Definizione e funzioni del sistema finanziario
Il sistema finanziario è un insieme di strumenti, intermediari e mercati finanziari, e autorità di regolamentazione e
vigilanza esistenti in un determinato luogo e in un determinato momento (non c'è perciò una definizione standard di
sistema finanziario--> il sistema finanziario di oggi è diverso da quello di 10 anni fa; il sistema finanziario italiano è
diverso da quello francese, anche se Italia e Francia appartengono entrambe all'Unione Economica e Monetaria
Europea).
Oggi il sistema finanziario è un'infrastruttura fondamentale per qualsiasi sistema economico.
In una economia che non si basa sulla moneta il metro di valutazione è alquanto soggettivo e personale. La decisione sul
valore di un bene espresso attraverso un altro bene (baratto) è difficile. C'è un unico bene che mette d'accordo tutti, ed è
la moneta che per funzionare ha bisogno dell'infrastruttura del sistema finanziario. Come un treno che non può
funzionare senza binari.
Il sistema finanziario è fondamentale per il funzionamento del sistema economico.
Esso svolge una serie di funzioni:
Creditizia o di allocazione delle risorse (realizza il trasferimento di risorse, dal risparmio agli investimenti)
Monetaria (creazione e gestione dei mezzi di pagamento)
Trasmissione di impulsi di politica economica e finanziaria
Partiamo dal Conto Economico di un soggetto: ci sono delle entrate correnti e delle spese correnti. Il Conto Economico
di un operatore presenta una differenza fra entrate e uscite, e costi e ricavi.
Per alcuni operatori le entrate sono maggiori delle uscite (operatori economici collocabili nel raggruppamento
“famiglie”), nella pubblica amministrazione accade l'opposto (entrate minori delle uscite).
Noi ci concentreremo sul settore famiglie, dove di norma le entrate superano le uscite, generando un risparmio periodale
(che si misura su un orizzonte temporale). Il risparmio periodale, se non viene utilizzato, contabilmente, va ad
aumentare la ricchezza di un soggetto.
Sia il risparmio periodale che il patrimonio sono dei valori saldo, ovvero vengono messi nella sezione opposta per
pareggiare le sezioni. Per esempio l'utile va in dare in CE, perchè è il saldo del conto economico. Stessa cosa per il
risparmio periodale.
La ricchezza di un soggetto è rappresentata dal suo Stato Patrimoniale, ovvero il patrimonio netto di un soggetto
–
(attività finanziarie + attività reali passività finanziarie).
Le attività reali sono inscritte nel bilancio di un solo operatore, mentre le attività finanziare sono scritte nel bilancio
di due operatori (saranno un credito in attivo di un operatore, nell'altro saranno collocate nel passivo dell'altro
operatore).
Il patrimonio netto viene aumentato di anno in anno dal risparmio periodale (che è una variabile flusso, come tutte le
variabili di CE), che noi definiamo saldo finanziario.
Dal punto di vista della contabilità economica, il saldo finanziario può avere segno positivo (surplus o avanzo
finanziario) o negativo (deficit o disavanzo finanziario).
Le famiglie hanno convenzionalmente una condizione di saldo finanziario positivo, sono soggetti in avanzo finanziario,
producono risparmio; mentre imprese e pubblica amministrazione hanno convenzionalmente saldo finanziario negativo,
ovvero assorbono risparmio.
In ttutto questo si inseriscono gli intermediari finanziari, che per convenzione hanno saldo finanziario pari a 0.
Chiaramente ci sono banche che producono utili, ma questa è sola convenzione e rappresentazione teorica.
Il motivo è che questi agevolano il passaggio di risorse finanziarie fra i soggetti in surplus e quelli in deficit. Se non ci
fosse la possibilità di collegarli, ci sarebbero gravi disequilibri.
Compito del sistema finanziario è di mettere in collegamento i soggetti che hanno un surplus con quelli che si trovano
in deficit. Chi ha surplus (risparmio) offre queste risorse finanziarie: se ho del risparmio e lo voglio impiegare posso ad
esempio comprare attività reali (eg compro un'auto, che compare nel mio SP come attività reale). Se io volessi
impiegare questi risparmi in un'attività finanziaria (eg titoli di stato, BTP ecc), per me sarebbe un'attività finanziaria
per lo SP dello Stato) ← io che ho surplus domando strumenti
(dare nel mio SP, ma avere\passività finanziari che
scriverò nelle mie attività, ma è un debito per lo stato nei miei confronti.
Il passaggio di queste risorse da un soggetto all'altro crea un sistema finanziario, uno strumento finanziario che è
definito come ciò che consente il passaggio di risorse finanziarie da un soggetto in surplus a un soggetto in deficit.
Questo scambio di risorse e strumenti può essere realizzato in due modi:
Direttamente: Sui mercati c'è un collegamento diretto, chi domanda strumenti finanziari e chi li offre si
direttamente (anche se c'è bisogno di agenti che agevolino l'incontro → eg vado in banca e compro
incontrano
i BTP, la banca agisce per favorire l'incontro).
Quindi la canalizzazione delle risorse avviene attraverso i mercati mediante investimenti diretti e investimenti
effettuati dagli investitori istituzionali.
Indirettamente (circuito indiretto o intermediato): molto più diffuso nel nostro paese e vede prevalere la
categoria degli intermediari finanziari, rappresentati in grande misura dalle banche. Noi ci occuperemo di
questo. La canalizzazione delle risorse avviene attraverso soggetti che operano una trasformazione di risorse
finanziarie (banche) e non si limitano ad agire per conto di qualcuno.
Nel caso in cui facessi un deposito in banca, il risparmiatore gode di maggiori tutele, per esempio ha diritto da
essere ugualmente rimborsato anche se il debitore (la banca) non dovesse più essere in grado di pagare i propri
debiti.
Gli intermediari finanziari in ogni caso sono strettamente connessi con i mercati.
La complessità del sistema finanziario è più elevata nel momento in cui è elevato il numero degli intermediari e dei
mercati (esistono tante tipologie di mercati a seconda dei soggetti che operano su di essi).
Tassonomia (classificazione) dei mercati finanziari
Si può fare una suddivisione in base a vari criteri:
la presenza di regolamentazione : quelli regolamentati hanno regole definite da autorità di regolamentazione
del mercato, che devono essere osservate da tutti gli operatori e valgono per tutti gli operatori. Nei mercati
over the counter (non regolamentati) le regole ci sono, ma sono definite dalle parti, che possono creare regole
diverse per ogni negoziazione.
Grado di novità degli strumenti sul mercato: ci sono mercati primari (operazioni che riguardano i titoli di
nuova emissione → quando lo Stato annuncia l'emissione di titoli di stato, tutte le operazioni compiute per quel
titolo fino a quel giorno, sono operazioni di mercato primario). I mercati secondari invece comprendono tutte
le operazioni legate alla negoziazione del titolo (dal giorno dopo l'emissione alla scadenza del titolo stesso).
Un buon sistema finanziario funziona bene se ha un efficace mercato primario (dove è facile emettere titoli e
collocarli) ma anche se ha un efficiente mercato secondario (dove i soggetti possono scambiare i titoli).
Perchè lo stato italiano riesce a collocare così agevolmente i titoli del suo debito pubblico? Perchè ha un
mercato secondario molto efficiente!
Durata degli strumenti finanziari: ci sono i mercati monetari (vanno da 0 a 12 mesi) e quelli finanziari
(superiori a 12 mesi). Questa è una convenzione che vale a livello internazionale. Quando si parla di durata, ciò
che rileva non è tanto la durata contrattuale ma quella residua: non ci interessa la durata formale dello
strumento, ma mi interessa il lasso di tempo che intercorre fra oggi e la scadenza.
Consideriamo un BTP emesso il 1 gennaio 2010 che ha durata 10 anni → durata contrattuale di 10 anni, ma se
io considero oggi questo strumento finanziario ha una durata residua di qualche mese (oggi non è più uno
strumento di mercato finanziario, ma di mercato monetario).
Durata contrattuale → mercato finanziario (in genere)
Durata residua → mercato monetario (in genere)
Rilevanza della forza contrattuale: se la forza contrattuale non rileva si parla di mercati aperti : le condizioni
sono le medesime per entrambe le parti a prescindere dalla loro forza contrattuale, eg Tizio e Caio fanno
un'operazione sul mercato finanziario, Tizio compra 1000 euro di BTP e Caio 30000 euro, in questo momento
il prezzo che pagano entrambi è lo stesso, perchè il mercato di borsa è aperto, non rileva la forza contrattuale.
Nei mercati diretti la forza contrattuale rileva, perchè chi ha potere contrattuale più alto riesce a spuntare
condizioni maggiormente favorevoli (eg il tasso di interesse), perchè ha conoscenze superiori rispetto a chi ha
meno forza contrattuale.
Rappresentazione del sistema finanziario italiano
In alto abbiamo le autorità di vigilanza: BCE e Banca d'Italia (a pari) che si occupano di stabilità, a loro è demandata
la fissazione delle regole riguardanti la stabilità del sistema finanziario; Consob, a cui compete il ruolo di autorità di
regolamentazione per la correttezza e la trasparenza degli operatori; Antitrust, che al contrario delle prime due non è
tipica del settore finanziario, ha il compito di assicurare un adeguato livello di concorrenza all'interno di un determinato
settore (non solo quello finanziario); Ivass, istituto di vigilanza sulle assicurazioni (è specifico); Covip, commissione di
vigilanza sui fondi pensione (si occupa nello specifico dei fondi pensione).
Perchè una delle componenti fondamentali del sistema finanziario è data dalle autorità di vigilanza e di
regolamentazione? Perchè sono necessarie? Il mercato non si può autoregolamentare! Anche Einaudi, seppur liberista,
era convinto sulla regolamentazione del sistema finanziario. Il cattivo funzionamento del sistema finanziario ha delle
ripercussioni sull'intero sistema economico, che sono così incisive e devastanti che non è possibile farne a meno.
La presenza di regole non è sinonimo di sicurezza assoluta, però cerca comunque di contenere gli effetti di una possibile
crisi.
Che differenza c'è fra vigilanza e regolamentazione? La regolamentazione è la definizione delle regole che il sistema
finanziario nelle sue componenti deve osservare, queste regole sono fatte dalle autorità del sistema finanziario italiano;
la vigilanza è il controllo fatto da parte delle autorità, che le regole date siano osservate.
L'elemento di confusione è il fatto che chi dà le regole e chi controlla che le regole siano osservate sono sempre le
stesse autorità, però l'azione di per sé è diversa.
Le regole non bastano per limitare gli effetti delle crisi, bisogna controllare che siano osservate, attraverso le attività di
vigilanza (da questo punto di vista l'Europa è la massima rappresentazione).
Non basta solo il coordinamento fra gli organi, ma anche le regole devono essere armonizzate, attraverso dei capisaldi,
delle regole fondanti, che devono essere uguali ovunque, se no si verificherebbe l'arbitraggio regolamentare, ovvero ci
si muove nel paese dove le regole sono più favorevoli.
Eg: se noi dovessimo produrre tavoli, dovremmo impiantare uno stabilimento in un determinato paese, e sceglieremmo
quindi quello con meno vincoli, che comporterebbero altrettanti costi. I tavoli poi andranno trasportati, quindi bisogna
vedere anche le norme dei paesi da attraversare.
Eg: pensiamo ora al produttore di un'attività finanziaria, anche in questo caso il produttore generalmente si insedierà in
un paese dove la regolamentazione è limitata. In questo caso non c'è il problema del trasporto, non c'è nulla di fisico.
Se le regole comuni e condivise non sono presenti, gli operatori tendono ad insediarsi dove trovano un assetto più
confacente (fenomeno dell'arbitraggio regolamentare).
Come risolvere il problema dell'armonizzazione? L'unione bancaria europea, ovvero uno spazio comune legato alle
regole di azione delle banche, che risponde all'obiettivo dell'armonizzazione e del coordinamento delle attività.
La BCE ha il compito di autorità di regolamentazione e vigilanza, ovvero fissa le regole e controlla che queste siano
osservate all'interno dello spazio comune rappresentato dall'unione bancaria europea.
19.09.2019
Modelli di intermediazione finanziaria
Nel momento in cui bisogna agevolare il passaggio delle risorse dai settori in surplus a quelli in deficit cosa prevale?
Intermediari o mercati? Qual è il ruolo prevalente in un sistema finanziario?
Noi possiamo avere un sistema finanziario orientato agli intermediari (Bank Oriented) quando il ruolo prevalente è
giocato dagli intermediari, che svolgono una funzione di asset transformation.
Se il ruolo prevalente è quello dei mercati si parlerà di sistemi orientati ai mercati o Market Oriented.
Esiste anche una connotazione geografica: i sistemi anglosassoni (UK e USA, ma anche Canada, Australia e Giappone)
sono tipicamente Market Oriented; sono invece sistemi tipicamente Bank Oriented i sistemi finanziari dell'Europa
Continentale.
Questi due modelli non sono operativi in senso stretto, ma sono modelli teorici, la realtà è un mix fra i due (i due
modelli sono i due estremi).
Indicatori per misurare l'orientamento di un sistema finanziario
Esistono degli indicatori per misurare l'orientamento di un sistema finanziario (facilmente comprensibili e facili da
calcolare): → definendo il PIL come ricchezza prodotta da un determinato paese in un
1. credito totale bancario / PIL
determinato momento (variabile flusso); al numeratore abbiamo una variabile stock.
Il credito totale interno è dato dalla somma a tutti i finanziamenti interni (erogati dall'interno del paese) al
settore non statale, a cui si somma il fabbisogno del settore statale.
In un sistema economico le imprese hanno bisogno di finanziamenti, e come ottengono credito? Con un
finanziamento in banca. Ma le imprese possono anche soddisfare il loro bisogno finanziario attraverso
l'emissione di obbligazioni (in genere per le grandi imprese).
→ partiamo dal significato di
2. capitalizzazione di borsa / PIL capitalizzazione di una società quotata in
borsa: la capitalizzazione è il valore che il mercato attribuisce ad un impresa in un determinato momento
(prendo il prezzo in borsa e lo moltiplico per il numero di azioni di quella società). Se la società è quotata in
borsa ciò che mi interessa non è tanto il patrimonio netto ma il valore che il mercato attribuisce a tale impresa.
La capitalizzazione di borsa sarà perciò la sommatoria della capitalizzazione di tutti i titoli quotati in borsa (eg
se in un mercato sono quotate 10 società la capitalizzazione di borsa sarà la somma della capitalizzazione in
borsa di queste 10 società).
Poiché i prezzi di mercato variano di giorno in giorno, la capitalizzazione di una società e della borsa variano
di giorno in giorno. Ricordiamo anche che alcune borse sono divise in più mercati: per esempio in Italia c'è il
mercato telematico azionario (MTA), il mercato dedicato alle piccole imprese e il MIV.
Quando parliamo di capitalizzazione di borsa facciamo riferimento a tutti e 3 i mercati o a solo quello
principale (MTA)?
Il prezzo di mercato cambia continuamente, e perciò per definire la capitalizzazione di borsa si prende il prezzo
che si ha alla chiusura del mercato (17.30).
Confrontando questi due indicatori, che hanno entrambi al denominatore lo stesso indicatore, noi andiamo a vedere se in
un paese prevale l'uno o l'altro:
se il primo indicatore è maggiore del secondo diremo che il sistema è orientato agli intermediari;
se il primo indicatore è minore del secondo il sistema sarà orientato al mercato.
Gli indici però sono troppo grezzi allora si ricorre agli indici di Goldsmith:
→
1. Grado di intensità finanziaria AF totali/ricchezza nazionale (AF vuol dire attività finanziarie; la
ricchezza nazionale è data da AF + AR ovvero attività reali).
Questo è l'indicatore ideale per misurare il grado di intensità finanziaria di un paese, ma il vero problema della
misurazione della ricchezza nazionale sono le AR: mentre le AF hanno un valore certo dato dal loro valore
nominale, le AR no (eg le abitazioni sono le attività reali più diffuse, ma qual è il valore di un'abitazione? Il
valore che noi attribuiamo alla nostra casa contiene anche una componente soggettiva, ma un terzo non
avrebbe quella componente soggettiva).
Le AR e quindi la ricchezza nazionale danno dei problemi di misurazione, perciò anziché utilizzare il rapporto
precedentemente dato, si usa un altro indicatore che non usa più variabili stock, ma flusso →
delta AF totali/PIL questi due valori sono più confrontabili, e ugualmente questo rapporto mi dà il grado di
intensità finanziaria di un determinato paese (quanto le attività finanziarie contribuiscono a spiegare la
ricchezza di un determinato paese).
Esistono paesi ad alto grado di intensità finanziaria (eg Lussemburgo, Andorra, Irlanda, Bahamas, Delaware
ecc). →
2. Rapporto di intermediazione AF degli intermediari/PF degli utilizzatori.
Le passività finanziarie degli utilizzatori sono i debiti finanziari (verso le banche) degli utilizzatori (famiglie,
imprese e settore pubblico); le AF degli intermediari sono i crediti concessi dagli intermediari agli utilizzatori.
Più questo rapporto si avvicina a 1, maggiore sarà l'orientamento del sistema agli intermediari → vorrebbe dire
che il numeratore è quasi
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