Preistoria (2.500.000-2.200 a.C)
La preistoria è la storia prima di testimonianze scritte, da cui abbiamo solo testimonianze materiali archeologiche. Essa comprende, a seconda del materiale usato per gli utensili, l’età della pietra e l’età dei metalli.
Età della pietra (comparsa dell'uomo 2 milioni e mezzo di anni fa- 8.000 a.C)
Prima dell’uso del metallo, gli utensili erano in pietra, legno, ossa, conchiglie. Questo periodo viene suddiviso in tre fasi: Paleolitico, Mesolitico, Neolitico.
Paleolitico (2 milioni e mezzo di anni fa- 10.000 a.C)
In questo periodo si sviluppa l'Homo Habilis in Africa e l'uso del fuoco da parte dell’Homo Erectus. Si assiste all'avvento degli uomini di Neanderthal, l’ultima glaciazione e l'uomo moderno, l’Homo Sapiens Sapiens. Le persone vivevano di raccolta, caccia, pesca e nomadismo.
Mesolitico (10.000 a.C-8.000 a.C)
La fine dell’ultima glaciazione porta all’innalzamento del livello dei mari e a trasformazioni naturali che spingono l’uomo a cercare nuove forme di sostentamento. Si vive di caccia con l’arco, pastorizia e cereali.
Neolitico (8.000 a.C-3.000 a.C)
In questo periodo nasce l’agricoltura e l’allevamento, si realizzano vasellami di argilla e ceramica. Prime costruzioni di grandi dimensioni come Stonehenge. Le culture si sviluppano nella zona della mezzaluna fertile e si passa alla sedentarietà.
Laboratorio del ceramista
Nea Nikomedeia (Tessaglia, a sud della Macedonia): prima attestazione architettonica di rilievo, abitazione a planimetria quadrata con sostegni per la copertura lungo le pareti interne.
Età dei metalli (3000 a.C- 27 a.C)
La lavorazione dei metalli per costruire utensili porta gli uomini a utilizzare forni per sciogliere le pietre contenenti metallo. Comprende tre fasi: Età del rame, Età del bronzo, Età del ferro.
Età del rame (3.000 a.C- 2.200 a.C)
L’utilizzo del rame coesiste per lungo tempo con quello della pietra, rappresenta una tappa di transizione tra il Neolitico e la nascente metallurgia dell’età del bronzo.
Età del bronzo (2.200 a.C- 900 a.C)
Utilizzo esteso della metallurgia del bronzo per fabbricare utensili ed armi. Si sviluppano le culture palaziali.
Scavo di Troia
Schliemann, un archeologo tedesco, suggestionato dalla lettura di Omero, identificò nel sito di Hissorlik (Turchia, Anatolia, Stretto dei Dardanelli) un possibile sito dell’antica città di Troia. Affiancato da un architetto tedesco effettuò un primo scavo clandestino e nel 1871 ottenne l’autorizzazione. Nei primi scavi commise gravi errori ma la sua opera portò alla luce sette fasi di ricostruzioni della città. Gli scavi si svolsero in tre fasi: 1871-73, 1878-79, 1882.
Troia I (3.000 a.C-2.500 a.C)
Presenta strutture all’interno di una cinta protettiva piccola ed elementare.
Troia II (2.500 a.C-2.200 a.C)
Presenta una piccola città con mura caratterizzate da grandi propilei, è presente il Megaron, il palazzo reale, e case in mattoni crudi. Fu distrutta in un incendio dagli Achei. Ritrovamento del Tesoro di Elena.
Megaron IIa Troia
Situato in Asia Minore, Troade, Mar di Marmara a nord dell’Eolide. Lungo 40 mt, con planimetria assiale, e muri longitudinali a creare un vestibolo di accesso alla cella e uno posteriore per immagazzinare materiali. La cella è una sola con trono ed escara (focolare) presso il quale il re svolgeva funzioni religiose e politiche. All’esterno propilei (ingressi monumentali) con zoccolo in pietra e materiali deperibili ricoperti in alto da stucco, e muro scandito da colonne lignee che creano nicchie.
Troia III (2.200 a.C- 2.050 a.C)
Troia IV (2.050 a.C- 1.900 a.C)
Troia V (1.900 a.C-1.800 a.C)
Tre villaggi distrutti ognuno dopo poco tempo dalla fondazione.
Troia VI (1.800 a.C- 1.300 a.C)
Grande città a pianta ellittica disposta su terrazze ascendenti, fortificata da alte e spesse mura di enormi blocchi di pietra squadrati e levigati con torri e propilei. È una città ricca, il momento di massima espansione, narrata da Omero e assediata dai Greci fu poi distrutta da un terremoto a cui seguì una rivoluzione sociale in cui le classi dirigenti vennero sostituite.
Troia VIIa (1.300 a.C- 1.250 a.C)
Presenta un decadimento nella ceramica e fu conquistata dai Greci. Nell’Iliade il dono del Cavallo di Troia rappresenta l’offerta dell’animale sacro a Poseidone, dio scuotitore delle terre, che i greci ringraziano.
Troia VIIb (1.250 a.C- 1.100 a.C)
Colonia greca priva di fortificazioni, segna l’abbandono delle popolazioni locali, la ceramica cambia. Successivamente in età romana la collina fu spianata e furono edificate costruzioni romane. L’insediamento decadde con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C).
Cronologia
- Bronzo antico:
- Troia I 3.000 a.C
- Troia II 2.500 a.C
- Troia III 2.200 a.C
- Bronzo medio:
- Troia IV 2.050 a.C
- Troia V 1900 a.C
- Troia VI 1800 a.C
- Bronzo tardo:
- Troia VIIa 1.300 a.C
- Troia VIIb 1.250 a.C
Cicladi
Gruppo di isole greche nel Mar Egeo a sud dell’Attica e dell’Eubea, disposte in cerchio intorno a Delos: Ceo, Citno, Serfanto, Milos, Sifno, Cimolo, Paros, Nassos, Siro, Miconos, Tino e Andro.
- Grotta Pelos (3.200 a.C-2.700 a.C)
- Keros-Syros (2.700 a.C- 2.200 a.C)
- Filacopi I (2.200 a.C- 2.000 a.C)
- Filacopi II (2.000 a.C- 1.800 a.C)
Cronologia
- Bronzo antico:
- Grotta Pelos 3.200 a.C
- Keros-Syros 2.700 a.C
- Filacopi I 2.200 a.C
- Bronzo medio:
- Filacopi II 2.000 a.C
Creta
La più grande isola greca a sud delle Cicladi e della Grecia continentale. Gli scavi italiani del 1800 d.C mostrarono che l’isola durante l’età del bronzo fu il centro della Civiltà Minoica Palaziale, che aveva in Cnosso, Cidonia e Festo i suoi centri principali. I Minoici (termine derivato da Minosse, personaggio della mitologia greca, figlio di Zeus e di Europa, Minosse pregò Poseidone di inviargli un toro da sacrificare ma non lo sacrificò perché molto bello. Poseidone, adirato, fece innamorare del toro Pasifae, moglie di Minosse. Da questa unione nacque il Minotauro, mezzo uomo e mezzo toro. Minosse incaricò Dedalo di costruire un labirinto in cui nascondere il mostro. Minosse sconfisse gli Ateniesi e chiese ad essi in tributo la consegna di sette fanciulle da dare in pasto al Minotauro. Tale sacrificio cessò solo grazie all’intervento di Teseo, che con l’aiuto di Arianna riuscì ad uccidere il Minotauro) erano chiamati anche Kum dagli egiziani con cui avevano rapporti, erano una civiltà evoluta e possedevano una flotta. Avevano inventato una scrittura, la lineare A, di cui si conoscono solo i suoni.
Minoico antico pre-palaziale (2.500 a.C- 1.850 a.C)
Prima della comparsa dei palazzi.
Casa rossa Vasilike
Situata sull'isola di Creta, è un precedente dei successivi palazzi minoici.
Minoico medio-protopalaziale (1.850 a.C- 1.400 a.C)
Periodo del palazzo antico.
Palazzo di Phaistos
Phaistos (Isola di Creta): orientato nord-sud, raccoglie e distribuisce materiali. È caratterizzato da polythira (propilei), un cortile rettangolare interno, magazzini, santuari, un cortile occidentale lastricato con gradinata teatrale e marciapiedi a segnare i percorsi di processione, alcune koulures (muri circolari rivestiti in alabastro) e pozzi di luce. È alto quattro livelli ed ha colonne dispari rastremate verso il basso. Il palazzo era retto da figure religiose come capiamo da alcuni simboli come le doppie corna e la vista favorita verso il monte sacro Ida.
Minoico tardo-neopalaziale (1.400 a.C-1.100 a.C)
Periodo del palazzo nuovo dopo una distruzione a causa di un maremoto, culmine della civiltà minoica.
Palazzo di Knossos
Knossos (Isola di Creta): privo di mura difensive, costituiva il centro politico, religioso ed economico della civiltà minoica. Presenta polythira (propilei), una corte rettangolare centrale, una corte occidentale, alcune koulures, una sala ipostila, magazzini, bacini lustrali (scale che scendono in vani in alabastro), simboli sacri come le doppie corna e doppie scuri. Sono presenti affreschi rappresentanti giochi acrobatici con tori e donne di statura più grande degli uomini. È alto cinque livelli e presenta una sala del trono ricca e affrescata con un trono in pietra e un bacino lustrale quadrato. È legato al mito di Minosse e del Minotauro, per la sua struttura somigliante a un labirinto. Decorazioni a spirale e a rosetta.
Minoico tardo-post-palaziale (1.100 a.C)
Occupazione dei palazzi minoici da parte dei micenei e fine dei palazzi. Scomparsa della civiltà minoica sostituita da quella micenea.
Cronologia
- Bronzo antico: Minoico antico-prepalaziale 2.500 a.C
- Bronzo medio: Minoico medio-protopalaziale 1.850 a.C
- Bronzo tardo:
- Minoico tardo-neopalaziale 1.400 a.C
- Minoico tardo-postpalaziale 1.100 a.C
Madrepatria
Grecia continentale formata da un insieme di penisole, ad esempio quella Attica, e dal Peloponneso. Gli scavi del 1.800 d.C mostrano durante l’età del bronzo l’esistenza della Civiltà Micenea, chiamati anche Achei da Omero, erano tribù migrate in Grecia che avevano una società fondata sull’eroe, con un Vanax circondato da aristocratici. Adottarono la scrittura Lineare B per scrivere il greco. Essi subentrarono ai Minoici di Creta per via matrimoniale.
Elladico antico (2.700 a.C- 1850 a.C)
Apparizione in Grecia di una popolazione agricola, guerriera, culto degli eroi.
Casa delle tegole
Lerna (Peloponneso, Argolide): casa a corridoio, per il controllo dei beni a carattere regionale, come capiamo dalle fortificazioni. Presenta uno zoccolo in pietra ed un elevato in mattoni crudi. L’impianto è rettangolare con corridoi di immagazzinamento, infatti sono state ritrovate cretule (impronte di sigilli) su pitoi (vasi). È alta due livelli, le residenze sono al piano superiore ed il tetto è piano con tegole in terracotta. Alla fine fu ricoperta da un tumulo di terra (sacralizzazione).
Elladico medio (1.850 a.C- 1.580 a.C)
Apparizione in Grecia della Ceramica Minia.
Megara a forcina e terminazione absidata
Peloponneso.
Elladico tardo (1.580 a.C- 1.100 a.C)
Apparizione in Grecia della civiltà Micenea. È composto da tre fasi:
Miceneo I (1.580 a.C-1.500 a.C)
Micene era la città dell’Argolide di maggior rilievo rispetto alle altre città micenee. I Micenei erano un popolo guerriero.
Micene
Nella mitologia greca, Miceneo fondò la città, fortificata da Perseo (eroe, figlio di Zeus e Danae). Era un importante centro politico-economico-militare a carattere regionale con massicce fortificazioni, un importante palazzo e complesse tombe. L’acropoli era di forma triangolare e vi fu trovata la Tomba di Agamennone e la maschera di Agamennone in lamina d’oro.
Porta dei leoni (1.300 a.C)
Micene (Peloponneso, Argolide): era l’accesso monumentale principale della città, così detta per le decorazioni sul triangolo di scarico con due leoni simmetricamente disposti ai lati di una colonna rastremata verso il basso, secondo l’uso cretese. Le teste dei leoni sono mutilate perché realizzate in una lastra più piccola, erano rivolte verso l’esterno ed erano delle leonesse. L’architrave si inspessisce al centro, artificio che permette di sostenere un forte peso scaricandolo facilmente sui piedritti laterali.
Circolo delle tombe (1.500 a.C)
Micene (Peloponneso, Argolide): l’architettura funeraria prevedeva due tipi di tombe, quelle a fossa costituite da un pozzo dove vi era la camera sepolcrale e le tombe a tholos. Ogni gruppo di tombe a fossa è stato poi circondato da un muro di cinta circolare. I riti funebri erano ben sviluppati.
Palazzo di Agamennone (1.500 a.C)
Micene (Peloponneso, Argolide): il re miceneo Agamennone era anche capo politico e religioso, discendente di Zeus. Il palazzo era del tipo a Megaron con pronao distilo in antis, vestibolo e cella con escara circondato da quattro colonne e trono.
Tesoro di Atreo (1.500 a.C)
Micene (Peloponneso, Argolide): maestosa tomba di Agamennone a tholos, è una camera semi-sotterranea a pianta circolare con copertura pseudovolta a sezione ogivale con massi progressivamente aggettanti, sulla cui superficie perfettamente levigata dovevano esserci decorazioni in oro, argento e bronzo. L’accesso è attraverso un corridoio inclinato scoperto, il dromos, lungo 36 mt con pareti rivestite di pietre. La tholos portava, attraverso un breve passaggio alla vera camera funeraria di forma cubica (il naos). Il portale era riccamente decorato con semicolonne in calcare verde con motivi a zigzag, un fregio con rosette sopra l’architrave e fasce con spirali in marmo rosso alla base del triangolo di scarico. Capitelli a cavetto.
Miceneo II (1.500 a.C- 1.425 a.C)
Tirinto
Città dell’Argolide, fondata da Preto, le sue mura furono innalzate, secondo la tradizione, da Ciclopi. Contiene il palazzo reale e una necropoli di tombe a camera con corredi di ceramica.
Palazzo di Tirinto (1.450 a.C)
Tirinto (Peloponneso, Argolide): palazzo del tipo a Megaron. Cortile interno con un quadriportico al cui ingresso è sistemato un altare. Pronao distilo in antis, vestibolo, tre porte portano alla cella in cui colonne lignee con basi in pietra reggevano il soffitto con al centro l’escara. Pareti e pavimento avevano decorazioni. Ai lati altre stanze minori fungevano da magazzini.
Miceneo III (1.425 a.C- 1.100 a.C)
Pilo
Città della Messenia senza opere murarie di difesa, fondata dal re Nestore, contiene due palazzi e numerose tombe a tholos.
Palazzo di Nestore (1.300 a.C)
Pilo (Peloponneso, Messenia): palazzo del tipo a Megaron, all’ingresso troviamo piccole stanze per il corpo di guardia e l’archivio con una sala di aspetto, a cui si accede tramite una corte porticata da cui si accede al megaron. Pronao distilo in antis, vestibolo e cella con escara circondato da quattro colonne. Attorno ambienti destinati a magazzini, dispense, abitazioni. Il settore sud-est detto Quartiere delle Donne, costituisce l’appartamento della regina riccamente decorato. Nel magazzino del vino sono state rinvenute giare e cretule. Pavimentazione dipinta, due livelli.
Diffusione delle coperture in terracotta nel mondo miceneo
Nelle città micenee inizia l’adozione dei tetti in terracotta con embrici piani (tegole piane) e coppi curvilinei (coppi coprigiunto che impediscono alla pioggia di infiltrarsi).
Età del ferro (900 a.C-27 a.C)
Utilizzo esteso della metallurgia del ferro per fabbricare utensili ed armi.
Età geometrica (1.000 a.C- 800 a.C)
Età riferita alla decorazione geometrica dei vasi di ceramica. I motivi geometrici erano ordinati razionalmente e comprendevano meandri, cerchi, motivi a scacchiera e le varie possibili combinazioni. Le tipologie dei più diffusi vasi di questo periodo sono:
- Aryballos: piccolo vaso con corpo espanso, collo stretto e corto dotato di un’unica ansa verticale, usato per contenere profumi e unguenti.
- Olpe: collo cilindrico, unica ansa verticale, per attingere e versare liquidi.
- Rhyton: boccale per il vino in terracotta troncoconico con piede appuntito, con motivi zoomorfi e unica ansa verticale.
- Kylix: coppa con bocca larga con alto piede e due anse orizzontali per bere durante i banchetti.
- Hydria: grande vaso dotato di due anse orizzontali e di una terza verticale, usato per contenere l’acqua o i voti delle assemblee.
- Anfora: vaso dotato di due anse verticali per contenere liquidi, sfarinati o solidi.
- Pyxis: contenitore cilindrico basso dotato di coperchio decorato con motivi zoomorfi usato per conservare balsami rari.
- Cratere: grande vaso dotato di due anse verticali usate per mescolare l’acqua e il vino da bere durante i banchetti.
Medioevo ellenico (Dark Ages) (1.100 a.C-700 a.C)
La civiltà Micenea terminò intorno al 1.200 a.C a causa dell’invasione dei Dori, uno dei tre gruppi etnici dell’Antica Grecia insieme a Eoli e Ioni, discesi dal nord che invasero la Grecia segnando l’inizio del Medioevo Ellenico caratterizzato da una crisi economica. Una carestia colpì inoltre il Mediterraneo a causa dei Popoli del Mare, pirateria organizzata di popolazioni di razze diverse che furono sconfitte alla fine dall’Egitto. Si ebbe una diminuzione degli scambi commerciali esterni alle mura cittadine, si interruppero i contatti con il mare, ci fu un impoverimento, un ritorno alla pastorizia, la perdita di conoscenze e tecniche, la scomparsa della scrittura perché viene a mancare la funzione per cui era usata (riapparirà solo in Età Storica). Le architetture furono costruite con materiali non pregiati ma di enormi dimensioni. I Dori giustificavano la loro invasione affermando la discendenza da Eracle, eroe nazionale, figlio di Alcmena e Zeus. In questo periodo abbiamo pochi edifici di culto gestiti dai Basileus nel loro Megaron.
Heroon di Toumba (1.000 a.C)
Lefkandì (Eubea a nord dell’Attica): tomba dell’eroe che replica la tipologia abitativa, orientato est-ovest, lungo 47x10 mt con planimetria a forcina del tipo Megaron. Fondamenta e zoccolo in pietra, muri in argilla e travatura in legno. Pronao con pali di legno, peristilio di pali di legno che sostenevano il tetto sporgente, altri pali a ridosso delle pareti interne e in asse. Atrio quadrato, sala centrale con al centro due grandi sepolture, magazzino posteriore con pitoi. Nel piazzale di fronte tracce di un grande tripode. Le due tombe del tipo a fossa sono scavate sul pavimento di pietra. Nella prima tomba gli scheletri di quattro cavalli. La seconda contiene due persone, la donna distesa lungo una parete ricoperta di gioielli, l’uomo invece è stato cremato e avvolto in bende e in un abito di lino arrotolato, dentro un’anfora di bronzo decorata con figure animali. Era un guerriero, come capiamo dalle armi vicino all’urna. Tutta la struttura fu coperta da un tumulo di terra.
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