di idratazione nel fagosoma e, in seguito, si rigonfiano e si trasformano in corpi reticolari, che è l’altra forma del ciclo vitale della Chlamydia.

I corpi reticolari hanno diametro di circa 0,5-1 μm, parete cellulare piuttosto fragile e queste forme sono metabolicamente attive, poiché si moltiplicano per scissione binaria. I corpi reticolari, a loro volta, dopo qualche ora, subiscono un processo di condensazione disidratazione, cioè si rimpiccioliscono e si trasformano nel corpo elementare. Quindi si raggiunge lo stadio di maturità delle inclusioni; la cellula ospite viene distrutta e tutta la colonia di Chlamydie viene portata in ambiente extracellulare e va ad invadere altre cellule.

Specie di chlamydie e patologie associate

Mentre il corpo reticolare rappresenta la forma infettante, il corpo elementare rappresenta la forma non infettiva e si adatta alla crescita intracellulare, cioè all’interno della cellula dell’ospite.

Delle varie specie di Chlamydie note (trachomatis, pneumoniae, pecorum e psittaci), quelle che interessano la patologia medica sono trachomatis, psittaci e pneumoniae e, pur essendo causa di patologia nell’uomo, possono essere ritrovate anche in alcuni animali come il topo, il suino (C. trachomatis) o il cavallo (C. pneumoniae); pecorum interessa la patologia veterinaria poiché causa delle zoonosi, quindi sembra ancora esclusiva degli animali.

Della specie trachomatis si conoscono circa una quindicina di serovar; tra l’altro per le Chlamydie l’LPS non rappresenta l’antigene specifico perché ha delle similitudini con altre specie di Chlamydie e con quelle di altri Gram negativi. La peculiarità antigenica risiede nelle MOMP, che sono delle strutture antigeniche specifiche.

Classificazione dei serovar di C. trachomatis

  • Serovar A, B, Ba, C: Causano tracoma endemico, una forma di cheratocongiuntivite cronica abbastanza grave, ovvero un’infiammazione severa della cornea e della congiuntiva.
  • Serovar D, E, F, G, H, I, J, K: Sono agenti eziologici di infezioni genitali e di paratracoma da autoinoculazione in seguito a uretrite nell’uomo (con le mani sporche è possibile che si inoculi i batteri negli occhi; il paratracoma si distingue dal tracoma perché insorge nei maschi sessualmente attivi e non appartenenti alle aree endemiche per il tracoma). Nella donna causano cervicite, endometrite, infezioni alle tube che portano spesso a infertilità perché ci sono degli esiti cicatriziali, quindi viene inibito il passaggio e la fecondazione stessa degli ovuli; conseguentemente, le tube perdono la loro pervietà fisiologica. La malattia, sempre nella donna, si può propagare al peritoneo, causando la PID (pelvic inflammatory disease). Nel neonato è possibile che si abbiano congiuntivite e polmonite, che vengono contratte nel passaggio nel canale del parto, qualora la madre sia infetta.
  • Serovar L1, L2, L3: Causano una malattia denominata linfogranuloma venereo, che consiste in una papula (prima) e ulcera a livello degli organi genitali, una forte infiammazione con compromissione dei linfonodi regionali. È una malattia caratteristica di alcune aree tropicali; in Europa la malattia è più rara e i casi che si sono verificati sono stati importati da aree tropicali.

Tracoma endemico

Si contrae per contagio diretto interumano e causa uno stato infiammatorio importante con edema palpebrale e secrezione mucosa. È per lo più una congiuntivite che ha degli esiti cicatriziali, con retrazione del margine palpebrale superiore. Questo fa sì che le ciglia sfreghino durante l’apertura e chiusura sull’occhio (trichiasi del tracoma), causando delle lesioni traumatiche alla cornea; tutto ciò può portare a cecità. È possibile che si crei il cosiddetto panno corneale, quindi l’opacità della cornea.

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Scienze biologiche BIO/19 Microbiologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PintuAlex di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microbiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Fumarola Luciana.
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