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Storia dell’Architettura 13/12/2016

TEMPIO MALATESTIANO

A Firenze Giovanni Ruccellai è il suo committente

principale, gli da 3 diversi incarichi importanti.

Nel 1452 gli viene un lavoro da Sigismondo Malatesta che

governa la città di Rimini, gli chiede di rimodernare una

chiesa esistente che poi viene chiamato Tempio

Malatestiano mentre prima era chiesa di San Francesco.

- Ad Alberti viene chiesto un aggiornamento in termini

stilistici che gli chiede di rivestire l’esterno dell'edificio e

vanno costruiti anche delle arche semplcrali che vengono posizionate sull’esterno dell’edificio,

è un guscio all’antica; per aggiunta si sovrappone all’architettura gotica che già c’era.

- Interno: navata unica con cappelle laterali, copertura a capriate lignee.

- Scansione ritmica pilastro-arco.

- Fa un basamento altissimo una serie di pilastri con

mensole e un imposta sottolineata con degli archi con

architrave curvo= elementi circolari evidentemente

decorativi.

- Lascia le finestre anche se a volte vengono coperte dalla

copertura.

- Alberti non inventa molto, ma riprende molte cose dalla

chiesa di San Nicola a Bari.TEORIA /PRATICA 57 di 119

Storia dell’Architettura 13/12/2016

Leon Battista Alberti è un fiorentino, in esilio per motivi politici.

1435 —> pubblica “de pictura", dedicato a Brunelleschi; teorizza la sua pittura e la diffonde.

1431 —> inizia ad avere una serie di cariche e diventa segretario patriarca.

1444 —> si sposta a Roma e trova una Roma devastata, e in questi anni inizia a scrivere un opera

monumentale in carta che si intitola “De re ædificatoria” scritto a Roma tra il 1445 e i primi anni

50. Viene custodito in biblioteche importanti ed è noto a poche persone fino a una certa data.

- Perché viene scritto: scrive quali sono le motivazioni che l’hanno portato a concepire

quest'opera complicata, dice di averla scritta perché si è reso conto che l’architettura ha molta

importanza per la nostra vita e la nostra storia, dice di aver capito che i governanti italiani hanno

molto interesse per la nuova architettura.

Il suo desiderio è di reinterpretare Vitruvio, dicendo che è tanto mal ridotto dal passare dei secoli,

essendo stato copiato e ricopiato che va fatto un opera di esegesi, riportando alla sua origine

depurandolo dalle modifiche fatte nel tempo.

Dice di essere stato impressionato dalle rovinose condizioni di Roma, dice che Nicolò 5° sta

provando a modificare un piano di rinnovo, in particolare lui prova sconforto osservando come si

sono deteriorati i templi e i teatri (edifici pubblici), sostenendo che da questi si può apprendere

molto come se fossero dei maestri.

Dice che le opere di Brunelleschi sono le uniche a rivaleggiare con quelle antiche.

Tutto ciò che ha a che fare col gotico lui lo considera sciocco.

Si dà un obbiettivo di lungo termine, non avrà delle procedure, ma sarà un trattato all’antica e

sceglie di utilizzare il latino colto e depurato da forme di italianismo.

- Per chi scrive: scrive per un pubblico molto vasto. Sceglie di scrivere per gli architetti in grado

di capirlo. Espone tutti gli argomenti architettonici in modo molto attraente.

Da V. riprende dei punti cardine: la triade (utilitas, venustas, firmitas) è laureato in diritto.

Ad Alberti interessa di più la varietà, riprende gli ordini e chi ciò portano con se, riprende il

discorso di clima, natura, orientamento come questione esistenziale.

Ripropone la figura dell’architetto come professionista colto che organizza materie e

competenze diverse.

Dice che l’architettura è una disciplina.

alle spalle ha tutta la filosofa medievale ed eredita questa parte di cultura, esplora i problemi, li

analizza e poi sceglie di determinare una soluzione e si nutre della parte più razionale.

Nel testo ci sono continui rimandi a molti altri testi oltre a vitruvio, anche testi di letteratura di

scienze ecc.

Alberti è anche un architetto, attraverso il suo libro ci rivela la sua capacità di capire l’architettura

dicendo che le architetture del passato sono dei testi da leggere con disegni in pianta, progetto e

alzato e che i disegni siano in scala. 58 di 119

Storia dell’Architettura 13/12/2016

1452 ——> (circa) viene manoscritto

1460/5 —> a conoscere questo libro erano forse 12 persone

1485 ——> viene stampato e conosciuto da Lorenzo il Magnifico

1512 ——> viene pubblicato a Parigi

1541 ——> viene pubblicato a Strasburgo

1546 ——> tradotto in italiano

1550 e 1565 —> ripubblicato

1533 ——> viene pubblicato in francese

1582 ——> viene pubblicato in spagnolo

1640 ——> viene ripubblicato

•Come sono organizzati i 10 libri:

C’è grande differenza tra Alberti e Vitruvio; quest’ultimo ne scrive 7 e poi ne aggiunge 3 mentre

Alberti lo decide da subito che devono essere 10 e si organizza.

Il racconto di Vitruvio è un po’ pasticciato per la traduzione tra greco e latino, Alberti è

impeccabile.

C’è un prologo sull’importanza dell’architetto.

Libri:

1. Parla del progetto di Alberti che è quello medievale, e poi parla delle principali componendi

dell’edificio.

2. Materiali da costruzione, parla del rapporto tra architettura e natura.

3. Parla della costruzione

4. Rapporti tra architettura della società e delle infrastrutture urbane (ponti porti strade)

5. Tipologie e seguendo Vitruvio parla degli edifici pubblici e privati (residenza) in relazione allo

stacco sociale del proprietario

6. Macchine (necessarie per la corruzione), rivestimenti e decorazioni (decoro)

7. Templi, (mentre in Vitruvio stavano nel 3° e 4° libro) parla degli ordini, basiliche e statue come

forme fondamentali dell’edificio

8. Edifici pubblici e civili

9. Decorazione, la bellezza: ha a anche fare con la delimitazione ovvero il finitio, è una forma

chiusa che ha a che fare con i numeri, parla di collocazio di disposizio, anche se la più

importante è la concignitas (=deriva da Cicerone)—> la bellezza è armonia tra le parti intese

come forma di elaborazione mentale, sta prima nella testa che nelle forme.

10. Tratta di idraulica 59 di 119

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A A “ ”

NTONIO VERLINO IL FILARETE

Si forma come scultore, la persona più simile a lui è Lorenzo Ghiberti.Scultore, umanistico tardo

ionico; scolpisce sia il marmo che il metallo.

Arriva a Milano senza aver mai fatto l’architetto, sa’ disegnare molto bene.

Rimane a Roma per parecchio tempo, si sposta a Venezia e gli si attribuisce la porta dell’arsenale

di Venezia.

Lo si dice a Milano nel 1450 o spontaneamente o su invito di Cosimo de Medici o su chiamata di

Francesco Sforza.

Durante questo periodo si dice che il castello Visconteo (oggi castello Sforzesco) fu quasi

interamente demolito e segna un periodo di passaggio importante, dal 1450 a Milano prendono il

potere degli uomini politici militari che si autoimpongono e demoliscono ciò che c’era prima di

loro. Francesco lo vuole a Milano creando molte forme di discussione con chi a Milano c’è già, ad

esempio con le famiglie ducali (visconti).

Il trattato:

- Il Filerete parla esplicitamente del modo di costruire dei milanesi e dice che di questa

praticaccia lui non vuole sapere nulla.

- Il trattato che il filerete scrive a Milano (scritto forse da subito o alla fine della sua carriera

quindi tra il 1460 e il 1485) è molto diverso dal trattato di Leon Battista Alberti che gira nelle

corti italiane; lo chiama “Architettonico libro” non lo scrive in latino, ma in italiano volgare;

non è diviso in capitoli, ma come un dialogo tra un architetto e un committente che parlano di

architettura e la narrazione è fantastica molto romanzata.

- Parla di due città Sforzinda e l’altra molto fantastica e leggendaria.

- Filarete ha un modo di scrivere molto chiaro e complicato contemporaneamente.

- Molto importante in questo periodo è il gioco (i tarocchi).

- É scritto anche per ingraziarsi il committente attraverso

l’architetto è la

l’adorazione, importante è che lui scrive che

madre dell’architettura e il padre è il committente.

- Diffuso solo in un numero limitato

- É illustrato: i disegni sono forme di rappresentazione per rendere

seducente il racconto, le misure date da Filarete nel suo trattato

corrispondono a delle misure reali.

- Sforzinda ha delle grosse relazioni con la Milano che il Filarete ha

sotto gli occhi, inserisce la descrizione di molti edifici pubblici; ci

sono anche architetture che prima o poi Filarete ha già costruito.

- La torre nella foto ha una connessione con le torri del castello

Sforzesco, doveva aver avuto un incarico specifico ovvero la

progettazione e il disegno del fronte del castello verso la città. 60 di 119

Storia dell’Architettura 13/12/2016

• CASTELLO SFORZESCO -

Ha realizzato una facciata con un

elemento finito: 2 torioni a sezione

circolare laterali e una torre a sezione

quadrata al centro, vi è una serie di

archetti pensili, nei locali che si

dovevano trovare subito alle spalle si

devono aprire delle grandi finestre che

devono dare luce agli ambienti interni.

La torre centrale è costruita nel 1904 in

parte utilizzando le immagini del

trattato e in parte guardando la torre

del castello di Vigevano, ricostruita da Luca Beltrami, quella del Filerete crollò in poco tempo.

Filaretiana è il coronamento sostenuto da mensole in pietra per la quale produce disegni in 1:1

e per il quale devono lavorare delle maestranze particolari; è sua anche l’idea di fare piante

diverse per la torre e per i torioni laterali.

- Se questo è il suo primo cantiere è anche il primo cantiere da cui viene licenziato (andando. a

lavorare nel cantiere del duomo) perché litiga con gli ingegneri militari perché lui insiste a

consegnare dei disegni in 1:1 e quindi pretende che vengano fatti cosi senza poter dare luogo

a varie interpretazioni e loro non ci stanno.

- I due torioni vengono rivestiti con dei bugnanti a punta di diamante.

- A lui si attribuisce tutto ciò che da una qualità formale ad un oggetto che invece per i locali era

solo un castello.

- Le finestre sono un invenzione di Beltrami.

- Grande tamburo ottagonale, sul quale si regge una lanterna simile a Brunelleschi, schema

molto complicato

Inventa anche un palazzo che in realtà doveva esistere davvero ed è la sede della banca di Milano

dei Medici, c’è un arco rimasto intatto ed è custodito al museo del castello Sforzesco.

CA’ GRANDA -

• OSPEDALE MAGGIORE

- L’ospedale maggiore è destinato alla cura di

malati poveri, che corrisponde a un progetto di

carattere politico straordinario, fino a questa data

esistevano degli istituti di cura e ricovero ed erano

all’interno dei conventi.

- Toglie agli ecclesiastici la cura degli ammalati,

assistenza pubblica non solo della famiglia Sforza,

ma anche di tutti gli altri governanti che verranno

dopo, diventa un contro altare del cantiere del

duomo.

- Francesco Sforza vuole creare un istituto che

centralizza tutte le forme di assistenza e anche forme di specializzazione che diventano la base

della medicina morderna.

- Tutti i milanesi lasciano una parte di eredità a quest’ospedale.

- Si chiede ad un architetto un edificio senza precedenti.

- Filarete in parte s’ispira a ciò che è stato fatto ovvero all’ospedale di Pavia, di Siena e uno

romano. 61 di 119

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- È collocato sul naviglio, l’area

libera è in dote dalla moglie

di Francesco Sforza, i navigli

sono importanti per il

trasporto dei materiali da

costruzione, annesso ai navigli

c’è un sistema di regolazione

delle acque dei navigli.

- Pianta: grande rettangolo che su 3 lati ha una serie di arcate (che lui disegna ribaltate), ci sono

anche delle scalinate questo ci fa capire che realizza un edificio rialzato con delle rampe

monumentali.

- Basamento molto esteso che

costituisce il punto di attacco

dall‘ospedale vero e proprio.

- All’interno è tutto

simmetrico, c’è un grande

giardino porticato con un

edificio quadrato al centro: la

chiesa, caratterizzato da 4

torri molto alte.

- Importanti sono le parti

laterali della corte centrale,

una parte destinato agli

uomini e uno alle donne: c’è una grande croce ottenuta dall’incrocio ortogonale di 2 larghissimi

corridoi dove ortogonalmente alle mura vi erano i letti degli ammalati.

- Le 4 braccia dovevano avere diverse specializzazioni: uno destinato al pronto soccorso e gli altri

alla degenza.

- La croce è circondata da un sistema di portici che creano degli spazi porticati su cui si sviluppa

tutta l’architettura. Questi chiostri delimitano degli spazi aperti e col tempo al centro ci saranno

dei servizi (lavanderia ecc.).

- La crociera è rivoluzionaria perché il modo di incrociare le corsie determina un punto centrale

di controllo (chi sta in mezzo può tenere sotto controllo tutti i pazienti).

- Funziona bene sia per l’utilitas che per la firmitas.

- Oggi solo la crociera di destra è filaretiana mentre l’altra è stata ricostruita.

- Nell’agosto del 1943 viene completamente bombardato e poi ricostruito.

- Il naviglio è anche un sistema idraulico che permette di regolare l’acqua in entrata e in uscita

dall’edificio.

- Le finestre sono state riportate alla luce con i restauri. 62 di 119

Storia dell’Architettura 13/12/2016

U RBINO

Urbino è una città rinascimentale, ha un palazzo rinascimentale e si possono vedere le opere

originali all’interno.

É sede di un importate università fondata negli anni 70 costruita da un grande architetto De

Carlo.

PALAZZO DUCALE

architetto/committente= è una chiave di lettura

interessante; il committente è il duca di Moltefeltro, dava

truppe in cambio di denaro quindi molto importante, è

figlio illegittimo di una famiglia e ci sono questioni familiari

contorte.

Società fortemente governata dal denaro.

scelgono gli artisti come ambasciatori, governano dando

molta importanza alle arti, l’architettura è quell’arte che

mette in relazione la dimensione privata da quella

pubblica, avviano quindi grandi opere.

- Il termine corte non evidenzia solo uno spazio porticato, ma un modo di vivere in cui gli artisti

hanno molta importanza.

- Il duca di Montefeltro muore nel 1482, trasforma il castello preesistente e lo fa diventare una

città in forma di palazzo grazie a 2 architetti 1465, a Luciano Laurana viene data una “patente

da architetto”.

Nel 1465 Luciano Laurana non è ancora a lavorare nel palazzo, ma è a Mantova perché sta

lavorando da ambasciatore culturale, gli architetti diventano ambasciatori della cultura artistica.

É uno scultore di origine dalmata. Il bacino del mar mediterraneo viene usato per il trasporto di

materiali quindi è culturalmente unito.

Nel 1476 Francesco di Giorgio Martini essendo di Siena è nuovo per la nostra storia, è un

pittore (forse un esperto di prospettiva) è anche un ingegnere.

A Siena ha lavorato in opere di carattere infrastrutturale, ha lavorato ad un sistema di

approvvigionamento idrico di tutta la città, è quello che si inizia a chiamare un antiquario

(=cultore di antichità) che gira l’Italia e rileva (disegnando) tutto ciò che vede di antico e lascia un

grande archivio di disegni straordinario, e ovviamente scrive un trattato di architettura civile e

militare. (nel Wotkin non dice nulla su di lui)

- Le parti sotterranee del palazzo sono una scoperta relativamente recente.

Federico da Molntefeltro ha avuto rapporti con gli Sforza e quindi con Milano.

- Grande sistema

residenziale, è un palazzo

una città e c’è un po’

anche della reggia.

- La città di Urbino si

sviluppa

prevalentemente su un

altura, è in una posizione

strategica dell’Itala, e si 63 di 119

Storia dell’Architettura 13/12/2016

trova lungo la strada he attraversa trasversalmente l’Italia dal tirreno all’adriatico che collega

Roma con Rimini, è vicino a Venezia, ma anche a Roma e Napoli.

- Il tema di deviare il dislivello della città è un tema molto trattato dagli architetti di questi tempi,

servono quindi delle scale e

per questo servono materiali,

anche le rampe che

consentono a muli e cavalli di

trasportare merci (tutto questo

edificio è pervaso da

collegamenti come scale e

rape)

- Rinascimento significa che gli

architetti devono dare forma a

spazi che permettono di vivere

da cortigiano, vengono

disegnati dei bagni.

- Luciano Laurana partendo da

quello che già esiste, quindi

inizia da due corpi ortogonali, lui disegnerà in facciata dei torricini che puntano verso Roma. La

corte vera a propria è un cortile circondata da 4 portici e questo spazio diventa il fulcro attorno

al quale si organizzano le funzioni che sono gli aspetti pubblici della vita di corte.

- C’erano molti astronomi per il meteo, questo era importante per la guerra.

- L’arte dei ricevere significa dare la possibilità ai cortei di incontrarsi e di scambiare opinioni.

- É di stampo rinascimentale, obiettivo è creare armonia nel senso che vanno organizzati degli

spazi diversi ma che alla fine devono restituire l’immagine di un edificio armonioso.

- Vi è un quartiere delle donne, ortogonalmente c’è una struttura che affaccia sulla piazza,

l’ingresso al palazzo è formato da un vestibolo che doveva avere delle guardie e dà accesso alla

prima manica di questo portico e sul lato opposto alle guardie e ai soldati c’è, ad accogliere i

visitatori, una biblioteca con una struttura lignea che custodisce libri preziosi.

- Il cortile è molto interessante, Martini deve

disegnare una struttura regolare in uno spazio

non regolare e quindi doveva trovare un

modulo che permettesse la suddivisone del

cortile e adattare questo modulo a tutto. Trova

il modulo, ma può essere che non lo porti ad

avere un architettura limpida e ha dello scarto

che utilizza per rinforzare l’architettura, quindi

concentra il resto nei 4 pilastri ad L e diventa

un elemento che appartiene all’organizzazione

sintattica classica dell’architettura e diventa il punto dove si insinuano delle paraste che

sorreggono una trabeazione. É dal cortile che si accede agli spazi sotterranei, dentro la

montagna ci sono degli ambienti voltati a botte o a crociera, dove ci sono le cucine, dispense,

scuderie, tintorie, frigoriferi (ghiacciaie e conservazione del cibo).

- Al piano superiore ci sono altri spazi destinati al ricevimento , si accede tramite una scalinata,

uno spazio in 3 dimensioni, molto comodo coperto da volte che vede l’inserimento di elementi

decorativi di grande stile (c’è il corrimano) alla fine c’è un corridoio che si affaccia nel salone del

trono. 64 di 119

Storia dell’Architettura 13/12/2016

- Attraverso una sola porta si passa ad un altro

ambiente e via via ad altri ambienti che attivano a

delle stanzette piccole che arriva al centro della

facciata che da su Roma, questo degradare di

stanze sono dedicate alla selezione, mano a mano

che si procedeva solo alcuni potevano andare

avanti, è un sistema gerarchico e armonioso.

- Vi è un giardino pensile progettato da Martini che

al centro ha una fontana, forma irregolare, c’è un

muro in cui si aprono delle finestre che inquadrano il

paesaggio per renderlo parte integrante del giardino, la fontana è un buco circolare che

permette l’ingresso dell’acqua e della neve che è da li che viene fatta entrare e custodita tutto

l’anno che poi diventa il frigorifero sotterraneo.

- Il bagno maschile è adornato con l’ordine dorico (=ordine maschile).

F IRENZE

I palazzi di Firenze vengono fatti costruire da 3 banchieri che costruiscono la casa per la propria

famigli.

Il termine palazzo in latino viene usato per edifici, sedi di istituti governativi o di carattere

governativo, che noi chiameremmo pubblici.

Stanno costruendo edifici che dovranno essere tramandati, che non devono solo soddisfare

esigenze particolari, gli edifici devono rappresentare il perdurare della famiglia.

PALAZZO RUCELLAI

Architetto: Leon Battista Alberti

Committente: Giovanni Rucellai

- La facciata è un disegno fatto aderire su qualcosa di preesistente

- La finestre è la stessa della tradizione fiorentina.

- Suddiviso in 3 da semplici fasce marcapiane.

- É un cubo, un volume con delle dimensioni che mirano a sembrare un foriere.

- Vi è il riferimento alla classicità

PALAZZO MEDICI

Architetto: Michelozzo

Committente: Cosimo Medici

- Il palazzo diventa nell’arco della seconda metà dal 400 diventa l’idea per

realizzare città ideali.

- Cornicione—> coronamento dell’edifico che deve alleggerire il tetto che

protegge la facciata dalla pioggia

PALAZZO STROZZI

Architetti: G. da Maiano, G. da Sangallo

Committente: Filippo Strozzi

- Bugnato in pietra, finestra fiorentina

- É evidente che questo edificio è un forziere, ha 3 ordini.

- Il cornicione ha uno sbalzo molto alto, gli fa da specchio il limite tra

la facciata e la strada. 65 di 119

Storia dell’Architettura 13/12/2016

R

OMA

3 palazzi costruiti per 3 cardinali

PALAZZO VENEZIA

Architetto: Francesco dal Borgo

Committente: cardinale Barbo

- In realtà era la sede del vescovo di Venezia a Roma,

somiglia più ad un castello che ad un palazzo.

- Ha una torre in cui abitava il cardinale, isolato e al

sicuro, e che in pianta si organizzava attorno a 2

piante diverse una degli uffici pubblici e una della

residenza privata. Si sviluppano con caratteristiche

autonome e in realtà la torre è proprio il punto di

snodo tra i 2 cortili.

- Il cardinale ha anche degli uffici.

- La chiesa è incastrata all’interno dell’edificio.

- Ci devono essere tanti requisiti e richieste diverse, ma deve esserci armonia.

PALAZZO FARNESE

• Architetto: Antonio da Sangallo e Michelangelo Buonarroti

Committente: Alessandro e Ranuccio

- Sede dell’ambasciata di Francia

PALAZZO DELLA CANCELLERIA

Architetto: Baccio Ponitelli e Bramante

Committente: Raffaele Riario 66 di 119

Storia dell’Architettura 15/12/2016

MILANO L M

UDOVICO IL ORO

NELL ETÀ DI

1480 - 1499

1499 —> il ducato di Milano viene invaso dalle truppe dei francesi, gli artisti sono costretti a

scappare, gli ingegneri rimangono.

Nel 1500 a Roma si organizza un giubileo, da Milano quindi emigrano e vanno a Roma, entrano

quindi in contatto con un mondo internazionale, da qui le sorti di Roma cambiano e per quanto

riguarda la storia dell’arte Roma acquista un importanza globale. Leonardo scappa di notte a

cavallo andando vostro est, forse verso Venezia.

Milano in questo periodo è sicuramente una delle maggiori corti del rinascimento italiano.

La basilica di Sant'Ambrogio nel 1400 subisce delle

trasformazioni e diventa sede di 2 giganteschi

progetti, che porterà alla costruzione nell’arco di un

periodo di tempo lunghissimo dei cortili della

canonica e in tutti questi interventi opera Donato

Bramante.

In questo periodo si costruisce molto,

principalmente strutture ecclesiastiche finanziate da

famiglie importanti, ma anche edifici civili

Si costruisce e si trasforma nel profondo la struttura

medievale della città, ma si possono vedere ancora

le mura della città medievale all’interno del tracciato

della cerchia dei navigli.

Leonardo da Vinci lavora molto sui navigli, ha un

attenzione di tipo umanistico per evitare che gli strumenti utilizzati per la costruzione non siamo

distruttivi per il corpo umano. Il legame tra lui e Milano è quindi molto profondo e si svolge in

questo contesto.

Gli Sforza vivono a Milano, Pavia, Vigevano, ma comunque si muovono in continuazione, sono dei

guerrafondai dei militari.

Milano si avvantaggia col rapporto osmotico del territorio circostante, cioè con la campagna e

città in cui si produce molto, si commerciano molti cereali, anche la tessitura era importante, ma la

vera industria è la metallurgia, Milano è famosa in tutta Europa per le sue armature, ma qualcosa

cambia nella cultura perché gli artisti rivolgono in modo più cosciente lo sguardo al passato.

Il classicismo diventa un linguaggio che connota il rinascimento.

Bisogna quindi rivedere i grandi oggetti monumentali per capire il classicismo di questi tempi. Il

monumento classico per eccellenza di questo periodo è la:

BASILICA DI SAN LORENZO

- Pianta centrale

- É circondata da 3 sacelli coperti con volte o cupole, sistemi interamente in mattoni

- con anche coperture complesse, con sistemi che interessano gli architetti moderni del tempo.

- Oggi si guarda quella che è l’architettura antiquaria ed è come se si approfondissero questi

temi. 67 di 119

Storia dell’Architettura 15/12/2016

CAPPELLA DELL’ADDOLORATA

- É un sacello (=oggetto a croce greca) con 4 colonne, molto piccolo, ma

molto complicato.

- Via Torino quindi zona centrale.

Nel rinascimento l’architettura viene tramandata tramite disegni e progetti

che passando di mano in mano vengono anche modificati.

Si sviluppano dei grandi cantieri tenuti sotto occhio dai committenti.

Nascono delle figure terze—> queste corti iniziano a sviluppare le finanze in modo complesso.

Hanno un ruolo importante gli amministratori dell’economia. Anche le donne perché gli uomini

andavano a combattere quindi erano le donne ad amministrare i cantieri.

Milano diventa importante per i teatri, i concerti e gli eventi effimeri.

Il su scia di progetti avviati e fallimentari di

CASTELLO SFORNISCO

Filarete continua ad essere modificato, si struttura sempre di

più su due corti: la corte della Rocchetta (con la torre del

tesoro) e la corte ducale (con la vasca d’acqua, con la loggia

dell’elefante), si sviluppano ambienti destinati al ricevimenti

(feste, delegazioni di ambasciatori ecc.), quindi si creano molte

decorazioni.

In foto la loggia dev’elefante con le tipiche decorazioni in terra

cotta alle finestre.

C’è una produzione di stampi —> interirdesign; questo permette una semplicità nella

restaurazioni.

La ponticella è una loggia molto funzionale essendo un ponte, è anche

un pezzo portante e allo stesso tempo molto elegante. Una loggia per

camminare che permetteva di stare al sole d’inverno. Sui muri c’erano

opere d’arte, luogo di passeggio.

Un sistema che mira a ricavare la qualità in ogni spazio.

Quindi negli anni di Ludovico il Moro si riuniscono i più grandi architetti per discutere di diversi

cantieri. Vengono invitati diversi artisti stranieri per risolvere questi problemi, ma comunque poi

vincono i Milanesi perché conoscono il territorio e i materiali.

✦ DUOMO DI MILANO

- Un altro grande cantiere è quello della costruzione del TIBURIO, ma in realtà tutto verte sul

sistema di copertura della campata centrale del duomo di Milano.

- L’abside del duomo di Milano ha avuto un sacco di discussioni perché è un azzardo incredibile

- Nel 400 si costruisce il transetto del duomo di Milano e s’inizia a costruire la navata.

- Si discute della sezione, progetto pensato al millimetro, si decide che non dovrà avere un

trivorio come nelle grandi cattedrali gotiche, ma deve essere una chiesa a sala, ma si crea un po

un pasticcio.

- Ha 5 navate, a mediare la differenza di quota c’è una sensazionale invenzione di Giovannino de

Grassi di un capitello ad tabernacolo.

- Quando si costruiscono i 4 archi in previsione di un elemento pesate Solari ha fatto un opera di

consolidamento ovvero introduce un arco di rinforzo a tutto sesto di pietra e sopra questo 2°

arco non visibile perché nascosto dalla decorazione viene costruito questo tiburio 68 di 119

Storia dell’Architettura 15/12/2016

- T : una struttura a imposta ottagonale, retta da 4 pennacchi; una

IBURIO

doppia struttura composta da una parte interna (intradosso) e una

esterna (estradosso) che sono in realtà collaboranti.

- Interno: una volta a spicchi, delle lunette: con profilo ad arco acuto,

costoloni, un profilo non appiattito

- Esterno: un prisma ottagonale con una coperta inclinata, ma quasi

piatta, il problema della guglia verrà risolto nel 700.

Altri tiburi costruiti: basilica di S. Mazzaro e quello di S. Ambrogio.

Tra le persone consultate c’era anche Leonardo da Vinci che invece pensa

ad una cupola estradossata ritenuta inadeguata perché non conforme al

resto della chiesa.

CASTELLO E BASILICA DI VIGEVANO

A Vigevano progetto di Ludovico il Moro (dove lui nasce), grande piazza, come un foro, grande

mercato

porticato, botteghe case, un intervento urbano importante

è un grande atrio rispetto al castello destinato agli Sforza.

Vi è una torre su una scalinata che permette il

passaggio dalla piazza al castello, fu utilizzata come

riferimento per il castello Sforzesco, cioè una torre

autentica.

Leonardo ha costruito una ”stalla pulita pulita”

questione importante

É una basilica a pianta centrale e navate laterali, ci

sono i posti per i cavalli

Si studiano i fienili

L’esterno doveva essere pieno di affreschi, ma

quella è la

dimensione

politecnica di Leonardo

LA CERTOSA DI PAVIA

- Immenso edificio che è in realtà il luogo di sepoltura

dei visconti

- Il tiburio è una struttura molto complesso

IL DUOMO DI PAVIA

• - Croce greca

- All’incrocio tra transetto e navata un grande ottagono e

anche qui le discussioni per coprirlo, si discute soprattuto

coi modelli di legno o di terracotta, sono delle micro

architetture e potevano essere modificati, dalla metà del

400 in avanti ne sono stati fatti molti. 69 di 119

Storia dell’Architettura 15/12/2016

D B

ONATO RAMANTE

Donato di Pascuccio di Angelo detto Bramante nasce a Urbino nel 1444.

Nasce come pittore prospettico

Non si sa quando da Urbino si sposta a Milano.

Intorno al 1477 è a Bergamo dove arriva come pittore quindi inesperto nell’architettura, conosce

Giovanni Antonio Amadeo, uno scultore/architetto molto attivo in tutte le città, legato alla

famiglia Solari perchè sposa una ragazza Solari —> famiglia originaria di una città del Ticino che si

chiama Carona, a partire dalla fine del 300 e per tutto il 400 domina i cantieri milanesi, infatti si

parla di architettura solariana.

Guiniforte solari architetto della fabbrica del duomo.

A Donato Bramante a partire dal suo allontanamento da Milano nel 1499 si attribuiscono un

incredibile quantità di cantieri, è stato interpellato a risolvere problemi, ha fornito consigli, ma non

resta molto su tutto questo. É molto lacunoso tutto il suo operato, ci è giunto poco.

É colto conosce i trattati, il latino e l’italiano, ha conosciuto Francesco di Giorgio Martini. Quando

bramante si sposta non passa da Roma quindi è un cultore di antichità senza mai essere stato a

Roma, passando da Urbino a Bergamo certamente è stato a Firenze, lo sappiamo perché nelle sue

citazioni ne parla ma, certamente conosce le architetture di Alberti, certamente è stato a Urbino

Si forma come architetto a Milano ed entra in relazione con i cantieri ducali, diventa egli stesso un

architetto dei cantieri ducali, importante è stato il saper rappresentare bene.

É un personaggio molto eclettico

BASILICA DI SANTA MARIA PRESSO SAN SATIRO

- Milano Via Torino, quindi zona centrale

- Basilica coperto da una volta a botte, inclinazione

albertiana (s.Andrea a Mantova), questa è retta da una

trabeazione a sua volta retta da dei pilastri che sono

decorati da delle paraste con capitello. Fra un pilastro e

l’altro ci sono degli archi e altri elementi che sembrano

mensole ma sono pilastri veri e propri, gli ordini sono 3.

- Vi sono degli

elementi che

sembrano romani.

- Entrando sembra di

essere in una chiesa a

croce greca con tutti

e 4 i bracci coronati

da una volta a botte.

Invece la parte

dell’altre è tutto

realizzato in stucco dipinto, è anche una necessità perché Bramante viene incaricato di

modificare un oratorio ed è uno spazio vincolato.

- É una basilica a 3 navate, ha un transetto monco con solo una navata laterale, manca la parte

dell’abside anche se è disegnato, c’è un collegamento con il sacello, c’è la sagrestia e una serie

di elementi che fanno pensare che doveva essere costruita diversamente e che Bramante è

riuscita a realizzare ma riadattandolo. La chiesa è su una strada e non si può invaderla.

- Probabilmente doveva essere raddoppiato il sacello

- C’è una torre 70 di 119

Storia dell’Architettura 15/12/2016

SANTA MARIA DELLE GRAZIE A MILANO

- Corso Magenta

- edificio molto importante per la storia dell’architettura perché

ci racconta di un avventura

- C’è un architetto che si chiama Guinifore Solari che viene

incaricato dai padri domenicani e probabilmente da Ludovico

il Moro o da alcuni domenicani, di costruire un edificio sacro

di un convento ma anche di un nuovo quartiere.

- Disegna una chiesa semplicissima, 3 navate con la centrale

più alta e un notevole numero di cappelle laterali a pianta

quadrata e sono il modulo che viene esteso a tutta la maglia

che contiene la composizione della chiesa.

- Ci sono tante famiglie rappresentate qui dentro

- Questa chiesa viene completata e poco dopo viene demolito il nuovo, Ludovico il Moro vuole

qui il suo sepolcro insieme a quello dei suoi familiari e viole costruire qualcosa di nuovo che

emula la Certosa di Pavia dove ci sono già suoi parenti. Per la seconda costruzione ci vuole

Bramante, lui propone lo schema della sagrestia della

basilica di s. Lorenzo ingigantito. Pianta quadrata 4 archi, 4

pennacchi, la cupola ha un tamburo. La cupola è una

calotta semisferica (pantheon) con tutti gli ovuli non è una

cupola costruita per anelli orizzontali, ma costruita dalla

rotazione di un arco a tutto sesto. Ha anche una lanterna

(cupola di santa Sofia). Le absidi laterali ricordano la pala

di Brera di Piero della Francesca. In mezzo c’è la cappella

Portinari, che era l’agente del banco dei Medici a Milano

quello per cui Filarete aveva disegnato il palazzo con le

finestre gotiche. 71 di 119

Storia dell’Architettura 20/12/2016

A R

RCHITETTTURA A OMA

1500 - 1547

Donato Bramante si trasferisce a Roma, inizia a lavorare nel 1500 e muore nel 1514.

Iniziano ad entrare in scena molti cardinali con molti poteri che prendono le redini politiche, e i

pontefice—> uomini più importanti di tutto l’occidente.

Carlo V e Martin Lutero sono 2 personaggi molto importanti.

Il cantiere di san Pietro è il centro di una serie di questioni di carattere politico religioso ecc. e

assorbe una quantità assurda di denaro dai fedeli.

Vi è il SACCO DI ROMA

La tribuna è lo spazio destinato alla valorizzazione del trono.

Bramante impara a fare l’architetto a Milano.

• SANTA MARIA A SAN SATIRO

- Chiamato anche cappella della pietà

- Secondo Bramante è antico una reliquia del passato e lui lo rende

moderno, gli costruisce un rivestimento esterno che lo rende moderno e lo

integra all’interno di un progetto di scala più ampia, con riqualificazione

ovvero cambiamento di ruoli di quest’edificio all’interno della città.

- Accosta in alzato una specie di galleria complessa, un sistema con doppia

copertura, una lanterna altissima, a pianta centrale

- Spazio a pianta centrale di notevole dimensione

- Mettere in relazione un edificio a pianta rettangolare con un edificio

destinato a dei cittadini, 2 architetture diverse che si mettono in forzata relazione

Bramante progetta anche una serie di NUOVI EDIFICI ATTORNO ALLA BASILICA DI

’A —> edificio più prestigioso di Milano perché diventa luogo di sepoltura delle

SANT MBROGIO

famiglie importanti.

Il fratello di Ludovico il Moro decide di dar forma ad un progetto di rinnovamento.

- Chiama Bramante e gli chiede di costruire una nuova residenza

- Bramante fa molti disegni e viene fatto un modello ligneo che fissa le caratteristiche di

quest’architettura, i progetti di architettura restano con modello e disegni e diventa un modello

che nel tempo viene seguito come modello.

- Questa costruzione arriva a compimento a metà del 1600, ma il progetto di bramante in

qualche modo resta.

- Ci sono 2 grandi spazi quadrati chiostri, accostati l’uno all’altro da una manica vista come

basilica in sezione trasversale il primo punto che

viene concepito è il refettorio in modo assiale alla

“basilica”

- Il refettorio è un ambiente rettangolare, altissimo,

coperto da una volta molto complicata disegnata in

maniera policentrica con lateralmente delle lunette

e delle unghie, sulle testate ha delle gigantesche

volte e altre unghie.

- I portici del chiostro hanno degli ordini con

dimensioni e proporzioni slanciate e fanno in modo 72 di 119

Storia dell’Architettura 20/12/2016

che l’imposta degli archi arriva in un punto molto alto, anche le volte che coprono i portici sono

molto alti, tutto l’edificio è concepito per dare un idea di spazio gigante per i luoghi pubblici e

sopra c’è un piano più basso.

- C’è dell’architettura medievale del chiostro

- Vi è una scala imperiale

- L’antico portico ottocentesco

- Ci sono una serie di elementi poco classici, come il fatto di dilatare tutto in altezza, questo è

moto gotico, come il distacco col ritmo dimezzato.

-

• SANTA MARIA ALLA PACE ROMA

- Un cardinale napoletano dice a Bramante che deve

riammodernare la residenza di religiosi che abitano a Roma

dietro piazza Navona.

- Piccola chiesa ottagonale in un contesto molto urbano

- Vuole che sia fatta in fretta e che costi poco

- Inserisce un cortile quadrato e intorno distribuisce il

refettorio, la sala capitolare ecc

- Il tema architettonico è il cortile (stiamo lavorando in una

taglia small)

- Bramante riesce ad eliminare un problema tipico: cortile

quadrato interamente porticato che deve essere in relazione

con la strada perché è lo spazio principale, disegna il cortile

quadrato sulla base delle dimensioni che ha dividendo in 4

campate il cortile, mette l’androne d’ingresso posizionato

sull’angolo, entrando vedo tutto il cortile in un unico colpo

d’occhio.

- All’interno lui disegna un cortile romano (non ci sono

colonne) costruisce dei pilastri in muratura su cui addossa

delle paraste che reggono una trabeazione.

- Essendo il chiostro piccolo sfrutta l’altezza e lo pone su due

piani sopra una loggia architravata che ha un complicato

sistema di aperture, come in sant’Ambrogio ci sono

apertura grandi la metà di quelle sotto (tutto molto

romanico)

- É moderna grazie all’architrave che pone sopra.

- Usa 4 ordini: il tuscanico per i pilastri dell’ordine inferiore che reggono l’arcata, lo Ionico per la

parasta e poi il dorico e il corinzio, con questo dimostra di essere un bravo architetto.

CORTILE DEL BELVEDERE - ROMA

- Bramante viene incaricato da Giulio II della Rovere di

costruire la residenza del papa, a sinistra di S.Pietro.

- Assume come riferimento l’architettura antica imperiale,

deve progettare a partire da ciò che già esiste, quindi un

ampliamento, decide di dare proporzioni identiche a

quelle del circo imperiale perché da sempre il circo era

lo spazio aperto utilizzato per molti scopi annesso alle

residenze dell’imperatore.

- Doveva essere un rettangolo stretto e lungo con 73 di 119

Storia dell’Architettura 20/12/2016

proporzioni prefissate che doveva risolvere una serie di problemi.

- Ci sono muri giganteschi, sono dei lunghissimi corridoi, sulle testate del rettangolo ci sono

edifici già esistenti e dall’altra parte c’è uno spazio pensato come una grande villa con molto

verde, i corridori(=corridoi) diventano dei lunghi percorsi che sono satinati a molti funzioni.

Sopra la villa troverà spazio il museo vaticano.

- Davanti vi sono dei grandi spazi, dei giardini, teatri. Dalla stanza della segnatura alla conca della

“villa”.

- Vede l'impegno di Bramante (architetto), Raffaello, Michelangelo alla cappella Sistina e tomba

di Giulio II

TEMPIETTO DI SAN PIETRO IN MONTORIO

• MOLTO IMPORTANTE

- Costruito grazie alla committente della corona di Spagna

- Si trova all’interno di un convento sul Monte del Giunco, custodisce una reliquia: l’impronta

della croce sulla quale venne crocefisso San Pietro a testa in giù, quindi il luogo di martirio del

primo pontefice. Bramante deve costruire un architettura

che renda monumentale quest’oggetto

- É un edificio a pianta centrale con un notevole sviluppo

in altezza, piccolo quanto complicato.

- Sinteticamente riassume i temi di tutto il rinascimento

che diventa l’edificio più imitato dell’occidente

- Utilitas: deve custodire un oggetto importante per la

cultura cristiana, porta con se la reliquia di un martire

cristiano/un eroe, inoltre deve costruire qualcosa che

simboleggia altro (una sorta di tabernacolo); non deve

accogliere nessuno deve essere visitato da fuori. É

quindi un sacello medievale, ma anche un mausoleo.

- Pianta circolare con un podio, quindi dei gradini

- Una cella circolare e introno un perimetro di colonne

(periptero) è una tolos.

- Colonne e trabeazione di ordine dorico (ordine maschile)

- La cella è un tamburo i muratura con finestre, nicchie e

paraste, il profilo esterno è identico al guscio che

Bramante ha realizzato per il sacello di Anspertio.

- Sopra c’è un altro tamburo, un altra trabeazione coronamento, mensola, cupola e lanterna,

quindi è l’oggetto su cui lavorano tutti gli architetti dal rinascimento in avanti.

- Sopra e sotto è messo in relazione con la balaustra, mette

in relazione il classico (sotto) e il moderno (sopra).

- Diventa il testo di architettura su cui studiano tutti gli

architetti dell’occidente da qui in avanti.

- BRAMANTE É IL PRIMO VERO ARCHITETTO DELLA

STROIA. 74 di 119

Storia dell’Architettura 20/12/2016

S P V

AN IETRO

✤ CANTIERE DI IN ATICANO

Artisti: DONATO BRAMANTE Committenti: GIULIO II della Rovere (casa medici)

GIULIANO da SANGALLO LEONE X Medici

RAFFAELLO SANZIO CLEMENTE VII Medici

ANTONIO da SANGALLO il giovane PAOLO [X] Farnese

BALDASSARRE PERUZZI (siena)

GIULIO ROMANO

MICHELANGELO BUONARROTI (termina l’opera)

- Progetti di ricostruzione della basilica San Pietro in

vaticano a partire dai primi anni del 500.

- I committenti si sono succeduti come anche gli

architetti.

- 1547 Paolo da l’incarico risolutivo a Michelangelo.

- Già nel 1400 quando Alberti è a Roma si posano le

fondamento di un edificio da Bernardo Rossellino, ma

Leon battista Alberti blocca questa costruzione.

- Bisogna rinnovare (costruire un oggetto moderno) che

celebri il rapporto tra i padri della cristianità.

- Si cerca di fare ordine per trasformare in qualcosa di

nuovo e celebrativo, l’edificio e il mausoleo di san

Pietro (una gigantesca tribuna), lo scopo è segnalare la

tomba di Pietro.

- Il committente quindi favorisce Bramante invece di

altri architetti romani perché già conoscevano il

territorio.

- In questo periodo l’interesse di Giulio II non è solo costruire la basilica, ma anche celebrare la

sua persona, con un sepolcro papale, incarica Michelangelo di quest’oggetto che è un

“architettura” tutta scolpita di marmo.

- Quando il papa incarica Bramante gli fa una serie di richieste:

Conservi l’impianto longitudinale

✓ Bisogna conservare Le fondamenta di Rossellino

✓ Rispettare tutto ciò che c’è intorno

✓ Al centro la tomba del santo

✓ Il posto per il loro sepolcro

✓ Luce

✓ Spazio

✓ Costi poco

✓ In fretta

- Bramante gli da un disegno (=piano di pergamena) e

gli fornisce un progetto che non ha nulla a che fare

con le richieste, quindi viene scartato.

- Edificio a pianta quadrata, con al centro la tomba di

Giulio II

- Il modulo è il quadrato

- All’interno vi è una croce greca

- 4 pilastri a L che delimitano lo spazio centrale e sopra 75 di 119

Storia dell’Architettura 20/12/2016

verrà eretta una cupola

- C’è un deambulatorio quadrato che serve ai pellegrini per circolare attorno al gigantesco

baldacchino che custodisce la tomba di S.Pietro, questo deambulatorio ha 4 spazi ai vertici e

sono a loro volta degli spazi a croce greca.

- Le testate dei bracci principali sono importanti e articolati.

- Architettura tutta costruita in mattoni e doveva prevedere una serie di cupole in gettato.

- Esistono altri spazi che stanno ai vertici, più o meno circolari con

nicchino e che all’esterno hanno una forma quadrangolare sono 4

torri campanarie che servono per collocarci il battistero, i ballatoi

ecc.

- Quest’edificio viene bocciato perché non rispetta le richieste

(Bramate ha già alle spalle i progetti di San Lorenzo, il duomo di

Pavia)

-

Giuliano da Sangallo non solo critica il progetto di Bramante, ma

propone delle soluzione alle critiche: lo spessore che Bramante

aveva previsto in Giuliano aumentano le dimensioni murarie, ma di

Bramante corregge solo alcune cose. Nel progetto di Sangallo il

deambulatorio si appoggia a grandi absidi. 76 di 119

Storia dell’Architettura 10/1/2017

M B

ICHELANGELO UONARROTI

Nato nel 1475.

Il primo 1500 è un periodo che può essere separato sia dal 1400 che dal secondo 1500, sono

proprio periodi diversi

Michelangelo muore nel 1564 in un periodo ancora completamente diverso.

Lui non si sposta da queste 2 città: Firenze e Roma

Fino al 1534 Michelangelo fa la scuola tra Firenze e Roma e a regolare i suoi spostamenti sono

relazione di carattere politico molto complicato, oltre a caratteri di tipo istruttivo.

Nato a Caprese (Arezzo), ma in realtà la famiglia risiedeva lì per via di un incarico temporaneo del

padre, la famiglia è originaria di Sestignando, luogo dal quale provengono botteghe di scultori.

Da giovanissimo scappa e va ad abitare a Firenze.

Diventa subito uno dei massimi artisti del tempo, nel 1515 è stato un periodo florido per lui.

✤ S P V

Il cantiere di è il cantiere più importante del tempo

AN IETRO IN ATICANO

1506= prima pietra della ricostruzione di san Pietro

1513= elezione al soglio pontificio di 3 pontefici fondamentali, figlio di Lorenzo de Medici col

nome di Leone X,

1514= data di morte di Bramante, responsabile dell’avvio del cantiere commissionato da Giulio II

1517= avvio della riforma protestante (Martin Lutero)

1519= Carlo V Asburgo diventa imperatore governando un mondo vasto e Roma è forse unico

ostacolo che mette in crisi la vastità di quest’impero

1520= morte di Raffaello Sanzio, allievo di Bramante, muore giovanissimo e lascia un segno

limitato in questo cantiere

1520= scomunica da parte di Leone X a Lutero

1523= altro papa di casa medici Clemente 7° nipote di Lorenzo

1527= sacco di Roma, Clemente 7° fugge dalla città

1531= Clemente 7° torna a Roma

1534= diventa papa Paolo III della famiglia Farnese (famiglia emiliana) pontefice che darà

l’incarico a Michelangelo.

1547= ingresso di Buonarroti nel cantiere di San Pietro 77 di 119

Storia dell’Architettura 10/1/2017

Michelangelo sarà uno scultore/architetto e un architetto/scultore.

Il è fondamentale perché diventa la tecnica, la forma mentis e il modo di esprimersi che a

DISEGNO

tutti gli artisti del rinascimento ha dato la possibilità di mettere in relazione almeno architettura

scultura e pittura.

É ciò che mette in relazione l’idea dell’opera parte dalla sua realizzazione, diventa lo strumento

universale.

- Il piano di pergamena realizzato per S.Pietro è forse il primo progetto che Bramante propone, è

un’idea rivoluzionaria che però diventa oggetto di discussione.

- Di fatto questo progetto ha una grande carica simbolica da diventare determinante

- Questo edificio pensato a pianta centrale molto complicata con una cupola in centro e altre 4

che fanno da corona, incarna ciò che è di fatto l’immagine della chiesa in questo momento, ed

è per questo che Bramante pensa quesa forma completamente diversa dalle idee del

committente, ha centrato il tema più importante per il pontefice. Ha trovato un architettura

grande chiesa

adatta al progetto contemporaneo della chiesa cristiana cattolica. L’ idea di una

universale che accoglie a scala globale tutto il mondo quindi la pianta centrale e tutto ciò che

tutto il disegno porta con se è il più appropriato per questo progetto. É quindi difficile per il

pontefice riuscire a contestare un progetto che va’ un passo avanti dalle richieste.

- La cupola centrale è una cupola cristianizzata perché sta su una croce greca quindi mette in

relazione occidente e oriente

- C’è il numero 5 che ricorre spesso nei sistemi di copertura perché simboleggia l’eterno in

centro e i 4 apostoli al centro che possono essere anche altro.

- Il progetto di Bramante viene contestato in chiave fiorentina, perché quello è troppo romano,

da Sangallo, architetto di Lorenzo de Medici attivo anche in altri cantieri.

- Quindi la pianta centrale di Bramante parte da una base semplice andandosi poi a complicare,

Giuliano da Sangallo da fiorentino non propone più una cupola emisferica, ma con un’imposta

ottagonale, ingrossa i muri, le 4 cupole hanno dimensioni diverse rispetto a quella di Bramante,

sembra un progetto di un sistema di fondazioni, di un seminterrato, non di un elevato.

- Tenendo in considerazione le modifiche di Sangallo, Bramante ripropone un progetto con

ampie testate a croce greca e continua a pensare ad uno spazio di grande respiro.

- Si arriva al 1506 discutendo e quando si posa la prima pietra per un progetto di pianta

longitudinale, Bramante ha proposto almeno 6 progetti, questo scelto ha una pianta

centralizzata ampissima pur essendo longitudinale come se si fosse arrivati ad una soluzione

che media queste due radicali proposte.

- Quando Bramante muore nel 1514 si sono costruiti i pilastri con trabeazione più abbondante

che servono a mettere in relazione la triade vitruviana.

- S’inizia a costruire dalla parte della tribuna e invece tutta la parte delle nevate diventa un

oggetto di discussione.

- Raffaello mantiene una spazialità ampia, mantiene l’idea della cupola con imposta

semicircolare, le absidi con deambulatorio e nella parte centrale innesta un aula e prevede delle

navate laterali e delle cappelle. Crea dei pilastri che escono dai meccanismi che riprendono

delle caratteristiche della pianta centrale di Bramante, ma si adattano alla ripetizioni in serie per

una pianta longitudinale.

- Raffaello muore giovane e gli succede Antonio da Sangallo (famiglia da generazioni impegnata

nell’architettura e nella costruzione)

- Antonio da Sangallo deve confermare ciò che già si sta facendo, ma modifica, ingrandisce lo

spessore dei pilastri, ha paura che crolli la cupola, mantiene alcune misure, ma lo spazio si

riduce e si caratterizza. Lui è un vitruviano ortodosso convinto e si illude di poter controllare con

78 di 119

Storia dell’Architettura 10/1/2017

gli ordini questi spazi, torna alla pianta quadrata a cui aggiunge

una specie di grande atrio che si collega ad una facciata con 2

campanili che contegno la loggia delle benedizioni.

- Questo progetto viene approvato, si costruisce in scala 1:30/40

un modellino di quello che si avrà costosissimo criticatissimo

per il suo costo, ci sono ecclesiastici che criticano il fatto che

qualcuno decida di spendere molto denaro per costruire un

modello in legno, che è tra l’altro apribile.

- Siamo al 1546 Antonio da Sangallo muore e si va in crisi perché non si è ancora costruito quasi

nulla.

- Tomba di Giulio II che è stata moto pensata, ma poi ha avuto una realizzazione fallimentare

Michelangelo si specializza nel disegno di finestre, la sua architettura sarà molto curata in questo,

il lavoro di uno scultore impiegato all’architettura.

SAN LORENZO - FIRENZE

- Complesso della famiglia Medici, che ha a poco più in là la residenza di

famiglia.

- Michelozzo l’autore, ristrutturazione commissionata a Michelangelo

Buonarroti: fece il tamponamento di queste 2 arcate, originariamente

aperte con sotto una loggia, sono finestre con coronamento a timpano

che s’ispirano all’antico per superarlo.

-

Altro tema in cui Michelangelo viene

coinvolto è la facciata di san Lorenzo

-

1515-1516 Leone III vuole dare una

facciata alla basilica di famiglia, si organizzano una serie di

concorsi, partecipano i soliti attivi in quel tempo (Raffaello,

Giuliano da Sangallo, Michelangelo, ecc) il tema è molto

importante: bisogna elevare il rapporto tra architettura e

scultura, innalzando la famiglia Medici con un arco trionfale.

- Michelangelo fornì diverse idee e vinse, ponendo nella facciata

diversi spazi per potervi inserire la sue sculture.

SAGRESTIA NUOVA S.L

• DI ORENZO

- Michelangelo fiorentino arrogante come tutti, deve confrontarsi con il maestro del rinascimento

ovvero Brunelleschi, stiamo guardando ad un architetto alle prime armi intorno al 1520.

- Conserverà alcuni elementi anche di carattere

stilistico, la vecchia sagrestia rappresentava le

relazioni tra mondo celeste e mondo terrestre,

Michelangelo quindi mantiene questo tema

- Usa anche lui una parere bianca, resta la pianta

quadrata coronata da una cupola, e uno spazio

quadrato maggiore e uno minore.

- Doveva essere anche molto affrescato e con

decorazioni a stucco, che non sono rimaste.

- Le sculture rappresentano il passaggio del tempo

e sono annerite nel tempo, sono inserite in

nicchie. 79 di 119

Storia dell’Architettura 10/1/2017

- Gli ordini sono una citazione al classicismo

- Vi è una trabeazione che scorre sopra le paraste, un

attico e una copertura quindi c’è già un ordine in più

rispetto a quella di Brunelleschi.

- Come rappresenta la dimensione terrestre (Brunelleschi

lo fece col passaggio dal 4 al 12), lui aggiunge la

rappresentazione del tempo, vi è una centina importante

che si sovrappone alle paraste. É un architettura

sempolcrale, ma sempre un’architettura, c’è un processo

di sottrazione, ho una visione tridimensionale concreta

data dalle statue.

- Dal basso all’alto la parete diventa liscia, le finestre ci sono ancora (alcune sono vere altre finte),

non sono più centinate, ma col timpano e diventano nere, c’è un progetto di sottrazione della

decorazione tridimensionale, l’architettura diventa una linea e le finestre diventano più semplici

- C’è uno studio prospettico molto accurato che ci dice che bisogna guardare dal basso verso

l’alto

- La cupola diventa una linea, sono scomparsi gli ordini, ci sono i 4 pennacchi. Cupola emisferica

a cassettoni.

Clemente 7° commissiona a Michelangelo un altro lavoro: la sede per la

• BIBLIOTECA LAURENTIANA

- Viene inserita all’interno dell’edificio per

religiosi, in una manica dei due chiostri si

inserisce la biblioteca

- Edificio molto semplice, secondo il progetto

di Michelangelo doveva esistere un altro

spazio per la custodia dei codici più preziosi.

- La pianta è predeterminata, il braccio di un

edificio già esistente

- Disegna un quadrato e un rettangolo, nel

quadrato pone la scala per accedere al piano

superiore questo per poter proteggere i libri

dal umidità e per avere anche una illuminazione migliore, Michelangelo disegna tutto nei

dettagli, arredi soffitti ecc.

- Alcune parti vennero poi cambiate. Nell’atrio vi è un architettura disegnata su delle pareti.

- Vi è un basamento privo di ordini che

corrisponde al piano terreno del primo piano, è

trattato come un piedistallo, vengono inserite

delle corone, sopra vi è una coppia di colonne

che non sporgono ma sono incastonate in

nicchie. Gli angoli sono molto complicati.

- Questa scala è stata pensata in legno di noce

perché doveva preannunciare l’architettura in

legno che poi si trova all’interno invece viene

costruita in pietra.

- Con 3 rampe, molto complicata. i libri erano

contenuti nella seduta, è un sistema di banco

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Storia dell’Architettura 10/1/2017

con seduta e leggio molto complesso è

realizzato da Michelangelo e sono realizzati in

legno di noce.

- In legno è anche il soffitto a cassettoni sempre

secondo il disegno di Michelangelo come

anche il pavimento.

- Tutto ciò entro il 1534, in questo anno lascia

Firenze per colpa della politica e si trasferisce a

Roma, dove lavora tantissimo. Ormai a fine

carriera diventa l’architetto della fabbrica di

San Pietro.

Architettura civile

PALAZZO FARNESE

- Disegnato da Antonio da Sangallo

- Michelangelo viene coinvolto in questo cantiere quando il cantiere è già avviato.

- Antonio da Sangallo aveva concepito questo palazzo partendo da un’architettura a corte

interna, disegnata riproponendo lo schema classico del teatro antico, quindi con i 3 ordini

articolati e addossati ad un sistema di pilastri e archi. A partire da questa (una sorta di colosseo

ribaltato) si dovevano organizzare le maniche del palazzo.

- Michelangelo viene chiesto di cambiare le

proporzioni dell’ultimo pianto, creando uno

squilibrio in quell’architettura classica

vitruviana.

- Per poter inserire un mezzanino, sotto le

finestre dell’ultimo piano vi sono delle piccole

finestre rettangolari che danno luce

all’ulteriore piano che viene ricavato, il

mezzanino che viene utilizzato per dare

collocazione a spazi utili che non avevano

trovato una razionale sistemazione nel

progetto di Sangallo.

- La novità sta nel fatto che cambia le proporzioni, elimina il sistema canonico, vi è una parete di

mattoni con una finestra con un riquadro e una cornice attorno al riquadro e una copertura in

mattoni

- Alzando quindi il livello cambiano le proporzioni della facciata quindi inserisce un cornicione

gigante con delle proporzioni diverse e nuove, è una scultura nell’architettura.

CAMPIDOGLIO

Roma, Michelangelo 81 di 119

Storia dell’Architettura 12/1/2017

PALLADIO E VIGLOLA

Hanno entrambi scritto dei libri detti “trattati” che sono stati molto importanti per i loro

successori, hanno influenzato la produzione architettonica in modo molto capillare.

Sono due personaggi pienamente rinascimentali, nascono uno a Padova e nonostante si rechi a

Roma la sua carriera sarà racchiusa nella serenissima, quindi un provinciale; l’altro nasce in Emilia,

molta frequentazione romana, molti lavori in Emilia e poi a Roma, per un breve momento lavora

anche a San Pietro.

I temi dei trattati sono di carattere rinascimentale , ovvero, il rapporto

(non si usa il termine Manierista)

tra l’antico e il moderno.

Loro hanno alle spalle i cantieri di Michelangelo, Raffaello, il trattato di di Giorgio e di il Filarete.

É più articolata la società in cui lavorano, non si tratta direttamente con il committente.

Lavorano all’interno di corti, in un tessuto sociale più complesso.

Politica e religione vanno sempre di pari passo.

Sono personaggi estremamente moderni rispetto alla tradizione, occupandosi sia di commissioni

di carattere pubblico sia da committenze private.

Le città si modernizzano e lo fanno anche su temi comuni, questa modernizzazione ha a che fare

con i cambiamenti della società

Si assiste ad un fenomeno di trasformazione dei così detti ceti urbani alla campagna.

L'architettura di carattere militare diventa importantissima in questo momento a causa dello

sfondo storico.

A partire dagli anni 30 del 500 a Roma e in altre città si sviluppano dei circoli in cui si riuniscono

scrittori, pittori e latri artisti e discutono di teoria (si studia Vitruvio, s’illustra Vitruvio).

IL VIGNOLA

Jacopo Barozzi detto “il Vignola”.

Nato a Vignola nel 1507 e muore nel 1573 a Roma.

Scrisse un trattato “Regola della cinque ordini dell’architettura” che

viene pubblicato inizialmente nel 1563 è un libretto formato da 32 pag.

illustrate con didascalie

accanto, importante

perché canonizza quello

che già aveva detto

Vitruvio, ma fornendo

delle tavole.

I disegni presenti sono

quotati e

rappresentano un

processo, per esempio

del capitello corinzio si

vede non solo la parte

ornata ma anche la costruzione.

Vignola è pittore, ma anche scultore, è ingegnere perché si occupa d’idraulica, quindi un

personaggio poliedrico.

Per quanto riguarda la specializzazione nell’idraulica si svolge in Emilia. 82 di 119

Storia dell’Architettura 12/1/2017

LOGGIA DEI BANCHI

- A Bologna, città molto popolosa, 2° città dello stato pontificio, sede di una delle più antiche

università italiane. Della regione di Modena, appartiene alla famiglia Farnese.

- È un edificio che ci parla della modernizzazione delle città, le municipalità. Decidono di dare

una nuova forma agli spazi e agli edifici che devono ospitare le magistrature cittadine, sono gli

assessorati, gli istituti pubblici che si occupavano di diverse competenze. Luogo in cui si

svolgevano attività di commercio, di tipo finanziario.

- Dovevano essere un edificio dignitoso, bello,

a partire dalla metà del 1500 quando le città

italiane diventano parte di stati.

- É un edificio in linea, organizzato sulla

scansione di 15 campate tutte uguali, ha

quindi una ritmicità notevole e organizza in

sezione le diverse componenti che soddisfano

i vari utilitas.

- Ci sono dei portici che servono per

camminare e proteggere le botteghe su più

livelli, uno spazio per la vendita e uno spazio

per il mezzanino per la produzione o per dei

laboratori.

- Sopra vi sono poi gli uffici veri e propri che anch’essi possono essere di vari piani.

- Vignola da’ soluzioni molto semplici, campate divise da pilastri scanditi da alte paraste con

capitelli, sopra le paraste c’è una lunghissima trabeazione che permette di avere anche un

passaggio aereo.

- Al piano superiore vi è una parasta semplicissima, un altra trabeazione sintetica e un tetto a

ponte. Un coronamento molto decorato.

- Per quanto riguarda la parte inferiore degli archi questo lungo edifico incrocia delle strade, in 2

campate si lascia lo spazio che comunque delimitano l’edificio e lascia il passaggio per le strade

sottostanti (come nel ospedale degli innocenti).

PALAZZO FARNESE

- Architetti: Sangallo e Michelangelo

- A Vignola si devono tutte le architetture degli interni di questo palazzo.

PALAZZO FARNESE C

• A APRAROLA

- n cardinale commissiona a Vignola un progetto a Caprarola, luogo con una notevole quantità

U

di bosco.

- Questo “oggetto” è molto difficile perché

esiste già una fortificazione disegnata da

Peruzzi e Sangallo, una fortezza a pianta

pentagonale, su una rocca fortificata Viglola

deve costruivi una residenza per il cardinale

che è anche un feudatario, è il signore del

luogo e vuole realizzare un edificio che lo

rappresenti.

- É quindi una rocca perché nasce come tale,

ma è anche un palazzo e una villa perché è

un edificio isolato dal contesto ed è l’edifico 83 di 119

Storia dell’Architettura 12/1/2017

residenziale che appartiene ad una fattoria,

ad una struttura destinata all’agricoltura e

all’allevamento.

-

Annessa alla villa e al palazzo c’è una torre

perché i cardinali dal medioevo in avanti

risiedono in una torre, se il palazzo è pubblico

c’è una parte privata che è strutturata in

verticale al padrone di casa.

-

É in realtà uno dei primi esempi di reggia.

-

Fra il 1400 e il 1500 in Italia si matura un

modo di pensare l’architettura che poi

diventerà la linea su cui si costruirà.

-

Insieme all’edificio vengono costruiti degli edifici,

viene riammodernato anche tutto l’antico bagno di

Caproarola

- Viene fatto un incisione nel tessuto medievale

preesistente che sventra ciò che esiste, per far spazio

ad un lungo corso, ma questo crea un occasione per

costruire ai bordi di questa strada, è necessario pero

costruire dei ponti. -

Si ricostruiscono delle

botteghe perché creano

reddito, sono le nostre enoteche, la produzione di vino è importante

nel luogo. (I sotterranei della pianta custodiscono le botti di vino.)

- Sul retro vi sono 2 grandi giardini all’italiana.

- Alla corte circolare centrale è scandita in 2 ordini, un primo piano più

rustico e un primo piano più aulico. I corpi più alti arretrati alla

balaustra sono quelli destinati agli uffici e alle guarnigioni.

- A mettere in relazione le varie sale c’è una scala elicoidale (che è

ripresa da quella di bramante nel cortile del belvedere.)

VILLA GIULIA

- Roma

- La facciata è di un palazzo perché ha una facciata

piana realizzata con un mattone a vista, ha delle

finestre con cornici elaborate e c’è una parte

centrale che inserisce l’elemento dell’arco trionfale

perché è l’inquadramento del portone principale,

ma permette anche di costruire un balcone sopra.

- Villa

suburbana,

alle spalle si

trova un esedra che affaccia su un giardino dedicato ai

ricevimenti. 84 di 119

Storia dell’Architettura 12/1/2017

SANT ANDREA GESUS

- Piccolo esercizio che ancora una volta risolve un problema pratico, piccola

chiesa lungo una strada.

- Riprende il pantheon.

CHIESA DEL GESÙ

- Costruita per l’ordine dei gesuiti, che dal 1535 diventa un ordine riformato, obbedisce al papa.

- Si occupano della formazione dei giovani aristocratici che vengono

istruiti.

- É molto rappresentativa per i gesuiti perché si accosta alla casa

professato, vicino al campidoglio, quindi molto centrale e la chiesa

che viene commissionata dai Farnese a Vignola diventa molto

importante

- É un edificio molto importante perché Vignola riesce a dare una

risposta efficace in termini di firmiatas, utilitas e venusta.

- L’esigenza dell’ordine deve essere votato alla severità e al vigore.

- L’ordine dei gesuiti è

l’ordine dei

predicatori quindi gli

serve un sistema

semplice, a navata unica con delle cappelle

laterali.

- Vignola guarda al rinascimento e prende

Alberti come rinascimento

(su libro w. Diventa modello e unico riferimento della compagnia).

P

ALLADIO

Palladio nasce a Padova 1504 e muore a Maser nel 1580.

Scrive un opera intitolata “I 4 libri dell’architettura” pubblicato a stampa, pubblicato in 4 libri

completamente illustrati, solo che mentre Vignola introduce solo 2 tavole che si lega a dei suoi

elementi di architettura, palladio illustra interamente le sue opere.

Palladio è il primo a rilevare molti edifici della Roma antica.

disegno diventa lo strumento scientifico per eccellenza.

Il

É stato un architetto, ha progettato, costruito, ha scritto un libro, pur lavorano in un ambito

periferico ha modificato il modo di fare architettura sulla scelta classicista.

Si forma come scalpellino, come lapicida in realtà, intorno al 1530

occuparsi di pietre poteva essere un arte molto raffinata.

Viene scoperto da Giangiorgio Trissino che gestiva una piccola

accademia dove viene istruito.

Compie una serie di viaggi a Roma dove ha l’occasione di vedere alcuni

cantieri aperti.

Innesta una forma di cultura non molto diversa da singola in un territorio

che aveva una cultura fortemente gotica, che soltanto a partire dal 1530

circa inizia ad aprirsi al vero e proprio rinascimento.

A Vicenza esiste un centro internazionale di studi (CISA) che si occupa di

studiare solo le opere di palladio e il palladianesimo. 85 di 119

Storia dell’Architettura 12/1/2017

Nel suo trattato vi sono illustrati 30 anni di attività architettonica.

Negli anni 50 del 900 alcuni studiosi si sono applicati all’analisi dell'opera di palladio e sulla scia

di Rudolph hanno riconosciuto palladio solo come un teorico che ha saputo mettere a sistema

tutte le conoscenze, mentre la realtà.

Palladio è il primo architetto che “pensa in grande”, scrive in italiano, ma il fatto di avere le piante

prospetto e sezione dei propri progetti non è solo stata una sua autocelebrazione.

L’architettura sacra è molto importante San Giorgio e redentore a Venezia.

LA BASILICA V

• DI ICENZA

- a basilica di Vicenza= sede della burocrazia di Vicenza

L - Origine medievale.

- Intorno alla metà del 1500 viene

completamente ristrutturata e viene riportata

all’aspetto di una basilica.

- Palladio trova l’edifico già costruito, vince un

concorso per la progettazione del guscio

esterno dell’edifico che è un’architettura

(simile alla loggia dei banchi).

- Sotto c’è un mercato coperto mentre al

piano superiore la grande aula è ricoperta da

una grande “volta a botte” a carena

rovesciata.

- Col tempo si erano realizzati dei portici.

- Palladio si rifà alla basilica antica. Pensa Cadu un portico su

doppio livello realizzato interamente in pietra, 2 livelli scanditi

da ordini sotto il dorico e sopra lo ionico. (Ritroviamo un

edificio simile già costruito a Venezia).

- Dovendo costruire una copertura ad un edificio già esistente

doveva far in modo che con la copertura non tappasse la luce

dato che le apertura sottostanti non erano poste in maniera

uniforme, quindi utilizza le seriane da Sebastiano Serio in

modo tale che variando la luce d’arco, ma mantenendo lo stesso modulo variando la distanza

tra la colonna grande e quelle piccole si riesce a mantenere una continuità.

- Diventa quindi un foro.

Il tema più noto dell’architettura palladiana è la villa, la villa suburbana.

VILLA DI LORENZO DE MEDICI

• - Lui prende la villa progettata da Giuliano da Sangallo,

intorno a Firenze.

- Disegna un edifico molto semplice, a base rettangolare,

speculare, è un cubo bianco da cui si vede tutto il territorio.

- É impostato su un piedistallo

- C’è un pronao incastonato al centro dell’edificio e gli

conferisce una sacralità.

- Questo è l’esempio che palladio prende e riproduce in

decine di altre ville che farà lui. 86 di 119

Storia dell’Architettura 17/1/2017

G A P P

ALEAZZO LESSI E ELLEGRINO ELLEGRINI

(Nel Watkin non c’è nulla su di loro)

Milano è una città nella quale succede una cosa importante, a partire dal 1535 la città di Milano

che prima era città di un ducato, diventa parte di uno stato grande, quindi per governare uno

stato è necessario organizzare degli uffici, creare norme, leggi che riguardano il pubblico e il

privato, stato e chiesa, le famiglie nobili e benestanti ecc.

Sono 2 personaggi non molto noti, ma importanti.

Costruiscono anche edifici dedicati alla magistratura, edifici sacri.

Costruiscono seminari, collegi, palazzi arcivescovili, ville arcivescovili, stalle arcivescovili.

Sono professionisti di “perito giudizio” (= espressione di Carlo Borromeo) che dice di affidarsi

all’architetto per problemi di architettura a parte che sia un architetto di perito giudizio. Perito nel

senso che è esperto, è capace; giudizio nel senso che sa scegliere sa interpretare, sa giudicare e

selezionare; perito giudizio= le competenze non sono nulla se insieme non c’è la capacita di

criticare. G A

ALEAZZO LESSI

Nasce a Perugia del 1512 e muore dopo una serie di esperienze fuori dalla città. Muore sempre a

Perugia nel 1572.

Architetto rinascimentale ha dei buoni rapporti con le varie istituzioni, lavorerà per i francescani

anche ad Assisi.

Vede lavorare Antonio da Sangallo, Raffaello Sanzio e Michelangelo, e vede anche il cantiere di

san Pietro.

Si forma come pessimo pittore in realtà disegna molto bene.

Lavora molto in Umbria, lavora a Roma, si sposta a Perugia e poi a Genova(= città molto

importate negli equilibri internazionali, è spesso stato il porto di Milano. Si ferma per un po e poi

torna in Umbria.

PORTA DEL MOLO

- Progetto che interpreta un tema di carattere funzionale in

chiave architettonica

- Viene commissionata la costruzione di una porta e disegna

uno spazio a tenaglia, è utile a difendere le 2 estremità

delle mura, si trasforma quindi in un portale

- Aspetto rustico, pietra scolpita, tutto governato da un

disegno che in realtà è un disegna moderno

- É la messa in opera di un immagine che c’era nel trattato

di Sebastiano Serio.

- Alessi non da’ solo una soluzione architettonica, ma

disegna degli spazi verso il molo.

- Vediamo 3 grandi archi, di cui solo quello centrale è un

passaggio. 87 di 119

Storia dell’Architettura 17/1/2017

SANTA MARIA C

• DI ARIGNANO

- Monumento che doveva essere visibile dal mare e doveva

permettere l’osservazione

- Ha una cupola estradossata e una grande lanterna.

- La chiesa era costruita su una collina separata dal resto della

città da un avvallamento

- La parte sotto va a reggere l’architettura superiore che si mette

in diretta relazione con

il paesaggio,

- C’è una grande

osservazione sulla

bellezza del panorama.

- Pianta: quadrato con

croce greca, sono

cambiate le proporzioni tra le navate e i bracci. Il

perimetro è scavato e articolato per far posto alle

cappelle.

- Le scale sono ovali.

PALAZZO MARINO

- Sede del municipio dal 1960.

- Facciata realizzata nei primissimi anni del 900, finanziato

dal papa Medici di Marignano, che è lo zio di Carlo

Borromeo.

- Committente è Tommaso Marino, banchiere che prestava i

soldi agli spagnoli che avevano bisogno di sodi per

finanziare le guerre.

- Inizia ad essere costruito intorno al 1558.

- Le famiglie milanesi non vivevano in palazzi.

- Si usa per la prima volta in maniera industriale la pietra.

- La corte è scandita da una serie di arcate, divise da una

“trabeazione”

- É un progetto sbagliato per la Milano del tempo, non ha il giardino, non ha delle stalle e quindi

non riescono a rivenderlo e diventa una sede di

uffici. 88 di 119

Storia dell’Architettura 17/1/2017

PELLEGRINO PELLEGRINI

Pellegrino noto come “il Tibaldi”= nome del padre;

Nasce in val Soda (nord del lago di Como) nel 1527 e muore nel 1596.

É un architetto, aristocratico, persona colta, si forma a Roma facendo la tipica attività di

formazione degli artisti di quel tempo, accademie (=studio dell’antico, trattati, molti disegni).

Pellegrino è stato identificato come l’architetto di Carlo Borromeo quindi è stato etichettato

come architetto anticonformista.

Si forma come pittore a Bologna.

Esperto uomo di cantiere. Lavora a Roma e nelle fortificazioni ad ancona quando ci sono i turchi

che si affacciano.

Morto Borromeo si sposta a Madrid.

CHIESA DI SAN FEDERE

- Accanto a palazzo Marino

- Sopra un grande timpano

- l’apertura è di fatto una siriana, composto da 3 parti: una

maggiore sovrastato da un arco e 2 laterali.

- Non è un convento, ma uno spazio riservato e articolato,

attorno a 2 corti, corridoi.

- Per la prima volta i gesuiti confessano in confessionali,

quindi le aule devono essere adeguatamente gestite.

- L'edifico ci appare con una facciata sulla piazza, un fianco

su una strada e 2 fianchi: uno su una strada e uno a confine

con l’edificio della casa professa.

- Per avere una grande aula libera si

sposta nei lati dell’edificio tutto ciò

che può servire per altri usi. Coperto

da una grande volta a botte.

- Facciata suddivisa in 2 ordini.

(S.Lorenzo)

- Pellegrino inserisce 6 colonne su cui

poggia 2 volte che dovevano essere

a vela. Hanno una funzione strutturale

portante.

- Viene concepito come una scatola

con un perimetro molto sottile e all’interno ci sono 2 baldacchini. 89 di 119

Storia dell’Architettura 19/1/2017

A partire dagli anni ’90 è stata scritta una rivista in cui si studiava l’architettura e il disegno

dell’architettura.

Il disegno di architettura diventa un disegno di burocrazia a partire dalla meta del 500, diventa lo

strumento per comunicare meglio con i committenti e per calcolare il dimensionamento degli

edifici e utile per calcolarne il costo. Diventa uno strumento di professionisti, alcuni disegnano

molto bene. Può essere a mano libera (=schizzo), o quello impulito (=fatto d’inchiostro, che

rimane solo in filigrana e da informazioni precise). É utile per l’ambito giuridico, per stabilire i

confini che vincolano la progettazione e la costruzione. L’uso dell’acquerello che può essere

importante per una chiarezza progettuale. Anche quello in 3D è utile con prospettive o

direttamente modelli.

Esistono degli archivi che hanno raccolto disegni di architettura, potrebbero essere archivi di

uffici, o che hanno origine dalle raccolte personali degli architetti che vengono lasciati in eredità e

poi venduti.

(Esiste un sito fatto dai docenti del poli “corpus disegni del duomo di Milano” studio recente dove sono stati riprodotti idealmente

tutti i disegni che raccontano la storia di Milano).

✦ DUOMO DI MILANO

Questa pianta è di un ipotetico progetto del duomo, viene disegnato come in realtà non è

ancora, quindi c’è certamente una parte di rilevo e una di progetto.

Ci dice come doveva essere realizzata la piazza davanti.

Importante è il margine di destra (dove c’è il palazzo reale oggi) ci

parla di un problema non di una soluzione.

Le linee tratteggiate sono il limite del cantiere di Milano in quel

tempo, il sito non era ancora libero perché c’era un palazzo dove

viveva la famiglia Sforza, che da un certo punto in avanti diventa sede

del governatorato.

Questo genera problemi tra stato e chiesa su cui si litigherà per

decenni.

L’occupazione dello spazio ha da sempre portato problemi di

carattere smaccatamente politico e che hanno a che fare con lo

scontro di poteri diversi.

Nel 1559 viene nominato papa un milanese e decide di portare con

se’, per la carica di segretario di stato il proprio nipote:

Carlo Borromeo —> Viene eletto prima amministratore perpetuo

della doce di Milano, diventerà arcivescovo di Milano qualche anno dopo. Avvierà una serie di

riforme importanti:

I. essendo arcivescovo della città di Milano vuole risiedere a Milano, ma fino ad allora questa

carica importante era stata di altri personaggi che avevano mantenuto la loro residenza nei

loro luoghi d’origine, lui vuole vivere a Milano in quella che sarà la domus di Ambrogio,

questo è importante per la politica del tempo.

II. intende occuparsi del cantiere di Milano.

Uno dei primi cambiamenti: questa pianta ha 2 porte una sulla testata sud e una nord, ma queste

porte nel 1550 permettevano l’utilizzo del transetto come una galleria, un passaggio come la

galleria Vittorio Emanuele attuale.

Era molto comodo per i carri perché la piazza era completamente ingombra per il mercato e

piena di edifici, spazio pubblico molto utilizzato.

Intorno al duomo si articolava con in un margine le macellerie e dall’altra parte gli ortolani. 90 di 119

Storia dell’Architettura 19/1/2017

I carri utilizzavano il transetto per abbreviare il passaggio che sarebbe stato molto lungo e

articolato. Quindi lui chiude le porte per evitare gli usi impropri.

Il deambulatorio all’interno dell’abside veniva usato per la sepoltura delle più importanti famiglie

milanesi (c’era un albo in cui c’era una “graduatoria”).

Lui quindi ripulisce da tutti questi elementi, questione anche politica che crea problemi critici

perché i rappresentanti della corona spagnola pensano di poter avere delle posizioni di rilievo

(dei troni) in prossimità dell’altare.

Quest’altra foto ci fa vedere che le porte vengono quindi chiuse.

Tutto lo spazio del transetto viene interessato ad un nuovo progetto di

architettura.

Questi “aggiornamenti” dell’edificio portano con se molti problemi e

dibattiti.

Gotica è la cappella (spazio estroflesso)

Gli altari sono oggetti fortemente moderni, sceglie quindi Pellegrino

Pellegrini per rappresentarlo.

Tutta la parte presbiterale viene modificata, si costruiscono delle scalinate che

corrisponde al fatto che lo spazio inferiore viene scavato

Pellegrino Pellegrino è ache l’artista del pavimento.

Vengono costruiti 2 giganteschi pulpiti che si addossano ai pilastri, si chiude completamente tutta

la parte dell’altare.

Quando muore Pellegrino, si bandisce un concorso aperto a tutti gli architetti del mondo, si pensa

che questi servano a nascondondere dei sotterfugi di progetti in realtà già pronti.

Pellegrino propone una facciata colossale e assolutamente alla romana, tutte le proposte sono

alla romana. F M R

RANCESCO ARIA ICCHINI

Entro il 1606 qualcuno riceve questo disegno di Francesco Maria

Ricchini

Nato nel 1584 ha 19 anni, è un giovane formato a Milano, va a fare un

esperienza a Roma. Regala il progetto della facciata del duomo al suo

mentore a Milano. É importante perché disegna una facciata che

riprende tempi di Pellegrino e introduce delle novità non ancora in

discussione. Nel 1606 viene nominato capo mastro del

cantiere di Milano, e poi ottiene altri incarichi.

Secondo alcuni lo dedica a Federico Borromeo

(arcivescovo), alcuni dicono che il suo patron è

uno dei vescovi della fabbrica ed è quindi un

raccomandato.

Manda un altro disegno per far vedere come è bravo.

Associa sezioni verticali e piante.

É una sorta di allargamento del sottosuolo disegnato da Piermarini.

Disegna anche l’altare della madonna dell’angelo. (a sinistra)

É stato l’architetto di tutte le famiglie del 600 costruendo scuole, collegi

seminari, palazzi, ville

Ha lasciato molto in eredità. 91 di 119

Storia dell’Architettura 19/1/2017

COMPLESSO DI BRERA

- Grande contenitore: istituti culturali, biblioteca, pinacoteca,

accademia, osservatorio astronomico, orto botanico.

- Ci sono delle contestazioni per degli spostamenti degli

ambienti.

- La sua facciata e il cortile sono 600eschi, più grandi

architetture barocche

- Architetto è Francesco Maria Ricchini.

- Brera= deriva da “braida” -> zona aperta, coltivata.

- Prende questo nome per convento e l’edificio con i lucernari

doveva essere la chiesa di santa Maria di Brera di padri umiliati, chiesa gotica.

- Un padre umiliato ribelle, dopo la soppressione di questi ordini religiosi decise di fare un

attentato a Carlo Borromeo, quindi i beni di questa comunità vengono confiscati e riutilizzati

per vari scopi, quindi questo convento viene dato ai gesuiti.

- Dal 1570 in avanti viene fatto un collegio perché per i gesuiti è importante l’istruzione.

(superiori, liceo)

- A partire dal 1570 chiedono progetti per la modifica di queste strutture e per poter inserire un

nuovo edificio e quindi con diverse caratteristiche.

- Per avviare queste ristrutturazioni riescono ad ottenere dei fondi dalle famiglie milanesi, che

assecondano le intenzioni dei padri riguardo alla forma dell’edificio ecc, ma voglio che sia

rappresentativo della classe aristocratica milanese (deve essere un bel edificio milanese e

lussuoso).

- L’idea iniziale è di Martino Bassi a pianta quadrata, con una grande corte quadrata disposta su

più livelli che aveva più colonne binate che reggevano delle seriate.

- Il piano superiore doveva avere, in asse all’entrata, un grande salone che è “l’aula magna” per

le discussione e per l’esercizio della retorica

- É realizzato con una serie di aule, non sono studenti residenziali.

- L’aula sta al primo piano raggiungibile con un grande scalone dignitoso, con tante colonne di

granito delle cave lombarde che diventano l’elemento caratterizzante degli edifici nobili

milanesi. Fa riferimento al collegio Borromeo che si stava costruendo.

- Milano diventa la città delle colonne.

- Anche un padre gesuita aveva pensato di sostituire le colonne con i pilastri.

- Francesco Maria Ricchini dopo la

peste cambia il progetto, si

costruisce un edificio più ricco, un

collegio che doveva avere almeno

3 corti:

1. cortile delle scuole parte

pubblica

2. per i padri, più nascosto

3. una corte rustica per le cucine, le

stalle, il pollaio, l’orto.

- Anche la chiesa viene pensata

diversamente.

- Ricchini aggiunge un dettaglio

peculiare, capisce che per rendere

moderna quella tradizione, al

grande cortile deve aggiungere 92 di 119

Storia dell’Architettura 19/1/2017

un elemento nuovo—> un complicato sistema di scaloni che portano al piano superiore,

essendo d’animo barocco. Crea creando vari disegni per lo stesso problema, spostando gli

scaloni con diverse soluzioni. Alla fine si arriva alla soluzione di mettere lo scalone lungo il lato

lungo in una manica che si trova tra il cortile delle scuole e quello dei padri, è una scalinata, è

un ponte tra i 2 cortili, è un elemento parziale che

permette la relazione tra gli spazi diversi.

- L’università di Pavia organizzerà gli spazi imitando

Brera

- Piermarini riprende i disegni di Ricchini.

- Piermarini introduce il grande portale d’ingresso con

delle colonne singole in contrasto con le colonne

binate dell’interno, vi sono delle cantonate che

Piermarini usa per scoprire i punti di discontinuità per

completare la facciata.

Ricchini progetta almeno 50 chiese, sono state sistematicamente demolite dopo l’unità d’Italia

perché erano state utilizzate a diversi usi in età austriaca e poi napoleonica, quindi si erano

ammalorate.

Si trovano nel nucleo della città dove si stavano ricostruendo le strade e si abbatte la chiesa

vecchia, ammalata e barocca: resta la

CHIESA DI SAN GIUSEPPE

• - Piccola chiesa a pianta centrale

- Con pavimento di marmoree.

- Un edificio importante

Ricchini è “famoso” per il fatto che per un solo progetto crea tanti diversi disegni in siti particolari,

tante piccole chiese a pianta centrale definite nel minimo dettaglio. 93 di 119

Storia dell’Architettura 24/1/2017

✤ S P

AN IETRO IN VATICANO

(Dopo il 1564 morte di Michelangelo - entro il 1673 morte di Gian Lorenzo Bernini)

- Ha uno spessore notevole, le murature che sono degli edifici,

sono una specie di grande edificio perimetrale

- Verso l’esterno in armonia con l’itera architettura è scandita con

delle paraste di ordine corinzio che reggono una grande

trabeazione e sopra un altro architetto costruisce un attico

inserendo delle finestre—> questo serve per motivi utili e

formali.

- Vi è un tamburo imponente, caratterizzato da dei veri e propri

contrafforti, e sopra la cupola e la lanterna che disegnò

Michelangelo.

- Giacomo della Porta, fu colui che cambiò delle caratteristiche importanti per questa cupola

come il sesto, Michelangelo aveva pensato di fare una doppia calotta mentre della Porta

cambia il sesto rendendolo più acuto e così diventa più rassicurante nei confronti della stabilità

dell’edificio, lui introduce anche degli abatini (aperture nella cupola) .

G P

IACOMO DELLA ORTA

Originario comasco, trasportato a Roma

Questi signori sono i dominatori della scena romana.

Della Porta è architetto della fabbrica di san Pietro e gli succede Carlo Maderno e poi Bernini.

É importante perché a lui è attribuito il disegno della facciata della chiesa del Gesù che viene

molto citata come modello costante per i disegni della facciata di molte chiese.

Nella seconda meta del 500 il decoro urbano diventa elemento fondamentale delle città caotiche,

brutte e disarmoniche, le facciate quindi sono molto importantI e diventa un progetto che parla

dell’architettura e di committenti e della città, importante anche per la comunicazione.

CHIESA DEL GESÚ

(già vista sopra)

- Alla facciata in questo periodo si attribuisce un importanza come scena.

- Per la porta s’ispira all’edificio di Vignola, fa' qualcosa di simile a quello che

aveva fatto Alberti a santa Maria Novella, quindi è una citazione

dell’atteggiamento mentale di Alberi

- La facciata: 2 ordini, molte paraste, al centro c’è un portale, la trabeazione

contiene un epigrafe dei cardinali Farnese che è il committente, sopra c’è un

piano che contiene la centina e il timpano e media anche dei problemi di proprozionatura della

facciata, sopra c’è una finestra (elemento di grande rilievo) e un grande timpano.

- A mediare le pressione della parte superiore su quella inferiore inserisce delle volute —>

questa facciata sarà presa a modello da molti altri che

poi aggiungeranno o leveranno delle cose.

✤ A maggior ragione il tema della facciata diventa

importantissimo per la facciata della basilica di San

Pietro.

Il problema della pianta centrale e della facciata hanno

dei risvolti di tipo pratico e statico.

Dalla foto di possono vedere i vari edifici che col tempo

si addossano a San Pietro. 94 di 119

Storia dell’Architettura 24/1/2017

CARLO MADERNO

Carlo Maderno nato nel 1556 sul lago di Lugano, muore a Roma nel 1629, spesso visto come un

semplice realizzatore.

Ha lavorato con il Borromini e il Bernini.

Va a lavorare da Ricchini, ha dato molti contributi.

Nel 1603 appare sulla scena romana per la realizzazione di una facciata:

CHIESA DI SANTA SUSANNA

• - Chiesa di dimensioni modeste, che rimanda alle

facciata di san Fedele e di Galeazzo Alessi.

- La novità che introduce è il trattamento

chiaroscurale

- Lui sa’ usare la facciata come un’architettura,

importante per questi tempi.

- Questa facciata è progettata più in pianta che in

alzato.

- Il piano superiore ha delle paraste mette molto

rilievo e con un risalto maggiore c’è il timpano, che

deve proteggere la parte superiore della facciata e in

un certo senso lega.

- Con l’architettura questi signori costruiscono facciate molto diverse dalle precedenti.

Maderno diventa quindi architetto di San Pietro, ma anche colui che dimostra di saper trattare in

modo moderno un tema classico.

G B

IANLORENZO ERNINI

✤ S P

AN IETRO

Tra il 1603 e il 1607 sono anni importanti per il dibattito della facciata perché mentre si inizia a

costruire la pianta centrale di Michelangelo, iniziano le critiche di carattere detrattivo al progetto

di Michelangelo. La cupola ha la sua importanza dal punto di vista del gotico.

Quell’edifico si è in qualche modo arrogato il diritto di mettere in difficolta alcuni utenti della

basilica, per esempio i canonici non hanno uno spazio, mancano sagrestie e spazi non solo utili

per le funzioni, ma anche a delle giurisdizioni, a delle piccole associazioni —> ci sono persone che

non si riconoscono in uno spazio cosi sintetico e moderno che Michelangelo aveva pensato,

volevano un loro spazio. [problema tipicamente italiano].

Perché se i canonici non hanno il loro coro aprono delle controversie che dura anni e alla fine lo

devi trovare lo spazio per loro.

Quindi si discute da subito che la pianta centrale non funziona, quindi bisogna costruire un

ampliamento per un braccio verso est (la basilica è orientata verso ovest).

Sorgono 2 problemi:

1. C’è un problema statico però: la zona del vaticano è acquitrinosa, quindi instabile, quindi

costruire una facciata pesante che è un edifico caricherebbe troppo il terreno di una tonnellata

di peso e potrebbero esserci problemi statici. Quindi vogliono spostarla, perche deve un

terreno più solido

2. Michelangelo ha progettato la pianta centrale, mentre lo spazio demolito della basilica

costantiniana di chi è? È del papa, anche se rimane vuoto ma è comunque uno spazio sacro

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Storia dell’Architettura 24/1/2017

dove si potevano seppellire delle persone. Quindi non volevano che rimanesse uno spazio

vuoto lasciato a caso perché era del papa.

Quindi pensare alla facciata voleva dire pensare al prolungamento dei bracci.

Viene bandito un concorso, partecipano personaggi diversi, ma è Madeno a decidere.

C’è una tradizione FALSA tramandata da secoli che dice: siccome

moderno vuole allungare il braccio e fa una facciata bassa e larga, per

ovviare a questioni di tipo prospettico sbagliato, si fa progettare a

Bernini una piazza con delle caratteristiche diverse. —> É FALSO

Questa falsità viene spesso detta perche spesso i libri di storia

dell’architettura vengono scritti da storici dell’arte, per i quali la

questione prospettica è importante.

Maderno disegna quindi un prolungamento di ciò che già esiste,

prende il pilastro di Michelangelo lo ripropone e mantiene le misure

della navata, prende altre misure già impostate da Michelangelo e

disegna una specie navata “tunnel” molto omogenea e inserisce delle

navate laterali (che saranno 3) inserisce delle campate rettangolari che

in realtà sono una serie di spazi centralizzati con una loro autonomia

molto forte, alcuni si allargano per dare spazio alle associazioni. Quindi fa un lavoro di

prolungamento, guarda ciò che esiste e dice “io vado avanti” la sua interpretazione dello spazio è

molto legata alla pianta che sia a destra e a sinistra sono previste altee campate perché alle 2

estremità della facciata si dovevano trovare i campanili,

quindi pensa di allargare la facciata (non per la

prospettiva, ma perché sono necessari i campanili).

La facciata: è sia facciata che nartece, è un oggetto che

potrebbe prendere molte definizioni diverte, è un

nartece sotto e una loggia sopra (loggia delle

benedizioni).

Paraste altissime, riprende il motivo dell’attico

Cosa cambia: le paraste michelangiolesche nella

porzione centrale che corrisponde alle dimensioni del

tamburo, quindi sottolinea le proporzioni della croce

greca, la facciata è caratterizzata dall’avere delle colonne gigantesche che accentuano la porzione

della loggia (porzione delle 4 colonne centrali, alle quali sopra c’è un timpano) e ci fa capire che

l’ingresso trionfale è questo, c’è un altra porzione di facciata che corrisponde alle dimensioni del

tamburo, poi 2 parti ceche e poi i 2 campanili autonomi perché erano pensati come dei ponti e

sono connotati dal fatto che comunque fanno parte della facciata e sono logge che contengono

le campane.

L’arco che si vede in foto è ciò che resta del progetto di

Maderto che è stato completamente cancellato per

quanto riguarda il suo aspetto materico da un

operazione condotta da Gianlorenzo Bernini, perché gli

architetti lavorano a volte anche in contrasto l’uno

ripsoetto all’altro.

Si riesce comunque a vedere una parte importante: l’arco

che è il punto di sutura tra Michelangelo e Carlo

Maderno —> lo fa perché si rende conto che lui non può

mettersi al pari con Michelangelo, quindi per arretrare e 96 di 119

Storia dell’Architettura 24/1/2017

dividersi da Michelangelo “ io sono colui che porta avanti Michelangelo, ma faccio un passo

indietro”.

A Bernini però viene richiesto di ricoprire tutto con un grande cantiere, perché Maderno aveva

usato materiali più modesti rispetto a Michelangelo, perché doveva esser concepito come una

sorta di preludio a quello che c’è dopo. Poi viene chiesto a Bernini di rendere tutto uniforme.

I campanili che dovevano sorgere vengono avviati da Bernini ma crolla a causa di un cedimento

per le fondamenta fatte in un terreno non abbastanza forte.

Quindi non vengono più costruiti e sono state poi inserite delle torri dopo.

PIAZZA

Tema della —> le piazze sono 2: il sagrato e la

pizza vera e propria.

Si hanno molti concorsi ecc.

Noi ancora oggi distinguiamo in sagrato rispetto alla

piazza, che è trapezoidale perpetrata da 2 edifici chiusi

veri e propri, la piazza vera e propria viene pensata dopo

rispetto al colonnato (è il colonnato che fa la piazza non

il contrario) = l’idea del colonnato e del profilo ellittico è

un idea molto complessa, si pensa sia di papa

Alessandro 7° Chigi.

Il = oggetto in pietra che sostituisce

COLONNATO

qualcosa che in realtà prima esisteva già in quanto archi,

effimera in quanto fatta in

legno e tessuto.

Dice che è necessario per

realizzare “l’abbraccio

della chiesa“.

Domenico Fontana

nell’ultimo quarto del 500

dirige la traslazione

dell’obelisco. ————->

La via della conciliazione viene aperta durante il

fascismo, era un collegamento diretto con la chiesa.

La piazza doveva essere chiusa

Il colonnato: (in Francia si stanno costruendo molte piazze

con portici, ma questi sono portici con degli edifici sopra

per riutilizzare quello spazio) è un oggetto molto costoso

e non serve nulla, è un gesto fatto da un committente

incredibilmente barocco, sopra ci sono solo i tetti.

Colonne doriche, trabeazione ionica, balaustra palladiana

e statue. (Bernini è un cultore di palladio)

C’è un percorso centrale più ampio coperto da un anello

a volte ad arco, a lato ci sono i percorsi pedonali coperti

da trabeazioni piatti in marmo con una sezione trasversale, è una seriana.

Nell’angolo in alto a destra della piazza trapezoidale è un porto fondamentale perché fa da

cerniera tra una manica che porta ai palazzi vaticani, tra la facciata di Maderno e alle spalle c’è la

cappella Sistina. É, quindi, molto importante sia dal punto di vista simbolico che architettonico.

97 di 119

Storia dell’Architettura 24/1/2017

SCALA REGIA

Li c’è la , sempre progettato da Bernini—> il vero

oggetto che simboleggia l’architettura barocca.

É un punto di snodo difficilissimo da gestire.

La scala deve rappresentare l’ascesa con tutti i suoi significati.

Questa scala è quindi una scenografia (Bernini recitava).

É una struttura organizzata su 2 rampe:

1. quella scenografica ampia,

accentuata sia in pianta che in

sezione quindi è disegnato a

trapezio sia in pianta che in sezione,

arrivata alla fine si gira

2. si arriva così all’altra rampa

completamente diversa.

É tutto pensato per accentuare la luce.

Entrando sulla destra c’è la statua di Costantino che è

caratterizzata dal fatto che è in una nicchia, vi è una tenda perché

riprende il sogno di Costantino prima della battaglia quindi evoca

un racconto e grazie a questo elemento tessile evidenzia il

movimento e qui si rappresenta quindi l’aria il vento, che arriva da

in alto a sinistra da dove c’è, quindi, la scala.

Ci si trova quindi questa scala che è pensata in modo che la rampa

all’inizio sia comoda agile veloce, c’è un effetto di luce a metà e in

fondo il pianerottolo illuminato come fosse un arrivo. É tutta teatro puro.

Inserisce delle colonne a cornice della scala

e quindi ci sono ancora delle seriane che

utilizza per regolare gli spazi tra le colonne

che cos’ può disporre più liberamente, c’è

un motivo statico dietro a questo sistema: la

volta a botte, che è parte integrante della

scenografia, pesa tanto e quindi poggia

sulle colonne che reggono una struttura

autonoma rispetto alle pareti.

É un architetto che sa usare tutto quello che

la storia dell’architettura e dell’arte mette a

disposizione.

—> Bernini nasce a Napoli nel 1598 e muore a Roma nel 1673

Non è solo l’architetto di San Pietro, ma anche della città, si dovrà occupare delle “mostre delle

acque” luoghi in cui l’acqua emergeva, diventando luogo di festa per la città.

Ha saputo utilizzare tutti gli esempi del passato.

É stato amico degli eventi atmosferici —> è riuscito a realizzare il vento, e la stessa cosa con

l’acqua e la luce.

É uno dei tanti interpreti della storia dei cantieri, è una piccola formica che con tante altre

costruisce qualcosa di pazzesco.

Introduce molti cambiamenti nel modo di lavorare. 98 di 119

Storia dell’Architettura 24/1/2017

S P

• IL BALDACCHINO DI AN IETRO

- É qualcosa di inedito, è un oggetto tradizionale legato alla

consuetudine.

- É un ciborio di memoria romanica e forse alto medievale, è il

baldacchino professionale costituito originariamente da 4 pali di

legno e una copertura tessile.

- I pali sono una rievocazione delle colonne tortili che al tempo si

pensava provenienti dal tempio di Salomone, in realtà la storia è

complicato. In sostanza non c’è nulla di nuovo, sono la citazione di

qualcosa che già esisteva.

- Sopra c’è una struttura curvilinea su cui è appoggiato un elemento

tessile del tutto identico a quello dei baldacchini, ma in bronzo

dorato.

- C’è un po’ di copertura che sembra essere mossa dal vento in un

angolo, questo sta a significare ancora quanto sapesse rendere bene

gli agenti atmosferici.

- Bernini è sempre molto chiaro nei suoi riferimenti, lavora molto su idee semplici ed efficaci

- La vegetazione araldica che orna le colonne, sono prese dallo stemma della famiglia dei

Barberini.

SAN ANDREA AL QUIRINALE 1658

- Costruita per i padri gesuiti

- La chiesa era costruita accanto al noviziato dei padri gesuiti, a finanziare questo è una famiglia

molto potente.

- Sulla sommità del pronao/protiro c’è lo stemma della famiglia

- É un edificio nuovissimo, ma ha un opera di rielaborazione de pantheon al suo interno.

- Per capire questo dobbiamo vedere san

Andrea di Vignola che aveva fuso le 3 parti

del pantheon per dare vita ad un opera più

sintetica.

- Bernini fa questa chiesa a pianta ovale e

quindi generata da forme circolari

- Vi è l’avancorpo che è suggerito da questa

facciata stretta da altissime paraste che

reggono una trabeazione e un timpano e

qui si uniscono quindi le 2 parti iniziali del

pantheon.

-

C’è in facciata una finestra che è anticipata da un

protiro= architettura che sta davanti alla porta che

richiama tutta l’architettura romana.

- La prima pianta è pentagonale che fa riferimento a

piante di Vignola e di Serio.

-

É ancora una volta un pantano ridotto a una pianta

pentagonale

-

Col tempo poi la pianta diventa ovale, rimane l’idea del

tamburo su cui ci sono delle nicchie trapezoidali maggiori

e minori con uno spazio ampio per l’altare maggiore e il

vano d’ingresso che gli corrisponde. 99 di 119

Storia dell’Architettura 24/1/2017

- Usa un ovale traverso, anche qui c’è Vignola e la voglia di usare geometrie nuove.

- Bernini qui sperimenta il pieno in asse, non c’è una nicchia che corrisponde al punto d’incontro

tra l’asse maggiore traverso, ma c’è invece un pilastro pieno e serve a rende unitario lo spazio

interno, le nicchie ci sono ma so in subordine

- Interno: è molto cromatico, sfarzoso. Molto gesuitico. Il suo disegno deve comprendere

l’inserimento dei coretti (come nel Gesù), si sviluppa in altezza in modo non semplice.

- Gli altari laterali sono coperte da cupolini in vetro che fanno entrare la luce che illumina le

decorazioni dorate delle cappelle.

- Ci sono finestre anche alle spalle degli altari, le fonti di luce sono molto strane rispetto al solito.

- Le finestre sulla cupola dallo l’idea che sia sospesa: sopra le finestra ci sono de putti che

portano verso l’alto e tengono dei festoni che simulano il fatto che

siano queste figure angeliche a portare verso l’alto, tutto questo è

reso dal fatto che le numerose fonti di luce creano come un anello

di cielo e quindi l’architettura sembra essere sospesa.

- La cupola all’esterno è compresa in un secondo tamburo.

- C’è un opposizione tra il pronao e la cappella maggiore che è uno

dei punti illuminati dall’alto

- Chiesa molto sfarzosa, con materiali preziosi e marmo di Carrara.

SANTA MARIA DELL’ASSUNZIONE AD ARICCIA 1662

- Borgo con una strada che porta alla sommità dove c’è la

residenza castellata della famiglia Chigi, Bernini deve

costruire uno spazio pubblico che si colloca una chiesa di

fronte alla villa.

- Il tema è: la piazza della chiesa del borgo

- Chiesa a pianta centrale con accanto degli edifici con

elementi vari.

- È in grado di declinare un architettura aulica.

- Ci sono 2 fontane posizionate in

modo strategico.

- C’è un Pantheon con l’avamposto che si fonde con il pronao non ci

sono le colonne perché costano, ma ci sono le paraste e tutto

disegnato in modo sintetico.

- Nascosti ci sono anche i campanili sul retro.

- Anche in un occasione rurale è riuscito a fare un’architettura molto

attenta del paesaggio.

CHIESA DI SAN TOMMASO

DI VILLANUOVA A CASTEL CANDOLFO 1658

- Anche qui la chiesa è su un

altura

- Si vede una cupola e sotto un

edificio a pianta centrale.

- C’è un dislivello notevole

- Pianta croce greca

- Colloca 2 torri che fa una nuova

facciata con proporzioni completamente diverse, è come se fosse un

edifico doppio, da una parte sembra una chiesa e dall’altra un altra.

100 di 119

Storia dell’Architettura 26/1/2017

In questo periodo a Roma scorre molto denaro, molti committenti felici di coltivare strade diverse,

di favorire il fatto che gli artisti in una condizione di autonomia nuova possano tentare strade

diverse.

Bernini, Berrettini e Borromini sono stati tutti e 3 sulla piazza, hanno saputo trovare committenze

favorevoli e la loro differenza ha dato luogo a storie che raramente si sono sovrapposte.

F B

RANCESCO ORROMINI

Su di lui per molto tempo ha pesato un interpretazione critica molto penalizzante.

“.. Architetto gotico ignorantissimo

corruttore dell’architettura infamia del

nostro secolo “ G.P. Bellori 1642

Borromini arriva a Roma nel 1620 e qui rimane, morendo nel 1667; quindi il critico Bellori è un suo

coetaneo.

Nasce a Bissone sul lago di Lugano nel 1599, si forma come scultore e come statuario nel cantiere

del duomo di Milano, deve essersi istruito nella Milano dei primi del 1600 forse frequentato le

accademie di matematica e geometria.

Arriva a Roma nel cantiere di san Pietro perché il sistema familiare lo protegge e quindi essendo

nipote di Carlo Maderno è un raccomandato.

A lui va' attribuito il disegno della parte superiore de baldacchino al centro della basilica

michelangiolesca.

Inizia a lavorare autonomamente a Roma nel 1630 e si dice che inizia a produrre molti progetti e

ad offrirli ai committenti. La sua produzione è contenuta, ma importante, ha

disegnato molto, è uno dei primi ad usare bene la matita

che appare nell’ultimo 4° del 500, intese come cannucce

che si infilano delle mine sottilissime (tedesche).

Fine degli anni 20, Carlo Maderno è ancora vivo, a

Borromini va' attribuito il disegno di questo strano oggetto

dal punto di vista statico he prevede l’impiego di elementi

curvilinei, vi sono oggetti (delfini) che reggono una corona

una croce in altro e delle figure angeliche che reggono il

tutto.

- SAN CARLO ALLE 4 FONTANE

-

Roma, è in un punto tra la via Pia e la via Felice, a ridosso de colle del

Quirinale in una zona piena di ville con grandi giardini che nel

rinascimento tornano ad essere utilizzate come tele quindi molto

lussuose.

- Le due vie che s’incontrano sono caratterizzare da una pendenza,

sono collinari.

- I committenti di Borromini sono personaggi interessanti, erano una

confraternita chiamata “i trinitari scalzi” —> 13° sec. sono stati

sottoposti a più riforme, erano coloro che raccogliendo finanziamenti

riscattavano i prigionieri cristiani catturati nelle sponde meridionali

del mar mediterraneo, questo avveniva in parte tramite vie

istituzionali e in parte con contrattazione di pirati.

- Con anche l’appoggio della corte spagnola voglio costruire una loro

chiesa a Roma, s’incontrano architetto e committenti e Borromini

101 di 119

Storia dell’Architettura 26/1/2017

offre gratuitamente il progetto. Riescono ad acquistare un lotto abbastanza piccolo.

- Chiedono all’architetto che sia una chiesa, ma anche una residenza per questi confratelli,

chiedono qualcosa di simile ad un convento, per la residenza collettiva, un edificio che ha dei

dormitori, una biblioteca, una corte; per disimpegnare e illuminare le stanze, un giardino e una

serie di sale per le riunione dei confratelli (semi-pubbliche)

- Ha 2 ingressi, uno pubblico e uno privato

- la soluzione migliore è quella di elevarsi in altezza,

è un edifico che anticamente avrebbe avuto

bisogno di una grande superficie, qui Borromini

deve sviluppare in altezza.

- Il campanile è sopra la fontana in un angolo, è

una torre.

- Colloca la chiesa all’angolo per rendere ben

visibile la facciata

- Dall’ingresso maggiore si passa ad un vestibolo,

che sembra essere un cortile, ma è in realtà quasi

un cavedio che da una parte conduce verso lo

spazio della chiesa a 90° conduce verso altri

ambienti.

- Chiesa: asse longitudinale maggiore e trasversale

minore, non è una chiesa propriamente ovale.

- Ha una forma quadrilobata, ma è come se si fosse schiacciato in una direzione.

- Vi sono 4 nicchie a 2 a 2

- Poi 4 pareti che stanno tra i pilastri, alle spalle ci sono una scala, dei corridoi perimetrali che

permettono di aprire degli spazi, delle aule.

- Ci sono dei limiti fisici che sono determinati dalla scelta di suddividere il lotto per diverse

esigenze dove sta la chiesa si sono generati altri spazi.

- Non è un edificio ellittico, l’ovale che c’è ed esiste in alzato è stato costruito a partire da 2

cerchi che permettono la costruzione di 2 triangoli equilateri con la base in comune, la

geometria è quella del rombo, vi è poi tutta un altra serie di line e costruzioni geometriche.

quindi c’è una geometria di carattere teorica, un sistema di confini con i muri.

- Vi sono 4 bracci, 4 pennacchi, un’imposta che

diventa ovale per la costruzione di una cupola.

- Questi ragionamenti si incastrano con un altra

questione, i committenti si chiamano trinitari

quindi legati al numero 3

- In tutte le nicchie ci sono 4 colonne che creano

3 spazi, il centrale maggiore e i laterali minori.

- Le colonne in epoca classica sono sempre state

utilizzate per dividere, mentre da qui in avanti

diventano degli elementi che grazie al sue essere

circolare permette il facile passaggio di una curva

da un’altra.

- Facciata: il profilo della facciata è curva, ci sono

anche qui nicchie e tutto è mediato dall’utilizzo

delle colonne, elemento che permette di strutturale il tutto come un meccanismo che ha una

sua staticità. 102 di 119

Storia dell’Architettura 26/1/2017

- secondo chi guarda questi disegni Borromini non

conosce le proporzioni di palladio, Vignola ecc, ma

comunque ci sono le colonne quindi gli ordini.

- La cupola: decorata con esagoni irregolari, la croce

dei frati. Le finestre danno un illuminazione strana

- La lanterna è altissima, la

cupola non è etradossata

completamente, la lanterna

è l’oggetto più importante

perché diventa la cosa più

visibile dall’esterno.

-

Nel giardino vi sono le

seriane

- Un elemento piccolo che

vuole essere grande.

- La luminosità gli permette

di costruire la continuità dello

spazio.

SANT’IVO ALLA SAPIENZA

- Edificio monumentale, sacro, importante, contenuto

all’interno della sede dell’università pontificia romana.

- L'università alla sapienza è un cortile con un porticato

e una facciata che si affaccia su questo porticato.

- Sant’Ivo è il protettore degli avvocati difensori, la

Sapienza secondo le scritture sacre, discende e si

manifesta con dei segni particolari che sono quelli che

si legano alla celebrazione della Pentecoste.

- Sul lato opposto all’ingresso disegna questa esedre

curvilinea, alle spalle si crea questa chiesa.

- Concepisce l’edificio sulla base di un edificio triangolare, sono

2 triangoli equilateri che sono opposti, non hanno le basi in

comune, ma il centro, ne risulta una figura stellare con 6 punte

che diventano le nicchie semicircolari e trapezoidale, che

riprende dal pantheon.

- L’ape è il simbolo del primo

papa della famiglia Barberini

- L’interno è puro e semplice, il

profilo del pavimento è quello

che dà vita alla trabeazione

sostenuta dalle paraste.

- La copertura è una volta a

spicchi, con costoloni finestre,

nuovo, complicato staticamente, che doveva essere

sorprendente, con decorazioni attentissime con molta luce.

- Pavimento in tessere di marmo bicorme con un disegno

concentrico che segue la pianta.

- Sopra al tiburio c’è una lanterna che è un tempesto su cui c’è 103 di 119

Storia dell’Architettura 26/1/2017

una guglia ed è spiraliforme, sopra c’è una

specie di cipolla fatta solo con del tondine

di ferro che regge un globo, che rimanda

alla chiara papale, ci sono delle fiammelle e

la “cipolla” è attraversato dal vuoto, (l’aria

diventa un elemento che serve per

costruire l’architettura,) si dice sia la

rappresentazione della pentecoste che si

manifesta con le lingue (gli ordini) il fuoco e

l’aria.

ALLESTIMENTO DI SAN GIOVANNI IN

• LATERANO

- Borromini allestisce san Giovanni il alterano in

previsione del giubileo

- Viene trasformata mantenendo le dimensioni, si

usa molta classicità tutto diventa allestimento

- Luminoso

- Chiaro

- Celebrativo,

- Festoso. PIETRO BERRETTINI

CORTONA

DA

DETTO

Lui è un intendente dell’architettura non un architetto, dice che si occupa di architettura per

intrattenimento non per professione.

PALAZZO BARBERINI

- Casa di papa Urbano

- Qui lavorarono Borromini Pietro da Cortona (ha realizzato la gran

parte delle decorazioni dell’interno) ai Bernini

- É posizionato a 30m da San Carlo alle 4 fontane

- C’è una facciata scandita

da 3 ordini, ordine dorico,

ionico e corinzio

-

Vi è un portale d’ingresso

-

Al piano terreno vi è un porticato, al primo piano delle

aperture con tamponamento in vetro, mentre al secondo

piano vi sono delle finestre strombate e varie aperture.

-

Questo edifico smonta tutti i luoghi comuni che esistono

104 di 119

Storia dell’Architettura 26/1/2017

perché è un palazzo che ha una forma ad ali,

composto di varie parti, davanti alla facciata vi è

una corte/piazza, sopra la facciata vi è una tana e

poi ci sono le 2 ali che sono definite con una

facciata di palazzo

- La facciata ha un portico con scopo funzionale, è un

vero e proprio accesso carrabile, l’esedra non è solo

per la scenografia, ma permette la sosta della

carrozza, ma è anche una specie di grande ponte.

-

É un edificio internamente

molto complicato mentre

esternamente sembrerebbe

un normalissimo palazzo.

- Da una parte ha una

grande scala ellittica, che

rimanda al palazzo

Belvedere e a Caprarola.

- Qualcosa che rimanda a una tradizione preesistente.

- Architettura dipinta e molte rappresentazioni simboliche di prospettive

infinite (cielo).

CHIESA DEI SANTI MARTINA E LUCA

- Siamo nel foro romano di Roma, nota come campo

vaccino a questi tempi perché era lo spazio dove

pascolavano le mucche.

- C’è l edifico della puria: sede del senato romano.

- Opera di riuso delle rovine

- Si riusano degli edifici che forse dovevano essere

usati come uffici

- É importante per al storia perché viene fatta

costruire per le celebrazioni sacre che dovevano

ospitare tra i propri fedeli proprio gli architetti e i

pittori del tempo perché è dedicata al protettore

degli pittori San Luca

ed è la chiesa legata

all’accademia che viene costituito

alla fine del 500 ed è una dalle

prime accademia (esiste ancora).

- Progettata da Pietro da Cortona,

che si presenta come il finanziatore

e il committente.

- Mentre scavano trovano le

reliquie di santa Martina quindi

diventa di santa Martina e Luca.

- L’edificio è concepito per parti

—>c’è una parte sotterranea per le

reliquie, c’è un aula a croce greca 105 di 119

Storia dell’Architettura 26/1/2017

per i fedeli, c’è una facciata, sopra vi è un tamburo, una

cupola estradossata e una lanterna

- Pianta: croce greca, a raccordare i bracci c’è una curva.

- Facciata: effetto rettangolare con uno strano profilo, è

curvilineo, è convesso vi sono 2 elementi pesanti ai lati,

non ha un timpano, ma ha uno stemma (che ricorda quello

di Bernini).

- Gli ordini servono a favorire il profilo della parete.

- S'inizia a lavorare con la relazione tra interno e esterno.

- L'interno è tutto lavorato o da ordine o da nicchie, la parete sembra respirare grazie al gioco di

chiaroscuri dato dal pieno e vuoto.

SANTA MARIA ALLA PACE

- Chiesa di origine 400

- La famiglia Chigi, forse papa Alessandro 7°, dà la commissione a

Pietro da Cortona di rinnovare la chiesa, il quale non soltanto

aggiunge una parte ma s’inventa un architettura che da forma a

una piccola piazza e fonde il disegno della piazza con quello che

diventa una specie di fondale scenico con quella della chiesa.

- C’è un pronao, ma è anche un protiro che richiama quindi

Bramante, non è un peristilio, ma si estroflette dalla pianta della

chiesa

- Vi sono degli ordini sugli spigoli, sopra la facciata si flette, è

convessa, una grande finestra sopra,

sopra un timpano e un elemento

centinato.

-

Vi è una connessione di tanti

elementi che fanno parte di storie

diverse che vengono qua

composti.

- Sotto deve essere una porta

d’ingresso e 2 latrali diverse, una

porta in sagrestia e una in convento e l’altra boh, è uno spazio buio.

- A sto ci sono altri portici, i lati si legano alle curve con delle testate,

che sembrano abitate

- C’è un campanile.

- Guardando la pianta si nota che si è messo in

moto un meccanismo più complicato. Si è dato

forma a una piazza che ha una strana forma la

quale è legata al fatto che la strada è tra un trivio

di strade e il tutto diventa di fatto una

composizione teatrale. É addirittura difficile

fotografare questo spazio.

- Ha progettato un pezzo di città.

- Questa sorta di teatralità sono tutti elementi

fondamentali dell’architettura barocca, che si

legano con la capacità di lavorare dentro la città

con ciò che esiste sempre rinnovando. 106 di 119

Storia dell’Architettura 31/1/2017

”I TRIONFI DEL BAROCCO”

ARCHITETTURA NELL’ETÁ ’ASSOLUTISMO

DELL

EUROPA 1650-1750

Sfruttamento della dimensione orizzontale.

2 mostre di storia dell’architettura nel 1995 e nel 1999, la prima incentrata sul rinascimento, svolta

a palazzo Grassi a Venezia (proprietà della Fiat); la seconda si è tenuta alla palazzina di caccia di

Stupidigi Nichelino a Torino, era la prima volta che si riprendevano in mano una produzione che in

termini sia qualitativi che quantitativi ha dato dei dati strabilianti e risottoporla all’osservazione e

alla valorizzazione del pubblico , il titolo serve a ribaltare la connotazione negativa che questa

parola ha sempre avuto.

Una parte era tutta dedicata alla storiografia, era stato costruito un percorso che esponeva al

pubblico le critiche fatte al barocco negli anni.

Il processo di urbanizzazione delle città diventa molto veloce, e non si costruisce solo tanto, ma

anche di tutto.

É stato esposto soprattutto modelli di edifici principalmente pubblici di edifici che devono

rappresentare l’idea di stato, ma è un concetto di carattere politico e civile che si deve

rappresentare, ma anche che devono ospitare la burocrazia che in questi tempi si sta sviluppando.

Ospita anche opere di ingegneria.

Quest’esigenza di costruire si lega ad un notevole progresso in termine di cultura di tecnici quindi

si creano accademie e si istituiscono le figure di architetto e ingegnere dello stato.

Le 2 città che vengono usate da esempio per la costruzione di grandi edifici sono Roma e

Istanbul.

Pietro da Cortona presenta un disegno ad un concorso istituito da Jean Louis circa nel 1660, per

la costruzione di un edificio reale, per il re di Francia:

L

• PALAZZO DEL OUVRE

- Edificio odiato da tutti i francesi perché originariamente è una prigione, quindi deve

radicalmente cambiare la sua immagine.

- Nel progetto che lui presenta c’è un corpo centrale più

alto con due “torri ai lati”; è un padiglione= parte di

edifico con una sua entità centrale. La copertura del

corpo centrale rappresenta la corona.

- Nell’arco del 500 i primi

re di Francia, iniziano a

pensare di modificare

quest’edificio, bisogna

fortificarlo come

Caprarola o al castello

Sforzesco; quindi le corti

dei piccoli stati italiani

sono comunque un

riferimento per tutto il

400-500 - e tutto il 600.

- Si decide che le misure

del palazzo ideale vanno

raddoppiate, quindi il

Louvre deve diventare il 107 di 119

Storia dell’Architettura 31/1/2017

4° rispetto a com’era

- Caterina de Medici decide che a lei non piace vivere là dentro e vuole costruirsi qualcosa di

diverso quindi avvia una serie di campagne di costruzione perché si vuole far costruire un’altro

palazzo dalla parte opposta della piazza quindi si costruisce una manica breve e una lunga che

si chiama galleria (es. Bramante Palazzi Vaticani) si devono mettere in relazione 2 edifici.

- Successivamente si decide di costruire in lunghezza, al centro c’è il pavillon.

- Un altro architetto partecipa al concorso,

per dare forma a quella corte quadrata in via

di costruzione—> Gian Lorenzo Bernini, è i

maggiore architetto d’occidente propone 3

progetti, ma vengono rifiutati perché

vengono considerati progetti sbagliati:

1. Al centro conserva un pavillon, con un

ordine gigante, 2 ordini di aperture,

cornicione, un attico che è davvero la

rappresentazione della corona. Vi sono delle

arcate aperte, delle logge, pensa alla loggia

delle benedizione di San Pietro, ma non va

bene per questioni di sicurezze perché il re

non si espone al pubblico.

2. Nel secondo progetto non cambia molto,

il tetto piatto viene molto bocciato perché

non va bene per la Francia essendo un

paese molto piovoso e il loggiato non

serviva perché a differenza dell’Italia non c’è

un sole da cui proteggersi e il loggiato dava

ombra all’interno dove invece serviva luce per il re sole.

- Si dice che lui progetta in modo palladiano e michelangiolesco per l’utilizzo di ordini giganti.

3. Crea una facciata più monotona e che stesse rispecchiare le richieste, ma per interrompere la

continuità e pensa ad una facciata come ad un polittico (=tavole disegno incernierate una

all’altra, e si possono muovere e di può comporre di scene diverse) perché la facciata continua

era noiosa.

PALAZO MONTE CITORIO

- Bernini

- Costruito con delle paraste che chiudono la parte

centrale e 2 ali leggermente inclinate

- Bernini prova a riproporre quell’idea, ma in Francia i

mattoni costano moltissimo a differenza dell’Italia, in

Francia invece era caratteristica dalla pietra. - Questa è la facciata del

Louvre finale

- Licenziato Bernini non

sanno con chi sostituirlo, si

manda a casa il maggiore

architetto dell’occidente, si

crea quindi un’equipe di

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Storia dell’Architettura 31/1/2017

persone diverse organizzate che lavorano insieme per lo stato che devono dare forma a questa

facciata.

- C’è comunque il loggiato e il tetto piatto, c’è la balaustra senza statue.

- C’è il timpano

- Ci sono degli archi di trionfo ai lati.

- Non c’è l’arco, sono colonne di pietra, con trabeazione quindi più che Roma c’è la Grecia.

- Da qui si scatena una polemica tutta tra classicisti, a noi interessa che sono colonne

gigantesche paragonabili al colonnato di san Pietro, altissime, binate perché dal punto di vista

statico serve—> le colonne portano dei rapporti proporzionali vitruviani sulle proporzione delle

trabeazioni, tutti gli elementi sono armati da barre di ferro, per rendere le proporzioni imposte

dall’ordine è necessario ricorrere al ferro (cosa molto francese).

- Hanno quindi una facciata alla greca, che ha Palladio, ha Bernini, contiene pietra e ferro molto

francese, e ha anche l’edificio religioso dato del tempio (timpano+colone).

- Questa facciata mette tutti d’accordo, anche se in realtà ha molte delle problematiche che

erano state bocciate a Bernini come il tetto piatto e il “loggiato”.

- Non sarà mai una residenza reale, ma fondamentalmente perché nessuno vuole vivere in città.

V

• ERSAILLES

Versailles =arare

- Luigi XIV giovanissimo eredita

questo castello di caccia e

decide di trasformarlo in

qualcosa di nuovo che vede la

partecipazione di un architetto,

un giardiniere, uno scultore/

pittore.

- Diventa l’unico luogo dove il re

costringe ad abitare tutta la

nobiltà del tempo che permette

di non dover fortificare perché li

è concentrata tutta la vita

politica, non ci sono problemi di

manifestazioni popolari, è una

minicittà

- Il castello del padre è quello a C che affaccia sulla corte, il primo intervento che fa è ricoprire di

marmo la corte, e costruisce dei giganteschi giardini con

l’asse ortogonale (nord sud).

- Vi sono altri edifici simili sparsi in tutto il parco

- I due lati del copro centrale sono destinati alla residenza,

diventa una vera e propria città, con tanto di

organizzazione militare, teatri e accademie d’arte.

- Facciata: vi sono ai lati, evidenziati da un pronao la sala

della pace e la sala della guerra, è monocromatica

- La parte sottostante al salone principale è aperta e mette

in relazione i giardini con lo spazio antecedente

- Il prospetto dà vincente Bernini, perché c’è una sezione

rettilinea e non vediamo i tetti che nel 500 e nel primo 600

dovevano valorizzare l’entità francese, è un edificio che

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deve mettersi in relazione con il mondo

- Gli interni sono molto dorati per dare luce.

- Lo sviluppo orizzontale ha molta importanza in progetti simili.

In questo periodo nascono molte reggie in varie città importanti come a Vienna, a

Madrid, Belingrado (edificio azzurro), Londra, Dresda.

PADIGLIONE

IL ha un uso particolare, è destinato non all’uso di chi risiede, ma è destinato ad

accogliere l’imperatore se dovesse passare da lì, sono quindi architetture dell’attesa.

Un padiglione completamente vuoto che diventa un oggetto teatrale, complicato

architettonicamente e diventa il principale oggetto di architettura.

Nello scalone della residenza di Würzburg

vediamo una realizzazione di scale geniale. Le

gradinate vanno sostenute in maniera aerea, sono

strutture complicate dove si nota la bravura

progettuale. Devono essere leggeri, il tutto

decorato da Gian battista Tiepolo con i suoi cieli

il tutto molto illuminato, molto aerei leggeri,

impegno costruttivo, molto studio sugli intradossi

appoggiato su una struttura aerea.

REGGIA DI CASERTA

- L’architetto Vanvitelli si rende conto che lo

sviluppo a braccia può diventare scomodo e

insicuro perché per passare da una parte all’altra

ci vuole molto tempo,

—> quindi questo sviluppo viene raccolto in

quadrato con dei bracci e all’incrocio pone degli

spazzi centralizzati che tramite la croce di

Sant’Andrea permette l’incrocio di 8 passaggi (4

bracci e 4 uscite per la corti)

- I percorsi dei giardini diventano una specie di

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Storia dell'Architettura presi a lezione della prof.ssa Balestrieri con approfondimenti del libro consigliato di David Watkin.
Negli appunti sono inserite le immagini per ogni argomento, la maggior parte sono le stesse proiettate dalla docente.
In testa è presente un indice dettagliato utile come schema di ripasso, mentre in coda vi è un glossario delle principali parole specifiche espressamente richieste dalla docente.
Voto dell'esame 30/30


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in progettazione dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SaraPOLIMI di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Balestreri Isabella Carla Rachele.

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