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Le Areae, i Martyirium e gli Heroa

I cimiteri in superficie cristiani venero adottati da quest'ultimi ed erano prediletti rispetto alla

catacombe soprattutto se a essere seppellito era un personaggio importante per la comunità.

Complessi più monumentali si creavano quando la sepoltura dava luogo ad un culto pubblico di un

martyrium cioè la tomba di un martire.

Sui luoghi legati a gesta importanti si ergevano gli heroa, cioè edifici che univano alla funzione del

tempio e del santuario quella del mausoleo.

Scavi sotto la basilica di San Pietro hanno trovato tracce del più antico Martyrium che si conosca

(quello di Pietro)

Martyrium di Pietro Edicola di san Pietro Vaticano 160 d.C.

Di fronte alla nicchia era posta in edicola formata da due colonne che sostenevano una lastra di

pietra all'altezza di 1 metro e mezzo dal suolo. La nicchia continuava in alto sopra l'edicola e forse

era affiancata da semicolonne e sormontata da un timpano.

Costruzione delle chiese in età costantiniana

Con l'edito i Milano del 313 d.C. Costantino riconobbe apertamente il Cristianesimo e fece in modo

che la chiesa diventasse la maggior forza religiosa dell'impero Romano.

L'architettura cristiana del periodo costantiniano si sviluppo in un intreccio di sviluppi pratici e

ideologici, in oltre il crescere della comunità soprattutto nei centri urbani face nascere la necessità

di luoghi adatti, con: un atrio, un cortile per i catecumeni e un area separata per il clero romano.

Perciò l'architettura domestica non era più efficace. Per ragioni ideologiche le strutture non

potevano riconoscersi nei templi romani i quali non furono mai utilizzati. Per queste ragioni il

mondo romano vide la ripresa del modello della basilica romana.

La basilica

La basilica come la intendiamo oggi è una costruzione divisa in navata centrale e due navate

laterali basse e strette, illuminate da finestre che si aprono in alto nelle due pareti della navata

centrale.

Ma la basilica romana erano di forma più semplice, erano costituite da una ambiente unico

suddiviso al massimo con supporti, e a volte presentava delle navate.

Il tipo di basilica più diffuso nel IV secolo era quello ad aula allungata con tetto a travi senza navate

che terminava con un abside rialzato, l'esterno era semplice e anonimo, mentre l'interno era

riccamente decorato.

La basilica cristiana è stato stravolse l'architettura dell'epoca, questa già nel 300 aveva

caratteristiche ricorrenti: pianta rettangolare, asse maggiore longitudinale, tetto a travi, una tribuna

che concludeva l'edificio a forma rettangolare o absidata.

La basilica di san Giovanni in Laterano

La basilica in questione mette in luce gli elementi tipici del culto imperiale. A Roma nel 313

Costantino donò alla chiesa un palazzo imperiale in Laterano perché divenisse residenza degna

del vescovo di Roma, nonostante gli interventi di manutenzioni necessari (esempio Borromini

1646) ci rimangono le fondamenta, alcuni muri, e numerose decorazioni che ci aiutano a ricostruire

l'edificio.

La basilica possedeva una navata centrale delimitata da due file di 15 colonne trabeate, questa era

affiancata da 2 navate per lato visibilmente più piccole erano divise tra loro da basse arcate,

ognuna posava su colonne (22) di marmo poste su alti plinti.

Un grandioso abside aggettante concludeva la navata centrale. (Il transetto è aggiunta medievale)

Presumibilmente le navate centrali erano per la comunità, mentre quelle più esterne per i

catecumeni, mentre l'area dell’abside e del presbiterio erano dedicate al clero.

La muratura era tutta in calcestruzzo rivestito da mattoni.

Il tetto più capriate sovrapposte consentiva l'ingresso della luce.

La basilica di san Pietro costantiniano

Con tutta probabilità la data in cui Costantino decise di costruire intorno al santuario di Pietro una

gigantesca basilica capace di contenere migliaia di fedeli si aggira attorno al 320.

Fu realizzata un’ampia spianata, lasciando in tratta solo la sommità del monumento di Paolo, a

questo livello si inizio a innalzare una Basilica che incorporava il santuario occupando l'intera area.

A causa del terreno scosceso dell'area le navate erano poste su diversi piani, rendendo l'area cosi

funzionale alle varie funzioni che si sarebbero svolte attorno all'altare dell'apostolo.

Le fole che richiamava questo luogo erano immense, perciò la basilica dovette avere dimensioni

grandiose con una lunghezza di 120 metri e larga poco meno di 50.

L'ampia navate centrale e le due per lato che la costeggiano richiamano con tutta probabilità la

basilica lateranense ma nel progetto queste non si concludevano con la zona del presbiterio bensì

erano tagliate da una struttura trasversale con dei vani terminali posti ad un livello più basso, i

quali aggettavano al di là della navata centrale, un transetto continuo quindi (ripreso in epoca

carolingia), il quale in corrispondenza della navata centrale si apriva con un immenso abside. Il

transetto e la navata centrale erano separati da un arco trionfale, mentre in corrispondenza della

navate laterali vi erano diaframmi di colonne.

Ogni parte aveva la sua funzione. Il transetto absidato accoglieva la tomba del martire l'altare i

seggi del clero, le navate invece erano un cimitero coperto.

22 grandi colonne costeggiavano su ogni lato la navata centrale. Queste avevano un diametro che

si aggirava attorno al metro e avevano un intercolunni di soli 2,5 metri.

I capitelli corinzi e compositi sostenevano una trabeazione di spoglio con cornice cosi sporgente

che fungeva da passaggio.

Ogni tre colonne si apriva sulla muratura un finestrone (11 totali) che illuminavano la basilica.

Come nella basilica lateranense le colonne delle navate minori e sostenevano della arcate che

erano a contatto con il tetto delle navate. A differenza con la basilica L. le navate laterali avevano

uguale altezza. Ciò si riscontrava anche nella copertura a capriate esterna.

La basilica di San Pietro non era una chiesa ordinaria ma un Martyrium monumentale.

La facciata della basilica presentava finestroni ad arco e un piccolo rosone. La facciata a spioventi

della basilica era anticipata da un quadriportico per i catecumeni avente anche funzione

cimiteriale.

Basilica di San Paolo

Nel 385 si inizio a costruire la nuova chiesa di san Paolo sulla via Ostiense tenendo come modello

di riferimento san Pietro in vaticano. L'edificio fu costruito su un sepolcro, un mausoleo del I

secolo.

La chiesa fu eretta per fare della tomba di san Paolo un edificio monumentale come quello che fu

dedicato a San Pietro.

La struttura venne devastata da un incendio, ma le dimensioni, le proporzioni e alcuni tratti della

muratura sopravvivono.

La basilica è preceduta da un atrio a colone, la navata centrale larga 24 metri si estendeva per

quasi 100 metri, questa era fiancheggiata da due navate. Il sacrario di Paolo si trovava nei pressi

dell'arco trionfale sotto l'altare. Un transetto continuo più alto di quello di san Pietro copre il

sacrario ma come quest'ultima presenta un enorme abside. Quattro file di colonne

fiancheggiavano la navata centrale separandola dalle laterali. Come in San Pietro i muri sostenuti

da archi della navate erano forati da una serie di aperture.

Ogni lato aveva 21 finestroni e non 11 come in san Pietro, ognuno in asse con gli intercolunnio. Il

colonnato della navata maggiore era coronato da archi anzi che da una trabeazione.

Mausoleo di Santa Sabina

Eretto tra il 422 e il 432 Santa Sabina sull'Aventino rappresenta un apice nell’architettura religiosa

Romana.

Incorporando edifici precedenti questa basilica semplifica il prototipo basilicale del V secolo a

Roma, elegante nel progetto e riccamente decorato l'edificio contribuisce a una rinascita classica

nell'architettura a Roma.

Le 24 colonne marmoree totali con basi e capitelli corinzi, che scandiscono le navate, si

presuppone siano state sottratte a un edificio del II secolo (forse mai edificato). Mosaici e marmi

riversarono le pareti interne, e decorano una pianta molto semplice anche se innovativa, infatti la

navata centrale è straordinariamente alta e lunga, accentuando la strettezza delle navate laterali.

Gli altri archi si posano sulle colone e finestroni si aprono sulla navata per ogni intercolumnio, altre

tre si aprono sull’abside e cinque sulla facciata. Le navatelle restavano senza finestre e buie

accentuando la monumentalità del corpo centrale volto all'abside semicircolare.

Basilica di Santa Maria Maggiore

Fatta erigere dal papa Sisto III tra il 432 e il 440. La BDSMM rappresenta il cambiamento

dell'architettura cristiana in questo periodo.

La chiesa presenta un’ampia navata centrale e fiancheggiata solo da due navate laterali. Lunghe

file di colonne con capitelli ionici sostengono una trabeazione classica, con architrave tripartito e

fregio, guidando l'occhio verso l'arco trionfale e poi verso l'abside. Lesene addossate alla parete

entrale formano un secondo ordine, ogni lesena era fiancheggiata da un doppio ordine di colonne

con scanalature ruotanti. Le quali sostenevano un fregio a girali classicheggiante. Le lesene

inquadravano le finestrature e dei riquadri in mosaico. (arco e ordine) (ricordo del arte traianea).

Battistero lateranense

Il battistero in Laterano costruito da Costantino in forma ortogonale con colonne angolari,

illuminato da due file di finestre era presumibilmente coperto da un tetto ligneo, fu completamente

rifatto sotto papa Sisto.

Due ordini trabeati al centro, ognuno di otto colonne componevano un baldacchino ottagonale. Gli

ordini erano sormontati da 8 finestre dal tamburo e dal tetto ligneo piramidale. Un deambulatorio

ottagonale coperto a botte circondava il nucleo centrale.

Architettura carolingia

A meta del VIII secolo nell'Europa occidentale fino alla fine del X secolo si riscontra una fioritura

artistica conosciuta come rinascenza Carolingia perché trasse gli impulsi fondamentali da Carlo

Magno e dalla sua corte. Come sua politica di governo CM promosse la costruzione di cattedrali e

chiese conventuali che ospitavano scuole e le botteghe degli artisti sovvenzionati e incoraggiati

dallo stessi imperatore.

I modelli vengono desunti dal mondo paleocristiano, bizantino, e greco - italico.

In Architettura di questo periodo ha visto nascere diverse scuole e diversi modelli.

Chiese ad aula

Le chiese ad aula costituiscono i prototipi di maggioranza. Questo schema riproduce lo schema

dell'edificio sacro cristiano. Si attesta la presenza di questi edifici in Italia e in Francia.

Le chiese ad aula raramente absidate furono presto ampliate con l'aggiunta di piccole cappelle

laterali, che assunsero nella pianta, l'aspetti di bracci trasversali, anche se più basse della navata.

Caratteristica che si troverà nell'architettura di questo tipo è il coro formato da tre absidi.

Nella fase intermedia si raggiungono chiese di tipo basilicale e chiese con coro affiancato da cori

più piccoli.

Chiese con Westwerk

Il Westwerk è un corpo a più piani protetto ai lati da alte torri e generalmente era organizzato su tre

piani cripta, sotterraneo e vestibolo. Nell'architettura carolingia non sono più le torri a costituire la

facciata occidentale bensì questo intero corpo architettonico.

L'introduzione del corpo a torre può essere spiegato con l'introduzione dei complessi di campane

nelle chiese. Tuttavia ciò non spiega come si sia giunti al complesso del W. E della sua struttura.

Il Westwerk è una delle creazioni più originali dell'architettura carolingia anche se vede le sue

origine nell'edificio a pianta centrale bizantino e la facciata a due torri delle chiese siriache.

Chiese con cori contrapposti

Le chiese con cori contrapposti non sono un innovativa carolingia, infatti già nel periodo

paleocristiano esistevano basiliche con navata centrale biapsidata. Tuttavia solo in questo periodo

si ha un ritorno consapevole al modello che viene rielaborato in una basilica cruciforme con due

absidi contrapposte

Chiese a pianta cruciforme

Il ritorno dell'edificio sacro alla forma di basilica a croce costituiva un esigenza per il tempo,

riallacciandosi con l'architettura romana costantiniana con transetto continuo. La pianta basilicale

con transetto continuo si caratterizza con un coro tripartito o e a volte il transetto appare con coro

separato e/o raddoppiato mediante navate trasversali ai lati.

La cripta

Nelle chiese carolingie si sviluppa la cripta, vano al di sotto della chiesa. Predominano prima le

cripte anulari disposte a semicerchio sotto l'abside, queste spesso circondavano la tomba del

martire.

Costruzioni a volta

Se nelle cripte o nelle gallerie si era mantenuta la tradizionale volta a botte, i Westwerk che si

possono definire come grandi cripte a navate presentano la classica forma della volta a crociera.

L'architettura ottoniana

L'arte ottoniana ebbe vita in Germania, e prende il nome dai tre sovrani di nome Ottone che

ressero l'impero Germanico in questo periodo. Erede dell'arte carolingia in questi luoghi l'arte

ottoniana accuso anche influssi bizantini, creando così negli ultimi anni quella che si andrà poi

definendo come arte romanica.

Trascorso nel IX secolo il periodo carolingio, nella seconda meta dal XI in Germania si caratterizza

un architettura peculiare che segue quella carolingia.

Rispetto all'architettura Carolingia l'architettura ottoniana si caratterizza per la ricchezza di strutture

e per il suo dinamismo.

Preso il pilastro come struttura portante, esso si alterna con la figura della colonna.

Il transetto esteso longitudinalmente è visibilmente aggettante ma ancora costruito su tre basi

quadrate. Il coro a volte perfettamente quadrato e si presenta con o senza abside, a volte si

presenta con tre navate, e altre raggiunge una forma più ricca con deambulatorio.

Le cripte possono o essere sotterranee, determinando all'interno della chiesa una differenza di

altezza, o esterne.

Caratteristica di questa architettura sono le facciate turrite poste nella maggior parte dei casi

simmetricamente.

Le volte utilizzate sono a semi cupola per l'abside e a crociera nelle cripte e nelle navate laterali.

Gli edifici a pianta centrale rimangono per fini particolari: mausolei, battisteri, e generalmente

presentano una pianta ottagonale con nicchie radiali o a croce greca.

L'estrema rochezza di ambienti che caratterizza questa architettura, è accompagnata da lesene,

archi, pilastri, arcate cieche, e nicchie che intrecciandosi, scandiscono le varie aree. (Rinuncia dei

mosaici, capitelli cubici)

Esempi Carolingi

Abbazia di Saint - Denis

L'abbazia venne fondata intorno al 754in Francia. È può essere definita la prima chiesa di stato di

Carolingi. La chiesa originale a pianta cruciforme venne sostituita con un edificio gotico, ma

originariamente presentava tre navate con transetto sporgente con abside e cripta anulare. La

facciata presentava due torri probabilmente queste fiancheggiavano una torre più monumentale

(forse una specie di Westwerk).

Come si nota la pianta è fortemente collegata alle basiliche romane di epoca costantiniana, questa

ripresa delle tradizione romane affiancava la decisione di Carlo Magno a riprendere il rito liturgico

Romano.

Abbazia di Lorsch

(764 in Germania)

Questa abbazia presentava uno dei primi esempi di Westwerk carolingio.

Ripresa dello schema basilicale

Ripresa in particolare del prototipo cruciforme paleocristiano

Ampliamento del coro mediante tre absidi

Cripte a più ambienti

Queste caratteristiche presenti in questa abbazia e in quella sì S.D riassumono le caratteristiche

dell'architettura carolingia sotto Carlo Magno

Chiesa benedettina di Corvey

L'abbazia ha una pianta quadrata del 844 (Germania). Nel piano inferiore si trova l'atrio sorretto sa

colonne. I due piani superiori formano una grande sala.

All'esterno è situato un Westwerk (aggiunto nel 873) che serra la facciata occidentale. L'impianto a

tre navate con navata centrale più larga e coro.

Chiesa di san Michele a Hildesheim Germania

Edificio rappresentativo dell'architettura ottoniana viene costruito intorno al 1010. L'edificio

presenta forti analogie con la chiesa di Saint - Riquier. La pianta è costituita da tre quadrati: il

corpo centrale a tre navate, due simmetrici con transetti e due cori, con una torre quadrata in

ognuno dei punti di intersezione. All'interno pilastri e colonne si alternano tra le navate.

L'architettura Romanica

L'architettura Romanica nasce da esigenze che stavano nascendo nel mondo europeo. La prima

necessita era quella di ampliare e sistemare diversamente l'area del presbiterio, cosi il coro

divenne deambulato, mantenendo sempre le grandi dimensioni. Così il coro di forma quadrata o

rettangolare fu chiuso sul fondo da un abside semicilindrica traforata, questi due elementi, coro e

abside erano avvolti da una galleria semicircolare che si apriva sul transetto, creando una

continuità tra navate laterali e deambulatorio.

La seconda necessita era una necessita percettiva, infatti l'architettura avrebbe dovuto creare un

ambiente spirituale. L'oggetto architettonico strutturale diventa forma e le masse edilizie grevi

vengono scandite e articolate tramite membrature.

La formazione dell'architettura romanica può essere assimilata alla trasformazione della basilica

cristiana. La trasformazione ha inizio mantenendo la tipologia della copertura lignea ma

introducendo alcuni cambiamenti: uso esclusivo di pilastri, muri di grosso spessore, strutture

massicce, luci ridotte, altezze moderate e navate in penombra.

Fu proprio il carattere percettivo, dato a primo impatto dalla luce a segnare il cambiamento e

l'inizio dell'architettura romanica che si forma tramite un processo che si può considerare concluso

nella seconda meta del XI secolo.

Il processo di formazione dell'architettura Romanica è scandito dalla progressiva conquista di

sicurezza nell'uso della volta. Perciò l'inizio sarà caratterizzato da volte a botte poi a crociera prima

in ambienti piccoli, poi in aree sempre più vaste.

La sostituzione del topo chiesastico basilicale a tetto, con l'organismo coperto a volte richiede la

trasformazione del sistema statico con il conseguente mutamento della struttura di sostegno.

La scelta della volta come copertura del grande vano della navata, e l'uso di murature massicce

rappresenta il fulcro nel processo di formazione dell'edificio romanico.

Gli spazzi liberi che caratterizzano la chiesa romanica determinano l'introduzione di una nuova

visione, più poetica e spirituale, dell'architettura (compito assegnato nel periodo bizantino da colori

e mosaici).

I problemi compositivi dell'architettura chiesastica Romanica sono due: il primo riguarda la

risoluzione strutturale che vede l'innesto del transetto nel corpo longitudinale della chiesa, compito

gravato dalle imperative divisioni che le arcate dettavano. Il secondo problema era dettato da una

volontà di unire l'esterno della chiesa con il suo interno.

Vediamo cosi la trasformazione del complesso basilicale che rimane sempre a tre navate ma inizia

a presentare la medesima altezza in tutte e tre le navate ricevendo la luce solo dalle finestre

perimetrali.

Per la statica dell'edificio i corpi laterali ricevono la spinta dalla grande volta che copre la navata

centrale scaricandola sule strutture retrostanti. Si genera cosi attraverso gli spessi muri e le curve

degli archi e delle volte un sistema di forze contrastanti che creano un equilibrio.

Francia

In Francia è difficile delineare temporalmente l'arte romanica, infatti questa è fortemente

influenzata dall'Architettura precedente e influenzerà molto il periodo gotico successivo. Ad

aumentare le difficoltà si aggiungono i vari stili regionali che si delineano nella varie aree francesi.

Le campate e le curve delle volte si oppongono alle lisce pareti dell'architettura carolingia,

presentandosi in Francia come carattere innovativo.

Soprattutto nella Francia orinale si sviluppa un architettura romanica che ha già caratteri in stile

gotico.

Basilica di Saint - Sernin

La basilica di saint sernin rappresenta uno dei massimi esponenti dell'architettura Romanica della

Francia del sud. La chiesa presenta caratteristiche tipiche del architettura romana.

La chiesa si erge su una pianta a croce latina preceduta da un nartece ed ornata da un ampio

transetto e abside semicircolare.

All'esterno spicca la torre a campanile ottagonale che si eleva all'incrocio del transetto con la

navata.

La facciata caratterizzata dal nartece presenta una serie di monofore e aperture circondate da

archi a tutto sesto. A contribuire all'illuminazione è posto in facciata un grande rosone.

Un arco a tutto sesto strombato in pietra bianca abbraccia la porta d'entrata. L'arco d'entrata è

retto da due colonne per lato aventi capitelli scolpiti.

La navata centrale interna è costituita da 11 campate con volta a botte ed è divisa dalle due navate

laterali per lato da archi a tutto sesto retti da pilastri. Sopra le navate laterali voltate a crociera si

colloca il matroneo aperto verso l'interno tramite bifore.

Il transetto voltato a botte è diviso in tre navate dalle quali si aprono absidi semicircolari. La cupola

ottagonale copre l'incrocio tra navata e transetto e sotto di essa si trova l'altare.

Il coro che si conclude con un abside, è come vuole l'architettura romanica circondato da un

deambulatorio che prosegue con le navate del transetto e con le navate laterali.

Basilica di santa maddalena di Vezelay (navata romanica cuore gotico)

Capolavoro dell'architettura romanica la basilica a tre navate è costituita da un corpo centrale

posto fra due torri. La pianta a croce latina presenta nartece, un transetto e un coro con

deambulatorio e cappelle radiali Al di sopra delle navate laterali sono i matronei che si aprono

all'interno con quadrifore posate su colonnine attraverso archi a tutto sesto.

Grazie all'ingegneria delle volte la basilica presenta finestrature molto grandi.

Chiesa di Saint Etienne

Rappresentativo dell'architettura romanica francese l'edificio fu costruito intorno al 1070. La pianta

presenta un impianto a navate su sette campate incrociate ad un ampio transetto con absidiole nei

bracci.

Il coro si conclude con un abside circolare con deambulatorio e tre cappelle.

L'edificio è uno dei primi ad avere una grandezza consistente ad avere la copertura interamente a

volte. La navata centrale e il transetti presentano volte a botte mentre le navate laterali volte a

crociera, mentre il matroneo è coperto con semi botti. (Volte a botte influenza cluniacense).

Germania

L'arte romanica si sovrappone in Germania all'arte ottoniana. Vede l'affermarsi dei capitelli cubici

che andranno poi diffondersi in Europa.

Duomo di Worms (1030 circa)

Questo edificio tardo romanico ripeto lo schema basilicale a tre navate con campate scandite da

un sistema obbligato. In pietra arenaria di colore rosso la basilica presenta sei torri 4 cilindriche e

due ottagonali. In oltre presenta un doppio abside.

Colonne a vela costolonate caratterizzano la copertura interna.

Spagna

In spagna l'architettura romanica presenta forme analoghe a quella lombarda ma con maggiore

cura per i particolari scultorei. L'influenza dell'architettura francese è visibile ad esempio nella

cattedrale di Santiago de Compostela.

Cattedrale di Santiago de Compostela

Capolavoro dell’architettura romanica in Spagna è datato attorno al 1078. Il forte influsso francese

ben visibile che ha la cattedrale è dovuto probabilmente al fatto che Cluny governava la maggior

parte di monasteri spagnoli, e che la maggior parte dei pellegrini proveniva proprio dalla Francia.

Cosi la cattedrale si presenta con una navata a dodici campate fiancheggiata da navate laterali su

volte a crociere, con matronei coperti da volte di un quarto di cerchio. Una cupola copre la crociera

del transetto che presenta sei campate con absidiole. Il coro si conclude con un abside con cinque

cappelle radiali.

Romanico Italiano

Il nascere di un nuovo modello architettonico in Italia si aggira attorno alla metà del X secolo,

quando le vesti degli edifici iniziano a decorarsi di lesene. Il mutamento iniziò gradualmente anche

all'interno degli edifici chiesastici, iniziarono a vedersi le prime forme di absidi regolate da un ritmo

di archetti che saranno dominanti per tutto il periodo.

La diffusione di questa sempre più forbita veste decorativa, ricordiamo le grandi arcature cieche,

tipiche del epoca, si posa su edifici aventi una tradizionale pianta basilicale o ad aula unica, anche

se è da sottolineare che in Lombardia la pianta basilicale e la volta vennero introdotte più tardi

lasciando una più libera scelta.

L'organizzazione delle cripte, iniziato in epoca Carolingia, tramite una suddivisione dello spazio in

cellule viene ripreso e rielaborato dalle maestranze del Romanico Italiano.

La basilica Romanica si presentava con: tetto a cavalletti che copriva la navata centrale, scavallata

da archi traversi, pilastri a sezione quadrata sfociando poi in piante quadrilobate.

L'uso della volta a crociera, non solo sulle navate laterali, venne introdotto da maestranze milanesi

alla fine dell’XI secolo giungendo poi a forme sempre più elaborate come volte a crociera con

costoloni a sezione quadrata che verranno sorrette dai matronei laterali.

Si giungerà poi ad avere un ritmo scandito anche sulle murature dove si alterneranno strutture

portanti quali: pilastri, archi e costoloni. Rendendo così più sensibile lo spazio geometrico della

muratura che sarà poi protagonista nell'architettura Gotica e dalle maestranze rinascimentali

Toscane.

È da sottolineare in fine di come queste sono le caratteristiche generali del Romanico Italiano, ma

che ogni area acquisì una sua architettura regionale.

Lombardia

La Lombardia e i suoi d'in torni vennero influenzati dall'architettura europea e poi a loro volta

influenzarono il romanico italiano tutto.

Introdussero la bicromia della facciata attraverso l'uso di mattoni di differenti cromature, creando

così una facciata che inizio ad essere decorata con delle sculture.

L'introduzione del campanile adornato cin lesene e via via sempre più isolato dal corpo basilicale

fu una variante tipologica che divenne caratteristica Italiana. Talvolta il campanile veniva

raddoppiato in facciata creando così un tipico Westwerk germanico.

Duomo di Modena

Rappresenta il Romanico Lombardo classicheggiante ed aulico. Realizzato da Lanfranco agli inizi

del XII secolo rappresenta l'architettura comasca, infatti archetti e gallerie insieme ai portali e ai

contrafforti scavano forti ombre mettendo in risalto la plasticità dell'edificio.

Lo spazio esterno del duomo riflette lo spazio esterno. Delle logge perimetrali scandiscono il

duomo all'altezza del matroneo interno. Esternamente due poderose paraste affiancano il corpo

centrale in tutta la sua latezza, rispecchiando la suddivisione interna a tre navate. In facciata due

leoni reggono una colonna verosimilmente antica richiamando il classico del passato.

Internamente la chiesa a navate e transetto presenta un presbiterio sopraelevato che suggerisce la

presenza di una cripta. Emblematica è la copertura lignea sostituita nel XV da volte a crociera.

Pilastri compositi alternati con colonne scandiscono le tre navate, su questi elementi si posano

archi a tutto sesto.

Il duomo di Sant'Ambrogio a Milano

La facciata del duomo è caratterizzata da due logge scandite da archi che ne ingentiliscono

l'aspetto. La loggia superiore caratterizzata da 5 archi ascendenti di altezza partendo dal centro.

La loggia inferiore presenta tre arcate uguali che si uniscono con il portico formando un'unica

struttura.

Internamente la basilica è divisa in tre navate ognuna terminante con un abside. La struttura

basilicale senza absidi presenta la stessa lunghezza del portico che l'anticipa. Il catino absidale è

decorato con mosaici ed presenta al di sotto una cripta.

Sant'Abbondio a Como

La chiesa è stata edificata dai monaci benedettini sul sito di una precedente basilica

paleocristiana. La facciata è scandita da quattro colonne appartenenti a un quadriportico che

precedeva la chiesa. Pochi sono le decorazioni in facciata. A due terzi della navata si elevavano

due torri gemelle, soluzione tipica del romanico normanno. I capitelli che affiancano le monofore

dell'abside presentano capitelli zoomorfi orientaleggianti. L'interno a 5 navate è slanciato verso

l'alto. Il coro illuminato da grandiose finestre è accompagnato da un abside affrescato. Volte

ricoprono il coro e soffitto ligneo le navate.

San Fedele a Como

La basilica di san fedele presenta un gusto orientaleggiante, infatti l'abside assieme alle due

cappelle laterali formano tre grandi lobi che ricordano l'aspetto di alcune chiese di Costantinopoli.

La facciata presenta forti influenze romaniche normanne ed è fiancheggiata da un campanile

scandito da due ordini: bifore e trifore. L'abside maggiore poligonale presenta un deambulatorio

costituito da archi a tutto sesto

Articolato in 3 navate da 4 campate l'interno in stile barocco presenta volte a botte a paraste

corinzie.

Il duomo di Parma

La facciata del duomo di Parma a capanna è attraversato da tre ordini di logge ed arcate cieche,

l'ultimo dei quali non è orizzontale ma segue l'andamento spiovente del tetto. Il campanile risale al

XII secolo.

L'interno articolato intorno a una piana a croce latina è diviso in tre navate. Il presbiterio e il

transetto sono rialzati, ciò suggerisce la presenza di una cripta.

È caratterizzato da: volte a crociera, una cupola alta, matronei, cripta, pilastri a fascio e cappelle

laterali.

Toscana

A parte lo stile che si andava creando nei due centri della regione Pisa e Firenze in toscana si

accolgono influssi monastici riprendendo il carattere dell'architettura che si andava sviluppando in

Francia. Si identificano modelli, perciò, ad unica navata, scandite da un motivo pilastro colona,

presbiterio colonnato e deambulatorio sull'abside con cappelle radiali e cripte monastiche.

Pisa

Il carattere marittimo della città è anche la sua peculiarità negli elementi decorativi. Gli influssi che

furono accolti dalle maestranze Pisane erano bizantine, questo influsso era dovuto agli scambi

commerciali che la città teneva con Costantinopoli, per questo sono frequenti cupole ellittiche e

matronei.

La pianta delle basiliche era inizialmente a croce greca, ma fu ampliata da Rinaldo rendendolo a

pianta latina, che spesso era scandita da cinque navate dovute all'influsso dell'architettura

paleocristiana in Toscana.

Piazza dei miracoli Pisa Duomo (Buscheto)

Fondato nel 1963 la chiesa presenta 5 navate attraversate da transetto a 3 navate.

Architettonicamente la struttura è la composizione di tre basiliche: il corpo centrale e le sporgenze

del transetto.

L'edificio era originariamente a croce greca. Oggi è a croce latina.

La presenza di archi a sesto rialzato, all'alternanza di face di marmo bianco e nero e l'insolita

cupola ellittica stanno a testimoniare le influenze islamiche che ha avuto l'edificio. A facciata di

marmo grigio e bianco decorata con marmi colorati fu edificata da mastro Rainaldo. I tre portali

sottostanno a quattro ordini di loggette.

L'interno presenta colone monolitiche con capitelli corinzi. Il soffitto è a cassettoni,

precedentemente ligneo.

Tra l'incontro del transetto con il corpo centrale si eleva una cupola. Le colone corinzie fra navata e

abside provengono dalla moschea di Palermo.

Battistero

Il battistero di Pisa presenta una cupola troncoconica e copre il giro interno dei pilastri. Nel periodo

gotico si costruì un tiburio emisferico a coprire la cupola. L’interno è semplice e privo di

decorazioni.

Firenze

A Firenze è evidente un forte influsso Pisano rielaborato, fornendo agli edifici una peculiare

simmetria che ricorda le opere antiche. La simmetria degli edifici Fiorentini venne accresciuta dalla

scansione parietale esterna tramite lesene a arcature cieche.

Anche se non si diffuse in Italia l'architettura Fiorentina fu di grande influenza per i maestri

successivi, come Alberti e Brunelleschi.

San miniato al monte

Esempio del romanico Fiorentino che si ispira a un classicismo geometrico. La facciata presenta 5

archi a tutto sesto sorretti da colonne con capitelli corinzi richiamando le prime basiliche

paleocristiane a 5 navate. La parte superiore agli archi mette invece in luce l'interno della chiesa a

tre navate, infatti un corpo centrale è affiancato dalle due falde delle navate laterali.

L'alternarsi di marmi bianchi e verdi richiama l'opus reticolato romano.

L'interno della chiesa presenta presbiterio e coro rialzati sopra la cripta sottostante. Colonne

corinzie collegate da archi dividono le navate laterali da quella centrale con copertura lignea.

Battistero di Firenze

Il battistero costruito su una domus romana, il battistero a pianta ottagonale è rivestito da marmi

bianchi e verdi. Sul primo ordine prevale la linea infatti lesene e semi pilastri girano tutto a torno

l'edificio. All’ordine superiore domina la curva lesene e semi pilastri 4 in totali per lato circondano

l'edificio e su questi elementi posano per ogni lato, appunto, tre archi a tutto sesto. La cupola a 8

vele è coperta esternamente da un attico e una piramide con 8 facce ribassata. Colonne

monolitiche e lesene dividono l'interno del battistero.

Il gotico

Il gotico rappresenta l'ultima fase dell'architettura medievale. Si sviluppa in Francia settentrionale

ed fu datato tra il XII secolo e il XV.

Il termine gotico applicato all'architettura medievale era in precedenza legato a un giudizio

negativo dell'architetture. Il termine si riscontra per la prima volta nelle vite di Giorgio Vasari che

pur non usando direttamente il termine, definisce mostruosa e barbara la maniera trovata dai Goti.

Il termina tra il XVI e il XVIII secolo sarà così sinonimo di arbitrario e barbaro. Per avere un giudizio

positivo dell'architettura gotica legata al termine bisogna aspettare il 1740 nell' architettura teorica

francese e inglese. La diffusione del gotico in Europa trova un suo nucleo nella Francia del nord,

diffondendosi poi nelle aree più vicine e in fine nel Europa tutta giungendo cosi in un periodo tardo

gotico dove alcuni hanno parlato di un gotico universale.

L'architettura gotica, specialmente quella religiosa è caratterizzata da elementi posizionati in

funzione della volta. La volta è così sorretta da: una crociera ogivale, dai contrafforti, dall’Arco

rampante, e dal uso sistematico dell'arco acuto.

La crociera ogivale, innovazione gotica era composta da due archi di sostegno detti costoloni ed

era cosi rinforzata nei punti più deboli (spigoli e vertice) scaricando il peso sui costoloni che

convogliano le spinte verso i 4 punti d'appoggio. Fu proprio il perfezionamento, in Franca, della

volta ogivale che diede il vi all'architettura gotica. Cosi tutti gli elementi robusti e massicci

dell'architettura romana furono aboliti dalla nuova tecnica costruttiva.

Lo spostamento delle spinte dalle murature, a punti predisposti ha consentito l'architettura gotica di

inserire ampie vetrate nella masse murarie cambiando cosi anche la spazialità percettiva

dell'edificio il quale si innalzava sfidando la statica.

In Inghilterra gli elementi massicci eliminati dall'architettura Francese ancora persistevano a parte

alcuni tentativi di volte a costoloni come nella cattedrale di Durham.

Il gotico francese

Il gotico francese è la più antica variante dell'architettura gotica si sviluppa alla meta del XII secolo

mentre in Europa dominava il Romanico.

La cattedrale di Laon

L'edificio, con le sue cinque torri campanarie presenta uno stile gotico ancora non del tutto definito.

La facciata dell’edificio divisa in tre fasce presenta le due torri campanarie gemelle. La prima fascia

presenta tre portali decorati con statue lungo la strombatura dell'architrave. La seconda fascia

presenta un grande rosone centrale e due enormi monofore di derivazione romanica che lo

costeggiano. La fascia superiore o galleria presenta appunto una piccola galleria di archetti sorretti

da colonnine.

L'interno, costruito su una pianta a croce latina con tre navate sia nel aula che nel transetto e nel

coro, presenta una luminosità che attraversa la navata centrale scandita da 11 campate separate

da pilastri monolitici che seguono le costolonature delle volte a crociera.

La cattedrale di Noyon

La pianta della cattedrale è a croce latina. Il coro è costituito da tre campate e un abside con

deambulatorio su cui si affacciano della cappelle rettangolari sulla parte rettilinea e cappelle radiali

absidate lungo l'abside, ciò fa presagire un sicuro uso dell'arco rampante.

L'elevazione dell'edificio interno era arate rizzato da 4 livelli di sviluppo: arcate verso le navate

laterali, matroneo, triforio e in fine finestre alte (claristorio). Il transetto presenta insolite

terminazioni absidate.

Notre Dame

La cattedrale di Notre Dame costruita tra il 1163 e il 1250 è una delle vere cattedrali in stile gotico.

La cattedrale presenta una pianta a croce latina con transetto poco sporgente, profondo coro

absidato e 5 navate, le 4 navate laterali si congiungono intorno all'abside formando un doppio

deambulatorio.

Lo stile della cattedrale parigina presenta ancora alcuni elementi del romanico, come colonne

cilindriche che presentano una navata poco slanciata e poco luminosa caratteristiche del gotico

maturo dove i pilastri permettono la presenza di ampie volte e ampie vetrate.

Il matroneo ben definito presenta finestre articolate rispetto al matroneo di Noyon.

Gli archi rampanti presente nella strutture sono forse la peculiarità della cattedrale.

La facciata principale di ND è divisa in 4 ordini orizzontali: in basso si aprono i tre portali ogivali e

strombati. Al di sopra dei portali i apre una galleria con statue separate da colonnine, più in alto

troviamo due finestre con al centro un rosone. L'ultimo livello è costituito da una serie di slanciate

bifore. Il tutto è sormontato da due torri campanarie. Cinque campate articolano la navata centrale

ciascuna coperta da una volta a crociera. Le navate sono divise da pilastri di forme differenti,

alcuni come detto circolari.

Al di sopra della navate laterali si apre il matroneo che affianca il transetto e continua in fondo

all'abside.

Il transetto si compone di due bracci simmetrici e la crociera.

Il Gotico francese, pieno di slancio e di eleganza, ha in questa costruzione una delle massime

affermazioni. Iniziata nel 1163, Nôtre Dame di Parigi dà un’idea assai chiara di quest’arte originale

che si diffuse in tutta l’Europa. Nonostante i gravissimi danni apportati dagli incendi durante la

Rivoluzione francese e gli interventi di Viollet le Duc, che nella metà dell’Ottocento restaurò

pesantemente l’edificio rifacendo ex-novo le parti mancanti, Nôtre Dame di Parigi costituisce uno

dei primi e più interessanti esempi dell’architettura gotica francese. La sua costruzione fu avviata

nel 1163, per volere del vescovo di Parig, Maurice de Sully. I lavori cominciarono dal coro e

proseguirono con la costruzione della navata, ultimata prima della fine del XII secolo.

Data la precocità, sono ancora evidenti i legami con il Romanico, a partire dalla facciata che,

perfettamente racchiusa in un rettangolo aureo, sembra suggerire una ricerca di proporzionalità ed

equilibrio, retaggio del patrimonio classico.

Il rettangolo aureo, utilizzato anche nel Partenone, è stato da sempre simbolo della ricerca di

armonia e proporzione. Incastrando dei rettangoli aurei uno dentro l’altro si ottiene una perfetta

spirale, come quelle identificabili in natura nelle conchiglie, nei gusci delle lumache, nelle pigne,

nei fiori…

Nel Gotico sono spesso presenti allusioni e richiami matematici e geometrici, come pure

l’applicazione di numeri con un significato simbolico: il 3 allude alla Trinità, il 4 è il numero degli

Evangelisti, 12 erano gli apostoli.

Nôtre Dame di Parigi è una cattedrale molto precoce, che rivela infatti molti elementi orizzontali, a

discapito della ricerca di leggerezza. Sono presenti logge con statue, cornici, gallerie, torrioni

massicci che alludono al Romanico, nonostante compaiano anche bifore slanciate, i portali non

sono eccessivamente strombati, sono scarsi i giochi chiaroscurali.

Nonostante la pianta basilicale, l’impianto interno è quasi centralizzato: il transetto incrocia il corpo

longitudinale delle navate quasi a metà del loro sviluppo ed inoltre vi è una doppia successione di

navate laterali che circondano il vasto spazio interno.

L’interno è diviso in 5 navate, ha un aspetto alquanto ponderoso: i pilastri non sono né a fascio né

a croce, bensì cilindrici; le volte sono a crociera a sesto acuto con nervature (le vele hanno solo

funzione di riempimento). Alcuni pilastri presentano fasci di colonnine che vanno a raccogliere un

determinato elemento strutturale (le nervature); ciò evidenzia il carattere di precisa corrispondenza

tipico di questo stile. L’interno, dunque, è più slanciato rispetto al Romanico, ma l’idea di sviluppo

verso l’alto, nell’ottica del Gotico non è così pronunciata.

La complessa planimetria dell’edificio si riflette inoltre in un alzato ardito, dove gli altri pilastri della

navata centrale si aprono prima nelle arcate di comunicazione con le navate laterali, poi nelle

trifore del matroneo, quindi nelle finestre che danno luce all’interno per poi raccogliere le spinte

delle volte a ogiva.

All’esterno c’è una successione di contrafforti e archi rampanti. Nel presbiterio gli archi rampanti

superano le navate laterali e si agganciano a quella centrale. La campata del deambulatorio è

trapezoidale. Le volte triangolari sono definite dai profili vigorosi degli archi acuti che le sostengono

e dal costolone trasversale che le divide in due triangoli.

Nella campata del deambulatorio la muratura è storta e i filari di mattoni non si corrispondono, ma

sono disposti in direzioni diverse; ciò attesta l’aspetto empirico dell’architettura medioevale: la

chiesa viene costruita non seguendo un meticoloso progetto scritto, bensì nell’operatività, nella

pratica manuale. Il progetto quindi può anche cambiare con il solo cambio del capo cantiere.

L’architettura medioevale si basa perciò sulla pratica del costruire.

Il portale maggiore del Giudizio (1220-30) dimostra che come nel Romanico la scultura è parte

integrante dell’architettura e ha funzione strutturale (pinnacoli, guglie) e didattica (racconto di storie

bibliche). Il rosone del transetto risale al 1255.

Sainte Chapelle

L'edificio a pianta rettangolare si sviluppa su due livelli: la cappella inferiore per il popolo e la

cappella superiore per la famiglia reali.

La facciata slanciata presenta uno sporgente avancorpo, in cui si aprono un corpo sormontato da

una loggia.

Un portale leggermente strombato fa da accesso alla struttura. Un rosone che sovrasta le due

fasce, ingresso e loggia, e sormontato a sua volta da una cuspide triangolare con all'interno un

rosone più piccolo.

La cappella inferiore presenta tre navate separate da colonne. Le due navate laterali più strette si

congiungono intorno al abside creandogli un deambulatorio eptagonale. Volte a crociera ricoprono

la cappella.

La cappella superiore notevolmente più slanciata acquisisce un senso di leggerezza. La struttura a

navata unica di 4 campate con colte a crociera termina con un abside poligonale.

Cattedrale di Chartres

Il tessuto gotico della cattedrale presenta due torri asimmetriche, come tutte le torri eccetto le

cattedrali di Parigi, e un rosone che si presenta come elemento decorativo di spicco.

I portali poco srombati richiamano a maestranze romaniche. Questi si aprono in un interno a tre

navate con transetto ed un doppio deambulatorio circondato da cappelle radiali.

Gotico Inglese

Periodo primo o di transizione: in Inghilterra l'ingresso del gotico non può individuarsi solamente

come un influenza francese, come avviene più o meno per il resto d'Europa. In Inghilterra il

processo fu abbastanza diverso. In Francia la fase di sviluppo che porto alla creazione di un

architettura gotica riguardò particolarmente gli elementi strutturali, cosi le pareti robuste furono

oscurate dalla nuova tecnica di costruzione, conservando la coerenza visiva dell'edificio. I

Inghilterra avvenne il contrario, le pareti massicce furono conservate e si sacrificò la coerenza

visiva. Gli architetti inglesi, salvo poche eccezioni, non dimostrarono particolare interesse per le

innovazioni strutturali, mentre prediligevano il decorativismo della superficie posto su masse

monumentali murarie. Cosi la purezza dell'architettura normanna fu rivestita da decorazioni.

Gotico maturo: una nuova fase del gotico inglese ebbe inizio con la ricostruzione dell'abbazia di

Westminster (1245) che come Canterbury dimostra il diretto influsso Francese. L'architettura iniziò

a slanciarsi mantenendo la corposità e il decorativismo locale, anticipando, per certi versi, le

decorazioni gotiche francesi, di 50 anni.

Gotico ornato e perpendicolare: l'introduzione delle finestre decorate a traforo è uno degli

elementi che caratterizzo il passaggio alla fase più tarda del gotico inglese. L'ornamentazione delle

finestrature porto un sempre più assottigliarsi della muratura favorendo così un arricchimento

decorativo.

Il tardo gotico inglese è conosciuto anche come stile ornato, infatti le curve del precedente periodo

furono attutite e sostituite con elementi verticali che fecero degli archi la continuazione dei pilastri.

Al inizio lo stile perpendicolare venne applicato su opere di dimensioni ridotte.

Alle finestre decorate a traforo si affiancarono le volte a ventaglio creando così definitivamente

un’espressione inglese tardo gotica.

Guglie e torri contribuirono sul finale a caratterizzare l'aspetto esterno delle chiese gotiche inglesi.

Nelle grandi chiese le tre tori furono sostituite da un'unica torre centrale isolata, mentre per le

chiese parrocchiali, spesso aventi copertura ignea, la torre venne collocata sul lato occidentale.

La cattedrale di Canterbury

La cattedrale presenta elementi gotici e romanici anglo sassoni da cui il gotico inglese deriva. Nella

parte orientale domina uno stile romanico tramite la presenza di archi e tutto sesto, mentre nel

fronte occidentale tramite gli archi a sesto acuto domina lo stile gotico.

Una torre si trova al centro dei due fronti.

La pianta a doppia croce a tre navate possiede un coro gotico con abside con deambulatorio. La

cripta presenta elementi romanici come affreschi e colonne.

Il gotico italiano

L'architettura Italiana del tardo medioevo si distingue della contemporanee esperienze in Europeo.

Se da un lato l'Italia aveva anticipato l'arco a sesto acuto grazie alle influenze arabe, ora che il

gotico si era affermato, l'architettura italiana preferì rielaborare la precedente architettura romanica

invece che accogliere il Gotico Francese.

Così si arrivo a un compromesso nel tardo medioevo tra i due stili costruendo edifici dallo stile

Romanico con rivestimenti gotici senza eccessivi slanci di altezza e riduzioni scheletriche della

massa muraria.

Il gotico Italiano si differenzia dall'architettura gotica Europea. Se da un lato tramite le influenze

arabe, l'Italia aveva anticipato i tratti gotici durante il periodo romanico, ora l'Italia sembra non

recepire l'innovazione tecnica delle cattedrali gotiche francesi.

Molti attribuiscono questo rifiuto a condizioni climatiche, infatti le vetrate avrebbero creato una

sorta di effetto serra che sarebbe stato evitato con le spesse murature romaniche.

A contribuire a una diffusione di elementi gotici in Italia furono gli ordino monastici come i

cistercensi che dalla borgogna Francese si espansero in tutta Europa. Ma essendo l'architettura

monastica più semplice dell'architettura gotica francese, il gotico italiano fu in un certo senso

attenuato.

In particolare gli ordini mendicanti si stanziarono nell'area lombardo padana, dove si svilupparono

rinunciando alla copertura a volta rinunciando al superfluo e delineando un sistema strutturale,

iniziale, a navata unica con copertura a tetto, con pareti alte e nude, forate da grandi finestre e il

coro con volta a crociere.

La tradizione fiorentina

Santa Maria Novella

La Basilica di cultura francescana fu iniziata nel 1278. La pianta con transetto spostato verso

l'abside è a croce comissa derivata dagli schemi planimetrici delle abazie cistercensi.

L'interno è diviso in tre navate scandite da campate che si rimpiccioliscono verso il presbiterio,

aumentando il senso di profondità (principio illusivo sviluppato nel rinascimento).

Le volte ogivali a crociera si raccolgono su pilastri a fascio.

Rispetto all'interno di impianto gotico, l'esterno è composto da stili differenti: romanico nella parte

inferiore decorata con marmi policromi, la parte superiore di età rinascimentale realizzata da Leon

Batista Alberti.

Santa croce

La basilica fiorentina di Santa Croce iniziata nel 1295 per l'ordine francescano viene attribuita ad

Arnolfo da Cambio. La basilica presenta un coro con 5 cappelle alla sinistra e alla destra

dell'abside, riproducendo uno schema basilicale T delle grandi chiese conventuali a navata unica,

le navate pero a Santa croce sono 3 con archi ogivali e pilastri poligonali. Gli archi sono

chiaramente incorniciati dall'ordine, più che in santa Maria novella. La copertura è a capriate,

rendendo lo spazio chiuso.

Santa Maria del Fiore

Cattedrale fiorentina progettata da Arnolfo da Cambio nel 1296, si presenta come un audace

progetto che riunisce transetto e presbiterio in un ampio corpo a sistema centrale avente un

organismo trilobato, con 5 cappelle radiali e al loro centro un vano ottagonale con cupola.

Essendo la copertura a volte l'organizzazione dei pilastri come custodi delle spinte è più

complessa rispetto alla basilica di santa croce, la quale pero richiama uno stile più paleocristiano

rispetto a Santa Maria del Fiore dove la spazialità si presenta in uno stile gotico.

Il corpo basilicale a tre navate è diviso da pilastri compositi con membrature che si concludono

formando le volte ogivali del soffitto. L'interno si presenta semplice ed austero scandito dai vuoti

tra i pilastri, allontanandosi cosi dallo stile di pilastri a foresta tipici delle cattedrali gotiche.

Ricordiamo che la cupola fu completa da Filippo Brunelleschi nel 1400 circa.

Il duomo di Siena

Il duomo di Siena si distingue dall'architettura dei frati, qui i duomo romanico fu costruito nella

prima metà del 1200. La chiesa sopraelevata da alcuni gradoni presenta una pianta a croce latina

con tre navate e a cupola esagonale.

La parte inferiore della facciata attribuita a Giovanni Pisano si presenta in stile romanico - gotico.

Questa fascia presenta i tre portali dei quali quello centrale presenta un arco a tutto sesto

leggermente strombato.

La fascia superiore è opera di Camaino di Crescentino che diede alla struttura un aspetto

tricuspidale. Nicchie gotiche incorniciano un rosone incorniciato ai lati da due pilastri con

terminazioni a guglie.

La cupola è caratterizzata da due ordini di logge. Ed è affiancata al campanile in stile romanico.

L'interno è diviso in tre navate attraversate da un transetto diviso in due navate formando cosi la

crociera del transetto esagonale sormontata dalla cupola. Leggerissimi archi a tutto sesto posati su

pilastri dividono le tre navate.

La basilica di San Francesco ad Assisi

Nel 1228 iniziarono i lavori di questa basilica destinata ad accogliere la tomba del santo. La

basilica è un impianto a due piani necessitato dal terreno in pendio dove posava la struttura.

La parte inferiore è cripta ma presenta anche chiesa con cappelle ed altari e sostiene

materialmente la chiesa superiore. Per poter realizzare questa doppia chiesa si adottarono dei

contrafforti cilindrici posti sui late della chiesa. La chiesa superiore è uno spazio aperto, una

grande aula con pilastri addossati alle pareti sui quali si posano amplissimo volte.

La forma ogivale degli archi come in molti casi del gotico italiano è appena accentuata su archi

pero apparentemente a tutto sesto.

Le mura interne sono divise in due parti: la superiore finestrata, e la parte inferiore decorata con

ricchi affreschi di Giotto che riempiono la strutture.

L'architettura civile

Nel periodo gotico si forma una vera e propria tipologia edilizia civile, corrispondente all'esigenza

di una società variegata nelle sue attività. Il palazzo dell'amministrazione pubblica è secondo in

ordine di importanza solo alla basilica. Il palazzo conserva gli elementi delle fortificazioni, ma con

pareti aventi ampie finestrature corrispondenti alle sale di riunione.

Palazzo vecchio o palazzo della Signoria a Firenze

Ideato da Arnolfo verso il 1300 come un blocco squadrato chiuso in alto da una galleria sporgente,

merlata e sormontata da un'alta torre, ricordando le fortezze medievali.

Palazzo ducale a Venezia

Capolavoro del gotico veneziano il palazzo ducale a Venezia sembra sospeso sopra 36 colonne

dei due porticati. La facciata è traforata al livello del loggiato del piano nobile da grandi finestroni

ad arco acuto al livello superiore. La struttura è decorata con statue che aumentano il carattere

gotico della struttura.

Primo Rinascimento

Il termine Rinascimento allude al rapporto di una civiltà con un'altra più antica assunta come

modello.

Il rinascimento fu determinante nella cultura ma anche nei fenomeni dell'letteratura, filosofia,

scienza e perfino della politica.

Il rinascimento diventa un motto spirituale ed estetico che sorge tra Siena e Firenze dal concetto di

Umanesimo, concetto che esalta il valore e la dignità dell'uomo, attraverso uno studio di questo

tramite lo studio dell'antichità. L'uomo inizia nel Rinascimento a divenire creatore della propria

esistenza.

Le sfaccettature temporali e spaziali che ha avuto questo periodo hanno creato la necessità di

suddividere il Rinascimento in: primo medio e tardo Rinascimento.

La fase iniziale parte dal secondo decennio del XV secolo fino alla fine del 1400, gli altri due

periodi si articolano al interno del '500.

La prima fase è vista come un periodo di erudizione, le fasi cinquecentesche invece come vero

Rinascimento

La parola Rinascimento presuppone una rinascita, rispetto all' "usanza moderna", il gotico. La

rinascita si ispira ai modelli antichi, se per antico si intende il mondo Greco e il mondo Romano.

Giorgio Vasari inserisce come prima tra le sue vite del suo scritto quella di Cimabue, forse primo

artista che dopo/durante il gotico tenta un emulazione dei modelli classici.

Vasari nella dedica a Cosimo I dei medici nella prima edizione, delle Vite, nel 1550 ricorda che con

questa opera vuole scrivere le vite di coloro che hanno resuscitato, e in poco tempo accresciuto, le

arti. E alla fine del proemio il Vasari ribadisce il concetto usando la parola rinascita, inquadrando

cosi un periodo storico in una visione di rinascita, quindi il Rinascimento.

Secondo Burckhardt (storico svizzero del XIX) crede che il Rinascimento sia stato un moto chiuso

nelle corti, lontano dal popolo, definendolo pero come capolavoro estetico che coincide con la

filosofia umanista di scoperta dell'uomo quale trionfo della personalità e dell'individualismo. La

scoperta dell'uomo non va però intesa come concetto astratto ma come manifestazione.

Brunelleschi, Donatello e Massaccio rappresentano l'idea di Rinascimento nelle arti della pittura,

scultura e architettura.

Brunelleschi

Brunelleschi nasce a Firenze nel 1377. Il suo metodo progettuale ai rivela razionale e scientifico

caratterizzato da un processo di ricerca che individua problemi e trova le soluzioni.

Primo momento: (cappella Barbadori, lo spedale degli innocenti) in questo periodo il metodo

brunelleschiano è ancora incerto e quindi in una fase di verifica (cfr.: assenza di trabeazione sopra

le colonne)

Secondo momento: (sacrestia vecchia, Cappella Pazzi, S. Spirito) questa fase comprende il nucleo

tipico delle opere di Filippo, questa fase presenta un sicuro utilizzo degli elementi stilistici e di

soluzioni sintattiche contornate da invenzioni spaziali.

Terzo momento: (tribune morte, la cupola di santa Maria del fiore, rotonda degli angeli) il

Brunelleschi si distacca dalle precedenti fasi tramite una rielaborazione plastica e spaziale

accompagnata ad un riavvicinamento alle antichità romane. Avviene quindi una rielaborazione tra

le relazioni che avevano: strutture portanti, delimitanti e vano giungendo cosi ad un periodo maturo

nelle opere di Brunelleschi.

Quarto momento: l'ultima fase Brunelleschiana testimonia un diverso atteggiamento che si

trasforma in un rinnovo delle esperienze dell'architettura antica, atteggiamento forse dovuto al

viaggio a Roma tra il 1432-1434, che rispetto al precedente viaggio del 1418, fu di tipo più libero,

più emozionale ponendo più attenzione ai valori spaziali presenti nell'architettura romana.

Al suo apice, senza trascurare i precedenti, l'Architettura di Brunelleschi è basata su un attento

studio della relazione tra spazio e struttura.

La cupola di Santa Maria del Fiore (1420-1434)

Nel 1418 si bandi un concorso per completare la cupola del duomo di Arnolfo di cambio, morto

prima di completare la cattedrale gotica.

Nel 1420 il progetto fu affidato a Filippo Brunelleschi affiancato dal suo rivale Ghiberti.

Filippo progettò una cupola autoportante, cioè senza necessitare di centine di legno. La cupola a

sesto acuto si imposta su un tamburo ottagonale di 43 metri con oculi, coprendo la larghezza delle

tre navate. La cupola è formata da 8 vele separate da costoloni in marmo bianco che risaltano

rispetto al cotto rosso di rivestimento delle vele, queste scaricano le spinte sul tamburo che a sua

volta lo trasmette agli otto piloni di base grazie ai costoloni che vi posano.

La cupola termina con un ripiano ottagonale di 6 metri dove venne posta una lanterna ultimata nel

1471, dopo la morte di Filippo, ma su suo progetto. L'elegante tempietto con base circolare è

circondato da contrafforti a volute e presenta delle vetrate che permettono di illuminare l'intero

edificio.

Brunelleschi organizzo il lavoro a finché le otto vele fossero erette contemporaneamente. Per

ragioni statiche la cupola è composta da due calotte, la cupola interna, più piccola e robusta

sostiene quella esterna, questa presenta l'andamento dei mattoni, posti su una prima catena in

pietra, in opus spigatum riprendendo maestranze romane.

Il battistero di san Giovanni (edificio romanico) a Firenze, prima di santa Maria del fiore, possedeva

una cupola, posata su pianta ottagonale, ad arco acuto, capiamo, cosi, di come Brunelleschi prese

molto dal battistero romanico fiorentino.

La cupola interna in muratura, spessa due metri, è separata da quella esterna permettendo così il

passaggio alla lanterna. La cupola più esterna presenta costoloni agli angolo e due costoloni

intermedi per ogni vela, i costoloni sono congiunti da mensole, riproponendo cosi una struttura

molto simile a quella del battistero.

Lo spedale degli innocenti 1419-1424

Commissionato dall'arte degli orafi e della seta lo spedale si presenta come un opera del primo

rinascimento forse ancora ancorato al gotico toscano.

La parte di rilievo e la loggia esterna che presenta archi a tutto sesto sormontati da un elemento

orizzontale da una volta composta da piccole cupole sorrette da colonne e da mensole addossate

alla parte. Le campate coperte da volte sono a pianta quadrata. Gli archi si posano su colonne con

capitelli e mensole di stile classico. Fra i capitelli e la base delle volte sono inseriti dei pulvini. L’uso

di un modello non classicheggiante è testimoniato dalla trabeazione al di sopra degli archi sorretta

all'estremità da grandi lesene punto in cui l'architrave curva verso, curvatura ripresa dal battistero

(ma forse opera di della luna).

(9 campate con volte a vela scandiscono il portico, e archi a tutto sesto posano su colonne di

pietra serena di ordine composito)

I chiostri interni vennero progettati con cura. Nel lungo chiostro delle donne Brunelleschi usò

colonnine ioniche.

La sacrestia vecchia in San Lorenzo (1419 - 1428)

Vano quadrato coperto da una cupola. L'esterno semplice a forma parallelepipeda coperta da un

cono del tiburio con tegole a squame e avente al vertice una lanterna. La copertura interna della

cupola è a ombrello cioè divisa in spicchi costolonati (12), alla base dei quali si trova un oculo.

Le pareti sono scandite da archi a tutto sesto, che nella zona sottostanne alla cupola formano agli

angoli 4 vele. All'altezza della linea d'imposta scorre una trabeazione (romana) in pietra serena

correndo per tutto il perimetro, incontrando agli angoli paraste scanalate di ordine corinzio.

Notiamo come la volta costolonata di tradizione gotica è accostato all'innovativo uso dell'arco a

tutto sesto.

Il lato della scarsella presenta un ulteriore archetto sotto quello di volta che si posa su due paraste

poste all'entrata di questa.

Forse Brunelleschi dopo aver completato la sacrestia vide la parete piana come problema ancora

da risolvere rispetto alla spazialità tutta.

La cappella Pazzi (1429)

L'edificio non si può considerare in nessun prototipo brunelleschiano (a pianta centrale o a

basilica) questo perché preceduto da un portico con una cupoletta al centro.

Il portico anteriore ricorda gli archi di trionfo romani. Sei colonne corinzie sostengono un attico

spartito in riquadri delimitati da lesene a coppie e interrotto al centro dall'arcata a tutto sesto.

Sullo sfondo della facciata si eleva la cupola a ombrello che ricorda la sacrestia vecchia.

All'interno la cupola è visibilmente divisa in dodici spicchi ognuno avente alla base un oculo. Ad

aggiungersi alla cupola si aggiungono le due ali laterali coperte da volte a botte e la scarsella con

cupoletta.

La principale differenza della sacrestia vecchia è la pianta laterale e le pareti non più piane ma

arricchite da lesene e clipei.

In queste due opere si nota la maturazione di Brunelleschi nel lavorare con la muratura che nella

cappella dei pazzi tramite oculi, finte finestre, e paraste acquisisce una profondità spaziale.

La maniera matura di Brunelleschi

Le tribune morte della cupola di santa Maria del fiore

Le tribune morte sono state aggiunte nella cupola dallo stesso Brunelleschi per contrastare le

spinte orizzontali della cupola.

Nelle tribune morte della cupola fiorentina si presenta una fascia scura, di marmo verde, la quale

delimita e inquadra le nicchie delle tribune staccandola dalle architetture adiacenti. Incorniciando in

questo modo lo spazio che viene privato alla massa muraria alleggerendola.

Santo Spirito

La chiesa rappresenta lo stile tardo dove il classicismo brunelleschiano ha raggiunto la sua

maturità.

Iniziata la costruzione nel 1436 ma interrotte e poi ripresa nel 1482 modificando l'iniziale progetto

di Filippo.

Brunelleschi concentra in questo progetto la forza plastica delle membrature (colone cornici ecc.

ecc.) intorno alle quali costruisce il vuoto in questa struttura le colone diventano le protagoniste

della costruzione, mettendo così in luce il contrasto tra vuoti e pieni.

La chiesa presenta campate con volta a cupola per le navate laterali che corrono tutto attorno alla

chiesa tranne che sulla parte d'ingresso, rendendo lo spazio omogeneo (omogeneità assente a

san Lorenzo).

I muri perimetrali si presentano con curve convesse verso l'esterno.

L'accento scultoreo si presenta più marcato rispetto a san Lorenzo che presentava nicchie

squadrate con lesene sostituite qua invece da nicchie semicircolari con semicolonne all'ingresso.

Anche le proporzioni risultano più compatte, la navata centrale presenta una copertura piana a finti

cassettoni.

La severità matematica si fonde alla ricchezza scultorea, in oltre le membrature portanti

vagamente goticheggianti si contrappongono alle murature solo idealmente non portanti. Il

transetto si interseca con la navata centrale creando un quadrato, unita di tutta la struttura.

Alberti (1404 - 1472)

Erudito del 1400 nasce a Genova nel 1404, nel 1430 si trasferì a Roma dove inizio uno studio

erudito delle rovine dell'antichità classica. A differenza di Brunelleschi, architetto e ingegnere,

Alberti fu il primo teorico dell'arte umanista, raccogliendo quelle che lui definiva come leggi

immutabili delle arti, raccogliendole in tre trattati: De pictura, De sculptura, De architectura, De re

edificatoria.

Nel primo si nota un forte interesse per la spazialità e la prospettiva (brunelleschiana), nell'ultimo, il

più vasto (10 libri), si ispira all'unico trattato antico sull'architettura pervenuto sino a noi, il de

Architectura di Vitruvio.

Alberti sviluppa una teoria sul come costruire divisa in 4 volumi.

Santa Maria Novella

Anche di questa chiesa Alberti progetta la facciata riprendendo questa volta il romanico fiorentino

(san miniato) credendo forse come Brunelleschi che il romanico fiorentino fosse la prima gemma

della rinascita del classico. Al carattere romanico pero Alberti affianca la didattica vitruviana

scegliendo come modulo per la chiesa il quadrato.

Palazzo Rucellai 1446

Il palazzo Rucellai, palazzo signorile contemporaneo al tempio malatestiano, segue le norme che

Alberti illustra nel suo trattato. Il palazzo signorile secondo Alberti si doveva imporre nel paesaggio,

ma non con la forza bensì con il prestigio intellettuale delle proporzioni.

L'utilizzo del bugnato media la monotonia della parete con la profondità reale delle finestre,

favorendo in oltre il risalto delle lesene le quali con le cornici formano la griglia geometrica in cui

l'edificio acquista la sua proporzionalità modulata dagli archetti e delle bifore che incorniciano le

finestrature.

Le lesene come nel Colosseo si articolano in tre ordini: tuscanico corinzio ricco (per il piano nobile)

e corinzio più pulito per l'ultimo piano, presentando cosi il primo tentativo di adattamento degli

ordini alle facciate dei palazzi. (Essendo i tre piani di uguale altezza e le colonne tuscaniche pero

più tozze, queste sono rialzate da un plinto in finto opus reticolatum.

Il cornicione che corona l'edificio deriva da prototipi romani, infatti come nel Colosseo la cornice è

alta e con un forte aggetto, per questo è stata fornita di mensole come nell'anfiteatro.

Dirimpetto al palazzo si presenta una loggia realizzata da Guidotti che seguì il progetto albertiano.

Tre arcate a tutto sesto formano la loggia con due colone corinzie centrali e pilastri, sui quali non

posano gli archi, ma scorrono in su fino a sorreggere la trabeazione, lasciando la spinta delle

arcate angolari a semicolonne addossate sui pilastri.

San Sebastiano a Mantova 1460 L'attuale è un restauro infedele.

L'edificio doveva essere rialzato da una grandissima scalinata dalla quale si alzavano 6 lesene

rendendo la facciata esastila e ponendo tra gli intercolunni 5 portali.

Le lesene sorreggono una trabeazione sovrastata da un timpano.

La chiesa a croce greca presenta un modulo centrale di 20 metri usato per l'intero edificio.

Sant'Andrea a Mantova 1470 (progetto iniziato dopo la mote di Alberti)

Il sant'Andrea è delle costruzioni albertiane la più completa, salvo la cupola aggiunta nel '700.

Con un vago richiamo alla basilica di Costantino la chiesa presenta una sol navata con cappelle

laterali e transetto. Anche in questo edificio Alberti sceglie come modulo il quadrato nel quale è

inscritta la facciata.

La chiesa si articola in vuoti e pieni, a partire dalla facciata che presenta un ingresso con arco a

tutto sesto sorretto da lesene corinzie che ricordano quello che sarà con Michelangelo l'ordine

gigante, tra le lesene giganti si apre un vano che anticipa la spazialità interna della chiesa.

L'interno a croce latina già utilizzato da Brunelleschi, presenta una sola navata coperta a botte con

cassettoni dipinti, la volta è sorretta da enormi sostegni che si ispirano alla basilica di Massenzio.

La facciata pare fondere l'arco trionfale romano on la classicità di un tempio greco-

Il corpo della santissima Annunziata

La chiesa si presenta con un portico e un chiostro e si colloca vicino allo spedale degli innocenti di

Brunelleschi.

Bernardo Rossellino

Bernardo Rossellino (1409 - 1464) è considerato il maggior interprete di Alberti e suo epigono.

Rossellino collaborò con Alberti nel cantiere di palazzo Rucellai, studio i progetti romani e la prima

San Pietro. Rossellino cerca nelle sue opere una convergenza delle arti.

Rossellino fu il solo architetto che poté realizzare, almeno in parte, l'immagine utopistica della città

ideale.

Per ordine di Pio II Piccolomini, papa umanista, Rossellino fu chiamato a ricostruire il centro di

Corsignano che prese da allora il nome di Pienza (1459).

Concepì il nucleo della città come un unita architettonica formata da edifici prospetticamente

coordinati.

La provenienza classica di Rossellino viene a galla se si analizzano vie e piazze che egli prospettò

come la scena fissa del teatro classico. La città non era più costruita attorno a dei monumenti ma il

monumento era la città stessa.

I progetti di Bernardo Rossellino , vennero completati solo parzialmente, ma restano tutt'oggi uno

degli esempi più significanti di progettazione urbanistica razionale del Rinascimento italiano .

Isolata e ben visibile è subito la rinascimentale Cattedrale ; di fronte, il Palazzo Comunale e

accanto Palazzo Borgia e Palazzo Piccolomini

.

Duomo di Pienza

Come tutti gli edifici di rilievo la chiesa si articola attorno alla piazza (dedicata a Pio II). La piazza

do forma trapezoidale viene formata dalla facciata degli stessi edifici.

Pur essendo rinascimentale il duomo, per alcuni tratti, come il tetto a due spioventi, finestrature

ampie e l'occhio centrale, ricorda le chiese gotiche francesi, presentando pero un insieme

fortemente albertiano.

L'interno ancora più dell'esterno è legato allo stile gotico, presentando tre navate, tutte di uguale

altezza.

De file di pilastri con semicolonne addossate e dividono la navata centrale dalle due laterali.

Palazzo Piccolomini

Appartenente al architettura civile di Pienza. Il palazzo si affaccia per meta sulla piazza e presenta

una pianta quadrata e una facciata in bugnato ideata seguendo il progetto per il palazzo Rucellai di

Alberti.

Il palazzo si affaccia sul lato sud dalla parte del giardino sul monte Amiata, il quale influenzò molto

il progetto della città. Per godere del panorama Rossellino progetto un loggiato a tre ordini,

testimone dell'importanza che ha la relazione tra ambiente e architettura nel rinascimento.

Palazzo ducale di Urbino Il cortile di Luciano Laurana

I cortile d'onore del palazzo presenta una pianta rettangolare: il lato corto di 5 campate e quello

lungo di 6.

Il piano terra è composto da un portico, composto da colonne con capitelli compositi si quali si

posano volte a crociera. Sugli angoli sono dei pilasti decorati con delle lesene che corrono su fino

alla trabeazione che corre lungo il portico toccando ogni arco. I pilastri angolari sono funzionali a

risolvere il conflitto angolare che si viene a verificare con l'incontro di due archi a 90 gradi, per

questo i pilasti sono affiancati da semicolonne su cu posa l'arco.

Il piano nobile presenta una ripartizione analoga, con lesene marmoree in corrispondenza delle

colonne che inquadrano le finestre architravate. I due piani sono conclusi da una cornice con

modanature aggettanti, dove corre un fregio con un iscrizione.

Francesco di Giorgio Martini (1439 - 1501)

Lavoro ad Urbino, alla corte di Federigo. Nel 1477 inizio la sua attività di architetto, ad Urbino.

Martini crede che il problema dell'architettura è collegata a un più vasto problema urbanistico, e lo

spiega nel suo trattati di Architettura, il più importante dopo quello di Alberti.

La chiesa di San Bernardino a Urbino

La chiesa di Martini ad Urbino presenta una facciata in laterizio molto essenziale, questa alta e

stretta culmina con un frontone. Il severo stile esterno che ricorda le fortezze militari contrasta con

lo Sile classico dell'interno, con una pianta a croce latina con navata unica coperta con volte a

botte, la navata incontra il presbiterio quadrato coperto da cupola e con due absidi semicircolari ai

lati e una nicchia rettangolare voltata a botte dietro l'altare. La cupola oltre che dalle murature è

retta da 4 colonne ioniche poste agli angoli su alti plinti.

L'adiacente convento pare contrastare la raffinatezza della chiesa con la semplicità dei tradizionali

edifici francescani.

Il monastero di santa Chiara a Urbino

Il duomo di Urbino

La cattedrale è divisa in tre navate. La struttura rivela uno stile classico. La facciata presenta re

portali, il centrale affiancato da due lesene corinzie per lato posate su alti plinti. Apparendo come

un tempio tetrastilo coronato da cornice e timpano.

Il palazzo ducale di Urbino

Iniziato nel 1468 il palazzo presenta una facciata goticheggiante piena pero di tratti umanisti, come

i vuoti prospettici delle logge centrali affiancate alle possenti torri cilindriche angolari.

Realizzare per Federico Montefeltro, duca di Urbino. Il cortile e la facciata sono probabilmente

opera di Luciano Laurana e l'intera struttura fu probabilmente completata da Martini.

La parete principale da su una piazza mentre gli altri tre lati costeggiano i pendii di un monte.

Quindi, anche qui si percepisce la relazione con l'ambiente.

La facciata risulta a primo impatto deludente. Il basamento in bugnato con lesene agli spigoli

presentali architravati alternati a finestre anche loro architravate.

Michelozzo

Palazzo Medici - Riccardi a Firenze

Il palazzo presenta una forte influenza brunelleschiana affiancata al gotico fiorentino.

Da progetto il palazzo aveva forma cubica con cortile centrale dal quale si poteva accedere al

giardino.

La facciata in bugnato è divisa in tre ordini separati da cornici con dentelli. Il bugnato si presenta

molto scavato al piano terre e leggermente accennato all'ultimo piano, per alleggerire l'austero

volume.

Delle bifore scandiscono la facciata e sono incorniciate da una ghiera a tutto sesto.

Il cotile del palazzo presenta un primo ordine presenta un portico con colone a capitelli compositi

sovrastati da un alto fregio al di sopra di questo è il secondo ordine a muratura piena con bifore in

asse con gli archi. L'ultimo piano presenta una loggetta trabeata.

Il conflitto angolare fa sì che le finestre ai lati siano più vicine delle altre.

Chiesa di sant'Agostino a Montepulciano

A Michelozzo venne affidato nel 1437 il progetto della facciata della chiesa.

La chiesa è divisa in tre ordini progressivamente più bassi partendo dal basso, questi sono

sovrastati da un timpano. Il primo ordine presenta lesene corinzie presentando una facciata

esastila con il raddoppio delle colonne ai lati (totale di 8 colonne) il secondo ordine presenta delle

logge a sesto acuto e l'arco a tutto sesto al centro di queste che sovrasta il portale al primo ordine.

L'ultimo ordine presenta centralmente un rosone e lesene corinzie basse, in asse con le lesene del

primo ordine.

Santissima Annunziata a Firenze

La cappella Portinari in Sant'Eustorgio a Milano

Ispirata alla sagrestia vecchia di Brunelleschi, la chiesa copre il vano quadrato con una cupola a

16 spicchi costolonati. La cupola è protetta da un tiburio con tamburo con oculi, uno per ogni vela

interna, coperto da un cono tegolato concluso con lanterna.

Il '400 a Roma e nel Lazio

Progetti di ristrutturazione di San Pietro da parte di Rossellino

La chiesa di Santa Maria del Popolo

La chiesa fu ricostruita nel 1475 circa per volere di Sisto IV. Ampliando una piccola chiesa del

1100.

La facciata posta su un alta scalinata

Divisa in tre navate da pilastri e semicolonne in pietra le quali reggono ampie arcate. Sui lati delle

navate si aprono ampie cappelle.

La facciata, realizzata il lapis tiburtinus, è scandita da 4 lesene, la zona centrale di queste che

presenta un intercolumnio sensibilmente più ampio, presenta la parte superiore più alta coronata

da un timpano triangolare.

L'immagine della facciata a tre portali, anticipa la divisione interna in tre navate. Essendo stata

restaurata nel secolo successivo l'interno presenta un incontro tra rinascimento e barocco.

L'originario sistema di pilastrature cruciformi, costituiti da semicolonne di ordine maggiore sulle

quali si innestano le volte a crociera della navate centrale, semicolonne di ordine minore sulle quali

si posano le volte delle navate minori.

Il coro fu completato con un abside da Bramante nel XVI secolo, che amplio anche le piccole

finestre.

Il transetto presentava originariamente due cappelle absidate, sostituite dalle 4 attuali. La cupola

ispirata al pantheon.

La chiesa di Sant'Agostino

La facciata si ispira alla chiesa di Santa Maria Novella è stata progettata dallo stesso Alberti e

costruita nel 1483 utilizzando il travertino proveniente dal Colosseo. (Volute aggiunte nel 1750)

L'interno della basilica a tre navate suddiviso da pilastri ei presenta 10 cappelle laterali, transetto e

abside, affiancato da atre 4 cappelle. La chiesa è una delle prime chiese romane rinascimentali. La

chiesa oscilla tra il verticalismo interno di provenienza gotica mentre la facciata posta su scalinate

come in santa Maria del popolo ha forti caratteri rinascimentali.

Baccio Pontelli (1450 - 1494)

Chiesa di San Pietro in Montorio

Progettata secondo il Vasari da Baccio Pontelli la chiesa presenta una facciata a tempietto a due

ordine, con rosone gotico, preceduta da una doppia rampa di scale che conduce al portone ligneo.

L’interno è a navata unica, terminante con abside poligonale scandito in tre campate differenziate

dalla copertura a volt crociera e vela. L'abside è fiancheggiato da due nicchie che appaiono come

un transetto contratto.

Alla destra della chiesa attraverso un cortile, si accede al chiostro formato da una serie di arcate

murate, ed a un portico di tre arcate su pilastri, al centro del chiostro si innalza il tempietto del

Bramante.

Chiesa di Santa Maria della Pace (1471)

Edificata su una precedente cappella. I lavori furono affidati a Pontelli, mentre nel 1500 Bramante

si occupo del chiostro e del convento annessi.

Il progetto di Pontelli era costruito attorno a un'aula rettangolare (bramante aggiunse la cupola

ottagonale)

Palazzo della cancelleria 1458

Primo palazzo a Roma rinascimentale. Il palazzo presenta una lunga facciata ritmata da lesene

disposte ad interassi, ogni due interassi la colona viene sostituita da una finestra sormontata da un

arco.

Il palazzo è diviso in tre ordini: il primo con ingressi è più alto e privo di lesene.

Il palazzo presenta un cortile attribuito al Bramante. Di forma rettangolare il cortile presenta due

piani inferiori con logge aperte caratterizzate da colonne su cui posano archi a tutto sesto che si

posano agli angoli su più lastrature cruciformi. Il terzo piano riprende le lesene esterne alterante

con finestre. (I parapetti delle logge hanno in rilievo i plinti su cui posano le colonne che appaiono

come triglifi per le colonne sottostanti).

Il travertino proviene dal Colosseo e dal teatro di Pompeo dal quale vengono anche le colonne che

ornano il cortile interno.

L'Architettura del '500 (Rinascimento)

Il 500 è un secolo testimone di riforme che rivoluzionarono l'arte del tempo. La riforma protestante

porto la Chiesa Cattolica ad una trasformazione, la religione diventa ricerca ansiosa di Dio

nell'anima umana, causa di una scelta che implica responsabilità.

Il pensiero Classico del 500 risale a Giorgio Vasari, che lo enuncia nelle sue Vite degli artisti,

pubblicati nel 1550. Vasari divide l'arte con Michelangelo, con il quale si raggiunge un apogeo, e

dopo il quale è la decadenza, il manierismo. Il manierismo per vasari è colui che imita l'arte e non

la natura.

La visione storica Vasariana ha influenzato la storiografia, inquadrando cosi i grandi maestri del

Classicismo nella prima metà del secolo, e nei manieristi della seconda la decadenza.

La critica moderna ha per così dire riabilitato il Manierismo, inteso come arte che mira ad

esprimere un idea attraverso il soggetto e non l'oggetto.

Se si intende per Classicismo un sicuro possesso di una concezione unitaria del mondo, coloro

che possono essere definiti classici sono: Bramante e Raffaello, i quali hanno prodotto un arte

custode di teorie assolute e universali creando un classicismo inteso come storicità assoluta, la

loro arte cosi inquadrata ne concetto di Classicismo, è dovuto anche al loro legame con la Curia,

che ha incaricato questi due artisti di ripristinare nella Roma cristiana, la figura classica di Roma.

Si fissano cosi regole e canoni legati a proporzioni del corpo umano e degli ordini architettonici. Il

manierismo che si viene a formare al seguito di questo ritorno alle origini, sarà frutto di un bisogno

di confronto tra le diverse tradizioni culturale, in un campo: artistico, edilizio, e filosofico.

Donato Bramante

Bramante fu uno degli Artisti, insieme a Leonardo che chiusero il '400 aprendo il nuovo secolo. È

evidente come per Bramante la monumentalità architettonica, coincida con quella della figura

umana. L'arcata, la nicchia, il volume plastico di un corpo squadrato o convesso, saranno elementi

fondamentali per l'architettura bramantesca a Milano e più tardi con un più accentuato equilibrio

classico a Roma.

L'attività del Bramante a principio ad Urbino per poi espandersi a Milano e in tutta l'area Lombarda

e in fine a Roma.

A Urbino

Chiesa di San Bernardino

A bramante gli viene tradizionalmente attribuito il progetto (almeno in quanto collaboratore) della

chiesa di San Bernardino a Urbino, futuro mausoleo dei Montefeltro.

A Milano

Bramante è documentato in Lombardia nel 1477.

L'incisione Prevedari

Nel 1481, nei primi anni di attività milanese risale L'incisione Prevedari dell'omonimo incisore su

disegno di Bramante. Si tratta di una rappresentazione architettonica interna avente uno stile

classicheggiante.

L'incisione dimostra di come molti temi dell'architettura antica (vedi archi su pilastri e non su

colonne) e temi legati alle lezioni dirette o indirette di Alberti, siano già mature 20 anni prima delle

opere romane.

Santa Maria delle Grazie

L'ultima impresa costruttiva del Bramante a Milano è il corro di Santa Maria delle Grazie. La cupola

fasciata da un alto tamburo rivestito da una galleria ed archi abbinati tra pilasti, sorge su un grande

dado, i cui lati, tranne quello della facciata si sviluppano in basso nelle ampie curvature di tre

absidi, concependo l'edificio come un organismo naturale.

Influenze brunelleschiane

Santa Maria presso San Satiro 1470 1480

A Milano Bramante ricostruisce l'antica chiesa di Santa Maria presso San Satiro. L'interno della

chiesa è a croce greca presenta una navata centrale ampia voltata a botte. La navata non sembra

interrompersi, ma bensì attraversare il transetto grazie a una finta prospettiva. Rendendo così lo

spazio non più struttura ma immagine.

L'esterno si sviluppa su tre piani, quello inferiore ha forma cilindrica scandito da profonde nicchie

tra lesene alternate con superfici lisce (richiamo alla rotonda degli angeli). Il piano superiore

mostra le braccia della croce greca, con finestre e tetto a falde. Sull'ultimo piano si imposta il

tamburo ottagonale con finestre e lesene, con copertura a falde sormontata da una lanterna

circolare.

I chiostri di Sant'Ambrogio

Progettati nel 1497 i chiostri formano un grandioso impianto che sarà imitato per tutto il '500. Il

chiostro dei canonici: successione di archi a tutto sesto sorretti da colonne. Un arco più ampio al

centro è sorretto da pilatri quadrati con lesene (spedale innocenti) (4colonne laborates a roncos) Il

chiostro dorico: porte del monastero, creazione elegante e matura.

Il chiostro ionico: le volte sono sorrette da pulvini, posti sopra i capitelli delle colonne le quali sono

presenti anche agli angoli (no pilastri). Il piano superiore è molto più basso.

La maniera matura di Bramante Roma

Il Chiostro di Santa Maria della Pace

Edificato tra il 1500 e il 15004 questo chiostro si presenta, rispetto ai chiostri di Sant'Ambrogio, con

aspetti molto più classicheggianti.

Si legge un proporziona mento di insieme che lega pianta e alzato. Come già usato da Alberti e

Brunelleschi, Bramante usa il quadrato come unità. Il portico è costituito da una fila quadrati minori,

le campate coperte a crociere, che circonderà un quadrato scoperto. Il portico presenta 16 pilasti

(numero perfetto secondo Vitruvio). Lo stesso modulo a quadrati scandirà poi il piano superiore.

L'alternanza di vuoti e pieni di diverse dimensioni (tecnica già utilizzata da B.) fa apparire la

struttura come un organismo autonomo.

Il motivo per cui non è presente un sistema di archi su colonne è perché secondo Alberti, questo

sistema era sarebbe stata una mescolanza di due sistemi costruttivi diversi e di diversa origine

storica. Per questo Alberti adotta un sistema murario con archi inquadrati dall'ordine al piano

inferiore, caratterizzato da un ordine ionico (Maria) per le paraste poste su un piedistallo, e Dorico

per i pilastri d'imposta delle arcate e per le paraste sulla muratura interna che reggono le volte.

Al piano superiore Bramante pone un pilastro murario in corrispondenza dei piedritti al primo

piano, interrompendo l'intercolunnio tropo ampio, per un sistema architravato, con una colonna

(una per intercolunnio). I pilastri compositi, e le colonnine corinzie del piano superiore sorreggono

una trabeazione.

Per far risultare costante gli intercolunni del loggiato inferiore, e per non far scomparire del tutto la

parasta sui pilastri angolari, Bramante pone all'angolo di raccordo dei due pilastri un elemento

filiforme con le due volute tangenti per capitello (fusione delle paraste che si incontrano agli

angoli).


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Raincy44

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Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria edile-architettura (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Raincy44 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura ed estetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ticconi Dimitri.

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