Storia dell'architettura
Informazioni
Archivio -> luoghi, nomi, date, misure, paternità dell’edificio (committente), maternità dell’edificio (architetto) -> carta d’identità dell’edificio
Strumenti
Dello storico -> fonti, cronologia, periodizzazione
Dell’architetto -> osservazione dal vero -> rilievo -> disegno effettuato grazie a misure preventive -> ridisegno -> elaborazione di altri disegni di cui possono interessarmi alcune parti -> reinvenzione -> procedimenti spesso approssimativi -> disegni -> pianta, sezioni e prospetti -> strumenti base dell’architettura -> rappresentazioni -> fotografie
Metodi
Biografia -> autore -> lo posso fare solo dal ‘400 perché prima non ho testimonianze, o meglio, esistono, ma non parlano degli architetti
Monografia -> edificio-cantiere -> committenti, istituzioni, regolamenti edilizi
Geografia -> luogo-luoghi -> confini, diffusione, sapere da dove arriva il materiale -> si usa spesso quando si parla di architettura antica
Periodi -> si definiscono fissando dei limiti
Classificazioni, categoria della e per la storia -> “stili”, “linguaggi” -> generale-particolare -> tradizione-innovazione -> architettura-arti -> continuità-rottura -> architettura-parti -> locale-globale -> pianta-alzato-sezione -> contesto-opera -> fondamenta-elevato-copertura -> ambiente-autore
De architectura libri decem, Marco Vitruvio Pollione
Data: 27 a.C.
Autore: Marco Vitruvio Pollione nasce nel 70 a.C. a Formia o a Verona. Compie campagne militari nell’esercito romano e visita l’Asia Minore. Il trattato lo dedica a Ottaviano Augusto. Era un funzionario, o meglio uno scriba armamentarius, ma aveva competenze da architetto, ingegnere, idraulico e militare
Trattato: un trattato è uno scritto che si occupa di una materia, in questo caso di architettura ed espone una teoria che riguarda un’arte, ossia un’attività umana che si può praticare in modi differenti e l’autore teorizza uno dei modi per praticarla. Se non sono un praticante di quell’arte non posso sottoporre una teoria a pratica. Un trattato è quindi un’opera che analizza la teoria in relazione alla pratica
De architectura:
- 10 libri in latino che ci sono giunti senza illustrazioni, ma secondo il testo dovevano essercene almeno 10
- I destinatari erano gli architetti e gli ingegneri, ma soprattutto uomini politici che dovevano far costruire nuovi edifici. I destinatari dovevano avere buona cultura, ma poco tempo, perché è una sorta di sintesi
- Non è un testo speculativo o scritto solo per il piacere della scrittura
- Nel medioevo viene continuamente copiato quindi successivamente è stata necessaria un’esegesi, viene anche illustrato e tradotto
- Scritto in modo chiaro e i concetti sono esposti in modo semplice
- Non abbiamo trattati del genere precedenti a questo, quelli che esistevano erano opere monografiche. È la prima opera che riguarda l’architettura con intendo divulgativo, prendendo come fonti le opere greche, ma decide di scrivere in latino, perché sa che è la lingua del futuro
Libri
- Libro teorico -> 1 teoria, architettura, architetto, firmitas, utilitas, venustas
- Libri tecnologici -> 2 materia -> 7 materiali
- Libri tipologici -> 3-4 edifici sacri -> 5 edifici civili -> 6 edifici privati
- Libri meccanici -> 8 acqua -> 9 orologi -> 10 macchine
Libri I
Contiene il nucleo teorico dell’opera. Contiene la definizione di architetto vitruviano, che è docile e ingegnoso, perché non esiste ingegno se non è ammaestrato. Nessuno può improvvisarsi architetto, infatti Vitruvio sa che l’architettura uccide se crolla. L’architetto per Vitruvio deve saper scrivere e conoscere la geometria, la prospettiva, l’aritmetica, molte storie (deve sapere perché si costruisce in un modo e non in un altro), leggi, musica, medicina, cielo e stelle, deve essere perito nel disegno e non deve essere gretto e avaro. Deve badare alla solidità (firmitas), all’utilità/comodità (utilitas) e alla bellezza (venustas), queste tre formano la trinità vitruviana e senza di loro non è architettura.
L’architettura è una scienza adornata di molte cognizioni. È una forma di organizzazione di tanti mestieri diversi, si basa sulla pratica e sulla teoria (fare e consapevolezza del fare). L’architettura si rappresenta con piante, sezioni e prospetti ed è composta da parti.
Architettura antica (VI sec a.C. - VI/V sec. d.C.)
Tempio/templi: VI secolo a.C. - II secolo d.C. -> VI secolo a.C. - III a.C. -> Grecia, Magna Grecia, Asia Minore
Vitruvio -> De architectura -> libri III e IV edifici sacri -> “case degli immortali” analizzate tramite utilitas, firmitas e venustas
Templi
- Alcuni templi sono costruiti su zone elevate, perché non si intende sacro tanto il tempio quanto la parte di terreno su cui sono costruiti
- Il tempio è un edificio destinato al culto divino di divinità pagane. Agli architetti viene quindi chiesto di costruire qualcosa in relazione al mondo sacro. Essendo le divinità pagane e antropomorfe il culto è quello dell’immagine antropomorfa e quindi il tempio nasce come luogo di custodia dell’effige della divinità. Vitruvio chiama i templi “case degli dei immortali”, perché essendo le divinità antropomorfe il tempio viene paragonato alla casa. Dunque i templi dovrebbero essere simili alle case degli uomini, ossia con tetto piatto e colore chiaro. In realtà con queste caratteristiche fanno riferimento alle capanne.
Urna (=casa delle ceneri) del X secolo a.C. in cui si vede una porta e un tetto spiovente
- Urna in terracotta
- È un’edicola votiva a pianta rettangolare
- I gradini separano la casa dall’ambiente circostante
- La porta mette in relazione due dimensioni.
- Le colonne sono posizionate sull’ultimo gradino e reggono una pensilina, che protegge e rende l’ingresso accogliente per la preghiera. L’ingresso serve per pregare e per separare l’interno e l’esterno, in questo modo separa anche dimensione terrena e dimensione ultraterrena e chi lo attraversa ha paura di farlo
- La pensilina fa da appoggio per un tetto a falda che protegge dall’acqua e deve essere funzionale affinché l’acqua non sosti sulla pietra altrimenti, per capillarità, crolla, invece essendo la casa degli dei immortali deve essere eterna
Vitruvio per analizzare i templi parte da dei principi che riconosco sulla base del figuratum aspectus edificio (aspetto figurativo dell'edificio)
- Naos -> cella a nucleo dell’edificio
- Ante -> pareti
- Colonna -> In greco si dice stile. Spesso sono dispari per garantire la simmetria e sono anche il stilobate, modulo per calcolare le proporzioni. Le colonne sono appoggiate sullo ossia l’ultimo gradino
- Crepidoma -> base rettangolare del tempio
- Tempio in antis -> si sta articolando lo spazio per la soglia. Le cerimonie si svolgevano all’esterno dell’edificio e solo il sacerdote poteva entrare nel tempio. L’architetto capisce che bisogna articolare l’ingresso e quindi inserisce delle colonne
- Tempio prostilo -> edifici con il pronao, ossia ho delle colonne davanti al naos
- Tempio anfiprositlo -> ha delle colonne sia davanti che dietro e il secondo colonnato serve per sensibilità paesaggistica
- Tempio periptero -> se il colonnato (peristilio) si estende anche al lato dell’edificio il tempio si chiama periptero. In questo caso non ci sono punti di vista privilegiati, ma amplifica la relazione tra interno ed esterno e quindi ha la funzione del pronao, si enfatizza il luogo di monumentalità
- Baldacchino - 4 pali molto spessi a sezione circolare + copertura - Protegge la statua in processione - Rende la statua visibile - Nobilita la statua quando è in pubblico - Sta sopra a chi non poteva stare a capo scoperto come, ad esempio, i regnanti - Casa e baldacchino devono essere integrati -> il tempio periptero deve mettere in relazione una parte interna e una parte privata (casa) con la parte pubblica
Luigi Canina compone delle tavole comparative dei vari templi in cui si nota che le dimensioni non hanno grande importanza per l’utilitas, con il tempo si è preceduto con adattamenti. Si nota anche che i templi non devono essere analizzati singolarmente, ma in serie.
Molti degli edifici che abbiamo sono rovine e la sola cosa che possiamo ancora vedere è la pianta
Tempio di Apollo
- Luogo -> Siracusa
- Pianta -> tempio periptero
- Colonne -> 6 lato corto - 15 lato lungo - diametro di circa 2 metri
- Intercolumnio e diametro hanno dimensioni abbastanza simili
- Cella -> ha un pronao - forma allungata - articolata in spazi diversi suddivisi longitudinalmente da colonne -> la navata è solo quella centrale, perché nelle altre non ci si può muovere - nell’ultimo spazio non sappiamo esattamente cosa fosse contenuto
- Orientamento -> il nord è a destra dell’edificio -> il pronao della cella e dell’edificio ci indicano qual è il fronte
Tempio C di Selinunte
- Luogo -> Selinunte, Sicilia
- Proporzioni -> forma allungata -> la peristasi non è centrale
- -> rapporto intercolumnio-diametro diverso rispetto al tempio di Apollo a Siracusa
- Pianta -> tempio periptero
- Colonne -> 6 lato corto -> 17 lato lungo
- Cella -> a navata unica -> senza pronao
- Questo tempio doveva garantire un gran flusso di persone avendo un intercolumnio abbastanza elevato
- Non resta molto del tempio, perché durante la costruzione c’è stato un gran terremoto
Tempio di Era/La Basilica
- Luogo -> Paestum
- Pianta -> tempio periptero
- Colonne -> 9 lato corto - 18 lato lungo
- Cella -> divisa da colonnato -> forse tempio gemellare (per 2 divinità) -> era dedicato a Era, ma non sappiamo quando
- Pronao -> con 3 colonne -> anomalia che si spiega solo guardando l’interno della cella
Tempio di Giove
- Luogo -> Grecia
- Architetto -> Libone
- Pianta -> tempio periptero esastilo
- Colonne -> 6 lato corto - 13 lato lungo
- Cella -> espansione rispetto l’esterno -> la cella si sta complicando -> in realtà è un tempio in antis con pronao -> nel muro a sinistra è inserita una scala a chiocciola, mentre sulla destra un altro vano -> sistema a doppia porta -> all’architetto viene chiesto di costruire una scala che serviva per i lavori di manutenzione, in questo modo chi doveva farli non passava per la casa di Giove -> dilatazione della navata -> le colonne si spostano verso il muro
Tempio di Athena Parthenos
- Luogo -> Atene
- Architetti -> Callicrate (committente Cimone) -> Ictino (committente Pericle)
- Data -> venne costruito dopo la vittoria di Atene sui Persiani
- Conteneva l’immensa statua crisoelefantina di Atena
- Pianta -> periptero octastilo
- Colonne -> 8 lato corto -> 17 lato lungo
- Cella -> è molto espansa -> la celebrazione si svolge nello spazio del santuario -> tempio in antis esastilo -> 2 stanze separate con colonne in entrambe -> la statua era in quella rivolta verso est -> le colonne erano a U
Tempio di Apollo a Bassai
- Le colonne non esistono più per dividere le navate, sono praticamente contro al muro, ma servono per scandire le dimensioni
Tempio di Apollo a Didyma
- Luogo -> Didyma, Turchia
- Pianta -> tempio diptero
- Pronao -> all’interno ha 12 colonne -> serve per dividere le persone che entrano -> guardando le scalinate il flusso doveva essere elevato
Tholos di Delfi
- Tempio periptero in pianta circolare -> cambia la geometria, ma non cambiano i principi vitruviani
- Tetto a cono -> ricorda maggiormente una capanna
- All’interno della cella ho colonne corinzie
L'architettura del tempio periptero e la firmitas
De architectura libri decem III e IV libro figura principi utilitas “case degli dei immortali” “species”
Categorie [5] sistema elementi “snelli” verticali e orizzontali diametro colonne riconoscibili / equilibrio statico intercolumnio utilitas firmitas costruzione <-firmitas in pietra da taglio -> litoteca
Vitruvio dice che i templi si possono classificare anche per species (categorie) che si esprimono tramite relazioni aritmetiche che mettono in relazione due misure -> sezione della colonna, ossia diametro inferiore (punto in cui la colonna poggia sullo stilobate) e intercolumnio.
Il rapporto può essere 1:1, 1:2, 1:3 … oppure secondo frazioni. Secondo questi parametri Vitruvio critica alcuni templi.
A volte per andare nel tempio per qualcuno è necessario essere accompagnati -> l’intercolumnio non deve essere troppo stretto, perché è la casa degli dei, non la fortezza degli dei.
Nel rapporto 1:3 per la larghezza dell’intercolumnio, l’architrave si spezza e viene meno l’utilitas.
Pietra da taglio = pietra viva -> Vitruvio ci dice di non utilizzare la pietra prima di averla fatta riposare all’aperto per 2 anni affinché perda l’umidità di cava.
Processo di costruzione
- Scavo- Tecnica di consolidamento del terreno palificando -> il terreno deve essere solido - Si utilizzano pietre o mattoni -> fondazioni in muratura - La fondazione deve avvenire in relazione alla posizione delle colonne e della cella -> devono avere delle fondamenta più solide
- Costruzione del crepidoma - Nel Partenone può vedersi il crepidoma di diversi materiali - Interamente realizzato in blocchi di pietre trasportati ed estratti con un processo lunghissimo basato principalmente sulla schiavitù - La prima architettura è quella della cava -> il materiale deve conservare le proprietà che ha in cava in tutto il processo -> i blocchi sono parallelepipedi -> per far sollevare il blocco inserisco pali di legno che poi vengono fatti esplodere -> trasporto -> in montagna si costruiscono sentieri con il materiale di scarto su cui si trascinavano con corde di canapa legate a pali i blocchi su uno slittino, il trasporto avviene anche via mare -> i blocchi vengono lavorati per essere assemblati per la costruzione del crepidoma, bisognava prevedere a priori quali potevano essere i blocchi utili per la costruzione
- Blocco - La faccia superiore doveva essere liscia, perché era il piano d’appoggio per un altro blocco, non dovevano muoversi - Gli spigoli andavano lavorati - Le facce laterali potevano essere lavorate solo in una cornice - Erano necessari dei ganci - Andava lavorato tenendo conto del fatto che doveva essere trasportato tramite uso di tenoni, di tenaglie oppure con il metodo di inserimento dell’olivella. Nel tempio di Segesta può notarsi il necessario per il processo di trasporto
- Stilobate - Ultimo gradino del crepidoma - È un piano in cui si prestava particolare attenzione alla faccia superiore dei blocchi - Non doveva esserci nessuna retta. Lo stilobate non doveva essere piano -> geometria della lente: era convesso perché doveva far defluire l’acqua
- Blocchi che costituiscono la cella - Blocchi parallelepipedi stereotomici -> stereotomia - Alcuni blocchi dovevano essere costruiti ad angolo, mentre altri dovevano avere una faccia esterna e altri ancora interna -> c’erano almeno due filari di blocchi
- Colonne - Raramente erano monolitiche, spesso erano costituiti da rocchi legati tra loro tramite perni, erano colonne armate - Sopra la colonna monolitica c’è il capitello
- Architrave - non è centrale rispetto all’abaco - peso elevato - divide il peso su due colonne - veniva issata e posizionata sopra il capitello (i romani usavano anche animali, mentre i greci no)
- Capitello - Essendo un nodo è un punto delicato della costruzione: è il punto di connessione tra un elemento di sostegno orizzontale (architrave) e uno verticale (colonna)
- Abaco - Tavoletta piatta di marmo -> elemento di connessione dell’intero sistema, poiché è qui che si poggia l’architrave - È a sezione rettangolare perché è la base dell’architrave
- Echino - Allargamento del punto di imposta della colonna, aumenta l’appoggio della colonna - È a sezione circolare perché è il prolungamento della colonna
- Copertura - Sappiamo molto poco - Probabilmente era di marmo con alcune travi in metallo
- Tetto - A falde, in terracotta o in pietra
- Parte scultorea - Veniva realizzata dopo la costruzione del tetto (esempio: scanalature, rifiniture, capitelli…)
- Fase di stuccatura - I vari rocchi dovevano scomparire - A volte la stuccatura veniva ripassata con la cera - Infine venivano colorate le parti che dovevano essere dipinte
L'architettura del tempio periptero e la venustas vitruviana
“Symmetria”
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