CHIMICA DEGLI
ALIMENTI
Prof.ssa Bertazzo
Anna Pasinelli
Sommario
1. LEZIONE INTRODUTTIVA ................................................................................................................................ 2
2. GLUCIDI .......................................................................................................................................................... 4
3. LIPIDI ALIMENTARI ......................................................................................................................................... 8
4. ALTERAZIONI DEI LIPIDI ............................................................................................................................... 12
5. ANTIOSSIDANTI ............................................................................................................................................ 15
6. PROTEINE ALIMENTARI ................................................................................................................................ 18
7. ACQUA ......................................................................................................................................................... 24
8. ADDITIVI ALIMENTARI ................................................................................................................................. 29
9. LATTE ........................................................................................................................................................... 31
10. LATTE IN COMMERCIO .............................................................................................................................. 36
11. LATTI MODIFICATI ...................................................................................................................................... 41
12. ANALISI DEL LATTE ..................................................................................................................................... 43
13. YOGURT ..................................................................................................................................................... 47
14. BURRO ....................................................................................................................................................... 50
15. ANALISI DEL BURRO ................................................................................................................................... 54
16. FORMAGGIO .............................................................................................................................................. 57
17. ANALISI DEL FORMAGGIO ......................................................................................................................... 63
18. OLIO DI OLIVA ............................................................................................................................................ 65
19. CLASSIFICAZIONE OLI DI OLIVA .................................................................................................................. 70
20. ANALISI CHIMICHE DELL’OLIO DI OLIVA .................................................................................................... 73
21. OLIO DI SEMI .............................................................................................................................................. 77
22. MARGARINA .............................................................................................................................................. 82
23. OLIO DI PALMA .......................................................................................................................................... 85
24. CEREALI ...................................................................................................................................................... 88
25. ANALISI DEI CEREALI .................................................................................................................................. 92
26. PANE E PASTA ............................................................................................................................................ 94
27. ANALISI PANE E PASTA .............................................................................................................................. 98
28. RISO ........................................................................................................................................................... 99
29. UOVA ....................................................................................................................................................... 102
30. ANALISI UOVA .......................................................................................................................................... 108
31. CARNE ...................................................................................................................................................... 109
32. INSACCATI ................................................................................................................................................ 113
33. ANALISI DELLA CARNE ............................................................................................................................. 119
34. PRODOTTI ITTICI ...................................................................................................................................... 121
1. LEZIONE INTRODUTTIVA
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Definizione di alimento:
• Una qualunque sostanza che l’organismo introduce in se stesso ed utilizza per produrre energia, per
accrescere, eventualmente, la sua massa, per riparare le perdite, rinnovare le strutture e per regolare
le attività metaboliche
• Ogni sostanza, di solito naturale e composita che, in equilibrio con altre, concorre ad assicurare il
ciclo vitale e la persistenza della specie presentando caratteri di appetibilità ed economicità
• Le sostanze che l’organismo vivente utilizza per ricavare energia, per costruire e ricostruire i propri
tessuti, per regolare le proprie funzioni, per costruire e reintegrare le proprie riserve.
Per la specie umana gli alimenti sono costituiti da organismi, parti di organismi vegetali o animali e prodotti
derivati.
Definizione legislativa di alimento: sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non
trasformato destinato a essere ingerito, o di cui si prevede ragionevolmente possa essere ingerito da esseri
umani.
Non sono compresi:
• Mangimi: composti alimentari destinati agli animali
• I vegetali prima della raccolta
• Medicinali
• Cosmetici
• Tabacco
• Sostanze stupefacenti e psicotrope
• Residui e contaminanti
La classificazione degli alimenti può essere condotta sulla base delle proprietà dei nutrienti:
• Energetici: alimenti che forniscono energia e sono caratterizzati soprattutto da carboidrati e lipidi
• Plastici: alimenti che hanno nella loro composizione proteine destinate a fare da costituenti di
muscoli e membrane
• Protettivi: alimenti che hanno al loro
interno componenti che svolgono
funzioni importanti: per esempio
vitamine, minerali e oligominerali
• Nervini: categoria alimentare molto
piccola; sono alimenti costituiti da
componenti che agiscono a livello
del sistema nervoso centrale, come
caffeina, teobromina. Sono quindi
alimenti come caffè, te e cioccolato.
• Condimenti: sono costituiti per la
maggior parte da alimenti ad alto
contenuto lipidico (olio, burro)
All’interno degli alimenti vi sono una varietà di macronutrienti e di micronutrienti. I macronutrienti come
lipidi, proteine e glucidi sono presenti in quantità maggiore rispetto ai micronutrienti che sono vitamine e
Sali minerali. Esistono poi una serie di componenti che sono privi di valore nutrizionale in senso stretto: sono
componenti che hanno azioni che vanno ad incidere sugli aspetti salutistici di un alimento stesso quindi
hanno una funzione sul nostro benessere. Essi sono polifenoli, antociani, catechine, fibra, clorofille, caroteni,
fitati, ossalati. Svolgono azioni come catturare i radicali liberi. La fibra ha un ruolo importantissimo nel
regolare i sistemi digerente e nel controllare intestino crasso e tenue.
2. GLUCIDI
I carboidrati o glucidi sono composti costituiti da carbonio, idrogeno, ossigeno. Sono quei componenti che
danno sapore, consistenza, varietà e sono anche importanti ai fini di una funzione energetica. Un grammo di
carboidrati fornisce 4kcal. Hanno formula generale:
( )
2
La loro distinzione avviene in base alla loro struttura: monosaccaridi, disaccaridi-oligosaccaridi e polisaccaridi.
Inoltre se parliamo di aldosi questi possono avere anche dei carboni chirali. I monosaccaridi si presentano
anche sotto forma di chetosi e anche in questo caso ci possono essere carboni chirali.
I carboidrati possono essere anche divisi in base al loro interesse agro alimentare e quindi definirli:
• Zuccheri (1-2): sono quelli che possiedono una struttura mono o disaccaridica. I principali
monosaccaridi sono glucosio e fruttosio; il principale disaccaride è il saccarosio.
• Oligosaccaridi (3-9): costituiti da una struttura che contiene dai 3 ai 9 monomeri. Si parla di malto
oligosaccaridi come le maltodestrine o di altri oligosaccaridi.
• Polisaccaridi (>9): costituiti da una struttura che contiene più di 9 monomeri. Ne fanno parte l’’amido
diviso in amilosio e amilopectina e i polisaccaridi non amidacei come la cellulosa.
ZUCCHERI.
• Per quanto riguarda gli zuccheri il più importante tra gli zuccheri monosi e anche il principale
esistente in natura è il glucosio, chiamato anche destrosio. È presente sia nel regno animale che
vegetale e si trova come tale o come monomero per gli oligosaccaridi e i polisaccaridi.
• Il fruttosio o levulosio è invece un chetoesoso; è molto diffuso nel regno vegetale e si trova
principalmente nella frutta.
Gli zuccheri hanno una peculiarità: il fatto di addolcire gli alimenti e quindi si parla di potere edulcorante.
Oltre agli zuccheri come edulcoranti possono essere usate anche strutture di sintesi come la saccarina.
Rispetto al saccarosio il glucosio è più edulcorante ed lo è ancora di più il fruttosio (solo più edulcoranti di
circa 1 valore). Le sostanze di sintesi invece hanno un potere edulcorante circa 100 volte maggiore.
I disaccaridi si distinguono in strutture come il maltosio che è costituito da due molecole di glucosio o
struttura come il lattosio che è costituite da due molecole diverse.
• Il maltosio si ottiene da idrolisi parziale dell’amido in ambiente acido o ad opera dell’enzima diastasi
nel malto. L’orzo germinato (malto) produce degli enzimi che idrolizzano l’amido che agiscono
scindendo le due molecole di glucosio. Per questa caratteristica è facilmente digeribile, utilizzato per
alimenti per neonati o bevande e per la preparazione della birra.
• Il lattosio è l’unico disaccaride di origine animale; è formato da una molecola di glucosio e da una di
galattosio. Ha un potere edulcorante circa 1/6 del saccarosio ed è molto utilizzato dai lattobacilli che
attraverso una fermentazione possono portare ad acido lattico. Questa caratteristica è importante
in tutti i derivate del latte
• Il disaccaride per eccellenza è il saccarosio; è formato da una molecola di glucosio e da una molecola
di fruttosio. Il legame tra il carbonio 1 del glucosio e il carbonio 2 del fruttosio implica che tutte e due
le funzioni carboniliche sono bloccate. Questa è una caratteristica importante al fine di altre reazioni
che avvengono negli alimenti. Il saccarosio si ottiene come estratto dalla barbabietola o come canna
da zucchero. Una caratteristica del saccarosio è che viene e può essere trasformato in un prodotto
che dà origine ad un’inversione del saccarosio che porta ad un composto che ha potere edulcorante
maggiore e può essere quindi utilizzato per gelati, dolciumi e bevande. Il saccarosio per opera di
enzimi idrolitici o per semplice idrolisi in ambiente acido va in contro a scissione tra glucosio e
fruttosio; entrambi gli zuccheri hanno la capacità di ruotare l’angolo del piano della luce polarizzata
con deviazioni diverse (glucosio +52,5°, fruttosio -92,4°). Complessivamente si ottiene una miscela
equi molecolare di glucosio e fruttosio che ha un angolo di rotazione di -20,2°. Il saccarosio invece
possiede un angolo di deviazione che è +66,5°. Si chiama quindi zucchero invertito poiché inverte il
piano della luce polarizzata passando da +66,5 a -20,2 una volta che è idrolizzato.
Ciò che a noi interessa è che a parità di peso, lo zucchero invertito è più dolce e quindi viene
maggiormente impiegato nell’industria alimentare.
Tra i composti sintetici ci sono saccarina, acefulsame, aspartame che vengono utilizzati per addolcire; sono
accompagnati da prodotti di origine naturale come stevioside che ha comunque un potere edulcorante
maggiore rispetto al saccarosio. Il saccarosio rimane lo zucchero più utilizzato sia per uso individuale che in
industria alimentare.
POLISACCARIDI. I polisaccaridi si distinguono per una loro caratteristica chimica e per la funzione che essi
svolgono:
• Polisaccaridi di riserva: sono immagazzinati come granuli e permettono ai vegetali e agli animali di
accumulare riserve di glucosio da utilizzare per esigenze energetiche. Sono amido (prevalente negli
alimenti di origine vegetale), glicogeno (prevalentemente nel regno animale), inulina, xilani.
• Polisaccaridi di sostegno: cellulosa, emicellulosa, agar. Costituiscono la struttura dei tessuti animali
e in particolare vegetali
• Polisaccaridi complessi: si ritrovano nei liquidi e nei tessuti dell’organismo con funzioni lubrificanti e
anticoagulanti (eparina). Sono per esempio i mucopolisaccaridi e le mucine
Se sono costituiti da un solo glucoso sono chiamati omopolisaccaridi; se invece contengono strutture diverse
sono chiamati eteropolisaccaridi.
Amido. È uno dei polisaccaridi che è presente in numerosi alimenti che consumiamo. L’amido è costituito da
due diverse catene chiamate: amilosio che presenta una struttura lineare e rappresenta il 20% dell’amido; i
legami tra glucosio e glucosio sono legami alfa 1-4. Il restante 80% è dato da una struttura ramificata,
l’amilopectina che presenta delle ramificazioni dovuti ai legami alfa 1-6. Sia la catena amilosio che
l’amilopectina sono dei polisaccaridi digeribili; diverso dalla cellulosa che presente un legame beta 1-4 che
rende questa struttura indigeribile. I principali alimenti che contengono l’amido sono:
• Cereali
• Legumi
La caratteristica nutrizionale delle due catene
rende la catena dell’amilopectina, quella
ramificata, più digeribile rispetto a quella lineare
dell’amilosio. L’alimento risulta più o meno
digeribile in base alla proporzione tra amilosio e
amilopectina. Per esempio il frumento risulta più
digeribile rispetto al mais dentato. In base a queste
osservazioni sono stati ottenuti il mais waxy e il riso
waxy dove la percentuale è stata variata in modo
da avere al 1% amilosio e al 99% amilopectina.
Questo interesse nasceva dal fatto che all’inizio
erano pensate più digeribili ma è anche vero che poi nel tempo, attraverso un uso più continuato, si è visto
che non era poi vero. I derivati waxy senz’altro sono quelli che hanno una maggiore resistenza alla
retrogradazione.
Ecco quali sono i fattori che intervengono nella digeribilità dell’amido:
• Elevato rapporto amilosio/amilopectina: alta concentrazione di amilosio implica un maggiore tempo
di digestione
• Cristallinità: durante la cottura l’amido è amorfo e pronto alla digestione
• Integrità dei granuli: processi di trasformazione: macinazione, raffinazione, shearing, high pressure
• Matrice botanica: amido di patata o altri tuberi più resistente all’alfa amilasi pancreatica
• Rivestimento dei granuli di amido: tipico dei legumi
• Interazioni con grassi e proteine: prevengono la gelatinizzazione
• Cottura: retrogradazione
• Acidi organici: una piccola parte della digestione dell’amido avviene anche nello stomaco da parte
degli acidi idroclorici
• Inibitori degli enzimi: acido fitico e lecitine sono inibitori dell’amilasi
• Presenza e viscosità della fibra: rallenta la digestione nello stomaco e la transizione del contenuto
nel duodeno, la diffusione dei saccaridi nel duodeno, l’idrolisi dei polisaccaridi, l’assorbimento dei
monosaccaridi nei microvilli
L’indice glicemico indica la digeribilità di un prodotto; maggiore è l’indice glicemico di un prodotto più veloce
avviene l’assorbimento del glucosio da parte degli alimenti che contengono l’amido. Riso raffinato, pane
bianco hanno un indice alto; pane di grano integrale, riso integrale hanno un indice medio ed infine la pasta,
i legumi e la frutta hanno un indice basso.
La proprietà dell’amido porta alla struttura e dà consistenza all’alimento: il trattamento dell’amido influisce
sui processi di gelatinizzazione e sulla retrogradazione dell’amido. La retrogradazione dell’amido è
quell’evento in cui l’amido, una volta sottoposto a temperature elevate in acqua gelatinizza in modo da
creare delle strutture di catene di amilosio e di amilopectina molto più esposte all’azione idrolitica degli
enzimi digestivi. Durante il raffreddamento invece questa struttura viene persa e l’amido tende a tornare a
una struttura ordinata, non perfettamente analoga a quella di partenza, dando origine alla ricristallizzazione
in una struttura che risulta essere meno digeribile rispetto alla forma di gelatinizzazione. In questo modo la
retrogradazione porta ad ottenere delle strutture diverse: il pane del giorno dopo, a causa della perdita di
acqua, ha una struttura più dura: si ha il pane raffermo.
I granuli di amido integri sono insolubili in acqua fredda per la forza dei legami idrogeno che uniscono le
catene t
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