Il III periodo e l'importanza dell'architettura latinoamericana
Siamo nel III periodo che inizia nel 1963. Oggi si mette in discussione la scansione cronologica. Siamo in un momento cruciale a livello internazionale. Ci concentreremo su una zona che è piuttosto presente nelle grandi narrazioni dell’architettura contemporanea, ma che in questo momento esce. Brasilia rappresenta l’ultimo grande capitolo della fortuna latinoamericana.
La rivoluzione cubana
Siamo con la rivoluzione cubana. Cuba sarà il luogo del Congresso dell’unione internazionale degli architetti nel 1963, centro per l’architettura dell’America Latina. Il MOMA l’anno scorso ha dedicato una mostra all’America Latina, contrapposta a quella del 1955. Si proponeva di correggere la prima mostra. In qualche modo riflette su un tema costante, un tema fondamentale: la relazione e discussione sui rapporti tra centro e periferia. Negli anni '50-'70 le geografie diventano complesse.
Gomez e Giannini. L’America Latina dal secondo dopoguerra conosce una crescita urbana senza precedenti, aumenta la speranza di vita. Da qui una trasformazione dell’architettura che diventa catalizzatore. Questo è uno dei momenti più interessanti. In particolare, per la prima volta in America Latina non è più un posto a cui arriva un flusso dal centro, ma si iniziano a intravedere nuove proposte e sperimentazioni, catturando anche l’attenzione internazionale.
Chiavi di lettura: Sviluppo e sottosviluppo
Ci sono quattro coppie di parole che ci aiuteranno nel percorso: chiavi di lettura.
- Sviluppo/Sottosviluppo: Si collega all’evento del congresso a Cuba nel 1963, il tema del congresso è l’architettura dei paesi in sottosviluppo. È significativa la scelta del luogo: 1969 a Buenos Aires, 1975 Città del Messico, poi questi congressi si spostano.
Il tema sviluppo/sottosviluppo è un tema cruciale, perché si prende coscienza dei paesi sviluppati e di quelli sottosviluppati. La risposta che si cerca è quella di compensare il divario tramite l’industrializzazione dei paesi sottosviluppati ridistribuendo le risorse. Questo approccio è comune a tutte le ideologie politiche dei paesi socialisti, nella finanza, nei piani di interazione portati avanti dai paesi occidentali. Anche le nazioni unite fondano il CEPAL e applicano alcune politiche di sostegno ai paesi sottosviluppati. C’è una necessità di ridistribuzione della ricchezza. Anche l’ONU partecipa.
Edifici simbolici in America Latina
La sede delle nazioni unite in Cile racconta ed è la rappresentazione del programma ONU: idea di workshop per la ricostruzione dell’America Latina. Vince un architetto cileno che viene dall’esperienza di Le Corbusier, realizzando un edificio monumentale con forme tipiche dell’architettura coloniale e materiali grezzi.
Un altro edificio significativo degli investimenti multinazionali del capitale privato e degli spostamenti economici dal centro alla periferia è la sede della Banca di Londra che opera nell’America Latina. Costruisce la nuova sede nel centro finanziario di Buenos Aires. Anche in questo caso viene indetto un concorso vinto da Emilio Testa. L’edificio presenta caratteri simbolici molto forti che raccontano l’apertura della banca verso la città. Confrontati con edifici delle banche nel mondo, danno l’idea di solidità e trasparenza.
Il socialismo e l'architettura cubana
Nel 1959 il socialismo arriva in America Latina con la rivoluzione cubana. L’architettura cubana si è già fatta conoscere nel campo dell’edilizia residenziale. Politiche socialiste creano un panorama molto diverso dai precedenti. Nel primo decennio della rivoluzione socialista si vive una fase molto creativa con flussi continui di attori. Generazione di giovani architetti impegnati politicamente. L’intenzione è quella della ridistribuzione delle ricchezze.
Unità residenziale n.1 La Havana Est, quartiere per classi medio alte in edilizia privata, viene affidata a un gruppo di giovani architetti. Il quartiere prende il disegno di edifici a Brasilia, ponendosi come esperienza modello/pilota. Oltre alla residenza, sono pensati tutta una serie di servizi. Contemporaneamente, c’è una fase di sperimentazione con tecnologie innovative, parallelamente all’industrializzazione. Progetto multiflex, progetto di prefabbricazione leggera, per almeno parte dell’economia locale.