Storia e approfondimento tematico: Atene tra 600 a.C e 323 a.C
Introduzione cronologica
È una cronologia breve ed un’area limitata. Nel 600 a.C (VII sec. a.C) siamo in età orientalizzante, che precede il protoarcaismo (fase durante la quale si consolidano e sviluppano le conquiste del periodo precedente e in cui, terminate le influenze orientali, l'arte greca inizia il proprio autonomo cammino). Mentre nel 323 a.C. siamo alla fine dell’età tardo classica.
Funzione e architettura
Un edificio esiste per una specifica funzione, discende da esigenze della società del tempo che ha bisogno che si attivi quella funzione. Ad esempio, i teatri nacquero perché legati al bisogno di guardare una rappresentazione, quindi se gli attori danzavano c’era bisogno di una pista, se parlavano c’era bisogno di un Odeion. In base alla funzione capiamo com’è l’architettura. E la società ha sempre avuto esigenze molteplici: politiche, religiose, amministrative. Conoscendo le forme della politica di una società, le sue evoluzioni, capiamo di che spazi ha bisogno, quindi dobbiamo conoscere quanti personaggi formavano i consigli, il senato, che funzioni svolgevano queste persone, perché l’architettura e le forme della società vanno studiate insieme.
Non esistono architetture nuove, tutto deriva da ciò che già esiste. L’arte e l’architettura sono un’espressione esplicita della società del tempo in cui nasce, ne sono in sintonia. L’architettura è sempre in sintonia con la società in cui nasce perché ha dei costi, e se non sei in sintonia con la società nessuno ti finanzia.
Il linguaggio moderno dell’architettura
Bruno Zevi, nel suo libro Il Linguaggio Moderno dell’Architettura, voleva rintracciare un’architettura anti-classica identificando gli edifici contrastanti sulla base di parametri assolutamente arbitrari, ad esempio la sua idea che l’asimmetria esprimesse l’anti-classicità e la modernità. Egli discerneva ciò che è classico da ciò che non lo era sulla base della simmetria, e diceva ad esempio che i Propilei di Mnesicle e l’Eretteo erano innovativi e rivoluzionari, anticonformisti. È ovvio che a Zevi mancavano i dati della società di cui stava parlando. In realtà l’Eretteo è classico e conformista, si rifà ai culti originari dell’Acropoli, le ragioni dell’asimmetria sono solo logiche, legate alla molteplicità dei culti.
Forme dei culti greci
Conoscere le forme dei culti greci è fondamentale per comprendere l’architettura degli edifici di culto. I tipi di culto infatti, determinavano forme tra loro diverse: vi erano culti ctoni o rurali, celesti o terrestri, in base ai quali le forme dei santuari cambiavano. Gli Dei degli Inferi del sottosuolo non avevano bisogno di altari su cui bruciare animali, il sacrificio per loro era versare dei liquidi nel terreno, seppellire cose, le divinità degli inferi non sopportavano i profumi. Per gli Dei celesti, del cielo, invece si bruciavano animali e spezie i cui profumi, diversi per ogni divinità, salivano al cielo. I culti ctoni (divinità sotterranee legate a terremoti e vulcani) erano misterici, ovvero vi partecipava solo chi era stato iniziato, erano riti caratterizzati dalla segretezza, chi vi partecipava non doveva rivelare ciò che aveva visto e fatto, ed erano celebrati di notte o in spazi chiusi e nascosti alla vista dei non iniziati. Questi comportamenti ricadevano sull’architettura. Oggi, durante un funerale, il sacerdote fa un giro attorno alla bara con l’incenso, creando una protezione per impedire alle divinità degli inferi di impossessarsi del corpo, e il sacerdote di oggi non sa cosa sta facendo.
Archeologia
Sull’architettura antica si basano quelle successive, che sono ancora in piedi, mentre l’architettura antica è fatta di frammenti, reperti, schegge, attraverso i quali l’archeologia ricostruisce cassettonati, incastri interni dei muri, riconosce il retro di un muro, i legamenti dei travi alla muratura, tutti gli aspetti costruttivi che determinavano l’edificio. Un archeologo osserva i segni, fa rilievi all’opposto, analizza le iscrizioni, è formato da storia, rilievo e tecnologia, è un ricercatore della costruzione. Ad oggi è stata portata alla luce solo una minima parte ed è sbagliato molto di ciò che sappiamo, perché ogni nuovo scavo aggiunge conoscenze che cambiano la storia. Se un archeologo trova un’architettura distrutta deve sapere come si costruiva, quali blocchi erano sopra, in base all’analisi della posizione in cui sono stati trovati i blocchi e dei piccoli dettagli sugli elementi, che ne determinano la loro posizione. Negli scavi si lavora con strumentazioni di rilievo, stazioni totali, GPS, in base alle finalità, ma fondamentale è il rilievo manuale diretto, perché preciso, consente di discernere i segni che hanno significato da quelli che non ne hanno, che possono essere scheggiature. Solo sapendo ciò che si cerca si possono fare rilievi, se so che venivano usate le leve, cercherò un segno di leva. Una scansione 3D crea una nuvola di punti che tende invece all’oggettività, come la fotogrammetria che crea 2 immagini sovrapposte e genera l’oggetto 3D. Gli strumenti tecnici vanno gestiti con soggettività ed intelligenza, le strumentazioni vanno conosciute per poterle usare.
L’anastilosi (la ricostruzione di edifici, ottenuta mediante la ricomposizione con i pezzi originali di una costruzione andata distrutta) è un problema; il restauro viene prima progettato, poi si sistema l’area di scavo. Il restauro antico è diverso da quello moderno, se devo integrare un pezzo di nuova fattura negli anni 1920 veniva fatto diversificato con diverso materiale, mattoni nel marmo, nel 1980 con cemento, mentre oggi si deve fare esattamente con lo stesso materiale proveniente dalla stessa cava, perché un materiale diverso creerebbe una distrazione nella visione d’insieme, oltre al fatto che il comportamento tecnologico, le reazioni dei materiali, devono essere identiche, altrimenti provoco danni.
Geografia dell’Attica
Regione storica della Grecia, l’Attica termina a sud con Megara. A noi interessano anche le realizzazioni attiche fuori dall’Attica, ad esempio nei santuari Pan-ellenici, nelle Cicladi il santuario di Delos, che era Pan-ionico. A nord dell’Attica abbiamo la Beozia con cui gli ateniesi avevano pessimi rapporti, mentre con l’Eubea avevano rapporti importanti, come anche con le Cicladi e le coste dell’Asia Minore, per attività commerciali. Gli ateniesi parlavano anche dialetto ionico.
Posizione di Atene
La posizione geografica di Atene nell’ambito del mondo greco e del Mar Egeo era importante perché essa era molto prossima al Peloponneso, era la prima Polis greca posizionata in corrispondenza dell’istmo, ovvero la stretta lingua di terra di collegamento dell’Attica con la Corinzia. Poi vi era Megara, una Polis che ha avuto rapporti conflittuali con Atene per il possesso dell’isola di Salamina, e inoltre è stata molto importante durante il fenomeno della colonizzazione perché fu la Madrepatria e fondatrice di Megara Hyblaea in Sicilia, che a sua volta fu la fondatrice di Selinunte, quindi Megara era un centro che ebbe collegamenti importanti con l’occidente. L’Attica era prossima anche ad Egina, situata nel Golfo Saronico, con la quale gli ateniesi ebbero sempre un rapporto conflittuale. Poi era prossima all’Eubea a nord, erano separate da uno stretto braccio di mare noto come Euripos (quando noi usiamo il termine Euripos per indicare qualsivoglia stretto braccio d’acqua o stretto canale, facciamo riferimento a questo luogo geografico preciso). Con l’Eubea l’Attica aveva rapporti stretti, in entrambe si parlava la lingua ionica, quindi c’era un aspetto identitario. L’Eubea fu un posto particolarmente importante soprattutto in età geometrica ed orientalizzante, mentre in età arcaica subirono una serie di conflitti, dovettero confrontarsi su vari fronti con l’Egitto, quindi tese a perdere consistenza. Tra l’altro dopo la I guerra persiana le polis vennero assediate e distrutte e gli Eubei tendevano a chiudersi nelle città, che era la cosa peggiore da fare con i persiani che avevano consistenti sistemi di assedio, e gli ateniesi tentarono di difendere gli Eubei, e dopo buona parte dell’Eubea passò sotto il controllo ateniese e quindi era in stretta relazione con Atene.
Un altro aspetto geografico importante era la vicinanza delle Cicladi, soprattutto le isole centro-settentrionali (Naxos, Paros, Delos, Kos) che erano centri ionici, mentre le isole meridionali (Milos, Thera (si legge Tira), erano doriche. Con le isole centro-settentrionali Atene aveva stretti rapporti, Delos era sede del famoso santuario Pan-ellenico di Apollo presso il quale anche gli ateniesi si recavano a celebrare in occasione delle festività, e con il quale gli ateniesi erano legati sin dal tempo di Teseo, quindi dall’origine, dai minoici di Creta, dalla storia mitica del Minotauro, di Arianna che venne abbandonata sull’isola di Naxos dove poi sposò Dionisio, mentre Teseo proseguì a Delos e con i giovani ateniesi liberati rappresentò una danza corale presso l’altare di Delos, cosa che poi divenne un evento storico di ringraziamento nei confronti di Apollo che si ripeteva annualmente: ad Atene la nave originaria di Teseo che era conservata in una teca, veniva portata verso il mare e messa in acqua una volta all’anno per raggiungere l’isola di Delos con dei giovani ateniesi per poi reiterare la Danza della Gru, ovvero la danza degli ateniesi.
Tempi significativi
- 600 a.C = L’inizio dell’età arcaica dopo il protoarcaicismo.
- 323 a.C = La morte di Alessandro Magno e l’inizio dell’età ellenistica, quindi nascita delle monarchie.
Le Polis
Non esiste una Grecia classica, esistono solo le polis, diverse, ognuna con le sue caratteristiche ereditarie. Vi era senso di appartenenza, le polis erano poco accoglienti, i cittadini estranei avevano altri diritti, era una società esclusiva.
Divinità poliadiche
Le divinità delle polis erano immanenti nei luoghi, divinità poliadiche (protettrici della città), ad Atene quindi erano riservate solo alla cittadinanza ateniese. Per essere iniziati e potervi accedere bisognava essere cittadini ateniesi da 3 generazioni, infatti nelle festività paratenee (in onore di Atena), che si celebravano ogni anno, il sacerdote intimava agli estranei di allontanarsi perché il culto era poliadico. Mentre vi erano poi le Grandi Paratenee che si celebravano ogni 5 anni, ed erano riservate a tutti, con gli agoni (atleti) che provenivano anche dalle colonie.
Culti territoriali
I culti territoriali erano quelli a cui potevano accedere coloro che facevano parte di una comunità, ovvero coloro che parlavano una stessa lingua, perché il parlare la stessa lingua determinava una comunità, anche se poi i dialetti erano diversi. Ad esempio, un santuario Pan-ionico era accessibile solo a coloro che parlavano dialetto ionico. Un santuario Pan-ellenico era riservato solo a coloro che parlavano greco, quindi anche ai romani che lo parlavano, mentre i barbari non parlavano il greco (parlavano il confuso bar bar dei libani stranieri).
Origini di Atene
Atene ha origini lontanissime, fu prima un centro miceneo, poi in età geometrica (1100 a.C) ebbe un declino, in età orientalizzante (600 a.C) ebbe una progressiva ripresa, e poi nel 500 a.C (VI sec. a.C) con Solone (594 a.C), leader della democrazia ateniese, chiamato al potere dal popolo ateniese esasperato dall’aristocrazia, Atene diventò uno dei centri più importanti.
Miti e politica
Nell’isola di Delos troviamo collegamenti a Teseo, un mito, leggendario re di Atene prima dell’età del bronzo. C’è differenza tra mito e storia, ad esempio la guerra di Troia (XII sec a.C.) era ricondotta miticamente alla generazione dei figli degli eroi. Gli eroi erano i figli degli dei, nati dall’accoppiamento tra una divinità ed un mortale, quindi Teseo, Egeo suo padre, Cecrope, Eretteo, Pandione, Eracle, Asclepio erano miti agganciati storicamente, i loro figli, quindi i figli di Eracle, i figli di Asclepio furono i figli degli eroi, che parteciparono alla guerra di Troia nel XII sec a.C (1100 a.C). Gli dei invece erano totalmente divini e potevano procreare tra di loro altre divinità. Il figlio di un dio e un’umana o di una dea e di un umano era un eroe. Poi vi erano situazioni eccezionali in cui gli eroi post-mortem venivano assunti nell’Olimpo e diventavano Dei, ma erano pochi, ad esempio Eracle, Asclepio. Gli eroi erano collocati cronologicamente in età del bronzo, quindi erano i micenei, i personaggi dell’Iliade e dell’Odissea raccontati da Omero. I testi di Omero scritti in età geometrica (1100-800 a.C) erano conosciuti da tutto il mondo greco, erano un bagaglio comune. Questa generazione degli eroi aveva anche un vero e proprio culto, a Micene le tombe dei micenei risalenti all’età del bronzo erano monumentali, erano complessi di culto, e i greci dell’età geometrica che leggevano Omero andavano presso queste tombe e compivano sacrifici agli eroi. Anche i riferimenti architettonici di quel mondo degli eroi hanno condizionato gli sviluppi dell’architettura successiva, a Micene vi era la Porta dei Leoni, le sepolture monumentali a Tholos, elementi che hanno costituito i modelli di riferimento per l’architettura di età geometrica. I primissimi capitelli dorici che conosciamo solo in forma sporadica, erano molto simili a quelli rappresentati sulla Porta dei Leoni o nel Tesoro di Atreo. Questi personaggi ed eroi dei miti successivamente avranno un ruolo importante nello scontro politico ateniese, Cimone (470-460 a.C) recuperò lo scheletro di Teseo, Eracle fu ripreso in età arcaica nelle costruzioni degli anni della tirannide di Pisistrato (561-555 a.C), nei frontoni vi erano scene del mito, era strumento di propaganda, vi fu una stretta correlazione tra miti e politica.
Le fasi iniziali di Atene
Le fasi iniziali di Atene si confondono con il mito, il re viveva nel palazzo, infatti nell’Atena Micenea troviamo sull’Acropoli un palazzo miceneo. Tra il XII e il XI sec. a.C l’età del bronzo termina per eventi militari: la leggenda racconta che Eracle fu cacciato da Euristeo dal Peloponneso, ma Zeus gli assicurò che le terre sarebbero state restituite ai suoi figli, gli Eraclidi, ovvero la calata dei Dori, che occuparono il Peloponneso rivendicando di essere figli e discendenti di Eracle, dando inizio all’età geometrica, i re di Sparta, Corinto e Sicione erano figli di Eracle. Come prove furono trovate tavolette di Lineare B (miceneo) nei palazzi e su base fonetica sono stati letti dialetti dorici, perciò i Dori nei palazzi vi erano già prima della distruzione di questi, ed erano persino scribi, una classe media d’élite cioè funzionari pubblici, quindi non c’è mai stata invasione, sono stati integrati, mentre la caduta del mondo miceneo fu a causa dei Popoli del Mare che causarono la crisi del Mediterraneo perché causarono l’interruzione dei rapporti commerciali. Questi pirati saccheggiavano i palazzi, infatti scompariranno le ceramiche preziose nel sub-miceneo, dopo la distruzione dei palazzi causata probabilmente da una serie di terremoti, come è documentato dal caso di Corinto, ma dopo continuerà ad essere usata la ceramica micenea, anche se non preziosa, quindi la popolazione era la stessa, l’unico dato è che sparirono le ceramiche di qualità probabilmente di uso palaziale, che usava la classe dirigente. Le polis in età geometrica, in crisi economica si chiusero in sé stesse e per l’impraticabilità del commercio marittimo iniziò la sola vita agricola nei villaggi, quindi un cambio del sistema economico all’interno del mondo greco, si passò ad un’economia rurale, la nuova classe dirigente divenne la classe latifondista e lo rimase fino alla fine dell’età geometrica, con come conseguenza l’impoverimento ed un calo demografico perché il cibo era poco e non garantiva la sopravvivenza, di fatto iniziò quel periodo chiamato Medioevo ellenico, momento di impoverimento, perdita di conoscenze, la fase subito successiva all’età sub-micenea ovvero il protogeometrico. Le grandi costruzioni di età micenea, la capacità di costruire questi muri in opera ciclopica con blocchi che pesavano tonnellate si perde, infatti in età geometrica si costruivano edifici in materiali deperibili. Ovviamente alcuni luoghi del mondo greco invece mantennero una certa vitalità e mantennero inalterata la rete dei commerci verso l’Oriente, ad esempio Creta, l’Eubea, Cipro, furono relative eccezioni. Quindi intorno all’XI-X sec. a.C. iniziò l’età geometrica, che durò fino al VII sec. a.C. Già nel tardo geometrico (950-700 a.C) poi si iniziarono a riprendere i commerci sul mare, vi furono i primi rapporti con l’Oriente, che fiorirono nell’età orientalizzante.
Crescita demografica
Dalle tombe attestate nei diversi periodi notiamo un incremento di tombe nel tardo geometrico, che attesta un improvvisa crescita demografica, quindi un aumento della popolazione in Attica e nel Peloponneso, esito della ripresa dei rapporti commerciali con l’Oriente, e quindi di una rinnovata ricchezza. Questo comportò problematiche e contese tra le polis (Sparta, Argo) per le grandi pianure, la guerra messenica (743-724 a.C. quando la Messenia cade sotto il controllo spartano) e la guerra di Latina, furono guerre inter-greche. I centri che non potevano accedere a grandi pianure come Corinto, trovarono soluzione con la colonizzazione (800-600 a.C), ovvero spostamenti della popolazione verso nuovi territori del Mediterraneo (Corfù, Siracusa, coste dell’Adriatico) per far fronte alla crescita demografica.
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