Storia dell'Architettura 23/09 Balestrieri Isabella
giovedì 23 settembre 2021 14:27
Vitruvio mi aiuta a condurre tre operazioni:
• Guardare l'architettura greca e tradurla
• Mi permette di assumere la sua triade: utilitas, firmitas, venustas
• Permette di schematizzare gli edifici in diversi tipi: sacri, civili, pubblici, privati
Nel Libro III e IV Vitruvio decide di trattare <<delle case degli Dei immortali>>: templi sacri, che
incarnano la razionalità e diventano la forma di sintesi perfetta delle componenti costruttive,
funzionali, estetiche e simboliche. (ES: simbolo Unesco)
UTILITAS
Def utilitas: disposizione degli spazi in funzione del loro uso -> il tempio era un edificio destinato
al culto divino.
L'architettura del tempio è nata nella notte dei tempi e la sua architettura nasce in rapporto ad
esigenze di carattere liturgico, funzionale, ma che si legano anche al mondo dei simboli e delle
simbologie; tutto ciò legato al culto delle divinità pagane (ES: il culto pagano aveva la sua forma
più alta nel culto del mito, di storia). Il tempio secondo Vitruvio nasce come luogo e riparo
dell'immagine della divinità <<ilÊtempioÊèÊunoÊscrignoÊperÊl'idolo>>.
Il tempio è utile evidentemente a riparare l'immagine della divinità. Essendo la divinità
antropomorfa, la casa delle divinità differisce dalla casa degli uomini:
• Tetto a falde (VS le tipiche abitazione mediterranee hanno un tetto piano con terrazza) Urne cinerarie o edicole votive
• Pronao: funzione di far fermare le persone per farle svolgere una determinata attività
La tavola a fianco è una Tavola di un trattato ottocentesco (mentalità positivista) di Luigi Canina,
dove Canina prende degli oggetti simili, confrontabili, li rappresenta in pianta, li mette in scala e
ci fa vedere che tutti questi oggetti, grandi o piccoli, sono tutti case degli dei immortali -> casa
degli dei: tipologia all'interno della quale si possono fare delle diversificazioni.
Identico rapporto tra la cella e il portico, tra il portico e il suo basamento.
Per quanto riguarda il rapporto tra cella e colonne Vitruvio decide di ordinare i templi
compiendo un'operazione da una parte descrittiva, ma dall'altra parte, dato l'intento didattico e
sistematico, ordinatore, prova a trasmettere delle regole chiare, operando una sintesi sulla
varietà delle opere.
Parole chiavi: principia, figurarumÊaspectusÊ-> Pierre Gros traduce dicendo che esistono dei
criteri classificatori dei templi, che risultano dalle loro rispettive configurazioni.
Per Vitruvio esistono templi:
• In antis: cella con due ante (muri che stanno davanti a essa) di fronte a essa
• Prostilo
• Anfiprostilo (anfi: da ambe due le parti)
Tempietto di Atene Nike, Acropoli di Atene
• Periptero: fusione di casa e baldacchino -> quando la divinità esce di casa viene portata in
un baldacchino (4 elementi verticali + sistema di copertura orizzontale) -> l'architettura
viene messa in relazione con lo spazio esterno e viene resa sacralizzata, resa degna di
quella divinità.
TEMPIO PERIPTERO
Come si ottiene una pianta? Sezionando orizzontalmente un edificio, posizionando il nostro
piano ideale a un metro dal suolo. In nero pieno vedo ciò che è sezionato dal piano
Tempio di Apollo, Siracusa
Tempio esastilo (presenta sei colonne sul fronte, a cui ne corrispondono 17 sul lato lungo)
- Le colonne sono molto ravvicinate e hanno un diametro di circa 2m e l'intercolumnio è
- sempre uguale
Se guardiamo l'edificio dall'asse longitudinale, ruotati di 90°, vediamo che non c'è
- simmetria: il fronte e il retro sono organizzati in modo differente
Davanti al naos sta il pronao, dove ci sono due colonne
- Piante di edifici del periodo
Dentro c'è la cella vera e propria, che è a sviluppo longitudinale ed è suddivisa in tre
- tra il 570 e il Trecento a. C.
navate con uno spazio centrale più ampio. In questo spazio centrale si doveva trovare la
statua di Apollo.
Il rapporto è 1:1
- Sia nel pronao sia nella cella ci sono colonne con diametro diverso.
- Nonostante le diverse misure dei deambulatori, troviamo una certa corrispondenza tra le
- due file di sei colonne, anche se queste non sono in asse con le ante della cella. Al
contrario le due colonne del pronao sono in asse con le ante cella.
Tempio C, Selinunte (Sicilia)
Tempio esastilo
- L'intercolumnio è più ampio
- Il rapporto è 1:1,5
- L'edificio non è simmetrico rispetto al lato lungo: il naos non è posto in mezzo al
- crepidoma
Ci sono due file di colonne che separano la cella rispetto all'esterno
- La cella è stretta e lunga e non ha suddivisioni interne, è a navata lunga (non ha
- suddivisioni interne)
La Basilica di Pestum
Ha nove colonne sul fronte (una colonna è in mezzo): è pieno in asse -> ha due entrate:
- possiamo immaginare che vi abitassero due divinità
Estensione orizzontale abbastanza inedita
- Templi delle colonie: esibizione in termini di materiali
-
Tempio di Zeus a Olimpia dell'architetto Livone
Tempio esastilo, con 13 colonne sul lato lungo -> in pianta l'edificio è considerato come un
- rettangolo con un rapporto 1:2 (due quadrati). La tredicesima colonna costituisce un asse
disposto a 90° rispetto all'asse longitudinale
Il tempio è stato proporzionato su un sistema modulare -> i numeri 6, 12, 144, 8, 4, 2
- regolano tutte le misure di ogni singolo elemento -> ci sono dei rapporti proporzionali
espressi in piedi dorici che regolano tutto, dalle dimensioni del perimetro, sino alla misura
delle scanalature delle colonne Tavola di Luigi
Al centro vi è la statua di Zeus scolpita da Fidia
regolano tutte le misure di ogni singolo elemento -> ci sono dei rapporti proporzionali
espressi in piedi dorici che regolano tutto, dalle dimensioni del perimetro, sino alla misura
delle scanalature delle colonne Tavola di Luigi
Al centro vi è la statua di Zeus scolpita da Fidia
- Canina
C'è il pronao, un doppio muro con un'intercapedine, la porta di ingresso e subito dopo due
- spazi (uno con una scala a lumaca) -> l'ingresso fa sembrare il passaggio ancora più
articolato
La scala è posta in quel punto per pulire la statua crisoelefantina di avorio (magari rivestita
- d'oro) e per fare la manutenzione al tetto -> il tempio è la casa degli dei immortali -> il
tempio non può crollare, non si può corrodere, non si può bruciare
Tempio di Atena Partenos, (opera di Ictino, commissionata da Pericle, noto soprattutto per le
sculture di Fidia)
Tempio octastilo con 17 colonne sul lato lungo (8x2+1)
- La cella si allarga così tanto che il peridromo risulta stretto -> la casa ha più importanza del
- resto
Non c'è più una grande cella e uno spazio di servizio, ma ci sono due celle che potrebbero
- avere la stessa importanza: hanno due ingressi di uguale dimensione e davanti a ogni cella
ci sono quattro colonne isolate
Tutt'attorno alla statua di Atena vi è un colonnato a forma di U che render molto teatrale
- l'intero insieme
Il rapporto proporzionale che permette di mettere in relazione tutte le figure del
- Partenone è 4/9
Tempio di Apollo a Basse, V sec a.C., (opera attribuita a Ictino)
L'interno della cella è lo spazio più importante: la cella è caratterizzata da colonne
- addossate alla muratura -> crea delle scansioni ritmiche all'interno della cella
C'è una colonna centrale che diventa il perno della composizione
-
Tempio di Apollo a Vidima, Asia Minore, III sec a.C.
Edifico di dimensioni colossali
- Tempio diptero (due giri di colonne)
- Il fronte è una selva di colonne (non sono tutte utili)
- C'è una porta che da a un atrio dove troviamo due colonne
- Sistemi di scale nascosti nelle murature.
- Nell'atrio c'è una scalinata che conduce verso il basso e verso l'interno
- Nella cella è custodito un altro tempio
- Le colonne del pronao sono affastellate una all'altra
-
Tempio a Tolos, Delfi
Tempio a pianta circolare
- Tradizionalmente costruito per celebrare non le divinità ma gli eroi
-
ATTENZIONE: esistono elementi costanti e variabili che cambiano durante la tradizione
dell'architettura di uno specifico tipo di edificio
FIRMITAS (stabilità)
Nel Libro III di Vitruvio, l'autore decide di parlare di species: esistono 5 categorie di templi ->
quelle che sono identificabili tramite le dimensioni di ogni singola colonna della peristasi,
calcolate alla loro base, ma, il parametro che permette la classificazione non è semplicemente la
larghezza dell'intercolumnio, ma è il rapporto tra la larghezza della colonna e la loro distanza.
(questo è un parametro per Vitruvio, che egli ricava dal suo esercizio di analisi).
Secondo lui questo rapporto può variare da un minimo di 1/1,5 a un massimo di 1,+3
Secondo Vitruvio i templi che hanno peristasi caratterizzate da un rapporto massimo 1:2,
possono caratterizzare degli inconvenienti, poiché se lo spazio tra una colonna e l'altra è troppo
ridotto non si può stare in due (la matrona non può essere sostenuta dall'ancella, due familiari
non possono stare l'uno assieme all'altro) -> è coercitivo: non è adatto a una maternità che ti
protegge, clemente. Se poi le colonne sono troppo vicine, non si intravede l'ingresso -> segno di
ostilità VS architettura sacra: accogliente.
Esiste una classificazione vitruviana legata ai rapporta tra i diametri della colonna e
l'intercolumnio ed esiste un rapporto proporzionale che dal punti di vista dell'utilitas è molto
tempio diastilo 1:3. MA se bado solo all'utilitas, metto in crisi la
vantaggioso ed è il rapporto del
bisogna fare molta attenzione all'intercolumnio, perché da essa deriva la
firmitas dell'edificio ->
larghezza dell'architrave in pietra -> esiste un intreccio tra aspetti dell'utilitas e aspetti della
firmitas.
La soluzione che Vitruvio fornisce per dilatare l'intercolumnio è utilizzare un architrave di legno e
non di pietra.
Rapporto consigliato: 1:2+1/4 -> Vitruvio trasmette una regola, che influenzerà le generazioni
successive.
Il tempio greco è sempre stato visto come un esempio di grande razionalità:
-> Questi edifici molto complessi necessitavano di equipe specializzate -> era necessario
conoscere la pietra (fino al VI sec a.C. non esistevano edifici costruiti in pietra, ma in legno o in
terracotta)
Importante era l'organizzazione della cava, che procedeva in modo ortogonale e che se
conosciuta nelle sue intime caratteristiche, permetteva a chi lavorava di estrarre, coltivando la
cava, dei blocchi che dovevano conservare le caratteristiche naturali anche in cantiere (le fibre
delle pietre dovevano essere caratterizzate da determinate qualità morfologiche e geologiche e
trasportate in cantiere) -> usare la geometria per analizzare la natura e sfruttarla.
Passaggi dal trasporto dei blocchi al loro utilizzo in cantiere:
Trasporto: sulle cave andavano costruite delle strade con il materiale di sfrido per
- costruire delle piste su cui far andare delle slitte, che venivano poi controllate da dei cavi
(anche costruire le funi di canapa era molto difficile)
ATTENZIONE: non era solo importante l'organizzazione della cava, ma anche quella della
produzione delle macchine da cantiere, che potevano essere utili o potevano derivare da
macchine di guerra o dall'industria nautica -> i marinai che sanno utilizzare le funi sulle
barche sono gli stessi che sanno usare le funi della macchina di cantiere.
Per costruire un edificio bisogna iniziare dallo scavo e dalla platea di fondazione.
Per collocare le pietre in opera è necessario conoscerne profondamente le caratteristiche: le sue
misure devono essere prefabbricate, pensate a priori prima del loro collocamento (come le
caratteristiche di resistenza -> inesistenti fino a Galileo).
Lavorazione complessa e faticosa -> l'architetto doveva evitare lavori inutili e predisporre la
lavorazione del singolo blocco (e.g. per la costruzione del crepidoma) e prefabbricare i singoli
pezzi, dove il piano di posa (il piano orizzontale del singolo blocco) andava lavorato in modo
assolutamente perfetto (perché la sovrapposizione di un blocco su un altro assicurava la
stabilità), ma invece, in qualche caso, si poteva lasciare una parte di faccia scabra e lavorare
solamente gli spigoli. Era tutto un'opera di progettazione che andava fatta preventivamente,
ovvero a piè di cantiere (tra la cava e il cantiere).
I blocchi andavano spostati e solleva a un'altezza incredibile, ancora una volta predisponendo il
blocco.
Costruito il crepidoma, si passava alla posa delle pietre che dovevano costituire la cella
Ogni singolo pezzo programmato per la costruzione doveva essere stagionato per due anni
(lasciato per due stagioni al sole e per due interni le parti di vuoto dovevano ghiacciarsi) per
perdere l'umidità di cava.
Quando si costruisce il crepidoma, l'ultimo pezzo orizzontale stilobateÊ(base delle colonne) deve
essere reso convesso per poter far scorrere l'acqua.
Nella maggior parte dei casi le colonne sono composte da crocchi diversi / tamburi: sezioni a
base circolare che venivano posate una sopra l'altra e tendenzialmente erano incardinate una
sopra l'altra tramite un foro centrale nel quale veniva colato del piombo. Raramente sono degli
elementi monolitici.
Sopra la colonna c'è il capitello, un elemento non decorativo, ma molto importante dal punto di
elemento di snodo tra due strutture
vista lessicale, linguistico, sintattico. Si tratta di un
fondamentali: l'elemento verticale a sezione circolare e l'elemento orizzontale (l'architrave) è la
tendenzialmente a sezione rettangolare. Il capitello è composto da echino e abaco. L'echino Tempio di Sagesta (Sicilia)
è invece una tavoletta che deve
parte scolpita per essere armonizzata alla colonna. L'abaco
entrare in relazione con l'architrave. L'echino viene inciso con righe che si chiamano collarino e
che ci fa capire che si sta passando da una sezione all'altra. Il capitello si allarga per sostenere
una sezione più ampia. Sul capitello venivano poi montati elementi orizzontali che avrebbero poi
costituito il solaio (che noi abbiamo completamente perso).
Sopra dobbiamo immaginare la costruzione del frontone.
Tutto ciò che aveva a che fare con l'apparato linguistico, decorativo veniva realizzato solo dopo
la costruzione del tetto per proteggere e permettere al cantiere di andare avanti.
DOVE troviamo la razionalità della costruzione del tempio?
Il tempio è costruito secondo un sistema prefabbricato: chi lo disegna sa come dovrà essere ->
architettura standardizzata (rapporti proporzionali)
L'accordo fra le parti è fondamentale per capire come costruire un edificio: prima le devo
riconoscere in relazione all'equilibrio generale delle cose (ES: la colonna è a sezione circolare
perché è un elemento che non posso che collocare in posizione verticale)
VENUSTAS
A proposito della venustas, nel Libro I Vitruvio parla di simmetria: <<laÊsimmetriaÊsiÊpuòÊ
dell'operaÊstessaÊfraÊloroÊeÊnellaÊcorrispondenzaÊ
intendereÊcomeÊunÊaccordoÊarmonicoÊdelleÊparti di Pierre Gros) -> rapporto fra
diÊciascunaÊparteÊeÊlaÊconfigurazioneÊcomplessiva.>>Ê(traduzione
parti e unità.
<<SimilmenteÊalÊcorpoÊumano leÊmembratureÊdeiÊsacriÊtempli devonoÊessereÊassaiÊ
convenientementeÊrispondentiÊperÊcommensurabilitàÊallaÊsommaÊtotaleÊdiÊtuttaÊquantaÊlaÊ
grandezzaÊrisultanteÊdalleÊsingoleÊparti.>>
Il fusto della colonna è composto da una serie di tamburi diversi. La colonna ha delle scanalature
e ha un'entasis : la colonna non è solo rastremata (più larga nel diametro di base e più stretta nel
diametro alla sommità) ma al terzo inferiore della colonna si assiste a una sorta di
rigonfiamento, che fa in modo che la colonna abbia una sezione più legata all'uso di curve e che
fa in modo che la colonna non sembri smangiata nell'aria, anche se in realtà ha a che fare con
delle importanti conoscenze di statica.
ATTENZIONE: si chiama colonna e non pilastro a sezione circolare perché una colonna è un
elemento di sostegno verticale a sezione circolare che ha un rapporto proporzionale
predeterminato tra la larghezza del diametro alla base e la sua altezza.
L'ordine dorico è l'ordine che è stato elaborato dalla popolazione dei dori e che contrasta con
l'ordine ionico, elaborato dalla popolazione dei ioni -> non c'è successione storica tra l'uno e
l'altro.
Vitruvio coi dice che per quanto riguarda l'ordine dorico:<<AnticamenteÊilÊrapportoÊfraÊilÊ
diametroÊallaÊbaseÊeÊl'altezzaÊdellaÊcolonnaÊeraÊdiÊ1/6,ÊcioèÊcomeÊilÊrapportoÊtraÊlaÊlunghezzaÊdelÊ
piedeÊeÊl'altezzaÊdell'uomo.ÊPoiÊmiÊsonoÊaccortoÊcheÊilÊrapportoÊsiÊèÊevolutoÊedÊèÊdiventatoÊ1/7.>>
La trabeazione è la fascia orizzontale composta sempre da tre registri: architrave, fregio e
cornice. L'architrav
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