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Il tema principale quindi è il ritorno alle origini.

Secondo movimento: la riforma del clero e l’apporto dei laici

Una delle grandi svolte dell’XI secolo è la netta separazione tra clero e laici.

Perché avviene questa cosa? Nel medioevo la società è strutturata principalmente sugli ordines cioè

tre categorie di persone:

- contemplativi (monaci)

- rectores (clero)

- milites (laici)

il mondo monastico attirerà nella propria orbita il clero quindi da tre diventano due.

I primi a fare la riforma sono i monaci, lasciare il legame con il mondo (soldi e sesso) e di questi

mali è colpita la chiesa.

Lo stato di vita del cero la carnalità (pag. 28), l’alternativa al matrimonio fu il concubinato (forma

sciolta dall’elemento pubblico) così da non rispettare le regole del matrimonio e in questo modo si

potevano avere figli. Le chiese locali dopo le imposizioni si oppongono.

I preti devo essere tirati fuori e farli vivere in vita comune come i monaci.

La pataria milanese movimento con risvolti ecclesiologici: movimento di laici che cercano di

riformare i preti corrotti. È un nome dispregiativo “persone che si occupano degli stracci” sono i

commercianti, e sono persone viste con disprezzo.

Il soggetto principale era il papa perché aveva liberato dal potere imperiale, però l’impero ha

iniziato prima della chiesa a fare delle riforme sulla chiesa. L’imperatore era il capo della chiesa è

lui l’unto di Dio, Carlo Magno, ecco perché l’impero entra e cambia la chiesa quando non funziona.

La prima fase consiste nella costituzione di un nuovo impero fino all’VIII secolo c’è l’impero

carolingio nel X secolo rinasce l’impero grazie agli ottoni i quali in aerea germanica dal confluire di

vari imperi costruiscono un impero che diverrà universale che si estenderà in tutta europa fino a

Roma. Questa dinastia di Ottoni in germania mette in piedi un sistema RKS cioè l’imperatore si

occupa della chiesa vuole che i vescovi non siano nominati dall’imperatore.

Roma era messa male perché c’era il contrasto tra le famiglie e i papi duravano poco perché

venivano fatti decadere, davanti a queste lotte, l’imperatore va a Roma e mette la pace (pag. 42).

L’imperatore si assume un ruolo di nomine sulla nomina papale.

Dopo la pace con l’imperatore Ottone III (pag. 44) torna la diatriba con Enrica III (pag. 45) impone

la chiesa imperiale, quando scende a roma trova 3 papi 1 contro l’altro (pag. 46) il papa quindi

viene scelto dall’imperatore. Però nel momento in cui interviene l’imperatore è sempre un potere

esterno che interviene quindi questo porta un male, quindi ci sono queste due fazioni:

- la chiesa deve essere autonoma anche dall’imperatore

- l’imperatore deve risanare la pace nella chiesa

matura sempre di più la prima, e si arriverà anche allo scontro con l’impero.

LA RIFORMA PAPALE E LO SCONTRO CON L’IMPERO

Qual è il passaggio definitivo? Questi imperatori che riformano il papato che si assumono la

nomina, trasformeranno anche il senso della norma del vescovo.

Il vescovo di Roma è qualcosa di più rispetto a un vescovo normale. Se l’imperatore interviene

allora il papa si ribellerà perché non è più autonomo, è una interferenza si sta scindendo l’impero e

il papato ecco che si arriva allo scontro.

Il papato inizierà esso stesso a riformarsi il primo grande riformatore è Leone IX eletto da Enrico III

(erano cugini) però Brunone (monaco) va a roma e dice che bisogna tornare all’origine e quindi che

siano i vescovi a eleggerlo.

Leone IX inizia a scrivere affermazioni molto forti (pag 48)

Un altro grande gesto è quello che ha chiamato un gruppo di riformatori da tutta europa per venire a

roma e riformare la chiesa molti di loro diverrano papi:

- Ildebrando diverrà Gregorio VII (era diacono di Gregorio VI)

- Umberto da Silvacandida sostiene il primato della chiesa di Roma. Teorizzerà che le

investiture dei vescovi da parte dell’imperatore sono una forma di Simonia (ripresa da

gregorio VII)

- Federico Di Lorena

- Pier Damiani

- Bonizone di Sutri

- Anselmo di Baggio

Tutti questi fanno parte dei chierici cardinalis. I chierici di qualunque chiesa cattedrale, questi preti

sono incardinati fa parte di un elenco, Canon (canonico) chierico scardinalis sono chierici di tutte le

chiese cardinali. Nel momento in cui la chiesa di roma diventa l’unica chiesa i chierici cardinalis di

roma diventano chierici universali.

I cardinali sono il collegio dei chierici di Roma.

È più importante essere vescovo che Cardinale perché sono i “chierichetti” del papa.

Nicolo II diverrà papa con difficoltà, quindi Ildebrando va un sinodo fuori roma e nominano il

vescovo di Roma Nicolò II ed è lui che riformerà l’elezione del papa.

Gregorio VII viene eletto per la sua fama, quindi eletto per acclamazione del popolo senza formale

elezione detta da Nicolò II, errore interecclesiale e del vescovo.

Non era uomo di potere, era uomo pieno di spiritualità. (pag. 52) il papa è il capo e i vescovi dei

dipendeti questa è l’idea che si è formata.

Il re investisse il vescovo viene visto da gregorio VII come simonia, e impone con il decreto delle

investiture di togliere questa investitura (pag. 54) 2 visioni:

- assunta dal papa (pag. 53)

- tradizionale: gli imperatori non sono estranei e quindi non bisogna estraniarlo

Enrico IV va contro il papa, raduna tutti i vescovi della germania e fa un sinodo e attacca Gregorio

VII. Il vescovo di roma cioè il papa viene mandato via.

Se non reagisce viene annullato tutto quindi Gregorio VII deve deporre Enrico IV deponendosi a

vicenda. Enrico crede di difendere la chiesa invece Gregorio dice che l’imperatore non deve

centrare nulla con la chiesa. (pag. 56)

L’imperatore scomunicato non è più in comunione con la chiesa quindi non è più nessuno e non ha

più autorità.

Gregorio VII si ritiene papa e dall’altra parte Enrico IV viene deposto.

Arriviamo a una conferenza internazionale ad Augusta, doveva essere presieduta dal papa per

decidere sul destino dell’imperatore, ecco perché Enrico IV molto abile va contro l’italia è il

tentativo di fermare Gregorio VII e lo ferma sugli appennini, fermandosi da Canossa. Da un lato da

viltà di Enrico IV che chiede perdono (è un abile) e sapendo che davanti a Gregorio VII non poteva

non essere perdonato e non poteva essere scomunicato. Va contro poi il papa, il papa scappa nel

regno di Normanna e morirà a Salerno e il potere ritornerà a Enrico IV.

Capitolo 4:

Tu sei pietro e su questa pietra (è un gioco di parole la pietra è la fede quindi tutti possono essere)

questa frase verrà ripresa da lutero.

Separazione tra clero e laici: si scoinvolge un ordine medievale che le tre forze erano monaci,

chierici e laici diverranno quindi 2 monaci e chierici. Con il concilio di trento si arriverà ad una

responsabilità nuovamente ai laici.

Il clero e monaci non hanno interferenze con poteri temporali (giustizia, economia…) invece i laici

si ma non interverranno nella chiesa.

La chiesa è separata dal mando e all’interno ci sono solo i consacrati gli altri sono solo soggetti

passivi (questa visione verrà rotta solo nel 900).

Ci sarà la divisione tra chiesa d’oriente e occidente.

Non avviene improvvisamente ma preparata da lontano ci sono avvenimenti spiacevoli che

porteranno all’allontanamento delle due chiese.

Scontro 1053 scontro epistorale e poi 1054 scontro vero e proprio.

Le due chiese vivranno separate ma non c’è mai stato una scisa vero e proprio. Alla fine del

concilio vaticano II verrà tolta la scomunica reciprocamente (paolo VI e Atenago).

La chiesa si sta degradando in modo carnale, bisogna ritornare allo spirito del vangelo.

È difficile avere fonti ereticali, sono spesso negative 3 fasi principali:

- 800 si dice il credo è…ma non esiste una vera e propria dottrina, gli eretici non hanno

sistematicità

- inizio 900 marxista: nella parte del capitali ci sta la chiesa dalla parte del proletariato ci

stanno gli eretici

- anni 30, 40 questi movimenti non vanno letti secondo il giudizio ecclesiastico. Bisogna

capire il perché.

Sono eresie molto particolari, non hanno dottrine vere e proprie è il rifiuto verso il papato. Anche

Gregorio VII però dice che chiunque va contro la dottrina romana è eretico.

La zona: le eresia si diffondono dalla Francia meridionale e Italia centro- settentrionale, zone in cui

si sviluppa l’economia, dove c’è un fermento di ricerca. Sono presenti molte donne in questi

movimenti, la donna segnala un movimento di rinnovamento. È importante questa presenza per il

ritorno della fraternità e l’altro aspetto è che siccome questi movimenti sono aperti a tutti l’elemento

femminile aumenta il numero di donne anche avendo una famiglia. Buona parte di queste donne

quando nascono i movimenti mendicanti esse sono attratte.

Un primo gruppo è quello dell’XI secolo, un esempio del 1025 nel nord della Francia (pag. 77)

eretici di Arras.

Tra il XII e XIII il popolo (classe media) torna a essere protagonista della politica, nascono le lotte

interne al comune. Comincia a nascere 2 idee di chiesa (etica e giuridica).

I Catari (puri):

valle del Reno, c’è un abate preoccupatissimo da quello che vede in giro, e scrive il pensiero degli

eretici (pag. 79).

I Valdesi: movimento ancora vivo in italia, esperienza vicina a quella di San Francesco, partono

insieme ma arrivano in due modi diversi.

Tutto parte da Valdo cittadino di Lione (attività commerciale). Nel 73 ha una crisi di coscienza

(pag. 82)

A lione c’è come arcivescovo un cistercense che sta cercando di riformare il clero, e quando vede i

Valdi capisce che sono utili per ripulire la chiesa. Vanno a Roma (pag. 84)

I laici vanno in giro a predicare perché i chierici non lo fanno più, l’istituzione prendono delle

difese perché solo i chierici possono predicare, il papa non concede il permesso di predicare ai

Valdesi.

Tornati a casa il papa invia un cardinale a Lione dove fece un Sinodo in cui chiede ai valdesi di dire

il credo.

Quando cambia il vescovo a Lione i Valdesi vengono cacciati.

Gli Umiliati:

gente che vive poveramente, vive dal lavoro delle proprie mani (tintura della lana) sono sparsi in

tutta la lombardia soprattutto sui navigli. Formati anche da coppie.

(pag. 89)

anche gli Umiliati vengono condannati perché vogliono predicare, poi Innocenzo III li fa rientrare.

Diventano 3 ordini maschile femminile e terzo ordine diventeranno monaci ma poi verranno sciolti

perché sparano a San Carlo Borromeo.

Movimento di carattere escatologico:

segno di polemica contro la chiesa del tempo.

Distacco della chiesa di Pietro e Giovanni. La chiesa di Pietro non sta sotto la croce. Passaggio che

potrà venire un papa angelico (Celestino V).

I flagellanti si frustravano lungo la strada, sanguinandosi e sanguinando la strada, questo è un

richiamare Cristo, mentre si flagellano si pentono, non dipendono dal clero.

Apostolici (pag. 91)

La miscredenza è gia presente in questo periodo.

LA LOTTA DELLA CHIESA CONTRO LE ERESIE (inquisizione):

identificazione della chiesa con la società/umanità, forma cattolica all’impero.

Ritornano in questo periodo le scuole giuridiche quindi adesso le eresie sono rei di condanna.

Scatta con quello schema che non è importante il singolo ma la società, che è un unico corpo se in

questo corpo c’è anche solo un dito malato andrà ad intaccare tutto il corpo quindi per salvare il

corpo devo tagliare la parte malata (l’eretico).

Gli eretici vanno eliminati.

Fuori (eretico, musulmano) dalla chiesa non hai diritti.

Quando l’impero sta tramontando e salgono le province, i comuni ecc…gli interessi dello stato si

diversificano da quelli della chiesa

L’ALTERNATIVA MENDICANTE

Loro rimangono nella chiesa che corrisponde alla politica di Innocenzo III, che non voleva

eliminare questi eretici ma trarli nella chiesa. È un cambiamento è un concetto giuridico è un

cambiamento della vita religiosa, bisogna saltare dallo schema benedettino (che è un monastero

ricco) a far diventare anche l’istituto religioso povero.

Mendicanti significa essere un gruppo religioso che vivono mendicando.

Il mendicante è colui che vive nell’incertezza.

Chi fa parte di questa nuova istituzione? Ci sono due gruppi i

- predicatori (diverranno i domenicani)

- minori

ordini che diverranno poi mendicanti:

- agostiniani

- carmelitani

- servi di maria

la pastorale: i mendicanti devono andare in giro e al posto del pane che ricevono predicano il

vangelo, non esiste più il monastero rimarrà solo per i monaci che si chiudono dentro diverrà quindi

diverrà convento (un posto non fisso).

Questo fatto di rimanere nelle strade, è nata la città loro non vanno in città stanno fuori tra i lebbrosi

i poveri e li si collocano sulle porte della città, possono soccorrere i poveri e aiutarli.

I diversi ordini di mendicanti si dividevano le città così da non essere tutti insieme e così anche da

assistere a tutti i poveri.

I benedettini sono monaci ma non sono preti, il frate francescano domenicano nascono da preti e

strare sulle strade ti fa conoscere molte persone, ma ci vuole persone e il papato approfitta per

rinnovare la chiesa.

Qui nasce l’ordine generoso il ministro (francescani) maestro (domenicani).

I domenicani: nascono a nord della spagna, e nascono da un prete canonino della cattedrale che si

trasformano in un gruppo di religiosi (sono già preti) questi eretici predicano delle cose sbagliate

però hanno il vantaggio di presentarsi nella povertà, quelli che li combattono dicono cose vere, ma

smentiscono col comportamento visto che sono ricchi.

Quindi mettono insieme i due elementi verità e povertà. Non si chiameranno domenicani ma frati

(fratelli) predicatori.

I domenicani si organizzeranno nelle città universitarie così da avvicinare i giovani.

I domenicani non hanno divisioni al proprio interno.


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