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Architettura giustinianea nelle province

Basilica di San Giovanni (565 d.C.)

Efeso (Turchia, Impero Bizantino): Efeso in Età Bizantina era una cittadella fortificata. La chiesa sorgeva sul posto nel quale vi era memoria di San Giovanni. La chiesa si apriva sul nartece con 5 porte. La pianta cruciforme era composta da 3 navate (la centrale più alta). Un transetto intersecava le navate (al centro vi era la tomba del santo). Le navate erano su due ordini con una serie di cupole che scandivano il soffitto. I capitelli erano ionici ad imposta, diffusi in area bizantina, con pulvino lavorato in un unico blocco e monogrammi di Giustiniano e Teodoro. Il battistero a pianta ottagonale era di età pregiustinianea.

Ravenna nel V e VI sec. d.C.

L'impero d'occidente dura fino al 476 d.C, con l'ultimo Imperatore Romolo Augustolo, sconfitto dal barbaro Odoacre. Contro di lui viene mandato Teodorico, re degli Ostrogoti, che crea in Italia un regno Romanico-Barbarico con l'appoggio dell'aristocrazia romana, con capitale Ravenna (fino alla sua morte), una delle 6 province dell'Esarcato (divisione dell'impero in 6). Ravenna è la prima capitale del regno goto di Teodorico dal 493 al 526 d.C, anno della sua morte. In seguito, per altri nove anni il regno viene retto dalla figlia, Amalasunta, e poi, nel 540 d.C., conquistato dalle armate di Belisario inviate da Giustiniano. Ravenna, capitale di una delle sei province in cui viene suddiviso l'Impero (esarcato), rimarrà bizantina fino al 751 d.C. Una volta riconquistata la penisola Italica, Giustiniano nominò Ravenna Capitale della Prefettura d'Italia, e prese a modello il fasto di Costantinopoli, città ad essa legata da consolidati vincoli commerciali, assumendo l'aspetto di una residenza imperiale bizantina: sorsero grandiose costruzioni civili e religiose che emulavano, nell'architettura e nelle decorazioni, quelle della capitale d'Oriente.

Mausoleo di Galla Placidia (426 d.C.)

Ravenna (Emilia Romagna, Italia, Impero Bizantino): Costruito per volere dell'Imperatrice dei Visigoti Elia Galla Placidia, figlia di Teodosio I e sorella di Onorio, doveva servire come tomba di famiglia, anche se poi l'imperatrice fu sepolta a Roma nel 450 d.C. Situato presso la Chiesa di Santa Croce, si trattava di un piccolo edificio a croce latina con i bracci coperti a volta a botte e cupola all'intersezione. Abbiamo un presunto ritratto di Galla Placidia su un medaglione conservato al Museo Civico Cristiano di Brescia. Era un edificio funebre, nell'intersezione dei 4 bracci la copertura era a cupola, circondata esternamente da un tiburio quadrato a 4 falde. L'esterno era molto sobrio, in laterizio con arcate cieche lungo il perimetro (tranne sul lato dell'ingresso). L'interno era riccamente decorato con mosaici oggi ben conservati, probabilmente di maestranze orientali, visti i contatti frequenti con Costantinopoli. Vi erano 3 sarcofagi nei bracci, di cui quello centrale era di epoca romana. La cupola era decorata con motivi del Nuovo Testamento e nelle lunette si aprivano finestre in alabastro.

Chiesa di Sant'Apollinare Nuovo (490 d.C.)

Ravenna (Emilia Romagna, Italia, Impero Bizantino): Realizzata come Cappella Palatina da Teodorico, dedicata al Domini Nostri Jesu Christi. Presentava 3 navate precedute da un Nartece, ed un Abside sulla terminazione della navata centrale. La navata centrale era larga il doppio delle laterali. Le navate erano separate da colonne che reggevano una trabeazione arcuata al di sopra della quale vi era un ciclo di mosaici che reggeva un attico finestrato. Le decorazioni musive dividevano in 3 fasce le pareti della navata centrale. La prima fascia di mosaici rappresentava il Palazzo di Teodorico (come capiamo dalla scritta Palatium). All'esterno la facciata era in laterizio, con al centro una bifora in marmo. Il nartece era coperto a spiovente, e poggiava su colonne in marmo bianco, creando un contrasto con l'edificio. Al lato vi era una torre campanaria a pianta circolare.

Mausoleo di Teodorico (526 d.C.)

Ravenna (Emilia Romagna, Italia, Impero Bizantino): Era situato in un'area suburbana, sede di una necropoli dei Goti. A pianta decagonale, su due livelli, era in opera quadrata in pietra d'Istria. La copertura era un unico monolite di 11 metri di diametro, trasportato e posto in opera per mezzo di 12 anse (agganci). La pianta del primo livello presenta un interno a croce greca inscritta, e nicchie sul perimetro esterno con archi a tutto sesto. Il secondo livello era più piccolo perché anticamente vi era un deambulatorio esterno, l'interno era circolare con una sola nicchia dove si trovava il sarcofago in porfido dell'Imperatore senza lastra superiore.

Chiesa di Sant'Apollinare in Classe (532-536 d.C., consacrata nel 549 d.C.)

Ravenna (Emilia Romagna, Italia, Impero Bizantino): L'esterno presentava un corpo mediano rialzato realizzato in mattoni rossi, alleggerito da una trifora. La facciata era anticipata da un nartece che anticamente andava a costituire un quadriportico (con tetto inclinato). L'interno presentava 3 navate con abside sul fondo di quella centrale, affiancato da due cappelle quadrate, divise da colonne in marmo striato che reggevano una trabeazione arcuata sormontata da pareti disadorne sulle quali correvano finestrature. Al centro un antico altare che segnava il luogo del martirio del santo. La decorazione musiva sul catino absidale rappresentava il santo in momento di preghiera. La copertura era a capriata lignea.

Chiesa di San Vitale (546-548 d.C.)

Ravenna (Emilia Romagna, Italia, Impero Bizantino): Fu realizzata sotto il vescovo Ecclesio e con i finanziamenti di Giuliano argentario (banchiere). Presentava una commistione di elementi Romani (cupola, forma dei portali, torri) e bizantini (abside poligonale, capitelli, mattoni). L'esterno risultava a pianta ottagonale in mattoni rossi. Le facciate erano collegate tra loro mediante contrafforti scanditi da paraste alternate da bucature su 2 livelli. Il tiburio centrale poligonale ottagonale racchiudeva una cupola semisferica, poi vi era un abside poligonale all'esterno e circolare all'interno. Il nartece era tangente a uno spigolo dell'ottagono, quindi l'ingresso era fuori asse con l'abside, e ciò creava un'alterazione percettiva dell'edificio all'interno. L'interno era a pianta centrale con un deambulatorio a 2 livelli che formava al centro un ambiente ottagonale caratterizzato da esedre (posti fra loro in rapporto aureo). Il volume interno era separato da colonne con capitello ionico ad imposta (bizantino) che sorreggevano archetti (capitelli a ceste traforate come fragili trine marmoree sulle quali non gravava alcun peso). Lo schema si ripeteva per il deambulatorio superiore. La cupola era impostata su archi e racchiudeva gli archetti delle esedre con un tamburo forato da 2 finestrature. La chiesa era riccamente decorata con mosaici, stucchi e marmi policromi. L'abside era inquadrato da un arco con aquile che reggevano il Clipeo (lo scudo) stilizzato di Cristo. Vi erano temi scolari circolari ai lati dell'abside. La luce penetrando da diverse angolazioni determinava un gioco luministico imprevedibile che si moltiplicava all'infinito quando la basilica era ricoperta di mosaici.

Carlo Magno - Impero Carolingio o Sacro Romano Impero (VIII-IX sec. d.C.)

Carlo Magno è stato re dei Franchi alla morte di suo padre dal 768 d.C, re dei Longobardi dal 774 d.C, e primo Imperatore del Sacro Romano Impero o Impero Carolingio dall'800 d.C, incoronato a Roma da Papa Leone III il giorno di Natale. Grazie ad una serie di fortunate campagne militari (come la conquista del Regno Longobardo) espanse il Regno dei Franchi in Europa Occidentale mettendo fine ai regni Romano-barbarici e dando inizio alla Rinascita Carolingia, un periodo di risveglio culturale nell'Occidente. Nei decenni precedenti ad occidente si era fermata la forza espansionistica degli Arabi dell'Islam avvenuta sotto il profeta Maometto, e durante i successivi califfati, grazie alle battaglie combattute da Carlo Martello, nonno di Carlo Magno, tra cui la famosa Battaglia di Poitiers del 732 d.C., nel corso della quale Carlo Martello fermò l'avanzata degli arabi di Spagna verso l'occidente. A seguito di quella vittoria, Carlo poté gettare le prime basi di un ambizioso futuro imperiale per sé e la sua casata che sarebbe stata poi portato a pieno compimento dal nipote. Negli ambienti Cristiani la battaglia fu percepita come un evento carico di un forte significato simbolico contrapponendo l'occidente cristiano all'espansione araba. Proprio nel descrivere questa battaglia, pochi anni dopo, il monaco lusitano Isidoro Pacensis nelle sue Cronache, usa per la prima volta l'aggettivo «europei» per attribuire un'identità collettiva ai guerrieri che per la prima volta avevano fermato gli invasori musulmani.

Architettura carolingia (700-800 d.C.) Europa Occidentale

L'architettura carolingia riprende il modello basilicale Paleocristiano, ma presenta pilastri al posto delle colonne, muri di forte spessore e volumi massicci, poche finestrature, spazi chiusi e ombrosi, coperture a capriata (che nel romanico saranno nuovamente sostituite da coperture a volta). Elemento innovativo è il Westwerk, o triturrium, una massiccia costruzione a più piani addossata all'estremità occidentale dell'edificio, che dall'esterno appariva come una possente costruzione coronata da tre torri, una centrale che sormontava la tribuna e due laterali che contenevano le scale. Talvolta ebbe la funzione di cappella Imperiale da cui il sovrano assisteva alle cerimonie.

Chiesa di San Martino (470 d.C.)

Tours (Impero dei Franchi, Francia, Impero Carolingio): In questa chiesa notiamo le prime anticipazioni dell'Architettura Carolingia, compare una prima forma embrionale di Westwerk e un'alta torre all'incrocio del transetto con la navata. La basilica fu poi incendiata dai Normanni e ricostruita nell'XI secolo (1000 d.C) per farne un'importante tappa sulla via Turonensis del pellegrinaggio verso Santiago di Compostela, in Portogallo.

Basilica di St. Denis (754-755 d.C.)

St. Denis (vicino Parigi, Francia, Impero dei Franchi, Impero Carolingio): Fondata sul luogo di un più antico luogo di culto del V secolo d.C. fu consacrata nel 775. Vi fu sepolto Pipino III, padre di Carlo Magno. Interessante la presenza del transetto, che riprendeva un tema dell'architettura costantiniana, e l'innovazione della piccola abside occidentale, costruita per ospitare le reliquie di San Bonifacio, che sarà ripresa nelle abbazie di Fulda e di San Gallo (nel XII secolo, 1100 d.C sotto la guida dell'abate Suger, St. Denis venne ricostruita e ingrandita nelle forme dell'architettura gotica).

Monachesimo

Complesso fenomeno religioso per cui individui si allontanavano dalla consueta vita sociale, per realizzare le norme della fede nel modo più completo in vita solitaria (anacoretismo) o in vita da comunità (cenobitismo, dal greco koinòn bìos, vita in comune). Il primo a dettare un insieme di regole cenobitiche fu San Basilio da Cesarea (330-379 d.C), considerato uno dei Padri della Chiesa. Il sistema venne in seguito perfezionato da San Benedetto da Norcia (480 – 547 d.C) fondatore della Regola Benedettina, scritta nel 529 d.C, (ora et labora) e dei monasteri di Subiaco e di Montecassino. San Benedetto di Aniane (750 – 821 d.C), benedettino francese, è considerato il secondo fondatore dell'ordine: collaborò con Carlo Magno alla riforma monastica, adoperandosi per assicurare l'osservanza della Regola in tutti i monasteri dell'impero. Grazie alla Regola, nella quale sopravvivono i principi della legislazione romana che si trasmisero così al Sacro Romano Impero, i monasteri contribuirono alla rinascita economica e culturale europea dopo la Dark Age. I monasteri, sviluppatisi come centri religiosi, culturali e amministrativi di vasti territori, per la loro complessa organizzazione interna posero problemi architettonici nuovi e divennero quindi centri di elaborazione di nuovi modelli contribuendo a definire l'architettura del periodo.

Monastero di San Gallo (820 d.C.)

San Gallo (Svizzero, Impero dei Franchi, Impero Carolingio): Il progetto per il monastero di San Gallo, ad inchiostro rosso su pergamena, è il frutto di un consiglio generale che ebbe luogo ad Inden, vicino ad Aachen nell'816 d.C, sotto la direzione di San Benedetto da Aniane e del monaco Einhard. Quest'ultimo era venuto ad Aachen dal monastero di Fulda nel 790 d.C per partecipare con Alcuino alla formazione della Scuola Palatina, centro di intellettuali e letterati voluto dallo stesso Imperatore. Divenne consigliere di Carlo Magno e, in seguito, di suo figlio, Ludovico il Pio. Lo schema, che segue un impianto modulare di 460 per 640 piedi carolingi, si basa su una serie di prescrizioni per la costruzione del monastero tipo, che potesse agevolare l'applicazione della regola benedettina nella versione aggiornata di Benedetto di Aniane.

Chiesa del Monastero Benedettino di San Michele (791-821 d.C.)

Fulda (Germania, Impero dei Franchi, Impero Carolingio): Il Monastero benedettino di San Michele fu fondato nel 744 d.C da un discepolo di San Bonifacio. La Chiesa Abbaziale fu costruita nel 791-821 d.C, distrutta nel 947 d.C, poi ricostruita come Chiesa del Salvatore tra il 1000 e il 1130 d.C. La pianta era basilicale con 3 navate di cui quella centrale larga il doppio delle laterali, con doppio abside e transetto molto sviluppato nel quale prendeva posto un Coro detto Degli Angeli. Dal transetto due scale laterali davano sul Presbiterio. La chiesa subì diverse trasformazioni nel corso del tempo, comprese ricostruzioni.

Abbazia di St. Riquier (799 d.C.)

Centula (Saint Riquier, Francia, Impero dei Franchi, Impero Carolingio): Fu fondata nel 799 d.C dall'Abbate Angilberto, una delle personalità più vive della corte palatina Carolingia. L'Imperatore Carlo Magno contribuì alla realizzazione con ingenti finanziamenti che permisero l'importazione di marmi pregiati da Roma. L'Abbazia presentava 3 corpi di fabbrica: l'atrio, il westwerk e la basilica. Vi erano 3 navate di cui la centrale più larga e terminante con un abside, erano presenti altari nelle navate. Come in San Martino a Tours, la chiesa era provvista di due torri assiali, che emergevano in corrispondenza delle intersezioni a rafforzare il complesso, una occupata da campanili, sul Westwerk, che qui compare per la prima volta in forma compiuta (triturrium, con cappella palatina al secondo livello, coperto a crociera con pilastri intermedi e sale porticate che si affacciavano sulla navata), e l'altra all'incrocio con il transetto. Si venne a creare un rapporto duale tra la zona presbiteriale e quella del westwerk nelle quali si dispongono il potere spirituale e quello temporale. Le torri scalari circolari affiancate all'abside in fondo alla navata ricordano San Vitale a Ravenna. Un chiosco si addossava alla chiesa.

Palazzo Imperiale (789-808 d.C.)

Aquisgrana (Aachen, Germania, Impero dei Franchi, Impero Carolingio): Fu realizzato sotto la supervisione dello stesso Carlo Magno. Comprendeva, oltre al palazzo dell'Imperatore (Aula Regia), un Tribunale, una sala per le udienze collegata da un passaggio ad un Atrio e ad una cappella, che doveva servire anche come Mausoleo per l'Imperatore, dalla quale si accedeva al Diaconicum (dove erano custoditi i paramenti sacri) ed alla Curia (luogo della Corte). Secondo il biografo di Carlo Magno (Einhard, Vita Karoli Magni), il progetto del palazzo e della Cappella Palatina era opera di Eudes (anche Odo) di Metz (742–814 d.C), forse di origini armene, che venne chiamato per le volte complesse ed articolate, perché era qualificato per cupole complesse. Pare che avesse una buona conoscenza del De Architectura di Vitruvio, di cui in Età Carolingia circolavano diverse copie.

Cappella Palatina Imperiale (789-808 d.C.)

Aquisgrana (Palazzo Imperiale, Aachen, Germania, Impero dei Franchi, Impero Carolingio): L'edificio, che doveva servire anche come Mausoleo per l'Imperatore, fu consacrato alla Vergine da Papa Leone III nell'805 d.C. Sebbene restaurato in Età Gotica e Rinascimentale, l'impianto conserva ancora molte delle caratteristiche spaziali e volumetriche originarie. Oggi si trova incorporato nelle strutture della cattedrale Gotica. La pianta era poligonale ottagonale a doppio involucro, di conformazione simile a San Vitale (ma più austera). Furono realizzate diverse cappelle aggiuntive nel corso del sec. XI (1000 d.C). Vi erano 8 lati nel nucleo centrale, 16 in quello periferico. Un deambulatorio su 2 livelli era schermato da colonne sotto archi a ferro di cavallo in opera bianca e nera, di chiaro stile Orientale, in una soluzione infelice, mentre le arcate inferiori erano nude senza colonne. Il corpo centrale ottagonale si ergeva al di sopra dei 2 livelli degli ambulacri, ed era coperto con una copertura che non era una cupola, ma semplicemente un padiglione con 8 fusi a monta rialzata, con finestrature non ricavate nella volta stessa ma in una parete verticale che rendeva il tutto meno raffinato, e sproporzionato. L'impianto di base era invece coperto con volte a crociera, con al secondo livello un matroneo collegato al westwerk coperto da volte a botte con generatrice inclinata che determinavano la pendenza della falda. All'interno vi era il Trono di Carlo Magno che riutilizzò spoglie provenienti dalla Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme (perché riteneva di rivestire il ruolo di Imperatore per volontà di Dio, infatti fu incoronato dal Papa). L'Abside presentava ai lati due torri scalari sul modello di San Vitale a Ravenna. I capitelli erano simili a quelli di San Vitale e di Santa Sofia ad Istanbul. Le decorazioni, i materiali, i rivestimenti delle colonne erano di grande pregio.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Argot di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Bari o del prof Rocco Giorgio.
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