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Microbiologia (22/11/2006)

Sifilide – Helicobacter pylori

Sifilide

L’agente eziologico della sifilide è il triponema pallidum. La caratteristica di questi batteri è quella di avere una forma elicoidale. Come tutti i batteri risulta mobile per la presenza di flagelli e ha la capacità di dirigersi in maniera trasversale. La divisione cellulare è quella di un batterio comune. È un batterio Gram – e può avere una lunghezza variabile da 8 a 14 micron e un diametro variabile a seconda di come viene “bloccato” dalla colorazione, proprio perché può allungarsi e accorciarsi a causa dei movimenti dovuti ai flagelli.

Non è possibile coltivare, ma l’inoculazione di materiale infetto da triconema viene iniettato generalmente a livello testicolare nei conigli; la coltivazione di questi batteri viene fatta essenzialmente in vivo. Al microscopio elettronico possiamo notare l’ultrastruttura di tale batterio, che, oltre ad una membrana esterna, presenta dei filamenti assiali (flagelli), che nello spazio periplasmico avvolgono il batterio conferendogli la motilità. Al di sotto di tale strato troviamo lo strato di peptidoglicano e quindi la membrana citoplasmatica. All’interno del citoplasma è possibile evidenziare dei corpi fibrillari, che costituiscono un rimaneggiamento morfologico del batterio e che gli permettono di assumere e mantenere la forma elicoidale.

L’antigene lipidico è quello che maggiormente caratterizza il batterio, ma nel suo envelope è possibile notare anche un antigene proteico e antigeni polisaccaridici che contribuiscono a determinare antigenicamente il ceppo di triconema. La sifilide è una malattia che ha essenzialmente trasmissione sessuale, ma può essere anche una malattia congenita, nel senso che la malattia può trasmettersi dalla mamma al figlio. Arrivati alla XVI settimana il batterio può infettare il feto, attraversando la placenta. Se la madre si infetta a fine gravidanza il bambino può infettarsi al momento del parto. L’infezione può avvenire anche quando si entra in contatto con le lesioni cutanee che si vengono a creare nelle prime fasi della malattia. Il batterio può inoltre trasmettersi per presenza di altre lesioni nella persona che viene ad infettarsi o per continuità di soluzioni biologiche. Anche le trasfusioni di sangue o di emo-derivati possono contribuire alla trasmissione della malattia.

Una volta che il treconema è riuscito a raggiungere l’ospite si ha un passaggio attraverso la mucosa, accompagnato dalla diffusione del microrganismo attraverso il sistema linfatico (prima linfonodi regionali), che porta alla conseguente diffusione disseminata tramite il sistema ematico. Il microrganismo può addirittura raggiungere il sistema nervoso centrale, determinando la sifilide nervosa. Questa è la diffusione sessuale classica, che avviene tramite contatto genitale. L’entrata del batterio provoca anche una risposta esterna, che determina la comparsa di ulcere cutanee, che contengono il batterio.

Durante l’infezione possiamo distinguere una sifilide recente, una sifilide latente e una sifilide sintomatica tardiva o addirittura cronica. La sifilide recente ha un periodo di incubazione che varia e raggiunge un max di 25 gg, con delle manifestazioni primarie dovute alla linfoadenopatia regionale ed eventuale formazione di ulcere che possono anche non essere dolorose, che presentano il treponema al loro interno. Nel giro di alcune settimane abbiamo una risoluzione spontanea di questo stadio, che comunque determina la diffusione del batterio. (Si possono notare anche manifestazioni a livello dell’oro-faringe e a livello ano-rettale).

In seguito abbiamo un periodo di manifestazioni cliniche classiche periodo secondario della sifilide. La durata di tale periodo è di 1-2 anni e il paziente entra in questa fase a 2 mesi dall’infezione. In questa fase possiamo avere la comparsa di anticorpi, che vengono valutati sierologicamente come evento diagnostico di screening. Con la diffusione del microrganismo si può avere anche la comparsa dell’alopecia; la diffusione determina la distruzione a livello muco-cutaneo del bulbo pilifero. Ad un certo punto si ha la scomparsa delle lesioni e persiste soltanto la positività sierologica, come se si avesse una guarigione. Si ha poi l’esplosione della fase terziaria, che può portare alla morte.

I sintomi più evidenti sono una leggera febbre, dovuta appunto alla diffusione del batterio, ma anche cefalee e disturbi uditivi e visivi, dovuti alla diffusione nel sistema nervoso centrale. Nella sifilide latente (fase secondaria) una donna gravida, anche se non presenta sintomi, può trasmettere la malattia al feto. La sifilide tardiva (fase terziaria) può sopravvenire dopo 5-20 anni dal contagio, soprattutto quando i pazienti non si sottopongono a cure antibiotiche, oppure quando tali cure non sortiscono l’effetto desiderato. È una manifestazione infiammatoria che procede lentamente e, oltre alle ferite cutanee che si creano su tutto il corpo, abbiamo manifestazioni viscerali che possono essere accompagnate da manifestazioni cardiovascolari o nervose. In alcuni casi si possono osservare lesioni granulomatose sia a carico delle ossa, sia a carico...

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Scienze biologiche BIO/19 Microbiologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microbiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" o del prof Galdiero Massimiliano.
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