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La chiesa durante la scuola della glossa

Nelle scuole dei glossatori si studiava il diritto canonico suddiviso in due parti:

  • Il diritto divino che era l'insieme dei precetti divini voluti da Dio e che si suddivide in:
    • Diritto divino positivo (scritto) ossia quello che comprendeva le sacre scritture e i brani dei padri della Chiesa;
    • Diritto divino naturale ossia l'insieme di regole che Dio pone direttamente nell'animo umano.
  • Il diritto umano ossia un diritto creato dagli uomini ma a cui alla base stanno precetti divini.

I principali scritti sono del basso medioevo. Solitamente si suddivide il diritto canonico in tre periodi:

  1. Il diritto canonico antico che va dalla fondazione della Chiesa al decreto di Graziano;
  2. Il diritto canonico nuovo che va dal decreto di Graziano al concilio di Trento (1545-1563);
  3. Il diritto canonico nuovissimo che va dalla fine del concilio di Trento fino al primo codice del diritto canonico nel 1917.

Vi è una quarta fase, quella del diritto canonico contemporaneo, che parte dalla scrittura del primo codice ad oggi che ha visto il Concilio Vaticano II e il secondo codice di diritto romano canonico del 1983 di Papa Giovanni Paolo II (che è quello vigente).

Il diritto canonico nuovo (1140-42/1563)

Graziano era un monaco camaldolese che viveva a Bologna contemporaneamente ad Irnerio. Fino ad allora non esisteva una vera e propria branca del diritto canonico poiché esso si studiava in teologia. Con il passare del tempo vi fu un grande aumento delle fonti del diritto canonico che comportò una difficoltà pratica nel reperimento di esse e una conseguente incertezza del diritto poiché vi erano delle fonti discordanti fra di loro. Allora tra il 1140 e il 1142 Graziano pubblica il Decretum Magistrum Gratiani o anche chiamato Concordia Discordantium Canonum formato come segue:

  • 1o parte: diritto canonico di base;
  • 2o parte: diritto penale canonico, diritto processuale canonico e diritto matrimoniale;
  • 3o parte: sacramenti, liturgia e teologia. Questa terza parte si pensa che sia stata scritta da un allievo di Graziano.

Le fonti utilizzate da Graziano sono: le Sacre Scritture, le opere dei padri della Chiesa, i decretali dei pontefici, i canoni dei concili e il diritto romano. Graziano coordina le fonti tramite i dicta ossia dei commenti, utilizzandoli secondo quattro criteri chiamati rationes Gratiane:

  1. Ratio temporis o criterio del tempo: se due norme trattano dello stesso argomento in modo discordante, la norma più moderna sostituisce la più antica;
  2. Ratio loci o criterio del luogo: se vi sono due norme, una universale e una particolare, discordanti fra loro, la norma locale deroga quella universale e prevale su di essa.
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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

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