CAMPYLOBACTER Inizialmente fu chiamato dai microbiologi “Vibrio”
per le sue caratteristiche morfologiche in quanto
anche questo batterio è incurvato o a volte
spiraliforme. Quindi inizialmente questi batteri che
si vide causavano aborto e infertilità tra ovini e
bovini ma non nell’uomo, furono inseriti nel genere
“Vibrio”. Poi in seguito a studi ovviamente
molecolari successivi si è visto che questi vibrioni,
denominati “Vibrio fetus”, non avevano delle
grandissime affinità con il genere Vibrio e quindi fu
creato questo genere differente, furono collocati in
questo genere che fu chiamato “Campylobacter” in
quanto in greco “campulos” significa “ricurvo”.
Si tratta di bacilli incurvati o spiraliformi.
Sempre Gram negativi.
Crescono in terreni abiotici, non in colture cellulari.
Microaerofili (in grado di utilizzare O , ma solo a concentrazioni ridotte (nell'ordine di micromoli).
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La loro crescita è inibita da concentrazioni normali di O ).
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Mobili per uno o pochi flagelli polari e il loro movimento avviene per avvitamento.
Essendo microaerofili, si mettono ad incubare ad una atmosfera del 3-6% di O₂ e 3-10% di CO₂.
Si coltivano su terreni solidi contenenti Sali di ferro.
Alcune specie sono termofile e quindi, oltre ad incubare in un’atmosfera di microaerofilia,
andranno incubati ad una temperatura di 42 °C il che costituisce anche un fattore di selettività
perché i batteri normalmente crescono a 37 °C. Quindi la temperatura di incubazione costituisce un
fattore selettivo.
Tra gli animali causano aborto e infertilità, soprattutto tra gli ovini e i bovini. Non lo stesso accade
nella patologia umana che si manifesta sottoforma di gastroenteriti.
Molte specie animali sono serbatoio di questi batteri (suini, bovini, equini, ovini) ai quali provocano
aborto e infertilità ma soprattutto negli uccelli da allevamento.
Altre specie sono residenti del cavo orale umano.
Serbatoi certi = polli, uccelli, bovini, maiali e pecore.
Serbatoi possibili = tacchini, oche, anatre.
Serbatoi probabili = roditori, cani e gatti.
❖ Le specie di Campylobacter implicate nella patologia umana sono Campylobacter jejuni e
Campylobacter Coli principalmente che causano enteriti.
❖ Campylobacter fetus, che sarebbe il vecchio Vibrio fetus, causa infezioni sistemiche
opportunistiche nei soggetti immuno-compromessi.
Come abbiamo visto, i volatili di allevamento costituiscono un serbatoio.
❖ Queste enteriti che si manifestano nella patologia umana sono caratterizzate da manifestazioni
diarroiche; causano frequentemente batteriemia e la presenza di muco e sangue nelle feci
unitamente alla batteriemia fa sospettare che ci possano essere dei meccanismi patogenetici di
tipo invasivo (perché altrimenti non ci sarebbe il sangue che è segno di lesione della mucosa e la
batteriemia che è segno di invasività).
Vie di trasmissione all’uomo: Come si può notare, anche il latte
E si presume che le mosche
possano essere i vettori di
questi batteri nel latte crudo;
quindi si tratta di latte sempre
consumato crudo, non
pastorizzato (Il latte che
compriamo al supermercato è
pastorizzato). Se andiamo in
una baita di montagna, in un
agriturismo dobbiamo stare
attenti a consumare il latte
crudo.
La diagnosi batteriologica come si effettua?
Mediante ricerca colturale dei batteri nelle feci oppure anche nel sangue, visto che
frequentemente causano batteriemia.
La coltura si pratica su terreni selettivi addizionati di sangue e si pongono ad incubare in
microaerofilia e a 42 °C. Quindi è un batterio esigente.
HELICOBACTER In origine fu inquadrato come Campylobacter e poi
successivamente, come accade quasi sempre con i
batteri, gli studi molecolari hanno evidenziato delle
caratteristiche non completamente assimilabili a
quelle del genere Campylobacter ed è stato costituito
(verso la fine degli anni ’90) questo genere
Elicobacter.
Si tratta sempre di bacilli incurvati o spiraliformi.
Gram negativi.
Microaerofili.
Mobili perché hanno un ciuffetto di flagelli polari
Ossidasi e catalasi positivi.
Lo stomaco di per sé non sarebbe un habitat favorevole per i batteri in quanto è un ambiente molto
acido.
Alcune specie di Helicobacter (tra le varie specie noi tratteremo solo Helicobacter Pilori perché è
quello più importante nella patologia umana) risiedono nello strato di muco (pH 4-7) che riveste lo
stomaco sia dell’uomo che di alcuni animali che probabilmente fungono da serbatoio, ma questo
ancora non è accertato.
Il contagio sembra avvenire per contatto interumano; probabilmente anche mediante alcuni
oggetti utilizzati dai soggetti infetti (bicchieri, tazze, posate). Però si suppone, dato il ritrovamento
di questi batteri nell’ambiente, in determinati luoghi, che ci possano essere anche altre vie di
trasmissione come quella oro-fecale.
Qual è la peculiarità di questo batterio?
Colonizza cronicamente la mucosa gastrica e duodenale.
(“Cronicamente” perché si è visto che addirittura meno dell’ 1% dei
soggetti infetti riesce ad eliminare per vie naturali questo batterio;
quindi si deve ricorrere, nella stragrande maggioranza dei casi, alla
terapia antibiotica.)
Causa una gastrite antrale (dell’antro dello stomaco ovvero la zona più
vicina al piloro che si collega con il duodeno; lo stomaco ha: fondo [parte
superiore], antro e corpo [parte centrale]) con possibile conseguenza di
ulcera gastrica e duodenale, che complessivamente (gastrica e
duodenale) vengono definite ulcera peptica.
Ormai è accertato che è correlato all’insorgenza di adenocarcinoma gastrico.
E’ un patogeno importante; ha la capacità di aderire all’epitelio gastrico e di penetrare nelle
cellule, soprattutto se lese, e negli spazi interstiziali perché è mobile, possiede le adesine ed un
fattore di virulenza importantissimo che è l’ureasi (attività ureasica).
L’attività ureasica si conclude con la produzione di ammonio che deriva dalla degradazione
dell’urea; quindi si producono ioni ammonio e bicarbonato. Questi ioni servono a tamponare
l’acidità del succo gastrico, quindi si crea un ambiente non acido intorno al batterio e questo riesce
bene non solo a sopravvivere ma anche a proseguire il suo cammino. Questa funzione di
tamponare l’acidità del succo gastrico costituisce delle nicchie per l’annidamento dei batteri.
Inoltre, la produzione dello ione ammonio, che deriva dalla degradazione dell’urea, serve anche
come nutriente per il batterio; cioè il batterio assume lo ione ammonio per il suo metabolismo
bioenergetico.
E’ mobile perché possiede un ciuffetto di flagelli polari; questi flagelli sono rivestiti da uno strato di
fosfolipidi che li protegge dall’acidità dello stomaco e quindi consente ai batteri di proseguire il loro
cammino e invadere la mucosa gastrica.
Possiede le mucinasi che servono per degradare la mucina che è quello strato mucoso protettivo di
rivestimento della mucosa gastrica.
Produce dei prodotti che hanno attività lipolitica e fosfolipasica.
Possiede una citotossina vacuolizzante che non è posseduta da tutti gli stipiti di Elicobacter ma da
una buonissima percentuale di questi; circa il 60% degli Elicobacter produce questa tossina
vacuolizzante che si chiama “vacA” (di circa 94 kDa) . Questa tossina si chiama vacuolizzante perché
produce vacuolizzazione all’interno delle cellule parassitate portandole poi ad apoptosi, a morte.
Ma il possesso della citotossina vacuolizzante da sola non è così “terribile” come quando invece alla
citotossina vacA ( letta: “ vec-ei”) si accompagna anche la tossina cagA (letta: “cheg-ei”). Questa
proteina cagA è una proteina di circa 120 kDa. Molto spesso, associata a cagA, c’è un’isola di
patogenicità (“isola di patogenicità correlata a cagA”) che contiene una sequenza di 25 geni diversi
e che costituiscono una sorta di marker per l’ Elicobacter del possesso di questa tossina vacA.
Esistono due diversi subset (sottoinsiemi) di Helicobacter Pilori:
✓ VacA + CagA –
✓ VacA+ CagA +
Se noi li mettiamo in sequenza formano un “insulto” che ci consentiranno di ricordare nei secoli il
nome di queste due tossine!! (qualsiasi escamotage per ricordarci le cose) :D
Nelle popolazioni di Elicobacter Pilori VacA+ CagA+ ( dove CagA sarebbe gene citotossico
associato a VacA) è associata una isola di patogenicità che si chiama “isola di patogenicità
associata a CagA” che è una sequenza di circa 25 geni che fanno in modo che questa tossin
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Helicobacter Pylori
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Helicobacter
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Prioni, Helicobacter, Pseudomonas, Acinetobacter e micoplasmi
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Gestione dell’infezione da helicobacter pylori: dalle malattie dispeptiche ai tumori gastrici